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Cinico Fotoset: Enrico

Questo set nasce davvero per scherzo con uso di macchine digitali D60 Nikon ed analogiche OM1 Olympus e Holga 135BC. Le pellicole usate sono tutte bianco e nero, marca fomapan, credo 400 asa… non so essere davvero molto preciso perchè non ho con me le specifiche. Volevo riprodurre il gusto ed il senso marcio di certe produzioni che mi rapivano quando venivo sottoposto alla visione di blob da genitori troppo comunisti!

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Enrico fingeva di essere un beone avvinazzato… Non fu difficile convincerlo! Nemmeno fargli irrimediabilmente rovinare una maglietta con un vino che era diventato aceto da tempo, ma tingeva che era una meraviglia! Nikon d60

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Perdonate la compressione, molti dei dettagli si sono persi… ma non era così sfocata… questa è una pellicola Fomapan asa400 scaduta da un paio d’anni almeno… se non di più. Non si tratta di una bianconero nativa ma credo di una monochrome… Holga135bc

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Orgoglioso, in questo scatto con Nikond60, mostra il villoco pelo! Ed una espressione assente e compiaciuta!

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Gli chiesi di non pensare a me, di essere fuori dagli schemi, di comportarsi come si sarebbe sempre voluto comportare… Holga135BC

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Qui mi aveva detto qualcosa come dieci secondi prima… “Aspetta, provo anche a sbavare…”. Nikond60

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Poi si sedette in modo scomposto protestando il fatto che composizione, luce e messa a fuoco, in lomografia, sono dettagli trascurabili… Qui non è un problema di compressione, la foto è proprio oscena. Ma da cinico set… non me la sono mai sentita di escluderla!

 

 

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Divertiamoci in sicurezza… il sesso anale questo sconosciuto!

A convincermi a scrivere questo post, qualche settimana fa, è stato il post letto per caso su questo blog da easylady… perchè c’è così tanta confusione in merito alla vicenda che… probabilmente è necessario porre alcuni punti fermi d’aiuto a lei ed a lui. Anche perchè mai si dica che proprio io, reincarnazione del Tinto Brass morto e sepolto dopo Così Fan Tutte… non abbia parlato del culo!

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Cominciamo con le ragioni per cui un uomo pare essere ossessionato dall’idea di fare sesso anale con una donna. Non ci perderemo troppo tempo, credete a me. Perchè le ragioni si riducono ad una, una sola, sintetizzabile nella espressione medievale dello Ius Primae Noctis. E la colpa, mie care signore e signorine, è solo vostra. Non mettete mai in testa al vostro partner le espressioni: “Buono lì che non l’ho mai fatto…”. E’ questo che attiva tutta una serie di lucette rosse nella testa del maschio di turno: il bisogno spassionato di essere il primo a guadagnarsi quell’ambito trofeo! Tempo fa fui chiaro nel dirvi che io da Babbo Natale avrei voluto in dono la fichetta… per provare di nascosto e solo una volta l’effetto che fa. Pur avendo il culetto certi esperimenti non li ho mai voluti fare perchè sempre e comunque ci sta un qualche cosa che ti frena: il terrore di scoprirti frocio, il terrore di scoprire che ti piace, il terrore di scoprire che è tutta ‘na roba di perversione cattolica che ti fa dire che “No, mamma mia, contronatura…”. Per cui non so nemmeno tecnicamente dirvi per bene che cosa si provi nel giocare a prenderselo a quel Biondoddio in quel posto lì. Sì, signore e signorine, avete ragione, io non lo so e non lo posso sapere. Però, per dire… so che sensazione si prova a giocare a metterlo lì. E posso garantire a tutti, anche a voi le donne, che non è mica tutto quel piacere irrinunciabile che vi facciamo credere sia. Anzi… come spiegavo alla signorina/signora easylady di cui sopra in un commento… “Non è nemmeno poi sta gran cosa”. Cioè… è un pelino più incasinato, un pelino più stretto, un pelino più da andarci coi piedi di piombo, un pelino più da farti venire l’ansia, un pelino più sporco, un pelino più puzzolente… un pelino più negativo.
Però è una questione di possesso… e ti vuoi mettere col possesso? Ti vuoi mettere con l’idea sempiterna che qualcosa è tua, te la prendi, nessuno te la toglie? No.. con questo richiamo ancestrale alla conquista, all’espugnazione, alla detenzione manu militari di un bene altrui nessuno può pensare di mettersi in competizione. E’ il maschilissimo spirito di competizione ad attivarsi, la consapevolezza che il tuo ex non t’ha avuta lì e tu sì… la certezza di aver violato anche l’ultima resistenza, il discorso che adesso tu sai che il tuo corpo per me non ha più segreti. E avanti andare!

Il rapporto anale è una comune e normale penetrazione, se non fosse che viene compiuta dalla porta posteriore. Qui sta il bello! Richiama concetti quali discrezione, clandestinità, intimità… per dire: se non entri dalla porta principale in casa, o sei il padrone di casa ed entri dove cazzo vuoi (possesso) o sei quello che si intrufola in casa per rubare o fare comunque qualcosa di sordido (possesso più morbosità… bello cazzo, bello!). Qui sta anche tutta l’omofobia strisciante nascosta dietro la non volontà di un uomo di provare a capire di nascosto l’effetto che fa. La chiamano NIMBY in sociologia… not in my back yard… non nel giardino sul retro… non in culo a me. Anche ‘sta storia che comunque il back yard è riservato aggiunge al rapporto anale eterosessuale quel pizzico di irrinunciabile trasgressione che ci permette di dire… NIMBY sì… ma siccome sei mia e ti voglio SITBY… Sì, nel tuo back yard sì… perchè sono io!
E se per dire, volete vedere per forza 50 sfumature di grigio, poi non potete fare tanto le preziose per una bottarella lì dietro… capisco la teoria Jungiana del dualismo umano… ma qui si fa la guerra, non umorismo malsano! E’ un cit clamoroso che indovinarlo vi fa vincere mille commenti pompino e potete chiedere a Lemniar se non sono serio!

Tecnicamente il primo rapporto anale, come tutti quelli che seguono, abbisogna di pochi semplici accorgimenti. Lubrificazione, delicatezza – almeno all’inzio eh che cazzo… possesso sì uno stupro alla Irreversible potete risparmiarvelo! – e pazienza, complicità e tutte quelle cose che fan bello l’amore. Altrimenti, per dire, se siete così fortunati da trombarvi Tory Lane o qualche altra grande della Terra… credo possiate divertirvi in sicurezza bypassando tutto quel che sopra c’è scritto. Ma in quel caso… l’amore c’entra poco… e temo per voi il possesso si declini solo sul raccontare che vi siete trombati una grande della Terra. Perchè quel trofeo è così superusato da valere a malapena il passaggio di proprietà dal notaio… e perchè tutti sapranno che la vicenda era già dall’inizio troppo più grande di voi.
Andateci piano… la prima volta e le successive… e sappiate che dopo poco potrete anche osare. Ma ricordate… non è che senza vi stiate perdendo tecnicamente poi nulla! Però, sì, lo so… vuoi mettere, guardarti dopo, guardarlo dopo e dire: “Roba mia!”… sì vi sentireste un Don Mazzarò o qualche altro volto celebre della tradizione verista italiana.

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I problemi sorgono quando il maschio medio decide che lì le cose si fanno per bene… secondo il suo perosnale ed insindacabile metro di giudizio… e decide in barba a tutte le leggi della fisica e della fluidodinamica, di conquistare l’accesso al back yard con le tecniche santissime dell’assedio di Magdeburg (20 maggio 1631) piuttosto che con un comodo grimaldello o lavorando di fino con lo spadino. Cosa si ottiene? Che nulla nel corpo di lei collabora, le urla e gli strepiti – più psicologici che fisiologici – giungono alla canera da letto degli anziani vicini che bussano minacciando di chiamare la polizia… il nervosismo monta, la pressione vascolare sceglie di concentrarsi altrove… e si può dire addio a tutto. Oppure, in alternativa… con la tecnica Magdeburg… quel che si ottiene è un trauma perenne che vi porterà ad esservi conquistata l’interdizione da quei privati uffici a vita. Bravi… vostro una volta e di nessuno per sempre. Vi pare affare giusto? E chi eventualmente viene dopo? Che sa che è stato di un altro e non può essere suo? Seminatori di discordie… per voi Dante ha previsto apposito girone… ed io nella mia personalissima Teogonia    ho messo su un ufficio che punisce questi crimini affidato al signor Acmet Pascià… chiedete agli ottocento otrantini in maniche corte e pantaloncini come ci si sente dopo essere passati per suo insindacabile giudizio. Non c’è CGIL che tenga!

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I problemi sorgono anche quando il maschio medio, sempre imbevuto di una serie di stronzate figlie dei giornaletti porno e della tradizione orale adolescenziale, si convince che lì dietro se non fa male vuol dire che sei rotta da tre secoli e mezzo e che di te ha avuto ragione già una banda di lanzichenecchi o per dire tutto il Battaglione Azov, Bob Malone o qualche altro grande della Terra. Lì scattano due paranoie: ce l’ho piccolo… non sei vergine. Avete ucciso un uomo, spingendolo tra le grinfie del demone della depressione e del demone dell’impotenza. Ricordate, quindi… probabilmente non vi farà male perchè alla fine se fatto bene il sesso anale non fa male… se fatto e se vissuto bene… però pure voi fate un po’ la vostra parte in questo GiUoco del sesso: “Ahi… ah, piano…”. Senò il vostro uomo è bello che fottuto!

