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Allora tipo che ho visto “Il racconto dei racconti” di Garrone e…

… ed ho un po’ di considerazioni da fare sull’argomento.
Parto da un assunto che credo sia doveroso e fondamentale: a me il cinema e la poetica di Garrone piacciono molto. A me piace come Garrone lavora con la macchina da presa. A me piace la sua cura sempre pretesa per i dettagli visivi, per le suggestioni in immagine e soprattutto per quanto ricercata sia sempre ogni sua scelta in tema di fotografia – pur avendo nel suo staff fior fior di addetti al ramo. Inoltre a me piace moltissimo la poetica dei temi che Garrone sceglie, il suo ricercare sempre e comunque l’inquietudine, l’atrocità, il crudele. Perchè in realtà io adoro certi temi e certi rapporti di forza nell’economia delle storie.

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Partendo da questo presupposto vi dico subito che a me il film è piaciuto tanto. Belle le storie scelte, tutte e tre molto significative, con la ricerca di confronto con temi che hanno tutti a che fare con quel che di umano molto umano c’è in oguno di noi: invidia, autoaffermazione, ignavia, desiderio, controllo. Bella, molto bella, anche la grande metafora secondo la quale non tutto è scritto, non sempre esiste un destino preordinatore, ma sempre e comunque le scelte per sfuggire al destino comportano sofferenza, lutto, contrasto. Quel che dico e sostengo da qualche giorno: nulla lascia indenni tutti e qualcuno deve sempre soffrire. Perchè è nell’ordine naturale delle cose che questo accada. E, dentro il film di Garrone, dentro questo ben fatto contenitore di storie che è esso stesso una storia, è sempre la sofferenza di qualcuno a muovere le vicende.
Ancora, a me è piaciuta davvero molto la scelta degli attori con cui il regista si è confrontato. Di fronte ad alcune scelte che non appaiono forzate ma di maniera… tipo quell’odioso bellone di Vincent Cassel che fa il libertino oppure la Hayek che fa la regina che tutto conosce e tutto controlla, esiste comunque una visione ponderata e la scelta del migliore possibile in quel ruolo. Ogni volta i personaggi non sono mai bianchi o neri… e dunque è necessario trovare visi e fisicità che esprimano bene questi contrasti senza esasperarli. La algida Hayek o il sanguigno Cassel sono due emblemi di tutto questo.
Splendide le scelte fotografiche ma lo abbiamo già detto.
Come pure, e su questo so che in molti non sarete d’accordo, bellissimo il registro temporale lento e dilatato. E’ una grande fiaba di fiabe quella che vediamo quindi è giusto che abbia tempi di stasi e contemplazione… senza vivere ritmi serrati che non si confanno alla bisogna.

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Quel che non trovo giusto è il carattere mainstream e pop che si è voluto dare all’opera nel trailer. Io conosco Garrone, conosco la sua poetica, conosco i suoi film. Mai mi sarei sognato di portare con me a cinema dei bambini di 3 o 5 o 7 anni… come qualcuno ha fatto guardando il trailer e pensando di essere di fronte ad un qualche colossal Disney o ad una rilettura in chiave cinematografica di qualcosa come Il trono di Spade o peggio ancora i Borgia. Un paio di bambini hanno urlato al sacrilegio in alcune scene e chiesto urlanti ed in lacrime di abbandonare la sala. Ci sta! Ci sta meno che, ingolositi da un railer all’americana, orde di idioti si accalchino in sala per poi, a fine film, prorompere i considerazioni del tipo “Che film di merda” – “Una palla” – “Madonna che lento”… cioè… se Garrone non lo conoscete… non fidatevi del nome del suo ultimo film “Reality” che promette altro e non confondete “Gomorra Il Film” con Gomorra la serie (sono due prodotti splendidi ma molto molto molto diversi tra loro… chi ama la serie solitamente non ama il film a meno che non ami anche certo cinema e Garrone). Basta… cioè certi film andrebbero dati solo in certi cinema… perchè un film del genere non è adatto ad un pubblico che “esce al cinema” ossia va a cinema perchè non sa che altro fare e ricerca esplicitamente prodotti generalisti di ritmo spiccio e simili. Sono elitario? Sì… sono elitario da morire quando le cose mi piacciono e ci sono affezionato…
Per cui, chiusura di una recensione atipica:

