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Allora questa è una cosa che veramente c’ho dentro e vi devo dire…

Guardate in questi giorni rischierò di essere brevissimo. La nuova e vecchia futura vita che vivrò nei prossimi mesi mi porterà a dover modificare i miei tempi e di conseguenza anche quelli che potrò regalare a questo spazio… che è principalmente mio ma anche di tutti voi.
Miei cari so già che nei prossimi mesi mi sarà complicato mettermi qui a partorire ogni giorno papiri di 1000 parole… anche solo per il fatto che non sarò a casa sveglio per un tempo sufficiente… ma non è detto che ciò non avvenga da lavoro… non so.
Volevo solo dire a tutti voi, davvero e dal profondo del cuore che vi ringrazio per la vostra affettuosa presenza costante e nello stesso modo mi scuso con voi se non posso sempre ricambiare.
Credetemi non ho mai pensato che tenere un blog fosse come fare pompini di ricambio a destra e sinistra… anche perchè il reparto “pompe di ricambio” ha chiuso da tempo qui… soprattutto da quando gli iniettori dei motori sono andati nel dimenticatoio grazie alle centraline… però mi spiace non avere il tempo di seguirvi sempre… mi spiace tanto a volte non avere il tempo di commentarvi.

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Dicevo, sarà interessante capire come tutto questo cambierà fino ad ottobre nel prossimi mesi… perchè magari sarò molto più presente con post brevi… che dietro il bancone di una birreria c’è sempre tanto da raccontare… o forse no…  birra

Nel frattempo sappiate che avremo già aperto ma il bilancio di queste prime due giornate, per ragioni di profonda ucronia, voi lo avrete attorno a mercoledì o giovedì… che saranno giorni importanti per me, visto che ho accettato il cortese invito di un professore universitario a tenere un seminario sociologico e criminologico di due giorni su un quartiere a rischio dove, con operazione di undercovering, ho svolto uno studio sul mercato della droga… in quello che è una versione in sedicesimi (ma nemmeno poi tanto) di Scampia… solo che si trova a Bari, ad Enziteto… che adesso è diventato un luogo anche caratterizzato da enorme voglia di riscatto sociale, ma nel 2008 quando ci ho lavorato… non era mica così.

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E quindi si apparecchia ad essere una settimana importante, visto che martedì ho da fare il tatuaggio… ho da completare una delle due parti… e vi posterò la foto della fine della prima metà del lavoro..

Sappiate che sarà una settimana dura ma… come spesso ho detto, mi prenderò dai capelli che sto per andare a tagliare (che alla guerra ed alla morte ci si presenta sempre col volto pulito) e mi butterò oltre l’ostacolo. Se non dovessi farcela, sappiate che vi ho voluto bene!

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… e ci sono le storie allucinanti che ti sono capitate e tu ti chiedi come mai non riesci mai ad essere così pazzo come gli altri… e ti senti già troppo in colpa per come sei…

Tipo che io vi ho detto che nel lontano 2007 io ne ho davvero combinate di tutti i colori.
Tipo essermi spaccato la mano contro un muro per non malmenare in piena faccia uno che obiettivamente un cazzotto se lo meritava. E ho colpito il muro e mi sono spezzato la mano per non fare del male a lui… che se le stava chiamando dalle mani le mazzate.
Oppure, tipo essermi lasciato alle spalle una serie di macerie emozionali buttando all’epoca all’aria quella che poteva diventare una bella storia d’amore solo perchè non avevo il coraggio di lasciare una con cui stavo – in una relazione così liquida da affogarci dentro… ed affogarci male.
Oppure tipo aver cercato di cominciare a provarci con una dottoressa che aveva avuto semplicemente la colpa di essere stata tremendamente gentile con me… solo perchè in un paio di occasioni mi ero trovato di fronte sue coetanee assolutamente disponibilissime a lasciarmici provare… deviando quindi la mia percezione di ventottenne molto suscettibile a tutti i temi come quello delle milf… senza considerare che il mondo è bello perchè vario e quindi ci sono zozzone di 40 zozzone di 50 zozzone di 20 ma non è che poi tutte sono zozzone.

