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E la precarietà e la crisi sono anche essere prima taglieggiato poi dileggiato da un simpatico negraccio forse pure frocio a cui voglio un sacco di bene!

E niente io di crisi vera e propria non volevo parlare però tutti voi stronzomerdoni lo sapete che essere scrittore freelance e blogger è una scusa per non dire che il sistema di ricerca ti espelle e che sostanzialmente a 35 anni nessuna azienda scommette su di te… quindi sei al bivio tra inventarti un lavoro o girare i pollici fuori al bar… o meglio toccarti le punte di pollici ed indici alternando pollice destro indice sinistro, indice destro pollice sinistro in velocità e avanti andare se siete capaci.

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Io al bivio ho scelto di prendere una tesi di dottorato e trasformarla in qualcosa di più pop… tanto per l’accademia qualcosa di serio non è bastato… anche se era l’unica scritta. Al bivio ho deciso di prendere una esperienza di vita, la singolanza, la chiusura di una attiità, le cose in cui inciampi nella vita a 35 anni e trasformarle in un breve manabile semiserio e grottesco. Io al bivio ho deciso di scrivere ed andare al bar solo per il caffè, la gazzetta dello sport e incontrare altri amici che tra i 30 e i 40 hanno i miei stessi “problemi”… così ci scambiamo i guai come le figurine, come quando avevamo 8 anni… “Cèlo, non cèlo, cèlo… cazzo mi manca la lavatrice che fa acqua… no la ventenne che vuole venire a casa a scopare cèlo…”.

Io però alla veneranda età di 35 anni, con un dottorato alle spalle, un matrimonio che s’è trasformato in una colossale cacata prima ancora di iniziare, mai mi sarei aspettato di finire messo ad eccehomo figurativo oggi fuori dal supermercato dove ero andato ad acquistare le mie tre buste monoporzione di insalata bonduelle – alla faccia di tutti i comunisti teste di cazzo che continuano a dire che le cose non in busta sono più buone per forza… senza capire che se sei single una iceberg intera finisci per buttarla… a meno che tu non sia una tartaruga… e fai più danno che bene…

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Perchè tutto potevo aspettarmi meno che Izizi mi dicesse nell’ordine:
“Poveraccio… che stai a fà? Mang’inzalat? E u panin quando?”… quasi disprezzando una pparente povetà alimentare e materiale… prima di prorompere in un “Uè fratè…” mettendomi pubblicamente una mano al culo e poi proseguire: “Spicciolin per il lattucc…” e cercare un approccio più soft ed eticamente condivisibile con un saluto di quelli da gang criminale reggaereggae… (che cioè quasi mi indisponi più di una mano al culo pubblica). Si è preso un euro prima di chiedermi interessato: “Adesso vai a lavorà?” – “Magari Izizi… finiscila, lo sai che sono disoccupato!” – “Eh bell’Itaglia… Izizi qua a lavorà e tu a non fa nu cazz!”. Per la cronaca Izizi chiama lavoro chiedere l’elemosina fuori dai supermercati dove aiuta le persone a portare la spesa fino alla macchina.

Carl, an Imperial Wizard of a southern-based Ku Klux Klan realm,

Per la cronaca Izizi è un nigeriano che si è inventato una storiaccia terribile assolutamente non vera sul fatto che l’intero esercito di BokoHaram avrebbe cercato di ucciderlo perchè lui è Christian e non Muslim. Per poi scoppiare a ridere e dire: “Ma s disc veramente BokoHaram… io no so…”. Perchè quello stronzo simpaticissimo BokoHaram lo avrà sentito nominare… ma in TV al paese suo… che ce l’hanno la TV a casa. Izizi ha vinto la lotteria dell’asilo politico. Izizi vive in un alloggio Caritas e si gode i frutti del suo “lavoro” senza particolari ansie… tanto, voglio dire, per sua fortuna un tetto e due piatti caldi ce li ha. Izizi ha un fratello più grande, laureato in infermieristica, che lavora in un ospedale di quelli privati della chiesa a Napoli. Solo che lì il fratello grande, che è persona seria, non ce lo vuole. Perchè il fratello grande lì lavora… non fa lo stronzo.

