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Uno poi dice: perchè odi gli hipster? E pure i comunisti di ‘mo? Eh…

Spesso mi chiedo cosa mi abbia spinto a diventare così intollerante.
Mi rispondo semplicemente che non c’è stato un esponenziale aumento di intolleranza da parte del sottoscritto. E’ semplicemente il mondo che s’è fatto parecchio più cialtrone. Parecchio più pressappochista. Parecchio più insopportabilmente approssimativo.

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Sugli Hipster ci sta la storia della lomografia prima di tutto. Che poi fa rima con questa insopportabile democratizzazione dei mezzi di produzione culturale che non è un concetto di sinistra ma è un concetto anticulturale, antiartistico e pure un po’ fascista… perchè nel piattume generale condivisio a vagonate a botta di like, si perde irrimediabilmente c’ho (che è un cit. non un refuso – dovrebbe essere ciò – come la regia occulta prima lettrice al giorno del blog fa notare!) che è studio, fatica, sudore, intuizione, arte. E si passa allo slogan… che come dice un cantautore purtroppo un poco ancorato ancora a ‘sta storia di fare il comunista “è fascista di natura”.
La iPhoneografia è bella… basta non definirsi fotografi. La lomografia è bella… basta saper scattare in pellicola uno scatto decente ed un minimo corretto, prima. Senò qui siamo tutti come Scianna… eh già, che cazzo c’avrà Scianna più di noi che non c’aveva nemmeno l’iPhone per dire…

Ma sugli hipster ci sta anche la benedetta storia del filtro vintage… di cui abbiamo diffusamente parlato qualche post più su ma anche quando parlamo di quel video osceno affogato nel filtro orzata. E dell’oscenità di un filtro o di un selfie, invenzioni anch’esse hipster, abbiamo già parlato e riparlato. Ma se non vi ricordate invischiatevi, aumentate la viscosità percepita e ripassate… che male non fa!

Torna prepotente la questione con un video volgare e deprecabile, inserito nella programmazione di MtV Dance, nella sezione Club Bangers. Il video in questione è “Prayer in C remix”. Il video in questione è girato a Berlino a codazzo di un’auto di hipster piena di imbecilli hipster seguita da un corteo di dementi hipster vestiti con le camicette abbottonate fino al collo, i pantaloni manco pinocchetti, le calzette a mezza caviglia e sotto le imitazioni di plastica delle Church.

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Si muore e si va all’Inferno per cose del genere. Per cose del genere l’Inferno esiste! Ed è un trionfo vederli con le scarpe di plastica sciolte dal calore dell’Inferno (cit. “Dannazione” Palahniuk). E io godo. Sono il sottoposto di Satana. E frusto. Sono l’angelo vendicatore d’un certo stile… sono la Spada di San Michele Arcangelo e la voce tonante di Gesummaria quando si sclafisce il mio comune, ordinario ma dignitoso senso estetico. I dementi del corteo che segue cadono e si sbattono a provare a fare qualcosa che i loro coetanei skaters americani imparano in anni. Per una volta gli hipster sono nelle condizioni di imparare che qualcosa per esistere comporta studio e sudore. Senò ti fai male.E si fanno male! Vivaddio e grazie Gesummaria!

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Perchè gli hipster mi stanno sul cazzo perchè sono fannulloni, ignoranti e saccenti, senza gusto e dementi… wannabe… E quel che odio ancor di più è la necessità atavica di utilizzare decontestualizzandoli simboli e segni grafici così, solo perchè si crede faccia figo, senza rispetto delle culture e dei significati, senza rispetto del tratto grafico, senza studio. In un imbarazzante ed inconsapevole continuo copincolla. Aveva più rispetto l’adolescenza degli anni ’80… di cui questa forma di modernariato d’accatto è il copincolla peggio riuscito. Nel video in questione c’è un tripudio di teschi messicani.
Cosa c’entrino i teschi messicani, disegnati sui visi come make up o usati come bandiere, con la cultura berlinese dello squatting – cui comunque il video si riferisce – non è dato sapere. A cosa serva disegnarsi in faccia i teschi messicani che nella cultura messicana hanno un significato preciso non è dato sapere. Mi chiedo perchè non esistano integralisti messicani che fanno saltare in aria lo studio dove è stato pensato, montato e girato quel video al grido di “La mia intelligenza lo vuole!”. Mi chiedo quanto dovremo aspettare perchè un idiota di videomaker con la camicia abbottonata al collo e le finte Church di plastica non decontestualizzi una sura e qualcuno non faccia pulizia finalmente in modo settoriale e serio! Altro che la satira francese o svedese che ha ben chiara la storia dei segni e dei significati.

