Archivi tag: Donna

“Spezzeremo le reni alle barricate inconsce nei nostri sogni… Vincere! E vinceremo!” Ma portò male, come frase

kla_002.jpg

Sei sul treno, frecciaqualchecosa. Sai che il viaggio durerà lo spazio cosciente di due ore, poco meno. Il treno si appresta a partire. I soliti convenevoli tra te che resti muto e l’altoparlante che non smette di gracchiare senza dir nulla che ti interessi. Il treno non compie opera soste intermedie. A cosa serva ricordare la destinazione, adesso, proprio non lo sai. Di fianco a te, lei. Ordinaria se non fosse per un tacco giustunpoco fuori dal comune. Formalissima, se non fosse per uno spacco giustunpoco sensuale. E’ una balza di calza autoreggente quella che intravedo. Of course. Tu sapevi che lei ci sarebbe stata. Tu sentivi che lei ci sarebbe stata. Ti aspettavi di trovarla lì, ti aspettava, lo sai. Di fronte una signora anziana, compita, distinta. Sembra Jessica Fletcher. Il cappotto buono tirato giù dalla sbarra dell’armadio e sfilato dal cellophane che amorevole lo proteggeva. Un profumo dolce, antico. Un foulard non certo alla moda ma sempre tanto elegante. Due fedi giustapposte, un anello all’altra mano. Calze elastiche sul grigio, coprenti, scarpe di vernice lucida. Gente al seguito. Vecchia tempra abituata ad interessarsi con fama di dettagli ed enorme trasporot delle vicende dei commendatori, dei Doria, dei Lauro, degli Strozzi e dei Savoia. La donna di fianco, contrubante e discreta, tira fuori un tablet piccino. Digita su qualcosa. Sai già cosa. Lo sapevi… avrebbe avuto il tablet con sè. E il centimetro di balza sotto lo spacco. E quel tacco. Apri il libro che hai poggiato sul tavolinetto di fronte: Gang Bang di Chuck Palahniuk. “Sono Rambo39, tu sei Timidasperanza?“… sembra proprio così. Ed al terzo schiocco di sguardi, sempre più lunghi, maliziosi e sornioni… alla terza immagine che scorre ad arroventare lo spazio di aria tra i suoi ed i tuoi occhi, ipotenusa che si deforma e si restringe nell’avvicinarsi di voi due, vertici di quel triangolo, dove d’incomodo c’è solo il pubblico pagante di pixel adoranti dello schermo del tablet… cominci a chiederti perchè quella anziana e dignitosissima nonnetta senta il forte e compulsivo bisogno di sillabarti, per filo e per segno, in dialetto veneto – che tu non capisci se non fosse per il quantitativo osceno di volte che ci infila dentro senza ragione la parola sghei – la ricetta del calzone di scarole – che è un piatto campano della tua infanzia – tenendoti serrato il polso e muovendolo verso di sè e verso di te ad ogni sillaba.

Anziana-seduta-treno.jpg

E’ del tutto evidente che il caso in narrazione ci introduce ad affrontare il curioso e delicato campo delle resistenze non coscienti che il superio dissemina anche nel sogno. In una forma maniacale di controllo tentato e spesso esercitato sulle nostre pulsioni, la componente di noi stessi più legata al concetto di dovere, di aspirazione, di moralità dissemina anche il percorso dei desiderata onirici di ostacoli e distrazioni che rendano plausibilmente impossibile il raggiungimento del desiderio inconscio. Spesso dettate da sensi di colpa stratificati o da fortissime imbrigliature morali delle pulsioni del sognante, queste barriere acquisiscono la forma di attori sul palcoscenico del sogno, portando all’interno della narrazione dettagli surreali, quasi sempre scollegati dal contesto onirico stesso e frequentemente carichi di richiami all’infanzia del sognante.

 

Contrassegnato da tag , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Guide per neo-single: Dieci fondamentali con cui una femmina non deve essere consegnata al tuo domicilio. Se proprio non se ne può fare a meno… accertati che le porti via!

