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Il mio amico pornografo

Per un po’ di post mi perdonerete se vi ricordo di visitare anche il nuovo blog della Karashò e seguirlo!

 

Lo sapete, mi avete spesso sentito invocare personaggi fantastici, fantasmagorici, formidabili: Darth Vader, Hannibal Lecter, Biondoddio e Gesummaria. Ultimamente mi avete sentito invocare Riccardo Schicchi.

E’ il momento di presentarvi un altro protagonista assoluto della mia personalissima Teogonia: Erik Thoir, pornografo. Vi ricordate come funzionano certe cose, no? Donatello, scultore. Baudelaire, poeta. Rimbaud, cazzaro (più o meno). Apollinaire, depravato. Ecco, Erik Thoir, pornografo. E quando morrà, spero il giorno più lontano della Storia, metteremo accanto alla dicitura l’alfa e l’omega.
Veniva da lontano, dall’Indonesia. Dov’è? Non lo so. La confondo sempre con la Malaysia, con la Birmania. Non sono molto sicuro. Sono quasi certo si tratti di una roba tipo isole e isolette. Credo. Protesto forte ignoranza in materia sebbene, a differenza di quello screanzato pazzerello di Ferrero, collega sampdoriano, io sappia benissimo che Indonesiano e Filippino sono due cose diverse e mai mi sognerei di dire “MOratti è un fesso che s’è messo al timone il filippino”. Scherzando di pessimo ma divertentissimo gusto sul fatto che i filippini costituiscono i 10/11 della nazionale di governanti di casa mondiale dei ricchi.

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Thoir come tutte le cose strane che arrivano da quei paesi strani, è uno che di mesteire fa i soldi. Cemento, palazzi, tanti palazzi, tante costruzioni. Da piccolo però non amava i Lego. Adorava i giornali. Quindi, palazzinaro e imprenditore edile ma ben ancorato al sistema dell’informazione del suo paese. Uno così, all’inizio, prima di sapere alcuni dettagli affascinanti, mi dicevo che doveva comprarsi il Milan, non l’Inter… per evidenti assonanze con la vecchia dirigenza. Amo il Gattopardo, del resto… e “Tutto cambi perchè nulla cambi!”. Invece no…

Ora sono contentissimo che Erik Thoir sia il nostro presidente. Per dire: uno così gli Juventini se lo sognano. Uno così: proprietario di tantissime cose tra cui pacchetti azionari di colossi dell’editoria multimediale niente male… come Brazzers e Naughty America. Mica roba da poco! Ecco perchè sono due anni che vi invoglio a fare account annuali a pagamento su quei siti: una pugnetta al giorno e contribuite al pagamento dello 0,0001% di persone come Icardi, Palacio e simili. Juventini cari non dite che non vi fate le pugnette! Juventini cari non protestate ignoranza dicendo “Io vado sui siti gratis…”. Quelli li ripagate con la pubblicità… spero non ignoriate che i proprietari dei siti gratis sono gli stessi dei siti a pagamento!

Bene: Erik Thor, abbreviato ET come il mio migliore amico di sempre, Erik Thoir è il santo da pregare prima di rivolgere la propria attenzione ad una qualsiasi intrapresa economica. Pregatelo forte, ogni mattina… Tipo Ganesh, quella specie di elefante col volto un po’ bloso ed il corpo antropomorfo! Ed offritegli libagioni spesso, molto spesso. Ne sarà felicissimo e le cose andranno bene. Perchè con l’Inter non funziona? Mai sentito parlare di Eccezione che conferma la regola?

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Oh, albeggia di un sabato…

Quale sabato? Nemmeno sotto tortura ve lo rivelerei.
Tedio tanto oggi, che l’Inter ha giocato ieri ed a un orario assurdo, tipo ore 15 del sabato, senza alcuna motivabile ragione… che significa far giocare una squadra a quell’ora? Di sabato poi? C’è un complotto blatteriano per rovinarmi le domeniche. E voi sapete che posseggo un calendario con le date tutte precise e le ore tutte precise… per cui, per quanto ne sappiate, il post potrebbe anche essere ottobrino!

