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Oh e niente… riflettevo oggi ma leggerete domani…

… che è lunedì e non domenica come oggi… riflettevo sul fatto che la pronografia come produzione culturale ed il mondo del porno come industria culturale, ha compreso immediatamente l’importanza di un approccio ecologista al mondo, la irriununciabilità delle economie di produzione e la potenza indiscussa degli strumenti digitali. Il porno è il primo posto al mondo dove si è praticata la benedetta digitalizzazione che in Italia i governanti ancora non hanno capito come far partire. E non dicano di non guardare Porno… e di non averlo intuito. Il mondo della pornografia ormai non conosce altro supporto se non quello volatilissimo del file digitale. Dove cazzo più vedete i DVD o i blueray? Lo hanno capito tutti che non ci va più nessuno nei tabaccai e nei giornalia a farsi mettere il pornazzo in mezzo a Tuttosport. Certo, con la digitalizzazione quel che è venuto meno è il mercato ed il buon artigianato dei fumetti hard adolescenziali tipo che so io Corna Vissute, Adolescenze bagnate, Hard Terror e simili (hard terror era bellissimo con gli zombie nazisti arrapati che mettevano in piedi un lager pornografico a sfondo sadico o con gli alieni che inseminavano di sperma blu a litrate povere ragazze e milf e cougar ignare). Ma non dispero, in materia, che per i collezionisti del genere vengano presto digitalizzate versioni ebook… infondo se sostengo che dovrebbe arrivarci la Marvel o la Bonelli sono altrettanto convinto che da qualche parte nel mondo qualche pornografo tipo Erik Thoir nazionale nostro interista ci stia già pensando.

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Vabbè, tutta sta dissertazione sulla digitalizzazione del porno e sulla indiscussa capacità dei produttori del zozzolercio di leggere meglio degli altri il futuro mi è venuta mentre seduto sul divano riflettevo sul fatto che questa sì è una domenica da cazzinculo gravissimo. E’ la domenica, la ottobrina, in cui c’è la pausa del campionato di A e quindi siamo tecnicamente in astinenza tutti dal benedetto oppio dei popoli post-moderno che è il pallone (Carlo Marx non aveva capito un cazzo… Carlo Marx non ci vedeva lungo come i pornografi… I Comunisti Barbuti non sognano 22 cretini in mutande). La pausa di settembre non te ne accorgi, c’hai altro da fare, il tempo è bello, ti porti la squinzia a ripa di mare (che è un imbastardimento di espressioni bolognesi pazienziane con espressioni pugliesi tipiche degli omologhi de noantri dei personaggi di Pazienza). La pausa di ottobre, col cambio d’ora che incombe… la pausa di ottobre la senti. Proprio come i tempi di caricamento del tuo browser quando hai finalmente trovato il nuovissimo video di Tory Lane di ritorno sulle scene dopo la maternità ed il rientro nel peso forma. Ecco il cazzinculogravissimo della digitalizzazione… i tempi di caricamento. A cinema le rogne erano portarsi il giornale per sedercisi sopra senza toccare la poltroncina, portarsi l’altro giornale per non essere riconosciuti… A casa il casino era stoccare le cassette o i dvd tipo sotto un armadio a parete. Nell’era del Porno 2.0 il casino sono i tempi di caricamento, i tempi morti. Sono gravi come questa domenica uggiosa in cui sostanzialmente avresti voglia di vederti un tracollo della beneamata inter – che se non tracolla soddisfazioni a noi tifosi non ne da. E invece devi aspettare. Perchè ieri tipo giocava la nazionale… ed oggi non sai che cazzo fare. Proprio come quando guardi quella melina che gira e rigira… e c’hai il pisello già fuori… e lui l’ì sotto ti dice “Caro mio o ci diamo una mossa o io me li vado a fare dieci minuti!”.

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Ma se Real Time è un canale porno… perchè non costa tanto quanto i canali zozzi che invece passano su Primafila e costano troppo?

