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La comincia. Che è il Male che ti si appalesa in un centro commerciale tipo Mediaworld tra gli scaffali dei DVD. Reparto serie TV.

Proseguono le avventure dell’affezionatissimo Vostro nella sua discesa agli Inferi con la malcelata speranza di uscir un giorno – ma mi sa un giorno molto lontano, oppure molto vicino – a riveder le stelle. E gli Inferi sono il Natale. Col cappuccio di Babbo Natale. E la forma del coniglio no… purtroppo nemmeno le forme di Tory Lane…
ma quella di una coppia di sposini/conviventi/amanti novelli con la casa e la vita da riempire di DVD…
che altrimenti il megaimpiantazzodelcazzo che cazzo ce lo siamo fatti regalare a fare?
O peggio… che cazzo l’abbiamo comprato a fare?

E i due sposini/conviventi/amanti comunque coinquilini di un unico e preciso spazio immobiliare dotato di impianto video a 52 pollici e di un 5.1 dolby surround della Boose… roba che qualcuno gli ha spiegato cos’è la Boose perchè uno che si comporta come si comporterà lo sposino/convivente/amante comunque coinquilino di sicuro cosa sia la Boose e cosa sia l’alta fedeltà lo sa davvero per sbaglio – se lo sa – si aggirano assieme all’affezionatissimo vostro nel reparto DVD del Mediaworld del centro commerciale Mongolfiera, alle porte di Molfetta (BA).

Trolley in supermarket, exact date
I due adocchiano una colonna precisa delle serie TV dopo aver rapito un paio di pile più a destra, nell’ordine, la prima stagione di Sons of Anarchy, la prima stagione di Glee – e qui siamo alla preistoria più o meno – prima seconda e terza di Grey’s Anatomy – con faccia contrariata di lui che fa “Ma scusa avevamo detto solo una di quelle di Fox Life” e comunque anche qui roba da archeologia – e il cofanetto complessivo col “Trono di Spade” serie 1-2-3 pagato ventisetteeuroenovantanove di più dei tre singoli acquistati separatamente perchè “ma non lo vedi che bello? Tu lo metti nella libreria – dvd nella libreria 0 il Male – ed uno dice: “C’ha tutto il trono di spade” – ignorando cosa sia Game of Thrones ma, vabbp… si chiama involontaria comicità. Il Vostro affretta il passo. Vuoi mai che questi due sposini/conviventi/amanti comunque coinquilini a caccia di un modo per non guardarsi in faccia ma vivere assieme perchè “devo perchè devo” si mettono tra l’affezionatissimo Vostro ed il suo acquisto designato che è arrivato solo oggi e solo in singola copia che l’hai saputo da un insider molto ben informato che ha anche detto “Affrettati…”.

La legge di Murphy ci ricorda che se qualcosa può andar male… andrà peggio.
Cosa ti chiede la gente quando sei dietro al bancone di un pub e tutti i frigoriferi sono pieni ma c’è solo quella singola birretta che manca ma “tanto non se l’incula nessuno”? Solo e sempre e soltanto quella birretta… e fanno la faccia del cazzo mio quando gli dici “No, proprio quella manca…”. Come a dire: “Cazzo apri un pub se ti manca la vattelappesca che nessuno m’ha detto com’è, non la conosce nessuno ma stasera mi sembra l’esperienza brassicola definitiva!”.

Cosa desidera comuplsivamente il lui della coppia di sposini/conviventi/amanti comunque coinquilini per rimpolpare il carrello di serie televisive, fino a quel momento inutili e nemmeno tanto mainstream ma con un packaging estremamente ammiccante e ricercato, per pareggiare il conto con la eccessiva sproporzione tra serie maschie e serie che passano su Fox Life?

The Walking Dead.

E quali cofanetti sceglie la coppia di sposini/conviventi/amanti sicuro coinquilini? O meglio, cosa afferra lo sposo/convivente/amante comunque coinquilino? I cofanetti 2 e 3. “Amò. prendo quello dei morti!”(cit.). La faccia di lei riceve la notizia come acqua fresca sul viso. Nè caldo nè freddo. “Tanto te li vedi tu…”. A magnificare un mondo in cui non sono due persone a sentirsi meno sole in compagnia l’uno dell’altra e con di mezzo le serie TV… ma una vita nella quale anche le solitudini di coppia sono single. Il vostro affezionatissimo assiste impotente alla mancata rivolta dell’unica lei che accetta di buon grado, da acquirente di prodotti come Glee e Grey’s anatomy che in casa entrino prodotti thriller-horror-splatter.  Il vostro affezionatissimo ci sperava. E niente. Proprio i due che era tornato a prendere affrettandosi che “dice che visti e non visti”.

Ma non è questo il Male. Non è l’aver perso una coppia di cofanetti. No!
Il male sono le parole che i due si scambiano quando la lei di coppia si accorge che il lui di coppia non conosce il significato di quel segno grafico curioso che dagli arabi in poi il mondo suole definire “numeri” e che è un po’ il sistema che mette ordine tra prima e dopo, tra tanto e poco e simili. Cose che quando compri o leggi o guardi sono l’abc dell’orientamento.
E dell’acquisto intelligente!