Con piacere vi informo che sarà una giornata di tedio molto molto idealtipica: cazzeggio sul divano, cagnona da portare, qualche foto su cui stancamente lavorare, attendendo il digiuno serale, l’irish coffee e quant’altro. Sempre che non si decida – perchè non si è già deciso nelle puntate precedenti (ora che scrivo ancora a venire) – che andiamo a vedere questo Piccolo Principe.

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La mia vita intanto ha finalmente ritrovato un suo ritmo stabile, sto scrivendo moltissimo, ho riconquistato il piacere delle prime mattine, che è grandioso… ci sono una serie di persone che sono entrate nella mia vita un pochino a spinta e che da un po’ non vogliono più uscire… (no ma prego fate pure qui c’è posto!)  vi informo anche che sono stato placidamente riammesso – perchè nessuno m’aveva mica cacciato era tutta na faccenda di imbarazzi e di trip miei – in un posto dove ero stato candidamente avvisato di “essere sicuro di avere contraccettivi con me e con lei onde evitare di chiamare il futuro figliolo o la futura figliola col nome del locale”… visto che era in corso una situazione da “tappezzeria” (ma s’era vestitissimi tutti, che le cose che faccio io sono solo cene eleganti!). Ed io con enorme cortesia ed un certo qualche imbarazzo… che era una cosa inedita essere avvisati che la si stava facendo sporca avevo fatto al caro amico gestore: “Oh… no… cioè… scusa… è che quando ti conosci appena e trovi tutta sta sintonia… no davvero, scusate… ci siamo conosciuti trentacinque minuti fa… alla fine prendetevi anche le vostre responsabilità!”… ma poi m’ero sentito d’un imbarazzo!

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Tutto fila liscio se non fosse per le solite, prevedibilissime, perturbazioni nella forza, tipo gli stalker che pompano immotivatamente la lettura di post vecchissimi ed inutili ogni santo giorno onde evitare di entrare con la chiave d’accesso google “quindi no non va tutto bene”.

Adesso vado a prepararmi al tedio che vorrò vivere con voi, chissà tra quanto, mentre leggerete questo post.

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E no, cari miei

Oggi vi frego! Non è etico per niente postare domenica prima per domenica dopo… che tipo poi alla fine mi sono fatto tanti di quei complessi pensando che chissà quale regola violavo e invece niente… non è successo niente di clamorosamente bello e interessante…

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… però, tipo, questa volta non sarà una domenica come le due appena trascorse. E’ l’ultima domenica prima del vostro natale… e l’Inter gioca finalmente in notturna e quindi sarà una giornata di ineterssanti attese. Farcite dal semplice e sereno tentativo di evitare i rompicoglioni… che di domenica paiono uscire in guisa di lumachine dell’acqua che qui noi con simpatica allegoria definiamo “cazzavummi”.

Per cui tedio “pomeridiano”domenicale ma serata comunque entusiasmante. Se si esclude la scialba possibilità di uno scialbo pareggio.
Nottata al vecchio: irish coffee mode on!
Ah sì, devo anche terminare il racconto di Clotilde… che – spero di non sbagliare ucronicaente – già conoscete!

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Ma perchè l’Inter ha giocato ieri?!

Eh sì… sapete cosa è comico? Che stavo preparando il post per oggi, per domenica… ma ho deciso di postarlo lunedì. E non hop cambiato il titolo.

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E mi sono risolto a rendermiconto troppo tardi che davero di una domenica non hai voglia e tempo e modo di dire niente. La domenica senza Inter andrebbe abolita. Che poi giocare di sabato contro il Genoa non ha nemmeno senso. Non facciamo le coppe, nessuna di noi due squadre fa le coppe… e che palle!

