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Gesummaria e Biondoddio… è successa una cosa drammatica!

Aiuto…
Huston, abbiamo un cazzinculogravissimo!

Questa cosa non può esistere… Mr. Brass, com’è possibile?! Tutto questo è non possibile. Vero Commendator Schicchi? Presidente, esimio, supremo Thoir… com’è stato possibile? Perchè? Perchè Biondoddio! Divino Vader, lei? Lei che ha sempre una risposta pronta tra un rimbotto di Bialetti ed un broncospasmo… nemmeno lei dice nulla?
Oh sì, lo capisco… ho testimoniato una volta ancora e per tutte di essere un prepotente stronzomerdone qualsiasi

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Vi giuro, dovete credermi… io non ne conoscevo l’esistenza. Lo ammetto: non pratico assiduamente il genere. No, il macrogenere sì… ma, lo sapete com’è il mondo no? Io peto (in ogni senso) venia, chiedo perdono…
Io quei generi tipo “rich girls” o “classy” o che vi devo dire “rich friend’s wife” non li frequento, cazzo!

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Io ho sempre fervidamente ritenuto che il mondo del porno fosse un posto bello, un luogo dolce e ameno dove tutto, anche le differenze di classe, non esistevano più. Io ho sempre pensato che un luogo dove aveva addirittura dignità un sito idiota come orgazm, fosse quella Utopia (diversa dall’idiozia del comunismo) idealista dove davvero si credeva alle favole come il comunismo, il bianconiglio che non da dipendenza e non ti fa ammazzare di botte mamma e papà per i soldi per comprare la roba, le storie d’amore che iniziano progettualmente e non finiscono mai perchè sono a tenpo indeterminato con blindature molto più vere e reali dell’art. 18 (e per dire, al sicuro da fallimenti e tracolli economici perchè in una società ideale tutto e dico proprio tutto va bene e le imprese, che a quel punto sono tutte del popolo, non falliscono).

E quindi ho sempre fervidamente aborrito siti e prodotti che si propagandassero come forme – ancorchè seminali e confusionarie – di lotta di classe. Io alla lotta di classe nel porno non ci ho mai creduto. Nel porno c’è redistribuzione degli utili, c’è il condominio, ci sono le ammucchiate, ci sta la parità di genere, ci sta addirittura la equa distribuzione delle risorse e degli strumenti…
Il porno è un posto dove anche un nano deforme può essere il desiderio totale e totalizzante di una donna come Jessica Rizzo. Il porno è quel posto strano dove il marito della mia sufficientemente compianta Moana Pozzi è felice di dividere il suo “bene primario” con la assoluta consenzienza contenta e felice del suo stesso “bene primario” (cioè di Moana Pozzi) mica con un amico stretto o il compare d’anello (quella è roba da naughty weddings e quello è un sito che i in questo periodo proprio non voglio vedere) ma con “l’uomo della strada”, l’equivalente maschile della “casalinga di Voghera”.

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Io ho sempre pensato che Naughty Rich Girls e roba simile fossero sordide sozzerie per consumatori tristi e drammatici come il signor Fassina – che c’ha sempre tanto da prendersela con lo “zipaperone” di turno senza rendersi conto che è quella sfigofaccia che porta in giro, assieme al benedetto bisogno ogni giorno di protestare odio sociale, che fa perdere la sinistra. Io ho sempre pensato che quella roba come “My rich friend’s wife” fossero sottoprodotti di resistenza non già per il sottoproletariato, ma per certa sinistra intellettualoide che odia, sa solo odiare, “gli si è rotta prestissimo la casina delle api” (come dice una delle persone che sono più orgoglioso di custodire gelosamente tra i miei affetti) e si fa le pippe guardando ‘ste robe e ripetendosi “Lo vedi? lo vedi che le femmine ricche so tutte zozze? ‘o vedi che fà la moje de zipaperone? Eh, a Civà… anvedi tu sta zoccolona altoborgese che je sta a fà… sempre detto che ‘ste riccacce vanno punite co ‘na patrimoniale niente male… guarda tu quanta robba c’hanno ne’ case loro!”. Perchè pure Civati secondo me apprezza ‘sti siti tristi!

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E invece, no… Mr. Tesla… com’è stato possibile? Me lo dica anche lei sommo signore dei Sith imperatore Palpatine (che il nome suo me piasce assai!)… com’è stato possibile? Posso essere stato così cieco?

