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Il mio amico pornografo

Per un po’ di post mi perdonerete se vi ricordo di visitare anche il nuovo blog della Karashò e seguirlo!

 

Lo sapete, mi avete spesso sentito invocare personaggi fantastici, fantasmagorici, formidabili: Darth Vader, Hannibal Lecter, Biondoddio e Gesummaria. Ultimamente mi avete sentito invocare Riccardo Schicchi.

E’ il momento di presentarvi un altro protagonista assoluto della mia personalissima Teogonia: Erik Thoir, pornografo. Vi ricordate come funzionano certe cose, no? Donatello, scultore. Baudelaire, poeta. Rimbaud, cazzaro (più o meno). Apollinaire, depravato. Ecco, Erik Thoir, pornografo. E quando morrà, spero il giorno più lontano della Storia, metteremo accanto alla dicitura l’alfa e l’omega.
Veniva da lontano, dall’Indonesia. Dov’è? Non lo so. La confondo sempre con la Malaysia, con la Birmania. Non sono molto sicuro. Sono quasi certo si tratti di una roba tipo isole e isolette. Credo. Protesto forte ignoranza in materia sebbene, a differenza di quello screanzato pazzerello di Ferrero, collega sampdoriano, io sappia benissimo che Indonesiano e Filippino sono due cose diverse e mai mi sognerei di dire “MOratti è un fesso che s’è messo al timone il filippino”. Scherzando di pessimo ma divertentissimo gusto sul fatto che i filippini costituiscono i 10/11 della nazionale di governanti di casa mondiale dei ricchi.

tohir_ava

Thoir come tutte le cose strane che arrivano da quei paesi strani, è uno che di mesteire fa i soldi. Cemento, palazzi, tanti palazzi, tante costruzioni. Da piccolo però non amava i Lego. Adorava i giornali. Quindi, palazzinaro e imprenditore edile ma ben ancorato al sistema dell’informazione del suo paese. Uno così, all’inizio, prima di sapere alcuni dettagli affascinanti, mi dicevo che doveva comprarsi il Milan, non l’Inter… per evidenti assonanze con la vecchia dirigenza. Amo il Gattopardo, del resto… e “Tutto cambi perchè nulla cambi!”. Invece no…

Ora sono contentissimo che Erik Thoir sia il nostro presidente. Per dire: uno così gli Juventini se lo sognano. Uno così: proprietario di tantissime cose tra cui pacchetti azionari di colossi dell’editoria multimediale niente male… come Brazzers e Naughty America. Mica roba da poco! Ecco perchè sono due anni che vi invoglio a fare account annuali a pagamento su quei siti: una pugnetta al giorno e contribuite al pagamento dello 0,0001% di persone come Icardi, Palacio e simili. Juventini cari non dite che non vi fate le pugnette! Juventini cari non protestate ignoranza dicendo “Io vado sui siti gratis…”. Quelli li ripagate con la pubblicità… spero non ignoriate che i proprietari dei siti gratis sono gli stessi dei siti a pagamento!

Bene: Erik Thor, abbreviato ET come il mio migliore amico di sempre, Erik Thoir è il santo da pregare prima di rivolgere la propria attenzione ad una qualsiasi intrapresa economica. Pregatelo forte, ogni mattina… Tipo Ganesh, quella specie di elefante col volto un po’ bloso ed il corpo antropomorfo! Ed offritegli libagioni spesso, molto spesso. Ne sarà felicissimo e le cose andranno bene. Perchè con l’Inter non funziona? Mai sentito parlare di Eccezione che conferma la regola?

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Avrei voglia…

… oggi avrei voglia di raccontarvi del rissone digitale pazzesco che ho scatenato sulla bacheca di una animalista. Non prendetela a male… io gli animalisti d’accatto e da Facebook ce li ho sul cazzo. E lo sono stato anch’io, quando ero uno smanettone facebookaro (che non è una parolaccia che c’entri con la pratica del bukkake) ingenuo, giovane e stupido. Però poi sono stato un attimo a guardare le cose di lato. Ed ho capito. Ed ho smesso. Sono 5 anni, signori, che non mi occupo più di animalismo d’accatto su facebook e vivo bene.