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Oppure di aver cercato io di redimere dalla cafonaggine, dalle pasticche, dalla coca e dalla tecnominimal – oltre che dalle pessime frequentazioni – una ragazza di ventun’anni che lavorava in un posto che tanto e tanto frequentavo ma lei, niente… preferì cercare di coinvolgere me in una storia di tossicodipendenza da polverine e pasticche le più varie e non ci riuscì nemmeno mettendomi in situazioni eroticissime ed al limite del codice penale se ci fosse stata ancora la buoncostume… anzi riuscì a convincermi che era meglio lasciar perdere e niente… non ci frequentammo più… ma era bellissima, credetemi. Bellissima.

Non farò il nome di questa ragazza, non fornirò dettagli sul luogo comune dove ci vedevamo… non dirò nulla sulla sua cittadina d’origine che non era la mia. Sì, le storie più sghembe e zozze sempre lontano da casa le ho vissute. La conobbi sul suo posto di lavoro… e la conobbi e mi colpì per il suo caschetto scalato e per il colore allucinante dei suoi capelli. Ma ancor di più per la trucida battuta in dialetto che rivolse al suo titolare mentre lui la sgridava simpaticamente per una dimenticanza. Credetti che doveva essere mia. Mi mandava fuori di testa. Era bellissima, lineamenti davvero delicati, un viso dolcissimo, splendidi occhi. Il problema era la sua voglia allucinante di frequentare solo e soltanto Rave Party. Il problema era la sua fissazione univoca per la musica minimal. Il problema era che mi fu chiaro da subito… dal via vai dal bagno che faceva… che aveva un qualche problema con certe sostanze molto karasho. E niente. Le chiesi se voleva uscire con me quando mi fu chiaro che si era appena mollata col suo ragazzo e suo spacciatore di fiducia. Le chiesi se voleva uscire con me pensando che sarei riuscito ad essere anche la ragione per cui pian piano avrebbe smesso. Ero un ingenuo, inguaribilmente innamorato. Non avevo capito un cazzo. Ed il bello è che all’epoca ero già invischiato in una storia che non mi piaceva per niente… una storia che entrambi definivamo liquida ma che era una sabbia mobile per quanto nessuno di noi due riuscisse ad uscirne pur avendo mille ragioni per farlo… e mille stimoli… e mille funi di sicurezza lanciate.

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Lei accettò subito. Ci vedemmo la sera stessa. Andammo a bere e mangiare. Ci divertimmo tantissimo. Ci spaccammo da pazzi. Ci baciammo da pazzi sul tavolo di quel locale, lei seduta io in piedi tra le sue gambe, tra i suoi short. Uscimmo dal locale. Lei però era appena andata in bagno. Io avevo il gesso alla mano. Lei mi disse che avrebbe guidato. Guidò fin fuori paese. Guidò fino al parcheggio di un centro commerciale fuori città, fuori dalla mia e dalla sua città. Lontano. Guidò fino lì. Parcheggiò al centro del parcheggio vuoto. Scese dalla macchina intimandomi di fare lo stesso. “Cazzo vuole questa?!” ingenuo, io, coi miei ventott’anni, con le mie esperienze già accumulate con le quarantenni… anche nei parcheggi. “Cazzo vuole questa?!” e lei che mi guarda fissa, con uno sguardo eroticissimo e mi dice: “Voglio farlo qui, sulla macchina, qui, con te…”. E io… io ok ma, ok però… ed è lei che caccia tutto via. Mi acchiappa. Mi scioglie… e poi boh… non lo so… eravamo sotto le stelle e sotto il lampione, con un cane randagio a guardarci… e lei mi dice qualcosa che in dialetto somiglia ad un “Mamma che estate…”. ed io che la guardo e le ricordo che è appena marzo, quasi aprile… e lei che mi guarda interrogativa e poi mi fa “No, mamma che è stato!”… e io rido e mi ricordo di quel fatto di non stimarmi mai abbastanza. E non so se non mi sto stimando perchè sono lì con una tossica di ventun’anni o non mi stimo abbastanza perchè non ho capito che era dialetto e lei si diceva soddisfattissima del tutto.

