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Aiazzone, scherzi a colori!

Riprendo alcune foto che non sono state inserite nel set perchè una volta scattate mi avevano entusiasmato per la qualità dei colori e per il significato degli stessi… Ve le posto qui, così, come uno scherzo, in attesa di trovare altro materiale… davvero inverecondo! (I promise!)

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Mi piaceva quella macchiolina rossa che sembrava una coccinella di fronte a quel tubo che pareva volerla aspirre!

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Non so per quale motivo ma mi ricordò subito C1P8 o R2D2 che dir si voglia… io propendo sempre per C1P8!

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La verticalità di alcuni concetti e di alcune forme mi ha sempre rapito ed ossessionato… io non so dirvi bene perchè!

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E poi la quiete ritrovata in quell’angolo di loft decostruito che mi aveva rapito… la ciotola del cane, le zampe del cane… un materasso ridotto ad un letamaio… eppure quel senso di quiete incomprensibile!

 

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5di5: La tua casa è per sempre(?)…

Terminiamo la pubblicazione del set: “La tua casa è per sempre(?)…”. Gli ultimi tre scatti.
Per accompagnarvi suggerisco un adeguato sottofondo idoneo (cit.)
[youtbe=https://www.youtube.com/watch?v=MysLknjxlRY]

22 Dicembre 2015, esterno ed interno giorno. Modugno, provincia di Bari… Showroom Aiazzone, abbandonato dal 2005.

15 - Loft on the edge of the night

Questo è uno scatto fortemente contrastato… per una serie di motivi. Era stato scattato in maniera corretta ma ho preferito renderne molto più forti le luci, lasciando inalterato quel cerchio di sole che si creava. Volevo che i dettagli della poltrona rispendessero, volevo fosse leggibile in tutta la sua ironia il panorama. Un divano, un posacenere, un quadro ormai vuoto in terra e la luce che invade gli spazi, come in quei loft superlusso di Manhattan, quelli dei film. Relax ed annipotenza gratis, per qualche minuto.

16 - The accurancy of x ever.jpg

Delle parole e dei supporti che le sostengono, a volte, si può decidere di fare un uso assolutamente creativo. Chi ha abitato o frequentato quei luoghi, chi ci ha scherzato con quegli spazi, ha deciso che quelle buste e quella carta potevano diventare igienici. E le parole si sono sporcate, ritornando ad avere, almeno lì ed ora, un senso più accettabile, meno inopportuno… quasi ironico. Ho deciso di averle e ho deciso di essere impietoso con uno scatto che poteva sistemarsi in poco. L’ho lasciato così, senza apparenti contrasti. Dimesso.Eppure, doveva essere lì. Per protestare un utilizzo più corretto di quelle parole che sono state il filo conduttore di questo viaggio. “Per Sempre”.

17 - Hope to see you soon back!.jpg

Arrivederci, grazie della visita e speriamo di rincontrarvi presto!

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4di5: La tua casa è per sempre(?)…

Prosegue la pubblicazione del set: “La tua casa è per sempre(?)…”. Quattro scatti, oggi che è Santo Stefano.
Per accompagnarvi suggerisco un adeguato sottofondo idoneo (cit.)
[youtbe=https://www.youtube.com/watch?v=MysLknjxlRY]

22 Dicembre 2015, esterno ed interno giorno. Modugno, provincia di Bari… Showroom Aiazzone, abbandonato dal 2005.

11 - Relax room.jpg

Ultimo degli shock esplosivi che mi sono regalato. Tra la camera da letto e la cucina, la sala da pranzo salotto di quella curiosa abitazione. Una sedia e pochi altri dettagli che vedrete dopo mi hanno regalato una tristezza più forte del letto e del fornello: era una situazione così quotidiana e così comune, nella surrealtà di quegli spazi e di questi tempi, che strideva incredibilmente. Urlava, pur rimanendo quieta ed immobile. Di questo angolo ho scattato molte esplosioni. Era come se davvero non riuscissi a crederci fino in fondo…

12 - Forniture.jpg

Gli spazi dentro questo enorme showroom sono scanditi dalle vetrate rotte, i passi accompagnati dallo scricchiolio dei cristalli sfondati. Caduti indietro e rimasti lì, morti. In questa foto potete contarne cinque, quante erano le cornici rimaste in piedi. Mi piaceva la texture che nascondeva nella ragnatela scoppiata, la parola “Sempre” ora sfondata da un colpo al centro del vetro e quella “arredamenti” parzialmente coperta ma meglio leggibile. Le parole vuote dovrebbero fare questa fine… arrese alla inopportunità di esse stesse. Imbarazzate per il cattivo gusto.