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E sulle braccia di quel mezzo mondo hipster è un tripudio di teschi messicani. Perchè? Per quale ragione? Se qualche hipster del cazzo con la camicia abbottonata al collo e le finte Church di plastica si mette a decontestualizzare il japan ed il mio braccio finisce copincollato sul braccio di qualche hipster del cazzo con la camicia abbottonata al collo e le finte Church di plastica giuro che con una katana faccio la strage delle braccia. Lo giuro su Biondoddio!

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Stesso trattamento, due ceffoni pedagogici e culturali, meriterebbero certuni autodefinitisi comunisti e giovani che per fare gli hipster e gli alternativi del cazzo si sono presentati a Bari, qualche giorno fa, per un girotondo contromanifestativo contro le sentinelle – a cui comunque, pure a loro due schiaffi – con in mano i quadretti di Carlomarx, Cheguevara e simili truccati e vestiti da Drag Queen. Percheccazzo dico io? Per quale bisogno osceno ed adolescenziale di farla e dirla grossa si decide di riutilizzare nel modo meno adeguato un volto, un simbolo, una storia, un percorso… facendo quello che Warhol ha banalizzato nei “10 minuti di celebrità da non negarsi mai a nessuno soprattutto per educazione”? Se lo merita Cheguevara che queste persone dicono di venerare in vita e pure in morte? Se lo merita Carlomarx? No! Non foss’altro per una questione di rispetto. Se non altro perchè… e sia chiaro… quel poverocristo inutile di Raul Castro, colpevole di fronte alla Storia solo di essere il fratello di Fidel, è stato messo ai margini tanto da Fidel quanto da Ernesto Che Guevara perchè “maricon” ossia frocione. Perchè impresentabile, a sentir loro. Pasolini lo buttarono fuori dal Partito Comunista Italiano per una cosa che si chiamava indegnità. Togliatti e la Iotti sono stati nascosti a dormire insieme per anni ed anni… ed erano pur eterosessuali. L’odio omofobo viene da lontano… e la cultura comunista non ne è immune. Vedi tu la Russia, dove sarà crollato anche il comunismo ma non è che un processo culturale tu lo inverti o lo soppianti in dieci anni!
Poi uno non deve dire che i comunisti sono intellettualmente disonesti. Poi uno non deve dire che i comunisti hanno in odio quella curiosa cosa che si chiama verità.

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A me, per dire, a me mi piace la croce celtica. E nella maniera più assoluta non perchè io sia fascista. Non sono fascista anche se tutti credete che io sia la reincarnazione di quel pazzerello del signor Farinacci, RAS di Cremona…
A me la croce celtica graficamente piace molto. E’ un simbolo realmente equilibrato, fatto di simmetrie interessanti. Però so bene che cosa significa, anche al di fuori dell’utilizzo strettamente politico e palesemente – già quello – decontestualizzato. Per questo non mi sogno mai di utilizzarla, di tatuarla, di esporla in alcun modo. E’ un tratto che mi piace puntebbasta.

Il discorso è che basterebbe passare 5 minuti in più del proprio tempo a capire una cosa… ma si sa, abbottonarsi la camicia al collo ed infilarsi senza slacciarle e allacciarle le Church di plastica ai piedi è complicato. Infilare dei jeans tipo leggins manco fossimo ad un corteo storico qualsiasi richiede tempo. Farsi un selfie e aggiustarsi il baffo all’insù non con la brillantina ma col gel è il colpo di grazia… dove lo trovi il tempo di chiederti se c’è qualcosa, solo qualcosa di giusto nella vita che stai facendo?
Il problema è che questa gente consuma, respira, costa… e purtroppo pesa sul mio portafogli come su quello di tutte le persone serie e per bene!
Insopportabile questione!

