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Oh niente, allora… le dipendenze sono una coperta…

E tu non sei mai in grado di percepire quanto questa coperta sia corta. E questa coperta si chiama dipendenze e non “una dipendenza” oppure “ogni tua singola dipendenza”. Definiremo quindi sin da ora quella coperta come un patchwork risultante di tutta una serie di piccole e grandi dipendenze che insieme vanno a costituire l’archetipo della dipendenza, il tuo essere sempre e comunque dipendente.

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Quale sia il grado del tuo essre dipendente a livello archetipico puoi solo intuirlo quando vedi crescere il numero di pacchetti acquistati al giorno, quando percepisci la frequenza dei click su certi portali, quando cominci a smaniare per un nuovo tattoo, quando cominci a chiederti con sempre maggiore insistenza se la spesa che hai in frigo è sufficiente, quando ti accorgi che il numero di serie attualmente in download sul tuo mysky è superiore alla capienza dello stesso.

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Ho osservato attentamente questo numero e valutato la situazione.
Houston abbiamo un problema!
Però sulle prime non chiami Houston che nel codice militare americano non significa nulla. Tutti pensano che Houston stia lì per H… e quindi Home, Casa nel senso di Famiglia, Nido. No… H si dice Hotel… che propriamente non è il tuo nido ma il posto dove ti accampi. Scherzi della fonetica criptata militare.
Sulle prime non chiami Houston che nella missione dell’Apollo 13 – che salutiamo e ringraziamo per aver coniato la splendida espressione  – era Casa, Nido, Home… per un semplice fatto. Te la devi vedere da solo oppure finirai a declinare in altro modo una nuova forma di dipendenza, quella dagli affetti. E non va bene schiacciare una dipendenza con un’altra dipendenza illudendoti che stai risolvendo un problema.

Equilibrare dipendenze da solo non ti salverà! Il tuo problema non è equilibrare le dipendenze. Il tuo problema è “dipendere”. La soluzione è tendere al non essere dipendente.

Orbene… identificate le dipendenze scopri che nell’ordine sei più incasinato con le sigarette e col cibo, che hai dei surrogati molto potenti nel tatuaggio, che hai dei lenitivi momentanei nel controllo delle statistiche di accesso al tuo blog che leniscono la tua ansia di controllo, che non consideri le relazioni come una forma di dipendenza, che ancora non vivi i tuoi affetti più cari come forma maniacale e che, sostanzialmente, il porno e la pornografia non fanno parte del pantheon degli dei da venerare e da cui dipendere per lenire il tuo bisogno di dipendenza stesso. Mammaepapà e Tory Lane non sono parte del Patchwork.

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Evviva!

In una serie ossessiva di prove e controprove di bilanciamento hai notato che al decrescere delle sigarette fumate si innalza la voglia compulsiva di mangiare, di cibarti di qualcosa, solitamente giuggiole, latte condensato da spremerti in bocca direttamente, caramelle club… difficilmente salsicce e derivati della carne. Più probabilmente nodini di scamorza affumicati. Al decrescere delle sigarette fumate cresce la panza. Qualcuno mi ha detto di provare con la cocaina… sono assolutamente certo che la cosa non risolverebbe il problema. Temo di dover aggiungere un Anzi!
Il problema serio è che non aiuta contollare maniacalmente ed ossessivamente la pagina delle statisctiche del mo blog. No… non aiuta per niente. Paradossalmente, essendo una operazione molto breve e noiosa, nella rilettura pedissequa di ogni statistica e nell’intreccio dei dati… mi ritrovo a cercare il pacchetto delle sigarette per accenderne una perchè mi sono convinto che fumando rifletto meglio.

Il ricorso al tatuaggio pare essere una forma di surrogato molto molto potente delle sigarette. Il problema è che è una storia parecchio costosa. Il problema è che lo spazio finisce. Il problema è che tatuarsi ha dei tempi di decompressione da cicatrizzazione non proprio da one shot.