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“Scusa ma hai preso la DUE e la TRE? Non sta la UNO?” E si fottano i numeri ordinali… che i cardinali stanno un gradino sotto il papa! “E’ normale!” guardando il commesso con la faccia di quello che ha fatto l’acquisto serio… che mia moglie/convivente/amante è una demente… “Lo vedi? Serie UNO: Sei puntate… diciannoveenovantanove euro… Serie DUE: Tredici puntate… diciannoveenovantanove… Terza serie – misteriosamente compare l’ordinale – sedici puntate… diciannoveenovantanove…”. Lei continua a guardarlo interrogativa, lui l’abbraccia con fare comprensivo e paternalistico: “Ma la convenienza la vedi o no? Sò più puntate allo stesso prezzo!”. Il Vostro resta ghiacciato. Il Vostro si rammarica del fatto che Mediaworld non consideri elettrodomestici le seghe a motore.

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Il vostro attende la risposta piccata ed argomentata di una lei che spieghi al lui il concetto intrinseco di prima e dopo e di consecutio temporum. E lei ci prova. “Ma scusa, lo dico per te che tanto non le devo vedere io ‘ste porcherie dell’orrore… ma così non sai come comincia, parti da in mezzo!”(cit.). Lui sorride: “E poi quando stanno i soldi ci compriamo la prima… e la vediamo… lo sai, come al cinema che stanno – cristobenedettomartireuditeudite – le continue e le comince”.

Il vostro osserva la scena terrorizzato. Ha un conato di vomito. Fissa il commesso del reparto sperando in un salvifico e provvido intervento. Che questa volta non arriva. I due si dirigono alla cassa, con lei inebetita ma convinta dalla storia “delle continue e delle comince”. Il Vostro si chiede come sempre senza risposta “Ok, io che ci faccio qui?”. I due se ne vanno alla cassa con le due stagioni di Walking Dead, quelle centrali… e con la prima che urla protestando “Coglione, mi stai lasciando qui!”.
Il Vostro cerca di aggrapparsi alla realtà.
Si chiede sofferente quante sono le serie che subiscono lo stesso destino. Quante sono le Stagione Uno immotivatamente abbandonate sugli scaffali.
Il vostro vorrebbe censirle.

Da censire è rimasta solo la pacca sulla spalla dell’addetto vendite, responsabile del settore Musica ed Home Video, che scoraggiato gli fa: “Hai la minima idea di quante ne vedo al giorno?”.
La Solitudine delle Prime Stagioni, peggiore di quella dei numeri primi, meriterebbe l’attenzione di associazioni coraggiose. La Solitudine delle Prime stagioni meriterebbe attenzione nel codice penale.
Renzi dovrebbe definirla una vergogna italiana e tirar fuori subito un decreto – che sono anni che lo si aspetta.

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Il Vostro s’è messo quindi in pari con Romanzo Criminale, seconda stagione, sostituendo la serie registrata da Sky con un cofanetto a prezzo d’occasione e s’è preso la serie completa di Gomorra. Che il vostro si occupa di Criminalità e ritiene i prodotti del signor Sollima davvero ben fatti.

Il Vostro prega stanotte che l’elettricista di fiducia di quella coppia, seguendo la filosofia del padrone di casa, l’abbia fatto risparmiare su dotazioni che alla fine sono delle comince e delle continue rispetto al sistema che porta corrente elettrica dal contatore alle prese ed agli elettrodomestici. Alla fine il salvavite se lo possono essere scordato… tanto lo metti alla continua dei lavori. Sai che ridere un corto improvviso al quinto episodio di The Walking Dead stagione Due? Magari proprio stanotte… che la notte è lunga?

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Il male ha mille facce. Detesto quelle banali! Che poi è un prendersela con una serie di comportamenti che mi sono sempre stati sulle palle!

C’è una metafora per parlare di quello di cui sto per parlare.
E’ una metafora splendida. Però è pure – più o meno – un cit. di un film celebre. Ma in quel film non la usano così. Tecnicamente non sto plagiando nulla… che sarebbe come darmi del copione. E chi copia è banale. E vuoi mai che io possa pensare di fare qualcosa di banale? Tutto quel che faccio è banale ma provo a farlo in modo diverso.

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E oggi che è martedì mi va di fare una cosa che tutti penserebbero assolutamente impopular… (ci ho ripensato… unpopular che se svrivi in inglese puoi anche provare a scriverlo bene) ma invece è così pop… biondoddio se è pop!

Oggi ho voglia di mandare a “quel paese” – tecnicamente a ‘fanculo che non è un paese ma sta per “fare in culo” e, sì, lo avete capito tutti, ha a che fare con la sodomia non con altro – tutti quei lettori di questo blog che seguono il blog ogni giorno. Nel senso che mettono segui ogni giorno. Nel senso che premono quel tastino, poi lo ripremono per non seguire più, poi lo ripremono domani per seguire di nuovo.