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quindi perchè bloccarmi in asa per una partita e poi lasciarmi una domenica da maxitediodomenicale che è un cazzinculo gravissimo non più grave del precedente di cui ho scritto ma che voi leggerete domani.

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Sapete che c’è di bello? Ce sto lavorando tantissimo a quella cosa di cui avete letto in questi giorni… e ieri avete potuto vedere un altro estratto… e sono tenuto a dirvi che se alcune cose vanno bene… leggerete altri estratti ma non più di quello. Continuerò a ingolosirvi con i miei racconti ma saranno tutti spin off… perchè non sarebbe corretto se tutto andase in porto per chi invece volesse darmi anche un altro tipo di riconoscimento.

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Non vi abbandono.

Presto tornerà anche Vito Zucchio, che abbiamo lasciato qui
E ci sarà roba connettivista…
E roba Weird
E roba splatterosa… e pure roba Dreampunk che non ho capito bene perchè uno ha detto che una mia cosa vecchia scritta è un capolavoro del Dreampunk e io non so nemmeno cos’è e chiedo aiuto alla regia ed al buon Ysingrinus…

Vabbè, tranquilli, da soli nonvi lascio!neil-krug-joni-harbeck-polaroid-pulp-8.jpg

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Anche i pornodivi sognano ejaculazioni precoci?

Nell’era della precarietà, nell’era della flessibilità, nell’era in cui un pornodivo non può permettersi una defaillance erettile proprio come a Balotelli non è concesso di far brillare i tricketrack nella vasca da bagno della sua casa di Manchester, siamo tutti, tutti convinti di dover dare il massimo. Dipende tutto da noi. Da quando i sistemi panopticali – rileggetevi la teoria del Panopthicon di Bentham prima di fare domande stupide – inventati non tanto per guardoni bulimici quanto per sorvegliare meglio i sorvegliati da parte dei sorveglianti… anzi, a ben guardare, per eliminare i sorveglianti e convincere i sorvegliati che comunque le guardie non si muovevano dal posto loro…
In un mondo così che ha perso il bel vizio di delegare ad altri parti o frammenti del proprio futuro ma è costretto a provvedere per tutto a se stesso e sente ed avverte il peso di ogni singola scelta come LO e non uno snodo problematico della propria esistenza…

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Può capitare che tusia interpellato per un consiglio sulle umane vicende di chiunque, soprattutto di amici vicini e lontani. E tu non sappia davvero cosa consigliare… perchè figurati se già senti il peso della responsabilità di scelte sbagliate sulla tua vita, se puoi anche solo lontanamente accettare di sopportare l’ansia di far sbagliare qualcun altro. No, non si può.

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Ed allora rifletti per esempio sulla carriera del buon Nando nazionale di Grande Fratello. Un burino cialtrone buono solo ad andare all’estetista ed a saltare il cantiere. Uno di qualche paesino vicino Frosinone… che avrà anche la squadra in A ma tra i suoi concittadini provinciali ci annovera pure ‘sto Nando… quindi…
E lui nel porno ci sera lanciato con rinnovato ed enorme entusiasmo, a differenza mia che mi dissero sì e io dissi “No! E a mamma chi glielo dice?!”. Il buon Nando cileccoò tre volte. Poi sparì. Per fortuna. Ma credo abbia tentato il suicidio sette volte dopo quelle tre cilecche. Perchè s’era bruciato l’occasione d’a vita mia!

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Per un Nando che fallisce Brazzers ringrazia perchè si prende l’infallibile Valentina Nappi… e poi si carica in squadra una serie di big boys che di cilecche non ne vogliono sapere. Facce di bronzo, facce da galera, facce di puttana che davanti alla telecamera problemi non ne hanno perchè ansie da prestazioni ed ansie da geometra (capite a me) non ne hanno. E per fortuna. Quelli non sbagliano mai. Lo abbiamo detto… è dogmatico nella new wave of porn non sbagliare mai, non perdere vigore in nemmeno un secondo di montato. Prima a Bob Malone poteva anche succedere di tutto… non c’era problema. C’era ancora il Muro di Berlino, la mutua, l’imperialismo ed il sistema sanitario nazionale. Prima i pornodivi potevano fare vertenza. Avevano l’art. 18… mo non più.