Il rissone in questione si è scatenato perchè, complici una serie di sadiche testate satiriche in circolazione, c’è una sovrabbondanza di link divertentissimi e spassosissimi ad articoli altrettanto divertenti e spassosi che denunciano le peggiori turpitudini e nefandezze contro il mondo degli animali. In nessun caso quel che si vuole è scatenare il panico. Sono semplicemente notizie divertenti e un po’ cattive messe lì, con la consapevolezza che tantissimi, ma proprio tantissimi creduloni, terrorizzati, le posteranno sulle loro bacheche per lasciare campo libero ad un vero e proprio scannatoio pubblico per repressi e frustrati che, in commento, vomiteranno la loro violenza verbale sui presunti autori del terribile fattaccio, per poi, nella migliore delle ipotesi, tornare a leggere e rileggere giallozafferano o ilgrandecomplottoplanetario. O, nella peggiore delle ipotesi, diffonderanno a loro volta la notizia – seminando il panico e contribuendo alla diffusione di leggende metropolitane tres chic.

Quella di ieri era godibilissima… e dice tanto sul livello culturale medio del mondo animalista italiano. Oltre che sulla credibilità dal 75, 80% delle tesi sostenute dagli animalisti italiani… per non parlare delle campagne generali di accorato allarmismo su questo o quel brutale fenomeno di violenza sugli animali.
Si sosteneva nell’articolo di ieri che un tale Stah Link, artista eclettico, avesse immerso un cane vivo nel cemento a presa rapida per la creazione di un’opera d’arte che immortalasse ad imperitura memoria la sofferenza di fronte alla morte. La foto a corredo era questa:

canescultura2

Ora… sia onesto ed alzi la mano chi non conosce questo cane. Pompei vi dice niente? Ecco… appunto. Chiunque abbia frequentato quanto meno la scuola media con un minimo di dignitosa attenzione e sia stato poi lasciato uscire incolume da quegli edifici con un certificato di licenza media in tasca dovrebbe conoscere quella foto. Invece no: “Ammazziamolo” – “Colassi i figli suoi in quel cemento davanti agli occhi della madre” – “Sto rincoglionito, sciogliamolo nell’acido!” – “Blokiamo questa fiera de la vergognia (sic.)” – “Ma questi sprimenti addove li fanno! (sic.)” – “Povero peloso mio, guardate quanto soffre!”.

Io sono abbrutito, desolato, deluso. Incazzato no, ma provo pena. Provo pena per i tanti che, in buona fede, (io purtroppo costretto) ogni giorno contribuiscono con il loro denaro – ed in tempi di crisi è tanto! – al sostentamento in vita di creature del genere, attraverso diavolerie che si chiamano contribuzione fiscale e sistema sanitario nazionale. Questi dovrebbero estinguersi.. chi maltratta gli animali per davvero, finire in galera!
Provo pena per i figli di queste persone, squisitamente cresciuti nel rispetto di ogni forma vivente – anche dei “moscerini evitati perchè non si schiantino sul parabrezza” – ma palesemente esposti alla cialtroneria, all’idiozia ed alla più crassa ignoranza da parte di genitroi che, in buona fede, quei piccoli devono vedere come eroi. Genitori che, di sicuro, seminando stronzate, leggende, storie improbabili e palesemente false di terrore nella mente di quei bambini e quelle bambine, contribuiscono a creare i presupposti per un mondo impaurito, manipolabile, ignorante.

cane

Ecco… oggi io in realtà avevo voglia di parlarvi dello scaffale della Feltrinelli che avevo sotto gli occhi ieri mentre mi gustavo il concertino di presentazione dell’album “Maximilian” di Gazzè. Ma mi sono lasciato prendere la mano. Di pornografico mi viene in mente solo una battuta alla Luttazzi: “Vuoi spiegare cos’è la satira ad un animalista da tastiera? Buona fortuna, accomodati… è come se un toro sordo di inculasse. Sai, per cavartela è difficile. Sussurrare ai sordi è complicato!”.

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