Inauguriamo oggi una rubrica a cadenza periodica in cui forniremo validi consigli ed assistenza… a mo’ di liste (finalmente) ai neo-single che affrontano il delicato periodo di trapasso dall’espressione “Tra noi è finita!” alla constatazione “Finalmente!” o “Ed era pure ora”… a seconda del vostro gradimento.

Iniziamo dai dieci oggetti che una femmina che vedrete consegnarsi al vostro domicilio non deve nella maniera più assoluta “dimenticare” a casa vostra. Perchè lo sappiamo tutti che un neo-single quando riparte dall’ABC non fa altro che ripartire dallo scorrere la personalissima rubrica dei contatti femminili. E, per carità, niente di male. L’importante è che certe cose non succedano… che certi oggetti non restino a casa vostra oltre il tempo di permanenza della femmina proprietaria. Perchè quegli oggetti fanno e dicono molto di più, di quello che voi potete anche solo lontanamente immaginare.

1 – Lo spazzolino da denti. Una femmina consegnata al tuo domicilio con uno spazzolino da denti indica una subdola propensione alla occupazione dei territori nemici in pianta stabile. L’igiene è spesso requisito fondamentale nei rapporti umani, ma sincerati sempre che, dopo i pasti o i giochi di società a due, la femmina consegnata abbia premura di asciugare il suo spazzolino e riporlo nella borsetta da dove l’aveva estratto.

5bf1f-spazzolino_denti

2 – Ciabattine da casa. Ti diranno che non sopportano nella maniera più assoluta la fastidiosissima sensazione del pavimento freddo mentre percorrono il brevissimo cammino che separa la tua camera da letto dal tuo bagno. Non crederci: è una scusa! Precisa subito, prima che lei venga consegnata, che la tua scarpiera è dotata anche di caldissime ciabatte in pile come nuove di taglia abbondante che tu non usi più e le potranno essere concesse in comodato d’uso gratuito per il tempo di permanenza e per gli usi concentiti.

14-2

3 – L’ultimo fantastico libro che hanno iniziato a leggere. Il più pericoloso degli oggetti con cui una donna possa essere consegnata. Il libro è un piacere di lunghissimo corso. La femmina utilizzerà quell’oggetto con finalità di rassicurazione, per sottointendere che può tranquillamente occupare i tuoi personalissimi ed irrinunciabili spazi di autonomia domestica con “le sue passioni”. Non è vero… sappilo! Sta solo cercando il momento opportuno per “dimenticarlo” a casa tua e costruirsi una facile scusa per nuove incursioni quando meno te l’aspetti… solitamente quando meno la vorresti tra i piedi. Ricordati sempre di controllare che lo abbia rimesso in borsa prima di inforcare la porta.

libro-di-fabio-volo

4 – Vestaglia da camera o maxipull o tutone da casa. Non stupirti mai di cosa possa uscire dalla borsa di una femmina consegnata al tuo domicilio. Ricordi Mary Poppins? Appunto! I grandi centri commerciali hanno spesso negozi creati dal complotto femminilmassonico per la vendita di oggetti simili. I modelli attualmente commercializzati soddisfano l’occhio e la libido di una vasta serie di neo-single in circolazione. Fidati, anche un tutone da casa può apparirti la più seducente delle oasi nel deserto. Se quell’oggetto o uno simile dovesse finire per essere “lasciato” nel tuo armadio, sappi che la tua vita è segnata. Lei non ha intenzione di andare via di lì. In men che non si dica, sexissima in quel tutone, mentre guardi la partita della tua squadra del cuore, ti dirà serafica: “Caro, il camion del trasloco arriva domattina alle 7:30…”.

intimissimi-31

5 – Confezione di assorbenti o salvaslip. Questo oggetto è un altro must delle borse con cui le femmine vengono solitamente consegnate al tuo domicilio. Abbi cura che, dopo l’eventuale uso, lei riprenda la confezione. Il costo di questi oggetti è relativamente esiguo e non vengono seminati per garantirsi un pronto ritorno. Quasi sempre l’utilizzo di attrezzi del genere è quello di marcare il territorio e scoraggiare future concorrenti. Anhe perchè, diciamolo, è un po’ complicato motivarner la sua presenza con la prossima consegnata al tuo domicilio. Ricorda che solitamente le femmine sono molto particolarsite e quindi non potrai sperare di riciclare l’oggetto per future consegne. Gettalo senza timore nell’immondizia e… consiglio fondamentale per tutti… disfarsi subito dell’intera pattumiera. Le femmine tendono ad essere molto attente quando si muovono nelle case altrui… anche con i rifiuti prodotti.