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Io canto il terrore d’un atroce risveglio! Che poi sarebbe un post che parla di abbigliamento osceno, Grand Canyon di carne, accenti agghiaccianti e di quello del sistema di depurazione dell’acqua…

L’omino del sistema di depurazione dell’acqua che ho nella casa dove abito finalmente da solo – e che governo da solo a meraviglia e che non c’ho davvero bisogno di nessuno che mi dica cosa fare tranne che di qualche tecnico che risolva quel che eccede l’ordinaria e analogica manutenzione – ha detto che sarebbe arrivato a casa stamattina alle ore 9:30

Il sistema ucronico che governa questo blog vi sta sicuramente facendo pensare che non è – come sembrerebbe – domenica il giorno in cui scrivo mentre è sicuramente domenica il giorno in cui leggete. Quando sia successo sono cazzi miei… sappiate che era un giorno feriale! Chi azzecca in commento che giorno fosse ha una settimana di commenti/pompino gratis sul suo blog!

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Alle 9:24 squilla il citofono. Io ero in bagno che sul serio stava per scapparmi da cacare.
Stava per scapparmi, preciso!
Rinforco i pantaloni, mi ridò una sistemata, rispondo: “Manutentore del sistema di depu – apro interrompendo quell’inutile recita delle generalità prima che arrivi al codice fiscale e gli faccio: Primo Piano!”. Apro la porta, attendo educato. Lui fa le scale a tre a tre. Arriva un po’ paonazzo con la cassetta degli attrezzi. Ha le sopracciglia fatte da pochissimo, forse la mattina stessa. Ad ali di gabbiano. Sono fatte di fresco perchè ha tutta la pelle scottata. Il suo sorriso a 48 denti si trasforma in una espressione ordinaria.  A me starebbe per scappare da cacare a quella vista… poi penso…

Vuoi mai che i manutentori chiavano la mattina quando entrano nelle case degli italiani a manutenere gli impianti di depurazione dell’acqua? Eh… questo mi vede e fa la faccia delusa manco si aspettasse Tory Lane dietro la porta! Vai a vedere s’è fatto a bella posta le sopracciglia. Non è quello solito. Questo non l’ho mai visto. Entra. Mi chiede dove sia l’impianto. Lo accompagno. Ho modo di valutare:

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– la ricrescita di almeno due centimetri – nera sotto biondo ossigenato, dovrei dire quasi albinizzato – nascosta da un imbarazzante doppio taglio di quelli che non si portano più da tempo immemore… e con due tirabaci di differente lunghezza tenuti a roccia credo con della cera…
– il jeans fintissimamente sdrucito, con strappi fatti ad arte qua e là ed uno strappo più profondo e rovinoso sotto ciascuna delle tasche posteriori… a scoprire un boxer bordeaux attillato…
– una croce di paillettes sulla gamba sinistra, al lato… grande grossa ed evidente…
– delle finte DocMart con la mascherina e sotto una para zeppa di almeno 4 centimetri distaccate dal risvolto del jeans di almeno 7/8cm. Gamba depilata. Calzino giallo fluo da sotto. Ma di quelli quasi a fantasmino.
– un profumo imbarazzante… sembra Minotaure di Paloma Picasso.

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Vorrei mangiare il suo fegato con un bel piatto di fave ed un buon Chianti.

Si china… e qui si apre l’osceno baratro che separa il Bene ed il Male in forma di due chiappe glabre tenute ciascuna sulle sue dal Grand Canyon. Il buon gusto è la saltellante figuretta che danza sulla lama del rasoio proprio al limite di quel sorriso verticale… che tecnicamente dalle nostre parti soliamo definire spaccazza.
Io sono la saltellante figuretta al centro di quel gorgo osceno. Il problema è che non mi scappa da cacare. Nemmeno quando mi si volta e con fare ricercato propompe in un “C’è un problema molto grave!”. Mi chiedo cosa possa esserci di più grave di dover assistere a questo intervento ed a questa scena. “La Manometra perde!”. Sic. Et Simpliciter. La Manometra… oscena da dire quasi quanto un hipster mezzo metrosessuale mezzo trucido nella mia cucina che cerca di fare il ricercato e si infila nella merda da solo. “Che fa me la cambia?” chiedo con aria disperata… non dalla spesa o dall’intervento… ma dall’essere esposto a tutto quello scempio senza scampo. “Eh ma costa 70 euro!”. Mi guarda interrogativo. Ancor più interrogativo gli chiedo “Ho forse una scelta?” – “No!” ed è categorico ma sorridente. Cazzo si rida non lo so! “Cambiamo sto manometro!”.

