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E i tempi sono maturi per raccontarvi questa storia…

Sì ormai non è più possibile procrastinare… dobbiamo parlare per forza di quella volta che le mamme di una intera classe di scula materna furono convocate dalla maestra di una intera classe di scuola materna per essere informate che la suddetta classe di scuola materna si era prodotta in più di una occasione in una messa in scena a carattere pornografico corale… ed era dunque possibile che ciascun alunno o alunna avrebbe poi potuto riprodurre tali performance a casa… “ma ignorate la cosa, minimizzatela… i bambini se non gli si da carburante tendono a non farlo più e progressivamente a dimenticare”.

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Ora… io non ho avuto il coraggio di chiedere bene a mia madre esattamente cosa fosse successo. Ma la cosa me la immagino più o meno così e non credo di essere distante dal vero. Un’orgia meccanica in grembiulino. Deve essere stato simpatico e divertente. E impagabile deve essere stata la faccia della maestra… in questi giorni fatti di “My first sex teacher” che ruba il cuore a tutti noi consumatori di materiale pornografico a carattere teacher, mature, milf… ma anche fatti di professori che finiscono allontanati dai pubblici uffici perchè, se maschi, accusati di prostituzione minorile, se donne di troiaggine.

In realtà non so se poi la cosa fu davvero una scena corale, una orgiona disumana di bambini che senza sapere esattamente cosa stessero facendo si premevano addosso e si producevano in copule nemmeno intuibili… o se molto più banalmente a qualcuno non scappò di mimare qualcosa con qualcuno o qualcuna… cioè, sarebbe davvero troppo obiettivamente pensare che tutta la classe si sia prodotta in siffatta messa in scena. Come si sia arrivati a tale livello di comica e incredibile depravazione è presto detto. Sintetizzabile nella espressione: “Mai sottovalutare le capacità tecniche e tecnologiche di un bambino di 4/5 anni… eh!”. Perchè che cosa era realmente successo? Che un collega di classe, un amichetto, aveva sgamato nascosta chissà dove in casa sua una delle prime inquietanti e battutissime all’asta VHS porno… dalla videoteca del papà. E ripetendo i gesti soliti e usati del babbo… vedersela. E vedere che cosa succedeva sul video. E vedere che cosa simpatica doveva essere muoversi uno nell’altro o contro l’altro mugolando in guisa e modo differente.

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Per cui è plausibile che questo compagnetto di cui purtroppo ignoro il nome sia arrivato in classe un bel giorno proponendo nell’ora d’aria di produrci in un gioco bello e simpatico che coinvolgea tutti. E lui sia rimasto magari ai margini ad osservare e dirigere la scena, piccolo regista in erba. Secondo me dopo un poco ci si è anche infilato materialmente, in questa vicenda… che si sa… quando si è piccoli è fastidioso restare ai margini. Tutto qui, tutto qui, nient’altro…

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… ma ripeto, ve l’immaginate una classe intera alla Eyes Wide Shut che se lo butta dentro e contro e sopra e sotto a quel biondoddio coi grembiulini rosa e celeste? Dai… immagine impagabile. La maestra che sia llontana un attimo a bere il caffè lasciando i bambini che giocano, colorano, impastano plastilina… e poi torna e li trova tutti a orgiare.

Hey, teacher, leave the kids alone!

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E la precarietà e la crisi sono anche essere prima taglieggiato poi dileggiato da un simpatico negraccio forse pure frocio a cui voglio un sacco di bene!

E niente io di crisi vera e propria non volevo parlare però tutti voi stronzomerdoni lo sapete che essere scrittore freelance e blogger è una scusa per non dire che il sistema di ricerca ti espelle e che sostanzialmente a 35 anni nessuna azienda scommette su di te… quindi sei al bivio tra inventarti un lavoro o girare i pollici fuori al bar… o meglio toccarti le punte di pollici ed indici alternando pollice destro indice sinistro, indice destro pollice sinistro in velocità e avanti andare se siete capaci.

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Io al bivio ho scelto di prendere una tesi di dottorato e trasformarla in qualcosa di più pop… tanto per l’accademia qualcosa di serio non è bastato… anche se era l’unica scritta. Al bivio ho deciso di prendere una esperienza di vita, la singolanza, la chiusura di una attiità, le cose in cui inciampi nella vita a 35 anni e trasformarle in un breve manabile semiserio e grottesco. Io al bivio ho deciso di scrivere ed andare al bar solo per il caffè, la gazzetta dello sport e incontrare altri amici che tra i 30 e i 40 hanno i miei stessi “problemi”… così ci scambiamo i guai come le figurine, come quando avevamo 8 anni… “Cèlo, non cèlo, cèlo… cazzo mi manca la lavatrice che fa acqua… no la ventenne che vuole venire a casa a scopare cèlo…”.

