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Ogni promessa è un debito! Il Messy!

Ogni promessa è un debito e quest va per Ysingrinus che me l’aveva chiesta tempo fa!

C’è gente che non la capirò mai. Gente che pretendedi portare nella tua vita ordine. E pure la pulizia. Ora… fino a che parliamo di concetti sociali tipo “Ordine! e Pulizia!” belli gridati in piazza magari con una scopa che al posto del bastone c’ha un manganello ed al posto del flaconcino di ACE un sulcedaneo di Olio di Ricino… a me la cosa garba tantissimo esteticamente e sgrezzata da tutte quelle cazzate che hanno trasformato una filosofia vincente quanto il Toyotismo, come il totalitarismo, in una boiata come il fascismo d’operetta… io ci sono. Io sono fermamente convinto che i totalitarismi siano l’unica soluzione al disagio nel mondo e nella sfera privata. Ognuno dovrebbe essere Dittatore di se stesso… possibilmente io anche di tutti voi!

Nel mondo sociale… e pure un poco nell’universo dei social… ho sempre sognato di fare il dittatore, ergo… nell’Universo Social, dite con fiducia sì a slogan quali “Ordine e Pulizia!”… lasciate fare a me, lasciate fare ai Professionisti che, come sapete: “Mortellaro fa le cose per bene!”.

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Altro discorso, mannaggia, è l’ordine e la pulizia nella vita propria di tutti i giorni, Cioè dentro il giardino di casa del cuore tuo, che tu chiami vita mia propria e che dentro l’insieme c’ha il tuo corpo e le dirette emanazioni dello stesso, ossia i luoghi fisici in cui declini la tua vita, tipo: lavorare, scopare, sbronzarti, farti di caffeina, cazzeggiare, studiare il possimo romanzo breve, programmare i post del blog, farti la barba e acconciarti i baffi, farti le seghe, fumare sigarette estere, bere amari nazionali, spostarti in auto, sedurre le donne… Tutte queste cose sono le pertineze del giardino di casa della tua vita. Lì, chi entra per portare “Ordine e Pulizia!” dovrebbe essere massimamente messo alla porta come fecero i gloriosi partigiani comunisti stalinisti e pure un po’ titini con i totalitaristi da operetta che andavano sotto il nome di fascisti e con qualche papista attendista e finto-azionista della prima ora, tipo con la strage di Porzus e con le foibe. A totalitarismo da operetta, ancora una volta, si risponda coi sani metodi del Mortellaro Cortese e pure un pochetto Erode. O Beria. Perchè nel giardino di casa del cuore della tua vita e nelle sue pertinenze… l’ordine ce lo metti tu. La pulizia magari ti fai consigliare… vuoi mai che non ti lavi da un po’ visto che hai sempre altro da fare tipo le cose elencate sopra tra le quali c’è farsi la barba e i baffi ma non c’è farsi la doccia. Tipo, c’è farsi le seghe ma non c’è farsi il bidet dopo essersi fattio le seghe.
Oh… per la pulizia fatevi suggerire dai professionisti: sveglia di buon mattino, caffè sul cesso ed avviate il soffione della doccia… finito caffè, finita la cacca, carta igienica e doccia bollente. Ah seh! Un’altra persona! Non dimenticate per esempio, massimamente se andate a donnine, che spesso talune (le migliori, quelle da frequentare se vi piace pagare per fottere… che non c’è giudizio morale, è una perversione e ognuno ha le sue… perdire c’è gente che va in chiesa…) pretendono espressamente nell’annuncio che non siate stranieri e che siate puliti. Ora, è vero che a casa delle donnine c’è il bidet e potete farvelo… ma io sconsiglio di farvelo lì… secondo me ne uscite ancora più zozzilerci. Dunque pulizia, mi raccomando, quella sì.