Ricapitoliamo: il sesso anale è la dimostrazione che il comunismo ha fallito. La proprietà privata è una cosa bella, che appaga l’animo e se tenuta bene fa bene alla coppia ed ai singoli. Come tutte le cose belle ha bisogno di essere coltivata con coscienza, tecnica e la giusta dose di ironia e di bugie…
Come tutte le cose belle, attorno al sesso anale se ne dicono un sacco di fandonie. Come tutte le cose belle ci sarà sempre qualcuno che dirà di saperne più di te… e più di me… ma non è detto che quelle cose belle le abbia mai viste, provate, sentite. In senso eterosessuale provatelo liberamente, con i giusti accorgimenti e divertendovi in sicurezza. In senso omosessuale fate tutto quel che cazzo vi pare ma NIMBY!
Come tutte le cose belle… sarebbe bello sentire l’opinione della controparte… ma non credo ne arriverà una!

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Se la vostra donna vi doveste chiedere di andare a vedere 50 sfumature di grigio, prima pretendete il giusto ristoro del vostro diritto di possesso. Se fa la preziosa, niente film… visto e considerato voglio dire che… “Poi tu vuoi andare con Mister Grey?! E a me il sederino non lo dai?!”

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Vi prego credetemi spero qualcuno si ricordi di quanto era bella e utile la visita dei tre giorni al militare…

Io sono uno di quelli che è stato miracolato dalla Legge Martino che abolì per sempre la naja e congedò tutti gli stronzomerdoni che avevano cominciato il servizio militare o lo stavano cominciando. A conti fatti non è stata una grandissima esperienza. Io all’epoca ero fregato in testa da tutte quelle stupide idee comuniste secondo le quali solo gli scemi e i fascisti andavano a fare il militare, che era tempo perso. I fighi, gli intelligenti, si davano obiettori. Il cazzo! Io non c’ho mai avuto l’ambizione di servire la patria… che ho sempre pensato sia una stronzata e continuo a pensarlo… anche perchè all’epoca non si chiamava ancora Costa Italia che il Premier Schettino stava ancora a guidare i pescherecci però dava già prodigiosi segnali di cedimento…

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Solo che avevo già capito che questa storia di fare l’obiettore di coscienza mi avrebbe portato solo a precludermi carriere tipo il supersbirro ed il criminologo… e io all’epoca ci tenevo perchè non avevo ancora ben chiaro il complotto comunista contro la mia persona per cui tutte le riforme e le cose belle che potevano capitare nel periodo in cui io potevo beneficiarne, i comunisti le dicevano soltanto e non le avrebbero mai fatte… tipo che so ultimamente Future in Research e tipo allora la riforma Minniti che prevedeva l’assorbimento diretto dei superspecialisti da parte delle Questure e dei Comandi dei Carabinieri e dei Ministeri di Interno e Difesa.

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Così, siccome volevo fare il supersbirro criminologo, feci i tre giorni e feci di tutto per farmi prendere militare dopo la laurea ed il supermaster de La Spaienza con il Ministero di Interni e Difesa. Che alla fine non avrei nemmeno perso un anno. E così dopo il 110 e lode di quel Master… che era cosa serissima e cazzutissima e se io sono bravobravissimo lo devo a loro… e non alla facoltà di Bari se non al professor Semeraro padre… provai a partire militare. Quello stronzo di Martino mi congendò… me come tutti gli altri partenti, dicendo “Niente più naja!”. Che due palle!
Mi ero sognato nonno… mi ero sognato di fare le cose più atroci alle spine. Mi ero studiato perfettamente il piano per diventare nonno senza passare da essere spina… invece niente! Il cazzinculogravissimo è che sul congedo come destinazione primaria mi avevano scritto Fucilieri di Marina – Battaglione San Marco, che c’avevo tutti 1… pure a psiche, fate voi… però come giustamente dice il mio comico preferito, maestro di vita, V.S. (dove V è il puntato del nome ed S il puntato del cognome), non era un cazzinculogravissimo che noi le guerre non le facciamo e non facciamo tutte quelle cose pericolose e non siamo nemmeno in grado di andare a riprenderci i marò da una terra dove muoiono di fame però le vache sono sacre e non si possono mangiare ed è pieno di vacche! Quindi mi sarei divertito di fronte ad uno specchio o in palestra a diventare una bestia fisicata e tatuata già da allora…

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No, comunque niente, congedato prima del via! Il cazzo è che tecnicamente sono richiamabile fino a quasi 50 anni come se avessi già sparato… che poi io ho sparato ma non è che posso andare a fare la guerra per davvero come se avessi fatto un anno di militare e i corsi di aggiornamento tipo Israele!

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Comunque, chiacchiere… qui voglio dirvi che la visita di leva, passaggio prodromico che all’età mia durava tre giorni e si faceva poco prima di fare il diciottesimo e si andava in un centro di raccolta grossissimo e si stava tre giorni a fare vita militare e ti facevano di tutto a livello di ispezioni e controlli corporali… di tutto e male… era una cosa che serviva un botto. Tipo il militare che se io divento signore e padrone della Costa Italia rimetto immediatamente il militare! Serviva un botto perchè ti insegnava ad obbedire senza chiedere perchè… che tecnicamente è una cosa sbagliata e ingiusta ma serve… soprattutto perchè da quando non c’è più… i ragazzetti non capiscono un sacco di cose e non si abituano ad un saco di cose…

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E capivi un sacco di cose tipo alla visita del militare: tipo che gli analfabeti non erano solo alcuni coetanei di tuo nonno ma pure alcuni tuoi coetanei. Tipo che c’erano tuoi coetanei che venivano alla visita di leva coi carabinieri e dormivano coi carabinieri e non con te perchè stavano in galera – che si chiamava riformatorio ma all’epoca era come una galera. Tipo che c’erano tuoi coetanei che non andavano a scuola non lavoravano a bottega ma facevano i pastori e non avevano mai visto un cinema porno. Che era bello andare ai cinema porno in comitiva di ragazzi che fanno la visita di leva. Che non erano vere tutte le leggende metropolitane sulle cameriere del Mix di Taranto che ti facevano il pompino in bagno se tu facevi loro un segnale convenzionale. Che Taranto oltre all’Ilva ed al rione Tamburi ed al MaricoLeva di Taranto dove si faceva la visita dei tre giorni non aveva niente e la riforma Martino avrebbe ucciso Taranto… e tante altre cose.

Soprattutto capivi che la media di lunghezza dei cazzi italiani era sui 13 centimetri. Capivi che Rocco Siffredi non era la media degli italiani. Capivi che c’era gente, tanta, che riguardo a quello stava messa molto peggio di te… e capivi che la microfallicea era una cosa serissima… ma era una cosa che funziona per pochissime persone. Persone che il militare poi non lo facevano e venivano riformati con 4 a organo riproduttore e 4 a psiche per far vedere che non erano impotenti ma che erano microfallici… e venivano riformati per evitare loro situazioni terribili tipo le docce insieme a tutti gli altri ed il bullismo di ritorno da caserma. E capivi che, insieme, gli adolescenti, sono sempre e comunque teste di cazzo. E mentre capivi che il militare serviva, anche e soprattutto a crescere, capivi che è vera la cosa per cui si cresce quando si prendono le distanze dalle cose che non ti piacciono. E capivi che i sorrisini degli inquadratori – che erano ragazzi di leva, quindi gente di un anno di più di te – e le batute dei medici della visita di leva erano il potere… e tu potevi scegliere da che parte stare: obbedire in silenzio dicendo che non saresti stato mai nella vita – e non nel militare – stronzo così tanto… oppure che stavi da quell’altra parte della barricata e se tipo arrivava il 7 giallo che stava di fianco a me perchè io ero l’8 giallo… e il sette giallo non si toglieva le mani dal pacco, lo faceva per imbarazzo perchè sapeva di non essere assolutamente dotato, ma purtroppo per lui manco di poco pochissimo… e sapeva che non sarebbe stato facile abbassarsi le mutande. E si mise a piangere. E tanti risero. Io no… ma tanti risero, quelli che stavano dall’altra parte della barricata. E tu capivi allora che tu stavi bene, anzi, meglio di tanti… e che tanti erano stronzi. Che il potere è stronzo… ma esiste… e tu ti ci devi rapportare.

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Io sette giallo non l’ho più visto. E’ stato riformato immediatamente… anche e soprattutto per evitargli una mezza giornata di sfottò. In questo il militare era giusto, paterno, comprensivo. A me dispiace per sette giallo… ma quel giorno, non grazie a sette giallo ma grazie a tanti altri… capii che io lì sotto non avevo problemi… ma che spesso da lì sotto i problemi si estendevano alla testa. In un senso tipo sette giallo o nell’altro senso tipo gli stronzi… capii che il militare serviva anche se era stronzo, capii che subire il potere ti faceva crescere e capii che io il militare volevo farlo! Anche perchè non era affatto vero che facendo l’obiettore crescevi di più. Come tutti i comunisti, gli obiettori stavano attenti attenti a non fare un cazzo e crescevano solo imparando che se ci riesci, grazie agli amici, ti fa un anno senza fare un cazzo, fingendo di essere utile ad una cosa che si chiama persone con problemi!