Come vi avevo detto ieri… oggi vi spiego questa cosa qui: perchè Real Time che è pornograifa, gira gratuitamente sul diigtale terrestre e invece i Porno no?
Molto facile… e infatti il post di oggi sarà breve come quello di un venerdì qualsiasi. Innanzitutto allunghiamo il brodo dicendo che non è detto che quanto vi ho spiegato ieri non abbia avuto conseguenze su di me… tipo che non è detto che non sono morto. Questo, come ben sapete, si chiama “Programma la pubblicazione del tuo post”. Poi allunghiamolo ancora dicendo che oggi si decidono molte cose della mia vita… come vi avevo anticipato qui…

Poi veniamo a noi!
Real Time e la pornografia sono due facce del mondo che tutti almeno una volta vorrebbero vivere. Dunque entrambi sono reali. E se Real Time è la realtà e la pornografia è la realtà per la proprietà transitiva Real Time è la Pornografia. Perchè sia gratis? Un motivo c’è… ma la domanda è malposta. Il problema non è perchè Real Time sia gratis… la realtà è quel che viviamo ogni giorno, che al netto delle tasse delle bollette e dell’alimentazione è gratis. Il problema è perchè devo pagare per vedere il porno, che essendo reale dovrebbe essere, al netto di tasse bollete e alimentazione, gratis.

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Pagate per vedere il porno perchè il mondo è un posto ontologicamente molto ingiusto. Il mondo e la realtà sono due affari che educano alla sofferenza. Il porno educa alla gioia… anche se siete sadici o masochisti: tutto il dolore che date o infliggete vi da gioia. Cadere per strada inciampoando in un marciapiede, no. Pagare una cartella di equitalia, no. Votare, no. Ammalarvi di una malattia misteriosa, no. Quelle su elencate sono tutte sofferenze… e sono gratis… al netto di tasse, alimentazione e bollette. Ciulare, metterlo, toglierlo, farselo mettere, farselo togliere… quello, che è una cosa bella, la paghi.

Devi pagare per godere… devi soffrire per avere l’illusione di vivere davvero… gratis!

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In realtà… cari miei… il discorso è ancora più subdolo.
Pensateci bene:
Real Time è gratis, come la vita… che in realtà pagate con tasse, bollette, alimentazione. Real Time non è gratis. La vita non è gratis. Ma ti fanno credere che sia così. Nella vita c’è equitalia, il salumiere, l’enel… in Real Time ci sono le agenzie di pubblicità.
Il porno non è gratis… pagate per iscrivervi ai siti, pagate per acquistare un film, create i presupposti per un pagamento al banner nei siti gratis quando vi fate la pippetta su youporn o simili. Però nessuno ti offre, nel porno, l’illusione che questa esperienza sia gratis: paghi, subito!

Ecco la malvagità del mondo… ed il potere di taluni signori che indossano la tuta il martedì, il giovedì il sabato e la domenica al mattino: convincervi che soffrire si soffre gratis… godere si gode pagando!
Brutta storia, sono d’accordo con voi!

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E niente… dice che Real Time canale 31 digitale terrestre è La Pornografia…

Nessuno se la prenda a male per questo, sia chiaro.
Io non sto dicendo niente di male.
Quando dici una parolaccia o un bestemmione tipo che metti in croce la madonna con tutti i pastorelli o dici cazzinculo (che non fa figli ma fa male se lo pigli cit.) può succedere che una persona anziana cada e si spacchi un femore (che poi ci si muore) mentre attraversa la strada o tipo ad un bambino felicissimo del suo calippo capiti che il calippo per una improvvida pressione voli fuori dal contenitore e in terra… (ed è molto probabile perchè in età da calippo difficilmente sai cosa significhi “improvvida”… o difficilmente il calippo è il gelato… tipo chessò la Pascale)… e tutto questo tecnicamente si chiama “instillare senso di colpa nei bambini sull’uso cosciente delle parolacce”. Quando invece tu dici una cosa che è vera, anche se sconveniente, nessuno cade, calippi o anziane. Quando tu dici una cosa vera che tutti sanno non succede niente. Quando tu dici una cosa vera e sconveniente che nessuno sa possono succedere due cose: o ti uccidono e diventi un martire… oppure tutti ti danno addosso perchè quella cosa, per quanto vera, te la dovevi tenere per te perchè non sta bene dirla. Difficilmente, come Saviano, con una cosa detta rischi di fare tutte e due le fini… però tipo a Saviano è successo e quindi può succedere anche a te. O a me per quel che sto per dire.