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Ma ordine… ordine?! Chi cazzo ha detto che qualcuno può sindacare sulla entropicità dell’ordine dei vostri luoghi di declinazione della vita? Allora… sepolti in casa è il caso limite che analizzeremo alla fine ma attualmente è solo l’eccezione che conferma la regola. I sepolti in casa avrebbero bisogno di ordine e pulizia: cioè mazzate di mazza violentissime, benzina e fiammiferi. Il casino fa bene ai creativi. E se ne facciano una ragione i razionalisti razionali dell’ultim’ora che non hanno ancora capito che le formule matematiche non spiegano il mondo e che le formule chimiche non svelano gli arcani dell’amore… lo dica pure con fiducia il fotografo che incontra la biologa: “Ah cosa, nunn’è vero pe’ gnieeeente che è tutta ‘na cosa de chimica! Se ce la pensi così vattelappiglià a quel sacro indirizzo che conosci!”. Fotografo e biologa sono tranquillamente sostituibili con scrittore ed ingegnera, drammaturgo e avvocatessa, creativo grafico pubblicitario e matematica, cialtrone hipster e statistica (le categorie peggiori, ciascuna nel proprio macroinsieme attitudinale di riferimento). Il casino fa bene ai creativi e se glielo scombinate succede un ’48… un ’48 come quello del 1848 in giro per l’Europa, coi pupazzetti della plebaglia che girano per strada facendo un casino. Tipo il G8 di Genova, ma planetario. E senza estintori creativi, senza sbirri che sparano e spariscono e danno la colpa ad altri sbirri che poi finiscono per fare incidenti mortali e simili! Il casino ci aiuta.

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Il casino è il messy. Il messy è una cosa che le persone di una certa età, tipo le mamme dei coetanei miei, non dovrebbero guardare nè conoscere. Mia madre inclusa. Pure mio padre e pure i padri in genere. Mamma, papà… sappiate che non vanno scombinati i posti in cui un creativo come me declina la mia vita ed arrivederci.
Dopo questa sostanziale premessa…l messy è la quintessenza della creatività. E’ un fantastico gioco che vale da installazione artistica in cui cose splendide e solitamente deliziose (una non lo so ma se tantissime donne e – pare – tanti uomini ne conoscono il sapore, proprio di cacca della morte non deve sapere) vengono usate per inzaccherare letteralmente i corpi di desiderabili ed avvenenti modelle (il desideraile e l’avvenente come al solito va tarato a seconda della sottocategoria “chi?” prescelta: tranquilli se vi piace skinny cioè pelleossa c’è, se vi piace chubby cioè cicciotta c’è, se vi piace BBW cioè grassona c’è, se vi piace mature cioè atempata c’è e c’è pure se vi piace barely legal, cioè appena 18enne oppure class cioè di classe) che poi con tutto quel bordellone unto e bisunto e appiccicoso addosso se lo spalmano e si spalmano in ogni dove sul set. Cos’è questo se non il protestare, attraverso qualcosa di comunemente definibile come “un casino addosso” e basta, una enorme esplosione di creatività?! Art Attack meets Brazzers! Via i bambini e facciamoci aiutare solo da adulti o da “almeno diciottenni”, ovviamente. Cos’è se non l’estremizzazione carnale di un concetto come quello della tettutissima Kira Ayn Varszegi, che dipinge cole mammelle. O la Lilibeth Cuenca Rasmussen che ci mette davvero tutta la sta. O il folle Kazuo Shiraga che dipinge coi piedi… ma anche con tanta dignità. Il messy è questo: spingere il proprio corpo, la declinazione della propria esistenza di pornostar ad un livello superiore, trasformando il corpo in tavolozza per imprimere sulla tela della vita… o sul pavimento del set, il proprio concetto di arte. Poi, cazzo, lì su quei corpi c’è di tutto: nutella, ketchup, cocoina, amore maschile… lo sperimentalismo creativo davvero non ha limiti. Altro che Ordine! Altro che pulizia (in questo caso!).

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Risvolto della medaglia: non tuo quel che è incasinato, tipo, è messy e luccica. Prendete il bukkake… che è quella pratica di incasinare SOLO la faccia della modella con amore maschile… senza che esista un dopo… ma con il puro ed unico intento di degradare. Quello non è arte. Quello non è ordine entropico. Quella è dominazione spiccia e se non ti piace come concetto… la trovi anche un bel po’ disturbante. Ecco perchè dicevo che nel mare magnum del disordine, i sepolti in casa (che sono i bukkakisti cioè quelli che in tanti fanno il messy sulla faccia di una donna e il video finisce lì) sono una eccezione: troppi e sconclusionati, senza un fine. Come il casino dei sepolti in casa, come l’amore maschile sulla faccia delle modelle: serve a un cazzo e per mandarlo via ce ne vuole… e non riesci nemmeno ad aprire gli occhi!

