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Case, energie e cani

DSC_0170La mia Maggie è una intelligentissima e splendida meticcia lupoide/caccia di 8 anni e mezzo e 40 kg di stazza. Magrissima, perchè altissima. Ha una espressione dolce e curiosa. Se dico che è intelligente non sono come ogni padrone di cane che… “Guardi signore… la mia…”, ma perchè, posto davanti ad alcuni avvenimenti chiarificatori ho potuto capire che razza di genietto sia. Una volta, per dirvi, a Lecce, mi smontò casa perchè tardavo (mezz’ora… è molto puntuale e precisa) ed al mio ritorno trovai che tra tante cose rotte (vedi telecomando, joystick XBox, mezzo divano) aveva anche masticato ed ingerito metà dello svuotatasche in vimini che mi ero comprato. Casinissimo. Vomitò poco dopo. Usare violenza era inutile. La legai temporaneamente al termosifone per pulire e con un rotolo di scottex cucina in mano ripulii lo sporco sgridandola più e più volte, sventolando il ritolo vicino al suo viso.

IMG_5901La cosa la colpì molto. Tempo dopo (tipo 4 anni dopo), l’altra cagnolina di casa, Roxy, più piccola e coccolona, un giorno, dopo aver improvvidamente sorbito da una padella dell’olio fritto, rimise. Noi non ci accorgemmo di nulla, che la cosa successe in una stanza lontana. Bene… Maggie andò in cucina, prese il rotolo di scottex e cominciò ad attirare la nostra attenzione guidandoci nella stanza dove Roxy aveva sporcato. Vi ho detto tutto… racconto confermabile da vari testimoni.

Ora… posto che siamo di fronte ad una intelligenza pratica reale, mi sono sempre chiesto, prima di sapere che un uomo si era suicidato in quella stanza, cosa ci fosse di così interessante dietro il frigorifero della casa di Lecce da che Maggie, dal primo giorno, ogni volta – e succedeva ogni domenica pomeriggio – che rientravamo a Lecce, come prima cosa correva in cucina a guardare dietro al frigorifero… per cinque minuti senza che fosse possibile distogliere la sua attenzione. Poi un singolo abbaio, verso lo spazio tra muro e frigorifero, poi più niente.

E’ proprio vero che le anime non esistono e non esistono nemmeno gli spiriti o i fantasmi ma si lascia nei luoghi pensieri ed energie… Se lo dice e lo dimostra Maggie…

sc00020586Questa è una doppia esposizione mia su lastra monochrome da 120… a sinistra il portone di Giovinazzo a destra il portoncino di Lecce

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Bestemmie a reti unificate, antispecisti sul piede di guerra!

Cioè, io mi chiedo, da animalista antispecista convinto, che paga il canone RAI ed è in regola con le tasse… se sia possibile assistere ad un inverecondo spettacolo come quello del 31 sera. Cioè, voglio dire: famiglie, tavole imbandite, diretta da Matera in attesa del countdown (tarocco peraltro)… e nessuno che si sia preoccupato nemmeno per un attimo di verificare i messaggi che passavano in sovrimpressione? Ai bambini, alla loro formazione, alla loro educazione civile e civica, non ci ha pensato davvero nessuno? E’ vergognoso, deprimente… degno di un paese come il Congo Belga! Una bestemmia irripetibile passata così, nell’indifferenza. A mio figlio cosa dirò quando mi chiederà perchè passano le parolacce in televisione, su Rai1? Cosa dovrò dire a mio figlio per spiegargli che “PORCODDIO” non sta bene? Che quella parola non si dice? Come glielo spiego? Come faccio a fargli capire che se Dio è Porco, allora deve anche necessariamente essere Cane?

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Era meglio se guardavamo la Fininest. Era meglio Grignani ubriaco…

(ispirato da una storia vera)

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Monologhi altrui

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“E niente, ce sta che alla fine me so pure ‘n tantinello rotto li cojoni! Cioè, nun je la posso fa più, me deve da crede a signò… tutti sti animalisti qua a dire che er bisnonno mio diceva questo e quello de le bestie e segnatamente de ‘sti zozzi pulciosi de sti cagnacci… Ma quanno mai, signò… mi zio che er cane era mejo dell’omo non l’avrebbe detto mai. E ce n’aveva de cani, signò, me deve da crede! Ce n’avrà avuti ‘n tutta a vita sua ‘na trentina… ma che sto a dì, che me possino… saranno state na cinquantina de bestie… Essì perchè je ne moriva uno l’anno bestia più bestia meno. Er più bello… guardi m’o ricordo… er più bello era ‘n cane tipo, che je devo dì, modello de Snupi, er cane che legge li libri sdraiato ‘n su a tettoia d’a casa sua. Ecco, c’aveva sto razza snupi che c’annava a caccia – sine era pure cacciatore alla faccia de ‘sti perecottari che je dicono che amava l’animali – ma j’è durato poco.

