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2005 di notti fuorisede a Bari

Ho ripescato post da un passato venturo… non ci crederete ma ho rimesso mano ai testi del mio primissimo blog: alekskuntz.splinder.com (non cercatelo non esiste più). Feci bene ad appuntare tutte le cose che ci scrivevo… era come se sapessi che c’era il rischio di perderle. E oggi, ritrovandolo nel fondo di un hard disk di quelli beceri… beh mi è venuta voglia di ricordare cosa scrivevo e come lo scrivevo.

Troppi puntini di sospensione, una scrittura volutamente infantile. Erano anni complicati, anni in cui non accettavo esistesse spazio per la creatività, che bisognava solo lavorare, scrivere, saggiare (nel senso di scrivere saggi che di creativo hanno ben poco). Mi firmavo con pseudonimo… un po’ perchè avevo questa fissa che il mio nome non mi piacesse, un po’ per fare il maudit al cazzo, un po’ perchè mi sembrava rendesse bene la dicotomia che c’era tra il bambino che immaginava e lo Scrivente che trascriveva… (Es e Superio, no?) ed in mezzo me medesimo che un nome non ce l’aveva. Mi è piaciuta ‘sta cosa… mi va di metterne qualcuno qui e condividerlo… così… anche perchè pescherò solo cose che abbia un senso tenere per una o l’altra ragione qui sul blog ora… perche dicono tanto di me, ancora.

Questa è una rilfessione che venne fuori dopo una notte trascorsa a casa di una persona all’epoca – per altri versi ancora – davvero speciale. Fuorisede a Bari. In anni di vita politica attiva, più o meno per entrambi, a intensità variabile.

La foto a corredo fu scattata quella sera, da quella persona. Tanti, negli anni, da quel 2005 ad oggi, sostengono che quella foto abbia avuto più di mille altre il potere di rubarmi l’anima. Sempre pensato che il tocco fondamentale lo dia l’occhio di chi guarda e sceglie quando scattare. Io, di quella foto, non sapevo nulla finchè mesi dopo non la trovai in posta elettronica… che whatsapp non esisteva ancora. 1058581_10208428106650760_98301062_n.jpg

 

 

Fumetti di Andrea Pazienza… li leggo sempre con molto gusto.
E sono Penthotal… Zanardi… Fiabeschi.
Pazienza ha disegnato, scritto, sul Nonno d’Italia, Pertini, Sandro Pertini. Per me così importante!

Bologna. E le suggestioni del ’77. Bologna, quella che sa di Autonomia Operaia.

Bologna, e dici assemblee, occupazioni, cortei, fumo di sigaretta e lacrimogeni, dalla casa alla strada, dal privato al pubblico. Una nebbia, una cortina… nella quale perdersi era piacevole o spesso terribile. C’è chi c’è morto, nelle strade invase dal fumo. Chi s’è ricreduto. E chi in qualche casa invasa dal fumo di una (?) sigaretta o di uno (?) spinello… si è magari innamorato. Per il “sempre” dell’epoca. Per un periodo brevissimo e terribilmente dilatato che avremmo chiamato “eternità”, chiameremmo “lungo, chiameremo “qualche giorno, non di più…”!

Case di fuorisede. Pazienza… radio e facoltà occupate. Ma dal pubblico si vira al privato…
…alle case di fuorisede che non ho mai vissuto.
Che avrei sempre voluto vivere.

Che in una pagina di una smemo vecchissima… devo aver anche raccontato.
Spostandole a Bari. Ancora dal Pubblico al Privato…
…dal ’77 al ’05.

Che ne sarà?

Sul muro bianco di una vita
proietto istantanee di una memoria
che forse m’appartiene
ma non ricordo d’avere vissuto…

Camere che profumano di una
Bologna mai conosciuta di inizio ’80.
Si aprono dopo scale malferme
nel centro di Bari… in una casa fuorisede.

Lo sguardo bicolore di Bowie
dal muro benedice la scena
tra cicche spente male, fondi di caffè
e tavoli che parlano di filologia romanza.

E poichè i battiti di un cuore possono stracciarci via
2 corpi si studiano, 2 cuori si chiedono
se sarà lo stesso tornati ad adesso
fuori da quella piccola Bologna nel centro di Bari.

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Radio Quindinononvatuttobene – FRNCPL1

E niente oggi rasciamo il fondo del barile che è sabato e per caso mi capita tra le mani questa traccia qui che voi avete di sicuro qui già ascoltato ma per esegetica esattezza delle fonti va riproposta… e si chiama

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Il sole (è importante che non ci sia!)