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Corre giù… torna su… tira su i pantaloni e li sistema meglio sul culo. Lavoro inutile. Il Gran Canyon torna a mostrarsi in tutto il suo osceno splendore. Fortuna ci mette poco… poi mi guarda e fa: “Vede, gliene ho messo uno meglio… questa manometra – cazzo, andava bene quell’uno meglio… perchè torni al femminile? – ha due orologi!”. Non sorride quando lo guardo… non sorride più. Credo si stia ancora chiedendo cosa ho contro gli orologi.

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Io non dico nulla. Pago, lo accompagno alla porta. Accetto e ricambio sorridendo i suoi auguri di “Un Buon Natale e pure l’anno” (sic.) poi richiudo fuori di casa quell’osceno risveglio… che non fai in temopo a felicitarti che sta andando via… e subito ne tira fuori una nuova. Tipo mal di denti: pulsante, ad intermittenza. Se n’è andato? No, è tornato peggio di prima!
Mi scappa da piangere. Mi scappa da vomitare. Non ho ancora cacato… e nemmeno adesso ho ancora cacato… che sono le 17:46. Credo il mio organismo per riflesso condizionato, adesso, tema quel che può succedere a tornare in bagno e sedermi sul gabinetto.

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Ma il signor Klingande non può morire? Lui e Johan Rosell che è l’esecutore del misfatto!

Allora ci sta il Male che tu lo vedi e subito dici: “Mamma, aiuto, il Male!”. Ci sta e non è una cosa sola ma un sacco di cose:

Lo strapon o mutandacolcazzo,
I rapinatori non per forza slavi ma pure del quartiere vicino o di Cerignola o Roma Prati, che ti entrano in casa ti sfasciano di botte e ti stuprano e scopri che ti piace e non fa differenza se sei maschio o femmina,e quasi quasi è più un casino che sia piaciuto al partner piuttosto che a te di essere stuprato (che strano il mondo ed il sentimento di possesso),

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Pinochet, Videla e Massera (un threesome dall’oltretomba con ‘sti tre cadaveri putrefatti che s’inculano come matti – cit.),
Quelli che paragonano Pinochet o Videla o Massera o tutti e tre o un duo dei tre a vostra scelta – che l’orgia è bella perchè è varia ed è la vera creatività al potere – con Berlusconi e il senso della misura non ce l’hanno mai avuto e poi vai a spiegare perchè la sinistra in Italia perde e vince Renzi,
La sinistra champagne della Puglia Peggiore,
Il tuo urlo “Babbo chiudi, chiudi!” quando alle 14:28 ti sgamano nel cesso a farti una pippa o peggio… ed è successo…
Il pranzo di Natale di quell’anno in cui tua madre scoprì in camera tua sotto le coperte una zucchina E della vasellina… e tu sai che lei ha scoperto ma lei non ti ha mai chiesto nulla a riguardo… però le ha tolte via e non le hai più trovate… (e non è successo a me ma è successo… e una mia amica lo sa che quando io dico che una cosa è successa sono sincerissimo!)
Quelli che non sanno cos’è la satira e ridono delle battute su Hitler e i campi di sterminio dicendo che sono satira,
Quelli che non sanno cos’è la satira e ridono delle battute sui gay che si suicidano dicendo che è satira,
Quelli che non sanno cos’è la satira e ridono quando si fanno le battute sul femminicidio dicendo che è satira,
Quelli che vanno in chiesa…

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… e obiettivamente un sacco di altre cose che non sono la guerra o la fame nel mondo o la pedofilia…

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E poi ci sta un male subdolo, osceno, detestabile… perchè non diresti mai che è Male. Perchè lo vedi e dici che è bello, che è il Bene, che stai bene, ma veramente bbbene (cit.) quando lo vedi.
E invece ti entra sottopelle con la scusa che è bello, seducente, simpatico, solare, vellutato, tattilmente seducente (stronzate dei Comunicatori e dei laureati in scienze delle comunicazioni che sono pure loro il Male, anzi fammelo andare ad aggiungere sopra… anzi no, lo leggete aggiunto adesso senò quando lo leggerete vi rovinerete la sorpresa e non capirete quanto è bello e prezioso il discorso dei workinprogress che fa il vostro Autore preferito e Io – proprio io – rischierei di essere solo uno in mezzo a tanti che non lo sono!)…
…che tutto è bello, che il mondo è bello… che il vento mai un capello (cit.) fuori posto o se va fuori posto, eh che bel fuori posto… sembra più bello di quando è a posto…