Bene… la programmazione di “Biondoddio con quella che ci farei!” seconda stagione deve essere per forza di cose ricalibrata per il prepotente ingresso di una che solo dal nome mi aveva incuriosito mentre cercavo stronzomerdosissime zozzerie da schiaffare qua e là sul tema “Grinch fuck Christmas”. Perchè ho incontrato quella che probabilmente sarà la donna della mia vita quando uscirò di nascosto da Rachel Madori. Ho scoperto Bonnie Rotten. Una coniglietta putrefatta! E già il nome… voglio dire…

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Agli innamoramenti ogni 10 secondi (cit. immeritato di una stronza!)

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E i tempi sono maturi per raccontarvi questa storia…

Sì ormai non è più possibile procrastinare… dobbiamo parlare per forza di quella volta che le mamme di una intera classe di scula materna furono convocate dalla maestra di una intera classe di scuola materna per essere informate che la suddetta classe di scuola materna si era prodotta in più di una occasione in una messa in scena a carattere pornografico corale… ed era dunque possibile che ciascun alunno o alunna avrebbe poi potuto riprodurre tali performance a casa… “ma ignorate la cosa, minimizzatela… i bambini se non gli si da carburante tendono a non farlo più e progressivamente a dimenticare”.

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Ora… io non ho avuto il coraggio di chiedere bene a mia madre esattamente cosa fosse successo. Ma la cosa me la immagino più o meno così e non credo di essere distante dal vero. Un’orgia meccanica in grembiulino. Deve essere stato simpatico e divertente. E impagabile deve essere stata la faccia della maestra… in questi giorni fatti di “My first sex teacher” che ruba il cuore a tutti noi consumatori di materiale pornografico a carattere teacher, mature, milf… ma anche fatti di professori che finiscono allontanati dai pubblici uffici perchè, se maschi, accusati di prostituzione minorile, se donne di troiaggine.

In realtà non so se poi la cosa fu davvero una scena corale, una orgiona disumana di bambini che senza sapere esattamente cosa stessero facendo si premevano addosso e si producevano in copule nemmeno intuibili… o se molto più banalmente a qualcuno non scappò di mimare qualcosa con qualcuno o qualcuna… cioè, sarebbe davvero troppo obiettivamente pensare che tutta la classe si sia prodotta in siffatta messa in scena. Come si sia arrivati a tale livello di comica e incredibile depravazione è presto detto. Sintetizzabile nella espressione: “Mai sottovalutare le capacità tecniche e tecnologiche di un bambino di 4/5 anni… eh!”. Perchè che cosa era realmente successo? Che un collega di classe, un amichetto, aveva sgamato nascosta chissà dove in casa sua una delle prime inquietanti e battutissime all’asta VHS porno… dalla videoteca del papà. E ripetendo i gesti soliti e usati del babbo… vedersela. E vedere che cosa succedeva sul video. E vedere che cosa simpatica doveva essere muoversi uno nell’altro o contro l’altro mugolando in guisa e modo differente.

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Per cui è plausibile che questo compagnetto di cui purtroppo ignoro il nome sia arrivato in classe un bel giorno proponendo nell’ora d’aria di produrci in un gioco bello e simpatico che coinvolgea tutti. E lui sia rimasto magari ai margini ad osservare e dirigere la scena, piccolo regista in erba. Secondo me dopo un poco ci si è anche infilato materialmente, in questa vicenda… che si sa… quando si è piccoli è fastidioso restare ai margini. Tutto qui, tutto qui, nient’altro…

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… ma ripeto, ve l’immaginate una classe intera alla Eyes Wide Shut che se lo butta dentro e contro e sopra e sotto a quel biondoddio coi grembiulini rosa e celeste? Dai… immagine impagabile. La maestra che sia llontana un attimo a bere il caffè lasciando i bambini che giocano, colorano, impastano plastilina… e poi torna e li trova tutti a orgiare.

Hey, teacher, leave the kids alone!

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Divertiamoci in sicurezza… il sesso anale questo sconosciuto!

A convincermi a scrivere questo post, qualche settimana fa, è stato il post letto per caso su questo blog da easylady… perchè c’è così tanta confusione in merito alla vicenda che… probabilmente è necessario porre alcuni punti fermi d’aiuto a lei ed a lui. Anche perchè mai si dica che proprio io, reincarnazione del Tinto Brass morto e sepolto dopo Così Fan Tutte… non abbia parlato del culo!