Se vi piace Garrone questo film vi piacerà
Se vi piace Garrone vi verrà voglia di scrivere favole in napoletano
Se vi piace Garrone avrete odiato il trailer del film di Garrone di cui sopra…
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Se non vi piace Garrone ma vi piace il Fantasy… ci sono tante valide alternative a questo film e soprattutto ci sono tanti modi splendidi per non rovinare la visione di questo film alle persone che vanno a vederlo perchè Gli Piace Garrone!   il-racconto-dei-racconti-garrone_980x571

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E niente… l’attore è il flessibile per eccellenza… ma la pornostar di più! E in buona sostanza Je Suis Charlee… (Chase!)

Sono giorni che mi avvito su me stesso con i post che programmo e che posto…
I discorsi stanno assumendo una forma tra l’anoide (cioè a forma di ano) ed il mulinello dello scarco del lavandino quando togli il tappo. Finisco assorbito. La verità è che questo flusso di coscienza poteva anche essere un unico post che partiva di qui… ma poi qualcuno, più di qualcuno, con candore mi avrebbe detto “Ho deficit di attenzione, ti metto mi piace… ma non leggo e mi fido sulla parola!”. Onesto… ma per te c’è l’inferno… ed è un posto particolare… quello dove ci stanno molti giovani e sconosciuti e bravissimi musicisti. Sono quelli che in vita non hanno sfondato per avverse condizioni meteo delle loro esistenze. E sono finiti ad aprirsi scuole di musica dove ci rimettevano (bile e soldi). E sono finiti a fare i turnisti a personagiacci come Zarrillo e Pausini (che ti daranno anche iniezioni di professionalità, ma lo fanno mentre ti scartavetrano le palle con la cartavetrata grana F che se non ci stai attento ti scartavetri le mani scartavetrando da lato sbagliato). E per le suddette ragioni alimentari e le suddette avverse condizioni meteo… sono finiti a produrre in batteria i pezzi celebri del canzonienre neomelodico napoletano camorristico. E ne sfornano dieci al giorno. E sopra ci canta Antonello, Dernier, Antony (che non è Antonello), Gabry, Teresina e simili. E famosi non lo diventeranno mai… perchè non stanno nemmeno i loro credit sotto le canzoni.

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Nemmeno se il loro pezzo viene scelto per Gomorra – La serie. Men che meno se viene scelto per Gomorra – Il film. Figuratevi, ormai, se dovesse essere scelto per l’audiolibro di Gomorra – L’audiolibro del Libro.

E’ proprio questa immagine dei musicisti gimmiendrics o keitricciards o giacopastorius che se ne stanno ammanettati dalla caviglia con una catena lunga a sufficienza per arrivare al cessetto dello studio di registrazione dal termosifone dove sono attaccati, col cattivo di turno alla scrogge che scorreggia entrando nella loro stanza e gli tira dietro il pane vecchio, e gli scodella una ciotola con la brodaglia e gli dice “Stiamo sotto con gli arrangiamenti di quei sei album… ma tu domani vuoi mangiare?!” e gimmiendrics abbassa la testa e piagniucola “si si sissignore” e si mette lì ad arrangiare e comporre tutto in pentatonica diminuita per finire i pezzi… che senò lui poi domani torna (cit.)…
E’ proprio questa immagine che mi ha fatto pensare quanto complicata è la vita di un attore. Senza scomodare i mostri sacri come Hoffmann e De Niro col metodo stanisqualchecosa, che poi sarebbe Stanislavsky, entrano nel personaggio frequentando personaggi simili a quelli da interpretare… tipo i tassisti disadattati reduci erotomani e spree-killer alla “taxidriver”… ma pure pensando a quelli che pur di non “entrare mai nel personaggio facendoselo cucire addosso” sono stati nella loro carriera tante cose diverse. Penso a quelli che sono stati flessibili. E’ stato tutto più difficile… perchè la produzione oggi ti voleva monello, oggi bravo, oggi pazzo, oggi sano… su set diversi. E tu in un anno faticavi tanto a diventare un credibile stronzo… poi dovevi diventare un buono irreprensibile. Cioè… c’è gente che c’è morta… tipo il ricchione de “La montagna dei rott’inculo” che poi è diventato anche Joker di Batman e non ha fatto rimpiangere Nicholson… e quindi tecnicamente è stato magistrale… ma poi lo stress forte poverino se l’è portato. Chiariamoci… non che fare sempre una parte sia tanto meglio. Meccolicalcoli, cioè il biondino di Mamma ho perso l’aereo… non ha fatto niente di meglio nei secoli… e di noia è finito per morire al futuro prossimo di droga.