Vorrei andaste a ‘fanculo. E ringraziate che non vi dico: “vorrei moriste”… però forse dopo lo dirò… dipende…
Tenete conto che sono anche molto buono, altruista e gentile… ‘ fanculo dal punto di vista degli attivi pare sia una cosa entusiasmante. Gli attivi hanno qualche problema col p’inculo – se mai esistesse… e se mai si scrivesse così e non p’in culo… ma non è lì che vi ho mandato, per cui non perdiamoci troppo la testa eh…
Capisco che per i passivi ‘fanculo sia una esperienza scialba e monotona… non è colpa mia se al mondo le tutele di genere sono (no, non ci vogllio mettere il congiuntivo perchè sono certo di questa cosa e le cose certe si mettono in indicativo per cui…) già fallaci per le donne… io di solito apprezzo le questioni di priorità.
In buona sostanza, però… e davvero…
Andatevene a ‘fanculo!

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Qui non si tratta di mettere per sbaglio un “segui” e poi accorgersi che quel che viene scritto e pubblicato non piace, quindi smettere di seguire. Quello è lecito. Purtroppo e ripeto purtroppo, senza scriverlo in stampatello maiuscolo solo perchè urta profondamente il mio senso estetico, siamo “indemocrazia” (le virgolette le ho aggiunte dopo ad evidenziare un refuso freudiano di cui mi sono accorto rileggendo tutto e che non ho voluto correggere perchè se è freudiano un motivo ci sarà… visto che una democrazia che si esercita solo su queste scelte di gusto e gradimento e non incide sulle vite è indemocratica). E tu scegli che cazzo fare finchè non fai del male a chi ti circonda.

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Il problema è che questo continuo tentennamento interessato del seguo (così mi vedi) non seguo (così domani ti seguo di nuovo e puoi rivedermi) fa male a me. Non perchè io mi strugga di quel cazzo che fate nella vostra vita. A me di chi legge questo cazzo di blog frega un cazzo… mi serve solo a godere del piacere di una scrittura… il mio libro lo avete già comprato, solo che non lo sapete perchè esce a breve!
Mi fa male perchè ho uno smartphone con installato wordpress… ed il numero di molesti tintinnii del ti segue ti segue ti segue (quasi sempre la stessa persona) è snervatnte. WordPress non è il male… voi siete Il Male… e lo preciso meglio qui sotto!

Prima che qualcuno dica una stronzata come “togli le notifiche” o “disinstalla wordpress”… faccio notare che io non devo uniformare al basso i miei comportamenti. Io non devo temere il cicalino di una cosa che serve a dirmi che qualcuno mi ha genuinamente scritto un commento o una gastema (trad. bestemmia per chi vive al di fuori delle province di Bari e Bat)… perchè, a quel qualcuno, in tempi brevi mi piace rispondere. Anche solo per mandarlo a ‘fanculo perchè ha scritto un commento appena per scriverlo e farsi notare… manco fossi Mollica o qualche altro presunto grande di quella Terra che si chiama Cultura in questo paese! Oppure mi piace mettere un grazie se qualcuno mi ha scritto una bella cosa rispetto ad una stronzata che ho condiviso (you call this narcisism… it could be unselfconfidence… shut the fuck up, no matter!).
E’ la regola d’educazione di un social… che è un luogo con dei linguaggi che se ti piace li accetti e li fai tuoi, se non ti piace non rompere il cazzo a chi le cose vuol farle per quel che sono! Oppure se ti piace essere social ma non ti piacciono le regole dell’esserlo… le sovverti in modo genuino, non rompendo il cazzo a me.

Breve inciso a mo’ di similitudine:
Sovvertire le regole è il concetto che sta alla base della lomografia… c’è chi sovverte le regole della composizione in modo cosciente… e fa anche dei bei lavori… perchè conosce bene le regole e le sovverte… e chi dice di sovvertire ma non conoscendo le regole scatta a cazzo e tira fuori delle minchiate che questa maledetta democrazia artistica chiama arte dopo aver abbassato i prezzi delle reflex ed aver permesso che una cosa seria come le reflex finisse in mano a chiunque. Sulle cose serie come la foto/lomografia la comparsa sul campo dei cialtroni (hipster) è la dimostrazione che la democrazia è una gran brutta cosa!

Tornando a noi:
Io non tolgo le notifiche… siete voi coglioni che dovreste smetterla di giocare a “seguo-nonseguo-riseguo”… perchè non si fa!
Soprattutto se pensate che like e follow siano pompini. Qui non ci si scambia un pompino a vicenda. Anche perchè io non faccio pompini. E quand’anche li facessi, sono una cosa che ha a che fare così tanto con l’igiene e col gusto personale che…
“… posso capire che tu abbia una gran voglia di farmene uno…del resto bello come me, bello come lui… ma questo non vuol dire lo farò a te… non sei il mio tipo! Se proprio vuoi, toh… ma non pensare che questo ti regali un buono per un pompino da me!”…

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Inciso due:
Secondo un mio caro amico detrattore di questo blog… lo scatto qui su e quello qui giù sono dei lavori interessantissimi… io non ho ancora capito se sovvertono qualcosa o semplicemente sono cose da bambini adolescenti con urgenza di dire parolacce davanti alla mamma per far vedere che sono monelli. Nel primo caso me li stampo e me li metto in casa: tra qualche anno varranno un sacco. Nel secondo, devo ammettere che sono un sacco le persone a cui piace. Pure quel mio amico… che però dice che la pornografia qui su è come dire alla mamma… e non mi ripeto…
(quindi non dovrebbe detrarre)
Ma lo adoro!
Però mi sembrava stessero bene per il loro contenuto semantico più che per la riuscita grafica complessiva!

