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E niente sappiate che “Era una notte buia e tempestosa” oltre a far cacare come incipit porta una sfiga epocale (cit.)…

Sì, io sono Charlie… ma non Charlie Brown. Io a Charlie Brown lo stimo tanto perchè pure io sono malinconico, metto la coperta di Linus (non è che non c’entri niente… badate bene…), mi faccio le seghe mentali, soffro e mi struggo… cioè mi consumo. Però proprio per questo non sono Charlie Brown… perchè ognuno c’ha i cazzi suoi per cui andarsene in paranoia… e i cazzi miei sono diversi da quelli di Charlie Brown anche se gli effetti poi sono gli stessi.

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Proprio perchè non sono Charlie Brown, a maggior ragione non sono nemmeno Snoopy. Io amo i cani… anche quelli da caccia per dire. Ma soprattutto amo i cani “Nondimarca”, i meticci… i bastardi, capito no? La mia cagnolona è una bastarda doc… figlia di mischiamenti di “cani di marca” vari, i più vari. Ma alla fine è bastarda. Questo non mi impedisce di voler bene a Snoopy che è un bracco italiano con tanta dignità. Però non sono Snoopy. E quindi posso criticarlo sapendo che voi siete coscienti del fatto che nella mia critica non esiste nè razzismo interspecifico, nè cinofobia, nè altro. Solo una obiettiva analisi dei problemi.

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Ci sono mille modi per cominciare a scrivere un romanzo. Che di solito è la cosa più difficile da fare quando vuoi scrivere un romanzo. Uno non scrive un romanzo con lo stesso spirito con cui va a fare la spesa. Più che altro uno scrive un romanzo con lo stesso spirito con cui invita una strafiga a cena… o uno strafigo… e notate quanto rispetto delle diverse sessualità io abbia che non metto uno maschio o uno femmina che invita… così il mondo resta vario e resta bello.

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Insomma tu il romanzo lo scrivi con la stessa voglia di invitare una a cena. Ed è ovvio che la buona impressione starà tutta raccolta nella prima battuta o nel come ti vestirai, che sono più o meno i primi tre righi del romanzo. Ecco…
…strettamente per queste ragioni: “Era una notte buia e tempestosa” non va usato come incipit.

Tecnicamente non saremmo di fronte al plagio o alla violazione dei diritti d’autore… visto che Snoopy quel romanzo non lo ha mai pubblicato. Siamo di fronte all’autotutela di fronte ad un incipit che porta sfiga… infatti Snoopy oltre “Era una notte buia e tempestosa” non ha mai scritto un beneamato cazzo.

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Questo per dirvi che “Era una notte buia e tempestosa” non è e non sarà mai l’incipit di “Volevo vivere felice poi m’è scappato da cacare“. Credo che l’incipit di quel romanzo sarà:
“E niente, sono Domenico Mortellaro ed ho un problema… in ogni momento della mia vita, soprattutto quando mi sembra di essere felice e mi sembra che tutto ma proprio tutto vada bbbene con 3 b… mi scappa da cacare!”.

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La lista che non ti aspetti, non per il contenuto ma per la forma che qui si parla sempre di scappare da cacare ma si era promesso di non fare liste e invece…

Scappare da cacare può essere faccenda emozionale. E si parla di cazzinculogravissimi che ci inciampi nella vita e tipo dici “Ma perchè tutte a me?” ma non sei Balotelli visto che non ti sei sparato una santabarbara di tricketrack nel cesso di casa procurando un gravissimo incendio per chiamare i pompieri e vedere che succede.

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Scappare da cacare può essere faccenda fisiologica. E parliamo del gesto di espellere velocemente le feci con uno sforzo di intensità variabile e dagli effetti variabili. Sia quelli evidenti che quelli occulti. E’ di questo ultimo significato che parliamo oggi con una lista direttamente cit. dell’esimio coprologo Bepi Baba Altiero, rettore della facoltà di Bari Zona Industriale. Che se non ci fosse un caso umano dietro ‘sta faccenda non userei una lista… ma lui andava avanti per liste tipo Oltreuomo quindi…

Cacata normale: e niente, facile, no? Ti siedi al cesso, un po’ di spinta, vien tutto fuori, nessun problema nessun dolore, tempo di espulsione pochi minuti, non fumi, non fai un cruciverba non leggi che due pagine di una rivista generalista, non è successo niente a volte non ti senti nemmeno così tanto diverso.