ninfea_anatomico

6 – Intimo supersexy. Questo oggetto viene solitamente portato dalla femmina consegnata al tuo domicilio con la scusa “Volevo farmi bella per noi”. La femmina che lo utilizza ha manie distruttive di tipo retroattivo. In buona sostanza calcerà il perizoma sotto il letto o sotto la poltrona nel buio della stanza per avere la scusa di averlo dimenticato lì. Peggio ancora te lo lascerà nel letto, tra le lenzuola, lì dove nelle ore o nei giorni immediatamente successivi, difficilmente – pensa – un uomo andrebbe a guardare. Quella che ha lasciato lì è una pericolosissima bomba ad orologeria pronta ad esplodere rovinandoti spesso sul più bello la successiva consegna. Abbi cura di controllare sempre che abbia recuperato tutto il suo intimo. Se lei dovesse proprio insistere per lasciarlo da te, facendo leva sulla tua innegabile voglia di iniziare una “collezione privata”… non fare la figura della mammoletta, fingi enorme apprezamento e riponilo con cura infondo ad un vecchio borsone da palestra sull’ammezzato.

perizoma

7 – Libro di cucina. Spesso le femmine hanno la tendenza a “dimenticare” o, peggio, adottare espressioni come il “te lo presto” per indurti a “migliorare nella tua passione” e invitarti a valorizzare quella parte di te che usi solitamente nel mood “un milione di posti di lavoro” quando fai campagna elettorale, ossia la tua dote culinaria. Gesto davvero parlante. Come dirti: “Lo so che posti piatti di cucina per acchiappare e adesso che tu sai che io so… smettila!”. Inoltre, la femmina in questione sta soltanto creando, subdolamente, nella tua mente i presupposti per una nuova cena ed un pronto ritorno nella tua vita. Tu, semplicemente, sappilo e adotta le giuste contromisure. Non hai bisogno del suo libro di cucina. Non dipendi da lei e dai suoi consigli. Sei già bravo di tuo… anche a trovare ricette nuove!

-1

8 – Occhiali da sole. Spesso – purtroppo – graduati e costosissimi. Non puoi buttarli nel rusco. Non puoi riutilizzarli tu. Non puoi regalarli a meno di una attenta e meticolosa ricerca della femmina nuova cui sbolognarli. Ricerca che, tra astigmatismo, ipermetropia, miopia e i benedetti 10/10 in su e in giù, rischia di rivelarsi erculea, come fatica. Controlla bene in tutta la casa prima che lei vada via… “Aspetta perchè mi ricordo che avevi lasciato gli occhiali graduati”… ed insisti molto sul graduati. Solitamente li hanno lasciati mimetizzati lì dove non te lo aspetteresti mai e lì dove non guarderesti mai. Sii certosino. Spesso sono sotto i tuoi occhi ma non li vedi. Memorizza accuratamente le sue prime mosse all’ingresso in casa… sono quelle in cui semina… Gli sforzi di memoria torneranno utili.

montatura-vintage-donna-di-polaroid

9 – Orecchini, braccialetti, anellini, bigiotteria cantante. Spesso ferraglia infima, ma con un “inestimabile valore affettivo”. Spesso così infinitesimali nelle dimensioni da farti bestemmiare ogni possibile madonna mentre sei intento a ricercarli. Spesso facilmente occultabili tra i cuscini di un divano con la scusa del “sai ne abbiamo combinate proprio tante…”. Attento Gesummaria… Tieni sempre a portata di mano, vicino al divano o sul comodino accanto al letto dalla parte dove cominci i tuoi tour de force, un contenitore che loro ti insegneranno ha nome “portagioie”. Allo scoccare delle prime effusioni fatti trovare preparato… metti tutto lì dentro. Allo scoccare della “mezzanotte” riconsegna tutto manco fossi all’exit di una patria galera.