“In un tempo che tende all’infinito la fuoriuscita da una dipendenza si declina in varie forme: momento della sofferenza, momento della catarsi, momento della cicatrizzazione, momento della guarigione”. Il momento della guarigione è una ascensione reale. Quello della catarsi è paradossalmente il cazzinculo gravissimo… perchè sei a terra che soffri a bestia. Questo per dirvi che al momento essere passato da 40 e passa a 10 sigarette sta provocando negli ultimi giorni delle atroci complicanze. Ed alla catarsi ancora non ci sono arrivato. Pare che la catarsi sia il momento in cui ti scopri a cedere alla dipendenza proprio quando gli effetti del dolore sono spariti, quando il disagio non c’è più, quando la sofferenza tende smisterisoamente allo zero. La catarsi è il renderti conto che ce l’avevi fatta ma assaporare il pessimo gusto di una violenta ricaduta. Nella mia condizione Catarsi sarebbe passare ad acquistare un altro pacchetto da dieci in un giorno. Spero non avvenga mai!
Sono nella fse della sofferenza ancora. Secondo le persone che ci sono già passate sto sublimando e somatizzando moltissimo il semplice nervosismo dovuto alla astinenza. A me sembra di vivere delle vere e proprie crisi fisiche. Ho uno spillo arroventato in testa, tra gli occhi, mi tirano le vene e i tendini degli avambracci, sono irritabile. La gamba sinistra non sta mai ferma. Ma vi do una notizia… chi non mi conosce non se n’è accorto. Maschero bene.Il problema è il firgidaire. Esco coi soldi contati… non acquisto più giuggiole. Le scamorze a nodini in frigo sono contate e devono raggiungere il giorno di martedì prima di essere di nuovo acquistate. So cosa mi sta aiutando: il fatto che l’orso sulla spalla destra continui a pizzicare. E’ la prima volta che spero non si cicatrizzi così in fretta… ma so che domani o dopodomani non lo sentirò già più.

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(ho appena buttato lontano il pacchetto mntre lo stavo aprendo…).

Devo sublimare. Non voglio chiamare i miei, non voglio chedere aiuto. Non voglio chiamare Tory Lane, non voglio chiedere aiuto. Certo, in situazioni come queste “il godimento triviale di una situazione di massimo degrado appaga chi ha compiuto compromessi non già con la propria morale ma con la comprensione delle meccaniche della morale”. Come dire “so cosa è bene e cosa è male ma non faccio del male”. E mi gusto quel “male” solo nella misura in cui so che è un “male” finto. Come quelli che si sono visti tuti i Guinea Pig e se li sono stragoduti ma stanno malissimo a guardare il finale di Avere Vent’Anni… o hanno un conato di vomito emotivo quando a “The Darkness” il bambino pieno di lividi chiede alla mamma non aiuto dal padre manesco ma “un bicchiere d’acqua” e in quel bicchiere d’acqua c’è tutto quel che serve a farti rovesciare l’anima. Se chiamo Tory Lane le regalo addosso una copertina di linus che avrò sempre, poi, voglia di stapparle via per coprirmici io – che le dipendenze sono coperte – e saremmo punto e a capo. E poi le dipendenze in quel caso darebbero problemi sociali. “Povera vicina ottuagenaria…” a sentirsi le urla e le parolacc di Tory Lane… che certe espressioni sono slang americano… ma i sospiri sono come il calcio: una lingua universale.

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Scrivo. Ecco!
Ecco ilperchè delle note professionali che compaiono sulla mia bacheca da qualche giorno.
Scrivo. Ecco il perchè di Clockwork Orcas… che è strettamente collegato ad un percorso di ascesi e di scarabocchi sulla pelle.

Scrivo, va… devo tenere le dita occupate. Scrivo, rannicchio le ginocchia e tiro su i piedi perchè la coperta basti. Scrivo, che non fumo!
(sono le 15 e me ne restano 9…).

 

 

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Biondoddio con quella che ci farei! Stagione 2. 1 di 5

E lei è bellissima. Non c’è che dire. Non sono i tatuaggi a renderla bellissima. Non solo.
Non è l’acconciatura molto alternative-underground con la rasatura su un lato e tutti i fluent hair dall’altro a renderla divina. Non solo. E nemmeno a ben guardare quegli occhi da cerbiatta e quella boccuccia di fiorellino appena sbocciato.

No!

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Non è per questo che Rachael Madori entra a buon e giusto diritto nel novero delle Biondoddio con quella che ci farei. La verità è che – a differenza di Tory Lane che io comunque alla fine non tradirò mai e poi mai ma proprio mai… – Rachael Madori è la secondogenita del Diavolo e proprio per questo ha un fascino subliminale tutto diverso e tutto molto più complesso.
Di Tory Lane lo sai dal primo sguardo che è davvero la quintessenza della merda fatta persona e pornodiva. Di Tory Lane sai che ha già impegnato ogni parte impegnabile del suo corpo. Di Tory Lane sai che: “Ho di fronte l’essere satanicamente più degradante e degradato in fatto di sesso qualitativo e quantitativo” (dove qualitativo è il coefficente che valuta il numero di acrobazie e “numeri” compiuti e il quantitativo valuta la durata del tutto…). Di Rachael Madori non lo diresti.