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E quindi mi chiedo… ma tutti uesti cazzoni nel vero senso del termine, no, tutti lì a tirarsela e tenerlo in tiro, tutti lì a resistere per resistere… poi, a casa, con le mogli loro… non è che per caso, per allenatre la tensione, sognano ejaculaqzioni precoci? Mi sa di sì. Io sono onesto… io lo farei.

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Ma ho la fortuna di avere pudore per mia madre… e non aver fatto il pornodivo. Ah, sì, quella su è la polo della Brazzers. Siccome Erik Thoir è proprietario del 12% dell casa di produzione di cui sopra… acquistate la polo con fiducia, siamo vicini al rinnovo contrattuale di alcuni importanti giocatori dell’Inter. Grazie!

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E niente dice che potrei morire… tipo coi dolcetti e gli scherzetti…

…morire tenendomi la pancia tra le mani alle seguenti ferali e terribili tre notizie:
– Fosse che fosse che davvero e per davvero Dio esiste ed è quello cattolico che tutti pregano alla chiesa… io lo giorno in cui tutti si arriva e si dice quel che s’è fatto e quel che non s’è fatto e “Don Pietro, guardi, lei lo sa, no, com’è?!”… e quello lì che mi dice “Figliolo… parlami dei tuoi peccati, ti ascolto…” e non gli vengono i capelli bianchi ma il bozzo sotto la tunica e questo si chiama “Peeping Tom emozionale dei cazzi miei” e quindi, tecnicamente, io su questo blog ho svelato i misteri più arcani dell’Universo ma non lo posso ritirare il Pulitzer.

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– L’Inter vince lo scudetto e l’anno prossimo ripete il triplete con questa identica e precisa formazione… e gli juventini non retrocedono ma la cosa tecnicamente non se l’arrivano a spiegare punto.
– Ma tu sai che risate se tra un mese o due scopro che, niente, zac, è scattato quello che non doveva scattare e contro ogni mio ammonimento i due si sono riprodotti per davvero? Cioè sai le risate? Vallo a spiegare. A me non lo vengano a spiegare… sarà inutile. Sarò già morto di risate e di apnea con la pancia tra le mani.
“Sa signora, tante volte, chiudersi in casa tre giorni… che di mercoledì si riparte… la pietraia… la succede che le spunte son due e son rosa… se certe stanze di B&B potessero parlare e dir la loro…”.

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Però… morire così.
Sai che risate!
Ti prego Gesummaria fa che sia così… ma proprio così. Come ho detto le ultime due volte. Il fatto che il cattolicesimo non sia una favola… quello se possibile no!

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Babbo Natale e storie simili…

… io ci credevo, come in Babbo Natale e nella giustizia sportiva di fronte al furto juventino del 1998…
… E pure il Pornografo Thoir ci credeva, lui che affermò: “Ragazzo, vuoi mettere la tua faccia e qualcos’altro a disposizione della mia azienda?” (e non erano i piedi)

… a fare l’attore di NaughtyAmerica. A noi piace pensarla così!

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Racconti, Incipit, Gianni, Francesca, Vito Zucchio e Michele… quel che penso e mi ripensa e finisce in Radio… ed io?! Io quando?

25 aprile…. aspettative frammiste a speranze, frammiste a disillusione… non so che giorno sarà! Ed il bello è proprio questo!