13 - Pretended life.jpg

Ecco lo spazio sconcertante di cui vi parlavo: Sigarette, una scatola di biscotti al burro danesi da posacenere – decoro in quel luogo ributtante – un contenitore in legno ed un portagioie… vuoto. A parte la detestabile banalità di quell’ossimoro, quel che sconvolge è quel posacenere, usato. Quale senso abbia accamparsi in mezzo all’immondizia e decidere di aver bisogno di un posacenere io ancora non lo so. Ma credo di intuire si tratti dell’estremo bisogno di annaffiare la piantina di un sogno oltre ogni ragionevole dubbio. Probabilmente nessuno degli abitanti di quella “casa” conosceva l’italiano… avrebbe trascorso le proprie giornate a cancellare alcune frasi ormai davvero oltre il reale.

14 - Home sweet home

Riecco le parole vuote ed inutili, riecco il senso di abbandono, di nulla. Le finestre sono occhi ciechi, le porte voragini sul nulla. La luce stessa si ritrae quasi impaurita. Quel nero che domina la foto l’ho voluto conservare… stride con enorme sincerità contro il volto illuminato di quel tramezzo in cartongesso. Abbracciando il vuoto lasciato dai caratteri, coccolandolo ma rifiutandosi di divorarlo, perchè resti e si faccia leggere in tutta la sua debolezza.

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3di5: La tua casa è per sempre(?)…

Prosegue la pubblicazione del set: “La tua casa è per sempre(?)…”. Tre scatti, oggi che è Natale.
Per accompagnarvi suggerisco un adeguato sottofondo idoneo (cit.)
[youtbe=https://www.youtube.com/watch?v=MysLknjxlRY]

22 Dicembre 2015, esterno ed interno giorno. Modugno, provincia di Bari… Showroom Aiazzone, abbandonato dal 2005.

08 - Dreams to come true?

Come fosse il Cinematografo, come fossimo di fronte ad una Time Square in forex o capafix, istantanee di una vita possibile, polaroid di un sogno promesso occhieggiano in quello che doveva essere uno degli ingressi dello showroom. Così, per tenerci buoni il nostro ottimismo, stretto stretto e prepararci a continuare a sognare. Per poi uscire felici, ancora con quel sogno ben custodito nelle tasche del cuore. Cosa resti di quel sogno, ce lo lasciano intendere i mucchi di detrti, calcinacci, cartongessi umidi ammassati con cura su un pavimento troppo, troppo polveroso.
Sogni che diventeranno realtà?

09 - By yourself.jpg

Come fosse un piccolo totem questa cucina si erge orgogliosa nel sudiciume. Quando mobili, prodigi della tecnica e sogni si sgretolano, solo il manuale delle giovani marmotte e un piccolo corso di sopravvivenza possono insegnarci a scaldare acqua e cibo tra quattro mattoni. “Do it by yourself”… provvedi a te stesso, cucina da solo. Sopravvivi. Finchè c’è qualcosa da bruciare e qualcosa da condividere, la speranza rimane!

10 - And that's for ever....jpg

Quelle che vedete sono buste. Con sopra il nome della collezione, l’ultima esposta in quel magazzino, targata Aiazzone. Quello showroom non fu per sempre. Quelle parole suonano di pessimo gusto. Incorniciate così dalle ombre, poi, mi ricordavano un vecchio adagio rubato a de Gregori: “Sempre e per sempre… dalla stessa parte mi troverai!”. Le promesse sono fatte di parole, a volte, se manifestano la stessa fallacità. Le parole e le promesse dovrebbero avere sensi di responsabilità molto più granitici della carta delle buste. Viene da chiedersi se il significato proprio di quelle parole descriva qualcosa che poi, infondo, esiste davvero… appartiene davvero a noi umani, che per intrinseca definizione, “per sempre” non lo siamo affatto.