Io però alla veneranda età di 35 anni, con un dottorato alle spalle, un matrimonio che s’è trasformato in una colossale cacata prima ancora di iniziare, mai mi sarei aspettato di finire messo ad eccehomo figurativo oggi fuori dal supermercato dove ero andato ad acquistare le mie tre buste monoporzione di insalata bonduelle – alla faccia di tutti i comunisti teste di cazzo che continuano a dire che le cose non in busta sono più buone per forza… senza capire che se sei single una iceberg intera finisci per buttarla… a meno che tu non sia una tartaruga… e fai più danno che bene…

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Perchè tutto potevo aspettarmi meno che Izizi mi dicesse nell’ordine:
“Poveraccio… che stai a fà? Mang’inzalat? E u panin quando?”… quasi disprezzando una pparente povetà alimentare e materiale… prima di prorompere in un “Uè fratè…” mettendomi pubblicamente una mano al culo e poi proseguire: “Spicciolin per il lattucc…” e cercare un approccio più soft ed eticamente condivisibile con un saluto di quelli da gang criminale reggaereggae… (che cioè quasi mi indisponi più di una mano al culo pubblica). Si è preso un euro prima di chiedermi interessato: “Adesso vai a lavorà?” – “Magari Izizi… finiscila, lo sai che sono disoccupato!” – “Eh bell’Itaglia… Izizi qua a lavorà e tu a non fa nu cazz!”. Per la cronaca Izizi chiama lavoro chiedere l’elemosina fuori dai supermercati dove aiuta le persone a portare la spesa fino alla macchina.

Carl, an Imperial Wizard of a southern-based Ku Klux Klan realm,

Per la cronaca Izizi è un nigeriano che si è inventato una storiaccia terribile assolutamente non vera sul fatto che l’intero esercito di BokoHaram avrebbe cercato di ucciderlo perchè lui è Christian e non Muslim. Per poi scoppiare a ridere e dire: “Ma s disc veramente BokoHaram… io no so…”. Perchè quello stronzo simpaticissimo BokoHaram lo avrà sentito nominare… ma in TV al paese suo… che ce l’hanno la TV a casa. Izizi ha vinto la lotteria dell’asilo politico. Izizi vive in un alloggio Caritas e si gode i frutti del suo “lavoro” senza particolari ansie… tanto, voglio dire, per sua fortuna un tetto e due piatti caldi ce li ha. Izizi ha un fratello più grande, laureato in infermieristica, che lavora in un ospedale di quelli privati della chiesa a Napoli. Solo che lì il fratello grande, che è persona seria, non ce lo vuole. Perchè il fratello grande lì lavora… non fa lo stronzo.

A me Izizi sta simpatico per la sua enorme faccia di cazzo! La sua sfrontatezza mi fa ridere. E lui sa che per me il colore non conta… e quindi lui si diverte a fare cose che mi danno al cazzo sapendo che io poi gli risponderò come un razzista fascistone del cazzo… e tutti i presenti guardano, ridono, mi fissano trasecolati affermare che ci vorrebbero i cappucci bianchi per persone come lui!
Quello di cui Izizi riesce a non farti rendere conto… è che intanto, mentre tutto questo succede… tu stai scucendo un euro. E che chi si gode il siparietto solitamente gli allunga un mezzo euro a testa. Ripetere il siparietto per due volte al giorno (io però la seconda volta partecipo gratis… almeno), aggiungere i soldi che si fa fuori al supermercato dove ha ammesso di avere una media di quindici, venti euro… Izizi busca più di un metalmeccanico appena assunto. Non Sto Esagerando!

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E bravo Izizi… Izizi che mi taglieggia, quotidianamente, con la sua estorsione dello spicciolin p’u lattucc… Izizi che mi tocca il culo e mi chiama Fratè sapendo che la cosa mi da fastidio e sono disposto a tollerarla in pubblico solo se lui in pubblico tollera che io gli dica: “Fratello a te? Ma che cazzo stai a dire… tu sei nero! Non mi fare arrabbiare, che sei nero e sei frocio… e mo chiamo quelli coi cappuci bianchi…”. E quello prova a salutarmi in modo rasta perchè sa che gli risponderò che a loro reggae reggae del cazzo li spedirei tutti in etiopia ad adorare selassiè sotto il baobab con un biglietto di sola andata, uno zainetto con le cianfrusaglie loro per farsi gli spinelli e senza permesso di ritorno… e perchè ride se gli dico che BokoHaram faceva bene se gli faceva le maniche corte alle braccia… perchè io lo dico solo perchè so che lui BokoHaram lo ha visto solo al telegiornale… e se se la ride lui, buona camicia a tutti.