Qualche giorno fa uno splendido Whatsapp di una persona che si sta rivelando davvero gentile… davvero buona. Una persona che mi chiede “Tu cosa sei?”. E le rispondo con una serie di cose fatte, una serie di dettagli sulla mia vita… e ancora una domanda: “No, aspetta… ti ho chiesto tu cosa sei?”. E allora le rispondo di getto. Rispondo di geto a questa persona:
“Cosa sono? Un pugile suonato, ecco cosa! Un pugile che quest’anno ha perso i due incontri della vita perchè erano truccati. E quando si è ripresentata l’occasione per paura, una paura fottuta, getta la spugna mentre è in vantaggio. Questo sono! Complicato da montare… sono un puzzle 2000 pezzi della Hasbro!” Ed ora aggiungo, d quei puzzle che ti sale l’ansia a montarli. E siccome il primo a montare dovrei essere io… ecco spiegato perchè da giorni non mangio più sereno, mi scappa da cacare come sensazione in continuazione tra l’inizio e la fine del pasto, vado al cesso e non c’è niente da fare… mi scappava solo da cacare. E in mezzo alla gente ho il bisogno di fare scorregge incredibili… e però non è che lo puoi fare sempre. Ed alle cene importanti devi alzarti ed uscire ogni 15 minuti… e ti sale l’imbarazzo, ti sale l’ansia… non ti godi niente. E le cialde di carbone non servono, sono una bugia come dio e l’immacolata concezione… le cialde di carbone mi stanno sul cazzo.

Ed allora è vero, sono un pugile. E di questo giorno dopo giorno ne sto parlando come mi ha consigliato la “professoressa”. Ma sono anche uno che per colpa delle ansie che ha, ultimamente gli scappa da cacare in continuazione – e di questo ne parlerò presto, molto presto… – ma sono pure, e lo sapete tutti, non fate finta di non saperlo, sono pure un Interista. Che alla fine è come dire il pugile suonato… ma con una serie di sfumature in più. Per cui forse val bene parlarne di questa cosa.

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Da anni, diciamo dal 1994 o giù di lì, l’Inter è diventata un pochino lo zerbino d’Italia.
Io Interista lo ero molto ma molto prima di tutte queste brutte storie. All’epoca ero già interista sfegatato. Ed avevo visto lo scudetto dei record del 1988, con Trap in panchina. Lo scudetto dei record perchè con il campionato a due punti a vittoria, noi avevamo il punteggio più alto mai accumulato a fine anno. E c’erano Zenga, Bergomi Brehme, Matteoli Ferri Mandorlini, Bianchi Berti Diaz, Matthaus Serena. Un anno da incornicaire. Un anno da record. Poi… poi più nulla… tipo per due lunghi decenni bui. Cioè, no, ed è indicativo… dopo Trap Orrico… cioè un allenatore che leggeva Il Manifesto. Cioè una scelta azzardata, incomprensibile… cioè dire… buttiamo tutto per aria per paura di ripeterci. Per paura di dirci che possiamo farcela. Per paura di dimostrare che ce la facciamo!
Due decenni bui. Se si eccettua una coppa Uefa vinta nel 1995. Ma le coppe Uefa sono le coppette di consolazione europea e quindi fanno più male che bene al morale. Tipo che ti dici: “Dai, almeno la coppa Uefa…” mentre tutti festeggiano la Coppa dei Campioni.

Nessuno ha mai capito perchè quella alchimia magica del 1988 non si sia più ripetuta. Eppure c’erano soldi soldi e soldi investiti. Eppure c’erano fior fior di campioni che arrivavano all’Internazionale Football Club. E invece niente. Niente di niente. Nessun risultato. “Il ragazzo ha potenzialità per essere il migliore… ma è come se avesse paura di esserlo!”. E tutti giù a parlare di Inter Pazza, di Pazza Inter… come di quella squadra capace di perdere misteriosamente uno scudetto nel 2002, il 5 maggio, buttarlo, anzi, no, peggio, regalarlo nelle mani della Juventus così, con noncuranza, mentre il mondo calcistico guardava dalla finestra con le mani nei capelli. E con lo schifo di aver vinto scudetti e sentirsi dire dagli Juventini “Eh ma noi eravamo in B” oppure peggio “E ma ci avevate mandati in B” o ancora peggio “Eh ma noi risalivamo dalla B”… Come dire: Ti IMpegni e ti squagli alla fine per paura di farcela… oppure quando ti impegni e ce la fai… “che cazzo ci voleva a farcela?”. Atroce, scoraggiante. Ma non è solo questo, c’è di peggio.