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Flessibile allora sì… ma così tanto no! Cioè non da trasformarmi in un anno da cowboy frocio in supercriminale assassino di massa nichilista… Ma questo è niente. Perchè queste sono trasformazioni che agli attori si richiedono in un tempo più o meno lungo… non sufficiente a far scendere il tasso di sopravvivenza a zero… ma lungo. Pensate alla povera Charlee Chase… che nel 2005 un giorno girò due clip da 45 minuti di montato (quindi siamo sui 90 di girato… che x 2 fa centottanta totali)… in cui era prima una dottoressa incazzata che decideva di farsi pagare in natura la parcella dal paziente ipocondriaco… ma di sicuro un pochetto arrapato… e dopo i canonici venti minuti di doccia e capelli (trucco niente ancora, allora, alla brazzers) nello stesso giorno diventò la aspirante segretaria di uno sceicco principe di non so quale stato di sabbia che vestito di tutto punto ma con uno stracomico accento mediorientale faceva il maiale cazzomoscetto con la bella biondona di Tampa. Roba che se lo vede qualche aspiante califfo signore del pianeta ci ritroveremo ad urlare “Je Suis Charlee”.

Non pensate mai che la vita di una pornostar sia solo cazzo cazzo cazzo cazzo… con qualche simpatica variabile del culofigatette. E per chi non ci crede presto postata la query corretta da digitare per vedere il filmato della povera Charlee con il pazzo mezzofrocio cazzomoscio del “Prince, you are One… you are THE one…“.
“Charlee Chase big tits work prince”. La quary per arrivare al video della dottoressa è pleonastica… le foto le trovate qui!

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E poi a trent’anni guardi Romanzo Criminale e vuoi fare il Criminale… però nessuno se la prende col Freddo o col Dandi… tutti con Sollima!

Che, per dire, visto il gradimento delle serie televisive come genere pop… che mo’ la guardando tutti, specialmente voi “i nerd di wordpress” e vista la iperproduzione di serie televisive pop, poteva chiamarsi “E poi a trent’anni guardi Gomorra e vuoi fare il Camorrista… però nessuno se la prende cu’ Genny la Carogna, Ciruzzo l’Immortale o Salvatore Conte… tutti con Sollima!”.

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Ma tant’è… a tutti sembra che la scimmia gli è uscita adesso con Gomorra (che il film non se l’è cacato nessuno perchè era terreo e plumbeo e ci stavi male per davvero… mica con le musichette pop e i vestitini e le battutine….) ma la storia comincia da lontano e per l’esattezza da quando Alemanno si incazzava perchè i bulli romani avevano nuovi “sistemi valoriali di riferimento” che si chiamavano tipo Banda della Magliana e se la prendeva con Sollima, non con gente tipo Carminati che di quella esperienza era, tipo, l’ultimo dei Mohicani celebri sopravvissuto – anche se misteriosamente nel Romanzo lo fanno morire.

Forse Alemanno pensava che prendersela con Carminati avrebbe fatto venire fuori il fatto che Carminati non era morto e succedevano bordelloni giudiziari inenarrabili ed avrà detto: “Per questi bulli io mo me la prendo con Sollima tipo Marylin Manson per la Columbine High School e ci metto pure ‘sti gran cazzi e nessuno scopre niente!”.

