Archivi categoria: Ti spiego il mondo con la sveltina!

Problemi sociali complessi? Soluzioni semplici…

No, vabbè, cioè quindi io mi sarei stancato di questa storia per cui io sono vecchio se vi dico che all’epoca mia era tutto più bello e mo’ si è banalizzato tutto. Che poi (tra parentesi)(cit.) è anche un pochettino vero.
E, vabbè, mi sono stancato di tutte quelle slide o catenedisantantonio che popolano il webbe… dove ti scrivono che ormai ci siamo dimenticati il gusto di avere una cornetta in mano, di suonare ad un citofono per chiamare gli amichetti col pallone sotto il braccio, di trepidare dicendoci “speriamo non risponda il padre… speriamo non risponda il fratello… speriamo non risponda la madre…” e sostanzialmente dovevi pregare che la tipa fosse sola in casa, o farle le poste sotto la casa per telefonare – roba che adesso ti direbbero “ricchione se era sola salivi e te la frecavi” ma ora non capiscono la poesia e sono troppo precoci e questo va bene solo quando detraggono sulla tua sessualità, va meno bene quando pensi a quanto avresti scopato come un porco già dai 13 anni se rivolgi lo sguardo a quanto avanti è andata quella cosa che si chiama emancipazione femminile solo perchè dire troiaggine è maschilistico e fallocentrico… ma poi di questo si tratta. Featured image

No, vabbè, io non è di questo che oggi voglio parlare… non di quanto belli fossimo noi con la pasticchina del fluoro nel mese della prevenzione o il collirio nel mese della prevenzione o l’antitubercolina nel mese della prevenzione e però senza educazione sessuale nemmeno alle superiori negli anni dell’AIDS come flagello del secolo.Featured image

Io voglio semplicemente dire che la mia generazione, che non aveva le videocamere di sorveglianza a vigilare sull’incolumità di noi scolari, la mia generazione ne ha prese molte di più e siamo usciti meglio – guarda un po’ tu – di questi mocciosi che non gli puoi torcere un capello, non gli puoi alzare un dito, non gli puoi dare una scossettina – non quelle elettriche e che cazzo! gli strattoni – che subito scattano le “manette ai polsi delle streghe” di quel tale asilo. E poi però… loro… cioè non è che non vi sento lamentarvi di questa gioventù violenta che ammazza con un pugno per strada fa le risse si schianta ubriaca si fa gli stupri di branco e “tutte ‘ste robe qui”.

Andate a ‘fanculo! Non il paese… la pratica!

Quando vedo e sento di questi bambini strattonatelli, con uno scapoccione, messi in castigo con le mani sul banco – nemmeno al buio o in un luogo angusto – io ripenso a tre cose in fila:
– il mazzo di chiavi di una monacaputtanadelcazzo dritto sulla testa di mio fratello… e non una volta per caso, ma fisso, sempre, ad ogni minima e dico minima e ribadisco minima intemperanza. Roba da lasciarle in una cella a morte a vita le maestre se lo facessero ora.
– la riga rigorosamente lignea che si abbatteva di taglio in testa o sui dorsi delle mani ad ogni minima intemperanza.
– il rumore della testa presa dall’orecchio con torsione della cartillagine di un 30/45° e sbattuta contro la santissima lavagna per un numero di volte poporzionale a quanto oltre il “minima intemperanza” eri andato – minimo 3 volte.
Ah sì… il tutto al grido belluino di “animale o peggio ancora bestia” che nel piccolo galateo a pagina 47 è addirittura definita espressione “massimamente sconveniente financo coi sottoposti” (se non mi credete cfr. “Galateo per bambini”, La Scuola per Tutti, Roma, 1949, pg. 47sgg.).

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Poi ripenso all’omertà totale che c’era su queste sevizie… non perchè la maestra dicesse “Non azzardatevi a dire nulla alla mamma o al papà”… ma perchè sapevi che la reazione della mamma o del papà o del delegato di spiaggia sarebbe stata esclusivamente una: “Chissà che avevi fatto!”… e probabilmente giù altre mazzate!
Poi ripenso agli incoraggiamenti della madre, del padre o del delegato di spiagga di turno che alla kapo in questione lanciava nemmeno tanto timidi incoraggiamenti: “Dagli, maestra…”.
Io nemmeno nei peggiori bordoring ho visto tanta determinazione nell’incitare all’annichilimento fisico dell’avversario.

Poi vedo mia madre che vede i servizi tv sulle “streghe degli asili”… e non la riconosco più.
Quando mia madre fa qualcosa io parto sempre dal presuppost che forse abbia le sue ragioni e probabilmente tecnicamente anche ragione.

Poi però vedo che la mia generazione aveva:
– ken il guerriero, l’uomo tigre e lamù che istigavano alla violenza, alla distruzione ed allo stupro
– l’eroina che istigava all’autodistruzione
– colpo grosso che istigava alle seghe.
La mia generazione aveva anche:
– il servizio militare obbligatorio…
– le maestre che menavano come aguzzine dell’ESMA sotto Videla Massera o un altro pocro del genere nell’argentina golpista di Passarella e qualcun’altro…
– Pietro Maso e quelli del cavalcavia. Solo quelli, però!