Torniamo ancora a noi:
Io… se lo avete capito siete persone normodotate, viceversa siete dei coglioni e non ho molto da lamentarmi perchè se il mondo non fosse popolato da coglioni sta cosa che chiamiamo “casa” sarebbe un posto migliore, ecco sì: io gradirei immensamente che mi seguiste oppure no… fate una scelta e andate avanti. Anzi… facciamo così… se siete del club sì, no,  sì, così mi vedi… non vi vedo!

(lo capisco che la precarietà ed i genitori ansiosi e protettivi ci hanno trasformato in soggetti perennemente indecisi ed impauriti rispetto al mondo… eh però… e che cazzo… non mi devi sposare, non devi farci un viaggio di 3 anni con me… leggimi, non leggermi… ma non rompermi il cazzo!)

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(sì, ok… ci stanno i giorni che vuoi programmarti un post e proprio non sai che fare e fuori il cielo è grigio e sei annoiato e c’hai voglia di prendertela con il mondo e ci vanno per sotto i primi che ti passano davanti…)

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Non rompere il cazzo all’ippopotamo… ovvero non ti serve NatGeoWild per capire che se gli rompi il cazzo diventi la sua preda! (ad obiettivamente l’ippopotamo ha ragione!)

Al netto delle pericolosissime gazze ladre che tormentano un mio amico nei suoi incubi peggiori cavando gli occhi a chiunque incontrino sul loro cammino perchè: “gli occhi luccicano” (cit. non del mio amico… non sarebbe mio amico se dicesse e pensasse certe cose!) ed al netto di quei leoni marini che si inculano i pinguini o di quegli scimapnzè (sempre terrore del mio amico) che ti infilano caldarroste nel più comunista dei tuoi buchi… (e qui il termine preda vicino al sostantivo uomo si connota di hardcore) io trovo una parte della programmazione di NatGeo Wild (canale 409 Sky) vergognosa e terroristica.

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Quando scrivevo i complaint – le lettere di lamentela – in inglese, per esercitarmi al Proficiency del Cambridge, il mio maestro dell’epoca mi aveva insegnato che: “fuck me, but please kiss me first!”… che suona un po’ come “sono disposta a farmi rompere il culo da te però prima di tutto almeno un bacetto”… e quindi…

Lesson number one:
Spettabile Nationa Geographics,
da quando ho avuto modo di orientarmi autonomamente nel panorama delle riviste di divulgazione scientifica ho sempre ritenuto il logo ed il nome National Geographics come sinonimi di Assoluta ed Indiscutibile Autorialità tanto del prodotto in sè quanto della forma con cui tale prodotto veniva servito e confezionato per la curiosità e la sete di sapere di noi lettori. Quando acquistavo un numero di National Geographics oppure guardavo un documentario della stessa casa di produzione, sapevo che stavo godendo non solo di un prodotto dal valido ed indiscusso spessore scientifico, ma anche e soprattutto che lo stavo facendo con un vero e proprio capolavoro che prestava enorme attenzione per l’estetica e la qualità formale del prodotto stesso.
…(un complaint ben fatto comincia così… dispone bene chi legge… fa capire che non vuoi solo rompere i coglioni ma ci tieni al bene della persona/azienda cui stai muovendo una critica!)… proseguiamo…

Mi ritrovo sconvolto e deluso a dover certificare che tale autorialità, negli anni, rispetto a settori ben precisi della vostra produzione, ha lasciato spazio alla deriva terroristica ed ansiogena imperante nelle produzioni mainstream di bassa qualità e di discutibilissima scientifictà. Al netto di ottimi prodotti quali le grandi produzioni documentaristiche tematiche, imperversano ormai nella vostra programmazione, contributi di dubbia qualità. Mi riferisco, per dirne una soltanto, a tutti i format che pongono al centro dell’attenzione l’animale come competitore violento dell’essere umano, trattando l’oggetto della ricerca, ossia l’animale stesso, giammai come essere vivente che secondo logiche comportamentali ed etologiche ben precise attacca l’uomo o si difende per soddisfare un bisogno fisiologico – fame – o un bisogno emozionale – paura – ma piuttosto come un essere vivente dotato di etica che sceglie se agire un comportamento violento oppure no in base a sovrastrutture umane – divenendo quindi assassino, killer, mangiauomini. Così, mi dispiace, proprio non va.
…(the matter, Domenico, immediately… come un pugno nei denti… così non si perde troppo tempo… americani, inglesi, hanno poche parole, concreti…)… continuiamo…