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Io non sono immune da questo discorso di emulazione fanatica dei comportamenti e dei codici sociali di espressione. A me piace un casino, quando vedo una serie che tipo mi piace, atteggiarmi. E’ un fenomeno normale. Si chiama immedesimazione. Si chiama fare il tenebroso con le ragazzette. Si chiama cementare attorno a delle obiettive stronzate un gruppo di persone che guardano le stesse cose e si sentono parte di una esperienza di gradimento… fino a fingere di traslarla nella realtà. Io grazie a Biondoddio e soprattutto a Gesummaria non ho mai usato droghe varie, tranne tipo qualche volta e gli effetti sono stati sempre così drammatici che ho sempre detto: “Che testa di cazzo che sono… lo so che mi fa malissimo…”. E questo si chiama tecnicamente non accettare che sei un ansioso cronico e che quindi non puoi fumare che al minimo effetto te ne vai in paranoia e ti ripeti “sono drogato sono drogato sono drogato” e sbocchi e ti gira il mondo intorno e ti stendono sul divano con la pezza bagnata sugli occhi per mezz’ora.
Non fumando non vengo a contatto con circuiti criminali. Non fumando i circuiti criminali li osservo e li studio nella vita di tutti i giorni. Quindi tecnicamente in Romanzo Criminale sono Scialoja… che è pure figo e tenebroso… ma mai come il Freddo che di quella serie è il mio criminale preferito.

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Io quando ho visto Romanzo Criminale sono diventato il Freddo.

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Io quando ho visto Gomorra sono diventato Ciruzzo l’Immortale fino a quando non è chiaro che Ciruzzo l’Immortale è una bestia sanguinaria assetata di sangue e dei soldi del Clan Savastano e del potere del Clan Savastano e di tutta quella roba lì… ed è uno che siccome non ha la mamma non sa quant’è grave dire “Me vennisse pure a mamma pe diventà comm’a vuie!” che sopra Napoli è “Mi venderei addirittura mia madre per diventare come voi!”. A me se da Immortale togli la T il personaggio non piace più… che io sono – o meglio sarei stato se avessi fumato, che gli spinelli sono l’anticamera di diventare un boss della malavita che fa una brutta fine nel giro di dieci anni – io sarei stato un criminale vecchio stampo. Di quelli che non ci sono più.

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Per dire: io ho visto “Il mostro di Firenze” ma non ho mai voluto fare il Mostro di Firenze. Non fa per me. Quello è un personaggio che non mi stimola. Perchè è un cattivo di quelli che non piacciono se non a gente sadica e malata con seri problemi. Quei cattivi a D&D hanno “allineamento Caotico-Malvagio”… cioè hanno finalità e modi da stronzi!
Vallanzasca no! Io la verità è che da quando l’ho visto sui giornali, ho sempre di molto apprezzato il personaggio di Renato Vallanzasca. Già il soprannome: Il Bel Renè… e vuoi mettere? Anche da piccolo, quando tipo mi dicevano che “adesso viene Renato Vallanzasca e ti rapisce!”(che è un cit. di un testo celeberrimo, purtroppo a me dicevano che veniva l’anonima sarda e questo la dice lunga su una serie di fatti, tipo che essere rapiti da un anonimo è una cosa tristissima che mette anche a rischio il tuo orecchio…) io non avevo poi così tanta paura, solo nel dubbio mi facevo un po’ più accondiscendente! Poi ho visto il film e ho capito che era una bella storia farsi rapire da Renato Vallanzasca!