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Uno poi dice: perchè odi gli hipster? E pure i comunisti di ‘mo? Eh…

Spesso mi chiedo cosa mi abbia spinto a diventare così intollerante.
Mi rispondo semplicemente che non c’è stato un esponenziale aumento di intolleranza da parte del sottoscritto. E’ semplicemente il mondo che s’è fatto parecchio più cialtrone. Parecchio più pressappochista. Parecchio più insopportabilmente approssimativo.

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Sugli Hipster ci sta la storia della lomografia prima di tutto. Che poi fa rima con questa insopportabile democratizzazione dei mezzi di produzione culturale che non è un concetto di sinistra ma è un concetto anticulturale, antiartistico e pure un po’ fascista… perchè nel piattume generale condivisio a vagonate a botta di like, si perde irrimediabilmente c’ho (che è un cit. non un refuso – dovrebbe essere ciò – come la regia occulta prima lettrice al giorno del blog fa notare!) che è studio, fatica, sudore, intuizione, arte. E si passa allo slogan… che come dice un cantautore purtroppo un poco ancorato ancora a ‘sta storia di fare il comunista “è fascista di natura”.
La iPhoneografia è bella… basta non definirsi fotografi. La lomografia è bella… basta saper scattare in pellicola uno scatto decente ed un minimo corretto, prima. Senò qui siamo tutti come Scianna… eh già, che cazzo c’avrà Scianna più di noi che non c’aveva nemmeno l’iPhone per dire…

Ma sugli hipster ci sta anche la benedetta storia del filtro vintage… di cui abbiamo diffusamente parlato qualche post più su ma anche quando parlamo di quel video osceno affogato nel filtro orzata. E dell’oscenità di un filtro o di un selfie, invenzioni anch’esse hipster, abbiamo già parlato e riparlato. Ma se non vi ricordate invischiatevi, aumentate la viscosità percepita e ripassate… che male non fa!

Torna prepotente la questione con un video volgare e deprecabile, inserito nella programmazione di MtV Dance, nella sezione Club Bangers. Il video in questione è “Prayer in C remix”. Il video in questione è girato a Berlino a codazzo di un’auto di hipster piena di imbecilli hipster seguita da un corteo di dementi hipster vestiti con le camicette abbottonate fino al collo, i pantaloni manco pinocchetti, le calzette a mezza caviglia e sotto le imitazioni di plastica delle Church.

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Si muore e si va all’Inferno per cose del genere. Per cose del genere l’Inferno esiste! Ed è un trionfo vederli con le scarpe di plastica sciolte dal calore dell’Inferno (cit. “Dannazione” Palahniuk). E io godo. Sono il sottoposto di Satana. E frusto. Sono l’angelo vendicatore d’un certo stile… sono la Spada di San Michele Arcangelo e la voce tonante di Gesummaria quando si sclafisce il mio comune, ordinario ma dignitoso senso estetico. I dementi del corteo che segue cadono e si sbattono a provare a fare qualcosa che i loro coetanei skaters americani imparano in anni. Per una volta gli hipster sono nelle condizioni di imparare che qualcosa per esistere comporta studio e sudore. Senò ti fai male.E si fanno male! Vivaddio e grazie Gesummaria!

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Perchè gli hipster mi stanno sul cazzo perchè sono fannulloni, ignoranti e saccenti, senza gusto e dementi… wannabe… E quel che odio ancor di più è la necessità atavica di utilizzare decontestualizzandoli simboli e segni grafici così, solo perchè si crede faccia figo, senza rispetto delle culture e dei significati, senza rispetto del tratto grafico, senza studio. In un imbarazzante ed inconsapevole continuo copincolla. Aveva più rispetto l’adolescenza degli anni ’80… di cui questa forma di modernariato d’accatto è il copincolla peggio riuscito. Nel video in questione c’è un tripudio di teschi messicani.
Cosa c’entrino i teschi messicani, disegnati sui visi come make up o usati come bandiere, con la cultura berlinese dello squatting – cui comunque il video si riferisce – non è dato sapere. A cosa serva disegnarsi in faccia i teschi messicani che nella cultura messicana hanno un significato preciso non è dato sapere. Mi chiedo perchè non esistano integralisti messicani che fanno saltare in aria lo studio dove è stato pensato, montato e girato quel video al grido di “La mia intelligenza lo vuole!”. Mi chiedo quanto dovremo aspettare perchè un idiota di videomaker con la camicia abbottonata al collo e le finte Church di plastica non decontestualizzi una sura e qualcuno non faccia pulizia finalmente in modo settoriale e serio! Altro che la satira francese o svedese che ha ben chiara la storia dei segni e dei significati.

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E sulle braccia di quel mezzo mondo hipster è un tripudio di teschi messicani. Perchè? Per quale ragione? Se qualche hipster del cazzo con la camicia abbottonata al collo e le finte Church di plastica si mette a decontestualizzare il japan ed il mio braccio finisce copincollato sul braccio di qualche hipster del cazzo con la camicia abbottonata al collo e le finte Church di plastica giuro che con una katana faccio la strage delle braccia. Lo giuro su Biondoddio!

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Stesso trattamento, due ceffoni pedagogici e culturali, meriterebbero certuni autodefinitisi comunisti e giovani che per fare gli hipster e gli alternativi del cazzo si sono presentati a Bari, qualche giorno fa, per un girotondo contromanifestativo contro le sentinelle – a cui comunque, pure a loro due schiaffi – con in mano i quadretti di Carlomarx, Cheguevara e simili truccati e vestiti da Drag Queen. Percheccazzo dico io? Per quale bisogno osceno ed adolescenziale di farla e dirla grossa si decide di riutilizzare nel modo meno adeguato un volto, un simbolo, una storia, un percorso… facendo quello che Warhol ha banalizzato nei “10 minuti di celebrità da non negarsi mai a nessuno soprattutto per educazione”? Se lo merita Cheguevara che queste persone dicono di venerare in vita e pure in morte? Se lo merita Carlomarx? No! Non foss’altro per una questione di rispetto. Se non altro perchè… e sia chiaro… quel poverocristo inutile di Raul Castro, colpevole di fronte alla Storia solo di essere il fratello di Fidel, è stato messo ai margini tanto da Fidel quanto da Ernesto Che Guevara perchè “maricon” ossia frocione. Perchè impresentabile, a sentir loro. Pasolini lo buttarono fuori dal Partito Comunista Italiano per una cosa che si chiamava indegnità. Togliatti e la Iotti sono stati nascosti a dormire insieme per anni ed anni… ed erano pur eterosessuali. L’odio omofobo viene da lontano… e la cultura comunista non ne è immune. Vedi tu la Russia, dove sarà crollato anche il comunismo ma non è che un processo culturale tu lo inverti o lo soppianti in dieci anni!
Poi uno non deve dire che i comunisti sono intellettualmente disonesti. Poi uno non deve dire che i comunisti hanno in odio quella curiosa cosa che si chiama verità.

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A me, per dire, a me mi piace la croce celtica. E nella maniera più assoluta non perchè io sia fascista. Non sono fascista anche se tutti credete che io sia la reincarnazione di quel pazzerello del signor Farinacci, RAS di Cremona…
A me la croce celtica graficamente piace molto. E’ un simbolo realmente equilibrato, fatto di simmetrie interessanti. Però so bene che cosa significa, anche al di fuori dell’utilizzo strettamente politico e palesemente – già quello – decontestualizzato. Per questo non mi sogno mai di utilizzarla, di tatuarla, di esporla in alcun modo. E’ un tratto che mi piace puntebbasta.

Il discorso è che basterebbe passare 5 minuti in più del proprio tempo a capire una cosa… ma si sa, abbottonarsi la camicia al collo ed infilarsi senza slacciarle e allacciarle le Church di plastica ai piedi è complicato. Infilare dei jeans tipo leggins manco fossimo ad un corteo storico qualsiasi richiede tempo. Farsi un selfie e aggiustarsi il baffo all’insù non con la brillantina ma col gel è il colpo di grazia… dove lo trovi il tempo di chiederti se c’è qualcosa, solo qualcosa di giusto nella vita che stai facendo?
Il problema è che questa gente consuma, respira, costa… e purtroppo pesa sul mio portafogli come su quello di tutte le persone serie e per bene!
Insopportabile questione!

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Sane, buone abitudini! Che vorrebbe poi dire in buona sostanza che i post-sovietici non l’hanno smessa con il comunismo e la meritocrazia da loro continua a non esistere come in mezzo a tutti i comunisti e questa è la storia di Vugar Huseynzade

Il Fatto Quotidiano è il Male. Il Fatto Quotidiano è comunista.
Non mettetevi a parlare di grillismo e di stronzate ed amenità varie.
Il Fatto Quotidiano è un giornale messo su da gente che decide con la penna e col culo altrui di riscrivere la Storia… dunque è comunista come quelli di Tangentopoli che tiravano le monetine a Craxi e quelli che ballavano fuori dalla casa romana di Berlusconi mentre il nano ex cavaliere silvietto nostro nazionale veniva cacciato non dal popolo ma dal signor Spread.
Il Fatto Quotidiano ha in spregio la Verità. Come i comunisti.

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Il Fatto Quotidiano sostiene che quello di cui sto per parlarvi sia una bufala. Perchè ha tutte le intezioni di nascondere una verità pura e semplice: i comunisti sono ancora tra noi e quel che è peggio è che sono vestiti da anticomunisti ma continuano travestiti a fare certe pratiche che non sono il sesso anale attivo e passivo tra uomini ma il sistemare gente nei posti di potere. Ovviamente sempre e comunque come detto ieri, in posti di potere che occuperebbero immeritatamente perchè i titoli per farlo non ce li hanno e faranno male quel che sono chiamati a fare.