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Real Time è l’incarnazione del porno. Real Time è la versione pornografica della vita comune. Della vita di ogni giorno. Real Time offre come il porno uno spaccato della vita comune di tuti quanti noi… o meglio, lo spaccato della vita che la stragrande maggioranza di noi vorrebbero vivere.
Non dite che non è vero… se Renzi governa, se Berlusconi ha governato, se la sinistra è Nichi Vendola… allora Real Time incarna la vita che tutti noi vorremmo per un attimo, almeno uno nella vita, vivere.

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Proprio come tutti, ma proprio tutti, almeno una volta nella vita, vorrebbero essere un idraulico infilato dalla cintola in su sotto il lavandino con una desperate housewife che si occupa di qualcosa di molto particolare che è sotto la cintura di lui. O come tutte, almeno una volta nella vita, vorebbero fare quelle cose che le donne fanno tra di loro quando vanno insieme al bagno nei film porno o quando prendono assieme il the a casa di una di loro. O come tutti e tutte vorrebbero fare se lei prende il the con una amica, fa con lei tutto quello che almeno una volta nella vita tutte vorrebbero fare tra loro e da uno sgabuzzino esce uno nudo, che farà quello che tutti almeno una volta nella vita desidererebbero fare con donne che non conoscono, che mentre prendono il the fanno cose zozze tra loro.
Real Time è per lei il the delle 5 con l’amica… e per lui l’uscita dallo sgabuzzino. Real Time è il matrimonio che vorresti ma che nessuno che non si rivolga a Real Time e non superi un concorso che valuta il gradimento possibile del tuo volto e della storia che vogliono cucirti addosso e non decida di mettere i cazzi suoi in pubblico potrebbe avere. Real Time è la malattia misteriosa che tu non vorrai mai avere, che probabilmente nessuno avrà mai più… Real Time è il medico indiano – è sempre indiano – che risolve il problema più oscuro della terra e ti dimostra che anche un indiano, uno che viene da un paese dove muoiono di fame e pasciono le vacche, può diventare un piccolo eroe del pianeta perchè scopre una malattia misteriosa e salva la vita di un protagonista di Real Time.

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Real Time è la vita. La pronografia è la vita. Sono entrambe vite che tutti vorrebbero vivere… che sono vere e reali più del reale… proprio perchè ti convincono di esistere da un tubo catodico o da un ultrapiatto al plasma o, per dire, da uno schermo curvo a led. Solo che Real Time è gratis… il porno giustamente lo paghi. Sapete perchè?

Ve lo spiego domani! Se non faccio per ciò che ho scritto, la fine di Saviano!

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Persone serie, gente che ha fatto grande il Belpaese e che voi stronzi non sapete nemmeno chi siano!

Giangastone de’ Medici è l’ultimo dei Mohicani della famiglia de’ Medici di Firenze. Dopo Giangastone de’ Medici la famiglia de’ Medici si è estinta. E Firenze non è stata più medicea. Giangastone proveniva da una linea di sangue nobile talmente di sangue blu che un suo avo era quel Lorenzo detto il Magnifico che di Firenze ha fatto la fortuna e di converso ha fatto la fortuna di uno che si chiama Renzi e che è il sostituto di Silvio Berlusconi al timone di una nave chiamata Costa Italia… che tutti voi siete più o meno contenti di aver votato a tutte le Primarie del regno perchè… “Finalmente si cambia!”.