Mi piacerebbe sapere che i Ministri vi piacciono… ma non lo so.

La traccia è la loro!

Terlizzi, Primo Maggio 2011!
(anche perchè l’11 di dicembre potrei andare a vederli di nuovo a Bari!)

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Allora questa è una cosa che veramente c’ho dentro e vi devo dire…

Guardate in questi giorni rischierò di essere brevissimo. La nuova e vecchia futura vita che vivrò nei prossimi mesi mi porterà a dover modificare i miei tempi e di conseguenza anche quelli che potrò regalare a questo spazio… che è principalmente mio ma anche di tutti voi.
Miei cari so già che nei prossimi mesi mi sarà complicato mettermi qui a partorire ogni giorno papiri di 1000 parole… anche solo per il fatto che non sarò a casa sveglio per un tempo sufficiente… ma non è detto che ciò non avvenga da lavoro… non so.
Volevo solo dire a tutti voi, davvero e dal profondo del cuore che vi ringrazio per la vostra affettuosa presenza costante e nello stesso modo mi scuso con voi se non posso sempre ricambiare.
Credetemi non ho mai pensato che tenere un blog fosse come fare pompini di ricambio a destra e sinistra… anche perchè il reparto “pompe di ricambio” ha chiuso da tempo qui… soprattutto da quando gli iniettori dei motori sono andati nel dimenticatoio grazie alle centraline… però mi spiace non avere il tempo di seguirvi sempre… mi spiace tanto a volte non avere il tempo di commentarvi.

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Dicevo, sarà interessante capire come tutto questo cambierà fino ad ottobre nel prossimi mesi… perchè magari sarò molto più presente con post brevi… che dietro il bancone di una birreria c’è sempre tanto da raccontare… o forse no…  birra

Nel frattempo sappiate che avremo già aperto ma il bilancio di queste prime due giornate, per ragioni di profonda ucronia, voi lo avrete attorno a mercoledì o giovedì… che saranno giorni importanti per me, visto che ho accettato il cortese invito di un professore universitario a tenere un seminario sociologico e criminologico di due giorni su un quartiere a rischio dove, con operazione di undercovering, ho svolto uno studio sul mercato della droga… in quello che è una versione in sedicesimi (ma nemmeno poi tanto) di Scampia… solo che si trova a Bari, ad Enziteto… che adesso è diventato un luogo anche caratterizzato da enorme voglia di riscatto sociale, ma nel 2008 quando ci ho lavorato… non era mica così.

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E quindi si apparecchia ad essere una settimana importante, visto che martedì ho da fare il tatuaggio… ho da completare una delle due parti… e vi posterò la foto della fine della prima metà del lavoro..

Sappiate che sarà una settimana dura ma… come spesso ho detto, mi prenderò dai capelli che sto per andare a tagliare (che alla guerra ed alla morte ci si presenta sempre col volto pulito) e mi butterò oltre l’ostacolo. Se non dovessi farcela, sappiate che vi ho voluto bene!

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Aspetta che non posso salvare ora… dieci minuti e lo vado ad ammazzare! Che poi sarebbe l’incipit improbabile di una storia incredibile… che invece e forse pure purtroppo è più vera del Vero.

Se c’hai sedici anni c’hai tre fissazioni nella vita:
Le Pippe
Il due ruote
L’amiga 500

Sono d’accordo con voi… questo valeva più o meno quindici anni fa.
Il paniere medio dei desideri del sedicenne medio è radicalmente cambiato. Nell’ultimo aggiornamento ISTAT sparisce l’Amiga 500 ed entra la Playstation4… spariscono le pippe ed entrano i pippotti – che per chi non fosse di Bari e dintorni sono le sniffate di cocaina. La tecnologia avanza, quindi il modernariato del finto personal computer che tuo padre lo compra dicendo c’abbiamo il computer e poi in realtà ci puoi fare solo le emulazioni dei coin-op della sala giochi cede il passo alla console ludica per eccellenza. La tossicodipendenza avanza, con la diffusione capillare delle sostanze ricreative e con il crollo dei prezzi delle stesse. E si sostituisce in modo evidente alle pippe… che prima tra noi sedicenni se la tipa ti faceva la pippetta tu andavi dagli amici e ti definivi Papa del Sesso o al minimo Vescovo… e adesso a tredici anni sono tutti a prendersi a pecora senza goldone e da dietro così stiamo tranquilli che non c’è figli. Perchè non è solo che le ragazzine danno via quel che hanno prima e senza coscienza… è pure che i ragazzetti certi “denti” se li tolgono subito per poi dedicarsi ad esperienze più interessanti come le strisce di cocaina.

