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Quella volta che mi svegliai con un senso di ansia, tristezza e colpa addosso…

… perchè nel sogno di quella notte, senza cpaponata o peperonata a giustificare il casino onirico che avevo vissuto, quella mattina mi svegliai dopo che ero stato coinvolto in una volgarissima rissa.

Anzi… no, a ben guardare il Codice Rocco, non era una rissa. Che per la rissa ci vogliono tre persone. E solo se c’è armi è aggravata. Noi eravamo in due, quella notte che lo sognai… quindi non è rissa ma chi le ha prese può sempre denunciare per lesioni (aggettivando come meglio il Codice permetta). E però a sentire lui saremmo potuti essere in tre… perchè con lui c’era una pecorina. Cioè una pecora piccina. Che puoi anche chiamare pecorella… ma quella lì, proprio quella, era una pecorina perfetta.

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(in molti staranno pensando che questa sostantivazione atipica della pecora piccola e bella che invece di pecorella diventa pecorina e non una pecorina qualunque ma una pecorina perfetta, siano un modo volgare per aumentare la adesività del mio blog a certe richieste curiose che si fanno in giro…
… non è tecnicamente così, nel senso che ho notato che prima c’erano tanti che arrivavano qui cercando notizie su “pecorina perfetta” e dopo su “la pecorina perfetta”. Poi hanno preso ad entrare direttamente sull’articolo, cliccando il primo risultato sulla loro cronologia… quindi l’argomento o è interessante oppure è valutato come un metodo facile e sicuro e anonimo per arrivare qui… e allora vediamo che succede: interessa alle persone leggere di pecorina perfetta – e quindi leggeranno anche qui – o c’è qualcuno che lo usa come porta? Dopo che ho scritto che vorrei conoscere chi entra scrivendo “quindi no non va tutto bene” in modo ossessivo 20 volte al giorno ed ha smesso di farlo per una settimana entrando sempre nell’articolo “la pecorina perfetta” fino a sabato che poi è riesploso “quindi no non va tutto bene” tra le 23 e le 24 convint* che non lo avrei visto e avrei pensato “Bah… ha smesso!”…
… e allora proviamo a mettere qualos’altro che richiami alla pratica della pecorina perfetta e vediamo se è sincera curiosità o se si crede di essere più furbi di me…
… peraltro questa prova la faccio raccontandovi questa cosa spassosissima)

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E niente, a sentire questo che o avevo malmenato nel sogno eravamo in tre, lui e l’amato ovino di sesso femminile… la sua pecorina. Perfetta. E io li avevo picchiati entrambi. Lui aveva un basso a tracolla, un basso elettrico. Un sorriso disturbante, sereno, felice, sincero. Io ho paura di chi c’ha questi sorrisi. Ma soprattutto ho paura di lui… perchè scendeva dal treno regionale alla stazione, mi trovava lì di fronte che ero lì chissà perchè che sono sempre convinto che chi non deve prendere treni e frequenta le stazioni sia un pazzo con forti disagi. E mi veniva incontro sorridendo, col basso a tracolla e la pecorina perfetta a seguito… E io mi chiedo “Biondoddio e questo che vuole” e lui in  perfetto inglese mi chiede “Scusi dov’è che sta quel bar dove fanno suonare?” (ucronia, di questo ba forse ne parliamo domani) E io mi volgo verso la strada d’accesso alla stazione e gli spiego che deve… poi lo guardo bene prima di dire cosa deve… e lo riconosco: “Paul, Paul McCartney?” e la pecorina, perfetta, in perfetta lingua inglese, anche se è una pecorina, mi risponde “Oh Yes!”… e io non voglio picchiarli ma la cosa mi spaventa, mi spaventa tanto… e non so perchè tiro un calcio alla pecorina perfetta… e poi mi avvento sullo sguardo incredulo di lui e gli mordo lo zigomo – brutto vizio – e gli do tre pugni in faccia e poi per sfregio gli salto sul manico del basso rompendolo e gli dico, non so perchè: “Così impari stronzo! Io adesso so chi sono…”. E me ne vado. E mi sveglio… e mi rendo conto che quando mi chiesero con chi mi sarei voluto battere al fight club dopo aver visto il capolavoro di Fincher “Fight Club”io avevo detto Paul McCartney.

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E quando mi sono svegliato, mi sono fatto schifo e mi sono detto che è un cazzinculogravissimo quella condizione di postmodernità in cui un film che parla di postmodernità ti detta la linea di lavoro dei sogni!

