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L’amore buttato! 3.7

Questo set, brevissimo, che dividerò a scatti perchè sia, come dire, più forte il concetto, è stato scattato nella palazzina degli uffici di una fabbrica abbandonata tra Giovinazzo e Molfetta… Mi impressionò moltissimo, nello scattarlo, la quantità di fazzoletti sporchi e preservativi usati fosse in ogni dove…
Ne rimasi sconvolto.
Chiedendomi se fosse possibile quel che vedevo. Chiedendomi chi mai…

Un grande classico del fotoromanzo porno dei miei zii grandi… Mi chiedo come ci sia finito, lì… Nessun rispetto per i classici!

 

Per un po’ di post mi perdonerete se vi ricordo di visitare anche il nuovo blog della Karashò e seguirlo!

Nikon d5000 No Photoshop

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Anche i pornodivi sognano ejaculazioni precoci?

Nell’era della precarietà, nell’era della flessibilità, nell’era in cui un pornodivo non può permettersi una defaillance erettile proprio come a Balotelli non è concesso di far brillare i tricketrack nella vasca da bagno della sua casa di Manchester, siamo tutti, tutti convinti di dover dare il massimo. Dipende tutto da noi. Da quando i sistemi panopticali – rileggetevi la teoria del Panopthicon di Bentham prima di fare domande stupide – inventati non tanto per guardoni bulimici quanto per sorvegliare meglio i sorvegliati da parte dei sorveglianti… anzi, a ben guardare, per eliminare i sorveglianti e convincere i sorvegliati che comunque le guardie non si muovevano dal posto loro…
In un mondo così che ha perso il bel vizio di delegare ad altri parti o frammenti del proprio futuro ma è costretto a provvedere per tutto a se stesso e sente ed avverte il peso di ogni singola scelta come LO e non uno snodo problematico della propria esistenza…

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Può capitare che tusia interpellato per un consiglio sulle umane vicende di chiunque, soprattutto di amici vicini e lontani. E tu non sappia davvero cosa consigliare… perchè figurati se già senti il peso della responsabilità di scelte sbagliate sulla tua vita, se puoi anche solo lontanamente accettare di sopportare l’ansia di far sbagliare qualcun altro. No, non si può.

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Ed allora rifletti per esempio sulla carriera del buon Nando nazionale di Grande Fratello. Un burino cialtrone buono solo ad andare all’estetista ed a saltare il cantiere. Uno di qualche paesino vicino Frosinone… che avrà anche la squadra in A ma tra i suoi concittadini provinciali ci annovera pure ‘sto Nando… quindi…
E lui nel porno ci sera lanciato con rinnovato ed enorme entusiasmo, a differenza mia che mi dissero sì e io dissi “No! E a mamma chi glielo dice?!”. Il buon Nando cileccoò tre volte. Poi sparì. Per fortuna. Ma credo abbia tentato il suicidio sette volte dopo quelle tre cilecche. Perchè s’era bruciato l’occasione d’a vita mia!

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Per un Nando che fallisce Brazzers ringrazia perchè si prende l’infallibile Valentina Nappi… e poi si carica in squadra una serie di big boys che di cilecche non ne vogliono sapere. Facce di bronzo, facce da galera, facce di puttana che davanti alla telecamera problemi non ne hanno perchè ansie da prestazioni ed ansie da geometra (capite a me) non ne hanno. E per fortuna. Quelli non sbagliano mai. Lo abbiamo detto… è dogmatico nella new wave of porn non sbagliare mai, non perdere vigore in nemmeno un secondo di montato. Prima a Bob Malone poteva anche succedere di tutto… non c’era problema. C’era ancora il Muro di Berlino, la mutua, l’imperialismo ed il sistema sanitario nazionale. Prima i pornodivi potevano fare vertenza. Avevano l’art. 18… mo non più.

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E quindi mi chiedo… ma tutti uesti cazzoni nel vero senso del termine, no, tutti lì a tirarsela e tenerlo in tiro, tutti lì a resistere per resistere… poi, a casa, con le mogli loro… non è che per caso, per allenatre la tensione, sognano ejaculaqzioni precoci? Mi sa di sì. Io sono onesto… io lo farei.

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Ma ho la fortuna di avere pudore per mia madre… e non aver fatto il pornodivo. Ah, sì, quella su è la polo della Brazzers. Siccome Erik Thoir è proprietario del 12% dell casa di produzione di cui sopra… acquistate la polo con fiducia, siamo vicini al rinnovo contrattuale di alcuni importanti giocatori dell’Inter. Grazie!

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Del cazzinculo gravissimo di usare con la gente cui vuoi bene espressioni tipo “Non farmi questo!” o peggio “Perchè mi hai fatto questo?”… quando non sono consone!