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Negli anni ’70 se sui giornali ti scrivono “Il Bel Renè…” sai il codazzo di ragazzette! E poi sei riconosciuto dalla stampa nazionale “Bello” anche se nella vita a professione potresti scrivere Rapinatore Incallito e tipo “Bandito!”. Troppo Bello. E c’hai le stesse skill abbigliamento e stile di quelli della Banda della Magliana ma mille volte prima e mille volte meglio… e sei a Milano! Che dite quello che volete ma il dialetto romano non è da fighi come quello milanese e il dialetto napoletano, che io pratico benissimo, è da ricottari!
Il Bel Renè se fossi stato donna ci avrei sicuramente provato… anche se di recente, uscendo per andare a lavoro, gli hanno fregato la bicicletta e questo è un mondo dove davvero non c’è più religione se rubano la biciletta a Vallanzasca! Il Bel Renè era un grande! Solo rapine, niente droga… anzi, un suo amico stretto che aveva casini con la droga lo ha pure giustiziato. Il Bel Renè era pure lui un tenebroso… sì vabbè, c’ha gente sulla coscienza… ma lì, nel suo sistema di valori la cosa funzionava con un “Rapino le banche non rapino la gente… le banche sono assicurate… non mettetevi di mezzo e nessuno si fa male… anche perchè se sei sbirro nessuno te la fa fare la cosa di venirmi dietro seriamente… che ti fotte? I soldi non sono i tuoi o la pensione della vecchietta…”. Per questo di sicuro i suoi modi erano più o meno malvagi, per dire, mica entri in banca con una sachertorte… però nemmeno entri in banca e di prima fai una strage e ti violenti le anziane in coda allo sportello che ti urlano “Pensi a mio nipote con la febbre, sono venuta a prelevare i soldi per comprargli un giocattolo..” e lui lì che abusa ancora di più della povera vecchietta e poi la soffoca con la borsetta tipo sacchetto di plastica!E questa è una cosa che si chiama X Agosto di Pascoli:

Anche un uomo tornava al suo nido:
l’uccisero: disse: Perdono;
e restò negli aperti occhi un grido:
portava due bambole in dono…

Ora là, nella casa romita,
lo aspettano, aspettano in vano:
egli immobile, attonito, addita
le bambole al cielo lontano.

Ditemi se non è l’emblema dello stronzo Caotico-Malvagio uno che ammazza un uomo in circostanze misteriose con due bambole in dono per i figli che aspettano a casa il ritorno di un padre e le bambole in dono… roba da pezzi di merda per cui l’Inferno non basta… ci vuole la sedia a gas senza cena per gente così… tipo quelli che danno un calcio in culo ai pastori tedeschi e quindi tipo Toni Negri (altro cit. celebre che è un ibidem di quello di sopra).

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Però possiamo davvero dire che le sue – di Vallanzasca – finalità erano quelle di far del male alle persone? No, dai. E allora di sicuro se il suo scopo era quello di far soldi e sputtanarseli nella bella vita milanese e comunque di far cose che la media delle persone non sono proprio convinto dica che sono il Male… non era male nemmeno il suo codice di valori del tipo “Non rompere il cazzo e non ti faccio niente!”.

Caotico-Legale… e non voglio discussioni. Quindi crepuscolare e tenebroso. Quindi di sicuro successo col pubblico femminile. Quindi di sicuro esposto al thrilling di una vita sempre al di sopra delle righe…
Quindi, sì, a me sarebbe tanto piaciuto essere Vallanzasca. Senza K che lo ska a me non piace! Anzi, mi sta sul kazzo… e mi SKAzza.

Per questo più che le serie criminali a me piace e strapiace il film sulla vita di Vallanzasca che ha fatto quel cazzutissimo foggiano di Michele Placido… che faceva il Commissario Cattani, quindi il protagonista di una serie poliziesca con enorme dignità. Se ai ragazzini in strada piacesse più Vallanzasca di Ciruzzo l’Immortale o di quel gran testa di cazzo odioso del Dandi, sono convinto che l’Italia sarebbe un paese migliore! Perchè gli eroi positivi non tirano decisamente più… e ci vuole qualcosa che stuzzichi il lato oscuro ma lo faccia con morale e dignità! Così invece di scippare la vecchietta fuori alla posta o di malmenare tua madre per comprare la droga… smetti di pungerti e tipo rapini una banca… visto e considerato che in merito, un gran cattivo maestro cone Bertold Brecht ha affermato che “Il vero ladro non è chi deruba una banca ma chi la fonda!”. E non la rompi come un black blok del cazzo con il bancomat del babbo, quindi il babbomat in tasca… la rapini e ti sputtani i soldi in festini alcool e regali alle decine di ragazzette che vogliono ballare con te in un locale vip e non in una discoteca del cazzo!

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Peccato che Brecht lo studi a scuola nella sezione Letteratura, Vallanzasca lo studi a scuola nella sezione Celebri, Belli e molto Monelli!