Prima di affrontare la favola odierna, dopo questa precisazione, è necessaria una nuova precisazione: Che Guevara, che comunista come questi comunisti non lo era quasi per niente e per fare la rivoluzione col culo suo, il culo suo ce l’ha rimesso e non voleva finire sulle magliette e non voleva sicuramente morire per finirci e non ha scritto grandi best-seller ma due diari sulla veridicità dei quali non possiamo certo essere sicuri, visto come si comportano i comunisti con le cose scritte, beh Che Guevara aveva capito da tempo che l’uomo non è un tubo digerente, nè un ordinateur (che bello come nome per il computer… da di ordine) nè una cosa tutta razionale.

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Ed aveva capito che coi Piani quinquennali si andava a finire a puttane a Cuba, che i cubani non è che gli dici “fai così” e loro fanno così… quelli sono i russi che c’avevano fino al 1917 la servitù della gleba diffusa e non si erano accorti che i comunisti erano tipo Il Gattopardo e quindi nulla sarebbe cambiato…
Per cui aveva indetto delle competizioni simboliche tra veritici di partito, vertici aziendali e operai. Lo hanno mandato a morire nella jungla boliviana anche e soprattutto per queste gare. Non per le gare in sè ma per l’intuizione che aveva avuto che sconfessava l’idea che il mondo fosse tutto razionale. In buona sostanza Ernesto Guevara aveva capito che all’uomo gli devi soddisfare pure la parte irrazionale, quella dei desideri, della innata competitività… senò lui poi la usa male quella parte e comincia a desiderare, si mette a dire: “A me quello sì e quello pure sì a me…” e il comunismo va in vacca.
I comunisti ‘sta storia dei desideri non la capiscono… e non capiscono neppure la parte irrazionale… quindi se qualcosa è matematica, ordinata, razionale, segue schemi e regole dimostrabili a terra col dito nella sabbia o con la penna su un foglio di carta… o se una cosa la puoi spiegare con una funzione o scrivendoci un libro… allora funziona per davvero. Tipo quella vaccata che sicuramente, viste una serie di funzioni, il proletariato vincerà sul capitale.
Per questo il “giuoco del calcio” se lo metti in un videogioco a modelli algoritmici matematici… e comprendi quegli algoritmi… il “giuoco del calcio” lo capisce e lo padroneggia chiunque padroneggi quei sistemi e quegli schemi. La razionalità al potere pure col pallone in campo e 22 dementi che si inseguono cercando di mettere quella palla nella porta giusta. Questo secondo i comunisti. Secondo Che Guevara non sarebbe andata proprio così… guarda un po’ a Che Guevara l’hanno fatto morire nella jungla boliviana i comunisti e i comunisti lo hanno messo sulle magliette di Briatore e sulle ciabatte De Fonseca ed ora lo truccano da drag queen e lo usano nelle sfilate contro le sentinelle cattoliche e tutto questo si chiama Giovani Comunisti a Bari e poi ne riparliamo…

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Ora: Baku è una ridente cittadina capitale di un posto ridente chiamato Azerbaidjan, che sta vicino all’Armenia ed alla Georgia ed era una Repubblica Sovietica quando tipo esisteva l’Urss ed i comunisti c’avevano gli stati. A Baku c’è una fonta ache è quella diqui sopra che sembra quella di Giovinazzo… ma non c’entra questo dettaglio di colore.
Lo sport nazionale dell’Azerbaidjan è la “Guerra nel Nagorno-Karabak”. Il Nagorno Karabak è una regione di qualche centinaio di chilometri quadrati, tipo un mezzo latifondo, costituita da pietre vecchie senza alcuna risorsa mineraria nè culturale e senza una vera e propria identità storica che non sia qualcosa di inventato da due o più stati per scegliere di eleggere a proprio sport nazionale una guerra per quel territorio. Quindi, gli Azeri, di pallone non capiscono un cazzo!
Baku, come ogni capitale che si rispetti, possiede però una squadra di calcio. Vagli a togliere la competitività a bestiacce come i comunisti che per vincere la guerra fredda hanno abboffato la Comeneci di inibitori della crescita e quella era una milf ma sembrava una barely legal (cioè appena diciottenne anzi ad essere precisi manco una quattordicenne sembrava…).
Baku c’ha una squadra di pallone. Che si chiama appunto Neftçhi Baku. Se non siete interisti o di altre squadre minori come me che sono interista, difficilmente conoscerete il Baku o l’ancor più pittoresca Quarabag (che è la squadra del Nagorno Karabak)… perchè sono squadre che guadagnano palcoscenici minori tipo la Europa League. Fatto sta che negli ultimi due anni di Europa League l’Inter ha affrontato Baku e Quarabag. E so’ belle cose. Perchè vinci più o meno facile. Eperchè se tipo hai la fortuna di avere tanto tempo e tanti soldi ti fai dei viaggi in posti sconosciuti e pericolosissimi che solo se partecipi all’Europa League!

Perchè vi ho parlato di Fatto Quotidiano, Che Guevara, Razionalità come motore immobile del comunismo e Baku? Semplice: perchè pochissimi sanno che i vertici del Baku hanno assunto come direttore sportivo – d’accordo, non allenatore ma direttore sportivo – un giovanissimo sconosciuto azero rispondente al nome di Vugar Huseynzade… solo perchè… è bravissimo a giocare a “Football Manager”.

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Per chi non sapesse cos’è Football Manager, trattasi di un trattenimento digitale videoludico a carattere simulativo-strategico su larga scala in cui il giocatore è chiamato a compiere scelte organizzative che investono la totalità della vita di un club di calcio ricevendo dalla società che lo scrittura feedback positivi (prolungamento del contratto) o feedback negativi (esonero) a seconda dei risultati. Va da se che se sei bravo vinci e vai avanti, magari chiamato da squadre più prestigiose per nuove mirabolanti avventure o magari portando che so io il Tuttocuoio che è la squadra di un ridente porgo toscano, sul tetto del mondo che vuol dire a vincere la Champions… senò torni a casa.

Per dire, come un Mazzarri qualsiasi.

Io gioco “ammerda” a Football Manager. E’ un gioco davvero ben fatto. E’ regolato e funziona con una serie di algoritmi matematici che stabiliscono il rendimento dei giocatori a seconda di ruolo e modulo… confrontandoli con quelli degli avversari per capire come va una partita o confrontandoli col tempo che scorre ed altre variabili per capire come crescono se allenati qui e lì, in questo o quell’attributo.
Ma anche e soprattutto, il gioco ha una validissima rete di osservatori e scout che nel mondo del calcio lavorano davvero – per agenzie di promozione calcistica o per team di varia natura – ad osservare e visionare giocatori di tutto il mondo, che collaborano alla realizzazione del gioco condividendo i propri dossier ed aiutando gli sviluppatori a stilare il database di tutti i giocatori del mondo con un ottimo margine di veridicità ed approssimazione. Cioè a dire: i dati su cui il gioco è sviluppato sono Reali!
Del resto, e questo è accertato, moltissime squadre minori (ma minori davvero, tipo Eccellenza o Promozione che sarebbe come dire Serie D o E o F per le donne e per chi “no, non mi interesso di calcio”-“ma che bipede sei?!”) acquistano le licenze di Football Manager per orientarsi nel mare magnum dei milioni di giocatori in erba e vedere su chi potrebbe convenire scommettere e chi conviene acquistare/evitare.
Da qui, però, a dire che se vinci 20 campionati di Football Manager di fila scegliendo di allenare il Baku… sarai in grado di guidare il Baku offline, quello vero, alla conquista di una Champions League… ce ne passa! Perchè quel che non esiste, se non con larghissima approssimazione, in Football Manager, è l’imperscrutabile… l’individualità, la “capamatta”. In Football Manager nessun giocatore chiude una discoteca la sera prima di una partita. Nessun giocatore viene sgridato perchè lo hanno beccato a letto con una pornostar minorenne e per questo finisce fuori rosa sei mesi e quando rientra con la testa non è lucido. A nessun calciatore bianco del Milan succede che la moglie bianca finisce incinta e poi alla nascita del bambino il bambino è “niro, niro comm’a che!” e scopri che tipo il padre non sei tu che ti chiami Baresi ma uno che si chiama Rjikard.

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Quindi tutti i giocatori giocano come fossero macchine. E tutti i giovani che arrivano “voglio solo e davvero far bene in questo fantastico club” e mica fare la vita dei calciatori e scopare a destra, ballare a sinistra e tipo riempire la propria vasca da bagno di petardi per farli brillare e vedere di nascosto l’effetto che fa chiamare i pompieri perchè hai sparato i petardi nel bagno di casa tua che ha preso fuoco. Come un Balotelli qualsiasi.

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O schiantarsi in macchina e dire: “No, non sono il calciatore Niang che è minorenne e non ha la patente… sono… eh sì, sono Niang!”. In Football Manager non esiste che M’Vila che è stato cacciato in Russia a non giocare per due anni, poi tipo viene all’Inter ed è la “furia di Dio del centrocampo” che ti ricordavi che era prima di scoparsi due squillo nel ritiro della nazionale ed essere radiato da tutte le nazionali della “repubblica della versaglia”.

