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(3/2) Abilità conversazione sopravvivenza ++ lingua francese e Voyager attrezzato caravvaning campeggio cercasi

Tutta questa dotta disquisizione a cosa è servita? Spiego brevemente e molto facilmente. Siamo una società di giovani e “non più così giovani” che si confronta con un mondo del lavoro respingente, nel quale solo pochi ed a gravi compromessi, riescono a fare quel che vogliono. Molto spesso non facciamo quello per cui abbiamo studiato. Molto, molto spesso, quando ne abbiamo la fortuna siamo sottopagati e sfruttati. Capita spesso, spessissimo, che tanti smettano di cercare lavoro e decidano di fare “altro”.

Io, in attesa della concretizzazione di possibilità, nel campo della ricerca, ho deciso di irrobustire la mia posizione di ricerca e nel frattempo tenermi allenato con quel che mi piace fare: scrivere, narrare storie e vicende. In un mondo che si evolve e da a tutti la possibilità di confrontarsi con tematiche come l’autoproduzione e la scrittura artigiana, ho deciso di battere ANCHE questa via. Non ne avevo le competenze? Ho preso ad acquisirle. Non avevo le conoscenze giuste per capire i meccanismi del mondo della editoria self-publishing? Ci sto lavorando, studiando il mercato.

Ne parlavo oggi con un amico che mi invvitava a seguire dei corsi di cucina: ieri impasto, oggi pasticceria. Lui fa l’ingegnere, ha del tempo da dedicare, uno stipendio credo dignitoso ed una bellissima vita LONTANO DA QUI! Gli ho risposto che quel che mi serviva, in cucina, io potevo trovarlo su Youtube, nei tutorial. Ha minacciato di schiaffeggiarmi. A ben donde: che cazzo ti insegna? Puoi fargli domande? Farti venire curiosità sui procedimenti? Ha ragione, non puoi. Gli ho risposto che per quello che serve a me, che non voglio per ora andare oltre, quello strumneto è sufficiente… preferisco investire le mie energie su impegni diversi perchè le abilità di cui ho bisogno nei prossimi mesi sono differenti dal cooking and baking. Ha convenuto che anche il mio punto di vista era saggio.

Cosa vglio dire? Ha senso nel nostro mondo, ricercare programmi ampli per orizzonti lontani? O cambiamo così in fretta da aver bisogno di skill e programi a breve medio termine? Arriveremo anche noi all’host di implemento abilità? Proprio come un “solo of fortune” qualsiasi, anch’io acquisterò a pochi credichip del silicio con su impresse istruzioni e skill nuove per la mia campagna di primavera/estate? Fateci caso… da un po viviamo con questa filosofia. E quando lo facciamo con consapevolezza, ne siamo anche felici!

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2di5: La tua casa è per sempre(?)…

Prosegue la pubblicazione del set: “La tua casa è per sempre(?)…”. Quattro scatti ancora, oggi.
Per accompagnarvi suggerisco un adeguato sottofondo idoneo (cit.)
[youtbe=https://www.youtube.com/watch?v=MysLknjxlRY]

22 Dicembre 2015, esterno ed interno giorno. Modugno, provincia di Bari… Showroom Aiazzone, abbandonato dal 2005.

04 - Oh Honey!.jpg

Mi sono imbattuto in questo scatto per caso. Fotografarlo così, come un voyeur che guarda quasi nascosto dietro a un muro, mi è sembrata la scelta giusta, anche perchè mi permetteva di esplorare quello che c’era dietro una foto che parla da sè, che ha un senso tutto proprio di marketing e brainwashing. Quella foto ti lava la testa, ti rassicura su determinate parole d’ordine che vedremo… e soprattutto continua a donarti quello spettacolare ottimismo con cui sei entrato… ottimismo che ti farà spendere e ti illuderà di uscire felice. Perfettamente calato in un cartellone di facciata che dietro, a pochi passi, nasconde un inferno di brutture, abbandono, solitudine. Muri sfasciati e porte divelte… non proprio una casa, non certo per sempre!

05 - Bedroom tales.jpg

Quando l’occhio si è abituato, quando il cuore ha accettato l’idea della tristezza e banalità di quella follia, ho guardato meglio, più da vicino, quei giacigli tristi, luridi, eppure vissuti. Un telo di plastica per coprire senza che il vento passi, senza che le infiltrazioni d’acqua bagnino, asciugamani piegati alla bell’e meglio, cuscini, irrimediabilmente luridi. Spiace sapere che esistono disperazioni capaci di farsi così forti da accettare una condizione così. Eppure, rovesciando la prospettiva, ci si accorge che assieme, anche gli incubi peggiori lasciano spazio ad un nuovo mattino. Anche su due materassi sistemati al fondo di un capannone distrutto, abbandonato, senza porte nè finestre.

06 - Do you mean xEver?.jpg

E poi tornano le parole, le maledette parole. Scrostate e staccate. Cadute giù a pezzi. Verba volant… sed etiam scripta, verrebbe da dire modificando un po’ il motto romano. Come dire che le parole se le porta il vento ma di scritto, qui c’è rimasto ben poco, che i caratteri, quelli veri e cubitali che promettevano un “per sempre”… se ne sono volati via. Resta solo la traccia di un adesivo a regalare un ricordo sbiadito ed ormai inutile di quel che si prometteva. Da piccolo non pensavo che un potente del TV e della Terra come Aiazzone potesse non essere per sempre. Lo pensavo anche delle “grandi storie d’amore”. Scripta, nunc, maneant! Adesso restino le scritte! Ma queste, rotte e sbrecciate.

07 - Cook it by yourself.jpg

Questo scatto mi piace un sacco. Iolanda, la persona che mi ha fatto scoprire questo posto, a cui sono infinitamente grato, è entrata nello scatto per caso. Ero così concentrato che non l’ho vista passare. Ma, proprio così com’è, lo scatto mi ha colpito subito: una figura vagamente femminile, spalle a questo fornello improvvisato, va via, si incammina verso una porta ben visibile sullo sfondo. Volge le spalle ad uno dei simboli della casa e della vita assieme: la cucina. Questa volta, nello sconvolto mettere a fuoco qualcosa di inconcepibile, il regalo inaspettato del caso ad impreziosire tanto l’eccentricità quanto i concetti della foto!
(Anche per questo, Grazie di cuore Iolanda!)

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