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Radio Quindinononvtuttobene – E non lo sapevo che era bravina pure a cantare

Ma cazzeggiando nel villaggi globale ho trovato un posto dove regalavano il video di Sonnentanz e ho pensato che sarebbe stato bello dividerlo e condividerlo con voi…

E quindi questa è Cara Delevingne con Sun don’t shine (Sonnentanz)

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Biondoddio con quella che ci farei! Stagione 2. 2 di 5

Cara Delevingne è un complotto pubblicitario molto molto simile a Rihanna. E proprio come la celeberrima e super “Biondoddioconquellachecifarei” che canta “Umbrella” e “Diamonds” e tanta altra roba, appena uscita dalla matita, maledizione, si è innamorata di me. Cara Delavigne è il pericolosissimo crinale tra i tuoi trentasei anni e l’incoscienza dentro al basso ventre tuo e delle ragazzine sotto i ventiquattro anni. O ventitre, dobbiamo ancora stabilire la cosa. Cara Delavigne quando l’hanno disegnat per creare una protagonista delle pubblicità e delle sfilate le hanno detto: “Bella de zia tua, tu mo sappi che vecchia nun ce diventerai mai, che t’amo fatto ‘na magggia!”.

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E per rendere questa magia redibile fino in fondo le hanno disegnato in faccia una serie enorme di smorfiettine, di mossettine, di occhietti che con il mondo della moda e con le foto di moda e con la moda in senso stretto non c’hanno mai avuto a che fare punto. E quando l’hanno disegnata l’hanno dotata di una sorta di Immacolata Concezione della carriera. Perchè lei un posto nello star system e soprattutto un posto sulle passerelle e sui set già ce l’aveva. Che ti metti a disegnare una roba per poi illudere la gente che meritocraticamente questo angelo disegnato debba anche fare quella maschilistissima gavetta fatta di “tieni prenditi tutto quello che vuoi basta che il prossimo abito di punta a Parigi spetta a me!”. Sarebbero cose da Puglia Peggiore, cose da comunisti deficienti. Crei una alla bisogna e poi la metti a fare meritocrazia? Non ci credo nemmeno se la vedo ‘sta cosa. Cara Delevingneè stata disegna e creata così per salire già sulle passerelle da divetta.Ed è stata disegnata così per rimanere identica, sempiterna, immortale. E la cosa più bella, più incredibile, è che per renderla più vera e più credibile, a differenza di quanto fatto con Rihanna, Cara l’hanno sbagliata.

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Rihanna non ha i ciglioni crespi e da motozappare. Ed ogni tanto si dimentica anche di farsi i baffetti. Ebbene sì. Se lo può permettere. Le ragazzine non dovrebbero cerettarsi i baffetti, senò diventano ispidi. Non ha la lingua da serpentella maliziosa e biforcuta… Cara ha una splendida cotoletta milanese e proprio come una ragazzina, foto posate ne fa pochissime. O meglio, foto che sembrino posate. In posa ci sta sempre Cara Delevingne però le pose che tira fuori sembrano sempre le smorfiette delle sedicenni. Ok, esiste un prodotto fantasmagorico realizzato con le foto della Delavigne da John Hardy… ma quello è la fantastica eccezione che conferma la regola. E poi in quel set, in mezzo a quella sabbia nera balinense e quei vestiti tutti agnati, cosa c’avesse addosso prima mica si capisce.

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Cara Delavigne non può crescere, non può invecchiare. Cara Delavigne morirà quando strapperanno il disegno originale con dietro le istruzioni di lavaggio, stoccaggio, utilizzo. Prima ed unica regola: Cara non può crescere mai o dovremo farle baffetti e sopracciglia, dovremo cambiarle il guardaroba, dovremo pagare un arrotino per affilarle il viso ed un fisico per ritirarle su quelle tette che abbiamo disegnato per fortuna più vere e più grandi delle altre. Cara è perfetta così: Handle with care.

