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Quel giorno che un concertino di una band emergente divenne…

Mai dare un microfono ed una pedana ad un gruppo di 50enni giovanissimi e scalmanati. Mai dare un palco ed un sistema di amplificazione a talentuosi adolescenti cresciuti. Mai dare un microfono ad un professore universitario giovane dentro… Può succedere un delirio…

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… può succedere che mentre sei lì a spilare la birra per i clienti… mentre loro sono lì fuori che si esibiscono… tu ricordi che nella loro scaletta hai letto a chiare lettere “Roadhouse Blues” dei Doors. Ed hai visto che quel pezzo lo canta quel simpaticissimo professore universitario che si occupa di sociologia nella vita… e hai visto che quando la canta ci mete tutta l’anima e tutto il cuore… e che la suonano da dio… la suonano a quel Biondoddio…
… ed è allora che, conoscendo l’adolescenzialità di questi 5 professionisti nella vita ed emergenti nel mondo delle band emergenti che suonano con foga e passione… manco volessero sfondare (tra parentesi cit. sono pure davvero bravi ed hanno fatto un concertazzo da paura!)… è allora che ti viene forte forte forte una paura e pure un sospetto…
…perchè tu la storia di quello che combinava Jim Morrison sul palco la conosci.
Non è che qui, per caso, complice la birra, complice l’atmosfera da concerto anni ’70 gioviale e caciarona, complice il pubblico reattivo e produttivo… non è che qui succede l’imponderabile e finiamo sui giornali?
“Esimio e conosciuto professore universitario, in preda ad un delirio dionisiaco… senza nemmeno tante birre in corpo, credendosi la reincarnazione di Jim Morrison o del suo later ego meno gestibile Jimbo, all’urlo di “Lo volete vedere? Ora ve lo faccio vedere…” si cala giù le brache e sentenzia poi “Sono il re lucertola io, posso tutto come un Dio…”.

No perchè ‘na cosa del genere qui è vero che si chiude il locale…
… ma vuoi mettere?!

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Ribaltare un risultato di 1 a 0 in un 1 a 2 in zona cesarini d’autorete… E questa sarà la regola nel giorno in cui…

Allora di profezie autoavveranti abbiamo parlato qui.
Di Marxismo e di successo di quei buontemponi del duo Marx-Engels abbiamo parlato qui.
Di quel mattacchione schizofrenico di Gesù di Giuseppe abbiamo parlato un sacco di volte… e questi ve li cercate voi! Ma ieri e qui abbiamo parlato di quel successo planetario che è stato l’aforisma: “Ritornerete a vivere dopo la morte!”… già solo in termini di produzione horror come “The Walking Dead”, “Zombie” e più o meno tutto quel che manda profittevolmente al college la genia di George Romero. Ma non di solo horror e non di sola cinematografia si vive… per cui in ambito letterario, dove lo zombie non tira tanto a meno che non sia un prodigio dell’anatomia patologica e del patchwork e si chiami “Frankenstein”, abbiamo comunque il pluribancarellino “La Bibbia” e simili.
Al netto di tutto questo, resta il fatto che milionate buone di persone abbiano aderito ad un circuito mainstream definito cristianesimo, una perversione degli ultimi duemila anni, che predica il ritorno in vita dopo la morte.

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Da gente che crede davvero nella ricrescita dell’imene per alcune sorteggiate fortunate…
Da gente che è fermamente convinta della possibilità di guarigione immediata da ferite da arma da punta e taglio…
Da gente ferventemente certa del fatto che ci siano pochi uomini in grado di camminare sulle acque, restituire la vita ai defunti, la mobilità agli storpi e soprattutto in grado di moltiplicare pani e pesci e fare altre cose fumettistiche e definitive senza essere accusati dai NAS di sofisticazioni alimentari…
… e soprattutto senza chiamarsi X-Men ed uscire dalla penna di Stan Lee…

E’ del tutto evidente che ci si debba aspettare che, rispetto alla morte, si possa con certezza afermare che: “… in un giorno attualmente non definibile tutti i morti torneranno in vita e…” udite udite “… lo faranno nella completezza ed integrità del proprio corpo e spirito…”. Sì, se una donna senza essere deflorata viene fecondata, se un predictor con le ali di piccione arriva a dirti che t’ha fecondato quella cosa strana che si chiama spirito santo e se dopo il parto immacolato l’imene che finalmente s’è rotto ritorna integro e sano… allora è assolutamente possibile revertire il processo di decomposizione di un cadavere, ritrovare tutte le larve e gli inseti che hanno contribuito alla decomposizione ed alla ingestione del cadavere, convincerli a restituire il maltolto, riassemblare magicamente il tutto con la regola tutto a posto e tutt’in ordine e recuperare senso, sensi e mobilità per ripresentarsi dai propri cari felice e radioso come una “pasqua del signore” che non per niente ti presenti felice come una pasqua in questi casi che pasqua è la resurrezione.
Cosa dire della questione sovrapopolazione è un mistero…
Come si riconosceranno cari che portano tra loro 3,7 secoli di distacco resta un mistero…
Come resta un mistero cosa potrei mai fare con uno zio del mio trisavolo che incidentalmente ha il mio nome e cognome e mi si presenta a casa chiedendo di fare serata… come piacerebbe a quel tale zio del mio trisavolo fare serata? Come accontentarlo?
Ed ancora… tale resurrezione investe anche i deceduti prima del fatidico anno zero?
Ma soprattutto, come ci comporteremo con altri pervertiti che hanno altri luoghi di culto ma credenze analoghe? Come gestire la crisi intimistica di chi ha creduto per secoli nella reincarnazione negandosi i piaceri culinari della carne? A questo lo schizofrenico di Gesù di Giuseppe non c’ha pensato… nemmeno Jim Morrison quando scriveva stronzate credeva che qualcuno le avrebbe mandate a memoria…