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Cominciamo con le ragioni per cui un uomo pare essere ossessionato dall’idea di fare sesso anale con una donna. Non ci perderemo troppo tempo, credete a me. Perchè le ragioni si riducono ad una, una sola, sintetizzabile nella espressione medievale dello Ius Primae Noctis. E la colpa, mie care signore e signorine, è solo vostra. Non mettete mai in testa al vostro partner le espressioni: “Buono lì che non l’ho mai fatto…”. E’ questo che attiva tutta una serie di lucette rosse nella testa del maschio di turno: il bisogno spassionato di essere il primo a guadagnarsi quell’ambito trofeo! Tempo fa fui chiaro nel dirvi che io da Babbo Natale avrei voluto in dono la fichetta… per provare di nascosto e solo una volta l’effetto che fa. Pur avendo il culetto certi esperimenti non li ho mai voluti fare perchè sempre e comunque ci sta un qualche cosa che ti frena: il terrore di scoprirti frocio, il terrore di scoprire che ti piace, il terrore di scoprire che è tutta ‘na roba di perversione cattolica che ti fa dire che “No, mamma mia, contronatura…”. Per cui non so nemmeno tecnicamente dirvi per bene che cosa si provi nel giocare a prenderselo a quel Biondoddio in quel posto lì. Sì, signore e signorine, avete ragione, io non lo so e non lo posso sapere. Però, per dire… so che sensazione si prova a giocare a metterlo lì. E posso garantire a tutti, anche a voi le donne, che non è mica tutto quel piacere irrinunciabile che vi facciamo credere sia. Anzi… come spiegavo alla signorina/signora easylady di cui sopra in un commento… “Non è nemmeno poi sta gran cosa”. Cioè… è un pelino più incasinato, un pelino più stretto, un pelino più da andarci coi piedi di piombo, un pelino più da farti venire l’ansia, un pelino più sporco, un pelino più puzzolente… un pelino più negativo.
Però è una questione di possesso… e ti vuoi mettere col possesso? Ti vuoi mettere con l’idea sempiterna che qualcosa è tua, te la prendi, nessuno te la toglie? No.. con questo richiamo ancestrale alla conquista, all’espugnazione, alla detenzione manu militari di un bene altrui nessuno può pensare di mettersi in competizione. E’ il maschilissimo spirito di competizione ad attivarsi, la consapevolezza che il tuo ex non t’ha avuta lì e tu sì… la certezza di aver violato anche l’ultima resistenza, il discorso che adesso tu sai che il tuo corpo per me non ha più segreti. E avanti andare!

Il rapporto anale è una comune e normale penetrazione, se non fosse che viene compiuta dalla porta posteriore. Qui sta il bello! Richiama concetti quali discrezione, clandestinità, intimità… per dire: se non entri dalla porta principale in casa, o sei il padrone di casa ed entri dove cazzo vuoi (possesso) o sei quello che si intrufola in casa per rubare o fare comunque qualcosa di sordido (possesso più morbosità… bello cazzo, bello!). Qui sta anche tutta l’omofobia strisciante nascosta dietro la non volontà di un uomo di provare a capire di nascosto l’effetto che fa. La chiamano NIMBY in sociologia… not in my back yard… non nel giardino sul retro… non in culo a me. Anche ‘sta storia che comunque il back yard è riservato aggiunge al rapporto anale eterosessuale quel pizzico di irrinunciabile trasgressione che ci permette di dire… NIMBY sì… ma siccome sei mia e ti voglio SITBY… Sì, nel tuo back yard sì… perchè sono io!
E se per dire, volete vedere per forza 50 sfumature di grigio, poi non potete fare tanto le preziose per una bottarella lì dietro… capisco la teoria Jungiana del dualismo umano… ma qui si fa la guerra, non umorismo malsano! E’ un cit clamoroso che indovinarlo vi fa vincere mille commenti pompino e potete chiedere a Lemniar se non sono serio!

Tecnicamente il primo rapporto anale, come tutti quelli che seguono, abbisogna di pochi semplici accorgimenti. Lubrificazione, delicatezza – almeno all’inzio eh che cazzo… possesso sì uno stupro alla Irreversible potete risparmiarvelo! – e pazienza, complicità e tutte quelle cose che fan bello l’amore. Altrimenti, per dire, se siete così fortunati da trombarvi Tory Lane o qualche altra grande della Terra… credo possiate divertirvi in sicurezza bypassando tutto quel che sopra c’è scritto. Ma in quel caso… l’amore c’entra poco… e temo per voi il possesso si declini solo sul raccontare che vi siete trombati una grande della Terra. Perchè quel trofeo è così superusato da valere a malapena il passaggio di proprietà dal notaio… e perchè tutti sapranno che la vicenda era già dall’inizio troppo più grande di voi.
Andateci piano… la prima volta e le successive… e sappiate che dopo poco potrete anche osare. Ma ricordate… non è che senza vi stiate perdendo tecnicamente poi nulla! Però, sì, lo so… vuoi mettere, guardarti dopo, guardarlo dopo e dire: “Roba mia!”… sì vi sentireste un Don Mazzarò o qualche altro volto celebre della tradizione verista italiana.