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Giangastone de’ Medici con Matteo Renzi, purtroppo, non c’erntra un cazzo!
Giangastone de’ Medici era un depresso cronico alcolista omosessuale forte, masochista all’inverosimile e quindi a giusta ragione o come causa scatenante un uomo con l’autostima al terzo piano interrato… ed il corpo sull’attico.

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Giangastone de’ Medici non voleva fare il de’ Medici da grande. Non so se questo avesse a che fare con un odio del suddetto per la medicina… sicuramente il cognome che possedeva lo possedeva tipo una maledizione da esorcista. Il cognome lo schiacciava col peso delle aspettative. Giangastone aveva una sorella Anna Maria, che odiava profondamente… ed una cognata Maria Violante cui era legato da profonda e fraterna amicizia che mai sfociò nelle zozzerie regali perchè Giangastone era omosessuale. Terzogenito di Cosimo III finì per ereditare la corona di Firenze per una serie di sfortunatissimi eventi, ossia per la morte dei due eredi prima di lui, suo fratello maggiore Fernando, notoriamente bisessuale, crepato di sifilide e Francesco Maria, suo cugino maggiore, costretto a spogliarsi degli abiti cardinalizi per scongiurare l’eventualità che Giangastone diventasse sovrano… crepato anch’egli prima del tempo e senza eredi.

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Giangastone contro la propria volontà ma assecondando il fato pervicace, fu fatto Signore di Firenze.
E qui comincia la roba mica poi tanto da ridere ma che fa ridere per davvero.
Ogni giorno ed ogni sera feste ed orge a palazzo. Orge omosessuali. Nelle quali Giangastone era preso a quel Biondoddio da ragazzetti raccattati per i vicoli di Firenze all’uopo ed istruiti a violentarlo ad ogni suo cenno e a insultarlo e degradarlo quotidianamente nei modi più brutali e volgari che conoscessero. Per far questo i giovanotti erano anche pagati coi “ruspi” e venivano definiti “ruspanti”… capito ora da dove viene l’aggettivo per il gallo? Insomma ‘sti ragazzetti venivano riempiti di soldi per brutalizzarlo e chiamarlo “muso di cazzo e becco fottuto” (cit.)… bel biglietto da visita per quella corte di Firenze.
Aggiungete pure che non era mai sobrio, non si alzava che raramente dal letto e si macchiava di stravaganze particolari come “cena con saltimbanchi polacchi” finita con l’accoltellamento del Giangastone colpevole di aver insultato e sporcato col vino uno dei saltimbanchi polacchi. Aggiungete che durante le cene coi dignitari era solito vomitare e pulirsi con la parrucca. Aggiungete che era solito espletare le sue vicende corporali nel letto. Aggiungete che una volta sua cognata entrò in camera dal letto e peste la colse tanto che si sentì malissimo e la rianimarono coi sali. Aggiungete che tutti i suoi ospiti, soprattutto i ruspanti, derubavano la casa di argenteria e preziosi vari tornando poi a rivenderli al Giangastone il quale esclamava divertito “Toh chi non muore si rivede”… ed avrete un quadro completo di una cosa che a tratti ricorda più che Palazzo Pitti una casa che si trova in un paese che possiede nome Arcore o un palazzo che si chiama Villa Grazioli…

Silvio Berlusconi lascia l' Ospedale San Raffaele

Giangastone è crepato anziano e senza sifilide… cosa di una rara difficoltà vista la sua vita dissoluta. Giangastone è crepato triste e senza eredi, nel vomito e nella pipì come un Jimi Hendrix qualsiasi. Però la storia l’ha scritta e la Storia se lo ricorda.

Io invece comincio a pensare che alla Storia non piaccia la gente che lontana dagli eccessi non da alla ggente con due G la possibilità di qualcosa di cui parlare.

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