Cacata media: e niente, facile, no? Ti siedi al cesso, un po’ più di spinta, qualche colonna in più orizzontale e verticale, qualche pagina in più di una rivista generalista o che so un paio di pagine di “Critica della Ragion pura” oppure mezzo libro di Fabio Volo, una due sigarette, non è successo niente per davvero. Solo che la guardi un attimo pensando: “Ma cazzo quella roba vien fuori da me? Cioè… così? Mah…” e niente ti alzi e te ne vai.

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Cacata preoccupante: e niente, facile, no? Non tanto. Perchè spingi e fa resistenza, spingi e fa fatica, spigni e diventi rosso. E infine vien fuori. E spesso cadendo nell’acqua del water ti bagna il sederino con la goccia d’acqua di rimbalzo. E però c’è voluta tutta la pagina sportiva della campagna acquisti della Juve e i retroscena su Pogba e la loro inguaribile invidia che se l’Inter gli ha soffiato Shaquiri loro si ricomprano Snejder che non gli serve per farlo giocare meglio senza sapere che non abbiamo bisogno di conferme, lo sappiamo. Eppure ne hai dette 4 a Fabio Volo che ha chiesto conto in trasmissione del fastidioso ritorno in cuffia che sentiva solo lui… ed erano i cristi e le madonne che gli mandavi. E quando ti giri a chiederti se quella roba è uscita dal tuo corpo, ti guardi anche alle spalle: “Sicuro che nessuno abbia visto che riesco a dilatare in questo modo il mio orifizio – madonna che bella parola – o sfintere? Senza sospetti sulla mia sessualità?”.

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Cacata allarmante: e niente, facile, no? Allarmante da allarme. Cioè questa non è che ti preoccupi, ti fa paura. Perchè ti sembra che non ne voglia sapere di uscire… perchè hai messo i piedi in alto. Perchè ti tieni al termosifone d’estate. Perchè prendi la presina da forno che hai fatto sparire a tua madre quando cominciavano ad accendersi i termosifoni e ti aggrappi al termosifone d’inverno con la presina di cui sopra. Perchè ti sembra che un aneorisma stia per portarti via. Perchè poco prima che esca non respiri. Perchè quando hai finito ti alzi e la guardi e ti senti spossato e dici tra te e te: “No vabbè sicuro in una vita passata quando qua costruivano case, a Roma già erano Froci… ed io ero il capomastro… o senò devo essere stato una grandissima pornostar!”. E poi ti chiedi terrorizzato: “Ma ‘sta roba sicuro va giù?”

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Cacata esagitante: e niente, facile, no? E’ la stessa cosa della cacata allarmante, solo che alla fine, in preda ad un raptus ed a un senso di liberazione innato, festeggi come un pazzo tipo rigore di Materazzi al Siena che rivinci il campionato con l’Inter ed esci senza pantaloni dal cesso con la carta igienica a mo’ di sciarpetta della tua squadra del cuore che se avete un cuore dovrebbe per forza essere Internazionale F.C. ex Ambrosiana Calcio sotto il fascismo… se siete persone serie. E se c’hai un petardo lo spari. E tuo padre ti da giustissimamente un DASPO perchè tanta la foga non hai scaricato!

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Cacata biblica: “e niente, facile, no? Lo sforzo è sommo… hai smesso di leggere perchè ti deconcentra dalla necessità impellente di espellere, di spingere. Ti senti una vergine avvisata da un predictor con ali da uccello corrispondente al nome di Gabriele alla quale ricresce l’imene mentre partorisce – quindi sai che casino, roba da farci le guerre com’è successo – e ti sembra di non farcela. Poi però, nel mentre tutto si compie… le acque del Mar Rosso si aprono e tu ti senti di aver preso dell’LSD o delle droghe simpatiche. Tipo i francobolli che tua madre diceva davano fuori a scuola. E rivivi, cacando, passi di quello splendido Best Seller che si chiama Bibbia e più precisamente Parte 1: Antico Testamento.

