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Bestemmie a reti unificate, antispecisti sul piede di guerra!

Cioè, io mi chiedo, da animalista antispecista convinto, che paga il canone RAI ed è in regola con le tasse… se sia possibile assistere ad un inverecondo spettacolo come quello del 31 sera. Cioè, voglio dire: famiglie, tavole imbandite, diretta da Matera in attesa del countdown (tarocco peraltro)… e nessuno che si sia preoccupato nemmeno per un attimo di verificare i messaggi che passavano in sovrimpressione? Ai bambini, alla loro formazione, alla loro educazione civile e civica, non ci ha pensato davvero nessuno? E’ vergognoso, deprimente… degno di un paese come il Congo Belga! Una bestemmia irripetibile passata così, nell’indifferenza. A mio figlio cosa dirò quando mi chiederà perchè passano le parolacce in televisione, su Rai1? Cosa dovrò dire a mio figlio per spiegargli che “PORCODDIO” non sta bene? Che quella parola non si dice? Come glielo spiego? Come faccio a fargli capire che se Dio è Porco, allora deve anche necessariamente essere Cane?

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Era meglio se guardavamo la Fininest. Era meglio Grignani ubriaco…

(ispirato da una storia vera)

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Rubo giochi e tag qua e là…

E ora non ricordo nemmeno a chi ho rubato queto tag e questo gioco, ma, tipo, ho trovato in giro uno di quei tag a catena di santantonio dove ti invogliavano a fare il nome di sette invitati sette del mondo del cinema per il cenone di Capodanno, motivare la scelta e parlare anche del menù, motivandolo! E allora andiamo, con la precisazione che non troverete sotto tag a guastarvi la giornata…

  • Monica Bellucci, non nella versione banalissima e scontatissima de “La Riffa” che sicuramente sarebbe ispirata, visto il contesto, ma quella molto più pazzerella e scialba e ochetta de “L’Ultimo capodanno!”. Solo che potrebbe star certa, non la tradirei con una racchia come quella del Film. Ah sì, con lo stesso vestitino rosso. E lo stesso intimo sotto, merci..lultimo-capodanno
  • Stacy Martin così come ce l’ha regalata Nymph()maniac parte 1. Possibilmente nel periodo che va sotto il nome di Capitolo 3, quello in cui lei felice e spensierata dice “Ti amo” a tutti mentre viene e dice a tutti: “E’ stato il primo orgasmo!”. Così, per ricordarmi che ho ragione a non fidarmi mai troppo di certe affermazioni sugli ex! E poi perchè mi ricorda una storia in cui sbagliai tutto… e stavo con una ragazza che le somigliava moltissimissimo!
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  • Iwan Rehon… che è il mio personaggio preferito in “Game of thrones” per il suo fare assolutamente psicopatico e per la sua propensione alla cattiveria immotivata. Ovviamente non posso accetare la sua presenza da solo quindi, si lasci pure accompagnare da…
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  • Alfie Allen, perchè non può esserci vera cattiveria e vreo sadismo di Iwan se manca Theon Greyjoy, il piccolo Rick, che per quella serata mi sarà prestato e potrò portare al guinzaglio senza temere di passare dei guai per questo.
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  • Mohinder Roy per la sua somiglianza così efficace ai nani de noantri. Un nano non poteva mancare al mio banchetto sontuoso. No, non poteva di certo e di certo non mancherà. Una sedia con tre cuscini per lui che stasera non deve temere d’essere schernito. Ho chiamato Rick a bella posta!
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  • Valentina Nappi, per il gusto un po’ verace ed assolutamente trasgressivo che la più nota e celebre delle pornostar italiane, appena sbarcata su Naughtyamerica, può dare alla serata. A Valentina sarebbe cortesemente richiesto di non prodursi in niente di “tipico” sui suoi set… sono “solo cene eleganti”! (cit.)
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  • Vince il ballottaggio tra Elio Germano così come l’ho visto in Come Dio Comanda e Maria Pia Calzone (Imma Savastano in Gomorra) quest’ultima… per ragioni numeriche… e cioè vuoi mai che poi se ne vanno tutti insieme e io resto da solo? E poi per ragioni affettive (sono mezzo napoletano e l’idea di una contesa culinaria tra la matura Calzone e la giovanissima Nappi in tema di fornelli mi da un gusto assolutamente erotico al buffet!).
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Menù della serata: Oh, il video guardatelo per bene!

  • Antipasto: Fuagrà con confettura di cipolle e formaggio francese stagionate… poi, fruttadimare… canestrelle, ostriche, taratuffi, cozzepelose, le canestreeeeeelle, le cozze pelose… Il tutto annaffiato con Franciacorta Monterossa Coupe
  • Vermicelli con le anguille capo e coda
  • Capitone arrostito
  • Calzone di scarola
  • Insalata di rinforzo (Fin qui considerate come annaffiatura Birra Doubleblanche Lupolus e IPA Zona Cesarini)
  • Frutta secca, se è avanzata, ancora, fruttadimare (Franciacorta Monterossa Satin)
  • Cotechino e lenticchie innaffiate con Brewdog India Ale
  • Struffoli e Roccocò (Stot Doublechocolate)
  • Pannacotta al caramello o ai frutti di bosco, a gradire.
  • Panetton no, dopo il panettone…

Io lo so che questo è il menù di Natale ma essendo sanguemisto in casa, io un Natale secondo la tradizione culinaria tipicamente barese non l’ho mai fatto… perchè abbiamo sempre fatto la vigilia con il ramo paterno e quindi… meh, non siate così incredibilmente pignoli!