 

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2di5: La tua casa è per sempre(?)…

Prosegue la pubblicazione del set: “La tua casa è per sempre(?)…”. Quattro scatti ancora, oggi.
Per accompagnarvi suggerisco un adeguato sottofondo idoneo (cit.)
[youtbe=https://www.youtube.com/watch?v=MysLknjxlRY]

22 Dicembre 2015, esterno ed interno giorno. Modugno, provincia di Bari… Showroom Aiazzone, abbandonato dal 2005.

04 - Oh Honey!.jpg

Mi sono imbattuto in questo scatto per caso. Fotografarlo così, come un voyeur che guarda quasi nascosto dietro a un muro, mi è sembrata la scelta giusta, anche perchè mi permetteva di esplorare quello che c’era dietro una foto che parla da sè, che ha un senso tutto proprio di marketing e brainwashing. Quella foto ti lava la testa, ti rassicura su determinate parole d’ordine che vedremo… e soprattutto continua a donarti quello spettacolare ottimismo con cui sei entrato… ottimismo che ti farà spendere e ti illuderà di uscire felice. Perfettamente calato in un cartellone di facciata che dietro, a pochi passi, nasconde un inferno di brutture, abbandono, solitudine. Muri sfasciati e porte divelte… non proprio una casa, non certo per sempre!

05 - Bedroom tales.jpg

Quando l’occhio si è abituato, quando il cuore ha accettato l’idea della tristezza e banalità di quella follia, ho guardato meglio, più da vicino, quei giacigli tristi, luridi, eppure vissuti. Un telo di plastica per coprire senza che il vento passi, senza che le infiltrazioni d’acqua bagnino, asciugamani piegati alla bell’e meglio, cuscini, irrimediabilmente luridi. Spiace sapere che esistono disperazioni capaci di farsi così forti da accettare una condizione così. Eppure, rovesciando la prospettiva, ci si accorge che assieme, anche gli incubi peggiori lasciano spazio ad un nuovo mattino. Anche su due materassi sistemati al fondo di un capannone distrutto, abbandonato, senza porte nè finestre.

06 - Do you mean xEver?.jpg

E poi tornano le parole, le maledette parole. Scrostate e staccate. Cadute giù a pezzi. Verba volant… sed etiam scripta, verrebbe da dire modificando un po’ il motto romano. Come dire che le parole se le porta il vento ma di scritto, qui c’è rimasto ben poco, che i caratteri, quelli veri e cubitali che promettevano un “per sempre”… se ne sono volati via. Resta solo la traccia di un adesivo a regalare un ricordo sbiadito ed ormai inutile di quel che si prometteva. Da piccolo non pensavo che un potente del TV e della Terra come Aiazzone potesse non essere per sempre. Lo pensavo anche delle “grandi storie d’amore”. Scripta, nunc, maneant! Adesso restino le scritte! Ma queste, rotte e sbrecciate.

07 - Cook it by yourself.jpg

Questo scatto mi piace un sacco. Iolanda, la persona che mi ha fatto scoprire questo posto, a cui sono infinitamente grato, è entrata nello scatto per caso. Ero così concentrato che non l’ho vista passare. Ma, proprio così com’è, lo scatto mi ha colpito subito: una figura vagamente femminile, spalle a questo fornello improvvisato, va via, si incammina verso una porta ben visibile sullo sfondo. Volge le spalle ad uno dei simboli della casa e della vita assieme: la cucina. Questa volta, nello sconvolto mettere a fuoco qualcosa di inconcepibile, il regalo inaspettato del caso ad impreziosire tanto l’eccentricità quanto i concetti della foto!
(Anche per questo, Grazie di cuore Iolanda!)