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Cacata Evangelica: e niente, facile, no? Tutto uguale a prima… solo che lo sforzo è sommo… hai smesso di leggere perchè ti deconcentra dalla necessità impellente di espellere, di spingere. Ti senti una vergine avvisata da un predictor con ali da uccello corrispondente al nome di Gabriele alla quale ricresce l’imene mentre partorisce – quindi sai che casino, roba da farci le guerre com’è successo – e ti sembra di non farcela. Poi però, nel mentre tutto si compie… ti crocefiggono o ti frustano o risorgi senza essere The Walikng Dead o ti scampano dalla lapidazione o dai di matto in un luogo sacro e cacci quelli che per accendere una candelina vogliono denaro o moltiplichi pani e pesci o il cielo e la terra si aprono e tu senti di aver preso LSD o delle droghe simpatiche. Tipo i francobolli che tua madre diceva davano fuori a scuola. E rivivi, cacando, passi di quello splendido Best Seller che si chiama Bibbia e più precisamente Parte 2: Atti degli apostoli.

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Cacata mistica: e niente, facile, no? Sei sempre drogato, lo sforzo è sommo. Semplicemente invece di rivivere passi di un libro, rivivi passi del libro che parla delle tue vite passate e future. E scopri che tenevi sempre la mano destra sulla pancia mentre confidavi “nella vittoria prima di pranzo” che è un cit….

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…oppure  che eri una ballerina del Bolshoi, oppure che davvero quando facevi le cacate preoccupanti c’avevi ragione e che in passato eri una capotroia niente male, oppure un grandissimo gay. O una perosna molto sfortunata che gli scappava da cacare per cazzinculogravissimi davvero troppo grossi.

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Cacata iperurania: e niente, facile, no? No, nient’affatto. Poichè questo è un livello teorico al quale io nemmeno medesimo sono mai arrivato ma si vocifera sia quella condizione in cui lo sforzo sublima il tuo se talmente tanto che di te restano solo gli abiti appallottolati a terra. E nel gabinetto non c’è traccia di feci. E tu sei sparito, disciolto in ogni singolo atomo nel flusso della vita indistinto. E’ esattamente quello che capiterà a me… tra pochi giorni.

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Così, in questo modo, è sparito il compianto professor Bepi Baba Altiero, coprologo… l’Accademia intera lo piange e questo è un post a sua imperitura memoria. Grazie prof. Altiero… altro che Majorana!

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Stitichezze emozionali… che sono peggio dei fistfucking anche se si tratta sempre di entrare/uscire da orifizi

Allora: io il mio libro dal genere “romanzo di formazione” ma più che “romanzo” raccolta di “racconti” di formazione, con protagonista singolo me medesimo e quindi dal genere anche “Autobiografie di personaggi celebri solo dopo tragica morte”, che poi in realtà finirà per essere flusso di coscienza come questo blog, che qualcuno tipo F.S. – dove F è il cognome e S il nome – alla quale F.S. io le voglio tanto tantissimo bene ma lei dice di non capirmi, chiama “voli pindarici“, il mio libro dicevamo si doveva chiamare “Volevo vivere felice, poi m’è scappato da cacare”. E non va bene “Volevo vivere felice poi sono corso al gabinetto” perchè fa più infantile e c’è meno parolaccia e non va bene! Editore futuro, promemoria per te: non metterti a discutere sul titolo, che è una cosa che davvero fa scappare da cacare discutere sui titoli che la gente mette alle cose tue. Per dire… non mi metto a sindacare sul tuo titolo che è il nome anche se giorni fa l’ho fatto col titolo di quel mio amico.

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Io sto scrivendo ‘sto coso… e non troverete un file con su scritto “Il mattino ha l’oro in bocca” per milioni di cartelle perchè non sono scemo e perchè Kubrik quando ‘sta cosa l’ha pensata era davvero da pazzi che il copincolla su macchina da scrivere non c’era. E ti voglio lì a scrivere…
Il mattino ha l’oro in bocca Il mattino ha l’oro in bocca Il mattino ha l’oro in bocca Il mattino ha l’oro in bocca Il mattino ha l’oro in bocca Il mattino ha l’oro in bocca Il mattino ha l’oro in bocca Il mattino ha l’oro in bocca Il mattino ha l’oro in bocca Il mattino ha l’oro in bocca Il mattino ha l’oro in bocca Il mattino ha l’oro in bocca Il mattino ha l’oro in bocca Il mattino ha l’oro in bocca Il mattino ha l’oro in bocca Il mattino ha l’oro in bocca Il mattino ha l’oro in bocca Il mattino ha l’oro in bocca Il mattino ha l’oro in bocca…

…tutto ‘sto tempo: esci pazzo veramente. O lo fai perchè sei pazzo e quello è un sintomo non la causa. Se c’hai copincolla e stai attento a registrare nel copia anche lo spazio ti spicci in 0,9 minuti x 45 pagine (che sono un libretto di 100 pagine). C’è la cosa ctrlV ripetuta… terminata la pagina ti copincolli la pagina…Sì, stronzi, ho provato!

