Archivi tag: Giovinazzo

L’amore buttato! 5.7

Questo set, brevissimo, che dividerò a scatti perchè sia, come dire, più forte il concetto, è stato scattato nella palazzina degli uffici di una fabbrica abbandonata tra Giovinazzo e Molfetta… Mi impressionò moltissimo, nello scattarlo, la quantità di fazzoletti sporchi e preservativi usati fosse in ogni dove…
Ne rimasi sconvolto.
Chiedendomi se fosse possibile quel che vedevo. Chiedendomi chi mai…

Dettagli non trascurabili… se solo contate le macchie bianche dei fazzoletti attorno!02

Nikon d5000 No Photoshop

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L’amore buttato! 4.7

Questo set, brevissimo, che dividerò a scatti perchè sia, come dire, più forte il concetto, è stato scattato nella palazzina degli uffici di una fabbrica abbandonata tra Giovinazzo e Molfetta… Mi impressionò moltissimo, nello scattarlo, la quantità di fazzoletti sporchi e preservativi usati fosse in ogni dove…
Ne rimasi sconvolto.
Chiedendomi se fosse possibile quel che vedevo. Chiedendomi chi mai…

Curioso come esplodesse quel colore!

Nikon d5000 No Photoshop04

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L’amore buttato! 3.7

Questo set, brevissimo, che dividerò a scatti perchè sia, come dire, più forte il concetto, è stato scattato nella palazzina degli uffici di una fabbrica abbandonata tra Giovinazzo e Molfetta… Mi impressionò moltissimo, nello scattarlo, la quantità di fazzoletti sporchi e preservativi usati fosse in ogni dove…
Ne rimasi sconvolto.
Chiedendomi se fosse possibile quel che vedevo. Chiedendomi chi mai…

Un grande classico del fotoromanzo porno dei miei zii grandi… Mi chiedo come ci sia finito, lì… Nessun rispetto per i classici!

 

Per un po’ di post mi perdonerete se vi ricordo di visitare anche il nuovo blog della Karashò e seguirlo!

Nikon d5000 No Photoshop

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L’amore buttato! 2.7

Questo set, brevissimo, che dividerò a scatti perchè sia, come dire, più forte il concetto, è stato scattato nella palazzina degli uffici di una fabbrica abbandonata tra Giovinazzo e Molfetta… Mi impressionò moltissimo, nello scattarlo, la quantità di fazzoletti sporchi e preservativi usati fosse in ogni dove…
Ne rimasi sconvolto.
Chiedendomi se fosse possibile quel che vedevo. Chiedendomi chi mai…

C’era la sintesi della dichiarazione unicef in quel libretto… per dire, eh!

Nikon d5000 No Photoshop

Per un po’ di post mi perdonerete se vi ricordo di visitare anche il nuovo blog della Karashò e seguirlo!

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L’amore buttato! 1.7

Questo set, brevissimo, che dividerò a scatti perchè sia, come dire, più forte il concetto, è stato scattato nella palazzina degli uffici di una fabbrica abbandonata tra Giovinazzo e Molfetta… Mi impressionò moltissimo, nello scattarlo, la quantità di fazzoletti sporchi e preservativi usati fosse in ogni dove…
Ne rimasi sconvolto.
Chiedendomi se fosse possibile quel che vedevo. Chiedendomi chi mai…

Libri e spartiti… lì dove non hanno senso… e preservativi!

Nikon d5000 No Photoshop

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Oh… il fantasmino del porto

La tecnica è sempre quella delle esposizioni multiple sottocalibrate a livello di tempi di modo da spalmare lo sfondo bene e far muovere le ombre vive. Questa volta è Miriam a fare lo spiritello e il contesto è quello del porto di Giovinazzo. Le foto sono di Settembre del 2011 e sono scattate con holga120 e pellicola medio formato.

Ah sì… niente cavalletto, queste erano prove… molto simili enll’effetto alle primissime foto degli anni 20… tenee conto che si tratta di una pellicola monochrome scaduta da 3 anni…. è già tanto!

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Boxe and Concrete

Secondo set di una serie di fotografie scattate con Miriam al Betonificio abbandonato tra Molfetta e Giovinazzo (BA) nel settembre del 2011. Anche in questo caso la tecnica usata è quella lomografica, su pellicole da 120 scattate con Lubitel2 ed esposizioni singole. Questa volta il tentativo era giocare di ritrattistica con pellicole particolari e situazioni contrastanti tra modella e luogo.