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Di post ibernati, riciclati, recuperati come a dire che non ti va di scrivere un cazzo! E invece l’hai riscritto, quindi ti sei solo ispirato, nient’altro…

Io ‘ste porcherie di copincollare i post non le faccio!
E che cazzo! E non dovreste nemmeno pensare di accusarmi di una cosa del genere. Che è autoplagio? Che sono? Post ibernati nel congelatore del tempo e scongelati a bella posta? Pensate che io sia questo? Fuori dalle palle!

No… niente, dice che certi giorni sei nervoso e di primo acchito sembra che tu abbia davvro voglia di litigare col mondo. Così! Invece no, un motivo c’è sempre. Devo finire di scrivere questo post e poi far uscire il cane. E per me il cane conta un sacco… infatti è una delle tre che non rientrano e non irentreranno mai nella categoria “Biondoddio io con quella che ci fare” insieme alla mamma ed alla nonna. Per me il cane conta parecchio più dei lettori. Ma siccome se non lo scrivo ‘sto post mi risalta sulle palle più tardi. Faccio oggi quello che – esattamente – potrei/dovrei fare tra sei giorni, cioè il post di mercoledì 10 dicembre.
Ah, sì, sempre per la storia delle ucronie che cito qui ma di cui palrerò da un’altra parte dove questa pagina e la pagina in cui inizio col chiedervi cosa sono le ucronie sarà citata!

Vabbè sono nervoso e mi sono sentito attaccato da quello che probabilmente alcuni di voi avranno pensato leggendo il titolo. si chiama “mania di persecuzione” e ce l’ho solo quando divento nervoso… quindi oggi… “ditegli sempre di sì”… ma con moderazione o si sentirà preso per pazzo!

Taxi+Driver

Allora: la storia è questa!
Recita del Santo Natale dell’ultimo anno di asilo. Recita ≠ Presepe vivente. Recita con tanto di narratore. Lo sapete, no? Ci sta sempre il narratore. Il più sfigato della scuola. Quello che è così bravo e così ometto che tutti si fidano ad affidargli una parte che comporta enorme sforzo mnemonico e soprattutto autocontrollo e sangue freddo: mica proprio il narratore se ne può andare… mica può permettersi mattane. Deve stare lì, educato e impassibile a raccontare la storia che ha imparato a memoria… mica come Maria che sta zitta e muta, Giuseppe che dice solo “Coraggio Maria” buoi asinelle e pecore onomatopeici come mai (e pure un porco) o i Re Magi che il 23 dicembre in netto anticipo rispetto ad un parto avvenuto anch’esso in anticipo di quasi 36 ore esclamano “Prodigio del Signore!”.
Il narratore è un cazzinculo se lo sei… ‘na bella storia se la scampi!

Io non la scampai quell’anno… e non la scampai più… perchè in un paese piccolo quando passi dai pulcini agli allievi se sei meritevole l’allenatore precedente ti segnala al successivo. E tra le maestre funziona così… e io sono sempre stato segnalato. Per le cose peggior da fare… non per quelle che avessi fatto (purtroppo!).

5 anni, narratore al presepe vivente.
Sì ma narratore come? Vestito da cosa. Sì io faccio il narratore ma nel presepe di casa il narratore non ci sta. Io chi cazzo sono? Una pecora che si anima da bipede e vi racconta ‘na palla che sapete tutti? Un pastorello che si risveglia? La cometa che parla tanto è magica? Un Re Magio in anticipo? Un settenano (cit.) che passa di lì tanto coi remagi in anticipo un settenano può passare?

“Poi vediamo… magari un pastorello!”.
Che due coglioni… ricordo distintamente che pensai qualcosa di simile. Credo fosse un “Che due pizze!” che le parolacce le ho scoperte da relativamente poco e faccio indigestione come quelli che cominciano a fumare o scopare da grandissimi e dicono “chemesoperso!”.