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… e tu non puoi non sentirti a tuo agio con quel sax che si distende morbido su un tappeto di sabbia, con il mare che ti bagna i piedi e la sabbia tra le dita dei piedi e quegli alberelli da scalare tu novello romoletto con la romoletta che dopo si va a zufonare… però tu pensi al budello per zufonare e invece sai che non ti verrà perchè è tutto così bello ed allora non si andrà a zufonà ma s’andrà a far l’amore che zufonare pare brutto e volgare e andrai a far l’amore vicino al falò con la risacca che le accarezza il profilo della schiena mentre gli amici si fanno poco più in là e non ti guardano anche se sanno o proprio perchè sanno e tutto è discreto e quelli lì non si fanno una canna e non parlano di te e tu lì a far l’amore che ti sei dimenticato che volevi zufonare dal culo scostando quel bikini che biondoddio a differenza di ogni altro bichini le sta su che è una meraviglia e dove l’ha trovato mai e sembra che  gliel’han cucito addosso…
…e la giornata cominciata con addosso una sgualcita ma irrinunciabile camica a quadroni che prima faceva grunge ma ora fa hipster e proseguita scalando un monticello alberato con un amico freakkettone che agli hipster ora sta simpatico perchè tipo lo vedono come un nonno:

beh quella giornata sta per finire e tu non hai perso le scarpe e a nessuno è scappato uno starnuto e nessuno ha perso il portafoglio e nessuno si è sballato o ubriacato da sboccare e tutto è andato per quel maledetto verso giusto che è l’anestesia della vita, la Bugia più totale perchè non succede mai, l’assolutizzazione dei sentimenti e delle buone intenzioni che è la rovina di ogni giorno comune di quell’insieme grande grande che si chiama Vita di un Uomo ed in estrema sintesi l’antitesi di quello che un hipster normale fa cioè drogarsi come un pesce persico…

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Su tutto, il filtro vintage, che ti immerge il mondo, la vita e tutti ‘sti fatti in quell’orzata opalescente… dove sogno di affogarci dentro Klingade, i ragazzi che hanno girato quel video, il regista Johan Rosell…
E purtroppo davanti a queste cose pure i cazzo dei fratelli Lumiere, che proprio come Wuttenberg sono responsabili primigeni di tutta una serie di porcate che finiscono sulla stampa o in televisione.

O delle mie, di porcate, che finiscono stampate in quello che in buona sostanza non è altro che un televisore!

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Jim Morrison e Benito Mussolini questa cosa non l’hanno mai detta!

C’è qualcuno che da qualche parte ha scritto che “Il comunismo è quella semplicità ch’è difficile a farsi”. Ma non è Ernesto Che Guevara, come erroneamente è riportato su tutti i diari degli adolescenti medi di sinistra. “Siate belli come la vita e neri come la morte…” non è una frase di Benito Mussolini, come erroneamente è trascritto sui diari degli adolescenti medi di destra. “Quando morirò andrò in paradiso, perchè l’inferno l’ho già vissuto…” non l’ha scritta Jim Morrison, come erroneamente trascritto sui diari degli adolescenti medi. Non l’ha scritta nemmeno Kurt Cobain (che fortunatamente invece ha detto e scritto I hate myself and I want to die… ed ha dato coerentemente seguito… guadagnandosi almeno lì un briciolo di rispetto!)

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(ecco poi c’è gente che addirittura si mette in casa una frase così… quella cosa quel demente non l’ha mai detta… ci aveva pensato già un demente più demente di lui… indovinate in commento chi?)
Nella hit parade delle stronzate che tutti, una volta almeno nella vita, si sono scritti da qualche parte per sentirsi fighi citando con piglio autorevole un qualche personaggio di medio dominio pubblico, non c’è l’autore del “W la Figa!” di fantozziana memoria. Sostanzialmente perchè non sembra bella da leggere. Sostanzialmente perchè esprime in modo banale un concetto semplicissimo: riprodursi è necessario! Ed è un peccato non sapere o presumere chi l’abbia detta. Perchè è più bella una verità che puzza rispetto ad una opinione che sa di Chanel n.5