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Noi interisti siamo quelle brutte bestie abituate talmente tanto a soffrire, talmente tanto a fallire – spesso grazie alla nostra stessa paura – che quando abbiamo in mano tutte le carte per vincere e convincere e quindi stravincere, premiamo il tasto “Psicodramma collettivo” e inseriamo un pilota automatico programmato sulla modalità kamikaze. Noi siamo quelli che stravincono al Celtic Park per tre a due e finiscono per prendere un goal al 93’… d’accordo quella sera qualcuno mentre si attivava quel tasto non finiva nemmeno di dire “Ah ma sta vincendo l’Inter!”. Noi siamo quelli che il 5 maggio, con lo scudetto in tasca, sul 2 a 2 (risultato che ti fa vincere lo scudetto ma manca un tempo intero e quindi chiudersi vuol dire perdere) mandano in campo un difensore per un attaccante, coscienti che con una sola punta bisogna comunque insistere e il difensore è solo una cautela in più… e invece di continuare comunque a spingere si chiudono in difesa e fatalmente ne prendono uno… e invece di ributtarsi in attacco per pareggiare e vincere ancora lo scudetto ne prendono un altro perchè sono sotto shock, sono impossessati dalla paura. Noi siamo quelli che danno la fascia del Capitano Javier Zanetti ad un capitano che è il più psicologicamente fragile dei giocatori che io conosca… e siamo tutti con lui mentre a venti secondi dalla fine del secondo tempo, coi supplementari eventuali ancora da giocare visto che sei sullo 0-0, decide scientificamente di fare tutto il contrario di quel che deve fare un difensore che si chiami difensore su rimessa laterale avversaria di fronte ad un Higuain che è uno che si sa… non perdona. Dovremmo tagliare su di lui e stringerlo sul piede debole invece che facciamo? Ci allarghiamo sul lato contrario… sapendo che è la cosa più sbagliata da fare. Pazzi. Come Pazza è l’Inter.

Ma non siamo gente che non sa vincere. Siamo stati i primi in Italia a vincere due coppe dei campioni di fila… ’63-’64 e ’64-’65… contro il Real ed il Benfica… mica “pizz’e fichi”. Siamo stati i primi in Italia a fare il Triplete, 2010, Scudetto – Coppa Nazionale – Champions League. In panchina due persone che di calcio giocato, di calcio vero, non è che ne sapessero poi così tanto, eh… ma che erano grandi motivatori. Helenio Herrera e Josè Mourinho. Il primo lo battezzarono “Il Mago” perchè sembrava incredibile, ma, inspiegabilmente sembrava sapesse sempre e perfettamente cosa fare e quando farlo. Con lui l’Inter vinceva, vinceva, vinceva. Poi si scoprì, tempo dopo, che l’unica cosa che urlava era “Movimiento, Movimiento!”… cioè una sonora stronzata. Ma era lì, era lì col cuore… era lì capace di urlare, sudare, sgolarsi, soffrire con la squadra. Poi venne Mourinho. Uno che aveva capito che all’Inter serviva motivazione, serviva cuore, serviva non tanto la mano sul cuore di Hector Cuper (un perdente patentato) ma il cuore tra le mani… il suo cuore tra le mani dei giocatori… uno che dicesse “Siete voi che mi rendete speciale!”. Uno capace di toccare le corde del cuore e far capire ad un ragazzone sanguigno e ruvido… ma carico di gentili sentimenti, un samurai fortissimo capace di piangere come una geisha, uno come Marco Materazzi, che lui poteva essere speciale, decisivo, anche se nemmeno suo padre aveva creduto in lui come calciatore!   Marco era l’Inter… e imparò con Mourinho che poteva essere il migliore. E quell’anno lo fu! Determinante, sempre! Campione.

