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Anche i pornodivi sognano ejaculazioni precoci?

Nell’era della precarietà, nell’era della flessibilità, nell’era in cui un pornodivo non può permettersi una defaillance erettile proprio come a Balotelli non è concesso di far brillare i tricketrack nella vasca da bagno della sua casa di Manchester, siamo tutti, tutti convinti di dover dare il massimo. Dipende tutto da noi. Da quando i sistemi panopticali – rileggetevi la teoria del Panopthicon di Bentham prima di fare domande stupide – inventati non tanto per guardoni bulimici quanto per sorvegliare meglio i sorvegliati da parte dei sorveglianti… anzi, a ben guardare, per eliminare i sorveglianti e convincere i sorvegliati che comunque le guardie non si muovevano dal posto loro…
In un mondo così che ha perso il bel vizio di delegare ad altri parti o frammenti del proprio futuro ma è costretto a provvedere per tutto a se stesso e sente ed avverte il peso di ogni singola scelta come LO e non uno snodo problematico della propria esistenza…

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Può capitare che tusia interpellato per un consiglio sulle umane vicende di chiunque, soprattutto di amici vicini e lontani. E tu non sappia davvero cosa consigliare… perchè figurati se già senti il peso della responsabilità di scelte sbagliate sulla tua vita, se puoi anche solo lontanamente accettare di sopportare l’ansia di far sbagliare qualcun altro. No, non si può.

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Ed allora rifletti per esempio sulla carriera del buon Nando nazionale di Grande Fratello. Un burino cialtrone buono solo ad andare all’estetista ed a saltare il cantiere. Uno di qualche paesino vicino Frosinone… che avrà anche la squadra in A ma tra i suoi concittadini provinciali ci annovera pure ‘sto Nando… quindi…
E lui nel porno ci sera lanciato con rinnovato ed enorme entusiasmo, a differenza mia che mi dissero sì e io dissi “No! E a mamma chi glielo dice?!”. Il buon Nando cileccoò tre volte. Poi sparì. Per fortuna. Ma credo abbia tentato il suicidio sette volte dopo quelle tre cilecche. Perchè s’era bruciato l’occasione d’a vita mia!

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Per un Nando che fallisce Brazzers ringrazia perchè si prende l’infallibile Valentina Nappi… e poi si carica in squadra una serie di big boys che di cilecche non ne vogliono sapere. Facce di bronzo, facce da galera, facce di puttana che davanti alla telecamera problemi non ne hanno perchè ansie da prestazioni ed ansie da geometra (capite a me) non ne hanno. E per fortuna. Quelli non sbagliano mai. Lo abbiamo detto… è dogmatico nella new wave of porn non sbagliare mai, non perdere vigore in nemmeno un secondo di montato. Prima a Bob Malone poteva anche succedere di tutto… non c’era problema. C’era ancora il Muro di Berlino, la mutua, l’imperialismo ed il sistema sanitario nazionale. Prima i pornodivi potevano fare vertenza. Avevano l’art. 18… mo non più.

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E quindi mi chiedo… ma tutti uesti cazzoni nel vero senso del termine, no, tutti lì a tirarsela e tenerlo in tiro, tutti lì a resistere per resistere… poi, a casa, con le mogli loro… non è che per caso, per allenatre la tensione, sognano ejaculaqzioni precoci? Mi sa di sì. Io sono onesto… io lo farei.

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Ma ho la fortuna di avere pudore per mia madre… e non aver fatto il pornodivo. Ah, sì, quella su è la polo della Brazzers. Siccome Erik Thoir è proprietario del 12% dell casa di produzione di cui sopra… acquistate la polo con fiducia, siamo vicini al rinnovo contrattuale di alcuni importanti giocatori dell’Inter. Grazie!

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La questione delle serie televisive che ti salvano la serata e la singolanza (cioè l’essere solo a casa e single a casa)… e che però certe volte – alcune – sono un cazzinculogravissimo!

Certe cose importantissime come questa faccenda delle serie TV non può essere risolta in un semplice piccolo post. Però siccome mi sto drogando di serie tv ho assoluto bisogno di fare outing… quindi comincio oggi. Non vi aspettate quelle che tecnicamente non sono e mai saranno recensioni ma flussi di coscienza. Perchè i miei sono ricordi, esempi e nient’altro!

Perchè io sostanzialmente alla storia delle Serie TV mi sono appassionato con “I segreti di Twin Peaks” e correva – in Italia – l’anno 1992 o giù di lì. Emitente Italia 1 che non sapeva nemmeno che guai avrebbe passato da quel momento. O forse conoscendo il Cav. Silvio Berlusconi lo sapeva eccome e ci ha giocato.

