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Ce n’est qu’un debut, continuons le combat! (per il 2016 un impegno concreto: Mai più senza… la penna)

Sul tavolo c’è rimasto un evidenziatore TrattoVideo celeste fluo. Le penne le ho guardate morire, una ad una. Seccate. Ci sono penne vendute in comode confezioni da cento. Al prezzo vergognoso di 3,novantanove. Scrivono tutte in nero. Carcassa trasparente, finto tappo girevole, punta che s’emerge. Le lascio sempre tragicamente aperte. Seccano dopo un giorno. Se scaldi la punta con l’accendino scoppiano. Se giri e rigiri riscrivono mezzo rigo, poi rimuoiono. Il canto del cigno, dicono. In quel momento scrivono bene come mai hanno fatto. Il canto del cigno, già.

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Non ho penne in casa. Ho ancora 16 fogliettini di carta quadrati da bustine di carta da fiori o regali. Sedici. Fossero state diciassette ne avrei già strappato via una, di coppia. Scaramantico.
Non ho penne in casa, eppure mi rendo conto che servono. Pur usando ormai il computer. Pur avendo da tempo rinunciato a scrivere in corsivo minuscolo. Scommetto che tanti di voi il corsivo maiuscolo non sanno nemmeno che esiste. Quello delle prime lettere d’ogni parola dopo il punto. Solo lì lo conoscete. Ma scommetto avete dubbi tra la G, la R e la F. Tutti voi, tranne forse Ysingrinus. Mi rendo conto che una penna serve. Una che scriva. Forse una roller… ma da trattare bene, per una volta. Ne ho bisogno. Un estremo bisogno.

Le petizioni, signora, le petizioni da firmare.

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Per una volta, per una cascata di latte concentrato nestlè che da domani sostituisca le scale del mio androne. Uno scivolo entusiasmante e zuccherino per cominciare bene la giornata. Ed all’ultima curva, quella del panico, quella dove un certo effetto ottico dato dalla strozzatura del fazzoletto e dal cono d’ombra mi fa sempre temere la rovinosa caduta, non aver più paura. E bum, scendi al trotto e lì… la sincope. Mai più. Quando si raccolgono le firme per questa mistica installazione dolciaria nel mio condominio? Ditemi quando, vi monto il gazebo di buon mattino.

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Ed alle tredici, tredicietrenta, giuro, son lì se raccogliete le firme per l’apertura della stagione di caccia all’ex che non vuol saperne di morire. Metaforicamente impalliniamolo. Ce ne date il diritto, popolo votante, sì? Giuro, son lì, roller firmante e fiammante in mano. Certo, eccolo il mio documento… sì la foto signora è venuta talmente bene che mamma ha conservato la copia per la lapide. Vuoi mai? Alle tredici, tredicietrenta lasciate tutto a me, andate pure con fiducia a casa a pranzare. Il gazebo ve lo smonto io, Lo rimonto domani, domani, giuro, ditemi solo dove ed a che ora. Raccogliete firme per la liberalizazione della pillola del coraggio? Quella che fa maturare attributi sufficienti e nel delirio di ormoni sopprime ricordi e brutte abitudini? Ne avrei bisogno. Ci sei anche tu, a firmare? Tu raccogli le firme, vero, divetta dei gazebo che non sei altro… Sì, mi piaci, sei carina… potrei innamorarmi. No, non mi sento così sicuro, così attribuito. Firmo e vado. Ci becchiamo in giro, tanto!

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E rivederti… altre cento volte, senza dir niente. Regalarti una slitta a dondolo per la tua cameretta, un ventilatore e polistirolo da grattare. Perenne. Come i ghiacciai. E un iRobot per pulire e rimettere a posto, quando ti sarai stancata di sciare in località “Nascostissima… Ma… PaeseDiMare” in una mattina di un sei gennaio qualunque che fuori sono 18 gradi all’ombra. E non sei scesa con la scopa… ma la mia befana forse, se avrai fatto la brava, t’avrà lasciato la calza. Portami tutti quei fogli da firmare, metterò io la buona parola, fidati. Ed avrai la calza, i cioccolatini, la slitta, l’iRobot da chiamare Pierluigi ed un ghiacciaio di polistirolo perenne… e la piccola grattugina. Sì, non l’ho scordato… e il ventilatore. Per le tormente da slitta nella tua cameretta.

Da oggi puoi portare, ho comprato la penna.

