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“Quelle povere criature” – Domenico Mortellaro è ONLINE!

E siamo davvero felici di poterlo dire anche qui! Visto? Non era uno scherzo! Dal Risorgimento di Tenebra come idea e ambientazione pensata dalla Moonbase Factory… a voi “Quelle povere criature”.

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Su karasho.org un articolo molto più dettagliato… ma non ci sembrava giusto ignorare la cosa qui, dove questo romanzo a cavallo tra l’horror e il thriller è iniziato. Voi avete visto nascere e crescere Don Michele Russo, pagina dopo pagina… era con voi, prima che con chiunque altro, che avevamo voglia di condividere questa bella notizia. Non mancate di continuare ad acquistarlo, se non lo aveste già fatto… non mnacate di far sapere a noi ed all’amazon store la vostra opinione perchè, come sapete, è proprio da quel tipo di feedback che spesso si riesce a costruire qualcosa di buono per iniziare!

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Grazie a tutti e tranquilli… a Natale Don Michele vi farà un bel regalo! Fidatevi!

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Controllo Remoto – Domenico Mortellaro – 99cent

CopertinaControlloRemotoBene, signori: la promozione di “Controllo Remoto” il mio romanzo breve horror thriller e soprannaturale è terminata. Da stamattina alle 10 il prezzo è ritornato quello standard – e non muterà più almeno per i prossimi sei mesi per politica aziendale di kindle. Rimando a Domenica tutti i bilanci possibili. Vedo che già viene comunque acquistato, segno che tra voi e lì fuori il sostegno è vero e tangibile. Siete gentilissimi, siete davvero grandi e credetemi il vostro supporto è davvero impagabile. Quel che vi chiedo, per essermi davvero d’aiuto in questo momento, è la possibilità di vedere le vostre semplici impressioni o strutturate recensioni oltre che sui vostri blog (le ribloggherei immediatamente qui e su Karashò – Autori Artrigiani proprio come ho fatto con la splendida recensione che Ysingrinus ha voluto dedicarmi sulle sue pagine) su amazon. Vi spiego perchè questo è importante e perchè questo è il modo davvero performante (oltre a continuare a parlare di me e di questa opera alle persone che qui conoscete, cosa per la quale non vi ringrazierò mai abbastanza!). La piattaforma Amazon struttura la visibilità di un’opera su due canali differenti: per categorie e per iterazioni: gioco forza, dividendo il catalogo in categorie, all’interno di ciascuna offre più visibilità prima ai più scaricati (ed infatti siamo stati ben piazzati per tutti e 4 i giorni grazie ai tantissimi click), successivamente ai più (non meglio) recensiti. In questo momento in cui i dati fisiologicamente vedranno una contrazione su numeri bassini, è essenziale, perchè continui ad essere visionato, che riceva qualche recensione. Questo lo riporterebbe di nuovo in alto. Torno a ripetere, non chiedo nessun tipo di prostituzione intellettuale: ad amazon non interessa che tipo di feedback la clientela offre, gli interessa solo che si parli di un prodotto: agli utenti la scelta. Con qualche ritorno in termini di interazione, per dire, sarà visualizzato prima nella sezione “hanno anche acquistato questo articolo…” rispetto a libri che ne hanno di meno di interazioni. Una recensione, anche ipercritica, SIA CHIARO, in questo momento, è il regalo più grande che possiate fare a “Controllo Remoto” per continuare a dargli gambe per farsi conoscere… poichè è questa e solo questa la grande difficoltà di una opera prima di un autore o di un catalogo.

In conclusione, con la struttura ad anello, torno a ringraziarvi enormemente comunque per il grandioso supporto che avete dato e continuate a dare a Controllo Remoto ed alla Karashò – Autori Artigiani. Credetemi, di cuore, Grazie a tutti!

