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Io non so bene… ma qui fa un freddo…

Sentite, io sono uno di quelli che afferma pervicacemente che l’informazione e il dialogo comune hanno da tempo perso il senso della misura ed il contatto con la realtà. Sono 3 giorni che qui nevica e le temperature sono attorno allo zero, no? Ok… cosa c’è di male? Nulla, se considerate che ho riconsiderato le tabelle di marcia, fatto i dovuti spostamenti e questo post risulta immotivatamente ucronico solo di una settimana. Qui è metà gennaio e fa un freddo boia, ok? Ok! Tanta carne… che mese hai detto che è? Gennaio? Ah ok… cazzo volevi la palma, il sole honolulu e le noci di cocco in costume da bagno?

No, preferirei tutto il popolo dei puffi, nudo, cosparso di burro di arachidi, che mi balla intorno la salsa e il merengue.

Scherzi a parte, perdonate la orrida – lo riconosco, orrida – digressione inconscia… e ora tutti a smenarvi sul mio inconscio e sul perchè i puffi in cerchio la salsa il merengue e soprattutto questo messy di burro (senza S) di arachidi! Il problema è che giustamente qui fa freddo e nevica in quota, cioè sul massiccio murgiano, semplicemente perchè è inverno.
I giornalisti che problema hanno? I giornalisti che si occupano di servizi di colore sulla metereologia che razza di scuole hanno frequentato? Alla mia ci stava il sussidiario… e nel sussidiario ci stava scritto il terribile mistero delle stagioni, coi simbolini: neve d’inverno, pioggia d’autunno con le foglie morte, sole d’estate con le gocce di sudore e fiorellini con la pioggia e le nuvolette attorno al sole a primavera.
Il bambino imparava ad orientarsi

Soprattutto il bambino imparava a non stpirsi, il bambino imparava a non dire menate: menate come Ippopotamoi Killer, Orso Assassino, Inverno sorprendente… questa gente fa male alla società… questa gente dovrebbe perdere il diritto alla parola.

Come reagisco a questa menata? Accorgendomi che sono stato talmente fregato da quello che era davvero sorprendente, ma di cui nessuno ha parlato, tipo il natale più caldo della nosra storia, con punte di 18/20 gradi, da non essere pronto all’inverno. Corro alla Decathlon che è la salvezza quando ci sono queste improvvise escursioni termiche e che scopro? CXhe esiste un reparto fatto apposta per me: caccia, pesca ed equitazione. Cioè… il paradiso dello stupratore, serial killer sadico paranoide.

Per resistere ai grigiori ed ai geloni dell’inverno ho acquistato nell’ordine:
Due paia di pantaloni robusti foderati in pile, antipioggia, colorverde militare
Due pile tattico/tecnici in tessuto doppio interno esterno no sudore traspiranti antivento… allacciatura alta a zip e rinforzi su petto e schiena
Un giaccone antipioggia antivento con imbottitura in pile… tutto verde militare
Tre maglincini dolcevita neri tessuto tecnico antivento e regolazione termica
Un passamontagna verde militare
Una frusta da equitazione (mi rendo conto sia incongruo rispetto alle temperature)
Un paddle da qequitazione (assolutamente incongruo anch’esso ma era un oggetto bellissimo).

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Ora… avete idea dello splendido spettacolo fornito da me medesimo vestito così? No dite, avete idea? Qualsiasi donna pregherebbe di vedermi misteriamente comparire alla porta sussurrando: “Apri e non dire una parola, sono della catturandi!”.
Donne è arrivato il Mortellaro!

 

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This War of Mine – 5/5

Oggi termina la proiezione di qsto set…

Questo è “This war of mine”, set scattato a Modugno il 22 dicembre 2015 nel magazzino abbandonato di Aiazzone. Vi suggerisco di ascoltare mentre guardate le fotografie la cover fatta dagli Alchera di “Canzone dell’amore perduto”… credo sia un cadaunato sottofondo idoneo (cit.)
La trovate qui:

Madonna con bambino (The owl)

Eppure io ebbi modo di vedere attraverso gli scoppi che i proiettili avevano regalato a quella vetrata infrangibile, il disegno puro e semplice di una speranza: una donna che teneva un bambino in braccio, come una madonnina… ed a me comunicava quiete come un abbraccio materno, ad altri una religiosità ed una spiritualità che non conoscevo. Ma ci stavano bene. Una sera, riguardandola, vidi una civetta. Ci stava bene uguale.

High Hopes

Qualcuno è passato di qui… ed ha pensato che alle volte può essere banale e scontato, ma è profondamente ero. La musica, anche se surrelamente, riesce ad ancorarci alla nostra umanità ed alle nostre emozioni… anche in luoghi in cui regna desolazione, guerra ed abbandono.

Grazie a tutti per la pazienza e per la visione!

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Nel catalogo delle cose che massimamente non mi piacciono ci sono alcuni nomi…

… e tecnicamente mi sono reso conto che c’è molto di sessuale o sessuato in questo discorso. E voi stronzomerdoni leggenti… prestate attenzione. Non sono disposto a fare da padrino ai vostri bambini che all’anagrafe di sesso fanno M se avete intenzione di mettere loro un nome che finisca in …ano. Scordatevelo. I vermi finiscono col buco del culo… le persone finiscono solitamente coi piedi da una parte e la testa dall’altra.