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Per dirla con Naomi Klein, la vostra sta divenendo con sempre maggior frequenza una divulgazione para-scientifica che vive di rendita rispetto ad un marchio autorevolissimo, veicolando prodotti che dipingono l’uomo come l’Essere sotto assedio costante di minacce esterne. A questo contribuiscono di certo anche format parimenti discutibili come quelli trasmessi sul vostro canale generalistico National Geographics (403 di Sky) sotto il nome di “Apocalittici” o simili.
In questi format non è mai presente, purtroppo, una analisi cosciente delle cause e delle conseguenze, della meccanica che porta a disastri planetari ovvero a più semplici sciagure singole. In questi format è purtroppo imperante un interesse morboso verso il macabro, verso la sofferenza, verso il confronto violento contro una natura crudele. E dire che proprio i vostri prodotti autoriali mi avevano insegnato in modo limpido che la Natura stessa non segue regole morali ma vive per meccanismi semplici di causa ed effetto che solo in rarissimi casi – sempre e comunque spiegabili con regole fisiologiche – cedono al bizzarro, all’innaturale.
… (ora ce lo spieghi bene a quei rotti in culo… e fa qualche, come si dice, similare, con qualcuno di più importante di te che sei uno stronzo qualunque… per dire che stanno facendo merda!)… ecco, appunto, Naomi Klein gli farà rizzare i capelli… andiamo avanti

Temo che una programmazione di questo tipo, che io riesco a decifrare e posso anche pensare di definire “intrattenimento divertente” – grazie ai vostri passati insegnamenti ed agli studi svolti su curiosità personali ho gli strumenti per comprenderla, confutarla e viverla come divertissement – non potrà incontrare però il mio favore nel momento in cui dovesi mai diventare genitore o dovessi trovarmi a suggerire i vostri prodotti ad alcuno interessato ad un intrattenimento istruttivo e scientifico. Credo di fare del bene alla vostra Storia ed Autorevolezza nel suggerirvi di lasciare tali prodotti ad altre emittenti con un nome meno importante e riconosciuto del vostro e vi invoglio, con rinnovato entusiasmo, a riabbracciare la vostra antica vena accademica ed il piacere per i prodotti splendidamente confezionati e davvero educativi.
… (ora la menace, la minaccia… se non fai quel che ti dico ti ficco un cazzo nel tuo fottuto culo…)… sì gli americani sono voglari credo che la frase reale fosse “un fottuto cazzo nel fottuto culo”… ed avviamoci alla conclusione…

Grazie per l’attenzione ed il tempo che avrete voluto concedermi, comunque vostro affezionato…
Domenico Mortellaro
…(eh lo so, ma we are polite, quindi chiudiamo in modo educato…). Finita!

 

Ecco fatto il complaint.
Avete imparato un’altra cosa, stronzi! Perchè sappiatelo… nella cultura americana, il complaint è una cosa seria per cui si possono passare serissimi brutti quarti d’ora nelle aziende private. E in America è privato pure il tuo culo! E spesso non è tuo!
Adesso, se qualcosa non vi garba su suolo americano, ricordatevi di me e fate un bel complaint con queste semplici regole. Poi ve lo fate tradurre bene. Poi mi direte grazie perchè… se la cosa è seria e proporzionata… l’azienda si uniformerà comunque un minimo alle esigenze del cliente rimuovendo il problema. Se siete i soli a lamentarvi di qualcosa che gli altri gradiscono… pensate di scrivere un complaint indirizzato a voi stessi ed evidenziate per bene il problema. E’ difficile che il mondo intero sbagli! (tranne che con me!)

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Veniamo a noi: se l’umanità fosse un posto serio, se la cultura fosse ancora un valore, se la necessità di avere paura per vivere non esistesse… perchè il Muro di Berlino non era ancora venuto giù (non è una fregnaccia, leggetevi Baumann stronzi ineducati, quadrumani, poi ne riparliamo!)… questa lettera di complaint sarebbe la fotocopia di una class action in difesa non della rispettabilità di ippopotami e di grizzly, struzzi e varani, leopardi e gazze ladre. No, questo complaint sarebbe una class action di proporzioni planetarie mossa contro Nat Geo Wild e la sua programmazione cialtrona in difesa della nostra intelligenza e di secoli di studi etologici.

(La parola etologia la adoro: non è come pensa qualcuno di SEL (acronimo di Sinistra Ecologia Libertà) un discorso sull’etica umana ma lo studio del comportamento animale… e rido ancora tanto quando ricordo che mi invitarono ad un dibattito che si chiamava “Etologia della politica” e io risposi “E che è, le bestie?” e loro mi guardarono molto piccati da questa cosa… e poi arrossirono perchè capirono).

No, obiettivamente a nessuno frega un cazzo… anzi la maggior parte della gente vuole carburante e benzina che alimenti il motore della paura. Ha bisogno di sentirsi sotto assedio.
Così spende e compra. Così va in palestra ed ai corsi di autodifesa. Così acquista i SUV che li tengono al riparo dai Grizzly – anche a New York perchè… vuoi mai…
Così si fa manipolare ed inculare meglio con la scusa della sicurezza propria, altrui, planetaria.
Ed a questo contribuisce la programmazione sui disastri climatici, quella sugli eventi apocalittici, quella su chi si prepara all’Apocalisse, quella su chi è sopravvissuto agli animali assassini, quella su chi è sopravvissuto all’Apocalisse che non c’è mai stata tipo il Millenium Bug ed ha scorte di cibo liofilizzato da camparci ancora 12 anni.  Credo che i nuovi padroni della Nat Geo siano la CIA ed eredi di Bin Laden s.n.c.