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Tutte le cose che sono, quelle che non vorrei essere più… e quelle che giustamente vorrei essere ma… non mi riesce di essere!

Vorrei non essere più l’incapacità di esprimere una negazione di Domenico… ma su questo stiamo lavorando.
Vorrei smettere di essere l’incapacità di superare le paure in campo sentimentale di Domenico… perchè sono la convinzione di una delusione imminente sulla testa di Domenico.
Sono la vite autoavvitante che si chiamano sofferenze di Domenico. A volte mi piacerebbe essere solo Domenico.
Sono la paura della parola “Prometto” di Domenico. Sono la paura dei marinai.

Sono stato il tentativo di progettare e costruire case di Domenico. Sono stato il rubinetto chiuso del credito alle imprese del Mezzogiorno. Sono il tavolo ingombro di preventivi rigettati di Domenico.
Sono stato la convinzione che la meritocrazia universitaria esistesse. Non voglio più essere l’alternativa tra la fellatio baronale e la disoccupazione di Domenico. Sono stato i comunisti che capiscono tutto del Mondo. Sono stato le tecniche di sofismo dialogico dei comunisti del Mondo. Sono stato il comunismo col culo degli altri. Non lo sono più… almeno questo! Sono stato il sogno di una Puglia Migliore di Domenico e mi sono ritrovato ad essere il grido strozzato e la puzza del sudore acido da “cacatasotto” post-incubo di Domenico. Che la Puglia è peggiore!

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Sono stato il concorrente sconfitto della concorrenza sleale delle banche in ambito di vendita di prodotti assicurativi e previdenziali. Sono stato la convinzione che un’assicurazione debba essere una banca. Non sono stato per fortuna la clausola di non imputabilità delle spese di ispezione in una avaria idrica d’appartamento all’interno delle clausole di assicurazione del capofamiglia sugli imprevisti domestici. Avrei voluto essere anche solo l’onesto venditore di polizze sempre disoneste in campo di Responsabilità Civile Autoveicoli… che voglio dire se gli olandesi si sono inventati le assicurazioni e gli olandesi sono nativamente pirati… un motivo ci sarà!

Forse vorrei essere solo il pene eretto di James Deen che viola il retto violato di Tory Lane in quello sketch di “L’amica zozza di mia sorella”… vorrei essere tutti gli pseudo “First Time Anal” che girano in giro girati con donne che di inviolato hanno solo il loro proprio senso del non-pudore.
Vorrei essere così falso da essere terribilmente vero. Vorrei essere surreale… e non solo il tentativo di rincorrere quel che è surreale. Perchè, ammettiamolo, sono solo la banale rincorsa di quella surrealità che cerco ma non trovo…
Vorrei essere la mano destra dietro la nuca e la sinistra tra i capelli della buona sorte, in una fellatio di quelle insistite e molto poco rispettose delle differenze di genere. In quel frangente vorrei essere l’espressione appena sussurrata, ma decisa… “Togli le mani, mettile dietro la schiena, la tua schiena”. Vorrei essere quello che sbugiarda le bugie tutte assolutamente poco credibnili di Mr. Grey – quel frocio. Vorrei essere il coming out sull’impotenza di Mr. Grey.

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Voglio essere lo scatto della caviglia nel tango a scatto ballato da un portantino ed un anatomo patologo nell’obitorio di Crotone… “che dopodomani io e mia moglie c’abbiamo il concorso della scuola di ballo”. Vorrei essere le palette dei voti in mano ai giurati stesi sui marmi settori. Che sarei grottesco, sarei surreale, sarei vero… come un luminare della anatomia patologica che si offre di fare la femmina della coppia in un tango a scatto suonato dal cellulare del portantino sulle note di Libertango di Piazzolla.
E se non sono la scimmia che non lascia un ramo finchè non ne ha un altro sotto le mani… non voglio essere quel che sono, cioè la scimmia appesa ad una liana con un ramo davanti ed uno dietro e la paura di staccarsi dalla liana… ed a volte la voglia solo di staccare le mani… e cadere giù… e vaffanculo a tutto!
Sì… voglio essere un vaffanculo… uno cento mille vaffanculo.
E più di tutto voglio essere la sensazione precisa della corona del glande che superata     l’ultima resistenza s’accomoda nel culo di tutta una serie di storie… e voglio spingere piano e dolcemente con chi se lo merita… e voglio spingere come un quindicenne incapace, nervoso, affamato… con chi si merita un trattamento diverso!

Fight_Club___Where_Is_My_Mind_by_Menco

Chiedo scusa a tutti… mi avete conosciuto in un momento molto particolare della mia vita!

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