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I problemi sorgono quando il maschio medio decide che lì le cose si fanno per bene… secondo il suo perosnale ed insindacabile metro di giudizio… e decide in barba a tutte le leggi della fisica e della fluidodinamica, di conquistare l’accesso al back yard con le tecniche santissime dell’assedio di Magdeburg (20 maggio 1631) piuttosto che con un comodo grimaldello o lavorando di fino con lo spadino. Cosa si ottiene? Che nulla nel corpo di lei collabora, le urla e gli strepiti – più psicologici che fisiologici – giungono alla canera da letto degli anziani vicini che bussano minacciando di chiamare la polizia… il nervosismo monta, la pressione vascolare sceglie di concentrarsi altrove… e si può dire addio a tutto. Oppure, in alternativa… con la tecnica Magdeburg… quel che si ottiene è un trauma perenne che vi porterà ad esservi conquistata l’interdizione da quei privati uffici a vita. Bravi… vostro una volta e di nessuno per sempre. Vi pare affare giusto? E chi eventualmente viene dopo? Che sa che è stato di un altro e non può essere suo? Seminatori di discordie… per voi Dante ha previsto apposito girone… ed io nella mia personalissima Teogonia    ho messo su un ufficio che punisce questi crimini affidato al signor Acmet Pascià… chiedete agli ottocento otrantini in maniche corte e pantaloncini come ci si sente dopo essere passati per suo insindacabile giudizio. Non c’è CGIL che tenga!

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I problemi sorgono anche quando il maschio medio, sempre imbevuto di una serie di stronzate figlie dei giornaletti porno e della tradizione orale adolescenziale, si convince che lì dietro se non fa male vuol dire che sei rotta da tre secoli e mezzo e che di te ha avuto ragione già una banda di lanzichenecchi o per dire tutto il Battaglione Azov, Bob Malone o qualche altro grande della Terra. Lì scattano due paranoie: ce l’ho piccolo… non sei vergine. Avete ucciso un uomo, spingendolo tra le grinfie del demone della depressione e del demone dell’impotenza. Ricordate, quindi… probabilmente non vi farà male perchè alla fine se fatto bene il sesso anale non fa male… se fatto e se vissuto bene… però pure voi fate un po’ la vostra parte in questo GiUoco del sesso: “Ahi… ah, piano…”. Senò il vostro uomo è bello che fottuto!

Ricapitoliamo: il sesso anale è la dimostrazione che il comunismo ha fallito. La proprietà privata è una cosa bella, che appaga l’animo e se tenuta bene fa bene alla coppia ed ai singoli. Come tutte le cose belle ha bisogno di essere coltivata con coscienza, tecnica e la giusta dose di ironia e di bugie…
Come tutte le cose belle, attorno al sesso anale se ne dicono un sacco di fandonie. Come tutte le cose belle ci sarà sempre qualcuno che dirà di saperne più di te… e più di me… ma non è detto che quelle cose belle le abbia mai viste, provate, sentite. In senso eterosessuale provatelo liberamente, con i giusti accorgimenti e divertendovi in sicurezza. In senso omosessuale fate tutto quel che cazzo vi pare ma NIMBY!
Come tutte le cose belle… sarebbe bello sentire l’opinione della controparte… ma non credo ne arriverà una!

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Se la vostra donna vi doveste chiedere di andare a vedere 50 sfumature di grigio, prima pretendete il giusto ristoro del vostro diritto di possesso. Se fa la preziosa, niente film… visto e considerato voglio dire che… “Poi tu vuoi andare con Mister Grey?! E a me il sederino non lo dai?!”

