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My First S@X Teacher… ovvero… Cosa si prova ad avere per compagna di vita… fidanzata o moglie, una professoressa?

Adesso provo a spiegarvelo… prima che c’arrivi l’Oltreuomo che gli ho fregato l’idea e mi sento un ladro che deve correre a nascondere la refurtiva… per poi mettersela in casa e con sguardo sornione come un bambino con il polso catturato dalla manetta burrosa del vasetto della Nutella esclamare: “Me l’ha infilato lì dentro Otello”. Ed Otello è il cane di casa.

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Partiamo dalla incomprensibile – al sottoscritto – definizione di Cuckold. Se questa cosa non la chiariamo prima e come base di partenza… tutto quel che mi sperticherò a scrivere mentre mi giro ogni 27 secondi a guardare le spalle in attesa che l’Oltreuomo arrivi da dietro e mi sfasci il cranio con una mazza vi apparirà oscuro, incomprensibile. Folle in una parola. Ma è così.

Il cuckold è quell’essere di sesso maschile che trova appagamento sessuale e piacere nel masturbarsi osservando la propria donna che a quel Biondoddio la regala al primo che capita… che qui chiameremo Bull. Strano il mondo della lingua della sterlina… cuckold è un cornuto contento, sostanzialmente… ma gli inglesi le corna le mettono in testa al Bull… cioè a chi incorna… a chi si tromba la signora sposata facendo cornuto il marito di lei. Già dimenticavo… gli inglesi guidano a destra.
Al cuckold quindi piace… e pure un casino… guardare la propria compagna divenire l’oggetto del desiderio e di tutto uno sfogo di umidi ormoni di altri uomini.

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Bene… se questo è vero… e ricordate che se una cosa la fanno nel mondo del porno si può sempre fare… ma se non vi piace la sensazione delle corna “don’t try this at home!”… e se è vero com’è vero – perchè c’è nel mondo del porno pure quello – che tutto quel mondo categorizzato alla voce “insegnanti”, “professoresse”, “docenti di sesso F” scatena nel maschio medio una concupiscenza che parte dalle innocenti mezzecazzette della prima media e arriva fino agli osceni e catartici segoni con fantasie di stupro sull’assistente porca che vi ha appena bocciato con un sorrisino a Diritto Commerciale 1, vi ha fatto partire militare (valido fino all’anno 2006) e poi gli avete pure messo il numero del cellulare o dell’interno della stanza su tutti i muri degli autogrill d’Italia con la scritta sotto “Insultami a telefono e godrò per te”… (a me non è successo… ma capisco chi si è massacrato tutto il massacrabile subendo quel torto e si è macchiato di rivoluzionarie ritorsioni come questa)…

… allora sappiate che nei tempi della Costa Italia, della Precarietà 2.0 e del Renzismo, avere una compagna professoressa o docente o insegnante equivale di sicuro a godere di un precario ma rispettabile stipendio in casa. Che non fa mai male. In compenso, sappiate che da oggi, con enorme sincerità e con una mano sulla coscienza, dovrete chiedervi ogni giorno e come al solito senza una risposta che sia sinceramente univoca, se siete disposti ad accettare che in cambio di questo aumento di stipendio, la vostra compagna entri a giusto titolo nel panorama delle fantasie erotiche di decine, forse centinaia di alunni. Se siete sostanzialmente disposti a dividervi il diritto di desiderarla e soprattutto immaginarla oscenamente esposta, possessivamente usata, sadicamente abusata, romanticamente deflorata da una banda di adolescenti col testosterone che deforma il di loro volto.

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Sentitevi liberamente dei papponi se la risposta che vi state dando in questo momento è “Sì, ma cazzo, porta i soldi a casa!”.
Sentitevi liberamente dei comunisti se la risposta che vi state dando in questo momento è “Sì ma vuoi mettere la sua soddisfazione professionale e la sua emancipazione!”.
Sentitevi liberamente dei cuckold potenziali se la risposta che vi state dando è: “Sì ma vuoi mettere tutte quelle belle storielle che mentre glielo butto io si inventa sugli alunni che la guardano…”.

Sappiate che My First Sex Teacher e siti analoghi non mentono e che siete non tanto dei cuckold potenziali quanto dei cornuti certi se la risposta che vi state dando è: “Sì ma vuoi mettere… ogni volta che scopiamo e mi racconta di come gli alunni la guardano… e ogni volta che mi racconta storielle su come gli alunni se la farebbero… mi vien voglia di riconsiderare l’esistenza del condizionale…”.
Ricordate sempre che il cuckold è quel cornuto consapevole e felice della propria condizione. Fatevi due conti, ora… mano sulla coscienza tutti voi… su!

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Di certi incontri strani… di certi spazi contrattati… di certe performance programmate.

“Vi lascio tranquilli, divertitevi pure… non fare complimenti e se ti va lì c’è mia moglie. Le dai due botte, vedrai che vi piacerà… a tutti e due. Io nel frattempo vado a fare la spesa, quattro salti in padella, scendo il cane a pisciarlo…”. (cit.)