Figli
Di
Puttana
(non loro, il resto del mondo che guarda tutto compiaciuto)

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L’ippopotamo non è un assassino!
L’ippopotamo non è una bestiola docile e frocia che gira col tootoo o tutù o come cazzo si chiama quella frociata per le ballerine!
Anche Walt Disney era un agente CIA come Bob Marley ed il padrone della NatGeo – quello nuovo!

L’ippopotamo è un mammifero erbivoro della lunghezza superiore ai tre metri, del peso superiore alle due tonnellate, dal carattere indomito e territoriale. Questo è un ippopotamo. Mi avete sentito dire “malvagio”? Mi avete visto usare parole come “assetato di sangue”? No! Non è scientifico… e io la laurea in biologia non ce l’ho ma ho profondo rispetto per chi ce l’ha, perchè dice cose vere!
L’ippopotamo è una bestia territoriale e indomita. Che succede se un bipede (esattamente come un altro quadrupede, esattamente come un altro ippopotamo) gli va a rompere le palle? Succede che l’ippopotamo ti carica. E che succede se ti carica una cosa che è grande quanto la motrice di un TIR, va a 40/45 orari ed ha zanne della lunghezza di almeno 25 cm? “Lo sapete cosa succede? Un macello!” (cit. di un film con DeNiro che se indovinate qual’è si vince un premio…). Solo che l’ippopotamo non esce pazzo e ti attacca… tu uomo esci pazzo e ti ci vuoi rapportare. Coglione!
Come i cretini che si accampano nella notte a Yellowstone in prossimità dell’autunno in una zona ad alta densità di orsi Grizzly femmina con prole. Sai che fa un coso di 3 metri di altezza, del peso di qualche quintale, con artigli affilati, zanne mostruose e una muscolatura allucinante, con prole affamata, affamata anch’essa e all’approsimarsi dell’autunno che vuol dire letargo che vuol dire che senza uno strato giusto di grasso sei morta tu ed è morta la prole? Cerca cibo. Ed un essere umano è cibo esattamente come un daino o un salmone (in culo a voi cristiani e questa cazzo di primogenitura per cui quello lì su v’ha fatti in un giorno diverso e c’avete più diritti delle bestie – che non hanno comunque più diritto di me o di un altro bipede).
E quindi l’orsa attacca tutte le tende. E c’è chi ne esce ferito… e chi ne esce mangiato vivo.  E questa cosa si chiama Natura… non si chiama morale! Anche in questo caso, dunque: un Macello, ecco cosa fa!
Perchè, però, coerentemente con il senso scientifico della programmazione il format non si chiama “Idiota (invece di uomo) sarai la mia preda” oppure con il sempiterno “Non rompere il cazzo all’ippopotamo” (che piace tanto a qualche cugina che spero passerà di qui!)? Già, perchè?
Anche io non romperei il cazzo adesso!

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Alla fine della fiera, però, io che ‘ste cose grazie a quel biondoddio…
– le mastico perchè m’appassionano e perchè da piccolo ho sempre divorato le cose serie di Nat Geo (non datemi del vecchio… è obiettivo che ci fosse più attenzione a come si facevano le cose un po’ di anni fa… e se mi date del vecchio è solo perchè sapete che ho ragione ma quanto vi sta sulle palle ammetere che siete dei cialtroni? Ah sì, di sta storia che c’è tra queste parentesi voglio proprio parlarne un giorno…)
– le mastico e le capisco perchè ho studiato per un famoso saggio bibliografico tutto quello che c’era da sapere sociologicamente sulla questione “Paura collettiva” (poi il saggio se lo sono fregati due stronzi di associati… ma questa è una storia a parte di cui un giorno vi parlerò senza paura di essere letto da uno di quei due stronzi… l’altro è talmente borioso da non leggere i blog perchè non li scrive lui quindi fanno schifo)…

Uomo sarai la mia preda
Vivo o Morto (che è una eccitante serie che ti parla di aggressioni incredibili e solo alla fine ti dice se uno è sopravvissuto o meno)
Apocalittici
La fine del Mondo
Minacce

…sono format che adoro e non mancano mai nelle mie maratone notturne!
…e mia figlia (perchè se mai avrò prole sarà femmina e caustica e stronza come il suo papà) mia figlia le adorerà da subito.
E ne riderà con me!

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Non rompere il cazzo all’ippopotamo… che poi potresti chiamarlo pure “I canali di divulgazione non scientifica”… ma che misteriosamente è diventata una disquisizione dialettologica su una certa “cassetta degli attrezzi”.

Ippopotamo killer… che poi può essere anche
Orso sbranacampeggi… che poi può pure diventare
Mangiatori di uomini… che poi può anche evolvere in
Uomo sarai la mia preda!

Avete rotto il cazzo terroristi di merda!
La natura non è assassina. La natura semplicemente segue regole sue che non possono essere definite immorali o morali. Già non so quanto senso abbia parlare di morale tra bipedi umani… adesso ci mettiamo a processare la natura?