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Per cui… col cazzo che ti basta, tipo Mancini, laurearti a Coverciano con una tesi sul “Fantasista” per portare una squadra in Champions e fargliela vincere. Col cazzo e col cazzo che ti basta giocare ed essere bravo a Football Manager.
Per dire… io sono un bravo giocatore di Football Manager. Mi piace partire dalle serie minori, prendere un sacco di giocatori dalle primavere delle squadre maggiori, giocatori buoni per le serie minori in scadenza di contratto, farli giocare sempre titolari – che è quello che ogni giocatore vorrebbe ed è l’unica variabile emotiva del gioco che sia credibile – e poi proporgli un contratto scippandoli a costo zero alla loro squadra di partenza. E poi si va avanti e si cresce insieme… e si arriva in A… e ti sei fatto i soldi per fare campagne acquisti serie andando a scovare in paesi calcisticamente disagiati ma comunitari giocatori promettentissimi che nelle loro nazioni prendono come paga una insalata e una cocacola e portarli da me dove con due lire, una insalata e una cocacola possono diventare campioni… “e questo si chiama 37 campionati vinti, 18 champions 22 europa league e innumerevoli coppe Italia con Taranto, Foggia, Salernitana, Cosenza e ultimamente Reggina”.
Ma, obiettivamente… credete mi proporrei mai per fare il Manager? Di una squadra di Calcio? Lo sogno… ma sono una persona seria. Non ho una laurea a Coverciano e soprattutto non ho alcuna dimestichezza col pallone e col calcio giocato. Come? Pure Mourinho non ha mai giocato praticamente a pallone? Sì… ma non ho nemmeno il suo carisma e la sua “cazzimma”.

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E poi io sono un meritocratico.
Non un comunista che si finge anticomunista come tutti i comunisti veri – tipo quelli delle repubbliche ex-sovietiche – e mette al timone della squadra della capitale un giovanissimo esperto di videogiochi. Questi non sono sogni o favole che si avverano… questa è la dimostrazione di una regola aurea che da Stalin in poi va avanti… “Cosa sai fare peggio? Bene, giovanotto, sei assunto!“.

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Del Capo dei Vigili (o delle guardie che tecnicamente è un cit.) messo a fare il costituzionalista… che è la filosofia che ha fatto grande il punk, i Sex Pistols, Iosif Vissarionovič Džugašvili e Antonella Manzione…

La filosofia alla base del punk è: “Fa qualcosa e falla male… tanto piacerà proprio per questo!”. Ed è una cosa che a me è sempre piaciuta. Quando ero bassista punk in un gruppo che faceva New Wave of New Wave… cioè che tecnicamente reinterpretava i mitici anni ’80 inglesi in chiave un po’ più rumorista ed un po’ più contemporanea… con candore ammettevo: “Siamo una band punk!”. Quando mi chiedevano che strumento suonavo, ammettevo con candore di percuotere con un qualche certo ritmo solo le prime due corde del basso. Apprezzavo moltissimo Theo Plettro Folle, turnista di Bugo, perchè suonava un basso con solo due corde… che adesso non so se ha un nome e come si chiami… ma era una invenzione geniale, l’invenzione per me. Fino a che ho voluto suonare il basso. Che poi (tra parentesi)(cit.) ero diventato pure un pochino bravino ma questa è un’altra storia, di gomma, di fidanzate e fidanzati che alla Yoko Ono si mettono in mezzo alle storie delle band e le fanno fallire facendo saltare concerti celeberrimi e tutta ‘sta cosa si chiama “Réclame” come ci chiamavamo noi e, basta, ne parlerò un altro giorno! Quel che vi posso dire adesso è che sostanzialmente i Réclame come band non facevano proprio cacare… però se li si prendeva per quello che erano: una punk band.

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“Fa qualcosa e falla male… tanto piacerà proprio per questo!”. E quindi non deve stupire il fatto che il bassista dei Sex Pistols che sostituì il bassista originale dei Sex Pistols – allontanatosi dalla band perchè “mia mamma non vuole!”  ed è quello che suona il basso nella foto di sopra e dovreste sapere che il basso è quella chitarra con quattro corde e ditemi dove lo avete visto.. ma tanto ve la racconto io la storia sua… però un altro giorno- dicevamo, il bassista più noto dei Sex Pistols cioè a dire Sid Vicious, fosse uno che aveva molta più costumanza coi buchi e coi lacci emostatici e coi coltelli ed i giubotti di pelle che con il basso.

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Sid Vicious si ricorda per aver ucciso la sua donna con una coltellata perchè “giocavamo sempre a passare il coltello nel giubbotto di pelle non era mai successo nulla, cazzo!”… si ricorda per aver rotto due crani a due fan impazziti – cioè gente che adorava stare sotto il palco dei Sex Pistols a farsi sputare e a prendere corpi di basso violentemente percossi in testa – per testimoniare che “un bravo bassista lo riconosci dal numero di crani che sfascia col basso, ed io sono un discreto bassista”(cit.)… e lo ricordi per il video di “My Way” di Paul Anka che non avresti mai visto se non ti fossi incuriosito a capire qual’era la canzone sui titoli di coda del film di Scorsese “Goodfellas” e youtube non ti avesse messo quell’osceno video a disposizione. Maledetti fratelli Lumiere! E pure MTV mortacci sua!

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Sid Vicious non era un bassista, era un tossico che bazzicava i concerti punk. Sid Vicious non se lo ricorderebbe nessuno se non fosse che è morto di overdose dopo aver ucciso la ragazza in quel modo idiota. Sid Vicious faceva le cose e le faceva male… per questo la Storia se lo ricorda. Sid Vicious era il prototipo del punkabbestia che nell’immaginario comune è pure un poco comunista… seguitemi, adesso!

Il signor Iosif Vissarionovič Džugašvili che non vi dico chi è… rapinava banche. Vabbè, lo faceva pure Massimo Carminati, per dire. Tutti i rivoluzionari rapinano banche perchè per fare la rivoluzione servono soldi. E a nessuno piace fare il frocio col culo proprio, tranne che alla maggior parte dei gay… ma queste sono cose loro! Per fare la rivoluzione serve innanzitutto il culo degli altri, della povera gente. La rivoluzione la fa la povera gente col culo proprio… ma quella gente non finisce in TV o nei libri di Storia. Non ci finiscono i nomi di quella povera gente. I nomi che ci finiscono, le facce che finiscono sulle magliette e sui giornali, sono sempre quelle di chi, facendo la rivoluzione, il culo non ce l’ha mai messo. Per dire, D’Alema o Veltroni. E quando la Storia porge il conto… di solito lo marchia a fuoco sul culo di chi il culo ce l’ha messo. Quindi non su quello, per dire, di D’Alema o Veltroni. Ma vabbè… I comunisti sono bravi col proprio culo perchè ‘sto trucchetto della Storia lo hanno capito bene e da tempo!

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Il Signor Iosif Vissarionovič Džugašvili rapinava banche. Poi la Storia lo ha messo alla guida di una nazione. Uno che rapinava le banche e che obiettivamente, poi, dopo essere finito al timone di una nazione, non è passato alla Storia per cose scritte o trattati o saggi o best-seller… e per un comunista è grave non aver scritto niente… vuol dire che tanto non valevi, nemmeno per i comunisti – che sono spesso convinti che se scrivi un best-seller “continua” del best-seller “Manifesto del Partito Comunista” vali. Uno che rapinava banche alla guida di una nazione. E va bene! Il Signor Iosif Vissarionovič Džugašvili è passato alla storia per aver fatto una cosa che si chiamava “Piano quinquennale”, cioè tipo una cosa dove ci sta scritto minuziosamente cosa deve fare ciascun cittadino per i prossimi cinque anni. Sta cosa è costata un sacco e mezzo di vite umane (cit. ex Cav. Silvio Berlusconi). Però, sui libri di Storia la studi. Però, dopo quel piano quinquennale ne ha fatti altri. Quindi, tecnicamente, ancora una volta… “Che sai fare, tu, le rapine? Vai a fare il Piano Quinquennale… andrà una merda ma piacerà, alla gente ed alla Storia!”. Il Signor Iosif Vissarionovič Džugašvili voi non sapete chi è perchè come tutti i grandi artisti c’aveva un nome d’arte. Si faceva chiamare Stalin.

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Ora… c’è una cosa bellissima che è successa ma è passata in sordina: Antonella Manzione nella sua vita dirigeva i Vigili Urbani a Firenze. Poi un suo amico, tipo uno che si chiama Matteo Renzi, l’ha chiamata a dirigere un Ufficio che si chiama “Dipartimento Affari Giuridici e Legali” di Palazzo Chigi, cioè tipo della plancia di comando della “Costa Italia”.
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“Lei è una Costituzionalista?”
“No, sono tipo una vigilessa…”
“Ah quindi non sa fare la Costituzionalista…”
“No!”
“Bene giovanotta, lei è assunta!”.

