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Essere, non essere…

12782353_10208374239624118_1551802318_nE quanto invece conti esserci, essere dentro, presente alla vita, al mondo, a se stessi? E’ sempre qualcosa che deve avere a che fare con l’identità, giusto? Credo di sì, alla fine. Non è importante solo quel che si è o si vorrebbe essere ma anche quanto coscientemente ci si mette dentro, quelle cose… oppure quanto forte le si neghi, nel senso: non voglio essere questo o più forte ancora “mi fingerò quello!”

12834999_10208374240104130_1580224530_nTipo: sei un creativo ma se ti presenti senza baffi all’insù ed occhiali pentapartitici… che creativo vuoi essere agli occhi del bar o del locale ggggiovane che ti deve assumere a nero per curare la promozione del luogo stesso od organizzare una rassegna oppure convincerlo ad aprirsi un blog e fartelo curare. Vivere da educanda non ti aiuterà dietro lo spillatore della birra… a ben guardare nemmeno ucciderti di birre aiuterà, alla lunga, comunque… ma ci sono milleduecentoventotto sfumature diverse nel mezzo.

12804056_10208374239104105_176323323_n(Il porno contravviene a questa regola perchè un attore o una attrice porno sono sempre credibili: sono nudi ed impersonali nell’atto… per cui questo discorso col porno non c’entra e dimostra più forte che si può che il porno è la più grande e pubblicitaria delle bugie).

Si tratta di entrare nei panni… e farlo veloce e bene. Io ci sono sempre riuscito. Dice che è roba dei Gemelli… che non sono doppia faccia quanto i pesci, sono semplicemente e splendidamente adattivi.

12834813_10208374238584092_119296198_nQuante identità dimostro? Tante, ne ho tante… il problema è indossare un costume rimanendo se stessi… il che vuol dire sostanzialemente che se sei acido nella vita lo sei sempre: creativamente quando hai i baffi all’insù, rudemente quando hai lo smanicato e spilli birra coi tatuaggi tutti de fori, con il lupetto istituzionale quando stai dietro la cattedra.

12825380_10208374239784122_1926523881_nOh, io come sapete non sono solo acido… tipo che sono un gran tenerone… Però sentivo il bisogno di metterle per terra, ‘ste cose… per il semplice fatto che mi guardo e mi riguardo e noto che certe volte lo stacco tra le mille foto profilo e le diecimila incarnazioni dell’essere potrebbero trarre in inganno!

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Ora io lo so e lo so benissimo che alle signore quella preferita risulterà questa… ma non sono così “Narcotici” da tempo… sorry.

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Ispirato da quel che scrivevo a m3mango…

… che aveva perso il documento! Io le proponevo di ristampargliene uno. Con le presse e le timbrerie sono un grande specialista. Il falsario delle missioni impossibili. Le avrei fatto una CI nuova di zecca, con sopra un nome inventato. Avrei passato ore ad ascoltare le vite che avrebbe voluto vivere. I nomi che avrebbe voluto avere. Abbiamo tutti un nome con cui cambieremmo il nostro. O lo avremmo voluto un giorno cambiare e per del tempo lo avremmo usato Dice che è roba che ha a che fare con l’autoaccettazione. Adesso mi chiamo e Sono Domenico Mortellaro. Per tanto, tanto tempo avrei voluto essere Alessandro. Mio figlio lo chiamerò così? Sicuro ne avrò? Non so. Avrei voluto essere Alessandro ed abbreviarmi in alesk… e poi avere come cognome Kuntz, storpiando il Kurtz. Ma questa è una storia a sè. Con m3mango riflettevo sul fatto che una nuova vita l’avrebbe costretta piacevolmente a fingere con quella nuova carta d’identità. E come dici fingere in inglese? Pretend. E quindi fing, pretendi… se traslitteri. Ma pretendere significa desiderare così forte da non accettare compromessi… Non centra, vero?

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Cosa c’è da pretendere, da desiderare così forte… se lo vuoi, che non una vita tutta nuova? Una vita da fingere, da addentare forte e trattenere, digerire, fartela salire sugli occhi e sulla pelle per essere lei, anche solo un giorno o un mese. Ci vuole coraggio e cieca determinazione a volersi sentire un altro così tanto bene da fingerlo, renderlo credibile… essere quel documento che in tasca non dovrebbe starci, quello fuori da una stamperia clandestina… quello che certifica e rende vivo, pulsante e a “giusto” “buon” diretto semovente e a seè stante nel mondo… un individio che s’è descritto per desideri, per sogni, per vorrei ma non sono mai riuscito a…
Una cosa così la inventi… la fingi… (dal latino)… poi la fingi, perchè ti fingi… e tutto questo, oltre ad essere un “to pretend” diventa, deve diventare, deve essere specchio di una pretesa. Un pretendere.