In realtà dovrei dire a Izizi che i soldi che lui tira su col nostro siparietto dovrebbe dividerli con me… o almeno darmi una parte… o almeno smetterla di praticare questa estorsione continua per cui appena mi vede gli devo pagare u’ lattucc… perchè alla fine le battute ce le metto io… i soldi se li ciuccia lui!
In realtà dovrei accettare che rischio di vedermi proporre un lavoro subordinato a tempo determinato da uno stronzomerdone qualunque nigeriano che è venuto in Italia ad insegnare tecnicamente anche ad un mezzo napoletano, comunque ad un fglio dei Borbone, com’è che funziona l’arte di arrangiarsi. E che mi ha fregato il lavoro… quello di comico… e la scena. Anzi, mi fa pagare pure!

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Di post ibernati, riciclati, recuperati come a dire che non ti va di scrivere un cazzo! E invece l’hai riscritto, quindi ti sei solo ispirato, nient’altro…

Io ‘ste porcherie di copincollare i post non le faccio!
E che cazzo! E non dovreste nemmeno pensare di accusarmi di una cosa del genere. Che è autoplagio? Che sono? Post ibernati nel congelatore del tempo e scongelati a bella posta? Pensate che io sia questo? Fuori dalle palle!

No… niente, dice che certi giorni sei nervoso e di primo acchito sembra che tu abbia davvro voglia di litigare col mondo. Così! Invece no, un motivo c’è sempre. Devo finire di scrivere questo post e poi far uscire il cane. E per me il cane conta un sacco… infatti è una delle tre che non rientrano e non irentreranno mai nella categoria “Biondoddio io con quella che ci fare” insieme alla mamma ed alla nonna. Per me il cane conta parecchio più dei lettori. Ma siccome se non lo scrivo ‘sto post mi risalta sulle palle più tardi. Faccio oggi quello che – esattamente – potrei/dovrei fare tra sei giorni, cioè il post di mercoledì 10 dicembre.
Ah, sì, sempre per la storia delle ucronie che cito qui ma di cui palrerò da un’altra parte dove questa pagina e la pagina in cui inizio col chiedervi cosa sono le ucronie sarà citata!

Vabbè sono nervoso e mi sono sentito attaccato da quello che probabilmente alcuni di voi avranno pensato leggendo il titolo. si chiama “mania di persecuzione” e ce l’ho solo quando divento nervoso… quindi oggi… “ditegli sempre di sì”… ma con moderazione o si sentirà preso per pazzo!

Taxi+Driver

Allora: la storia è questa!
Recita del Santo Natale dell’ultimo anno di asilo. Recita ≠ Presepe vivente. Recita con tanto di narratore. Lo sapete, no? Ci sta sempre il narratore. Il più sfigato della scuola. Quello che è così bravo e così ometto che tutti si fidano ad affidargli una parte che comporta enorme sforzo mnemonico e soprattutto autocontrollo e sangue freddo: mica proprio il narratore se ne può andare… mica può permettersi mattane. Deve stare lì, educato e impassibile a raccontare la storia che ha imparato a memoria… mica come Maria che sta zitta e muta, Giuseppe che dice solo “Coraggio Maria” buoi asinelle e pecore onomatopeici come mai (e pure un porco) o i Re Magi che il 23 dicembre in netto anticipo rispetto ad un parto avvenuto anch’esso in anticipo di quasi 36 ore esclamano “Prodigio del Signore!”.
Il narratore è un cazzinculo se lo sei… ‘na bella storia se la scampi!

Io non la scampai quell’anno… e non la scampai più… perchè in un paese piccolo quando passi dai pulcini agli allievi se sei meritevole l’allenatore precedente ti segnala al successivo. E tra le maestre funziona così… e io sono sempre stato segnalato. Per le cose peggior da fare… non per quelle che avessi fatto (purtroppo!).

5 anni, narratore al presepe vivente.
Sì ma narratore come? Vestito da cosa. Sì io faccio il narratore ma nel presepe di casa il narratore non ci sta. Io chi cazzo sono? Una pecora che si anima da bipede e vi racconta ‘na palla che sapete tutti? Un pastorello che si risveglia? La cometa che parla tanto è magica? Un Re Magio in anticipo? Un settenano (cit.) che passa di lì tanto coi remagi in anticipo un settenano può passare?