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Noi interisti siamo pazzi. Noi interisti siamo quelli che vincono e a dieci minuti dal fischio finale buttiamo via tutto, tanto da farci odiare dai tifosi, dai cuori che battono per noi. Ma bisogna essere interisti fino in fondo per capire che abbiamo bisogno non tanto del tifo, quanto di qualcuno che ci motivi, che ci dia una strada, un percorso e soprattutto un obiettivo. Che giorno dopo giorno ci sappia non incoraggiare ma far vedere perchè non abbiamo bisogno di quell’incoraggiamento. Perchè dentro lo sappiamo tutti che di quell’inconraggiamento noi non abbiamo bisogno… ma abbiamo bisogno non di sentircelo dire… ma di qualcuno che ce lo faccia vedere.

Ho perso Herrera e Mourinho a pochi giorni di distanza… o meglio forse ho solo enorme difficoltà a sentirli vicini… hanno lasciato la panchina, così mi sembra, perchè sto giocando malissimo alcune partite, perchè una partita molto importante poco tempo fa l’ho persa in modo incomprensibile, in modo folle. Da buon interista, proprio come fossi l’Inter, sono in ritiro. Se non possono risedersi sulla panchina… magari, che dire… potrebbero almeno fare una conferenza stampa e dire cosa serve per tornare sulla panchina e vincere. Sarebbe davvero una gran cosa! Perchè senza motivatore… è difficile farcela. Dico sul serio! Anche perchè ai quarti di finale dela Champions del 2010 io ebbi l’opportunità di comprare il biglietto per la finale… e mi dissi “Finale il cazzo… non ci vado a vedere altre due squadre che giocano se io sono uscito… sai che rottura di cazzo!”… e invece quell’anno avrei visto l’Inter distruggere il Bayern con le magie di Milito. Questa volta io il biglietto lo faccio… non per la champions, è chiaro… ma il biglietto lo faccio… anche se non è domani la finale… ma tra un po’ di tempo. Credo proprio che il biglietto lo farò! Occasioni così non dovresti farle mai scappare!

Vengo meno ad una questione di programmazione… questo video parla più di tutto il resto. Per come è andata a finire la storia raccontata da questo video. Voglio crederci… voglio credere a quella conferenza stampa di quel motivatore! Io però vi avviso… è possibile arrivi una esegesi di questo video, del testo di questo video!

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Io che mi sono fatto delle promesse ed ho fatto delle promesse, proprio io e proprio per queste promesse non dovrei fare quello che sto facendo!