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Al netto di una serie di cose siamo andati parecchio peggio, negli anni! Non sto a fare la lista perchè mi sentirei un Ultrauomo qualsiasi… e Ultrauomo mi ricorda quei negozi tipo Ultramoda… e non mi piace. E non venite a dirmi che non c’era bullismo… perchè senò vi racconto di quel che succedeva nei cessi del Liceo Matteo Spinelli di Giovinazzo… o all’uscita del Liceo Orazio Flacco… o alle elementari di Via Napoli di Giovinazzo… o alla Buonarroti di Giovinazzo (scuola media) o al Santarella di Giovinazzo che è tipo girone dantesco Giudecca… ma proprio in basso…
… o in qualsiasi altra scuola del regno. O strada… o parchetto!
Io comincio a pensare che le mazzate siano quelle che mancano. E comincio a pensare che siano eccessive le definizioni. Che la soglia del dolore si sia abbassata… assieme alla soglia di adesione alla realtà.
E che in buona sostanza il concetto stesso di sanzione sia concepito come “da sanzionare”.
Ci credo che poi ubriaco di MDMA finisci per violentare tua nonna in carrozzella consapevole che poi la ucciderai con la corrente elettrica provando a dare la colpa alla coperta della badante perchè tua madre intaschi una congrua eredità e possa darti l’agognato aumento di paghetta che tanto non sei stato bocciato a scuola perchè comunque non bocciano più…

Non venite a dirmi che la nostra società era meno violenta e meno bulla…
…Che proprio come per la storia di Rodney King – che se non sapete chi è siete proprio stronzi di questi tempi – “This shit happens every day… uncommon is the VCR on the scene” che vuol dire: “Sta merda capita ogni giorno… il cazzo è non avere sempre una videocamera appresso”…
Non venite a dirmi che la nostra società era meno violenta… mettetevi una mano sulla coscienza…

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Le Liste: della oscena e sciatta pretesa di spiegare la vita (ed il Porno) con una sveltina

Pare che ormai se non ci si esprime per liste non si esista come blogger. La lista è veloce, agile, scattante. Una sveltina del pensiero che condensa in pochissime righe concetti, astrazioni, desideri. E’ come la scopata in pausa pranzo con la collega, dipendente, direttrice (a seconda non tanto e non solo di quale gradino occupiate nella scala gerarchica della grande e confusionaria orgia che è la vita ma soprattutto di quanto voi siate disposti a mettere quotidianamente in discussione il vostro posto sfidando gli alfabeti etologici ed i righelli andrologici che vi costringono al ruolo di Alfa – Beta – Gamma – Delta) nella quale in un tempo variabile dai 120 ai 600 secondi vi ritrovate a condensare tutta una architettura erotica accumulata in una intera mattinata di fantasticherie e di pelviche nascoste sotto la scrivania.

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La lista è quella sveltina nella quale sei convinto di aver detto e dato tutto… e però che senso di insoddisfazione che lascia!

Io non voglio cedere alla tentazione delle sveltine. Io non voglio cedere alla tentazione delle liste.
Tanto, si sa, se sono i “Mi Piace” quelli a cui aneli, l’unica cosa che ha senso fare è sparare subito il concetto nelle prime 30 righe. Chi spara “Mi Piace” non ha voglia di perdere tempo. Chi spara i “Mi Piace” è un pigro che preferisce le sveltine, l’insoddisfazione… o che molto più probabilmente non sente il bisogno di approfondire i concetti, ignorando quel che si perde. Chi spara “Mi PIace” nei primi 30 secondi è un coglione! I coglioni non ammettono mai – prima di tutto con se stessi – di esserlo. No, a ben guardare forse qualche mi “Mi Piace” lo prendo.
Di sicuro non ci avete mai fatto caso ma su youporn e simili ad andare avanti nelle Top-Ten a botta di visualizzazioni sono i filmati di non più di tre minuti. Materiale completo da 20/30/40 minuti non è quasi mai calcolato… non ha dignità. Poi dice che i porno non hanno la trama. Che non hanno i dialoghi. Che sono solo un frettoloso e spesso monotono e disordinato dentro e fuori di qualcun* in qualcun’altr* con qualche delicata o indecorosa variazione sul tema. Non è vero! E’ che ci piacciono le sveltine! Non è vero… è che lo si voglia o no, non abbiamo più tempo di guardare, capire, incuriosirci. Non è vero… è che soprattutto, sostanzialmente, non ci amiamo abbastanza da dedicare al nostro corpo, con amore, più di 120/600 secondi…
e “questo mondo è sempre di corsa” quindi anche nella sega siamo sempre di fretta!
“Com’è che quella quarantenne col culo a buccia d’arancia se la sta spassando come non ci fosse un domani con quel ragazzotto palestrato?” – “Che ti fotte? Scopano, no?” – “Si ma chi sono?”: non interessa a nessuno. La storia non ci interessa, preferiamo la meccanica.

Le liste mi stanno sulle palle. Le sveltine mi stanno sulle palle. Non guardo filmati di meno di 15 minuti su youporn. Io le cose le devo capire… io le trame le voglio conoscere, almeno quelle, visto che nel porno gli intrecci sono vietati finquando non riguardano i corpi.
Non beccherò mezzo Like, lo so… o forse no?

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