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1.14 The concrete

Questa versione eprde la croce… però ne acquista nella splendida corsa verso qualcosa o via da qualcosa…

Queste sono foto scattate in un cementificio abbandonato.
Nikon d5000 – No photoshop se si esclude la cornice.

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I miei binari… 4/4

Questo è il risultato di una uscita fotografica immaginata per scattare altrove. Avrei dovuto visitare una fabbrica ed un magazzino abbandonati. Purtroppo inaccessibili. Ho ripiegato, con l’amica Iolanda, sulla stazione abbandonata di una vecchia tratta in disuso da decenni: quella che collegava la cittadina di Bitonto alla frazione marittima di Santo Spirito. Purtroppo anche lì, davvero poco. Abbiamo ripiegato sulla Stazione FFSS che coi binari, gli scambi, i sottopassaggi ed altro, comunque continua ad avere per me un certo qualche fascino. Anche perchè mi offriva interessanti spunti di composizione e di esercizio. Questo è il risultato… Spero vi piaccia.
31-12-2015 Santo Spirito, Stazione ferroviaria e Stazione abbandonata.

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I binari morti sono spesso la cosa più triste che ci sia.. a meno che tu non sappia ricontestualizzarli o decontestualizzarli. Mi piaceva molto la linea d’ombra così contrastante con il gradino, mi piaceva l’alternanza…

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E’ qui che ho provato a ricontestualizzare il binario morto in un punto di partenza che guarda lontano. E mi ha dato subito l’idea di una pista da lancio per razzi da sparare in orbita.

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Poi ho guardato un po’ più in là, in un piccologiardino abbandonato. E c’ho trovato dentro questo vecchio recinto per siepi. Mi ricordava i dilemmi complottisti di cerchi di grano ed atzechi alieni… e l’ho voluto scattare.

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Proprio come questa composizione ritmica che non significa nulla nell’economia del set ma è un motivo neoclassico che si ripete spesso nelle nosre stazioni e volevo vedere se riuscivo a scattarla bene. E devo dire che il risultato mi soddisfa.

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I miei binari… 3/4

Questo è il risultato di una uscita fotografica immaginata per scattare altrove. Avrei dovuto visitare una fabbrica ed un magazzino abbandonati. Purtroppo inaccessibili. Ho ripiegato, con l’amica Iolanda, sulla stazione abbandonata di una vecchia tratta in disuso da decenni: quella che collegava la cittadina di Bitonto alla frazione marittima di Santo Spirito. Purtroppo anche lì, davvero poco. Abbiamo ripiegato sulla Stazione FFSS che coi binari, gli scambi, i sottopassaggi ed altro, comunque continua ad avere per me un certo qualche fascino. Anche perchè mi offriva interessanti spunti di composizione e di esercizio. Questo è il risultato… Spero vi piaccia.
31-12-2015 Santo Spirito, Stazione ferroviaria e Stazione abbandonata.

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Ancora una composizione, questa volta con il taglio verticale, sull’uso delle linee. La convergenza mi piaceva come effetto, per i binari, ma essendomi imposto di usare solo il grandangolo in spazi grandi, per imparare a sfruttarlo al meglio, ho scelto di raffigurare questa sorta di scala che ad un certo punto si biforca verso il cielo, lasciando bivii, prospettive differenti, fughe diverse.

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Questa immagine mi piaceva molto, il senso di rottura dell’unicum dei binari, il senso di desolazione del piazzale, i due alti alberi a richiamare fronteggiandosi lo stesso vuoto denunciato in campo medio. Una assenza che spaventa.

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Ho fatto qualche passo e cambiato angolazione, cercando spre una composizione quanto più geometrica possibile.. a togliere l’ansia da horror vacui e provare a regalare la speranza di un abbraccio. Tentativo poco riuscito ma foto che mi piace tanto.

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Questa scritta non poteva non stuzzicarmi. Ludicamente l’hoinserita proprio per questo blog e per voi… per ricordqarvi che Gesummaria c’è sempre… anche nelle forme bestemmiatorie di chi non li conosce!

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I miei binari… 2/4

Questo è il risultato di una uscita fotografica immaginata per scattare altrove. Avrei dovuto visitare una fabbrica ed un magazzino abbandonati. Purtroppo inaccessibili. Ho ripiegato, con l’amica Iolanda, sulla stazione abbandonata di una vecchia tratta in disuso da decenni: quella che collegava la cittadina di Bitonto alla frazione marittima di Santo Spirito. Purtroppo anche lì, davvero poco. Abbiamo ripiegato sulla Stazione FFSS che coi binari, gli scambi, i sottopassaggi ed altro, comunque continua ad avere per me un certo qualche fascino. Anche perchè mi offriva interessanti spunti di composizione e di esercizio. Questo è il risultato… Spero vi piaccia.
31-12-2015 Santo Spirito, Stazione ferroviaria e Stazione abbandonata.

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Il primo è uno scatto rubato all’inconsapevole Iolanda che mi aveva a “Aspetta… fammi passare!”. Ma io niente. La gente che fugge, che corre, che s’affretta… a me è sempre piaciuta. Ed allora ho sparato una piccola esplosione per scomporre ancora di più e dare quel senso soggettivo di fretta. Sì, l’avrete capito: scoppiare le immagini ha un forte effetto terapeutico a volte per me!

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E così ho scoppiato anche questa, cambiando solo leggermente l’angtempo perchè il senso di sprofondo nel corridoio fosse più violento.I corridoio vuoti mi piacciono perchè creano scomposizioni ansiose.

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Girovagando ho trovato questa piccola epigsu un muro. Nulla che avrebbe normalmente attirato la mia attenzione se non fosse per quel numero due, lì vicino, a suggerire una seconda possibilità, un nuovo tentativo. E così ho scattato. Leggo molta voglia di didascalico nei miei ultimi scatti. E’ tanto che non faccio ritratti… oddio spero di farne tanti a breve, ma… mi piace comunque questa nuova dimensione.

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Ed eccomi ad un vecchio classico delle mie foto: far scoppia binari fingendomi un treno che ha deragliato. MI piace e mi aiuta molto ad elaborare gli esercizi di composizione sulle linee e sui punti di fuga. Ma alla fine è uno scatto di una banalità allucinante!

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