Spero vi garbino!

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The concrete boxer!

Primo set di una serie di fotografie scattate con Miriam al Betonificio abbandonato tra Molfetta e Giovinazzo (BA) nel settembre del 2011. Anche in questo caso la tecnica usata è quella lomografica, su pellicole da 135 scattate con Holga 135 ed esposizioni singole spinte avanti a casaccio. L’intento era quello di un fotomovie sulla boxe e di un gioco di installazioni uomo metallo edificio.

Spero vi garbino!

 

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Radio Quindinononvatuttobene – Ricordi antichi…

… e nuove riflessioni. Dopo giorni e giorni di Stato Sociale e disagio ieri mi sono reso conto che avrei voluto cazzeggiare nei vecchi tempi andati e vedere che effetto faceva. Ho iniziato da cose relativamente più fresche: “Teatro degli Orrori”. A me loro salirono sulle palle quando gli feci da runner al Giovinazzo Rock. Una serata, la prima dopo tanti anni, di pioggia e tensioni… ci siamo sicuramente conosciuti in un momento sbagliato. Mi pareva che Capovilla fosse un po’ troppo frontman. Incomprensioni evitabili…

Omaggio loro suggerendovi, se dovete ascoltarli, di farlo davvero ad alto volume, saturando l’impianto. Alla fine sono solo tre minuti. Scelgo questo pezzo per la seconda metà.. che usa all’inizio versi molto veri ma si conclude come mai concluderei io una cosa: “…ripensaci, Tesoro ripensaci!”. Tu che vieni di nascosto, qui… no, tu non ripensarci.

 

ps In colpevole ritardo arriva la categoria che la smetterà di indicizzare in maniera ipertrofica malinconiche gang bang e fist-fucking emozionali. Se vi piace solo la mia musica, avete il registro opportuno!

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Bisestile e pari… tautologico!

Tutti lì a stupirsi del curioso prodigio per cui arriva un anno bisestile e questo è pari. Ogni anno pari. Pelle accapponata, rimembranze di scuola elementare. Trenta giorni ha novembre… di ventotto ce n’è uno…
Se un anno capita ogni quattro, e gli anni si dividono in dispari o pari, non esiste il 50% di possibilità che il bisestile capiti al dispari. Solo per il puro accidente di essere stato inventato in un anno pari. Pari più numero pari darà sempre e solo pari… non a targa alterna dispari-pari…

La matematica, che odio e detesto profondamente, a volte è così vituperata dalle giuovani generazioni da salirmi quasi a pena. Del resto, anche ragionando in sistemi matematici assolutamente imperfetti, la disparità del numero ventinove sommata alla eventuale e solo ipotetica disparità d’un anno bisestile dispari, restituirebbe comunque un numero pari. Ragionando in sistemi matematici non ortodossi, che miscelano dati e date a casaccio.

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Basta stupore fanciullesco e pascoliano… il bisestile è pari e sempre lo sarà, accontentatevi ezianBiondoddio!
Anche perchè, dispari non sempre funziona. Ed esiste la mitica eccezione che conferma la regola, nel mondo delle logiche che sempre ci viene in aiuto, quello del porno:

nel porno, tanto autoriale quanto amatoriale, il numero perfetto è il trio… che già in 3 su una le cose si fanno complicate, dolorose o palesemente finte. Ah sì, prima che me lo chiediate… per la gang bang che sono sempre accoppiamenti multipli a carattere non orgiastico – nelle gang la donna è solo una – il numero degli uomini è sempre dispari ma per sfortuna dei numeri non pari c’è una donna di mezzo che raddrizza la questione, oltre che tutta un’altra serie di cose. Ah, sì, prima che chiediate anche questo: le orge non sono mai un insieme onnicomprensivo. Si tratta sempre di rapporti a se stanti inquadrati in un contesto da movimenti di camera e da una scenografia. E guardate bene… sempre e comunque saranno accpiiamenti pari o terzetti (che come leggete sopra sono l’eccezione, l’unica eccezione dispari!).