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Troppe congiunzioni astrali mi conducono in cucina… e cucina ha a che fare con CULinAria… e questa storia di mettere il culo tipo Tintoretto Brandieri che il retto lo prese dal nome e inglesizzandolo se lo mise dietro ad un pezzo di cognome diventando Tinto Brass dappertutto…

Questa storia che cucina è culinaria…
Questa storia che culinaria più che ai fornelli a me fa pensare a tutta una serie di esseri umani appecorati, appunto, col culo in aria… questa storia e questa immagine mi fanno venire da pensare che ci sia tutta una roba erotica dietro al mangiare e che il signore che si è letteralmente inventato la lingua italiana – convenzionalmente Dante… che già il nome sessualmente è tutto un programma – l’abbia fatto a bella posta di mettere il culo in cucina, di portare le zozzerie dalla camera da letto al posto dove si mangia. Ok lo ammetto, questa storia del sesso dalla cucina alla camera da letto e viceversa è un cit.
Questa storia che se parliamo di cucina, immediatamente io penso all’espressione culinaria e penso all’immagine di tutte quelle persone – ok lo ammetto, di tutte quelle Biondoddio che ci farei con quella lì – appecorate… mi fa capire molto, fin troppo bene perchè a “a me mi piace assai Tinto Brass”.

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Io sono uno a cui il culo, proprio come pezzo del corpo umano, piace da morire.
Il cazzone che avete eletto a capo supremo di quelli che capiscono che vi succede nella vita, tale Sigismondo Frodo, ha candidamente provato ad affermare che io avrei un irrisolto con la “fase anale”… corroborando questa sua teoria con il fatto che io, nel linguaggio di uso comune, faccia corrispondere le sofferenze con l’evacuazione o con la forzatura di cose che nel sedere non dovrebbero entrarci… tipo i cazzinculogravissimi.

Il signor Sigismondo Frodo non ha capito un cazzo… la mia è stata una scelta oculata per far credere a voi stronzomerdoni – ed a lui – che io avessi dei problemi di irrisolto con la fase anale. Non è vero. Cioè… chiaro che se uno usa la tecnica di Sigismondo Frodo per cui esistono anche gli errori inconsci che tu fai per dire una cosa senza accorgerti che la stai dicendo tipo i lapsus freudiani… la mia scelta inconscia denuncia che c’ho la fase anale incasinata… ma Frodo fa rima con frode… per cui.

E niente, siccome non mi bastava il post di ieri da scrivere, ho deciso di mettervi a parte di una cosa che col percorso che conduce alla felicità deve centrare per forza. E centra pure con uno dei miei personalissimi eroi e con una che era fino a qualche tempo fa una “Biondoddio con quella che ci farei…”. Ed ha ovviamente a che fare con la parola magica attorno a cui stiamo ronzando da ore, ossia la culinaria. Quindi ho deciso di dirvi che per non darla vinta alla peste influenzale e non farmi sopraffare dai cazzinculogravissimi dettati dai comportamenti insopportabili altrui – che purtroppo sono insopprimibili – ho deciso che oggi smanetto ai fornelli. Purtroppo da solo ed ovviamente senza farmi compagnia da me in quel senso lì!

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Smanetto ai fornelli perchè tutto questo è erotico… ed è la parte che ha a che fare con la “Biondoddio con quella che ci farei…” che sarebbe non Marisa Laurito come si disse tempo fa… quella era di quando ero piccolo e mi faceva impazzire quando mangiava con tutto quel gusto gli spaghetti voiello… ma è stata dopo per anni Antonella Clerici… unica Bionda ad entrare nella categoria “Biondoddio…” pechè in una intervista, in una serie di interviste, ha sempre scritto che erotismo e cucina, erotismo e buona tavola vanno sempre a braccetto anche se non fanno rima. E come Sandra Milo si fece fare lo scherzo della vecchia che telefonava in trasmissione per indovinare cos’era bianca e non faceva schiuma e la vecchia diceva “laborra”… oppure una volta invece di calcio disse cazzo come una delle cose senza le quali non sapeva stare… e se una scherza e non si prende sul serio su queste cose lo fa perchè la gente scherzi e non la prenda sul serio su queste cose… basta che poi non prendete sul serio me!
Una donna così non può rimanere troppo distante dal recinto delle “Biondoddio con quella che ci farei…” che non è un recinto perchè chissà che idea ho io della donna… è un recinto perchè alle elementari gli insiemi te li fanno capire con una linea che racchiude delle cose simili… quindi appunto, un recinto per cose uguali, in questo caso donne con cui “Biondoddio io con quella che ci farei…”.