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E siamo usciti assieme ogni santa sera per ventuno giorni… senza che io pensassi minimamente che le mie giustificazioni col rapporto liquido erano incredibili ed implausibili ed inaccettabili ma tanto se non fregava niente a lei buona camicia a tutti… sebbene allora vestissi davvero solo Boxeur des Rues. Ed una volta mi portò alla stazione del mio paese, nel sottopassaggio, per farlo sulle scale, con la luce al neon fredda, coi marmi scritti, con le scale spigolose e con la puzza di piscio rancido ovunque. E fu bellissimo. E davvero non ci capivo niente. E la guardavo… e dicevo che forse ce l’avrei fatta. E contavo le volte che andava in bagno ogni giorno dicendomi che dai… ogni tanto erano tante di meno. E ignoravo quanto fosse nervosa e intrattabile in quei giorni. E poi glielo dissi: “Guarda che io e te dovremmo smetterla di nasconderci e viverci un po’ meglio…”. Ma lei mi chiarì che in fondo in fondo si sentiva una gran lesbica (cit.) e mi chiarì che non aveva nessuna intenzione di smettere di pippare di naso e mi chiarì che io “sei una favola… ma io avrei smesso di crederci alle favole quindi mi sa che devo smetterla di credere in noi e devo tornare a fare quello che faccio normalmente…”. Quindi ci vedemmo altri tre o quattro giorni, non ricordo. Tornammo in quel parcheggio. Lo rifacemmo. Ma quando finimmo ci guardammo e dicemmo che non era stato bello per niente… perchè eravamo tornati sul “luogo del delitto” e di solito non si fa…
Quella sera mi chiese se volevo pippare. Le dissi no. Mi disse che non avevamo purtroppo più nulla da dirci. Convenni che aveva ragione. L’accompagnai a casa. Ci salutammo con un ciao ed un bacio sulla guancia. L’ho vista evolversi in lesbica, provarci, poi l’ho persa di vista, per scoprire oggi che ha un bambino, bellissimo… o una bambina bellissima, non so… e che credo non viva più qui.

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E niente… mi viene in mente questa storia perchè ha a che fare con la fine delle cose che non lasciano enormi rimpainti anche se sono state bellissime. Sono foto che appendi al muro… ma che non dicono nulla. Poi ci sono le foto che continuano a parlare di te, di un noi… e sono quelle che rischiano di diventare rimpianti. E ti rendi conto che c’è da lavorare in etrambi i sensi… o non aver bisogno di rimpianti perchè niente finisce… o non aver bisogno di rimpianti perchè si riesce a chiudere senza averne bisogno. La prima delle ipotesi è il desiderata di questi giorni… ovviamente!

L’ultima foto è una mia lomografia… quando la scattai inquadrai precisamente quell’angolo che mi ricordava tutto quel casino su descritto. La foto è del 2011… se ben ricordo i graffiti sono rimasti gli stessi nello scatto da quel lontano 2007. La foto è stata scattata con una Olympus OM1… la pellicola è una Fuji per diapositive asa 100.

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Radio Quindinononvatuttobene – Help!

Aiuto… niente di grave… anzi no, un po’ grave è…
perchè mi sta scoppiando dentro una contraddizione forte forte forte… ma di quelle forti forti forti…
Inciampo online in questo pezzo… e scoppio a ricordare un momento bellissimo… un momento in cui alla fine credendo di cambiare il mondo ho preso una serie di decisioni un pochetto di cazzo… ma che mi tengono tranquillo con la mia coscienza e oggi mi permettono di sputare in faccia un sacco di gente. Io in un certo mondo ci credevo… poi vabbè m’è scappato da cacare quando ho capito che tanta gente che parlava parlava e parlava il mondo da cambiare non sapeva nemmeno qual era.

All’epoca ero fatto così… almeno all’inizio di quell’epoca…
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Io mi sento bene con quel che ho fatto… ma c’ho i pugni nelle mani (cit.) e vorrei tirarne tanti tanti tanti a un po’ di gente!

Ma il casino non è la disillusione politica… è uno più profondo.

Questa canzone girava tantissimo come tante degli Ska-P in un certo periodo di cui sopra… e a me gli Ska-P sono sempre garbati parecchio. Questa canzone mi fa piangere sempre perchè la ricollego al ricordo di un caro compagno che… vabbè… e poi la ricollego ad un periodo passato da tempo di enorme felicità… perchè anche se le prendi seriamente le robe del cambiare il mondo… resta comunque il fatto che ti diverti, stai con altri, parli, scambi, cresci. Questa conzone mi commuove…
… ed ha parole molto intense però per la legalizzazione delle droghe leggere.
Allo stesso tempo non è che dice che i tossici di eroina andrebbero messi al muro e fucilati eh… solo che sto ascoltando questo pezzo… e da qualche minuto, cioè da quando lo sto ascoltando… ho solo una cosa in testa… rivestirmi, che sono già in pigiama che è stata una giornata tosta davvero… uscire, trovare il primo eroinomane e rompergli la faccia a pugni.
E cazzo io non sono così, non sono una persona violenta… ma perchè… perchè cazzo… perchè? Questa è una canzone bella, questa è una canzone felice (a parte il testo che è in effetti in alcuni momenti sofferto). E forse invece di chiedermi perchè… dovrei mettermi in piedi, togliermi le ciabatte senò co sto pavimento sicuro mi ammazzo… e pogare e andare in giro per casa pogando coi muri… buttarmi in corridoio suonando la air guitar…
… e invece ho in testa solo un pugno forte forte da dare al primo che capita.