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1di5: La tua casa è per sempre(?)…

Comincia oggi la pubblicazione in pillole del set “La tua casa è per sempre(?)…”. Diluisco i 17 (diciassette?) scatti in cinque post per essere più incisivo e meno ridondante. Questo mi permette anche di spendere qualche parola in più sulle immagini, volta per volta.
Benedetta e maledetta deformazione professionale del sociologo! Pensiamo troppo, scriviamo troppo, parliamo troppo e ci guardiamo dentro… troppo e troppo spesso…
Per accompagnarvi suggerisco un adeguato sottofondo idoneo (cit.)
[youtbe=https://www.youtube.com/watch?v=MysLknjxlRY]

22 Dicembre 2015, esterno ed interno giorno. Modugno, provincia di Bari… Showroom Aiazzone, abbandonato dal 2005. Lo spazio dello showroom si presenta enorme e labirintico dall’inizio. A tratti la sensazione che si percepisce è quella del saccheggio, a tratti del bombardament. In alcuni luoghi, i più speciali, semplicemente di una rassegnata solitudine. Un vecchio detto dice che “chi fabbrica martelli vede solo chiodi”. E’ vero. In un posto abbandonato che narrava di case, promesse di una vita, sogni ed aspirazioni che ruotano attorno al focolare… io ho guardato lo specchio infranto di quelle promesse e la mia immagine, nuova, restituita.
Delle ore trascorse a scattare non sono riuscito a selezionare meno di 65 fotografie. Passerò ad una scrematura ma… ho notato alcuni temi ricorrenti. Per cui ho deciso di dividere il set in maniera emozionale andando per temi e sensazioni. Il primo su cui ho deciso di lavorare era quello dell’abitare, suggestionato da parole e slogan che saturavano l’aria. E molto ispirato da uno dei primi “modelli” in cui mi sono imbattuto: una “casa” informale ricavata in mezzo a sporcizia e immondizie con un matrimoniale attrezzato attaccando due materassi, un fornellino di fortuna fatto coi mattoni ed una scrivania con sopra sigarette, portacenere e portagioie. E’ quello che vi presento ora di seguito, nell’ordine in cui l’ho pensato e pubblicato.Ho scelto il registro del bianco e nero… mi pareva desse più incisività ed avesse più robustezza ed autorevolezza per narrare una storia.

01 - Reclame.jpg

Come fosse una copertina la facciata sbilenca con l’imperante logo. Erano quelli di Biella, quelli che ci dovevi andare per forza “in auto o in torpedone, in bici o in carrozzella”. Perchè ti sarebbero piaciuti. Perchè avrebbero vestito la tua casa. Dei mobili promessi io ho trovato poco e niente. Ho visto pareti nude e sbrecciate più che case vestite. Certo, non mi sono pentito… ma questa foto l’ho chiamata Reclame, perchè come in ogni pubblicità, dietro una facciata scintillante… la fregatura!

02 -Welcome.jpg

Politica aziendale? Regalare sogni, rassicurare l’ottimismo celato dietro ogni parola, dietro ogni promessa, dietro ogni futuro immaginato e possibile. Le parole non dovrbbero mai essere eterne… oppure semplicemente dovrebbero accettare il peso della propria fallacità ed avere il coraggio di dire sempre “FORSE”. Perchè di fronte a questo sfacelo che a me, ma non solo a me, dice tanto, c’è solo l’inopportuno di ognuna di quelle parole, virgola inclusa.

03 - Bedroom explosion

Ed in una esplosione confusa, come uno sguardo allucinato che si sposta su un dettaglio impossibile e non riesce ancora ad accettarlo come reale, ho cercato di congelare sentimenti come stupore e profonda compassione. Lo stupore nel constatare con mano e naso che la disperzione, la solitudine e la tristezza sono sempre e comunque capaci di mettere tenda anche in mezzo ad un trionfo di merda di piccione. E la compassione per quelle anime che, rassegnate, hanno diviso quello spazio adattandosi a chiamarlo casa, nella ricerca di quella “intimità” che si declina nelle camere da letto delle case di tutti.

 

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