“La malinconia è la felicità di essere tristi…”. Questa l’hanno attribuita a Kurt Cobain, a Jim Morrison, a Socrate (che non so nemmeno se conoscese il concetto di malinconia, se avesse una parola per esprimerlo) e a quel povero cristo di Leopardi. Guevara e Mussolini sono stati esclusi dal novero perchè la frase era poco impegnata e poco truce.
Sembra sia di Victor Hugo… ma questo non posso darlo per certo.
Vedi un po’, queste sonore stronzate le affibiano sempre a personaggi defunti, per evitare cause milionarie che io stesso, mi attribuissero una idiozia del genere, intenterei!
Breve precisazione: a me, poi, quasi tutti sti poveri cristi cui appioppano sul groppone ste frasi… guardacaso mi sono sempre stati un po’ sulle palle. Kurt Cobain più di tutti. Pure più di Jim Morrison. Sostanzialmente perchè mi stanno sulle palle i cialtroni, quelli che fanno successo senza particolare talento, solo perchè sono fighini e perchè si strafanno. La piaga dell’aforisma pazzo e del falò dele vanità.
La malinconia è la felicità di essere tristi… mah!
Una cosa è certa: è una stronzata clamorosa! Come ogni santo cristo di aforisma. Se Victor Hugo l’ha pensata ed ha avuto il bisogno compulsivo di scriverla – va a vedere che giornata di merda stava passando… credete a me – di sicuro non gli farebbe piacere sapere che se lo ricordano ancora che l’ha detta.
Inquietudine, delusione, tristezza e rassegnazione. Mai una gioia. Cazzo parli di felicità? Se sono triste non sono felice per niente! E invece no… vedi i romantici.
Ok… per me è una stronzata! Ma in un detestabile impulso voltairiano, mi dico, lasciamogli la convinzione che essere malinconici sia un momento gioioso ed un po’ complicato perchè sei pure triste… anzi perchè sei felice di essere triste. Contento tu…
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(oh, bello, semplice, conciso, diretto… ed anonimo! Purtroppo sempre adolescente! Ed Hipster mannaggia a quel Biondoddio)

Questo non per pregare tutti i miei lettori, soprattutto quelli di Facebook, di astenersi dal pubblicare in modo compulsivo ed immotivato ogni maledettissima riga di “prosa poetica” come adolescenti perennemene innamorati del concetto di amore, felici del sentirsi tristi, incazzati per compiacersene allo specchio o impegnati perchè tra settembre e gennaio continua a tirare più peli di figa il proto-post-comunismo-autonomo-antifascista che il carro coi nuovi buoi che si chiamano cavalli vapore. Sostanzialmente come dei perfetti cialtroni!
Questo non per lanciare una petizione per il divieto tassativo di uso di aforismi, per la rimozione del concetto di aforisma dall’immaginario collettivo, per il rogo dei diari adolescenziali, per lo scrostamento delle pareti di città immotivatamente imbrattate! Questo non perchè l’aforisma è una stronzata detta da uno, pensata da uno che aveva le sue ragioni per pensarla così.

Questo per informarvi che sono triste,
un po’ angosciato,
parecchio incazzato.
E che il cielo è grigio. E due secondi fa sembravo D.D.Lewis in “Nel nome del padre” mentre con la mano sulla bocca e la penna sospesa, fissa la finestra della cella cercando l’ispirazione per cominciare a scrivere una pagina.
E spesso le pagine sono vite, non solo pagine!

Ma questo anche…

…Perchè l’aforisma è il paio di scarpe che qualcuno ha usato per anni… ed ognuno dovrebbe avere le scarpe sue!
Domenico Mortellaro (non azzardatevi a scriverla altrove!)

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Fiducia, ancora un briciolo, nel genere umano: dell’assenza dei filtri vintage nel porno!

Allora.. innanzitutto una premessa. Non è questo il luogo in cui voglio parlarne, ma… scatto foto. E mi piace un sacco. Lavoro con materiale digitale, lavoro con materiale analogico. Lomografia, quest’ultima, la chiamano. Ho cominciato a lomografare quando qualcuno mi disse: “ci sai fare, hai un bell’occhio, componi bene, anche in modo estroso… ma che cazzo smettila coi filtri vintage! Non fare lomografia digitale… è finta. Se vuoi fare lomo… comprati una toycam vera e scatta con la pellicola!”. (cit. uno di quelli che questo blog non lo sopporta perchè dice che potrei fare di meglio che scrivere finte zozzerie tipo “mammaguardaquantosonofigo e monello!”)

E cominciai.
E mi piacque pure un casino! Con discreto successo, pure… eh sì. Poi arrivarono loro!