Scusate PulPul e Pipi… scusate Ska-P… proprio non ve lo meritate!

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Animalsex: che poi non è robaccia che farò fare ad uomini e donne con animali, non è Uomoni e Donne, non è la prima cosa che salta in testa all’onorevole Giovanardi quando si parla di perversioni (cit.)

Quando le Iene hanno chiesto a Giovanardi di fare un esempio di perversioni, lui spiazzato ha detto: “Perversioni? Cioè… con le bestie?”. Giovanardi viene dal nord. E viene dalla Chiesa. Secondo il mio caro amico rumeno – che è del paese mio ma, siccome qui siamo precari e le persone serie le espelliamo, se n’è andato a fare una cosa serissima in Romania (e prima che me lo chiediate non è niente di losco) – andare in Chiesa o comunque venire dalla Chiesa è una cosa perversa. Andare la domenica a messa è una perversione. Mi sa che Giovanardi non c’ha un bel mondo interiore se viene dalla chiesa – con tutto quel che ha detto un mio amico molto più serio di me – e soprattutto se quando gli dicono “Ci fa un esempio di perversione?” lui non parla di quelli per esempio che si fanno cagare e pisciare addosso… o di tutte le cose strane che ci sono nello splendido libro di Richard Freiherr von Krafft-Ebing “Psychopathia Sexualis”… ma dice con naturalezza: “Cioè con le bestie…”. Mi sa che la gente che fa così poi… vive quelle delle bestie come perversioni… e tutto il resto detto sopra come normale… e poi se la prende con quelli che si drogano! La gente così mi spaventa un po’. Poi dicono ad Oreste Scalzone cattivo maestro. Poi qualcuno da a me del depravato perchè faccio le “dichiarazioni d’amore” a Tory Lane… mah! Strano il mondo!

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Io le mie perversioni ce le ho: dire le cose zozze… raccontarsi le cose zozze… non le bestie la cacca e la pipì…
Approvo Giovanardi solo quando se la prende coi drogati… però le camere a gas per i drogati no! (non ha detto le camere a gas, lo so… ma poi c’è gente che muore quindi è come la camera a gas… solo con la cosceinza più pulita)…
Le mazzate fino a morire no! In cella senza cena no! Echeccazz!

Brescia: sciopero europeo, manifestazione e cariche della polizia

Scusa se a un drogato gli fai “in cella senza cena!”… poi a uno che va in chiesa e per dire la notte si chiude in bagno e sogna di buttarlo ad una capra cosa fai? Io ad uno che sogna di vedere i drogati picchiati dai vigili urbani al suo servizio e poi si chiude nel gabinetto e dice “ah che bello… “glielo” alla pecora Dolly!” mica dico “Quello lo vorrei vedere scartavetrato!”.
Senò poi per le cose più gravi la punizione non ce l’hai. Ne abbiamo già parlato… è come la storia di quelli che dicono “Pena di morte” per chi maltratta i cani… poi a chi ammazza un bambino che fai? “Pena di morte!”… allora poi quello che ammazza il cane – per farsi una pippa ricordandosi di come faceva il cane mentre moriva – gli viene in mente che se lo arrestano gli danno la pena di morte… e allora dice “pena di morte per pena di morte… ora ammazzo un bambino, che forseforseforse è più interessante la storia!”.
Infatti sempre lui… quello che “la perversione è con le bestie!”… è quello che insieme ad un fesso qualunque, che però sul fatto di sterminare definitivamente i giudei si è ricreduto bontà sua, è quello che ha detto che siccome i drogati sono dei potenziali suicidi e lo stato è buono e ti aiuta (quindi ti uccide così non lo fai da solo che comunque è tanta roba ammazzarsi)… non possiamo far differenza tra droga pesante e droga leggera… quindi a tutti cazzinculo bruttissimi!
E cosa vuoi che succeda?
Tutti a farsi con la droga pesante e tutti a vendere la droga pesante… perchè finquando la differenza sono millemila anni di galera uno si accontenta ma se è uguale la storia… almeno ti sballi meglio!