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Il paniere aggiornato dei desiderata del sedicenne medio è quindi il seguente:
La pietrina o pezzo o dose di coca…
La playstation 4 con Fifa15 o un bel gioco di macchine – quindi giUochi “di società”, tipo Monopoli, solo che sono digitali, perchè li giochi con gli amici senza guardarti in faccia attorno a un tavolo ma con gli occhi nel televisore… che tanto ci sei abituato e si chiama telerincoglionimento da babysitter catodica o ultrapiatta (che merda la babysitter ultrapiatta!)…
Il dueruote qualsiasi (che comunque scende di parechio e sarà forse soppiantato dall’aumento di paghetta per prendere più coca).

Questo è lo stesso identico paniere di Colino “la scimmia”, in arte, perchè all’anagrafe lo conoscono come Nicola Maria Abbatesciano. Sedici anni. Colino si “spartisce” la casa, i respiri, la vita con Tonino “la cinque” e con Genzino “cocozza”… i cui cognomi oggi rimarranno puri purissimi accidenti che ci evitiamo. Stanno chiusi, tappati, in casa… che poi è un container nell’atrio condominiale di un vecchio palazzo anni trenta nel quartiere popolare più vicino al centro di Bari, che si chiama quartiere Libertà ma ci entri e non ci respiri Libertà. C’hai una sola libertà a Libertà: guardare da una parte di qualsiasi stradone che vada dal “Redentore” a Corso Càvur, come si dice da quelle parti, e sognarti le vetrine, i manichini di Bananamoon su Corso Càvur da spogliarti e portarti i vestiti a casa e fare tu il manichino di Bananamoon in mezzo al Corso, con Maria, Giovanna o Michela che sono uscite dal salone della parrucchiera dove lavorano e se non c’è lavoro si fanno la manicure. E col ferro nella tasca. Accavallato. Come si dice qui se c’hai addosso la pistola… e ce l’hai “pronta all’uso”, col colpo in canna.

27 aprile 1982 cadavere abbruciati

Stanno chiusi in casa. La spesa arriva una volta ogni tre giorni. La porta una donna… che a loro non è mamma, non è zia, ma loro la chiamano “la zì”. La signora gli porta da mangiare, da cucinare… e poi gli porta la coca. E poi gli porta il fumo. Sigarette e fumo buono. E basta. Quelli stanno chiusi in casa e c’hanno il cellulare acceso. E sul tavolo le carte francesi per fare il Burraco… che soldi per fare il poker non ne stanno. E sul tavolo il ferro. E a terra la cassa vuota o piena di vuoti o mezza piena dei vuoti della Birra Peroni. Che a Bari è un must.

E il cellulare deve stare sempre acceso… e ce ne sta uno, uno solo. Comune. E nessuno fuori c’ha il numero di quel telefono. Nessuno tranne uno, uno solo. Che si chiama Ciccio “asso di mazza”. Che è quello che ogni tanto chiama, ti da una via, ti da un nome e ti dice : “Fusce, muvete, che ‘dda stà…” che per chi non è di Bari vuole dire “Scappa più che puoi, sbrigati, che lì stà…”. E quello che stà lì è uno che dopo poco è bene si trovi steso per terra. Freddo. Sotto un lenzuolo. Con le femmine sue che strepitano, madri o mogli o sorelle che siano. Che si strappano i capelli. Che meditano vendetta. Che se fai l’errore di guardarle mentre gridano e fanno la commedia del dolore ti sputano in faccia e ti rompono tutte le ossa.

Ciccio “asso di mazza” quando chiama bisogna scattare. Devi volare. Perchè “quello” che devi “fare” mò stà là… dopo non si sa. E allora c’è poco da dire: si “mena a tocco” ossia si tira a sorte e dei tre uno resta a casa… gli altri due in sella allo scooter 250 tutto truccato, che stà fuori al container che tu chiami casa nel bel mezzo di un atrio condominiale di un palazzo ex nobiliare fatiscente degli anni ’30 nel quartiere popolare più vicino alla City di Bari, con la pistola dietro al pantalone e il giubbone da sopra. Col ferro che deve stare “pront’all’uso”. Coi caschi in testa… che i caschi si mettono solo qundo vai a fare qualcuno… che normalmente o soprattutto quando devi girare indisturbato nel quartiere tuo non lo metti – che magari c’è la guerra e bisogna vederle le facce di chi gira sugli scooter 250 truccati, mai sia una squadra da fuori che viene a fare te.