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Il problema della solitudine apparente dei muri vuoti

A parte che, voglio dire… voi non avete nemmeno idea di quanto sia splendidamente splendido un muro bello tutto vuoto, una parete soltanto tinteggiata, magari anche in modo volutamente sporco e ingrassato, perchè sia sensibile al tatto il pennello. A parte che non avete nemmeno idea di che piacere sublime sia arredare le stanze scegliendo solo l’essenziale, ma scegliendolo bene, tanto da trasformarlo nel protagonista di quella stanza, quello indiscusso… e quindi spendere anche 1500 per un pezzo… ma sapere che da solo fa 9/10 della stanza e quindi, non avrete bisogno di altre spese e probabilmente avrete in stanza un pezzo museale…
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A parte tutte queste cose, voglio lasciarvi qui un pezzetto che ho scritto ieri, ispirato da vicende varie e particolari che mi hanno convinto che il pericolo più grande per un single che abbia scollinato l’horror vacui della parete grigia siano i single che questo scollinamento ancora non l’hanno fatto.

Eccovi serviti devoti stronzomerdoni!

Si ridestò di soprassalto, disteso in modo scomposto sul divano. La luce dell’alba irrompeva dalla persiana lasciata aperta. Sul tavolino basso, di fianco, un posacenere con troppe cicche, a seminare un tanfo incredibile. Valutò quello spettacolo da tre-e-mezzo, forse quattro-meno, se si fosse dato qualche attenuante generica come il sonno accumulato o le ore sempre troppo piccole per stargli cucite addosso. Si alzò; che ore erano? Appena le sei, fissando il fascio di luce led che si componeva sul soffitto della cucina. Avviò la macchina del caffè. Si chiese da quanto tempo era solo. Si rispose tanto, quel tanto che bastava ad apprezzare la parete spoglia di fronte alla postazione dove scriveva notte e giorno. Si disse che forse quella parete – che bella lo era anhce così, sola – sarebbe stata più seducente, gentile e preziosa, con il pezzo giusto da incorniciarci su. Si chiese quanto amasse quella parete, da arrivare ad identificarla con la sua stessa vita. Si disse che amava la sua vita, così, com’era… ma sapeva sarebbe riuscito ad amarla di più. Si disse che era solo da quel tanto che bastava a sapere che cercare un quadro, un disegno, una stampa, per quella parete non gli avrebbe tolto serenità, ma regalato quel brivido che tanti hanno il coraggio di chiamare felicità. Il caffè era pronto, forte, basso e bollente. Lo mandò giù di un fiato. Di là c’erano gli ultimi tre capitoli del romanzo da scrivere.

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Avete anche solo la vaga idea del pericolo che costituiscono quelli che non sanno cosa vogliono e percepiscono esclusivamente il bisogno di riempire quegli spazi… e portano a casa quadri e quadri e quadri senza sapere davvero quale appenderanno… e nel dubbio senza guardarli li appendono tutti… e poi guardano la parete e sentono l’ansia del pieno che non li rassicura ma li spaventa di più… e toglono uno, poi due, poi dieci, poi li cambiano… sempre coi quadri per terra, coi quadri sui divani, coi quadri su tavoli e sedie e non hai più spazio per te anche con la parete vuota? Avete idea? Behse una idea non ce l’avete, fidatevi… non provateci neppure! Loro stanno male, state male voi. Se siete single di sesso maschile, non corro rischi. Se siete single di sesso femminile, ovunque siate geograficamente posizionate, doveste avere anche solo un decimo dell’approccio alla vita da me su descrito: non avvicinatevi. Soffro io e soffrite voi!

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“Quelle povere criature”

Allora, cari stronzomerdoni alla lettura… vi avevo promesso novità roboanti per quelguardava la narrativa da queste parti. Vi avevo promesso Orche ad orologeria e racconti di una divinità psicopompa tutta contrita nel corpicino di una sedicenne dal nome accattivantissimo di Clotilde Maria Bernadette.

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Può sebrarvi che io non abbia mantenuto la promessa. Non è tecnicamente così. Entrambe le iniziative vedranno presto nuovi sviluppi interessanti… almeno si spera. Nel senso che i testi sono stati consegnati per il vaglio alle autorità competenti e pertanto – in attesa di insindacabile giudizio – debbono per forza di cose rimanere inediti. Indi(e) ragion per cui… di modo che nessuno potesse o possa mai dire che io sono un marinaio che fa promesse tipiche di chi va per mare, sostanzialmente non mantenendone mezza… ho ripreso fieramente ad ingegnarmi su quali altri libelli sottoporvi. E cazzeggiando nel web ho scoperto, cazzinculogravissimo, che tante delle iniziative che mi sono perso ed avevo scoperto in queste settimane di febbrile ripresa della vena scrittoria fantastica, ucronica, distopica, disturbante e punkeggiante, sono ormai da considerarsi filoni morti ed esauriti.