Jewellery arranged at the background

10 – Caricabatterie da smartphone. Sei nella merda! Nessuna femmina dimenticherebbe mai il suo caricabatterie a casa tua. Nessuna che non abbia la necessità compulsiva di rientrare a bomba nella tua vita entro le prossime dodici ore. Dimenticare un caricabatterie a casa tua equivale ad una dichiarazione di guerra alla tua indipendenza, alla tua autonomia ed alla tua libertà personale. Inoltre… è la scusa più comoda per riconsegnarsi all’uscio con la malcelata voglia di verificare cosa tu stia facendo in quel momento e, soprattutto, con chi. Accertati che, riprendendo in mano il suo smartphone, lei disconnetta la presa e riponga tutto con cura nella borsa.

Caricabatterie-da-Casa-Usb-Linq_thumb

Seguiranno nuove istruzioni!

Contrassegnato da tag , , , , , , , , , , , , , , ,

… non lo so se è l’ansia o che cosa… ma prima che le undici si siano fatte… mi piacerebbe sapere che tutta la settimana fino a domenica è programmata… ed è solo martedì…

Ci sono giorni, interi, in cui credo che l’unica cosa che abbia senso sia avere pazienza… in cui farmi andare bene i brutti sogni. Brutti sogni che sono diventati una costante dell’ultima settimana… brutti sogni che piano piano si infilano in tutte le notti. C’è sempre lei. C’è sempre il suo ecs… che ho scoperto di immaginare forse proprio com’è… senza avere il dispiacere di frequentarlo o averlo frequentato. Il problema in questo caso non è il benedetto e proverbiale ritorno degli ecs… il problema sono loro, le donne, che gli danno bordone.

Il problema non sono gli ecs… non sono le donne, che in generale danno bordone.
Il problema sono i messaggi subliminali del canale 118 di Sky e cioè CI (crime+investigation). Perchè i miei incubi escono tutti di là. Guardo la cosa di Pietro Maso e c’è lei che mi deve far fuori con lui per ciularsi l’eredità… e niente male se mi uccidesse per ciularsela lei… è la presenza del lui che mi infastidisce.
Guardo la cosa delle mogli pazzerelle e incomprensibili e mi ricompare lei davanti alle palle. Le mie scatole sanno di te… ma le scatole quelle usate per contenere i coglioni e non farteli dire. Mi hai seccato… fuori dai sogni. Perchè nel sogno tutto il sanguebordello che succede sapete perchè capita? Perchè lui torna e lei non riesce a dirgli “Sai in tutti questi mesi/anni… vabbè, lo sai, no?” e non riesce a farlo per paura che lui poi si vendichi “mettendole le corna a destra e manca”. Quello che le donne non ti dicono è che sono molto più che dolcemente complicate!
Quello che le donne non dicono è che sono cattive… nella realtà… e pure nei sogni. Quando per colpa del programma che fa su 118 di Sky Crime Investigation… che parla dei bambini rapiti dai genitori tristi, zie arrapate o nonni imminchioniti… sogno che lei e il suo ecs si precipitano a casa per portare via in un posto lontano lontano una figlia che non ho, Sofia, alla quale mi sentivo comunque molto legato nel mio sogno… e portano via la mia Maggie… alla quale sono visceralmente e profondamente legato perchè esiste. Le donne sono stronze e cattive. E Crime and Investigation è un canale promosso da donne.

Ed a te resta poco da fare se non dirti di avere pazienza…
A te resta poco da fare se non dire a te stesso che “You gotta hold on…”.

Contrassegnato da tag , , , , , , , , , , , , ,

Vestirsi da donna non è quel che faccio… che poi sarebbe il post che vi ho annunciato ieri, spiegato per bene!