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Con Cara Delavigne purtroppo non posso uscire. Ho scoperto che mi riconoscerebbero in troppi. Allora ho già deciso che io e proprio io, novello Vallanzasca, con proverbiale cortesia correrò a rubare il disegno di prova di lei, quello vero. Il primo. Lo ruberò e lo terrò a casa, chiuso in un cassetto, solo per me. Come il Grido di Munch chiuso a chiave nell’armadio della stanza della nonna. Come gli anelli ritornati. Come “Domenica Italiana” ultima traccia dell’ultimo cd nel tuo lettore. E non per vergogna o per necessità… ma solo perchè mi ama così tanto che nessuno ci crede. E perchè tutti gli altri pensino a male… ma con Cara non puoi farci nulla… è una bambina.. non crescerà mai. Innocente, per sempre! Ma nessuno di voi crede nemmeno a questo! E se non credi non meriti. Nemmeno mia madre, che dice che ho le amiche immaginarie. No, questo Natale vado io a casa di Cara a giocare a Sospiro. La tombola Cara con te non la fa, mammina cara. Tu in Cara non credi. Nemmeno quando mi scrive dal suo profilo TI AMO sulla bacheca di FB!

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E la precarietà e la crisi sono anche essere prima taglieggiato poi dileggiato da un simpatico negraccio forse pure frocio a cui voglio un sacco di bene!

E niente io di crisi vera e propria non volevo parlare però tutti voi stronzomerdoni lo sapete che essere scrittore freelance e blogger è una scusa per non dire che il sistema di ricerca ti espelle e che sostanzialmente a 35 anni nessuna azienda scommette su di te… quindi sei al bivio tra inventarti un lavoro o girare i pollici fuori al bar… o meglio toccarti le punte di pollici ed indici alternando pollice destro indice sinistro, indice destro pollice sinistro in velocità e avanti andare se siete capaci.

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Io al bivio ho scelto di prendere una tesi di dottorato e trasformarla in qualcosa di più pop… tanto per l’accademia qualcosa di serio non è bastato… anche se era l’unica scritta. Al bivio ho deciso di prendere una esperienza di vita, la singolanza, la chiusura di una attiità, le cose in cui inciampi nella vita a 35 anni e trasformarle in un breve manabile semiserio e grottesco. Io al bivio ho deciso di scrivere ed andare al bar solo per il caffè, la gazzetta dello sport e incontrare altri amici che tra i 30 e i 40 hanno i miei stessi “problemi”… così ci scambiamo i guai come le figurine, come quando avevamo 8 anni… “Cèlo, non cèlo, cèlo… cazzo mi manca la lavatrice che fa acqua… no la ventenne che vuole venire a casa a scopare cèlo…”.

Io però alla veneranda età di 35 anni, con un dottorato alle spalle, un matrimonio che s’è trasformato in una colossale cacata prima ancora di iniziare, mai mi sarei aspettato di finire messo ad eccehomo figurativo oggi fuori dal supermercato dove ero andato ad acquistare le mie tre buste monoporzione di insalata bonduelle – alla faccia di tutti i comunisti teste di cazzo che continuano a dire che le cose non in busta sono più buone per forza… senza capire che se sei single una iceberg intera finisci per buttarla… a meno che tu non sia una tartaruga… e fai più danno che bene…

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Perchè tutto potevo aspettarmi meno che Izizi mi dicesse nell’ordine:
“Poveraccio… che stai a fà? Mang’inzalat? E u panin quando?”… quasi disprezzando una pparente povetà alimentare e materiale… prima di prorompere in un “Uè fratè…” mettendomi pubblicamente una mano al culo e poi proseguire: “Spicciolin per il lattucc…” e cercare un approccio più soft ed eticamente condivisibile con un saluto di quelli da gang criminale reggaereggae… (che cioè quasi mi indisponi più di una mano al culo pubblica). Si è preso un euro prima di chiedermi interessato: “Adesso vai a lavorà?” – “Magari Izizi… finiscila, lo sai che sono disoccupato!” – “Eh bell’Itaglia… Izizi qua a lavorà e tu a non fa nu cazz!”. Per la cronaca Izizi chiama lavoro chiedere l’elemosina fuori dai supermercati dove aiuta le persone a portare la spesa fino alla macchina.