“Poi vediamo… magari un pastorello!”.
Che due coglioni… ricordo distintamente che pensai qualcosa di simile. Credo fosse un “Che due pizze!” che le parolacce le ho scoperte da relativamente poco e faccio indigestione come quelli che cominciano a fumare o scopare da grandissimi e dicono “chemesoperso!”.

Forse ho un idea maestra!
“Sentiamo?” con assoluta disponibilità… visto che quella fu tecnicamente la prima manifestazione di una personale indole taciturna e pacifica ma capace anche di sorprendenti blitzkrieg emozionali. “Sentaimo!” tanto che ci si può aspettare da un ometto così bravo educato e timorato?

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Potrei essere Erode! Lo shock sul volto della maestra. Erode? Ma questo è scemo? Ma che problemi ha? Questo è un pessimo segno… mi sa! “Ma Erode nel presepe non c’è!”. No Maestra c’è ci deve essere per forza perchè dopo fa la Strage degli Innocenti… a casa metto sempre un castello in lontananza sul presepe, giuro!

Questa del presepe è una delle prime palle molto ben congegnate che ho inventato. Palle assolutamente credibilissime se non fosse per mia madre o qualcun altro che arrivava a rovinarmi la festa rinvigorendo poi la definizione di “bieco mentitore patentato e pericolosissimo affabulatore” che mi ha perseguitato assieme a quella di bambino studioso educato e disponibile.

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“Direi di no, Domenico, è una cosa davvero macabra!”. Macabro a chi stronza fascista? (non lo dissi ma lo pensai e per questo Fiabeschi con quel suo fascista mi è sempre stato simpatico!). Volevo benissimo a quella maestra ma questa non la potevo sopportare. Oltretutto avevo un sacco di “palle bonus” per i capricci accumulate in due anni di onesto servizio.
Anche di fronte al primo contatto col mondo del porno di cui un giorno vi parlerò anche se non ho memoria del fatto e ricostruisco in base ai racconti di mia madre.
Tornarono utili le intuizioni sulle rivendicazioni sindacali di cui sentivo parlare a casa da un babbo che si occupava all’epoca in modo attivo e diretto di politica.
Io ho il potere del narratore… ed il potere del narratore è che “senza di te la recita di sicuro va malissimo Domenico e tu devi essere bravo come sai essere bravo”…
Io ho il potere di farmi venire una cacarella colossale il giorno della recita…
Io ho il potere di mandare tutto a puttane (ok non ho detto a puttane ma a monte… però ora mi piace esprimere il concetto)…
E questa è la mia rivendicazione sindacale.

(… Io ho il Potere di scrivere in corsivo e apparire, anche mentre dico una nefandezza, educato e garbato ai vostri occhi… non dimenticatelo mai…)

Eccomi a telefono con la maestra ed il foglio che mia madre doveva preoccuparsi io imparassi a memoria con poggiato su il giornale del giorno… tipo sequestro di persona…
… In bocca di sicuro avevo una Marlboro rossa. In casa c’erano solo quelle!
“Ho qui il copione maestra… ma ho delle irrinunciabili condizioni sindacali che dovremmo discutere… altrimenti il copione del narratore muore… ucciso da Erode che resta a casa quel giorno visto che è offeso perchè il suo ruolo è stato dimenticato!” Ed alle immaginate dichiarazioni di resa dell’autorità costituita io rispondo: “Dovrà farmi fare Erode… il narratore c’è solo se fa la parte di Erode! Altrimenti, gliel’ho detto Maestra: Il Copione MUORE!”.
Accettarono, definendo comunque storicamente congrua la mia richiesta!

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Costruirono un castello dietro il quale io stavo seduto per la maggior parte del tempo con la testa che usciva dal mezzo delle torri. Avevo una corona. Avevo un mantello rosso. Avevo una improbabile tutina di simil raso con corallini e paillettes. Bianca non rosa! A dispetto di quanto erroneamente ma simpaticamente riportato da alcuni freakkettoni sballomani, tossicofiliaci di prima mattina… Erode non è quel coso mezzo frocio e tutto impasticcato – ma comunque simpaticissimo – che ho messo poco più su: Erode era uno ganzo!
Ed è dunque del tutto ovvio che… mi presentassero come Erode.

Del tutto evidenti due imprescindibili considerazioni:
– Da piccolo avevo benaltro potere contrattuale e sindacale, persino di fronte a rivendicazioni cattolicamente inaccettabili…

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– Da piccolo ho cominciato e non ho mai smesso di voler fare una cosa ben precisa da grande: il sovrano stronzo!
E quindi ‘sto post a giusta ragione potrebbe chiamarsi: “Da grande vglio fare il dittatore!”.

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