Sgombrare il campo da ogni dubbio: Domenico Mortellaro non si veste da donna!
Sgombrare il campo da ogni ragionevole dubbio: Domenico Mortellaro non si veste da donna!
E come nel gioco subliminale dell’elefante o della cocacola… tutti immaginate Domenico Mortellaro vestito da donna.

norman-crosdressed-as-his-mother-trying-to-kill-lila

Niente di più sbagliato!

Il problema è che ieri ero in un centro commerciale. Ah sì, non tecnicamente ieri… lo sapete. Ieri ero al centro commerciale e passavo di vetrina in vetrina non più in cerca di regali ma di passi da togliere tra me e l’ipermercato: alimentari e simili. E le vetrine sono fatte per guardare.
Per dire: ad Amsterdam nelle vetrine ci vedi le donne… ma non le canne. Eppure sai che se c’è scritto coffee shop dentro ti puoi fare gli sveltroni in tutta tranquillità. E sai che se c’è una tizia in vetrina dentro puoi farci le frecazze in tutta tranquillità, no? Sì! Eppure noi italici riteniamo degradante sta storia della vetrina. Perchè c’è un vetro tra noi e la donna, in realtà… visto che non è tecnicamente degradante vederle in strada. Lì loro non si degradano, urtano il nostro senso civico. No, le cose van dette, eh! Sapete perchè le mettono in vetrina? Trovata commerciale e basta. Per un semplice fatto: contano sulla necessità che abbiamo di trasgredire. Voglio dire: la canna per strada in Italia te la fai, ad Amsterdam no. Se ti beccano in Olanda a fumare per strada ti fumerà il culo, dopo, dagli schiaffoni con la paletta da segnalazione del vigile bagnata all’acqua.
Basta la scritta Coffee Shop e tu sai. Basta quella… perchè quel che ti tira è il non sapere cosa si prova a farsi portare in un locale una canna, scegliersela sul menù, avere un cameriere che te la porge. In Italia la signorina che ti porge le tette o il culo… o anche altro, per dire, ce l’hai. Per strada, in casa, in albergo, in cam… dovunque. Quindi non ti basta sapere che c’è un posto chiuso dove ‘ste cose succedono. E che è? Un bordello! Un casino, nient’altro… che è tutto ‘sto scandalo? Appunto le metti in verina. Senò l’interesse, la trasgressione, dove sta?

Le vetrine di certi posti dell’ipercoop sono come quelle di Amsterdam. Ci sono dentro quelle cose oscene e schifosissime che si chiamano “guilty pleasures” (pensieri peccaminosi: trad. cur.). Ci sta dentro l’equivalente sonoro, per dire, di “Maracaibo” di Lu Colombo oppure “Rumore” o “Rosso” della Carrà. Che li canti come un pazzo in macchina, non ti tieni dalla voglia di ballare e di fare la mossa della frangetta della Carrà, ma guai che si sappia in giro!

Clothes-beige-thickening-bubble-font-b-berber-b-font-font-b-fleece-b-font-lining-font

Ieri il mio guitly pleasure erano una serie di accessori di abbigliamento/casa tipicamente femminili. Assolutamente femminili. Roba che se te li metti addosso alcuni tuoi carissimi amici con l’unico difetto di essere un pochettino forzati nel personaggio dell’omofobo fascista e razzista minimo invocano le sedie a gas, le docce elettriche e l’impiccagione dalle palle, tanto “che te ne fai più?!”(cut.) (che era un refuso, ma bello freudiano se lo traducete dall’inglese ed in realtà è cit.). E questi accessori erano nell’ordine:
– Un pigiama con sopra disegnata la faccia di un pinguino e sotto riprodotta la livrea del pinguino (pantalone e maglia, si intende sotto e sopra) di tessuto “orsetto” che è una specie di “pile” (pail, bestie!) ma molto più caldo e morbido e già il fatto che abbia quel nome, vedertelo addosso o vederti spiegare che cosa hai comprato ad un amico già ti vedi il suo sopracciglio che si alza e i suoi piedi che disegnano un paio di passi indietro e le braccia che si acconsertano per creare una naturale barriera tra te e lui…

orso_peluche-700x224
– Un plaid fantasia natalizia davvero splendido, bianco e rosso, con l’interno ancora in “pile” ma questa volta fatto a batuffoli di lana e quindi, ho scoperto “tessuto pecorella”… e lo so che battute mi merito…
– Uno scaldacollo bianco in ciniglia che solo a guardarlo trasmetteva un senso di morbidezza indiscusso ed una idea di calore inimmaginabile. Ma che è bianco e di ciniglia quindi: “roba da finocchi!” (cit.)
Ieri faceva freddo.