Voi nemmeno avete idea di che casino inenarrabile combinate nella testa delle persone. Io a questa cosa ci ho pensato molto quando ho visto in TV lo scorso Natale “Natale in casa Cupiello” che è un’opera teatrale magistrale che dovrebbero trasmettere ogni giorno dell’anno, mica solo a Natale. Perchè non parla di Natale ma di famiglie. Perchè non para di presepi che non piacciono, parla di serenità familiari che non esisteranno mai. Perchè dio non esiste e quel presepe è solo una costruzione che non rappresenta niente. E le famiglie sono posti problematici… e come ho già detto non rompete il cazzo se pensate di avere una famiglia disfunzionale… le famiglie sono tutte psicotiche!

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Io non voglio perderci troppo tempo su questa cosa perchè un concetto deve essere chiaro. Nel rapporto tra persone esistono sgarbi, violenze e scortesie. Per dire… se uno mi pesta un piede o mi da un sonoro calcio in mezzo alle palle, io lo guardo e gli dico “Perchè mi hai fatto questo?”. Se uno mi strattona e minaccia di darmi un cazzotto sul muso, io ho tutto il diritto di guardarlo e dirgli: “No, ti prego – eventualmente se di solito usate l’espressione ti prego, se vi viene naturale – Non farmi questo!”. Ma a voi sembra normale che una madre, di fronte alla figlia che giustamente e santamente rotta di ovaie per un matrimonio che è stato combinato, per una convivenza forzata con un gran rompicoglioni, che protesta la sua voglia di fuggire via lontano con l’uomo che ama, beh vi sembra normale che una madre per farla ragionare o per provare a richiamarla ed incastrarla ai suoi doveri di figlia (prima, è evidente) e di moglie (dopo, è altrettanto evidente da quel che sto per dirvi) risolva tutto con un “Giuralo su di me, fallo per me! Non mi fare questo giura sulla testa mia che non lo fai!”.

Come quei genitori che vai male a scuola, non chiedi aiuto, magari nascondi i compiti e ti dicono: “Perchè mi hai fatto questo?”… ueh, Totò… guarda che il danno a non chiedere aiuto eventualmente io l’ho fatto a me… tu non c’entri un cazzo! Cioè… sia chiaro. Come pure… magari becchi tuo figlio a fumare e gli dici: “Giurami che smetti, lo devi fare per me!”. E’ evidente che se lo chiedi sei un coglione o uno stronzo in malafede. Più probabilmente una persona che ha ricevuto questa educazione e ripete pedissequamente quel modello. Sbagliato. Perchè se un figlio deve smettere… lo deve fare per sè. I polmoni sono i suoi, non quelli di qualcun’altro. Men che meno della madre o del padre. Smetti per me?! Ma sei stronzo! Tu devi dire a tuo figlio: “Smetti, che ti fa bene!”… non smetti per me. Perchè va bene tutto… ma poi nella testa di un ragazzino si creano delle confusioni incredibili. Come nella testa di Lina Sastri che è la figlia di Luca Cupiello nel dramma teatrale di cui sopra… che dice “Non posso vivere perchè l’ho giurato a mammà!”.

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Si tratta in estrema, estremissima sintesi, della più stupida e diffusa delle battute nel cinema Hollywoodiano. Quando un coprotagonista simpatico ed efficiente muore, di solito il protagonista mentre lo tiene abbracciato e lo consola e cerca di dargli conforto prima dell’arrivo della morte ed in attesa dei paramedici che in America saranno efficienti ma spesso sul più bello preferiscono ritardare perchè si dica questa battuta, il protagonista lo guarda e con volto davvero convinto gli dice: “Ti prego, non puoi farmi questo! Non farmi questo!”…
No dico sei stronzo veramente? Guarda che c’è un uomo che sta morendo… e se muore il cazzinculo se lo fa a manico d’ombrello, lo fa a se stesso… e gravissimo pure. Tu resti in vita stronzo d’un protagonista. Resti in vita e sei pure uno stronzo egoista se  in questo momento pensi a quel che ti farà quella morte… perchè t assicuro che crepare in un film è peggio!
Ecco perchè apprezzo Tarantino che nel suo “Le Iene” in una scena simile, fa dire ad Harvey Keitel “Si ok, ti tengo stretto… ma non chiedermi di farti una sega ok?” al tizio che sta morendo. Ecco perchè apprezzo i fratelli Cohen ne “Il grande Lebowsky”… “Donny tranquillo, stai andando benissimo, ecco così, i soccorsi sono già per strada… forza…” anche davanti all’amico morto.

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E tutto questo cazzinculogravissimo si chiama “Famiglia che costruisce i suoi rapporti sui sensi di colpa incrociati” ed in ultima estrema analisi “Famiglia che costruisce i sanissimi presupposti per l’autostima dei figli al minimo storico”. Non cominciate a sindacare… non è la mia famiglia. Ne ho parlato solo perchè una serie di stimoli televisivi mi ha convinto a spiegare in pillole ed in estrema sintesi questa cosa che appartiene tremendamente alla cultura meridionale. Anche come memorandum a farmi prendere a calci tra le palle qualora dovessi riprodurmi e dovessi utilizzare un registro del genere con mio figlio o mia figlia…

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