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Non ditemi, porca miseria, che Renzi è anticomunista! Oppure, per favore, non dite più che i comunisti sono gente meritocratica. Fatemi ‘sto piacere! E fatelo, per amor del cielo, anche e soprattutto alla vostra onestà intellettuale e coscienza. Ah, come dite? Ve n’è rimasta poca? Ok… lo capisco!
Per amor di cronaca la signora Antonella non potrà dirigere quell’ufficio perchè quei parrucconi fascistoni maccartisti anticomunisti della Corte dei Conti hanno bocciato la nomina per inadeguatezza. Gente, quella della Corte dei Conti, che non ha in amore la Storia… poichè sono sicuro che poi lei avrebbe fatto tutto male… ma proprio per questa la gente l’avrebbe amata. Alla fine, come Stalin e Sid Vicious.
Per inciso e con una ejaculatio precox manco Speedy Gonzales… sapete perchè è bello e fascistissimo il porno? Perchè se vuoi fare qualcosa, nel porno… o la fai bene… o vaffanculo (nel senso del paese e non della pratica, che senò sarebbe anal e o il culo lì ce l’hai e non solo in senso di fortuna e lo usi come si deve… oppure non c’è biondoddio che tenga!).

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Ribaltare un risultato di 1 a 0 in un 1 a 2 in zona cesarini d’autorete… E questa sarà la regola nel giorno in cui…

Allora di profezie autoavveranti abbiamo parlato qui.
Di Marxismo e di successo di quei buontemponi del duo Marx-Engels abbiamo parlato qui.
Di quel mattacchione schizofrenico di Gesù di Giuseppe abbiamo parlato un sacco di volte… e questi ve li cercate voi! Ma ieri e qui abbiamo parlato di quel successo planetario che è stato l’aforisma: “Ritornerete a vivere dopo la morte!”… già solo in termini di produzione horror come “The Walking Dead”, “Zombie” e più o meno tutto quel che manda profittevolmente al college la genia di George Romero. Ma non di solo horror e non di sola cinematografia si vive… per cui in ambito letterario, dove lo zombie non tira tanto a meno che non sia un prodigio dell’anatomia patologica e del patchwork e si chiami “Frankenstein”, abbiamo comunque il pluribancarellino “La Bibbia” e simili.
Al netto di tutto questo, resta il fatto che milionate buone di persone abbiano aderito ad un circuito mainstream definito cristianesimo, una perversione degli ultimi duemila anni, che predica il ritorno in vita dopo la morte.

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Da gente che crede davvero nella ricrescita dell’imene per alcune sorteggiate fortunate…
Da gente che è fermamente convinta della possibilità di guarigione immediata da ferite da arma da punta e taglio…
Da gente ferventemente certa del fatto che ci siano pochi uomini in grado di camminare sulle acque, restituire la vita ai defunti, la mobilità agli storpi e soprattutto in grado di moltiplicare pani e pesci e fare altre cose fumettistiche e definitive senza essere accusati dai NAS di sofisticazioni alimentari…
… e soprattutto senza chiamarsi X-Men ed uscire dalla penna di Stan Lee…

E’ del tutto evidente che ci si debba aspettare che, rispetto alla morte, si possa con certezza afermare che: “… in un giorno attualmente non definibile tutti i morti torneranno in vita e…” udite udite “… lo faranno nella completezza ed integrità del proprio corpo e spirito…”. Sì, se una donna senza essere deflorata viene fecondata, se un predictor con le ali di piccione arriva a dirti che t’ha fecondato quella cosa strana che si chiama spirito santo e se dopo il parto immacolato l’imene che finalmente s’è rotto ritorna integro e sano… allora è assolutamente possibile revertire il processo di decomposizione di un cadavere, ritrovare tutte le larve e gli inseti che hanno contribuito alla decomposizione ed alla ingestione del cadavere, convincerli a restituire il maltolto, riassemblare magicamente il tutto con la regola tutto a posto e tutt’in ordine e recuperare senso, sensi e mobilità per ripresentarsi dai propri cari felice e radioso come una “pasqua del signore” che non per niente ti presenti felice come una pasqua in questi casi che pasqua è la resurrezione.
Cosa dire della questione sovrapopolazione è un mistero…
Come si riconosceranno cari che portano tra loro 3,7 secoli di distacco resta un mistero…
Come resta un mistero cosa potrei mai fare con uno zio del mio trisavolo che incidentalmente ha il mio nome e cognome e mi si presenta a casa chiedendo di fare serata… come piacerebbe a quel tale zio del mio trisavolo fare serata? Come accontentarlo?
Ed ancora… tale resurrezione investe anche i deceduti prima del fatidico anno zero?
Ma soprattutto, come ci comporteremo con altri pervertiti che hanno altri luoghi di culto ma credenze analoghe? Come gestire la crisi intimistica di chi ha creduto per secoli nella reincarnazione negandosi i piaceri culinari della carne? A questo lo schizofrenico di Gesù di Giuseppe non c’ha pensato… nemmeno Jim Morrison quando scriveva stronzate credeva che qualcuno le avrebbe mandate a memoria…

Tutto questo per dirvi che, però, questi religiosi sono simpatici:
riducono l’esistenza umana in una splendida partita di calcio tra vita e morte…
In un minuto indefinibile tra il primo ed il novantesimo la morte passa in vantaggio, subito riacciuffata dalla vita che va in pari (è il periodo di sospensione dell’anima in attesa della resurrezione di tutti i defunti)… poi la vita passa in vantaggio in zona cesarini, di testa con autorete e su calcio d’angolo.

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Anche il bookmaker più generoso pagherebbe ‘na cosa del genere 1:750.000
… mi spiegate com’è che scommettono su ‘sta quota un sacco ma un sacco ma un sacco di persone?
E soprattutto… ‘sta partita quando finisce?
E nel caso qualcuno vincesse… dove si incassa?

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Di una curiosa profezia che per essere considerata come matematicamente certa ha creato scompiglio nel genere umano…

Non sto parlando delle profezie di Nostradamus, non sto parlando dei misteri di Fatima…
Sto parlando di cose scritte più o meno attorno agli anni ’40 dell’800 da un signore con la barba che comunista non lo era per niente, si chiamava Carlo Marx ed aveva una barba bianca incolta ma comunque dall’innegabile stile!
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Quell’anziano buontempone, che non pensava affatto assieme al poeta maledetto minore Engels di diventare poi famoso e citato a memoria – tipo quel che è successo a Pupo, divenuto anch’egli famosissimo in Mongolia come il duo celebre citato qui sopra… e qui si potrebbe aprire una interminabile digressione sul fatto che se in Mongolia hanno successo Pupo e Carlo Marx c’è da farsi due domande – scrisse da qualche parte un giorno una cosa strana che suonava più o meno così: “Il proletariato sconfiggerà il Capitale e sarà artefice della Storia!”.

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Non sono sicuro che le parole esatte fossero quelle ma il senso era quello, vi giuro. Ora… è evidente che ci troviamo di fronte ai deliri di uno schizofrenico che, esattamente come un altro conclamato schizofrenico duemila anni prima, cerca di dare una risposta a paure ataviche come la morte o la certezza di una esistenza da succube, Siamo anche d’accordo che lo schizofrenico Gesù di Giuseppe la sparasse più grossa… però tranquilli che il fatto che i subalterni comanderanno è pure questa una cosa grossa come una casa.

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Carlo Marx, quando scrisse queste cose, non disponeva nè dei ritrovati tecnologici di Sigismondo Frodo, nè tantomeno del benedetto Largactil in dosi equine… e quindi lo scuseremo. Ma c’è anche da dire che non si aspettava certo di diventare oggetto di studio e di venerazione tipo Nostradamus in terzine o tipo il progetto editoriale Evangelisti in versetti.

E invece…
… invece è nata una religione dagli scritti di Marx. Una religione che ne ha fatte di belle in giro per il pianeta. Abbiamo già cominciato a parlarne qui:
Non è stata l’unica d’accordo… e non è stata nemmeno idealtipicamente la peggiore. Morti ne ha fatti di più perchè come culto è durato un pochino di più di quella roba tipo fascionazismo… però a sua scusante c’è da dire che nessun comunista ha mai detto “Ti ammazzo programmaticamente perchè sei inferiore…”. Però, attenzione… esattamente come l’antistreghismo cattolico di tipo due secoli e mezzo prima… ha fatto camionate di morti con una scusa: “Qualcuno ha già scritto che sarà così… per cui… noi semplicemente acceleriamo un percorso storico… processate la Storia, non noi!”. Come dire “Dio lo vuole!”.

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Lo sapete come si chiama quella forma di azione compiuta solo perchè si è fermamente convinti che si tratta di una mossa in direzione di qualcosa che comunque avverrà? Sindrome da profezia autoavverante…
… tipo il malocchio, ok?
Al fondo, come il fatto che se muori risorgi – fissa di alcuni schizofrenici chiamati cattolici – ci sta il fatto che “tanto lì andremo, che i proletari vinceranno sui padroni e scriveranno la Storia”. E se deve andare così, cazzo tutto è lecito… vuoi mai che ti metti contro la Storia? Quella con la S maiuscola? Solo un pazzo lo farebbe…
… vedi un po’ tu!

Ah sì… i pazzi solitamente adorano governare le esistenze altrui… ma di questo parliamo un’altra volta, ok? Ora mi scappa da cacare se ripenso che… alla fine quella specie di setta aveva plagiato anche me… ma non mi aveva mai detto che al fondo di tutto ci stava questa convinzione. Avrei subito detto… no grazie!