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E poi smanetto ai fornelli perchè tutto questo è eroico… quindi quasi erotico, solo senza la T. Ed è eroico perchè da perfettamente l’idea ancestrale del maschio nel pieno delle sue forze – e quindi cacciatore e non raccoglitore – che riesce anche a badare a se stesso da solo negando la presenza assoluta di altri soggetti, spesso di sesso femminile. In questo Joe Bastianich è eroico perchè si è cucito addosso con serenità il personaggio che la produzione di Masterchef ha disegnato per lui, quello di uno stronzo di prima categoria che ti rompe i piatti in faccia se li sbagli. E a me gli stronzi di prima categoria, fin quando non fanno gli stronzi di prima categoria con me e non prendono i cazzotti, stanno simpaticissimi! Se sei M e non sai cucinare, davero Bastianich ti può fare del male!

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Ora vado a prepararmi gobbetti col pesto rosso e filetto alla pizzaiola.
E se penso che state leggendo questo dalle sette di mattina… l’ucronia è bella che servita

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American day-dream: il fallimento di un progetto artistico (perchè comunque pure il porno è arte…)! Ovvero di come precarietà e divorzi hanno spazzato via quel “sogno americano”…

Per la stesura di questo microsaggio semiserio ho utilizzato fonti che non rivelerò ma che esistono. Al solito, stronzi, fatevi il mazzo per trovarvele da soli. L’ultima volta che ho sognato (non a caso!) di pubblicare un saggio bibliografico su cui ho sputato sangue anche durante le feste di Natale sono stato scippato della mia sudatissima creazione da due associati stronzi nemmeno forzitalioti ma sellini (alfieri del merito dell’amichetto mio!)… per cui… zappatevi le fonti se vi interessa… io non vi regalo più un cazzo!

Le fonti che cito sono vere e attendibili: non provate a metterle in dubbio. Peste vi coglierebbe!

Amrican daydream è uno dei tanti portali della Benamata “Naughty America” (che suona più o meno come America Zozzalercia in una traduzione letterale). American DayDream è uno dei contenitori di video tematici in cui, per 30 minuti e con una trama spesso ai limiti dell’improbabile (ma una trama c’è, ed è già tanto!), un uomo che si trova in una situazione normalissima e quotidiana, colto da un attacco di quella che pare narcolessia acuta, cade in trance e comincia a fantasticare – daydreaming come sogno ad occhi aperti – sulla tipa con cui sta normalissimamente interagendo. E giù uno scopatone di quelli intensi, in cui la tipa si rivela essere una maiala oltre ogni ragionevole confine umano. E lui un depravatissimo Ultrauomocapace di prodursi in vigorosissime evoluzioni del corpo e dello spirito.

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Alla fine il cumshot, l’innaffiata. E tutti a casa, avanti andare! Con un jingle di campanelle celestiali ed una dissolovenza incrociata che in soluzione ciclica, esattamente come il sogno era cominciato di solito non oltre il minuto 02:45 del video, ci riporta alla triste realtà del quotidiano.

In cui lei è vestita. Lei è in ordine. Lei è pulita e soprattutto, dettaglio non trascurabile… lei non è la maiala che lui si era sognato!

American Daydream era fantastico. Perchè summa vera e propria di tutta una serie di categorie. Perchè trasversale rispetto all’universo mondo della fantasia e dell’elaborazione fantasmagorica su base sessuale. Alcuni sostengono che il fallimento di American Daydream sia proprio da ricercare nell’eccessivo generalismo che non lo rendeva competitivo rispetto a siti specialistici ed ipersettoriali. C’erano MILF e Cougar, Postine che ritiravano pacchi e Giocatrici di biliardo con il solo grembiulino addosso… dominatrici e schiave… le ipervergini si trasformavano in trafori del Mont Blanc e viceversa (questo rarissimamente, il tag “first time” solitamente non era contemplato alla rovescia… solitamente una porca doveva rimanere porca, trane rarissimissime LODEVOLI eccezioni!).

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C’è una scuola di pensiero fortemente motivata nel portare avanti la propria teoria grazie a studi incrociati che afferma invece che quel portale ha cessato le pubblicazioni in concomitanza con due eventi fondamentaili in Italia (per chi non lo sapesse i click italiani sono considerati molto più rivelatori di quelli del mercato statunitense per le case di produzione… e questo perchè l’Italia è il paese cattolico a più alta incidenza di conusmo di materiale pornografico in europa!). Questi due eventi sono l’arrivo reale della crisi nella percezione delle famiglie tipo (con codazzo di crollo dell’occupazione reale ed iperprecarietà forzata) e l’avvio della discussione sul cosidetto “divorzio breve”.

Tempo sei mesi e American Daydream ha cessato le produzioni!