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E niente poi sono arrivati gli hipster del cazzo.
Quelli coi baffi alla Emanuele II e la barba lunga. Quelli col distacco nei capelli. Quelli coi jeaggins. Quelli colle scarpe che litigano coi pantaloni. Quelli con la camicia abbottonata tipo cappio all’impiccato. Quelli coi cappellini improbabili. Quelli che ormai sembra che la gioventù sia cieca da quanti occhiali da posa si vedono in giro. Quelli che quando il concetto indie è diventato di moda, lo hanno esportato al mondo del tunzettunz discotecaro (non elettronico) ed all’universo delle droghe sintetiche a basso costo. Quelle che ti fanno ancora più scemo. Ancora più hipster. (e c’ho pure qualche caro amico così… fai tu la vita!)

Gli Hipster!
Quelli che mettono il filtro vintage su tutto! Lo metterebbero pure alla foto del papa (non del papà… forse pure a quella… non so, cominciamo col Santobabbo) morto! Lo mettono al loro selfie sul cesso. E ci mettono sopra una scritta bianca, con scarso rigore calligrafico. Bianca, impattante, poco armonica. Di solito sull’aftersex che si squacciano su Hipstamatic ci sta scritto: “Peace and Love”.

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(si beh qui la scritta manca ma il cazzo del concetto è questo… depressione!)

Roba da Napalm. Roba da mazza da baseball. Roba da bruciarli in piazza e sperare nella siccità!

E per accontentarli, ormai, il filtro vintage lo mettono dappertutto. Ci girano i video. Ci fanno i film. Canale 707 di Sky. MtvDance. Non solo roba truzza… a volte anche pezzi con una ricerca sonora dietro. Che l’elettronica non è mica solo zozzeria da giostrai! Guardo dodici video in sequenza. 3 sembrano immersi nell’orzata. 4 sono plumbei e terrei, perlatro con l’aggiunta di un effetto mica economico che simula con la videocamera digitale una lomokino (vecchia toycamera che letteralmente fotografa fotogrammi 16:9 in sequenza… tu li acquisisci sul pc facendoti per tre giorni a rullino un mazzo non indifferente – invece gli hipster al lavoro sono indifferenti! – li monti e ti fai il video… oppure ti compri la lomokinoscope e te li guardi!). Altri due usano un antico sistema di invecchiamento digitale noto come infrared. Altri tre hanno più flare del cielo di Gaza!
Sì, purtroppo 12 pezzi da far cagare i cani. Orrendi. Deplorevole assenza di qualsivoglia forma di ricerca. Una battaglia navale giocata col cubase… nemmeno col logic. Merda. Nemmeno d’artista!

Ecco: perchè? Perchè il filtro vintage? Perchè la scritta impattante in sovraimpressione? Perchè la demo della lomokino?
Perchè c’è gente che lo chiede!

Ecco: il porno non è così. Se trovi scritto vintage è perchè stai davvero guardando un prodotto d’annata, di solito primi anni ’80. Coi cazzi che senza viagra e pippotti, in quel mondo molto cavalleresco, andavano pure giù ogni tanto (ne parleremo, di questo fantastico amarcord, oh se ne parleremo!).
Nell’altra roba che trovi online, sempre e comunque… la depravazione gratuita di lattiginare tutto non c’è. Anche quando secondo qualche amico sarebbe anche semioticamente e semanticamente giustificato, oltre che allusivo, lattiginare/orzare un po’ tutto, nel porno. No: l’industria culturale della “carnedentrocarne”si mantiene fedele al suo credo hardcore, noccioloduro, va dritta al sodo e nient’altro che il colore vero. E niente scritte del cazzo. Niente depravazioni… perchè è il filtro vintage la roba da depravati… non il carnedentrocarne! Col carnedentrocarne si nasce pure… e nel porno si chiama creampie (parlreremo anche di questo… visto che le pause produttive servono?)… e quando viene al mondo una vita non c’è depravazione. Col fliltro vintage non nasce niente. E’ depravato!

Se non esiste… non c’è richiesta. Non era questa la regola? Dunque…gli hipster non guardano porno? Sì, sì che lo guardano… ma non lo dicono.  E non chiedono, dunque!
O non se ne accorgono. Probabilmente la scuola di pensiero che sostiene che loro vedano già in filtro, non ha poi tutti i torti.

Io sono tornato ad avere fiducia nel genere umano. Un briciolo… fino a quando il porno non sarà filtrato!

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