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L’esecuzione di applicazioni tecniche dell’esame di terza media. Del sistema ordinatore che regola il mondo, esiste, ha per molti nome di Dio… ed è obiettivamente nascosto molto bene!

In molti mi hanno chiesto una personale riflessione sui sistemi ordinatori… su Dio, insomma.
Questo è falsissimo… non Dio ma il fatto che qualcuno mi abbia potuto chiedere di scrivere una rflessione in merito.
Ma fa figo farvelo credere.
Quindi… sì in molti me l’hanno chiesta pensando che avrei detto qualcosa di pornografico.

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Prima che me lo chiediate, no… il mio Dio non è Tory Lane. E nemmeno Rihanna, visto che non esiste… mentre Dio sì.
Per un periodo ho creduto pervicacemente che Dio fosse il famoso Polpo Paul… il celeberrimo octopus vulgaris che azzeccava i risultati del mondiale 2010 di calcio in Sud Africa. Quello in cui perdemmo pure con la Slovacchia.
Non peggio dell’ultimo.
Sì, un periodo ho creduto nel Polpo Paul come sistema ordinatore… ed ho smesso di mangiare polpo… che d’estate per un barese è davvero troppo. Poi la notte di ferragosto di quel lontano 2010, ubriachissimo ne ho mangiati 4 congelati. E Dio s’è vendicato.
Il Dio vero.
Non perchè mi fossi macchiato di teofagia ma perchè avevo mangiato i polpi congelati spacciandoli a me stesso ed agli altri come primizia dell’Adriatico. Dio ti punisce se sei coglione… non se ti mangi il polpo in cui dici di credere. E un barese che si fa fregare sul polpo… è un coglione! Diarrea da colera a scoppio ritardato, 24 ore dopo… ma fulminante. Ero a 300 metri da casa. Furono i 300 metri più atroci della mia vita. Ma riuscii a non cagarmi addosso che deve essere una delle cose più umilianti per un essere umano!
Dio sapeva che avevo capito. Dio mi graziò!

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Per dire: Dio esiste e mi piace pensare che sia tipo quello di Israele – quando credo nelle favole. Per me quella notte fece una eccezione.
Perchè un Dio dovrebbe essere così: cazzuto, incazzoso, guascone. “T’ho detto di non incularti… tu a Sodoma t’inculi? Va bene… Mo vedi!” Palla di fuoco. E se scappi perchè sei una brava persona ma ti volti a vedere l’effetto che fa la palla di fuoco… Statua di Sale ed avanti andare!

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“Io quello che vi dico è per il vostro bene… e voi non avete ancora imparato dai tempi del “paradiso terrestre” a non rompere i coglioni e ad ubbidire!”. Un Dio dovrebbe ragionare così. Tolleranza Zero. Altro che il nostro che ti confessi, racconti i cazzi tuoi ad uno che avrebbe troppi cazzi seri più dei tuoi da raccontare (perchè uno che di professione si fa i cazzi degli altri e ne gode ha problemi più seri delle tue pippe, delle tue corna, delle tue liti con mamma e papà) e tante scuse, tutt’apposto e avanti andare.
Ripeccare.
Risentirsi in colpa e…
…tornare dal confessore che dopo da a te le preghiere per espiare e lui si fa una sega mentre tu sei troppo impegnato a dire le preghiere in salvezza della sua e della tua anima!
Se esistesse un Dio sarebbe come quello di Israele. “Hai fatto il monello? Ed io ti cucio il cachello!”…
…altro che cenere e carbone!

Purtroppo Dio non è quello di Israele. Purtroppo! (minuscolo perchè mi urta il senso estetico altrimenti)…
Dio è un teen ager svogliato di Isernia con troppo tempo libero. E noi, questo universo… siamo il suo lavoro di applicazioni tecniche dell’esame di terza media. Ve lo ricordate? Il sapientino dell’Italia, il campanello, il mulino ad acqua con l’enetroclisma da dietro come il presepe di “Natale in casa Cupiello” che è “una cosa religiosa con l’enteroclisma da dietro”.
L’universo che abitiamo è il suo lavoretto di applicazioni tecniche dell’esame di terza media di “divinità”.
Solo che ‘sto cazzo di ragazzetto dio prodigio ci s’è messo troppo di impegno. Per prendere un voto alto e strabiliare tutti c’ha messo troppe variabili. Rotazione dei pianeti, dimensioni vicine all’infinito, soli e stelle, acqua, ruscelli, pianeti gassosi… cose viventi, cose che parlano, sesso selvaggio, cuckold, strapon e “libero arbitrio”.
E religione, che è una di quelle perversioni incredibili!