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Non sto squartando nessuno… dipende solo da dove parti. Voi non avete nemmeno idea della involontaria comicità che scatena il congiunto di un caro estinto quando sul tavolo settorio scopre la parte dei piedi e non della testa. Può succedere. Come succede quasi sempre che invece che rimanere sbigottiti in quel momento si sussurri “Sì, è lui/lei”. E tu resti incredulo pensando a quanto la morte sia in grado di tirare fuori l’inaspettato da te. Ed a quanto prestiamo sempre attenzione senza accorgercene a dettagli che prima battezzeremmo come insignificanti. Tipo i piedi. O le cipolle dei piedi. Nelle sale settorie ci si spiega un sacco di cose. Forse è proprio per questo che non sopporto che un nome finisca in …ano. Perchè sbagliare lato e trovare un culo sarebbe proprio roba grottesca. E non renderebbe giustizia a nessuno. Soprattutto il constatare che riconosci il congiunto pure di lì. O succedevano cose strane a casa vostra e si ritrova il detto “pure nelle migliori famiglie”… oppure state barando, che di fronte alla morte è peggio.

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Insomma non scegliete uno dei tanti nomi che finiscono in …ano. Sforzatevi. Lo so che sono tanti i nomi che finiscono in …ano. Voi, però, sforzatevi. E per una volta evitate di essere troppo originali. Eguelfo o Eriprando non sono tecnicamente nomi che farebbero sentire vostro figlio contento della originalità che sfoggiaste pensando al suo nome. Sono croci, non nomi, alcuni. E i bambini da 5 a 17 anni sono solitamente cari al demonio per la loro proverbiale cattiveria. Un bel nome importante come Manfredi o Tancredi (non il calciatore, stronzi!) o Riccado o Federico vi fa schifo? Gente che ha comandato, mandato al massacro altra gente e che è stata ricordata per la “architettura del comando”. E cazzo… un buon augurio, no? In tempi di crisi e precarietà almeno avrà qualcosa di robusto cui aggrapparsi. Non il nome di un arcangioletto che qui al sud c’hanno tutti o per dire un nome come Francesco o Francesca che vai a vedere quale sei… già da piccolo il bambino a incasinarsi con le disambiguazioni! Un nome da regnante importante e medievale… quelli erano regnanti seri! Senza ricorrere, però, ad Ivanohe… visto che in italiano verrebbe Ivano e quindi peggio mi sento: originale e che finisce nel culo. No! Ivano no.
Lo so che il mio è bello e desiderabile: Domenico, caro al signore. Originale, benaugurale… pure se il Signore con la S maiuscola non esistesse ci sono così tanti signori che non saresti mai solo… avresti sempre la sensazione di essere grato a qualcuno. Ah, sì, non chiamatelo Domenico per carità di Dio… pochi ma buoni. Un figlio vostro, figlio di uno che adesso invece che scopare a quel Biondoddio sta leggendo qui è di sicuro uno sfigato, con corredo cromosomico sfigato… m’abbassate la media dei Domenico in circolazione. Diluite… e non sta bene.

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Se fosse femmina… non cedete alla tentazione della cinematografia con “Asia” che è il diminuitivo di Anastasia e non voglio qui ricordarvi cosa tutti in tenera età avete pensato di gentaglia come Genoveffa ed Anastasia. Poi si cresce, d’accordo… e si scopre che Genoveffa è il nome della santa protettrice della Birra di Brabant… che voglio dire, ho al mio locale alla spina perchè è una pils divina. Poi si scopre che il nome Asia ce l’ha una Biondoddio come la Argento, ma… siete sicuri che volete ricordarvi di Asia Argento guardando vostra figlia? Non scegliete il nome della vostra prima ragazza o fiamma. E’ tecnicamente provato che nell’età prepuberale e appena puberale tutti noi maschietti siamo stati innamorati di una “Valentina”, di una “Samantha”, di una “Jessica”… non fate cazzate. Vi trovereste a gestire una fila di pretendenti… spesso poco affidabili e solitamente interessati solo a scoparsi vostra figlia… perchè il nome tira. Soprattutto per le bambine abbiate cura di denunciare la corretta ortografia del nome… non è che ve ne venite con Gessica con la G o simili. Non scegliete nomi di spumanti, profumi, gioielli… rifletteteci: vi sarebbe piaciuto chiamarvi Trilogy? O peggio mi sento Swarosky? Meglio Veronicacastro (tutto attaccato come in Albania negli anni ’80) o Diego Armando. Meglio. Ve lo dice uno che il figlio vorrebvbe chiamarlo Saverio come Javier Zanetti. O una donna con uno dei tanti nomi che finiscono in …ana. Quello va bene. Per dire, Luciana… va benissimo! Mica ana è culo!

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Davvero, però… siate molto attenti. Niente nomi che finiscano in …ano. Li avete presenti i buchi di culo che hanno la scusa di essere paesi per farsi dare un nome, giù nel Salento? Barbarano, Morciano, Leverano, Cutrufiano, Martano, Martignano, Melpignano, Leporano… e se non ti chiami in …ano fai una fine peggiore: San Pietro Nevrotico (find the refuse), Trepuzzi che è peggio di Bitonto, Galatina e Galàtone, Cavallino e Cavallone… Niente …ano.
Ah, sì… da evitare clamorosamente come la peste il nome Massimiliano… finisce in …ano suona come il superlativo della morte sociale, un nome che non ha onore: Massimo. Un nome che toglie modestia già solo al pronunciarsi e farsi parola. Ma Massimo di cosa? Al Massimo di sè medesimo vostro figlio troverebbe solo la vostra spocchia… e vi assicuro che non ne sarebbe felice.

FEDERICO__II

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