Cioè tecnicamente per alcuni funziona così. Questo è il cornuto contento. Quello che condivide la moglie. Quello che offre la moglie. Non sempre quello che guarda la moglie offerta. Ad alcuni piace… e se piace alla moglie e se piace all’ometto, ovvero all’altro, allora si fa. Altrimenti il cornuto contento si va a fare quattro salti in una padella di cazzi suoi… e torna a sera. O all’alba.

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Tutta sta splendida cosa si chiama cuckold. Cioè il cornuto contento.
Cosa spinga i cuckold a fare i cuckold ancora non mi è chiaro. Non ho ben capito se sia una forma estrema di annullamento della proprietà privata… visto che un mio amico definisce una “moglie” il “bene primario” di un uomo. Non ho ben capito se sia un bisogno estremo di degradazione, sentirsi umiliato nel profondo. Non ho capito se c’entri qualcosa la necessità di supplire attraverso altri a proprie e personalissime defaillances.
Cosa spinga le donne dei cuckold a fare le donne dei cuckold… che è un po’ come dire le zoccole, ancora non mi è chiaro. Che sia estremo bisogno di degradazione? Che sia annullamento della proprietà privata visto che “il corpo e mio e lo do a chi voglio io”… ed in questo caso accetti che sia spesso il cornuto a combinare gli appuntamenti. Che sia noia? Sì, forse, visto che secondo un altro mio amico che è molto, forse troppo, razionale, l’84% delle cazzate che si fanno nell’arco di una vita media le si fa per noia. Che sia semplicissima voglia di scopare non credo. Un demente che va per la maggiore ultimamente, tale Sigismondo Frodo, sostiene che dietro il sesso ci sta sempre qualche cazzoinculo irrisolto. E mi sa che è vero.
Cosa spinga i bull, ossia gli ometti, ossia i trombanti la moglie del cuckold, quello mi è abbastanza chiaro: si chiama voglia di fottere. Se ci sia bisogno di rivalsa, negazione della proprietà privata, commistione tra personale e politico, esibizionismo, delirio da falloforia… questo non lo so. Principalmente ci sta che farsi una scopata così, a quel biondoddio, con la moglie di uno… vuoi mettere, so sempre 50 punti. Come quando spari sulla croce rossa.

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Quel che mi ha fatto sempre impazzire di ‘sta storia dei cuckold sono gli accordi che si prendono:
“Puoi fare sesso orale, puoi fare il deepthroat tanto lei lo sa fare bene… una sola cortesia, niente anale che non è molto recettiva… oh e mi raccomando niente lividi o ceffoni, al massimo qualche buffetto a pecora sul sedere…”.
Si prendono davvero ‘sti accordi: leggere per credere. E’ pieno l’etere di blog di cuckold che raccontano le loro esperienze perchè, vuoi mettere, cornuto contento lo sei solo quando ti sgamano… ed in questo la rete offre un separe invidiabile rispetto alla “stimabilissima aura di rispettabilità” che uno ha nel paese natio. Salvo poi passare nell’online da puttanacciazoccolaserpe… e lui da cornutazzoallucinantedilungomare. Basta che da qualche parte si sappia che sei alce a primavera… di sicuro meglio dietro gli schermi a led dei pc.

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Ma quella storia degli accordi mi fa tornare in mente un film, godibile fino a 3 minuti dalla fine, che ho visto qualcosa come 5 anni fa con un caro carissimo amico… “The Wrestler” con quello di 9 settimane e mezzo, Mickey Rourke. Oh precisiamo… a Mickey Rourke invidio tanto le braccia quanto la ex faccia. Ora no… ora è un rottame alcolizzato e mi dispiace per lui. Però cercatelo in Spud, film indipedente americano su una droga fumettistica. Cercatelo mentre si perde strafatto tra gli scaffali di un seyclub cercando Dvd con “grossetetteculistretti mi raccomando!”. Maestoso.

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Nel film “The Wrestler” ci sta tutta una scena in cui prima di una kermesse di wrestling i clown si preparano a combattere e concordano quel che faranno. C’è una frase memorabile:

“Io di slito a bordoring sistemo sempre una sparapunti da tappezziere”
“Una sparapunti da tappezziere? Malata come cosa… e che vuoi farci me la suoni in testa?”
“No, pensavo di spararti qualche punto da tappezziere così a caso… sui dorsali magari… lì fa meno male…””Tranquillo, sarò così fatto da non sentire niente… ma… quanti punti vuoi spararmi?”
“Pensavo 6 o sette che ne dici?”
“Cinque è meglio e… siamo sicuri che non ci sia ruggine? L’atitetanica costa parecchio sull’assicurazione…”.

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Ti accorgi che la vita è un curioso gioco sul palcoscenico in queste situazioni, quando tutto quello che ti appare incredibile, inconcepibile, lontano dalla realtà, ti si mostra per quel che è: una recita, un gioco dove un cuckold concorda col bull il trattamento da fare alla moglie, previ accordi tra cuck o moglie… o una recita su palcoscenici più larghi dove il dolore, mai finto, sempre mascherato, è concordato al millesimo per essere sostenibile, in termini fisici ma soprattutto, come sempre, in termini economici.

Ed è allora che ti accorgi che i “cazzi tuoi” sono seri, spesso serissimi… E che la vita è finzione solo dove sembra finta ma è più vera del vero.

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