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Chi urlava “Chi ha tempo non aspetti tempo” pretese di portarmi in dono la lentezza, per scelte più confacenmti alle mie possibilità.

Ironia di una società borghese tutta italiana, figlia di un non-miracolo produttivo, che continua in modo miope a non interrogarsi, con lenti atte, al mondo che ha intorno ma semplicemente a guardarlo e specularci su cialtronescamente credendo le proprie ricette vincenti (?) si rivelino sempre adatte.

E quelli che del proverbo “Chi ha tempo non aspetti tempo!” avevano fatto non il proverbio ma il Verbo, si ritrovarono, per l’anno nuovo, ad augurarmi la lentezza che m’aiuti a scegliere percorsi più confacenti alle mie possibilità.

Passando da Carmelo Bene a Rocco Siffredi: o devi completamente riaggiornare il software del vocabario e del lessico, della sintassi e della grammatica, riaggionare i significati senza metterti troppo a far valzer coi significanti, oppure, bello mio, mi stai dando dell’inetto a Capodanno! Scelta improvvida. Per due ordini di motivi.

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Il primo, più aulico e più, se vogliamo, dialogicamente masturbatorio (che la masturbazione pubblica, per quanto scandalizzi, è il gesto d’amore più bello verso sè stessi) è che due negazioni affermano. Vengo a spiegarmi meglio. Nel contesto di società borghese e capitalisticamente produttiva che il soggetto augurante sostiene di avversare, ma nella quale vive comodo, beato e traendone ogni profitto massimamente massimizzabile, “colui il quale” deve trovare strade a sè più confacenti è il soggetto “inetto”. L’etimologicamente ed ontologicamente incapace agire, produrre… in una parola il non utile, dunque non vivo. Ed una vita borghesemente stigmatizzata da un mondo borghese come inutile è una non vita. L’inetto, che nella società borghese finisce per percepirsi senza scampo come Non Vivo e finisce per percepire la propria vita come Non Vissuta, poichè improduttiva, inutile, è dunque: un Non vivo che Non vive. Eppure, tanto nella dialogicità, quanto nella matematica, due negazioni affermano esattamente come due meno, moltiplicati tra loro danno un segno positivo. Dialogicità e matematicità di un assunto: lingua e calcolo sono le forme primordiali di sfruttamento. Capacità di lingua e capacità di calcolo sono i due strumenti primordiali di asservimento degli schiavi ai Sapienti. Bene, nel pieno della contraddittorietà borghese, ricordo al caro Re Mago ante litteram e pure un po’ in anticipo, che il sottoscritto, oltre a non sentirsi inetto, è anche capace di testimoniare la assoluta fallacità della sua visione usando gli strumenti propri di quella visione e di quel mondo.
Come dire: Improduttivo e Inetto un par de coglioni, bello il mio caro!
Del resto, se da “Chi ha tempo non aspetti tempo!” arriva l’augurio di tempo, tanto tempo, non tanto per ritrovare serenità ma per risolvere inettitudini… beh facevo bene giorni fa a ricordarvi ed invitarvi a pisciare e cacare sulla “saggezza popolare” che menocheborghese non lo è mai!

V’è poi una questione molto meno dialogica e molto più empirica. Mio caro vincente del “Chi ha tempo non aspetti tempo!”… mi piacerebbe sapere quali sarebbero i tuoi piani a parti invertite. Col bravo diplomino di trent’anni fa, adesso, avresti accesso a quel dorato mondo di soldi e successo che magnifichi dall’alto del tuo cattomarxismo da teologia della liberazione? Ho qualche dubbio. Dimmi ancora, riprendendo tra le mani la tua esperienza di vita, di sicuro ammirevole: credi che un contratto di accesso al mondo del lavoro come quelli odierni t’avrebbe pagato e garantito i viaggi, le esperienze del cuore e dell’anima, i permessi studio per laurearti in corso d’opera. Togli dunque gli occhiali, o indossa comode lenti adeguate ai nostri giorni. Io porto per moda gli stessi occhiali del babbo, ma gli ho fatto cambiare le lenti, sai? Perchè ho come il dubbio che i tuoi, di occhiali, da solone, questo mondo non lo abbiano capito. Mi chiedo, ora e qui, chi sia l’inetto, tra me e te. Mi chiedo con tranquillità, davvero enorme, chi tra me e te sia inetto: se io che m’arrabbatto e non smetto o tu che hai pretesa di insegnare a qualcuno un mondo che viaggia su binari completamente diversi dai tuoi. Un mondo in cui saresti mendicante quanto me al banchetto del lavoro e della produttività. Inetto quanto me. Hai cominciato a costruire una solida posizione negli anni in cui io, coi miei studi, sarei forse già con un piede e mezzo nel mondo universitario. Bello, molto bello, molto borghese, fare i comunisti col culo degli altri ed il vincente con le regole dell’anno passato.

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Ricorda, due negazioni affermano: lo dice la matematica alla base dei tuoi ferrei e sudati studi e la dialogicità che ami sfoggiare forbitamente. Chi battezzi non vivo, vivente una non vita, è vivo per tua stessa ammissione. E se per caso fossi io ad aver inteso male… vola più basso nello scrivere e nel parlare… devi esserti perso e qualcosa ha fatto difetto. Perchè tutto, tutto apreva fuorchè un augurio!

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