C’è qualche trimone che lo fa!

Urge una breve digressione di divulgazione vernacolare. Trimone è una parolaccia. Se mia madre la legge sul blog si incazza più che se scrivo cazzo o merda… perchè oltre ad essere volgare è anche dialettale, connotata sessualmente e fuori da un uso diffuso, comune ed in un qualche modo post-sessantottino che in Italia è diventata una qualità “patente” per le peggiori nefandezze tipo che so D’Alema e simili.
Però Trimone lo dice sempre Michele Emiliano, ex Sindaco di Bari, prossimo futuro stupratore della Puglia Peggiore… e quindi si può dire. L’ha twittata lui ad un ragazzino di meno di diciotto anni… le dice lui le parolacce ad un minorenne… non la posso scrivere io sul blog?

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Di sicuro non sapete cos’è un trimone se non “provenite” (cit.) dalle province di Bari e Bat… ora vi spiego:
Trimone è una espressione vernacolare tipica della vecchia provincia di Bari, da poco scissa in Provincia di Bari e Provincia di Barletta-Andria-Trani. L’espressione trimone letteralmente nel dialetto di Corato (BAT) indica con precisione il manico della zappa, quello che i coratini definiscono “tremmone” (sic!). Per una serie affascinante di metafore, originariamente era utilizzata per definire l’allocco imbambolato, tanto da essere praticamente sempre utilizzata nella forma completa di “trimone a vento” a definire l’idiota che resta inebetito ed inerme di fronte ad ogni sviluppo della sua esistenza proprio come il manico della zappa, durante una giornata ventosa, quando l’attrezzo è rigirato e posato in terra verticalmente, in balia di ogni alito superiore ai 3 km/h.

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In tempi recenti, l’espressione dialettale è passata ad indicare il gesto della masturbazione. Questo utilizzo non deve lasciare perplessi o stupiti. Se vogliamo la trasformazione di significato è ancora più affascinante. A partorire questo nuovo utilizzo, infatti, contribuiscono una serie di metafore meno evidenti ma più affascinanti. Tutto deriva dal fatto che il maschio medio tende a convincere i maschi vicini medi del fatto che il suo coso “medio” non lo è per niente… e che quindi è assimilabile ad un manico di zappa… che per maneggiarlo è necessaria forza e perizia… che la sua consistenza è nodosa e la sua possanza indiscutibile. Proprio come un margiale. Sulle proprie doti virili il maschio medio ha poi sviluppato la digressione del “trimone a tre marce”  richiamo inconsapevole alle marce del frullatore Girmi spesso citate da Villaggio (cfr. “Fantozzi contro tutti” BUR, pg.38 sgg.) ma questa è solo la dimostrazione di quanto sessualizzata sia divenuta l’espressione.

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Non stupisca il fatto che come per la “sega” settentrionale, il “trimone” levantino alluda ad una applicazione di doti manuali e di energia fisica: si tratta di una efficace metonimia che attraverso l’allusione alla vigoria dello sforzo fisico vuol definire il gesto. Allo stesso modo e seguendo lo stesso percorso definitorio, il gesto della masturbazione come spreco inutile di energie è passato a definire nel gergo comune un soggetto inadeguato, solitario, incapace di relazionarsi correttamente col prossimo.  Per semplificazione di significati, l’uso è stato poi esteso agli idioti, gli stupidi, i cretini (precisazione necessaria, i tre precedenti non sono tecnicamente solo sinonimi). In un percorso ciclico, dunque, l’espressione trimone è ritornata alla sua accezione primigenia, qui in Puglia.

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La sessualizzazione dell’espressione è ancor più evidente se si tiene conto che l’utilizzo al femminile è rarissimo… presente ma rarissimo.

Questa digressione dotta su una espressione dialettale serviva giusto a tre cose:
– precisare che non sono un dialettologo ma che ci tengo alla cultura ed alle tradizioni del posto dove sono nato… soprattutto le peggiori…
– chiarire subito che cambiare registri stilistici è bello e stimolante ma che scrivere in modo accademico è una rottura di coglioni immane e dimostrare a me stesso ed a tutti voi che chi – come un certo associato – scrive solo in modo accademico è un trimone che non sa scrivere…
-insegnarvi una parolaccia…

Ciò detto, l’ex Sindaco di Bari, candidato alla Presidenza della Regione Puglia, se ha voglia di attaccar briga con te, potrebbe darti del “trimone” in pubblico su Twitter. Non è escluso che passi di qui, legga il post, si senta offeso e mi dia del Trimone.. ma questa è un’altra storia!
Comunque, tecnicamente, se lo fa un ex magistrato, posso farlo pure io! Ed io ho voglia di attaccar briga con qualcuno, oggi… precisamente con gli autori della programmazione di NatGeo Wild (409 Sky).

Ecco, sì, io in realtà volevo dirvi oggi di quanto sia tragicomico guardare alcuni canali che nell’uso comune vengono definiti di divulgazione scientifica. Di quanto sia divertente tifare per gli orsi e gli ippopotami quando squartano ed ammazzano le persone “alla televisione” durante certi pseudo “real life documentaries” che vorebbero essere divulgazione scientifica ma sono un gradino sotto il terrorismo della buonanima di Bin Laden.
Però, credetemi… mi scappa da cacare.
E poi ‘sto post è già bello così!