Il problema è stato immaginare una serie di scuse per cui riempire inesistenti amiche non destinatarie di alcun regalo di pensieri impegnativi come un pigiama che già definirlo orsetto/pinguino viene in mente una curiosa bestia mitologica che starebbe sicuramente meglio dell’unicorno sulla bandiera dell’arcigay… oppure di un plaid per le feste natalizie che avresti voglia di cucirtelo addosso, ma che come fantasia mi ricorda la figura di mmmerda che feci fare a mia nonna quando in un negozio per bambini, a otto anni, risposi con verve assolutamente razzista: “No, nonna un maglione coi pupazzi da mongoloide no!”… perchè da bambini certe fantasie, anche se è Natale, sono lecite addosso a donne e non ho capito perchè sofferenti psichici di varia natura che è quello che i bambini a otto anni definiscono un “mongoloide”.

plaid-pile-misti-product
Passi per lo scaldacollo… che alla fine è quasi unisex a meno che tu non abbia carissimi amici davvero radicati nell’animo del fascismo, così tanto da non riuscire ad uscire. Io ho quel genere di amici. Ed uso già troppi congiuntivi per i loro gusti…
Però certi oggetti non puoi comprarli come “personali”… che già il nome fa pensare a tentazioni… mah, vabbè… servono le amiche. Però visto quanto sei devono essere obese. Un casino.

Il problema ancor più forte è stato immaginarmi col plaid, il pigiama orsetto-pinguino e lo scaldacollo ai piedi.
Quasi peggio di un’altra storiaccia che combinai quando scaricai un’app coi suoni per dormire, feci partire sul letto una ninna nanna e… no, non ve la racconto oggi. Facciamo domani.
Il problema è stato immaginarmi in quella guisa/forma e ricordare un celebre personaggio di un celebre film che fa una celebre scena finale simile. Solo che lui è un serial killer pazzo scatenato da legare e buttare la chiave della stanza dove lo hai rinchiuso. Il film è un celebre capolavoro di Alfred Hitchcock… ed io vivo da qualche giorno solo nella nuova casa… per cui sono suscettibile a certe idee. A certe paure. A certe immedesimazioni.

psychomother

Tranquilli tutti: non sono su una sedia a dondolo… non ho addosso un plaid nè una vestaglia nè tantomeno un mix tra orsetto e pinguino… (che adesso che ci penso, tra i pinguini che finiscono inculati a stormi dai leoni marini nell’Antartide e gli INDECORORSI come categoria autoironica del mondo GLBT un mix meglio riuscito dove cacchio lo trovavi?). E non cambio la voce facendone due o tre diverse a seconda di chi faccio parlare.

20141118_pinguino_violentato
Però ho avuto paura di cedere alla tentazione.
E mi sono chiesto come al solito irrimediabilmente senza risposta, perchè la vita comoda e coccolata è solo delle femmine… e noi maschi se reclamiamo il diritto ad una esistenza meno spigolosa, siamo bollati da finocchi?
Provate a chiedermelo amici fascistoni? (no… non l’ho comprate ma sono incazzato per non averlo fatto!)
La risposta c’è… ma dirla imporrebbe un registro ancor più fallocentrico di quel che voi possiate anche solo immaginare!

Tranquilli tutti: Norman Bates was here… was!

Contrassegnato da tag , , , , , , , , , , , , , , ,

Biondoddio con quella che ci farei! Che poi è come dire, più o meno, le cinque donne della mia vita… tenendo ovviamente a debita distanza la mamma, la nonna e la zia! E pure il mio cane, che è femmina! (2/5 così spacchettato le idee si esauriscono meno velocemente…)

Rihanna è una cosa indescrivibile.