Tutto questo per dirvi che, però, questi religiosi sono simpatici:
riducono l’esistenza umana in una splendida partita di calcio tra vita e morte…
In un minuto indefinibile tra il primo ed il novantesimo la morte passa in vantaggio, subito riacciuffata dalla vita che va in pari (è il periodo di sospensione dell’anima in attesa della resurrezione di tutti i defunti)… poi la vita passa in vantaggio in zona cesarini, di testa con autorete e su calcio d’angolo.

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Anche il bookmaker più generoso pagherebbe ‘na cosa del genere 1:750.000
… mi spiegate com’è che scommettono su ‘sta quota un sacco ma un sacco ma un sacco di persone?
E soprattutto… ‘sta partita quando finisce?
E nel caso qualcuno vincesse… dove si incassa?

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Heysel ’85: la detestabile adolescenza infinita di tossici cinquantenni

Heysel ’85

Quella
che doveva essere una grande manifestazione sportiva
si è trasformata
in una
TRAGEDIA

La firma non ho nemmeno lo stomaco di metterla.
Sarebbe un soprannome, forse un cognome. Il nome lo ignoro.

Il problema non è che si sia voluto dare un piglio di autorialità squacquando queste banalità in croce il giorno dopo quella che a tutti gli effetti fu una pagina abbastanza drammatica… con buona pace di una serie di striscioni viola che – con l’alibi della goliardia calcistica – non risparmiarono colpi bassi ai gobbi, nemici di una vita.
Ma che ricordiamo e salutiamo in ordine sparso:
“Scirea: il nome di un morto, una curva di cadaveri” (truce)
“Ridevi di Superga finchè non venne giù quel muretto!” (Dantesco)
“-39 Gobbi” (il più classico dei classici).

Voglio dire: quale commemorazione non suona con la stessa inutilità di queste 14 parole?

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Il problema non è che questa romantica, tragicomica operetta fosse contenuta in una agenda promozionale della ditta di cassamortari del paese… assieme a colleghe nemmeno degne degli onori di certa cronaca dai titoli roboanti di “Messera Eroina” o “Stanotte t’ho rotto il culo” (pasoliniana).

Il problema non è certo che ti fai e poi scrivi e riempi quello che – non so con quale reminiscenza da scuola dell’obbligo – hai voluto definire il tuo Zibaldone tossico. Voglio dire… almeno sei un tossico acculturato… hai qualcos’altro da raccontare…

Il problema è che per scrivere ‘ste stronzate ti fai (e tecnicamente non è quello il problema perchè quello di farsi è un gusto personale e tecnicamente non sono cazzi miei…) e poi dai la colpa a Roger Waters e Syd Barrett per questo (ecco il vero punto in questione… già vedo i titoli “Fan dei Pink Floyd spara su poeta fattone :Roger Waters non t’aveva chiesto un bel niente!”).

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Il problema è che dici di farti per scrivere. Ed hai – svegliati – 50 anni passati.
Io non voglio convincerti a smetterla.
Voglio convincerti a confessarti che ti fai perchè ti fai… ed a tenere le boiate che scrivi nella tua agenda.

Non per niente… ma perchè Barrett e Waters se ne sono sentite dire più di Jim Morrison e Kurt Cobain… più di Marylin Manson per la Columbine High School… più di Toni Negri e Cristiano Malgioglio.
Pure più di quel povero cristo di Bevilacqua che non è il Mostro di Firenze!
Ma almeno erano grandi artisti… non cialtroni o poveri cristi!

Non si meritano la responsabilità morale della tua fattanza…

E più d’ogni altra cosa gli autori di capolavori indiscussi come Piper at the Gates of Dawn ed Obsucred By Clouds non si meritano la responsabilità morale di una boiata come “Heysel ’85”.
Proprio no!

(che poi… sì, lo riconosco, odiatemi pure… ma detesto le fattanze, detesto i tossici)…

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Jim Morrison e Benito Mussolini questa cosa non l’hanno mai detta!