Crisi e disoccupazione da una parte, crisi e polverizzazione della famiglia tradizionale dall’altra!
Due simboli nell’immaginario collettivo che con il loro avvento hanno di fatto spazzato via l’illusione. Disvelando un mondo fatto di solitudini incrociate, di mancate promesse, di incapacità di guardare al proprio futuro come un qualcosa di positivo. E quando il futuro non è roseo, quando lo si percepisce come fosco e nero… ed i sogni vengono quotidianamente frustrati dalla naturale evoluzione delle nostre vite… allora sognare perde di importanza, di significato, diventa addirittura fastidioso, insopportabile.  Non dimenticate mai che il porno è trasgressione, soprattutto nelle famiglie tradizionali: se togli il gusto di trasgredire distruggendo le famiglie, che mi nascondo a fare solitario a spararmi una pippa su internet?

Cosa caratterizza un uomo nel suo percorso di formazione? Lavoro e realizzazione economica + affettike realizzazione sentimentale. Quando mi dici candidamente che “Non avrai un lavoro e potrai divorziare quando vuoi”… mi dici implicitamente NON SOGNARE! E mi dici parimenti: trasgredire non significa più nulla, tranquillo… non ci rimarrai tanto con quella tipa, forse non te la sposi nemmeno!
L’effetto? Sto addirittura attento a non prendere sonno, figuriamoci se mi metto a seghettarmi le pareti celebrali con la prima squinza che trovo!

Ecco perchè American DayDream ha chiuso i battenti: non vogliamo più sognare!
Ecco perchè Brass ha smesso di dire cose nuove: non ci piacciono le sue atmosfere sognanti.

Siamo gente che non ci crede più… anzi, che trova addirittura fastidioso il crederci!

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Se mi dicono “Brass” e mi sento “Bertolucci” c’è qualcosa di male… ed ha a che fare con la crisi del genere Daydream

Assunto irrinunciabile per l’abbrivio: fare erotismo e pornografia non è la stesa cosa.
Assunto successivo di partenza: l’erotismo come genere non è una metafora della vita. Perchè, ve lo spiegherò come un preadolescente qualsiasi, i film erotici “possono succedere”(cit.) quelli porno pure “ma molto più difficilmente”(Ibidem).
Terzo assunto… spero conclusivo… erotismo e pornografia sono prodotti dell’industria culturale, oltre che generi… e quindi hanno registri stilistici differenti, interpreti differenti, linguaggi differenti.

Pure nell’erotismo e nel porno però, in ciascuno dei due, è possibile trovare delle differenze.

Prendiamo il “sistema Italia” del cinema erotico. E prendiamo un mostro sacro del genere, tale Tintoretto Brandieri, in arte Tinto Brass… uno che del culo ha fatto talmente la propria passione da aver “preso il retto da dietro a Tinto, messo dietro alla BR del cognome e averlo anglificato” (cit.). Il regista veneto col sigaro in bocca ne ha dette di cose. Fino a diventare noioso, scialbo, ripetitivo. Fino a non farsi più nemmeno distribuire a cinema. Però fino a quando idee e sensi ne aveva, ha detto cose belle e le ha dette in modo bello. Universalmente riconosciuto come bello. Ora possiamo passare dalla mercificazione del corpo e della figura femminile al fatto che alcuni moloch moralisteggianti ci facciano sempre e comunque definire quello erotico come un linguaggio di serie B… ma intanto è un linguaggio. E come tale va letto. Cazzo fai non parli col portuale perchè ha il vizio della bestemmia?

Tinto Brass ama quello che fa. Ama i prodotti della sua fantasia. Di sicuro da pure due botte ciascuna alle attrici ed alle modelle, con la scusa di entrarci in empatia – mi Piace pensarla così! E siccome alla fine il registro stilistico che scegli dice molto anche della sua vita… gli piace di sicuro scopare e gli piace farlo divertendosi, ridendo, istrioneggiando.

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Io Brass l’ho adorato. Anche se aveva questa scelta malsana e inspiegabile di usare solo i cazzi di gomma per riprendere il membro maschile. “Almeno diamo l’illusione al maschietto italiano di avercelo grosso!”. Eh no, Tinto caro… fortuna che non si vedevano sempre. Ci s’andava in profondo a quella scelta. E il dubbio ti veniva sempre. Hai fatto di sicuro più male che bene! Comunque… le scopate per Tinto Brass erano una festa… sempre. Lo sono sempre state! Risate, situazioni anche banali rese grottesche, surreali… o semplicemente, meglio ancora, caserecce. I trenini, i dialoghi sempre messi lì a strappare un sorriso più che un sussulto. E poi queste figure quasi felliniane, sederoni, tettone, sorrisi, facce pienotte, tanto trucco e quel profumo antico di casino d’altri tempi! Le scopate di Brass sono le scopate che sogni, non solo da adolescente!