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Sì cazzo ma io perchè sono stato tutto sto tempo a parlare di uno che come orizzonte sessuale non s’è messo nemmeno le bestie?

Ah, sì… perchè oggi mi andava di parlare del perchè ho sul cazzo i Panda!
Sì, sì i panda… quelli del WWF. Ma come si fa ad avere sul cazzo i panda che si stannp pure estinguendo?!
Per quello ce li ho sul cazzo. Non perchè si stanno estinguendo ma per il motivo per il quale si estinguono. Non lo sapete? Ecco, allora prima di giudicare la mia antipatia e definirla sadica e volgare… forse dovreste informarvi. Poi mi chiedo com’è possibile vivere senza saperla ‘sta cosa del panda… Stronzi come fate? Ma dove vivete?

Ma davvero credete che le kermesse su Di Battista e Di Maio del Movimento 5 Stelle o come esattamente erano probabilmente posizionate Belen e la Minetti con il Cavaliere cambi le vostre progressive sorti? Davvero credete che appassionarvi a questi temi cambierà la vostra vita? Non avete ancora capito che di politica potete occuparvi o meno, tanto comunque la politica si occuperà di voi… e chiunque voi eleggiate ha un margine così ristretto di manovra rispetto al potere che abbiamo delegato altrove che… in buona sostanza non vi cambia un cazzo? Nessuno si è accorto che il lavoro era troppo serio perchè lo facesse Berlusconi e dunque hanno chiamato Renzi? E sulla minoranza PD le mie parole d’ordine sono chiare e stanno scritte un pochino più indietro e precisamente dove parlo di FemDom?

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No, per favore… eh già… ad AnnoZero e Ballarò ‘ste cose non le dicono. Non c’hanno autorialità vero? E poi tutti a pagare per le raccolte fondi per i panda come fossero i banchetti delle Primarie del PD. Vabbè, sì, giusto… paghi per le primarie del PD figurati se non scuci i soldi per i panda. Beh io no! Perchè chi è cretino merita di morire.
Il PD è cretino.
La minoranza PD non ha nè palle, nè ovaie, nè spina dorsale.
Il panda è cretino.
Cenere e Carbone!
Vabbè dai, sono buono, ve lo spiego io: il panda si sta estinguendo perchè non trova interessante fare l’unica cosa che nella vita si può fare per sopravvivere: riprodursi! Al panda scopare non piace. Il panda vive una trombata come la traversata nel deserto e l’arrampicata libera sull’Himalaya… tutte assieme con evidenti shock termici! Il panda ha talmente terrore della fatica di “telo”-“glielo” … e pure un po’ di “selo” (suffisso delle prime due è do dal verbo dare… del terzo il suffisso è fa) che non si applica nemmeno da solo (che è comunque lavoro che ha una sua dignità!). Se ne resta lì a mangiare il bamboo. E pure le femmine se ne stanno lì a contemplare il maschio che mangia il bamboo. Ogni tanto pure loro una cannetta, però…
Il panda è l’animale buddista per eccellenza: ha annullato gli stimoli carnali sublimati nella canna masticata con espressione vacua e dispersa nel vuoto da chiamare la Sciarelli quando la si incrocia… tanto la Sciarelli quanto l’espressione. Il panda ci hanno provato milioni di volte a farlo trombare… niente. Nulla pare risvegliare i suoi istinti. Nemmeno il canto delle balene in fregola che pare sia una cosa arrapantissima… anche se a me il canto delle balene ricorda i Sigur Ros e quando sento Hoppipolla o Untitled1 penso al bambino che muore nel secondo video o ai vecchi che vivono gli ultimi istanti di spensierata felicità infantile prima di spegnersi nel primo… non a cazzoculofigatette (cit.). Hanno provato pure a fargli vedere i film porno.
Video erotici per i panda. Ultima arma contro l’estinzione!