C’è qualcuno che da qualche parte ha scritto che “Il comunismo è quella semplicità ch’è difficile a farsi”. Ma non è Ernesto Che Guevara, come erroneamente è riportato su tutti i diari degli adolescenti medi di sinistra. “Siate belli come la vita e neri come la morte…” non è una frase di Benito Mussolini, come erroneamente è trascritto sui diari degli adolescenti medi di destra. “Quando morirò andrò in paradiso, perchè l’inferno l’ho già vissuto…” non l’ha scritta Jim Morrison, come erroneamente trascritto sui diari degli adolescenti medi. Non l’ha scritta nemmeno Kurt Cobain (che fortunatamente invece ha detto e scritto I hate myself and I want to die… ed ha dato coerentemente seguito… guadagnandosi almeno lì un briciolo di rispetto!)

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(ecco poi c’è gente che addirittura si mette in casa una frase così… quella cosa quel demente non l’ha mai detta… ci aveva pensato già un demente più demente di lui… indovinate in commento chi?)
Nella hit parade delle stronzate che tutti, una volta almeno nella vita, si sono scritti da qualche parte per sentirsi fighi citando con piglio autorevole un qualche personaggio di medio dominio pubblico, non c’è l’autore del “W la Figa!” di fantozziana memoria. Sostanzialmente perchè non sembra bella da leggere. Sostanzialmente perchè esprime in modo banale un concetto semplicissimo: riprodursi è necessario! Ed è un peccato non sapere o presumere chi l’abbia detta. Perchè è più bella una verità che puzza rispetto ad una opinione che sa di Chanel n.5

“La malinconia è la felicità di essere tristi…”. Questa l’hanno attribuita a Kurt Cobain, a Jim Morrison, a Socrate (che non so nemmeno se conoscese il concetto di malinconia, se avesse una parola per esprimerlo) e a quel povero cristo di Leopardi. Guevara e Mussolini sono stati esclusi dal novero perchè la frase era poco impegnata e poco truce.
Sembra sia di Victor Hugo… ma questo non posso darlo per certo.
Vedi un po’, queste sonore stronzate le affibiano sempre a personaggi defunti, per evitare cause milionarie che io stesso, mi attribuissero una idiozia del genere, intenterei!
Breve precisazione: a me, poi, quasi tutti sti poveri cristi cui appioppano sul groppone ste frasi… guardacaso mi sono sempre stati un po’ sulle palle. Kurt Cobain più di tutti. Pure più di Jim Morrison. Sostanzialmente perchè mi stanno sulle palle i cialtroni, quelli che fanno successo senza particolare talento, solo perchè sono fighini e perchè si strafanno. La piaga dell’aforisma pazzo e del falò dele vanità.
La malinconia è la felicità di essere tristi… mah!
Una cosa è certa: è una stronzata clamorosa! Come ogni santo cristo di aforisma. Se Victor Hugo l’ha pensata ed ha avuto il bisogno compulsivo di scriverla – va a vedere che giornata di merda stava passando… credete a me – di sicuro non gli farebbe piacere sapere che se lo ricordano ancora che l’ha detta.
Inquietudine, delusione, tristezza e rassegnazione. Mai una gioia. Cazzo parli di felicità? Se sono triste non sono felice per niente! E invece no… vedi i romantici.
Ok… per me è una stronzata! Ma in un detestabile impulso voltairiano, mi dico, lasciamogli la convinzione che essere malinconici sia un momento gioioso ed un po’ complicato perchè sei pure triste… anzi perchè sei felice di essere triste. Contento tu…
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(oh, bello, semplice, conciso, diretto… ed anonimo! Purtroppo sempre adolescente! Ed Hipster mannaggia a quel Biondoddio)

Questo non per pregare tutti i miei lettori, soprattutto quelli di Facebook, di astenersi dal pubblicare in modo compulsivo ed immotivato ogni maledettissima riga di “prosa poetica” come adolescenti perennemene innamorati del concetto di amore, felici del sentirsi tristi, incazzati per compiacersene allo specchio o impegnati perchè tra settembre e gennaio continua a tirare più peli di figa il proto-post-comunismo-autonomo-antifascista che il carro coi nuovi buoi che si chiamano cavalli vapore. Sostanzialmente come dei perfetti cialtroni!
Questo non per lanciare una petizione per il divieto tassativo di uso di aforismi, per la rimozione del concetto di aforisma dall’immaginario collettivo, per il rogo dei diari adolescenziali, per lo scrostamento delle pareti di città immotivatamente imbrattate! Questo non perchè l’aforisma è una stronzata detta da uno, pensata da uno che aveva le sue ragioni per pensarla così.

Questo per informarvi che sono triste,
un po’ angosciato,
parecchio incazzato.
E che il cielo è grigio. E due secondi fa sembravo D.D.Lewis in “Nel nome del padre” mentre con la mano sulla bocca e la penna sospesa, fissa la finestra della cella cercando l’ispirazione per cominciare a scrivere una pagina.
E spesso le pagine sono vite, non solo pagine!

Ma questo anche…

…Perchè l’aforisma è il paio di scarpe che qualcuno ha usato per anni… ed ognuno dovrebbe avere le scarpe sue!
Domenico Mortellaro (non azzardatevi a scriverla altrove!)

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