“Oh Colì, vedi che oggi tocc’a te!”.
“No, uagliò vai tu!” – “Ma se tocca a te?!” – “E devi aspettare che mò non posso salvare… sto a fare Barcellona-Bari, c’ho messo tre anni…”. E alla fine a fare quello ci vanno Tonino e Genzino. Che lo sanno che quando chiama “asso di mazza” bisogna volare. Ma c’hanno sedici anni… e pure se di mestiere ammazzano e fanno gli invisibili, tappati come i kamikaze dentro un container, con i pranzi freschi ogni due giorni, la coca sul tavolo e il ferro dietro ai pantaloni… pure se c’hanno sedici anni e alla mamma ed alla ragazzetta gli hanno etto: “Se voglio fare la Vita, così si fa…”…
… c’hanno pure sedici anni… e sono di Bari… e sono della Bari… e lo sanno che vuol dire squagliarsi il cervello tre stagioni per portare davvero il Bari in Coppa Campioni. Alla finale col Barcellona.

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Se sei stato contagiato dalla peste influenzale puoi vivere da solo… ma non “in mezzo al borgo” che più o meno vuol dire nella piazza principale del paese.

Io non so se domani sarò morto di peste influenzale.

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Questo non posso proprio prevederlo oggi. Non prendevo la peste influenzale da qualcosa come dieci anni, sì dieci anni esatti… che l’ultima volta che ho preso la peste influenzale era tipo febbraio 2005 e avevamo appena finito un concerto dei Virginia’s Rabbit, successivamente Réclame, in un posto che si chiama “Taverna vecchia del Maltese” – attualmente in oscena e vibrante contrapposizione a “Taverna nuova del Maltese” in quel di Bari – e appena finito di rimettere gli strumenti in macchina tipo dissi al chitarrista ritmico “Michele sto morendo” e mi chiusi in casa 6 giorni in preda alle malattie della peste influenzale e tipo credetti di essere morto il primo giorno poi presi a tirarmela perchè la peste influenzale quando non vivi solo ha i suoi osceni vantaggi (tipo “Lascialo fare non vedi che sta malissimo” e tu ti spari tutti i dvd arretrati perchè sei in ferie e cose amene così… ed hai tipo diritto ad una serie di coccole che ti regrediscono a quando “quant’era bello essere malati in 3 elementare ed in 2 media”). Sono dieci anni che non prendo la peste influenzale e tipo ieri sera ero quasi morto dal vomito, stamane ho perso due chilogrammi, ho brividi di freddo e cazzinculogravissimi di dolori alle ossa… però credo che domani già starò meglio. Se dovessi morire voi lo sapreste tipo mercoledì o giovedì, non vedendo più i post. Se dovessi morire vi ho voluto bene e vi ho amato come ogni buona celebrità che si rispetti. Prima di diventare veramente pop e celebre e famosa ogni futura celebrità ama i suoi fan!

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Io vi chiamo stronzi, è vero, dico che di voi non me ne frega niente… ed in parte è vero. Ma state tranquilli che a me di voi frega più di quanto a Fabio Volo, Nadia Toffa e Piff frega dei rispettivi follower. Che poi a loro non tutti voglono bene, per loro scatta l’effetto di emulazione su FB per cui se tanti amici mettono “mi piace” tanti lo mettono pure loro per sentirsi fighi o per fare qualcosa in un momento di noia! Per cui, sin da oggi che è sabato, vi avviso… non so se sopravviverò! Oggi scrivo questo post ma lo metto non in coda ma già per domani. Lo leggerete domenica. Sposto quello di domenica a tipo Mercoledì… se giovedì non esce niente sono morto… ed è un bel casino, sapete? Non ho pronto niente di serio da comprare per voi, niente che sia scritto così come questo blog che di me v’ha fatto struggere e innamorare.

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Se voleste acquistare mio materiale postumo dirigerete i vostri interessi verso:
“San Pio, per tutti ancora Enziteto” cercatelo, editrice La Meridiana: è un saggio criminologico su un quartiere a rischio con annesso diario etnografico della ricerca
“Eccellenze Criminali” per i tipi (eh come sono forbito, stronzi) della Progedit: breve esercizio di profiling su materiali originali di Jack lo Squartatore ( stronzi leggetelo per bene, è roba che ci ho sputato sangue sopra e mi è valso 110+laude al master del Ministero!) più tre biografie criminali
“Vite da Assassino – Nove storie vere” edito da Iris4 Edizioni con dentro nove biografie di serial killer stracelebri.