Ne parliamo domani, dai!

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Quand’è che tutto, ma proprio tutto, ha cominciato leggerissimamente ad andare in vacca?

Se solo quel coglione di Fleming fosse rimasto bello tranquillo senza chiedersi troppo perchè il ragnetto vicino alla muffa crepava e quello lontano dalla muffa era vivo e vegeto, arzillo e Giuseppe… il Mondo sarebbe decisamente un posto migliore. Sì, avete letto bene: Migliore! MI – GLIO – RE!

Se quel giorno Fleming invece di mettersi ad inventare la penicellina – mamma degli antibiotici moderni – si fosse fatto una ricca pippa, una pera di morfina sotto le braccia, una tisana di papavero… o molto più banalmente avesse richiuso il cassetto della scrivania e su quella scrivania si fosse sbattuto la sua collaboratrice/ore – perchè gira voce che non fosse tecnicamente un etero ma questa potrebbe essere una tendenziosa e sediziosa voce artatamente buttata lì da una certa stampa di regime interessata a quelle che si chiamano macchine del fango ma sono in realtà betoniere di merda – credetemi staremmo meglio.

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Perchè è quella stramaledetta invenzione ad aver radicalemente falsato le regole del gioco.

Portare la penicellina sui campi di battaglia, nelle stanze dove le donne partorivano, al capezzale dei malati – peraltro con la nemmeno troppo trascurabile eventualità di pagarla anche poco, visto che è muffa – ha materialmente inibito uno dei sistemi di blocco malthusiani: quello della “pestilenza”. E la sovrapopolazione crescente ha alterato gli equilibri nel rapporto tra noi e la Terra causando un impoverimento progressivo di risorse, ha portato alla necessità di un ampliamento dei sistemi produttivi su larga scala per essere sicuri di poter accontentare la domanda sempre crescente, ha portato ad un inquinamento diffuso… ha in sostanza causato – con la pretesa di risolverne alcuni – una serie complicatissima di problemi che la nostra Terra patisce a causa del fatto che siamo troppi

Ma soprattutto, con il solo essere capace di curare tutta una serie di malacci che prima ti spedivano al creatore, nei fatti ha permesso a tutta una serie di soggetti che non meritavano di vivere, una chance in più per non morire. Nei fatti ha viziato il concetto di selezione naturale permettendo anche ai CRETINI di sopravvivere.

Io non ho niente contro i CRETINI – categoria perfettamente definita da Carlo Maria Cipolla che è un Nobel, non un cretino qualunque, come coloro che con una singola azione sono capaci di causare un danno a se stessi ed agli altri – credo semplicemente che dovrebbero morire! E credo che Fleming abbia invece dato loro una enorme mano!

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Senza quella muffa del cazzo, tanti cretini che sciacallavano nelle case degli appestati finivano appestati e moribondi, tanti idioti finivano amputati ed in setticemia per comportamenti frivoli vicino alle carrozze. Se ti gettavi in una vasca di scolo dei reflui (all’epoca le fogne erano tecnicamente le strade stesse) oltre a rischiare di morire annegato… di sicuro ci crepavi di infezione! Sì, d’accordo come dice mia madre si schiattava di parto e la mortalità infantile era altissima… ma chi rimaneva cresceva forte e felice, selezionato e dotato di enorme rispetto per la Natura, ancora vista come una feroce concorrente.

Senza quella Muffa del Cazzo… sicuramente il cretino che mi ha parcheggiato sul passo carrabile sarebbe già morto in uno dei mille diversi modi con cui i cretini muoiono… ed io potrei uscire dal garage e vivere sereno. Senza quella Muffa del Cazzo non avrei nella mia città un servizio rimozione inefficiente, perchè saremmo di meno, quasi tutti convinti della giustezza del contributo alle spese dello stato… e tutto funzionerebbe meglio.

Fleming i cretini li ha aiutati… ed aiutando i cretini – che sono anche gente prolifica perchè ignorante o poco incline a porsi problemi – ha alterato inequivocabilmente gli equilibri del sistema Terra. Dando una consistente spinta verso il baratro. Io il Nobel, dopo Cipolla che li ha definiti, lo darei a chi i cretini è disposto a sterminarli con un virus, uno solo. Ah, magari ci fosse!

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Delle mie fissazioni personali come il Darwinismo, il Malthusianesimo, l’Atollo di Bikini e simili comincio a parlare oggi e non lo so quando e con che cadenza continuo/finisco.
Non ho dimenticato che devo parlarvi dell’enlargeamento del pene…
Nè che c’è quella poesia Heysel ’85 da commentare!

Come disse Franco Califano – mai troppo compianto – ad un concerto al quale urlai da due file sotto il palco: “E basta Maestro, facci Noia!”… “Ci arrivo, caro amico… anzi, ce arriviamo!”…

(del tutto evidente che si è volutamente ripetuto per tutto il pezzo un refuso dispregiativo)

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