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Niente.
Non c’è riuscita nemmeno Tory Lane in una focosissima threesome con 2 muratori ai quali grida “Facciamolo sporco e veloce ragazzi… che tra venti minuti voi dovete essere fuori di quei, il mio uomo dev’essere sul divano e io voglio dovermi nascondere per quanto sono rotta!” (cit.) (ma pare che questa ultimissima cosa di Tory Lane me la stia inventando adesso a bella posta – non la battuta che c’è davvero ma il fatto che il filmino proiettato fosse quello – e ve lo dico in un attimo di responsabilizzazione che sta già svanendo soppiantato dalla fortissima tentazione grazie alla mia autorevolezza di blogger di farvi credere anche questo… e questa si chiama “base di produzione di una leggenda metropolitana).
Non ci sono riusciti, pur avendoci provato e riprovato, nemmeno costruendo un vero e proprio cinemino porno per le coppie nella speranza che “luci soffuse, un ambiente rasserenante, la giusta temperatura ed un pagliericcio comodo spruzzato di enore quantità di feromoni”  risvegliassero nel palmipede coll’occhio nero la voglia di fottere.

Ecco in cosa in massima sintesi si rischia di buttare via i soldi per il panda. Perchè se la scienza – che è una cosa seria – è arrivata alla disperazione di costruire garconnierre per i panda e provare a farli scopare con i film porno sullo schermo… evidentemente non esiste più speranza… nè ragione di pagare il WWF. Vale la pena lasciar fare alla natura. E magari spiegarcelo umanizzando tutto… e dicendo che, poverino, il panda – che a differenza del cetaceo più stupido è davvero idiota – vista la degradazione del mondo, visto il rischio di finire tra le mani di un Onorevole coperto da immunità parlamentari che dice “Perversione? Cioè con le bestie?” abbia deciso di praticare un dignitosissimo suicidio collettivo ascetico… spegnendosi lentamente come un monaco buddista che si cosparge di diesel e non di benzina super e resistendo stoico ad ogni tentazione.
Pure quella di farsi una trombatina, una venutina, una ingravidatina… un particello che poi è la cosa che fanno tutti e che si chiama mondo (cit.).

Ecco perchè ce l’ho sul cazzo… il panda! E pure Giovanardi!

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I drogati ce li ho sulle palle!

Io i drogati non li sopporto proprio. Sono razzista!
Io non sopporto chi dipende da qualcosa! Io non sopporto l’idea stessa di dipendere.
Quando ero piccolo (tutti mi scherzavano ma questo comunque non c’entra direttamente con come sono… ed è un cit.) i drogati erano quei mostri strani e misteriosi che si aggiravano per la Villa comunale come gli zombie del film di Romero. Almeno io li vedevo così. Nemmeno dovevo sforzarmici molto. L’unica differenza è che “non erano ancora morti” (autocit. anzi selfiecit che fa più hipster dunque più figo dunque più viral dunque più like e se non mettete il like per questo ma per il post fatemelo sapere ‘chè si tratta di un sistema di verifica interessante) e che non camminavano con le mani avanti.

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I drogati erano quelli che ti regalavano le “caramelle alla droga e i francobolli con la droga al posto della colla” (cit. mia mamma e mia nonna) che li leccavi e finivi in un vortice di “colori, suoni e rumori che c’erano solo nella tua testa, che dopo si spegneva e il vortice era tipo lo sciacquone” (cit fin qui di mia mamma e mia nonna) del cesso: giù, senza scampo, nella cacca più totale (che le metafore sin da piccolo mi sono sempre piaciute perchè spiegavano il mondo facile facile… se non eri scemo).

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Mia madre la faccenda la metteva così. E io ci credevo. Credevo in un mondo di curiose economie in cui la droga, che era una cosa per cui la gente rubava, ammazzava le vecchie fuori dell’Ufficio Postale, buttava i genitori uno dalle scale e uno dal balcone, poi, questa cosa preziosa e che dovevi sbatterti come quel biondoddio per comprarla, la regalava a te. Erano curiose le cose e le economie in cui credevo da piccolo. Come la favola metropolitana delle siringhe infilate nelle panchine con l’ago che spuntava dal sedile. Così ti pungi e benvenuto nell’Aidiesse… che in un’epoca di bollini viola che si passavano da persona a persona con la musica ansiosa e terribile in sottofondo nella pubblicità era una minaccia di morte definitiva. Quella però mia madre non l’aveva inventata. Entrambe le favolette sortirono l’effetto, comunque. Niente più Villa comunale. E gambe levate davanti ai drogati.

