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Torna presto padrepio…

Il corpo imbalsamato o incerato di padrepio ha fatto un viaggio. Credo fosse la prima volta che si spostava dal disco volante parcheggiato in seconda fila sul piazzale dell’ospedale di San Giovanni Rotondo. La faccenda ha avuto un’eco imbarazzante sui giornali. La questione è stata anche al centro di alcuni tavoli tecnici per sicurezza ed ordine pubblico. L’auto su cui padrepio ha viaggaito è stata scortata da un drappello congiunto di Polizia e Istituti di Vigilanza privata. Temo che Città del Vaticano non abbia fornito alcun contributo economico alla vicenda. Imbarazzante. Continuiamo a sostenere costi enormi per spicce forme di idolatria.

Quel che terrorizza sopra ogni altra cosa è il “mood” fa notizia, accostato ad ogni spostamento ed avvenimento minimamente collegato alla statuetta cerea di padrepio – non sono spoglie, non è il corpo… sono I RESTI. “Oggi padrepio è andato… ieri padrepio è stato spostato… domani padrepio andrà!”. Il tutto in collegamento da Roma, un servizio al giorno. Per chi è pugliese, i servizi sono due, perchè ogni giorno c’è un pezzo con le interviste al santuario, le interviste di gente che aspetta il ritorno della statua, gente che è accampata lì fuori a far la guardia al discovolante vuoto in attesa del ritorno della statuetta.

Non so davvero se mi fa più paura gente come Salvini o persone all’apparenza comuni accampate che, nel giorno della Misericordia, affermano: “Ci costa molto lasciar andare il nostro padrepio… non è giusto che lui debba lasciare il santuario… però è un ordine e dobbiamo rispettarlo! Certo, se c’è un santuario potrebbero venire loro a vederlo, non dovremmo essere noi a lasciarlo andare. Siamo molto in pena, ci costa molto!”. Una forma di misericordia che con estrema facilità fa rima con l’espressione: alla faccia del cazzo!

Ho sciolto ogni riserva: un comune fedele di padrepio è molto più spaventoso e pericoloso di un Salvini qualsiasi.

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Allora tipo oggi è domenica… e che cazzo voglio scrivere di domenica?

Scriverò oggi di domenica cose diverse dai patemi d’animo di un interista medio a cui non è rimasta altra speranza che quella di vincere – con una squadra che viaggia su medie da retrocessione – l’intera parte dell’Europa League per poter ambire l’anno prossimo ad andare in Champions visto e considerato che anche qualificarci per la prossima Europa League pare impresa erculea! E tutto questo tecnicamente si chiama “Grazie menagramo   d’un filippino per averci acquistati!”.

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Scriverò oggi che è domenica cose diverse da quelle che oggi, martedì che scrivo, vi vorrei scrivere circa la mia compulsiva dipendenza da inchiostro ipodermico che mi ha portato a continuare il lavoro sul braccio destro dopo aver riempito il sinistro con, nell’ordine di apparizione, una carpa, una maschera di Hannya, un Tanto (pugnale da suicidio rituale giapponese), un Samurai, un’onda stilizzata in perfetto Japan. Ora sul destro troneggiano già una tigre ed un dragone che si contendono il povero stronzo che sono (cercate i significati singolarmente, poi vi spiego, una volta finito tutto il braccio, cosa significano entrambe le braccia messe in relazione… che se uno si fa tatuare in modo serio studia, no le coccinelle le pennine i palloncini e i tribali che non sai che significano e vai lì tutto figo). Arriveranno altri due soggetti (le prossime due sedute) ed una chiusura generale del braccio che renderà armonici i 4 pezzi… come il braccio di un Tevez qualsiasi… mica quello stronzo di Icardi che non segna, non gioca bene, pensa al suo amore Wanda Nara e noi tanta carne a soffrire e far soffrire sortacci di giocatori quali un Podolski o uno Shaquiri (che si legge Giaciri) qualsiasi!

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Scriverò oggi che è domenica cose diverse da “Tedio domenicale quanta droga consumare“… perchè non vi meritate i CCCP… nel senso che non vi meritate tecnicamente la genialità di uno stronzo di anticomunista clericale di merda che ha convinto il mondo negli anni ’80 di essere il “compagno dei compagni” solo per avere la pagnotta assicurata dal PCI emiliano e dalle feste dell’Unità.

Scriverò oggi che è domenica cose diverse dal dire che oggi è un giorno triste perchè domani ricomincia la settimana e sono esposto ad un lunedì di merda come tanti di voi… ma chissà perchè, il lunedì, come le pene d’amore, è una malattia diffusissima ma “Dottore come sto male io… nessuno!”.  E io non sono Leopardi.

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Solo che, obiettivamente, di domenica che cazzo vuoi scrivere?

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