Purtroppo, temo, m3mango questa proposta non l’accetterà. Temo sia ligia alle leggi dello stato ed a quelle del cuore che le fan dire, forse, va bene così!

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Quello che non dovrebbe mai succedere…

… sul set di un film porno, non è tanto “Sono venuta!” e poi non è vero. (rileggete se non ricordate bene… ah sì lo so che andava prima del punto ma oggi c’ho sul culo le regole…). Succede nei porno, succcede nella vita. Succede che la gente ti dica cose belle su di te che non pensa. Succede. Come il comunismo che è una cosa bella che non esiste… ma non è tecnicamente un’utopia, perchè le Utopie te lo dicono che non esistono, mica ti mandano a farti spaccare la testa, per l’Utopia.
Quello che non succede mai su un film porno e quindi tecnicamente nella vita nemmeno succede mai… ma mica è poi così vero… è che la gente non dica quando viene. Sul fatto che è un casino dire che non sei venuto se sei un uomo non c’è dubbio… solo che molto spesso lo fai perchè non ti vuoi prendere certe responsabilità… ma guarda che comunque presto o tardi la cosa verrà a galla e coi test del DNA avevoglia tu a dire: “No, no non è mio, l’hai fatto con l’antennista!”. Sul fatto che da donna puoi fingere anche di non averlo avuto n’è piena la casistica della “donna perplimente che trattiene dentro emozioni bellissime!”. Ci sta una bibliografia grande quanto una casa. E tu lì maschiaccio a provarle di tutte. E lei non viene.
E tu dici: “Che cazzo c’ho che non va?!” perchè mai sia dire “Non è che è lei che c’ha qualcosa che non va?” perchè loro hanno tutto dalla parte del manico: coltelli, peni (anche se non lo diresti mai hanno il tuo pene dalla parte del manico… e non è sempre piacevole), cervello ed emotività del partner e spesso di qualche altro sfigato… spesso più piccolo di loro che ha la sfortuna di capitare nel posto sbagliato al momento sbagliato… e quindi… no, loro non hanno niente che non va. Il problema sei tu.
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Non si dovrebbe mai fingere di non essere venuti. E’ molto peggio che fingere di essere venuti. Se fingi di essere venuta io alla fine vado a dormire contento. Sereno. Poi magari non è vero… però io almeno non lo so. Se fingi di non venire condanni il partner ad una esistenza di inferno. A sedute innumerevoli di selo e selo e selo per durare di più (queste bufale che trovate qui non sono vere… ma guardate che comunque bene non fa!), al ricorso a maghi e fattucchiere – che ti dicono sempre “Uagliò o Figlio mio… chell ten l’altro!”… al ricorso alla famosa altra donna che ti darà da subito l’impressione di capirti come nessun’altra e che ti costerà dalle 60 alle 100 a seduta.
Se fingi di non venire fai una cosa che nei porno non c’è, quindi contravvieni la prima legge di questo blog: “Se non esiste nel porno non ha senso nel reale.”. Se fingi di non venire fai quella pessima cosa che fa chi è orgoglioso di te e non te lo dice. Chi ha un complimento da farti e non te lo fa mai nemmeno capire. Tipo pure con un abbraccio. Tipo pure con una carezza. Tipo con tutte quelle cose lì che si chiamano atteggiamento non verbale.

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Quelli che vengono e non lo dicono sono storie senza onore. Quelli che vengono e non lo dicono sono storie sbagliate, tipo la morte di Pasolini. Quelli che vengono e non lo dicono non hanno la cosa più bella nel mondo: l’orgoglio di te… che è diverso dall’orgoglio di quelli che dicono “con te non faccio pace”… che è proprio il contrario di quella storia… hanno dentro l’emozione bellissima del “voglio pensare qualcosa di brutto su di te solo se è strettamente necessario alla mia sopravvivenza”… e ci andrebbe il punto esclamativo… e perchè risulti più incisivo lo mettiamo qui!

Che poi voglio dire: chi viene e non lo dice, come chi beve solo acqua, ha un segreto da nascondere. Solo che gli viene molto più difficile che agli astemi. Per dire, questi ultimi hanno sempre i mon cheri o quelle cacate di lindt alla grappa per farvi credere di essersi ubriacati appena fuori dall’uscio di casa! Quelli che dissimulano un orgasmo… quelli sì, che hanno problemi!

Ah, sia chiara una cosa… a me piace la sincerità… per cui, vengo, non vengo “bacco le gnostre” (demicit.)… se non vieni dillo, se sei venuta, va bene uguale! Poi, scusa… vuoi mettere poterti sentir dire “Quanto sei bella quando vieni!”… ricordo che era bello sentirselo dire… vuoi mettere, lo dico io a te… (vedi un po’ che tocca fare per stimolare l’ipertrofia non dei clitoridi che porta ermafrodismo, ma dell’ego che solitamente porta donne e danni!)

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