Poi sono cresciuto ed ho visto “I Cristiani dello zoo di Berlino” (selfiecit. che è come dire autocit.). Ed ho capito perchè mia madre non voleva che lo vedessi da piccolo quel film, pure se ci stava David Bowie che all’epoca mi piaceva – non per Starman o Heroes ma perchè aveva fatto il Supercattivo in “Labirinth”. Perchè lì la droga non te la regalano con le caramelle alla droga. E non si vede questo mondo colorato.Non voleva che lo vedessi perchè quel film fa schifo… soprattutto la scena di quello che si fa l’iniezione di droga con l’acqua dello sciacquone di un cesso pubblico. “Eh che cazzo di merda che è la droga!”.

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Meglio i Cristiani dello Zoo di Berlino che non la storia delle caramelle alla droga… meglio la merda delle cazzate. Funziona di più. Funziona prima… e non corri il rischio che un bambino troppo sveglio se ne accorga subito che ‘sta storia della droga regalata è una stronzata. Anche perchè ai tempi d’oggi i bambini sono parecchio più svegli di noi quando eravamo bambini, per dire…

I drogati mi sono saliti sulle palle allora. Da quella notte che i miei non c’erano, mia nonna dormiva ed io vidi quel film che passavano in TV, chi se lo scorda… Teleregione! E dire che c’ero andato per trovare Colpo grosso!

Poi sono inciampato come tutti gli adolescenti in cialtroni come Cobain e Morrison. E negli spinelli. E grazie a quel biondoddio sono stato malissimo alla prima canna fatta. Tanto male da ripetermi, ogni volta che ci riprovavo – pochissime in questi 17 anni passati da quella fatidica sera – “… no vabbè, Domè, che tu sei coglione si sapeva…”.
Ho avuto la gran fortuna di entrare nella Hall dell’albergo Spinelli e scappare fuori subito. E capire quanto erano cialtroni quei due dopo aver frequentato gli spinellati (che non sono proprio come gli zombie ma sono troppo rilassati e sorridenti per i miei gusti) e dopo aver ascoltato musica suonata decentemente.
Poi è arrivato Trainspotting. Ed io l’ho guardato. E m’è piaciuto ammerda…

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Ed ho subito pensato che mio fratello, di cinque anni più piccolo di me, apparteneva ad una generazione che sarebbe finita tutta a drogarsi. Perchè a noi i Cristiani dello Zoo di Berlino ci avevano terrorizzato e fatto vomitare… in Trainspotting al massimo ti mette un po’ d’ansia l’astinenza di Renton… ma con quella musica di sottofondo ti viene solo voglia di calarti qualcosa per essere parte di quello sballaccio… tanto lo sai che poi ci sta Perfect Day di Lou Reed o quel pezzaccio di Eno… e tutto diventa incredibilmente più bello! Ecco, sì… inquietante ‘sta cosa: la colpa dei ragazzi che si drogano è di Irvine Welsh. Non ho detto questo, stronzi… Il problema è che quel film di certo non ha aiutato.

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Non mi sono mai drogato, realmente. E per una serie di ragioni, vivo i tossici come Fabio Volo, Pif ed Herman Hesse. Non avete idea di cosa farei loro. Sogno la Cavalcata delle Valchirie di Apocalypse Now (che poi sarebbe di Wagner… ma pure Aria sulla quarta corda è di Piero Angela, anzi di Quark… quindi). Sogno i lanciafiamme, il fuoco purificatore, i quattro cavalieri dell’Apocalisse. Sogno di diventare il primo Mass Murder Missionario della storia dell’Umanità. Ah sì, per inciso i drogati secondo le leggi della stupidità di Carlo Maria Cipolla sono degli stupidi poichè con ogni azione fanno del male a loro ed agli altri. Quindi, sì, meritano tutti di morire.

Il problema oggi è un altro. Il problema oggi che è domenica e sono assalito dal “Tedio Domenicale” (quanta droga consumare.. io che non ne consumo!) è che devo ammettere io per primo di essere un drogato. Un dipendente. Forse è per questo che giorno dopo giorno, ultimamente, la prospettiva di una strage alla Austin (Texas) coi drogati mi diventa sempre più allettante ed urgente. Perchè ho finalmente capito di avere una dipendenza (oltre al tabacco ed a Tori Lane che bestemmia come una demoniessa mentre scopa davanti alle videocamere… che secondo me a letto col fidanzato/marito non lo fa ma fossi io il suo compagno glielo chiederei ogni volta!)…
…una dipendenza che mi porta a pungere la mia pelle e iniettarmi una curiosa sostanza.