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Bertolucci no! Bertolucci, altro maestro del cinema italiano, di sicuro parecchio più bravo, con cose più complesse e di profondo respiro da dire, le scopate se le vedeva in modo completamente diverso. E non parlo solo di “Ultimo Tango a Parigi”. Prendi “The Dreamers”. Ci sta sempre un rapporto tossico ed ai limiti dello stupro in Bertolucci. Lì con l’aggravante del mezzo incesto e del “First time”. Brass era dissacrante ma non avrebbe mai immaginato il bestemmione al burro della scena più torrida di “Ultimo Tango a Parigi”. Nè l’emorragia di lei mentre fuori impazza la rivoluzione del maggio francese. Ed un momento di liberazione individuale e collettivo finisce shackerato in modo triste e violento negli scontri di piazza ed in un imene lacerato oltre ogni ragionevole esperienza! Perchè non sono solo provocatorie e dissacranti. Perchè sono il sintomo, lo specchio, di un disagio profondo verso la sessualità. Brass se le viveva ridendo le scopate. Per Bertolucci sono un gomitolo incasinatissimo di desideri, sensi di colpa, frustrazioni, liberazioni, catarsi. Il sesso è bellissimo anche in Bertolucci… però fa male.

Prendete Novecento: ogni volta che qualcuno tromba qualcun’altro muore. E non è quel delirio alla Coppola per cui trombano da una parte e muoiono dall’altra perchè la vita è alternanza di crepare e generare. No…in Novecento non si muore mentre qualcun’altro tromba. Si crepa sempre dopo, in malo, malissimo modo!

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Bertolucci i cazzi li fa vedere. De Niro e Depardieu che si fanno coccolare dalla prostituta di città? Stanno nudi. Coi cazzi mosci di fuori. E poi che gli piglia alla prostituta? La crisi epilettica! Ad espiazione violenta, tra gli spasmi, di una pippa… di un mondo corrotto debosciato e vigliacco che sente arrivare il peggio ma scappa a gambe levate dalle responsabilità.
Perchè rovini la pippa, Bernardo? La pippa è gioia… è il piacere dolce regalato senza chiedere nulla e senza dover fare troppi compromessi come con il pompino. Invece no, tu mi inquini la pippa per parlare di fascismo.

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Brass non l’ha mai fatto! Brass non ha mai inquinato le pippe… se non con il lattice del trombone finto utilizzato!
Brass al culo ci credeva, il culo lo ha sempre amato e rispettato. Non l’ha mai incasinato di terrori e sensi di colpa come te con quella storia della preghiera al burro! Peste ti colga!

E allora… capisci che c’è qualcosa che non va se di colpo, invece di fantasticare come il Tintoretto di cose allegre, belle… ti metti lì a desiderare, immaginare, sceneggiare – eh sì, con i film erotici si può fare… col porno sei falito – la scopata più bella della storia… e quel che ti viene fuori è qualcosa di sofferente, cupo. E’ una stanza non buia ma in penombra. Ma non quella penombra bella con la luce giusta che permette alla telecamera di girare e spaziare in una finta penombra. No… è quel non buio regalato da un abat-jour messo a bella posta lì sul comodino per fotografare solo alcuni dettagli: una mezza tetta, le natiche strette di lui su di lei, la sua faccia feroce, mentre le morde il collo appassionato… e la sua, contrita, stretta, un bel po’ sofferente… Tutti e due lontani da quell’atto. Tutti e due a fare i conti con qualcosa di diverso. Triste. Che non si capisce perchè devi sublimare in una scopata rendendola triste, sofferente… e incasinando stamattina l’inconscio a me! Bernardo… ti odio!

E adesso vi starete dicendo… la metafora? Niente, oggi. Sono stato monello, mi metto in punizione e non ve ne parlo.

Ma ve l’ho accennato… ne parliamo domani? Forse pure più tardi! Sappiate però che per quanto triste voglia sembrare studi insistenti hanno dimostrato che la visione di Bertolucci è quella comune. E che tutto questo ha a che fare con il sogno – sessuale o di una vita – che sparisce rimettendoti a cavalcioni con la realtà!

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