Perchè se è vero che ho detto che smetto di pensare (ci provo) ma non smetto di sentire… è pur vero che se io ci penso, quel che penso mi ripensa. E quel che penso non deve pensarmi… almeno non stasera dalle 20:45 alle 22:15 o giù di lì. Conoscendo quel che penso ed il potere di quel che penso quando mi pensa… meglio che non mi pensi almeno fino alle 22:45… visto che entro i tre minuti di recupero i goal possono essere determinanti, importanti. Ed una dice “Ah ma sta vincendo l’Inter!”… e immediatamente come per magia l’Inter ne prende uno che nemmeno hai finito di mettere il punto esclamativo dietro la frase “Ah, ma sta vincendo l’Inter…”. Perchè già stasera in tribuna ci sarà Thoir… che mi da fastidio lo chiamino con le iniziali E.T. perchè per me ET è il piccolo alieno extraterrestre del film di Spielberg, il piccolo amico immaginario dei sogni di ciascuno di noi che perlatro è pure così diverso da insegnarci ad amare il diverso proprio perchè è diverso ed a non essere razzisti. Dicevo, già stasera ci sarà in tribuna Thoir… e noi tutti sappiamo che l’indonesiano porta sfiga forte ma proprio forte, cioè peggio del signor 1+8. Allora… già c’è lui… può bastare no?
Se anche ci penso, sbagliando – io posso sbagliare, come il resto del mondo non è immacolato – allora se anche ci penso, spero che quel che penso non mi ripensi. Perchè ha poteri spaventosi quando si mette a pensarmi. Soprattutto con l’Inter. No, basta. Già mi sono interdetti la Gazzetta dello Sport e i visi dei giocatori… ed è stata una settimana atroce, con il derby alle porte e con un articolo inutile al giorno su temi pruriginosi di un derby tra “vecchie glorie ormai quasi provinciali” che non ha più nulla da dire e nulla per attirare l’attenzione. Già mi è interdetta la vicenda Icardi…

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… Se poi stamattina becco sul giornale una foto come quella che ho rielaborato io e che vedete da queste parti, con Icardi con le gambe incrociate e le braccia tatuate e mi scopro incredibilmente simile a lui per tutta una serie di enormi motivi, non posso che non prendermela con un destino beffardo, stronzo e tremendamente attrezzato di ironia nera! Perchè io c’ho le braccia tutte tatuate. E perchè io, quando mi scappa da cacare, davvero, non in senso metaforico – ma ormai mi vivo completamente immerso di metafore fuor di metafora – io se in quel momento non posso cacare o non è bene che vada a cacare, allora incrocio le gambe proprio come Icardi nella foto e stringo le chiappe per farla risalire su, per ricacciare indietro la moffetta che fa capolino. E allora facciamo così: io non sono solipsista, non credo che se penso una cosa essa esiste e se smetto di pensare una cosa, quella cosa per magia davero non esiste più, cioè tipo che sparisce… io non sono solipsista ma facciamo un gioco. Giochiamo a che se io leggo di Icardi ed in quel momento penso quella cosa che poi di solito mi ripensa… giochiamo che tutto questo non succede. Giochiamo che io leggo di Inter, leggo di Icardi… e se anche mi capita di pensare… non mi ripensa. Almeno per un po’. Almeno sull’Inter. Almeno stasera! Dai… te ne prego… te ne prego Infinito!

E niente… poi vedi queste cose qui… vedi quel video, con tutti quei visi… ed hai un colpo al cuore. E ti convinci che certe cose anche se le chiedi in ginocchio al destino, il destino ti odia e non le fa. Non smetterai di pensare. Non smetterà di ripensarti… salvo grandissimi sforzi di buona volontà, enorme generosità ed incrollabile Amore… perchè il destino è stronzo, beffardo e juventino come quello che se penso mi ripensa. Sì, juventino… quindi peggio del peggio. E sapete perchè? Perchè è ingiusto e beffardo e profondamente sadico vedere il video originale dell’inno ufficiale più bello e più vero che si possa – un inno che presto vi spiegherò perchè dice tanto anche di me… e vedere che dopo Il Capitano Javier Zanetti, uno dei pochi uomini che ammiro, stimo ed a cui voglio davvero bene… compaia una merda di uomo come Cannavaro, uno stronzomerdone mica tanto qualsiasi… uno che dopo essere costato un sacco di miliardi di lire si fece rivendere giocando volutamente malissimo… e si fece rivendere a due lire… e si fece rivendere alla Juventus… e poi sappiamo tutti com’è andata!

Ti prego… io forse non riesco a non pensare. Ma tu non ripensarmi, fammi vedere fino in fondo che la Juventus è una questione ormai superata. Fammi vedere davvero che un poco, un pochino… posso credere che il destino mi voglia bene! 11160379_10206188621585033_1486752809_n

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