Featured image

Rihanna non esiste, però! L’hanno creata in laboratorio. Ogni tanto la scongelano. Con il photoshop le cambiano i capelli. Con il photoshop le cambiano i vestiti. E non serve photoshop per tenerla sempre giovane, che tanto il file non invecchia. Rihanna è l’avatar di cui il tuo second life si innamora. E tu che sei cretino e non ti accorgi della enorme differenza tra off-line ed on-line finisci per crederci davvero che esiste Rihanna.

Featured image

Rihanna la usano per fare i video di canzoni che sono pop e banali… ma lei le canta, ci mette su la voce, le tocca… e quelle per magia diventano belle (pure io diventerei bello… se non diventi bello quando ti tocca Rihanna e sei maschio sei gay… se non diventi bella quando ti tocca Rihanna non sei lesbica). Le canzoni che canta Rihanna che tocca Rihanna che ci mette su la voce Rihanna diventano tutte belle.
Non perchè poi lo siano davvero… ma perchè quando le senti ti ricordi il suo viso, i suoi sguardi, le sue anche che si muovono e ondeggiano… ed anche la merda banale trita e ritrita di un pezzo in radio uguale ad altri centomila mentre ti rompi il cazzo in macchina, ti rompi il cazzo in ufficio, ti rompi il cazzo alla tele e passi sui canali musicali della paytv e uno su dieci ci vedi Rihanna, ti rompi il cazzo di fumare dopo che hai scopato, ti rompi il cazzo di piangere, ti rompi il cazzo di ridere, ti rompi il cazzo di respirare e di vivere, anche il pezzo in radio uguale ad altri centomila ti sembra bello.

Featured image

E’ la magia di Rihanna. L’hanno creata per questo. E tanto basta.
Non si sono accorti che andrebbe scritto sotto ogni video, ogni intervista, ogni sua apparizione. Come per le finte bottiglie di birra Duff, con dentro una cosa che non è nemmeno lontanamente birra. Dovrebbero scriverci su “gadget non potabile”. Oppure anche in piccolo come sotto tutti i contratti belli che non ti dicono dove e quando arriverà una certa inculata (non certa indefinito, certa sicura!): “attenzione: Rihanna è una idea, non esiste!”.

Rihanna non esiste. Forse è per questo che mi ci sono perdutamente innamorato.
E visto che Rihanna non esiste mi sono permesso di farle dire sulla mia pagina facebook che ero dimagrito davvero questa estate e che quindi ero diventato ai suoi occhi molto molto più desiderabile. E poi le avevo fatto una scenata di gelosia terribile per le cose scritte a Kevin Prince Boateng. Arrivando a chiedere in giro per davvero cosa aveva lui che io non avevo. Mi sa una serie di cose!
(E sono fortunato che la gente ancora mi saluti… e ve lo dico e lo metto tra parentesi a parte in un rigo solo perchè fa più figo…)
E poi m’ero incazzato perchè dopo Boateng ci aveva provato con un altro giocatore… e poi con un altro ancora.
Sembrava il film “Rihanna va ai mondiali”… come quello di Cicciolina e Moana Pozzi. Ma senza vedere le zozzerie… solo immaginandole!
Ho scoperto dopo attenta osservazione che tutti i giocatori che Rihanna nominava c’avevano i tatuaggi sulle braccia.
E’ colpa di chi ha inventato Rihanna e le ha fatto dire certe cose se io ora sono dipendente da inchiostro dei tatuaggi.
E’ molto più colpa sua che non di Marylin Manson per i tipi che entrano a scuola ammazzando i bidelli!