Carl, an Imperial Wizard of a southern-based Ku Klux Klan realm,

Per la cronaca Izizi è un nigeriano che si è inventato una storiaccia terribile assolutamente non vera sul fatto che l’intero esercito di BokoHaram avrebbe cercato di ucciderlo perchè lui è Christian e non Muslim. Per poi scoppiare a ridere e dire: “Ma s disc veramente BokoHaram… io no so…”. Perchè quello stronzo simpaticissimo BokoHaram lo avrà sentito nominare… ma in TV al paese suo… che ce l’hanno la TV a casa. Izizi ha vinto la lotteria dell’asilo politico. Izizi vive in un alloggio Caritas e si gode i frutti del suo “lavoro” senza particolari ansie… tanto, voglio dire, per sua fortuna un tetto e due piatti caldi ce li ha. Izizi ha un fratello più grande, laureato in infermieristica, che lavora in un ospedale di quelli privati della chiesa a Napoli. Solo che lì il fratello grande, che è persona seria, non ce lo vuole. Perchè il fratello grande lì lavora… non fa lo stronzo.

A me Izizi sta simpatico per la sua enorme faccia di cazzo! La sua sfrontatezza mi fa ridere. E lui sa che per me il colore non conta… e quindi lui si diverte a fare cose che mi danno al cazzo sapendo che io poi gli risponderò come un razzista fascistone del cazzo… e tutti i presenti guardano, ridono, mi fissano trasecolati affermare che ci vorrebbero i cappucci bianchi per persone come lui!
Quello di cui Izizi riesce a non farti rendere conto… è che intanto, mentre tutto questo succede… tu stai scucendo un euro. E che chi si gode il siparietto solitamente gli allunga un mezzo euro a testa. Ripetere il siparietto per due volte al giorno (io però la seconda volta partecipo gratis… almeno), aggiungere i soldi che si fa fuori al supermercato dove ha ammesso di avere una media di quindici, venti euro… Izizi busca più di un metalmeccanico appena assunto. Non Sto Esagerando!

Haile-Selassie-I-
E bravo Izizi… Izizi che mi taglieggia, quotidianamente, con la sua estorsione dello spicciolin p’u lattucc… Izizi che mi tocca il culo e mi chiama Fratè sapendo che la cosa mi da fastidio e sono disposto a tollerarla in pubblico solo se lui in pubblico tollera che io gli dica: “Fratello a te? Ma che cazzo stai a dire… tu sei nero! Non mi fare arrabbiare, che sei nero e sei frocio… e mo chiamo quelli coi cappuci bianchi…”. E quello prova a salutarmi in modo rasta perchè sa che gli risponderò che a loro reggae reggae del cazzo li spedirei tutti in etiopia ad adorare selassiè sotto il baobab con un biglietto di sola andata, uno zainetto con le cianfrusaglie loro per farsi gli spinelli e senza permesso di ritorno… e perchè ride se gli dico che BokoHaram faceva bene se gli faceva le maniche corte alle braccia… perchè io lo dico solo perchè so che lui BokoHaram lo ha visto solo al telegiornale… e se se la ride lui, buona camicia a tutti.

In realtà dovrei dire a Izizi che i soldi che lui tira su col nostro siparietto dovrebbe dividerli con me… o almeno darmi una parte… o almeno smetterla di praticare questa estorsione continua per cui appena mi vede gli devo pagare u’ lattucc… perchè alla fine le battute ce le metto io… i soldi se li ciuccia lui!
In realtà dovrei accettare che rischio di vedermi proporre un lavoro subordinato a tempo determinato da uno stronzomerdone qualunque nigeriano che è venuto in Italia ad insegnare tecnicamente anche ad un mezzo napoletano, comunque ad un fglio dei Borbone, com’è che funziona l’arte di arrangiarsi. E che mi ha fregato il lavoro… quello di comico… e la scena. Anzi, mi fa pagare pure!

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