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Saranno state tutte que botte ‘n testa cor calcio d’o schioppo… che lui l’addestrava così sto razza Snupi. Bello na cifra signò, l’avrebbe dovuto vedè… er cane lì attaccato a’ cavija de sto bistrisavolo famoso che c’ho – che ce sta pure ‘n quadro a casa ma sti rosiconi de animalisti dicono che quelo nun è er bistrisavolo mio… che dicono ” er filosofo nun se mette a fa ste cose… visto pure quello che diceva sul conto de li cani…” – e sto Snupi se stava lì bono e se mi zio sparava e er cane se risentiva e se provava pure solo n’ fiato a movese je suonava sur cranio certe randellate. Saranno state ‘è botte ‘n capo… ma sto razza Snupi che se chiamava pure “Pjatelonterculo” nun è durato poi tutto ‘sto tempo. Me pare che je diede er prepensionamento a foco nemmeno l’anno dopo e se prese du cani razza Ispettorerex…
… che poi, pe dirle a lei, Signò… ce li vede quelli stivali? Sto bistrisavolo ‘mportante che c’avevo… che tutti vanno sparlando e dicendo che voleva più bene a ste bestie che all’omini… beh Signò quei stivali… nun me faccia dì bene cose zozze… ma je servivano che li faceva mette alla capretta sua personale… che senò ‘n certi frangenti quella je scappava…”

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Dichiarazioni spontanee di Biagio de Pascale, sedicente discendente del più noto Blaise Pacscal, che una troiata come “Più guardo al genere umano, più preferisco il mio cane” non l’ha mai detta!

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Avrei voglia…

… oggi avrei voglia di raccontarvi del rissone digitale pazzesco che ho scatenato sulla bacheca di una animalista. Non prendetela a male… io gli animalisti d’accatto e da Facebook ce li ho sul cazzo. E lo sono stato anch’io, quando ero uno smanettone facebookaro (che non è una parolaccia che c’entri con la pratica del bukkake) ingenuo, giovane e stupido. Però poi sono stato un attimo a guardare le cose di lato. Ed ho capito. Ed ho smesso. Sono 5 anni, signori, che non mi occupo più di animalismo d’accatto su facebook e vivo bene.

Il rissone in questione si è scatenato perchè, complici una serie di sadiche testate satiriche in circolazione, c’è una sovrabbondanza di link divertentissimi e spassosissimi ad articoli altrettanto divertenti e spassosi che denunciano le peggiori turpitudini e nefandezze contro il mondo degli animali. In nessun caso quel che si vuole è scatenare il panico. Sono semplicemente notizie divertenti e un po’ cattive messe lì, con la consapevolezza che tantissimi, ma proprio tantissimi creduloni, terrorizzati, le posteranno sulle loro bacheche per lasciare campo libero ad un vero e proprio scannatoio pubblico per repressi e frustrati che, in commento, vomiteranno la loro violenza verbale sui presunti autori del terribile fattaccio, per poi, nella migliore delle ipotesi, tornare a leggere e rileggere giallozafferano o ilgrandecomplottoplanetario. O, nella peggiore delle ipotesi, diffonderanno a loro volta la notizia – seminando il panico e contribuendo alla diffusione di leggende metropolitane tres chic.

Quella di ieri era godibilissima… e dice tanto sul livello culturale medio del mondo animalista italiano. Oltre che sulla credibilità dal 75, 80% delle tesi sostenute dagli animalisti italiani… per non parlare delle campagne generali di accorato allarmismo su questo o quel brutale fenomeno di violenza sugli animali.
Si sosteneva nell’articolo di ieri che un tale Stah Link, artista eclettico, avesse immerso un cane vivo nel cemento a presa rapida per la creazione di un’opera d’arte che immortalasse ad imperitura memoria la sofferenza di fronte alla morte. La foto a corredo era questa:

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Ora… sia onesto ed alzi la mano chi non conosce questo cane. Pompei vi dice niente? Ecco… appunto. Chiunque abbia frequentato quanto meno la scuola media con un minimo di dignitosa attenzione e sia stato poi lasciato uscire incolume da quegli edifici con un certificato di licenza media in tasca dovrebbe conoscere quella foto. Invece no: “Ammazziamolo” – “Colassi i figli suoi in quel cemento davanti agli occhi della madre” – “Sto rincoglionito, sciogliamolo nell’acido!” – “Blokiamo questa fiera de la vergognia (sic.)” – “Ma questi sprimenti addove li fanno! (sic.)” – “Povero peloso mio, guardate quanto soffre!”.

