Radio Quindinononvatuttobene – Quel che porto con me (5)

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Can I play with Sadness? (2)

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Clockwork Orcas 3.5

Clockwork Orcas 1 – Di Domenico Mortellaro.
Il primo romanzo di una saga a cavallo tra mythpunk, clockpunk e dieselpunk.

Ad interrompere la spiegazione di Miriam, questa volta, fu uno degli assistenti, quello con gli occhiali da vista rotondi che, dopo aver chiesto la parola con un cenno ed aver ottenuto il consenso dell’Alta Uniforme: “Questo Guastatore, Miriam, non è il primo delle tue genti che troviamo ricondizionato nell’esercito degli Imperiali. Perchè tutta questa urgenza e soprattutto, perchè dovrebbe essere di vitale importanza per noi non giustiziarlo, ma curarlo e farlo nascere a nuova vita attraverso la Meccanica?” – “Già, spiegalo anche a me Miriam, guardami e dimmi perchè dovremmo concedere la Meccanica ad un essere contaminato dal putrido del metallo e del grasso… guardami e dimmelo”. Era stata ancora una volta Silvia a parlare, questa volta scoppiando in un moto d’ira, sputando fiele e parole che sembravano rasoiate. Miriam cercò lo sguardo di Gevorg, quasi intimorita dall’esplosione della soldatessa. Cercò gli occhi dell’Alta Uniforme ed al suo assenso, rispose. “Tu ci odi, odi tutti quelli delle mie genti, odi i Domani. Posso quasi capirlo, visto quel che è successo a Novalara, ma adesso ti prego di tacere e di osservare attentamente, perchè se guarderai la Visione con cuore sincero, anche tu capirai che abbiamo per le mani una occasione irripetibile…”. “Irripetibile? Per cosa, esattamente, Gevorg?” e la voce dell’Alta Uniforme, cupa, si rivolse direttamente all’Orologiaio, riconoscendogli evidentemente una autorevolezza che non ritrovava nella ragazza dai capelli rossi e dal volto bianchissimo. “Irripetibile per la conquista di Marinburg… – di colpo l’aria nella sala s’era fatta così densa da poterla prendere a pugni e rimanerci invischiato – … lo strumento per riconsegnare le Orche alla Meccanica e rimetterle in mare.”.

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Ombre

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Io e Magie: le nostre ombre!

Vetriolo 17 – Romanzo di azione e fantascienza di Domenico Mortellaro

Aveva quasi finito di bere quando avvertì il contatto di una mano poco sopra la cintura del boxer da mare. Si voltò a destra, intercettando lo sguardo di Alessio, l’uomo di fiducia dello Zio. “Hai fatto presto…” portandosi il bicchiere alle labbra e scolandolo alla goccia. Di rimando una espressione vaga: “Qua tanto a quest’ora non si vende più niente…” – “Lavorate, però!” – “Non ci lamentiamo, Vince’ non ci lamentiamo mai…”. Sorrise e gli fece cenno di seguirlo lontano dalla pedana. Mentre faceva strada verso la zona dei depositi tirò fuori un mazzo di chiavi dal borsello che portava a tracolla. Spalle larghe pure lui, polpacci e cosce gonfi, le braccia tese da scoppiare, il Rolex, troppo pesante per essere una patacca, portato una maglia più largo sul polso. Aprì senza guardarsi nemmeno attorno una delle porte in anticorodal che chiudevano l’accesso alle strutture in muratura dei depositi, ci si infilò dentro e lo chiamò, portando già la mano destra alla tasca posteriore e tirando fuori un mazzetto verde: “Questi sono duemila, come mi ha detto lo zio…”. Vincenzo annuì, li stava sistemando già nella tasca interna dei boxer quando sentì il ragazzo incalzare: “No, aspetta, contali… per stare sicuri…”. In quelle circostanze non si riusciva mai a capire dove si nascondesse la malafede. Mentre smazzava ad una ad una le venti banconote si sentì dire, col tono di una raccomandazione: “Ah, quelle tre o quattro deficienti… se le conosci, per favore… diglielo tu di non tornare più qui a vendere…”. Vincenzo alzò gli occhi, intercettando solo uno sguardo tronfio e freddo: “Gallipoli è grande che cazzo… proprio sulla pedana nostra devono venire?” e sorrise, semplicemente lasciando intendere. “Non sono amiche mie…” e tenne una vocale muta, sospesa a mezz’aria e tirata per le lunghe cercando di recuperare tra i riccioli del cervello il dettaglio sul nome della persona con cui stava parlando. Gli fece segno che non c’era altro da dire: “Beh poco importa. Se tornano domani a rompere il cazzo, mi sa che qualcuno dei ragazzi le affoga… tanto, qua di tossici ne muoiono due o tre ogni settimana di ferragosto…”.

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Radio Quindinononvatuttobene – Quel che porto con me (2)

L’avete già sentita… dedicata a Miriam…
La tracklist è riprodotta fedelmente… quindi siamo al 2!

Maggie: compleanno di 3 anni!

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Sì: lei ha preso quasi tutto dal suo papà!

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