Featured image
Gli inventori di Rihanna hanno capito che se tutti sono convinti che Rihanna esiste, le cose che fanno dire a questa che non esiste generano interesse morboso, successo, attenzione e tutte ste cose diventano poi i soldi che si accumulano su un conto intestato a Rihanna ma che in realtà gira tutti i soldi ad un conto intestato alla voce “Inventori di Rihanna”. E l’unica che non lo ha capito è la fidanzata di Boateng che cerca ancora Rihanna per dirgliene quattro dal vivo!
Poi mi ero messo la sua canzone con Shakira come sveglia. Ma l’ho tolta subito perchè non funzionava affatto… perchè se non vedi il video non pensi che il mondo sia un posto migliore… e quando ti stai svegliando difficilmente hai voglia di ricordare com’è un video. E poi lì canta troppo Shakira… che a me non piace e che esiste davvero e che forse m’è piaciuta solo qualche anno fa quando aveva un look acqua e sapone… Perchè Rihanna (e pure Tory Lane, va bene, ma quello sarà un altro post) è l’unica donna “non acqua e sapone” con cui ci farei delle cose…

Rihanna per uscirci devi affittare una macchina di quelle che costano un sacco.
Rihanna per uscirci devi rifarti il guardaroba con robe che costano un sacco.
Però con Rihanna ci uscirei, se esistesse davvero. Anche se mi costerebbe un sacco… anzi due, uno per la macchina uno per il guardaroba!
E farei di tutto per riuscirci – ad uscirci assieme.
Solo che so che sarebbe una serata devastante:

– almeno una rissa al minuto con tutti quelli che la guardano… perchè io non sono il tipo che a fianco vuole la tipa per farla guardare e farsi invidiare o farla desiderare. Quella è la porta di una certa perversione che si chiama “cuckold” di quelli che la moglie poi, tanto sono contenti di farsi invidiare e farla desiderare, che la moglie la danno ad altri… e loro lì che guardano! Mah!

– almeno fino alle sei in discoteca. Io che la discoteca la odio. Io che mi ci addormento. E poi lei chi la controlla? E poi che fai, dici che ci sei uscito con una se fino alle sei hai dormito? Mi sa di no… mi sa che non funziona!

– almeno dieci casini per presentarla ai tuoi che immediatamente ti guardano preoccupati e ti chiedono se devono sapere qualcosa visto e considerato che (se ci sei uscito veramente e non è tutta una illusione… ma mi sa che in quel caso hai avuto la botta di culo di conoscere una che le somiglia un sacchissimo) “che ci fa una così con uno come te?” – e l’autostima ringrazia…

– almeno venti casini se non di più per presentarla ai tuoi che immediatamente ti guardano più che preoccupati e ti chiedono se devono sapere qualcosa visto e considerato che (se com’è molto più probabile la follia ha preso il sopravvento e sei convinto di essere uscito con Rihanna e di poterla presentare ai tuoi genitori perchè l’hai invitata a pranzo con tutta la famiglia per farti figo ma in realtà accanto a te c’è un nulla più assoluto di quello assoluto) “hai ricominciato con le amiche immaginarie? Ne eravamo usciti qualche giorno fa che una l’avevi anche conosciuta! Ed esisteva per fortuna! E adesso questa Rihanna che non esiste?!”.

Featured image

Io di Rihanna sono perdutamente innamorato. Con la stessa pervicace costanza e convinzione di un “dailandog” qualunque (ricit. solita!). Proprio perchè so che è un amore impossibile. Perchè Rihanna non esiste.Perchè se esistesse, lo so, mi amerebbe già… soprattutto ora che ho un braccio tutto tatuato e uno che sto per tatuare!

Ma MTv che esiste e non dice tutta la verità su alcune cantanti… MTv la odio. MTv è il male!

Ah, sì, prima che me lo chiediate… solitamente non scrivo così… oggi mi andava di farlo!
Mi ci sto riallenando a scrivere in modi sempre diversi… senò che rottura di cazzo è la scrittura?
Diventa ‘na cosa banale come parlare di Rihanna che lo sanno tutti che fa sangue a chiunque, peraltro in modo banale.
E, no, non mi va!

Ah sì, prima che mi chiediate anche questo… non sono innamorato solo delle cantanti!

Ah sì, prima che mi chiediate pure quest’altra cosa… un sacco di gente pensa che io sia una persona stramba e sensibile.
Solo qualcuno ha capito davvero che sono un gran paraculo!

Contrassegnato da tag , , , , , , , , , , ,