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Puntuali come gli oroscopi, le curiosità sul bisestile. Porterà bene, porterà male? Mi viene in mente il dialogo con il venditore di almanacchi di leopardiana memoria. E lo slogan che simpaticamente utilizzavamo tra organizzatori del Giovinazzo Rock Festival, quando ero parte della organizzazione, vertici alti, per lasciare tanta suspance sui nomi che avrebbero calcato il palco in quegli anni. “Che musica facciamo, quest’anno? Sempre la stessa, maestro, sempre la stessa!”. A parte la cortesia del venditore d’almanacchi che sa bene che contraddire il cliente è da coglioni e restar nel vago è da furbi (vuoi mai che alla gente che ti viene a chiedere un voto o ti deve pagare qualcosa la vai pure a scontentare protestando opinioni in vibrante contraddizione con le di loro, tanto da fargli venire in mente che soldi o voti non te ne darebbe punto?!) quando mai non ho sentito e letto speranze “sull’anno novo che sarà ancor più meglio assai di quello passato? E di quello incietro anchora?”. Stucchevole.

E niente, puntuale come gli oroscopi è arrivata la discussione sul bisestile che ci attende. “A te porta bene, bisestile?” Bisestile mi piace, come le cose scomode, tutte quelle che creano una perturbazione nel regolare svolgersi delle cose. Bisestile come le dita nel naso in pubblico o come la mano che si dimentica di coprire lo sbadiglio. Bisestile come le lenti da riposo che nessuno sa che sono da riposo e tu scegli di cominciare ad indossare all’anno nuovo. Bisestile come le lenti vecchie di tuo padre, da pentapartito, che metti perchè fanno figo. Bisestile mi piace. E così, sorseggiando irish coffee, in un osceno capodanno sera, prima di scegliere di proporre di cominciare bene l’anno nuovo a botte di sushi all you can eat – e finire multato per eccesso di consumo, capita coi cinesi! – mi scopro a fare il ragionamento “Bisestile rovina la noia, il quotidiano, l’ordinario, quindi mi piace…” e dico: “Sì, mi porta bene!”. Fermo un attimo. Panico. Bicchiere a mezz’aria… “No aspetta, fammi controllare… che io sono sempre così imperativo in certe affermazioni di principio e poi RoccoSiffrediGiovane (Sprotettore – con la s rovinativa – di tutti quelli che immotivatamente se la menano e se la cantano) viene e mi rovina il più comunista dei buchi”… Controlliamo. Operazione semplice: andiamo indietro di quattro in quattro fino alla pubertà e vediamo, ok?

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2012 – Anno molto molto positivo: conclusione del dottorato, sitazione sentimentale molto molto carasciò, con un futuro roseo davanti che solo s’immaginava e fosse rimasto qualche anno ancora così con progetti sullo sfono, non succedeva niente di male anzi – che i progetti mettono ansie a volte – estate di scatti molto produttivi, Budapest, cose belle, un Natale felicissimo, un Santostefano senza brutti ricordi, l’abbraccio caldo della prima donna di cui sia stato innamorato, a tre anni. Il 2012 mi disse un sacco un sacco bene!

2008 – Non entusiasmante, ma in un contesto nel quale nulla davvero poteva essere entusiasmante. Inizio del dottorato a Lecce, tanta produttività e positività artistica, inizio della mia avventura su Facebook, inizio di una storia sentimentale bella e carica di emozioni – le storie vanno guardate nei momenti belli senza guardare al fatto che un eventuale seguito grigio o nero o pessimo le abbia guastate… le cose vanno vissute, gli errori non sono nell’inizio ma nel percorso – alla fine della fiera tante belle cose.

2004 – Un anno di ere e proprie rivoluzioni, l’inizio dell’Arci Giovinazzo e del Giovinazzo Rock, la nascita dei Reclame, la riscoperta della fotografia, la menzione d’onore al Lovecraft che non vinsi ma superato per meritocrazia da uno veramente ma veramente bravo… la fine di una storia che era stata bellissima, intensissima, fortissima, ma appunto era… e il corso d’alta formazione in Criminologia e compagnia cantante che mi ha fatto essere quel che sono.

2000 – Anno burrascosissimo, la crisi violentissima del mio primo amore, la crisi universitaria ancor più dura, con la scelta di continuare ma modificare radicalmente la prospettiva e passare da “avvocato” a “criminologo” come risposta a “Che vuoi fare da grande?”, i primi problemi con le bottiglie, l’inizio di una storia d’amore importantissima, a fine anno.

Tirando le somme, rinnovo la risposta: “L’anno bisestile mi porta bene… l’importante è che io non faccia il fesso e dall’anno dopo mi appunti: Guarda che queste cose che ti sono capitate lo scorso anno sono capitate in un anno bisestile, che è quello che a te porta occasioni, positività, belle soluzioni… vedi di stare attento alle prossime sliding doors!”.

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