A me Izizi sta simpatico per la sua enorme faccia di cazzo! La sua sfrontatezza mi fa ridere. E lui sa che per me il colore non conta… e quindi lui si diverte a fare cose che mi danno al cazzo sapendo che io poi gli risponderò come un razzista fascistone del cazzo… e tutti i presenti guardano, ridono, mi fissano trasecolati affermare che ci vorrebbero i cappucci bianchi per persone come lui!
Quello di cui Izizi riesce a non farti rendere conto… è che intanto, mentre tutto questo succede… tu stai scucendo un euro. E che chi si gode il siparietto solitamente gli allunga un mezzo euro a testa. Ripetere il siparietto per due volte al giorno (io però la seconda volta partecipo gratis… almeno), aggiungere i soldi che si fa fuori al supermercato dove ha ammesso di avere una media di quindici, venti euro… Izizi busca più di un metalmeccanico appena assunto. Non Sto Esagerando!

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E bravo Izizi… Izizi che mi taglieggia, quotidianamente, con la sua estorsione dello spicciolin p’u lattucc… Izizi che mi tocca il culo e mi chiama Fratè sapendo che la cosa mi da fastidio e sono disposto a tollerarla in pubblico solo se lui in pubblico tollera che io gli dica: “Fratello a te? Ma che cazzo stai a dire… tu sei nero! Non mi fare arrabbiare, che sei nero e sei frocio… e mo chiamo quelli coi cappuci bianchi…”. E quello prova a salutarmi in modo rasta perchè sa che gli risponderò che a loro reggae reggae del cazzo li spedirei tutti in etiopia ad adorare selassiè sotto il baobab con un biglietto di sola andata, uno zainetto con le cianfrusaglie loro per farsi gli spinelli e senza permesso di ritorno… e perchè ride se gli dico che BokoHaram faceva bene se gli faceva le maniche corte alle braccia… perchè io lo dico solo perchè so che lui BokoHaram lo ha visto solo al telegiornale… e se se la ride lui, buona camicia a tutti.

In realtà dovrei dire a Izizi che i soldi che lui tira su col nostro siparietto dovrebbe dividerli con me… o almeno darmi una parte… o almeno smetterla di praticare questa estorsione continua per cui appena mi vede gli devo pagare u’ lattucc… perchè alla fine le battute ce le metto io… i soldi se li ciuccia lui!
In realtà dovrei accettare che rischio di vedermi proporre un lavoro subordinato a tempo determinato da uno stronzomerdone qualunque nigeriano che è venuto in Italia ad insegnare tecnicamente anche ad un mezzo napoletano, comunque ad un fglio dei Borbone, com’è che funziona l’arte di arrangiarsi. E che mi ha fregato il lavoro… quello di comico… e la scena. Anzi, mi fa pagare pure!

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L’insostenibile ecologia del politically correct! “Fare il ricchione col culo degli altri…” e le tecniche dei “comunisti” per continuare a prendere e controllare il genere umano 1 di X…

No, non volevo cedere alla cosa… però non avevo nemmeno voglia di stare ad argomentare troppo ‘sta faccenda… che poi mi infervoro e rompo il cazzo agli altri con fatti personalissimi di cui giustamente può essere che agli altri frega un cazzo.
E così cedo all’insana passione dello scrivere una lista… una listarella anche un pochetto disordinata. Con “tre” cose brutte ed assolutizzanti del centro-sinistra italiano e più in generale dei “comunisti” – che dopo aver dato a certa gentaglia anni ed anni di passione e di impegno e di vita… ci sta che li tratti nel modo peggiore – che hanno tutte a che fare con il rapporto con una cosa bellissima che si chiama realtà oggettiva e che, per carità, non è la Verità… ma ci si avvicina molto.

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Perchè… chissà perchè… in presenza di un comunista a bocca armata… la Realtà Oggettiva potrebbe essere che veramente non la riconosciamo più! Ed io che sono un pentito vi svelo alcune tecniche tramandate nelle scuole di comunismo… perchè tutti le conosciate e possiate smascherarli!