Sì, mi drogo. Non lo facevo… avevo smesso, dall’otto ottobre duemilaquattordici.
E avant’ieri (ve ne parlo solo oggi perchè il post di Levante aveva urgenza di uscire prima…) ho deciso quando mi pungerò di nuovo. Ed ho predisposto tutto perchè sia così. Ho programmato tutto. Lo farò il 13 gennaio, poi ogni primo martedì del mese fino ad aprile. Poi smetterò di nuovo… almeno per un po’.

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Sì, questo per dirvi che sono state giornate problematiche, con un po’ troppa ansia addosso e sensazioni negative… e ho sentito che ne avevo bisogno… e che quando sto così ho bisogno di pensarci e dopo un po’ì ho bisogno di farlo… e mi sono guardato il braccio sinistro. E mi sono reso conto che è bellissimo così tutto tatuato. Ed ho deciso che il progetto deve essere completo e non può aspettare. Quindi tra gennaio ed aprile completerò l’altro braccio. Il destro.

Un giorno di questi vi racconto che c’è sopra (al sinistro). Del destro ne parliamo dopo aprile… a lavoro ultimato!

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Heysel ’85: la detestabile adolescenza infinita di tossici cinquantenni

Heysel ’85

Quella
che doveva essere una grande manifestazione sportiva
si è trasformata
in una
TRAGEDIA

La firma non ho nemmeno lo stomaco di metterla.
Sarebbe un soprannome, forse un cognome. Il nome lo ignoro.

Il problema non è che si sia voluto dare un piglio di autorialità squacquando queste banalità in croce il giorno dopo quella che a tutti gli effetti fu una pagina abbastanza drammatica… con buona pace di una serie di striscioni viola che – con l’alibi della goliardia calcistica – non risparmiarono colpi bassi ai gobbi, nemici di una vita.
Ma che ricordiamo e salutiamo in ordine sparso:
“Scirea: il nome di un morto, una curva di cadaveri” (truce)
“Ridevi di Superga finchè non venne giù quel muretto!” (Dantesco)
“-39 Gobbi” (il più classico dei classici).

Voglio dire: quale commemorazione non suona con la stessa inutilità di queste 14 parole?

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Il problema non è che questa romantica, tragicomica operetta fosse contenuta in una agenda promozionale della ditta di cassamortari del paese… assieme a colleghe nemmeno degne degli onori di certa cronaca dai titoli roboanti di “Messera Eroina” o “Stanotte t’ho rotto il culo” (pasoliniana).

Il problema non è certo che ti fai e poi scrivi e riempi quello che – non so con quale reminiscenza da scuola dell’obbligo – hai voluto definire il tuo Zibaldone tossico. Voglio dire… almeno sei un tossico acculturato… hai qualcos’altro da raccontare…

Il problema è che per scrivere ‘ste stronzate ti fai (e tecnicamente non è quello il problema perchè quello di farsi è un gusto personale e tecnicamente non sono cazzi miei…) e poi dai la colpa a Roger Waters e Syd Barrett per questo (ecco il vero punto in questione… già vedo i titoli “Fan dei Pink Floyd spara su poeta fattone :Roger Waters non t’aveva chiesto un bel niente!”).

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Il problema è che dici di farti per scrivere. Ed hai – svegliati – 50 anni passati.
Io non voglio convincerti a smetterla.
Voglio convincerti a confessarti che ti fai perchè ti fai… ed a tenere le boiate che scrivi nella tua agenda.

Non per niente… ma perchè Barrett e Waters se ne sono sentite dire più di Jim Morrison e Kurt Cobain… più di Marylin Manson per la Columbine High School… più di Toni Negri e Cristiano Malgioglio.
Pure più di quel povero cristo di Bevilacqua che non è il Mostro di Firenze!
Ma almeno erano grandi artisti… non cialtroni o poveri cristi!

Non si meritano la responsabilità morale della tua fattanza…

E più d’ogni altra cosa gli autori di capolavori indiscussi come Piper at the Gates of Dawn ed Obsucred By Clouds non si meritano la responsabilità morale di una boiata come “Heysel ’85”.
Proprio no!

(che poi… sì, lo riconosco, odiatemi pure… ma detesto le fattanze, detesto i tossici)…

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