Io sono abbrutito, desolato, deluso. Incazzato no, ma provo pena. Provo pena per i tanti che, in buona fede, (io purtroppo costretto) ogni giorno contribuiscono con il loro denaro – ed in tempi di crisi è tanto! – al sostentamento in vita di creature del genere, attraverso diavolerie che si chiamano contribuzione fiscale e sistema sanitario nazionale. Questi dovrebbero estinguersi.. chi maltratta gli animali per davvero, finire in galera!
Provo pena per i figli di queste persone, squisitamente cresciuti nel rispetto di ogni forma vivente – anche dei “moscerini evitati perchè non si schiantino sul parabrezza” – ma palesemente esposti alla cialtroneria, all’idiozia ed alla più crassa ignoranza da parte di genitroi che, in buona fede, quei piccoli devono vedere come eroi. Genitori che, di sicuro, seminando stronzate, leggende, storie improbabili e palesemente false di terrore nella mente di quei bambini e quelle bambine, contribuiscono a creare i presupposti per un mondo impaurito, manipolabile, ignorante.

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Ecco… oggi io in realtà avevo voglia di parlarvi dello scaffale della Feltrinelli che avevo sotto gli occhi ieri mentre mi gustavo il concertino di presentazione dell’album “Maximilian” di Gazzè. Ma mi sono lasciato prendere la mano. Di pornografico mi viene in mente solo una battuta alla Luttazzi: “Vuoi spiegare cos’è la satira ad un animalista da tastiera? Buona fortuna, accomodati… è come se un toro sordo di inculasse. Sai, per cavartela è difficile. Sussurrare ai sordi è complicato!”.

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I tortellini del consolo… e non me ne vogliano gli animalisti se parlo anche di funerali canini… e del povero signor Tortelli…

… che poi il consolo è tecnicamente il buffet di frittomisto che si fa arrivare insieme ai cornetti a casa del caro estinto per “alleviare le pene della veglia” ai congiunti vivi. Succede a Bitonto. I Bitontini hanno usanze strane ma i consoli della pasticceria bar Fiore restano i migliori esempi di frittura anni ’80 applicati alla cura del caro estinto. Fidatevi e se passate da Bitonto prima delle 21… provate voi stessi. Non li preparano solo per i consoli i fritti! Ecco, per aiutarvi:

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Io volevo solo dire che “il morto si piange tre giorni”… e che quindi è tecnicamente l’ora di asciugarsi gli occhi…
… ma voi sapete bene che la proverbiale ucronia e il vizio di incasinare la programmazione vi porteranno a leggere random, qua e là, altri post sulla elaborazione dei lutti.

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Io volevo solo dire questo e mi sono imbattuto in questa tragica notizia… che non è un repost del mio blog, sia chiaro!
… perchè cercavo Tortellini consolo funerale su google. E non mi sentivo fortunato!
Da noi, il giorno dell’inumazione, si va tutti a casa del defunto con la sua famiglia e si mangiano i tortellini in brodo. E’ un modo molto dolce – anche se il brodo di carne non è proverbialmente una pietanza poco saportita – di restare vicini alla famiglia quando, chiuso il cassettone – sempre cassetti e tiretti co’ ‘ste storie – o ricoperta di terra la bara, si corre il rischio di sentirsi di colpo soli.

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E ho scoperto che il povero signor Tortelli è finito in acqua ed ha sbattuto la testa in un ruscello mentre celebrava per fatti suoi con la moglie il funerale del cane di casa. Ed è una vicenda triste e sono vicino al pensionato signor Tortelli. E non è Il Lercio!
E smetto di piangere. E mi fa colpa sentire che un po’ mi scappa da ridere…
… ma è evidentemente colpa del fatto che io nemmeno se non voglio riesco a smettere di essere ironico!

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E niente… una bella pausa adesso…

Dalla dipendenza da Inchiostro di China e simili… che poi China scritto così sembra Cina e il tatuaggio potrebbe sembrare rifaldo, zaraffo o fasullo… tarocco… invece no…
… come avevo annunciato siamo passati alla fase siberiana…
… e questo tatuaggio lo chiami se vuoi “Ovunque Proteggimi”… Perchè sta messo sulla schiena… poco sopra il culo. E c’è la mia cagnona Maggie che veglia su di me come una icona bizantina… che ci stanno piure due lettere sulla tonaca come nella migliore tradizione iconografica bizantina che è da dove tutta l’arte del tatuaggio siberiano si è ispirata… E le lettere sono la Chi e la Ro… e niente dietro di Maggie (riconoscibile dal suo orecchio destro basso per le sue ricorrenti otiti) dietro Maggie ci sta la Cupola… che lungi dall’indicare anni di galera indica semplicemente la casa, il tetto sotto cui si è sicuri. Poi ci sta il gesto di Maggie che è il saluto serbo – popolo di cattivoni che stimo moltissimo – ma è anche una benedizione che ricorda quelle curiose forme di threesome che si chiamano trittici – politici, religiosi, filosofici, sessuali. E poi ci sono le tre passioni e professioni: la birra, la boxe ed il crimine. Non perchè io sia un criminale ma perchè lo studio. E c’è il muso disegnato come fosse una serratura… che non vuol dire omertà… ma non dico esattamente cosa. Ah, sì… qualcuno sta cercando un segnetto recondito… Non è in questa serratura. O forse sì…
E comunque tutto sta ad indicare me e la mia Maggie… ed un Amore tutto particolare che confini non ne sa!

Ciao grazie zii!

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