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L’insostenibile ecologia del politically correct! “Fare il ricchione col culo degli altri…” e le tecniche dei “comunisti” per continuare a prendere e controllare il genere umano 1 di X…

No, non volevo cedere alla cosa… però non avevo nemmeno voglia di stare ad argomentare troppo ‘sta faccenda… che poi mi infervoro e rompo il cazzo agli altri con fatti personalissimi di cui giustamente può essere che agli altri frega un cazzo.
E così cedo all’insana passione dello scrivere una lista… una listarella anche un pochetto disordinata. Con “tre” cose brutte ed assolutizzanti del centro-sinistra italiano e più in generale dei “comunisti” – che dopo aver dato a certa gentaglia anni ed anni di passione e di impegno e di vita… ci sta che li tratti nel modo peggiore – che hanno tutte a che fare con il rapporto con una cosa bellissima che si chiama realtà oggettiva e che, per carità, non è la Verità… ma ci si avvicina molto.

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Perchè… chissà perchè… in presenza di un comunista a bocca armata… la Realtà Oggettiva potrebbe essere che veramente non la riconosciamo più! Ed io che sono un pentito vi svelo alcune tecniche tramandate nelle scuole di comunismo… perchè tutti le conosciate e possiate smascherarli!

– Il comunista prova a buttarla in rissa sul lessico o sui grandi temi ogni volta che non ha argomenti per smentire il fatto che è “uguale agli altri” nel senso che – per esempio – ruba come gli altri. Sarà che ci resta male quando scopre che non ce l’ha d’oro zecchino come pensava… sarà che ci resta male quando scopre che non è diverso dagli altri… solo che a differenza degli altri che dicono “Io non rubo!” – “Io ce l’ho d’oro zecchino invece e credimi!” il comunista è molto più subdolo.
Aggredisce la frase che hai detto, non il suo contenuto… nasconde il problema oggettivo e la butta in rissa su come gliel’hai detto spostando l’attenzione di solito su grandi temi.
Il tentativo è quello di costringere chi ha parlato di una sacrosanta manifestazione della realtà oggettiva “Tu rubi come tutti gli altri!” – cosa Verissima – a sentirsi colpevole di un problema grave come il Qualunquismo dilagante che porta la gente all’astensione, che amplifica il divario tra Palazzo e Strada. In poche parole con questa facilissima mossa… il discorso si sposta e nessuno dopo venti venticinque minuti si ricorda più come si è partiti. Ad un certo punto tutti a prendere una birra pacificatrice (che tu pagherai perchè tu hai scatenato tutto quel delirio… il comunista non paga mai!) e della realtà oggettiva che i comunisti rubano come i democristiani e i socialisti… nessuno parla più.

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Pensa tu quando io ho parlato di una faccenda realmente oggettiva che mi è capitata ed ho detto “Guarda rispetto a ‘ste cose meglio Berlusconi che paga e compra coi soldi suoi… a voi in Regione – Puglia Peggiore – piace “fare i ricchioni col culo degli altri”… ho passato le due ore successive a difendermi dall’accusa di omofobia. Mica loro a spiegarmi com’è possibile che un determinato bando sul futuro della ricerca abbia avuto esiti talmente vergognosi da finire bloccato.
E in quella vicenda non c’è un senatore con problemi di mutuo da pagare ed il capo della coalizione ex avversaria che se lo compra e il senatore che impara subito cosa vuol dire trasformismo da bolletta… No, in quella vicenda c’è una classe dirigente che di tasca sua ha imparato a non scucire un quattrino ma posiziona i figli dei figli degli amici o di chi gli ha fatto piaceri in posti stipendiati dalla cassa comune di noi tutti. Quindi c’è tecnicamente di che fare “IL RICCHIONE COL CULO DEGLI ALTRI”… un comunista non risponderà a questa cosa in altro modo se non “Sei un omofobo… un omofobo violento”.

Allora o scendi sul suo stesso livello di bassezza intellettuale e lì rischi perchè solitamente non sei stronzo quanto lui con una cosa che si chiama Realtà Oggettiva… o lo picchi e non scendi al suo livello perchè dopo il primo schiaffo devi dirgli: “Aspetta, ti stai confondendo… qui si parla di posti di lavoro costruiti dai tuoi amici con soldi pubblici, miei e tuoi… parla di questo prima di rompermi il cazzo su quanto sono omofobo!”. E di solito le parole attivatrici utilizzate dovrebbero funzionare ed il discorso potrebbe tornare su lidi più accettabili! Utilizzate con un comunista termini come “lavoro” e “diritti” e “livello di occupazione” cercando di inscenare un riconoscimento di meriti al comunista con cui dialogate… è l’unico modo per rimanere ancorati alla vicenda di partenza. Perchè altrimenti lui ne uscirà pulito… lui e i suoi amici… (perchè poi la cosa da ridere è che difendono la truppa anche quando loro con quelle operazioni non c’entrano niente… anche quando non hanno visto il becco di un quattrino…) e tutti penseranno di te: “Ah, ecco il Mortellaro, quello che ha in odio i gay”.
Lo vedete come mistificano la realtà? E tutto questo solo perchè io penso di poter utilizzare una espressione colorita sotto la quale si potrebbe tranquillamente scrivere “no gays were (h)armed during the pronunciation of this sentence”… “Non è stato fatto del male ad alcun gay nel momento stesso in cui si è pronunciata questa frase”…
La tecnica del ribaltare la verità fa parte dell’esame di “conquista del consenso e propaganda non rotodossa”. Si studia il primo anno, alla scuola di “comunismo”. Si consiglia la frequenza e soprattutto la partecipazione alle EPG (esperienze pratiche guidate). Si rileva il fatto che non è che sia proprio propedeutico… però se lo fate per primo è comunque tanta roba!

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Ah, sì… ancora una volta niente lista… scusate ma è che proprio non ci riesco! Già…
…ma la foto qui sopra vi anticipa già un altro passaggio sulle tecniche di aggressione alla realtà oggettiva praticate dai comunisti. Come vi anticipa un “biondoddio…” per precisione il numero 4!

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Non rompere il cazzo all’ippopotamo… ovvero non ti serve NatGeoWild per capire che se gli rompi il cazzo diventi la sua preda! (ad obiettivamente l’ippopotamo ha ragione!)

Al netto delle pericolosissime gazze ladre che tormentano un mio amico nei suoi incubi peggiori cavando gli occhi a chiunque incontrino sul loro cammino perchè: “gli occhi luccicano” (cit. non del mio amico… non sarebbe mio amico se dicesse e pensasse certe cose!) ed al netto di quei leoni marini che si inculano i pinguini o di quegli scimapnzè (sempre terrore del mio amico) che ti infilano caldarroste nel più comunista dei tuoi buchi… (e qui il termine preda vicino al sostantivo uomo si connota di hardcore) io trovo una parte della programmazione di NatGeo Wild (canale 409 Sky) vergognosa e terroristica.

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Quando scrivevo i complaint – le lettere di lamentela – in inglese, per esercitarmi al Proficiency del Cambridge, il mio maestro dell’epoca mi aveva insegnato che: “fuck me, but please kiss me first!”… che suona un po’ come “sono disposta a farmi rompere il culo da te però prima di tutto almeno un bacetto”… e quindi…

Lesson number one:
Spettabile Nationa Geographics,
da quando ho avuto modo di orientarmi autonomamente nel panorama delle riviste di divulgazione scientifica ho sempre ritenuto il logo ed il nome National Geographics come sinonimi di Assoluta ed Indiscutibile Autorialità tanto del prodotto in sè quanto della forma con cui tale prodotto veniva servito e confezionato per la curiosità e la sete di sapere di noi lettori. Quando acquistavo un numero di National Geographics oppure guardavo un documentario della stessa casa di produzione, sapevo che stavo godendo non solo di un prodotto dal valido ed indiscusso spessore scientifico, ma anche e soprattutto che lo stavo facendo con un vero e proprio capolavoro che prestava enorme attenzione per l’estetica e la qualità formale del prodotto stesso.
…(un complaint ben fatto comincia così… dispone bene chi legge… fa capire che non vuoi solo rompere i coglioni ma ci tieni al bene della persona/azienda cui stai muovendo una critica!)… proseguiamo…

Mi ritrovo sconvolto e deluso a dover certificare che tale autorialità, negli anni, rispetto a settori ben precisi della vostra produzione, ha lasciato spazio alla deriva terroristica ed ansiogena imperante nelle produzioni mainstream di bassa qualità e di discutibilissima scientifictà. Al netto di ottimi prodotti quali le grandi produzioni documentaristiche tematiche, imperversano ormai nella vostra programmazione, contributi di dubbia qualità. Mi riferisco, per dirne una soltanto, a tutti i format che pongono al centro dell’attenzione l’animale come competitore violento dell’essere umano, trattando l’oggetto della ricerca, ossia l’animale stesso, giammai come essere vivente che secondo logiche comportamentali ed etologiche ben precise attacca l’uomo o si difende per soddisfare un bisogno fisiologico – fame – o un bisogno emozionale – paura – ma piuttosto come un essere vivente dotato di etica che sceglie se agire un comportamento violento oppure no in base a sovrastrutture umane – divenendo quindi assassino, killer, mangiauomini. Così, mi dispiace, proprio non va.
…(the matter, Domenico, immediately… come un pugno nei denti… così non si perde troppo tempo… americani, inglesi, hanno poche parole, concreti…)… continuiamo…