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Quella di Lynch era una serie ad altissimo contenuto di ammiccamenti erotici, a sfondo zozzolercio e sordido, con di mezzo incesti, robaccia tipo padri che uccidono le figlie, scopazzate a quel Biondoddio e, soltanto verso la fine e solo per esaurimento di argomenti seri utili a continuare una Serie TV, morbosità semi-paranormali. In sostanza un coacervo di PEGI18 immotivatamente ignorato che s trasformò in un “Serie Tv per tutti” e che mi permise per le prime due o tre puntate di sgamarmi mia madre e poterla vedere tranquillo e sereno. Anzi, addirittura registrarla.
A me Twin Peaks metteva gli incubi. A me la figura di Killer-Bob faceva venire gli incubi. A me Killer-Bon che spuntava in ogni dove faceva venire gli incubi! Invece il nano no. Il nano mi stava simpatico. Già da allora mi immaginavo il nano che trombava. E che si trombava Laura Palmer che nella “stana del velluto rosso” – che obiettivamente arrapava – non era chiusa nel cellophane ma c’aveva un vestitino rizzacazzi niente male e tu la guardavi e dicevi “Questa sicuro fa una brutta fine”… ma siccome in quella stanza era già morta e lei era uno spirito e il nano pure era uno spirito… si prospettava una scopazza niente male.
Laura Palmer in quel serial non ha mai fatto frecazze. Se volevi sapere e immaginare le frecazze di Laura Palmer, dovevi comprarti il libro che si chiamava “Il diario segreto di Laura Palmer” in vendita quell’anno in tutte le librerie come il futuro bestseller tipo “La Bibbia” o cose di quel tipo. Io lo volevo… ma successe un incidente. Venni a sapere che estratti del diario erano stati pubblicati su “Tv Sorrisi e Canzoni” – titolo più ani ’70-’80 uno non se lo poteva inventare per una rivista sulla programmazione radio/video del paese Italia sotto gente seria tipo Andreotti, Craxi e simili. Tv Sorrisi e Canzoni lo comprava la zia di mia madre… che mi ha cresciuto insieme a mia nonna e che era la proprietaria possessore della casa dove attualmente vivo… e in quella casa la sua presenza ed il suo ricordo sono ovunque… e quindi faccio pure un po’ fatica a parlarne perchè era persona morigeratissima, devota e convintissima della fede, bontà sua. Quando candidamente – convinto che TV Sorrisi e Canzoni non lo leggesse tutto ma si soffermasse su cose diverse – le chiesi “Zia hai quell’inserto che davano con Tv Sorrisi e Canzoni questa settimana… lei non mi rispose, chiamò l’autorità censorea competente, cioè mia madre, e le disse che io “ero vicino alla strada della perdizione e bisognava intervenire perchè avevo chiesto a mia zia di passarmi del materiale di indiscusso carattere pornografico”. Niente Diario segreto di Laura Palmer… Niente immaginarmi e leggere delle frecazze di Laura Palmer. Mia madre chiarì che non dovevo leggere quel testo… e che era meglio se non guardavo il film. Però ci si era appassionata pure lei e si era accorta che forse le definizioni di mia zia erano leggermente enfatiche. Comunque niente libro.

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La fine de I segreti di Twin Peaks è una cacata pazzesca… ma proprio pazzesca. Lynch è famoso per inventare la trama in corso d’opera… e su questo nulla questio. Il problema è che inventa che ti rinventa… è arrivato al finale nella puntata 5/12 della seconda serie. Spiegando tutto… più o meno. E ci sta che usi la metafora dello spirito demoniaco per spiegare un incesto così brutale e violento che finisce con la morte di tua figlia dopo che te la sei presa in tutti i buchi che il signore le ha dato poverina. E fai lo stesso con sua cugina che sembra lei (stessa attrice) e prima di lei l’avevi fatto con altre due ragazze. Ci sta. Però lì ti fermi. Ti inventi un carrello sognante tra i monti dello stato di Washington – da dove come cose belle arrivano solo Twin Peaks e Ted Bundy mentre Kurt Cobain non ha diritto di cittadinanza – e poi sigla finale… e stop. Invece no. Altre sette puntate più due puntate speciali della durata doppia… quindi altre 11 puntate di stronzate che incasinavano il brodo in vista di una serie successiva che non ci sarebbe stata… perchè tutti si stancarono di vedere quella che obiettivamente suonava già come una terza serie.

Oh, scusate… tecnicamente era uno spoiler… ma io non ritengo degne di attenzioni le richieste di gente che a questa età e nel 2015 non ha visto per intero Twin Peaks… non su questo blog.

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Lynch si ritirò a casa piangendo. Un sacco di fan gliela giurarono. Ora dice che vuole riprendere in mano il progetto… dopo aver girato un prequel che non ha avuto risonanza e piacere della critica alcuno. Io stesso mi dissi “Mai più una serie TV… mai più una cosa che mi ci appassiono e poi… mi lascia di merda!”.
Invece di serie ho continuato a vederne a manetta. E di Lynch ho comprato quasi tutto quel che è uscito. Ed ho voluto, preteso di vedere, ogni film. Anche quelli più allucinanti ed allucinati. Tipo Eraserhead… che voi stronzominchioni forse non sapete nemmeno che cos’è… che è un film tutto basato sull’inconscio. E pure Inland Empire… che dura tre ore e se non ti uccide di sicuro ti ha reso più forte. E disturbato. Come lo sintetizzi? Un casino, di proporzioni inenarrabii. Col nano. Il nano di Twin Peaks c’è sempre. Fino a poco tempo fa ci stava sempre Kyle MacLachlan… negli ultimi tempi c’è sempre il nano, Michael J. Andersen. E Lynch l’ho sempre trovato grandioso… fino a quando si mantiene nella produzione e creazione di un prodotto che non superi i 180’…

Perchè la cazzo della creatività va contenuta… senò poi deborda… e all’inizio è bello, dici “Che casino inenarrabile di creatività questa serie… continuiamo un po’ a vedere come va avanti…”. E poi quando la benzina finisce e tu devi arrivare alla fine e hai messo troppa carne al fuoco e davvero l’affresco creato è fantastico… hai soltanto bisogno i un colpo di teatro che risolva la situazione…

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E di solito davanti ad un castello di carte bellissimo – che ti mancano solo tre carte tre per completare – hai una sola soluzione che è quella di…

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