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No vabbè l’urgenza…

(e mi chiedo se ogni cosa che ricompare sogna posti diversi del tiretto del comò nell’angolino delle inutili tristezze)

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… era talmente forte assai riascoltando questo piccolo capolavoro…
… che è martedì e l’ucronia è così bella che…
… sono le tre e c’ho ancora il giubbottino rubato a babbo mio addosso…
… che la grappa in gola raschia ancora…
… e però eravamo lì fino a 15 minuti fa – il tempo di portarti a casa – e sentivamo questa canzone…
… e con la freschezza di anni la metà dei miei mi sento dire: “Ma che poi lo sai che davvero la domenica si muore… mica il lunedì… e non c’entra Leopardi… è proprio una questione di bilanci da fare, cerchi da chiudere e pochi posti aperti… tipo i bar che chiudono alle otto di sera mentre tu apri la porta di casa?”.

E io sono qui a dire grazie… perchè lo sai tu, lo so io… qui si gioca e si scherza soltanto.
Ma è bello scherzare con te!

(ma scommetto che come sullo stanzino degli amici usati… volete il post sull’angolino delle tristezze inutili, vero? Vi conosco vecchie ciabatte!)

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Le Tante Cose che bisognerebbe sapere prima di ascoltare un pezzo dal sapore adolescenziale.

E che ci vada il punto a fine del titolo non è antropologicamente corretto ma mi andava così.
Ci sono momenti e situazioni in cui sempre e comunque si è convinti che – come un aforisma – una canzone parli a noi e solo a noi narrandoci pezzi della nostra vita passata, spiegandocene il contenuto, spiattellandocene gli intrecci pagina prima di pagina manco fosse un giallo di cui il solito amico stronzo vuol subito descriverci minuziosamente il finale. E giù di spoiler… cioè ma di spoiler massivo… cioè tipo così!

S

P

O

I

L

E

R

E di tutta questa vicenda a ben guardare ne avevamo già parlato qui.
Ed il fatto che io sia un ucronico convinto vi deve aver sicuramente portato a chiedervi nel profondo dell’animo vostro non solo quanti refusi ancora troverete cazzeggiando su questo post ma anche e soprattutto se io – incasinando la programmazione – non stia per tirare fuori una verità sconvolgente che tutti vorreste vivere last minute piuttosto che low cost ed in largo anticipo.
Fate bene, esperimento riuscito… per il semplice fatto che la verità qui scritta è una ed una sola… non sappiamo, nessuno sa come andrà a finire.

Ma c’è una cosa che vi voglio dire, e fa il paio con qualcosa che sui Baustelle ho scritto qualche giorno fa… non so, chessò, tipo ieri o la settimana scorsa… una cosa che suonava più o meno come “Ne riparleremo ma… i Baustelle sono un romanzo di formazione ben riuscito!”
… quella cosa è un monito. Se avete la mia età, cioè quella indifenita porzione di tempo tra i 23 ed i 36… in cui tutti ti sembrano tuoi coetanei e soprattutto le pischelle di tipo 19 anni credono tutte tu sia abbordabile e su piazza… e si fanno i film anche se dici “Non senti guarda ti voglio un bene cane scopiamo a quel Biondoddio assieme ed hai ragione ma… non può esserci nulla tra noi per una serie di motivi tipo questa canzone…”… se avete la mia età – 36 primavere autunnali o 36 estati di cui 18 passate a vivere al mare e le 18 seguenti passate ad odiare il mare per overdose di iodio, bikini, biliardino e lattine di peroni – dicevo cazzo prima che le subordinate si impossessassero del senso della principale… dicevo… se avete la mia età ascoltate i Baustelle e soprattutto la casnzone “Cristina” con moderazione. Perchè dentro ci sta un cazzinculogravissimo dietro ogni angolo di strada… dietro ogni rima, ogni capoverso ed ogni verso di mmmerda. Ma forse a voi tutto questo effetto non lo fa e questo è solo il segno che quella canzone io non debbo più ascoltarla se voglio preservare un pochetto della mia sanità mentale. Perchè ci sta tutto un intreccio di nomi e onomastici che poi ti porta a pensare che quel testo sia stato scritto per te contravvenendo a quello che abbiamo detto pocanzi e cioè che gli aforismi sono da evitare e gli orgasmi da apprezzare.
Perchè il nome della dedica è un fantasma… ma il contenuto di quella dedica calza a pennello con un altro fantasma della mia vita. E, purtroppo, uno dei due fantasmi ha sempre affermato con radicale perseveranza di voler avere come nome proprio di persona non il suo ma quello di un terzo fantasma, il più ingombrante, il più grosso adesso.
E quindi niente… alle 6 di mattina di un uggioso e sobrio mercoledì ottobrino mi sento in dovere di mettervi tutti in guardia: se avete 36 anni… e tipo avete fatto Genova 2001 e Firenze 2002 e Cosenza 2002 ed un sacco di turismo politico e di vita di federazione con annessi bicchieri di Fernet in sputi di caffè e coi piedi e con le mani… non ascoltate “Cristina”.
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Francesco Bianconi non volermene!

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Radio Quindinononvatuttobene – Le telefonate importanti si fanno sempre in posti importanti, vero?

Due, due telefonate te le ho fatte di qui… è un posto di Giovinazzo dove se non ci devi andare non ci capiti mai, sai? E’ il posto giusto, più giusto, per star soli. Sono sempre state telefonate importanti, sempre sofferte. Ma telefonate che in un modo o nell’altro hanno sempre cambiato le cose.
Quel posto lo avevo dimenticato, prima di quella telefonata importante, la seconda… E mentre facevo pari e dispari, chiama non chiama, chiamo non chiamo… ecco che mi viene in mente di fare ‘sta foto qui… era triste non darle il posto giusto, oggi, proprio oggi… solo oggi e poi mai più, forse!
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E poi c’è quella canzone lì, quelle note lì… ancora una volta giro intorno… perchè la tentazione di sentire quella canzone io ce l’ho ed è forte… ma è un pezzo usato… e forse varrebbe la pena di riusarli insieme, di riscriverle insieme quelle note… e non così, come gesto così passive-aggressive. Quindi rispetto, quelle note non le uso… ma ho bisogno di voce e parole di questa canzone… stasera!

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