Ha vinto. Ha preso dieciellode. Poi però governare ‘sta cosa era troppo complesso e lui, come tutti i promossi dopo l’esame di terza media, aveva voglia di pippette, motorini, gelati, videogiochi, cannoni, fumazze, amichette, limonatine… Altro che stare lì a contemplare ‘sto cazzo di lavoretto complicato e cercare di stargli dietro. “Che mi frega? L’ho fatto e mo lo rompo e lo rifaccio in tre giorni… se mi gira… ma ora no!”. Ogni tanto all’inizio ha fatto cose interessanti tipo
– la mattana di Sodoma e Gomorra
– il sabotaggio dell’enteroclisma per allagare tutto e fare quella roba dell’Arca di Noè
– le dieci piaghe d’Egitto un giorno che ce l’aveva girate con la ragazzetta che non gliel’aveva data (cerchiamo di essere onesti: la schiavitù è sempre stata una gran bella cosa… le Piramidi sono bellissime e però ci vuole manodopera visto che le macchine costano troppo e all’epoca non ce n’erano… ed il problema non è mai stato politico visto che con gli ebrei se l’è presa anche Hitler ma la Germania sta benone… no, quel giorno era proprio una roba di palle girate perchè la tipa non gliel’aveva data!).
Sì: ‘sto dio adolescente è capriccioso e deresponsabilizzato… mica ci pensa che quella cosa che ha creato poi c’ha na vita e un sacco di storie sue! Dopo, sti numeri da circo succitati (cfr. La Bibbia) ha iniziato a tirarli fuoris empre più di rado… fino a dimenticarci e non giocare più con noi! Siamo il pesce rosso lasciato nella boccia d’acqua quando parti per le vacanze. Nemmeno la dignità di essere portati un autostrada e spersi. Siamo il lavoretto dell’esame di terza media!
Sì… dice che ‘ste divinità sono proprio stronze. Umane troppo umane!
Dice che i greci, che ammettevavo tutta ‘na serie di cose che noi definiamo oscene turpitudini, gli dei se li immaginavano così.
Solo immortali. E, piccolo dettaglio: picciosi, infantili, rompicoglioni, arroganti, presuntuosi, un po’ zoccoli, spesso froci… ed uno pure storpio e quasi negro. Ecco perchè facevano le turpitudini, i greci, a dire di qualche moralizzatore!

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E così siamo finiti in soffitta. E mi sa che con esattezza ‘sto cacchio di Dio adolescente non ricorda nemmeno in quale parte della soffitta. Ogni tanto non ricorda nemmeno bene che esistiamo! E prendiamo polvere. E lui, adesso, visto che il suo orologio ed il suo calendario hanno decorrenze bibliche… adesso c’avrà diciannove/vent’anni, avrà fatto il classico perchè è fighetto viziato e deve diventare classe dirigente senza sapere che classi dirigenti non ce n’è più… e ogni tanto si ricorda che c’è quel lavoretto. Ma ora c’ha la macchina… sgomma, si diverte e si ubriaca.E’ nell’estate dopo la maturità. Forse, come ne “Il Laureato”… si sta facendo una Milfazza.
E la notte con gli amici ‘sta in un bar tipo “L’arcobaleno” di Molfetta o “il Gabbiano” di Santo Spirito (BA) – che sono aperti tutta la notte e c’hanno gli sciottini d’amaro nazionale ad un euro – a prendersi ciucche colossali di Padre Peppe ed a fare le risse. E poi ubriaco torna a casa in macchina pensando a quel che farà alla Milfazza Mrs. Robinson il giorno dopo…

Tranquilli… pure se si dovesse schiantare… le cose per noi non cambierebbero di una virgola.

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