Forse ho un idea maestra!
“Sentiamo?” con assoluta disponibilità… visto che quella fu tecnicamente la prima manifestazione di una personale indole taciturna e pacifica ma capace anche di sorprendenti blitzkrieg emozionali. “Sentaimo!” tanto che ci si può aspettare da un ometto così bravo educato e timorato?

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Potrei essere Erode! Lo shock sul volto della maestra. Erode? Ma questo è scemo? Ma che problemi ha? Questo è un pessimo segno… mi sa! “Ma Erode nel presepe non c’è!”. No Maestra c’è ci deve essere per forza perchè dopo fa la Strage degli Innocenti… a casa metto sempre un castello in lontananza sul presepe, giuro!

Questa del presepe è una delle prime palle molto ben congegnate che ho inventato. Palle assolutamente credibilissime se non fosse per mia madre o qualcun altro che arrivava a rovinarmi la festa rinvigorendo poi la definizione di “bieco mentitore patentato e pericolosissimo affabulatore” che mi ha perseguitato assieme a quella di bambino studioso educato e disponibile.

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“Direi di no, Domenico, è una cosa davvero macabra!”. Macabro a chi stronza fascista? (non lo dissi ma lo pensai e per questo Fiabeschi con quel suo fascista mi è sempre stato simpatico!). Volevo benissimo a quella maestra ma questa non la potevo sopportare. Oltretutto avevo un sacco di “palle bonus” per i capricci accumulate in due anni di onesto servizio.
Anche di fronte al primo contatto col mondo del porno di cui un giorno vi parlerò anche se non ho memoria del fatto e ricostruisco in base ai racconti di mia madre.
Tornarono utili le intuizioni sulle rivendicazioni sindacali di cui sentivo parlare a casa da un babbo che si occupava all’epoca in modo attivo e diretto di politica.
Io ho il potere del narratore… ed il potere del narratore è che “senza di te la recita di sicuro va malissimo Domenico e tu devi essere bravo come sai essere bravo”…
Io ho il potere di farmi venire una cacarella colossale il giorno della recita…
Io ho il potere di mandare tutto a puttane (ok non ho detto a puttane ma a monte… però ora mi piace esprimere il concetto)…
E questa è la mia rivendicazione sindacale.

(… Io ho il Potere di scrivere in corsivo e apparire, anche mentre dico una nefandezza, educato e garbato ai vostri occhi… non dimenticatelo mai…)

Eccomi a telefono con la maestra ed il foglio che mia madre doveva preoccuparsi io imparassi a memoria con poggiato su il giornale del giorno… tipo sequestro di persona…
… In bocca di sicuro avevo una Marlboro rossa. In casa c’erano solo quelle!
“Ho qui il copione maestra… ma ho delle irrinunciabili condizioni sindacali che dovremmo discutere… altrimenti il copione del narratore muore… ucciso da Erode che resta a casa quel giorno visto che è offeso perchè il suo ruolo è stato dimenticato!” Ed alle immaginate dichiarazioni di resa dell’autorità costituita io rispondo: “Dovrà farmi fare Erode… il narratore c’è solo se fa la parte di Erode! Altrimenti, gliel’ho detto Maestra: Il Copione MUORE!”.
Accettarono, definendo comunque storicamente congrua la mia richiesta!

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Costruirono un castello dietro il quale io stavo seduto per la maggior parte del tempo con la testa che usciva dal mezzo delle torri. Avevo una corona. Avevo un mantello rosso. Avevo una improbabile tutina di simil raso con corallini e paillettes. Bianca non rosa! A dispetto di quanto erroneamente ma simpaticamente riportato da alcuni freakkettoni sballomani, tossicofiliaci di prima mattina… Erode non è quel coso mezzo frocio e tutto impasticcato – ma comunque simpaticissimo – che ho messo poco più su: Erode era uno ganzo!
Ed è dunque del tutto ovvio che… mi presentassero come Erode.

Del tutto evidenti due imprescindibili considerazioni:
– Da piccolo avevo benaltro potere contrattuale e sindacale, persino di fronte a rivendicazioni cattolicamente inaccettabili…

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– Da piccolo ho cominciato e non ho mai smesso di voler fare una cosa ben precisa da grande: il sovrano stronzo!
E quindi ‘sto post a giusta ragione potrebbe chiamarsi: “Da grande vglio fare il dittatore!”.

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