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Per dirla con Naomi Klein, la vostra sta divenendo con sempre maggior frequenza una divulgazione para-scientifica che vive di rendita rispetto ad un marchio autorevolissimo, veicolando prodotti che dipingono l’uomo come l’Essere sotto assedio costante di minacce esterne. A questo contribuiscono di certo anche format parimenti discutibili come quelli trasmessi sul vostro canale generalistico National Geographics (403 di Sky) sotto il nome di “Apocalittici” o simili.
In questi format non è mai presente, purtroppo, una analisi cosciente delle cause e delle conseguenze, della meccanica che porta a disastri planetari ovvero a più semplici sciagure singole. In questi format è purtroppo imperante un interesse morboso verso il macabro, verso la sofferenza, verso il confronto violento contro una natura crudele. E dire che proprio i vostri prodotti autoriali mi avevano insegnato in modo limpido che la Natura stessa non segue regole morali ma vive per meccanismi semplici di causa ed effetto che solo in rarissimi casi – sempre e comunque spiegabili con regole fisiologiche – cedono al bizzarro, all’innaturale.
… (ora ce lo spieghi bene a quei rotti in culo… e fa qualche, come si dice, similare, con qualcuno di più importante di te che sei uno stronzo qualunque… per dire che stanno facendo merda!)… ecco, appunto, Naomi Klein gli farà rizzare i capelli… andiamo avanti

Temo che una programmazione di questo tipo, che io riesco a decifrare e posso anche pensare di definire “intrattenimento divertente” – grazie ai vostri passati insegnamenti ed agli studi svolti su curiosità personali ho gli strumenti per comprenderla, confutarla e viverla come divertissement – non potrà incontrare però il mio favore nel momento in cui dovesi mai diventare genitore o dovessi trovarmi a suggerire i vostri prodotti ad alcuno interessato ad un intrattenimento istruttivo e scientifico. Credo di fare del bene alla vostra Storia ed Autorevolezza nel suggerirvi di lasciare tali prodotti ad altre emittenti con un nome meno importante e riconosciuto del vostro e vi invoglio, con rinnovato entusiasmo, a riabbracciare la vostra antica vena accademica ed il piacere per i prodotti splendidamente confezionati e davvero educativi.
… (ora la menace, la minaccia… se non fai quel che ti dico ti ficco un cazzo nel tuo fottuto culo…)… sì gli americani sono voglari credo che la frase reale fosse “un fottuto cazzo nel fottuto culo”… ed avviamoci alla conclusione…

Grazie per l’attenzione ed il tempo che avrete voluto concedermi, comunque vostro affezionato…
Domenico Mortellaro
…(eh lo so, ma we are polite, quindi chiudiamo in modo educato…). Finita!

 

Ecco fatto il complaint.
Avete imparato un’altra cosa, stronzi! Perchè sappiatelo… nella cultura americana, il complaint è una cosa seria per cui si possono passare serissimi brutti quarti d’ora nelle aziende private. E in America è privato pure il tuo culo! E spesso non è tuo!
Adesso, se qualcosa non vi garba su suolo americano, ricordatevi di me e fate un bel complaint con queste semplici regole. Poi ve lo fate tradurre bene. Poi mi direte grazie perchè… se la cosa è seria e proporzionata… l’azienda si uniformerà comunque un minimo alle esigenze del cliente rimuovendo il problema. Se siete i soli a lamentarvi di qualcosa che gli altri gradiscono… pensate di scrivere un complaint indirizzato a voi stessi ed evidenziate per bene il problema. E’ difficile che il mondo intero sbagli! (tranne che con me!)

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Veniamo a noi: se l’umanità fosse un posto serio, se la cultura fosse ancora un valore, se la necessità di avere paura per vivere non esistesse… perchè il Muro di Berlino non era ancora venuto giù (non è una fregnaccia, leggetevi Baumann stronzi ineducati, quadrumani, poi ne riparliamo!)… questa lettera di complaint sarebbe la fotocopia di una class action in difesa non della rispettabilità di ippopotami e di grizzly, struzzi e varani, leopardi e gazze ladre. No, questo complaint sarebbe una class action di proporzioni planetarie mossa contro Nat Geo Wild e la sua programmazione cialtrona in difesa della nostra intelligenza e di secoli di studi etologici.

(La parola etologia la adoro: non è come pensa qualcuno di SEL (acronimo di Sinistra Ecologia Libertà) un discorso sull’etica umana ma lo studio del comportamento animale… e rido ancora tanto quando ricordo che mi invitarono ad un dibattito che si chiamava “Etologia della politica” e io risposi “E che è, le bestie?” e loro mi guardarono molto piccati da questa cosa… e poi arrossirono perchè capirono).

No, obiettivamente a nessuno frega un cazzo… anzi la maggior parte della gente vuole carburante e benzina che alimenti il motore della paura. Ha bisogno di sentirsi sotto assedio.
Così spende e compra. Così va in palestra ed ai corsi di autodifesa. Così acquista i SUV che li tengono al riparo dai Grizzly – anche a New York perchè… vuoi mai…
Così si fa manipolare ed inculare meglio con la scusa della sicurezza propria, altrui, planetaria.
Ed a questo contribuisce la programmazione sui disastri climatici, quella sugli eventi apocalittici, quella su chi si prepara all’Apocalisse, quella su chi è sopravvissuto agli animali assassini, quella su chi è sopravvissuto all’Apocalisse che non c’è mai stata tipo il Millenium Bug ed ha scorte di cibo liofilizzato da camparci ancora 12 anni.  Credo che i nuovi padroni della Nat Geo siano la CIA ed eredi di Bin Laden s.n.c.

Figli
Di
Puttana
(non loro, il resto del mondo che guarda tutto compiaciuto)

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L’ippopotamo non è un assassino!
L’ippopotamo non è una bestiola docile e frocia che gira col tootoo o tutù o come cazzo si chiama quella frociata per le ballerine!
Anche Walt Disney era un agente CIA come Bob Marley ed il padrone della NatGeo – quello nuovo!

L’ippopotamo è un mammifero erbivoro della lunghezza superiore ai tre metri, del peso superiore alle due tonnellate, dal carattere indomito e territoriale. Questo è un ippopotamo. Mi avete sentito dire “malvagio”? Mi avete visto usare parole come “assetato di sangue”? No! Non è scientifico… e io la laurea in biologia non ce l’ho ma ho profondo rispetto per chi ce l’ha, perchè dice cose vere!
L’ippopotamo è una bestia territoriale e indomita. Che succede se un bipede (esattamente come un altro quadrupede, esattamente come un altro ippopotamo) gli va a rompere le palle? Succede che l’ippopotamo ti carica. E che succede se ti carica una cosa che è grande quanto la motrice di un TIR, va a 40/45 orari ed ha zanne della lunghezza di almeno 25 cm? “Lo sapete cosa succede? Un macello!” (cit. di un film con DeNiro che se indovinate qual’è si vince un premio…). Solo che l’ippopotamo non esce pazzo e ti attacca… tu uomo esci pazzo e ti ci vuoi rapportare. Coglione!
Come i cretini che si accampano nella notte a Yellowstone in prossimità dell’autunno in una zona ad alta densità di orsi Grizzly femmina con prole. Sai che fa un coso di 3 metri di altezza, del peso di qualche quintale, con artigli affilati, zanne mostruose e una muscolatura allucinante, con prole affamata, affamata anch’essa e all’approsimarsi dell’autunno che vuol dire letargo che vuol dire che senza uno strato giusto di grasso sei morta tu ed è morta la prole? Cerca cibo. Ed un essere umano è cibo esattamente come un daino o un salmone (in culo a voi cristiani e questa cazzo di primogenitura per cui quello lì su v’ha fatti in un giorno diverso e c’avete più diritti delle bestie – che non hanno comunque più diritto di me o di un altro bipede).
E quindi l’orsa attacca tutte le tende. E c’è chi ne esce ferito… e chi ne esce mangiato vivo.  E questa cosa si chiama Natura… non si chiama morale! Anche in questo caso, dunque: un Macello, ecco cosa fa!
Perchè, però, coerentemente con il senso scientifico della programmazione il format non si chiama “Idiota (invece di uomo) sarai la mia preda” oppure con il sempiterno “Non rompere il cazzo all’ippopotamo” (che piace tanto a qualche cugina che spero passerà di qui!)? Già, perchè?
Anche io non romperei il cazzo adesso!

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Alla fine della fiera, però, io che ‘ste cose grazie a quel biondoddio…
– le mastico perchè m’appassionano e perchè da piccolo ho sempre divorato le cose serie di Nat Geo (non datemi del vecchio… è obiettivo che ci fosse più attenzione a come si facevano le cose un po’ di anni fa… e se mi date del vecchio è solo perchè sapete che ho ragione ma quanto vi sta sulle palle ammetere che siete dei cialtroni? Ah sì, di sta storia che c’è tra queste parentesi voglio proprio parlarne un giorno…)
– le mastico e le capisco perchè ho studiato per un famoso saggio bibliografico tutto quello che c’era da sapere sociologicamente sulla questione “Paura collettiva” (poi il saggio se lo sono fregati due stronzi di associati… ma questa è una storia a parte di cui un giorno vi parlerò senza paura di essere letto da uno di quei due stronzi… l’altro è talmente borioso da non leggere i blog perchè non li scrive lui quindi fanno schifo)…

Uomo sarai la mia preda
Vivo o Morto (che è una eccitante serie che ti parla di aggressioni incredibili e solo alla fine ti dice se uno è sopravvissuto o meno)
Apocalittici
La fine del Mondo
Minacce

…sono format che adoro e non mancano mai nelle mie maratone notturne!
…e mia figlia (perchè se mai avrò prole sarà femmina e caustica e stronza come il suo papà) mia figlia le adorerà da subito.
E ne riderà con me!

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