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Io sto scrivendo ‘sto coso e me ne sono capitate di brutte, strane e belle in questi ultimi giorni. Che oggi è tipo mercoledì 14 gennaio ed è una data importante da ricordarsi. Ed ho capito una cosa:
E’ pressochè inutile stare lì a sperare che non ti scappi da cacare.
E’ una battaglia persa.
E’ come dire, tipo, che tu vuoi che la vita ti sorrida sempre, che tu vuoi vivere sempre… che tutto dev’essere sempre piuccheperfetto…
…che tipo era un verbo di una lingua morta che significava ‘na cosa proprio passata. Mi sa che parliamo di latino perchè il greco aveva una cosa strana che possedeva nome di Aoristo ed era un cazzinculogravissimo tipo che ti chiedevano di coniugare e ti scappava da cacare.

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E infatti in un tempo non molto lontano, e sarà capitolo specifico del romanzo o racconto della raccolta di racconti, io facevo la preghierina a Gesummaria perchè mi mandasse tre giorni in croce sereni… tipo Calvario/Golgotha/Montecalvo delle speranze. E non succedeva mai. Mi scappava sempre da cacare. Allora mi sono detto che Sigismondo Frodo, che di ‘ste cose non capiva un cazzo ma tutti erano convinti c’avesse ragione… e quindi dev’esserci un fondo di verità perchè è un assioma cartesiano che “Se ti sembra che il mondo intero sbagli, fatti una domanda molto chiara che non è Perchè sono nato in mezzo ad un mondo deficiente ma che cosa ho esattamente che non va?”… Sigismondo Frodo sostiene che esistono dei lapsus ovvero degli errori, delle azioni inconsce, dei bug di Marix che facciamo perchè ce lo dice una vocina che è tipo il “Prendimi, prendimi” che secondo i cleptomani gli oggetti dicono quando stai per rubarli e ti viene la voglia. E se per lapsus io ho scelto “Scappare da cacare” per parlare di un cazzoinculogravissimo… allora è corretto e calzante dire che star bene, sempre, star bene davvero equivale ad una stitichezza assoluta.

L’uomo come diceva Volontè è “Na fabrica de merda… e se la merda l’avesse un prezzo… ah sai che bel comunismo? Tutti lì noi, uguali, ciascun colla sua renditella sicura… padroni e operai… tutti possidenti… tutti produttori… tutti ricchi… Per questo Carletto la merda te non te la compreranno mai… a te la faranno addirittura mangiare!”.
Se siamo una “fabrica de merda” – visto che Volontè non può avere torto – allora il prodotto o lo facciamo uscire o si accumula. Per cui Stitichezza emozionale = Brutto! Per cui scappare da cacare tutto sommato = utile! Per cui ho capito che infondo non posso augurarmi che non mi scappi mai da cacare… devo farmi piacere il fatto di correre al cesso ogni tanto ed urlare occupato! e poi aprire le finestre perchè ho cacato e non per far credere che ho cacato ma mi sono fatto una sega… devo accettare che nella vita ti deve scappare da cacare. Ogni tanto, almeno!
Ha sempre a che fare con la dilatazione di un orifizio. Ma in questo caso è un uso corretto dell’orifizio suddetto. Nessuno mi violerà, se non per uscire da me. E se non le hanno dato un prezzo e non vale nulla… meglio, molto meglio fuori.

Il titolo non cambierà… e sia chiaro, cacate grosse e lancinanti non le auguro a nessuno, non con la cadenza con cui le sto cacando io… ma è bene saperlo: al cesso ed alla cacca non possiamo sfuggire in eterno! Ciononostante… possiamo ancora ambire a vivere felici!

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Il dilemma è: ad F.S. piacerà ‘sto post? E lo riterrà comprensibile dal fruitore medio di un blog medio diverso da Oltreuomo che è una lista della spesa di questo mondo banale?

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