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In e-book trovate anche “Camorra Barese” che è la mia tesi di dottorato sulla storia e la socioogia criminale della Camorra Barese che non è la Quarta Mafia e non è la Sacra Corona Unita (quelli sono i leccesi e noi baresi non ci andiamo così d’accordo da farci una mafia insieme)… è lunga ma è fatta benissimo e vi spiega una cosa sulla quale nessuno per ora ha avuto il coraggio di scrivere, nessuno, soprattutto i parruconi dell’Accademia barese che fino a qualche anno fa dicevano che in Bari (detto alla marchigiana che usano IN seriamente) non c’è mafia. E nessuno tra i politici si è filata… sebbene tutti, soprattutto a sinitra dicevano che volevano, che era importante, che era Giusto con 3 G maiuscole! Poi hanno dato una cattedra a Criminologia al “Rock nelle periferie” manco fossimo al Dams o in qualche altro grande Istituto di Studio delle Arti… invece che in un posto dove si parla di crimine… ma vabbè! Tanto forse muoio in giornata… mi posso togliere dei sassolini dalla scarpa!

Io lo dovevo capire che i miei scritti erano troppo seri e imparruccati!
Io lo dovevo capire che in Puglia non sarei andato da nessuna parte, se non invitato a discutere con i post-ex-missini in una casa all’epoca vietata alle persone che la vedevano come me “politicamente” (anzi quelli che nel ’78 la vedevano come me dopo che morì Benny Petrone accoltellato da una squadraccia missina a Bari, quelli come me quella casa l’assaltarono) come quella della ex federazione provinciale del Movimento Sociale Italiano a Bari. Men che meno con un libro che parlava di un quartiere di Bari dove la sinistra e la destra non hanno fatto un cazzo di niente e la gente sta male per davvero… e però qui la destra non ha governato gli ultimi 10 dieci X ten dieci anni!

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Io lo dovevo capire dall’inizio della scorsa campagna elettorale che senza musica non si andava da nessuna parte!

Da quando Vendola fece la campagna elelttorale sulle Filastrocche
Niente scorie, via smammare, disse il sole al nuculare!
…dovevo capire che all’Università sarebbe andato avanti ad insegnare chi proponeva un discorso musicale e non qualche parruccone che voleva solo farvi studiare.
“Rock nelle periferie” – “Ceramiche sonanti – Il caso del fischietto di Conversano” – “Sinfonia tra le due Guerre”… e che cazzo… era tutto scritto.
No… io non sto mescolando Personale e Politico. Perchè il Politico è Personale di una cosa che si chiama gente, popolazione, cittadini. E’ il Personale di tutti che fa il Politico. Non arrivare alla Terza (settimana del mese, come terza media) è Politico, non è Personale.

Io non sto mescolando personale e politico… sto solo avendo gran paura di morire… e quando uno ha paura di morire si vuole far ricordare se come me non crede nel Paradiso ma di più nei Sepolcri di Ugo Foscolo (siete “Merda d’Italia” (cit. cinematografica del più fascista che conosca) se non sapete cosa significa questa espressione sui Sepolcri, vi avviso!). E io voglio che voi mi ricordiate, per quel che ho scritto… ora che non ho ancora scritto cose Pop come “Volevo vivere felice… poi m’è scappato da cacare!” oppure “San Nicola cal.9” che è il romanzo della mia Tesi di Dottorato, scremata da tutte quelle cose sociologiche e messa in stile mainstream come un racconto che Sollima ci fa un “Gomorra – La Serie” molto più bella di “Gomorra – La Serie”. E voglio che mi ricordiate per quelle cose perchè sono le cose su cui c’ho sputato il sangue per 17 lunghi anni bui. Non queste oscene ovvietà che scrivo con una quarta di seno… o quel romanzo noir che scrivo solo per metterlo in quel posto a quanti non si sono cacati lo studio alla base.
Purtroppo se crepo non potrò scrivere il romanzo sulla riduzione cinematografica di quel romanzo stesso… di un film porno da girare con Tory Lane. Di questo, ora, mi rammarico molto di più che della eventuale vittoria di Salvini alle elezioni in Puglia, alle regionali della primavera entrante! Quella non succede… ma se succede!

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Cosa c’entri tutto questo con la faccenda enunciata in titolo? Ho ancora poche forze, sento che le energie mi stanno abbandonando… se ce la faccio scrivo un altro post… altrimenti se giovedì sta cosa non la leggete… scatenatevi, miei seguaci della prima ora, nel cercare di interpretare. Guardate che porta bene: in mezzo ai comunisti c’è gente che ha fatto palate di soldi e milioni in stipendi di Cattedra affermando di poter interpretare criptici scritti postumi di persone comuniste morte prima della naturale data di scadenza del prodotto!

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