– Il comunista prova a buttarla in rissa sul lessico o sui grandi temi ogni volta che non ha argomenti per smentire il fatto che è “uguale agli altri” nel senso che – per esempio – ruba come gli altri. Sarà che ci resta male quando scopre che non ce l’ha d’oro zecchino come pensava… sarà che ci resta male quando scopre che non è diverso dagli altri… solo che a differenza degli altri che dicono “Io non rubo!” – “Io ce l’ho d’oro zecchino invece e credimi!” il comunista è molto più subdolo.
Aggredisce la frase che hai detto, non il suo contenuto… nasconde il problema oggettivo e la butta in rissa su come gliel’hai detto spostando l’attenzione di solito su grandi temi.
Il tentativo è quello di costringere chi ha parlato di una sacrosanta manifestazione della realtà oggettiva “Tu rubi come tutti gli altri!” – cosa Verissima – a sentirsi colpevole di un problema grave come il Qualunquismo dilagante che porta la gente all’astensione, che amplifica il divario tra Palazzo e Strada. In poche parole con questa facilissima mossa… il discorso si sposta e nessuno dopo venti venticinque minuti si ricorda più come si è partiti. Ad un certo punto tutti a prendere una birra pacificatrice (che tu pagherai perchè tu hai scatenato tutto quel delirio… il comunista non paga mai!) e della realtà oggettiva che i comunisti rubano come i democristiani e i socialisti… nessuno parla più.

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Pensa tu quando io ho parlato di una faccenda realmente oggettiva che mi è capitata ed ho detto “Guarda rispetto a ‘ste cose meglio Berlusconi che paga e compra coi soldi suoi… a voi in Regione – Puglia Peggiore – piace “fare i ricchioni col culo degli altri”… ho passato le due ore successive a difendermi dall’accusa di omofobia. Mica loro a spiegarmi com’è possibile che un determinato bando sul futuro della ricerca abbia avuto esiti talmente vergognosi da finire bloccato.
E in quella vicenda non c’è un senatore con problemi di mutuo da pagare ed il capo della coalizione ex avversaria che se lo compra e il senatore che impara subito cosa vuol dire trasformismo da bolletta… No, in quella vicenda c’è una classe dirigente che di tasca sua ha imparato a non scucire un quattrino ma posiziona i figli dei figli degli amici o di chi gli ha fatto piaceri in posti stipendiati dalla cassa comune di noi tutti. Quindi c’è tecnicamente di che fare “IL RICCHIONE COL CULO DEGLI ALTRI”… un comunista non risponderà a questa cosa in altro modo se non “Sei un omofobo… un omofobo violento”.

Allora o scendi sul suo stesso livello di bassezza intellettuale e lì rischi perchè solitamente non sei stronzo quanto lui con una cosa che si chiama Realtà Oggettiva… o lo picchi e non scendi al suo livello perchè dopo il primo schiaffo devi dirgli: “Aspetta, ti stai confondendo… qui si parla di posti di lavoro costruiti dai tuoi amici con soldi pubblici, miei e tuoi… parla di questo prima di rompermi il cazzo su quanto sono omofobo!”. E di solito le parole attivatrici utilizzate dovrebbero funzionare ed il discorso potrebbe tornare su lidi più accettabili! Utilizzate con un comunista termini come “lavoro” e “diritti” e “livello di occupazione” cercando di inscenare un riconoscimento di meriti al comunista con cui dialogate… è l’unico modo per rimanere ancorati alla vicenda di partenza. Perchè altrimenti lui ne uscirà pulito… lui e i suoi amici… (perchè poi la cosa da ridere è che difendono la truppa anche quando loro con quelle operazioni non c’entrano niente… anche quando non hanno visto il becco di un quattrino…) e tutti penseranno di te: “Ah, ecco il Mortellaro, quello che ha in odio i gay”.
Lo vedete come mistificano la realtà? E tutto questo solo perchè io penso di poter utilizzare una espressione colorita sotto la quale si potrebbe tranquillamente scrivere “no gays were (h)armed during the pronunciation of this sentence”… “Non è stato fatto del male ad alcun gay nel momento stesso in cui si è pronunciata questa frase”…
La tecnica del ribaltare la verità fa parte dell’esame di “conquista del consenso e propaganda non rotodossa”. Si studia il primo anno, alla scuola di “comunismo”. Si consiglia la frequenza e soprattutto la partecipazione alle EPG (esperienze pratiche guidate). Si rileva il fatto che non è che sia proprio propedeutico… però se lo fate per primo è comunque tanta roba!

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Ah, sì… ancora una volta niente lista… scusate ma è che proprio non ci riesco! Già…
…ma la foto qui sopra vi anticipa già un altro passaggio sulle tecniche di aggressione alla realtà oggettiva praticate dai comunisti. Come vi anticipa un “biondoddio…” per precisione il numero 4!

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