Poco male… oddio, un bel po male… ma mica tanto.
– Abbiamo il filone delle Orche ad orologeria, in quel mondo conteso tra approccio diesel e sporco ed approccio pulito, filosofico e metafisico del clockwork, della orologeria e di una qualche forma di magia.
– Abbiamo il filone di Clotilde Maria Bernadette… di cui non vio ho parlato bene ma che ho intenzine ferrea di introdurvi con un racontino spin-off, visto che proprio quella esperienza può aprire le porte ad un mondo nel quale potenzialmente le possibilità di espansione sono enormi… Clotilde si muove in un universo reale, nascosto da un velo, una illusione, agli occhi dei moltissimi che vivono una esistenza fasulla (la nostra). Come Clotilde… altri tanti protagonisti possibili, in un tempo coevo a quello di Clotilde, precedente o futuro… (curiosi? desiderosi? tempo al tempo!).
– C’è un filone che m’è saltato i mente stamane, mentre sorbivo la mia dose di caffeina mattutina seduto sulla tazza del cesso: visto il mio infinito e profondo amore per le tematiche gore e splatter, ma anche per tutto quello che di putrido e malsano alberga nella testa dei viventi che voi chiamate “cristiani”, “poveri cristi”, “uomini”… what if(?), nel quadro di una drammatica ed allucinata pandemia che al solito trasformi gli esseri umani in abominevoli cannibali sconclusionati e morti o non morti o “morribondi”(con due R perchè sono moribondi ed errabondi), un giovane Operatore Assistenziale Volontario ed una giovane specializzanda in psichiatria si trovassero a resistere, asserragliati all’interno di una struttura di igiene mentale persa nelle ridenti campagne della provincia di Bari, alla calata dei “morribondi” di cui sopra?
– Poi c’ho un altro personaggio in testa: un ex pugile truce e disincantato… questo lo devo però tratteggiare bene ancora… uno che non si rassegni all’idea di essere cattivo ma che il “buono a tutti i costi” non riesca mai a farlo. Una mezza figura di confine… vabbè su questo forse mi ci devo ancora mettere bene a lavorare.

In realtà… queste tante idee simpatiche nascondono la prossima… che vado qui a presentare e ce sarà quella che – spero – vi terrà coinvolti nelle prossime credo 8/10 settimane: eccovela!
Abbiamo una nuova e folgorante idea per la testa: partecipare alla iniziativa di scrittura collettiva che va sotto il nome di “Risorgimento di Tenebra” promossa da MoonBase Factory. Il gioco è semplice: scrivere una storia di ambientazione e tematica horror o fantastica inquadrata all’interno della cornice dell’Italia Risorgimentale.

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La storia, per adesso, in nuce, autoconclusiva, sarà ambientata in una Napoli non più Capitale dopo lo sbarco dei Mille. Una Napoli che trasudi di tutta quella storia mai francamente e sinceramente narrata dai libri di Storia. Una Napoli non revisionista ma “sincerista” ed un bel po’ nera. Dove accanto al nero “sporco” della “nera” prenderà a danzare più di un’ombra buia e macabra. Di queste ultime, invero, non troverete mai traccia in nessun “giornale del tempo”.

Vi ho detto molto, troppo.
Ribadendo l’invito a seguirmi nelle prossime postate e pregandovi di essere davvero franchi e sereni nel commentarmi, vi consiglio anche di guardare a quanto già è stato prodotto se siete appassionati di “letteratura di genere”. Ci sono davvero dei bellissimi lavori tutti scaricabili ed acquistabili a prezzi modicissimi (a fronte sempre di un lavoro ben fatto di editing e di produzione grafica, oltre che di storie davvero molto intriganti) e trovate una lista più o meno aggiornata su questa pagina qui, curata da Gennaro Hell Greco (uno degli autori di uno dei libri cui mi riferivo).

Statemi bene e fate i bravi… domani comincia: “Quelle povere criature”.

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