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E per la mia fucilazione? Per quella quando cominciate la campagna? Vi prego presto, prestissimo. Una fucilazione all’arma ad acqua: Superliquidator 100 a pistone ed un plotone di starlette ed antidive sorridenti. E tu che gridi “PuntatMiratFuoco!”. Le Charlie’s Angels delle esecuzioni impossibili… quelle che mentre fanno fuoco, la storia fa acqua da tutte le parti e lei, lei, tu con la mia reflex scatti e riscatti e ci sono io, sotto la pioggia finta del vostro delirio forcaiolo… firmato da me. Senza che i vosti occhiali dolci e tenerissimi da John Lennon o Janis Joplin si righino d’acqua. Ed io inzuppato come un pulcino. Felice. Da campagna di Amnesty International.

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Ditemi quand’è, ditemi dov’è che bisogna firmare per farla finita coi tanti dovrei cominciare, con le tante chiacchierate chiarificatrici da fare… coi tanti progetti da imbarcare prima che imbarchino acqua. Voglo firmare ogni petizione del mio cuore. Anche quelle per non ricordare di aver firmato e firmare di nuovo e di nuovo e di nuovo… ad ogni gazebo. A tutti i gazebo… che è un singularia tantum e gazebi è sbagliato come Re Magio.

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Di una curiosa profezia che per essere considerata come matematicamente certa ha creato scompiglio nel genere umano…

Non sto parlando delle profezie di Nostradamus, non sto parlando dei misteri di Fatima…
Sto parlando di cose scritte più o meno attorno agli anni ’40 dell’800 da un signore con la barba che comunista non lo era per niente, si chiamava Carlo Marx ed aveva una barba bianca incolta ma comunque dall’innegabile stile!
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Quell’anziano buontempone, che non pensava affatto assieme al poeta maledetto minore Engels di diventare poi famoso e citato a memoria – tipo quel che è successo a Pupo, divenuto anch’egli famosissimo in Mongolia come il duo celebre citato qui sopra… e qui si potrebbe aprire una interminabile digressione sul fatto che se in Mongolia hanno successo Pupo e Carlo Marx c’è da farsi due domande – scrisse da qualche parte un giorno una cosa strana che suonava più o meno così: “Il proletariato sconfiggerà il Capitale e sarà artefice della Storia!”.

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Non sono sicuro che le parole esatte fossero quelle ma il senso era quello, vi giuro. Ora… è evidente che ci troviamo di fronte ai deliri di uno schizofrenico che, esattamente come un altro conclamato schizofrenico duemila anni prima, cerca di dare una risposta a paure ataviche come la morte o la certezza di una esistenza da succube, Siamo anche d’accordo che lo schizofrenico Gesù di Giuseppe la sparasse più grossa… però tranquilli che il fatto che i subalterni comanderanno è pure questa una cosa grossa come una casa.

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Carlo Marx, quando scrisse queste cose, non disponeva nè dei ritrovati tecnologici di Sigismondo Frodo, nè tantomeno del benedetto Largactil in dosi equine… e quindi lo scuseremo. Ma c’è anche da dire che non si aspettava certo di diventare oggetto di studio e di venerazione tipo Nostradamus in terzine o tipo il progetto editoriale Evangelisti in versetti.

E invece…
… invece è nata una religione dagli scritti di Marx. Una religione che ne ha fatte di belle in giro per il pianeta. Abbiamo già cominciato a parlarne qui:
Non è stata l’unica d’accordo… e non è stata nemmeno idealtipicamente la peggiore. Morti ne ha fatti di più perchè come culto è durato un pochino di più di quella roba tipo fascionazismo… però a sua scusante c’è da dire che nessun comunista ha mai detto “Ti ammazzo programmaticamente perchè sei inferiore…”. Però, attenzione… esattamente come l’antistreghismo cattolico di tipo due secoli e mezzo prima… ha fatto camionate di morti con una scusa: “Qualcuno ha già scritto che sarà così… per cui… noi semplicemente acceleriamo un percorso storico… processate la Storia, non noi!”. Come dire “Dio lo vuole!”.

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Lo sapete come si chiama quella forma di azione compiuta solo perchè si è fermamente convinti che si tratta di una mossa in direzione di qualcosa che comunque avverrà? Sindrome da profezia autoavverante…
… tipo il malocchio, ok?
Al fondo, come il fatto che se muori risorgi – fissa di alcuni schizofrenici chiamati cattolici – ci sta il fatto che “tanto lì andremo, che i proletari vinceranno sui padroni e scriveranno la Storia”. E se deve andare così, cazzo tutto è lecito… vuoi mai che ti metti contro la Storia? Quella con la S maiuscola? Solo un pazzo lo farebbe…
… vedi un po’ tu!

Ah sì… i pazzi solitamente adorano governare le esistenze altrui… ma di questo parliamo un’altra volta, ok? Ora mi scappa da cacare se ripenso che… alla fine quella specie di setta aveva plagiato anche me… ma non mi aveva mai detto che al fondo di tutto ci stava questa convinzione. Avrei subito detto… no grazie!

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