Rachael Madori l’hanno tirata fuori dal cilindro del porno da poco tempo. Non sono molti i suoi video professionali e mainstream in circolazione. Solo Naughtyamerica ha scommesso su di lei affidandole però sempre la parte della “border age fuck”. Piccola spiegazione: la border age fuck è la ragazza non più post-adolescente ma nemmeno mamma o moglie. Una terra di mezzo che offre milioni di spunti: da quello ginnico a quello della figlioletta viziatissima a quello della fidanzatina arrapata o timida e curiosa. Ecco.. sostanzialmente identiche, come parti, a quelle di Tory Lane.

Nel confronto, proprio qui scatta il bello: qui scattano le differenze che mi hanno letteralmente mandato in off.
Sì, ok, lo riconosco… la cresta o comunque l’acconciatura eccentrica ed un certo gusto per i tattoo non volgari hanno di molto aiutato. Rispetto alla Tory nostra nazionale (come Silvietto…) che dall’inizio del video alla fine si presenta a te con una volgarità anche verbale che ti fa impallidire… Rachael ha un volto ed un viso ed una postura ed un atteggiamento verbale e non molto molto più remissivo. Rachael, a differenza di Tory, non arriva dicendovi “Ciao sono Tory Lane e oggi vedrete come si riempie davvero una tacchinella come me… sfruttando ogni foro d’entrata…” per poi chiamare a raccolta dai diciotto ai ventisei nerboluti bestioni che tra urla di giubilo, schiamazzi e bestemmioni apocalittici non ancora riconosciuti al seggio da Bergoglio, si infilano nella faccenda Tory con brutalità e senza alcun ritegno. No!

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Rachael è la tipa che confessa candidamente al fidanzato, facendolo letteralmente esplodere di gioia, che dopo alcuni sondaggi ed esperimenti condotti in gran segreto sta sinceramente e seriamente valutando la possibilità di provare con lui le gioie del secondo canale. Rachael è quella che maliziosamente offre le sue grazie al patrigno perchè lui convinca sua madre e regalarle la superpiscina per i suoi party ma… “Please you have to be very gentle ‘cause I’m so inadequate…”. Sebbene poi ti accorgi che inadequate non lo è per nulla.

Rachael è di questi tempi la tipina che tu porti con te a prendere una birra fuori dai locali più giovani e tranquilli del mondo, quelli finti dimessi che sono tanto trendy, quelli musicali e scoppiettanti. E nessuno lì dice: “Guarda c’è il Mortellaro con quel puttanazzo della Madori…”. Perchè nessuno lo direbbe mai che la Madori è un pornazzo che si muove. La Madori non si presenta col tacco sedici sul plateau 10 e con la mini inguinale e con le zinne tutte de’ fori… No! Rachael non è una ragazzaccia. Rachael non è una gallinaccia che si lascia esibire. Rachael fa schifo a letto quanto la Lane… ma non te ne accorgi. “La più grande beffa che il Diavolo abbia mai fatto al mondo è stata quella di convincere tutti che non esiste…” (cit.)… perchè lì fuori del bar c’ha i jeans quelli strappettati qua e là, lo stivaletto con un tacco discreto di quelli che si portano ora, col calzinetto di tolleranza stile fantasmino… ha un top sportivo che sa essere elegante e un giubbetto di pelle. C’ha i capelli da un lato, raccolti. Come potrebbe portare un caschetto con una rasatura alta. Non è tanto truccata e non beve cocktail complicati ma una IPA. E se il cameriere la guarda… lei abbassa lo sguardo maliziosa, lei stringe la mano a te. Poi magari a letto ti racconta di quello che gli avrebbe fatto a quel cameriere… magari dopo averlo fatto a te. Ma lo fa sempre con candore, grazia ed eleganza.

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Che Rachael Madori mi piaccia perchè sono in una fase che “mi piace tanto se continui a prendermi per il culo!”? Boh, forse sì. Sta di fatto che Rachael Madori tu a casa la porteresti, altro che Tory Lane. Rachae Madori è la pornostar che non ti aspetti. Rachael Madori è quella che aiuterebbe tua madre a mettere tavola. E tua madre… e tua nonna… “Sì, che brava ‘sta ragazza… sì, i capelli… sì i tatuaggi… sì quei pantaloni, ma… non la vedi la televisione… tutte così!”.

“La più grande beffa che il Diavolo abbia mai fatto al mondo è stata quella di convincere tutti che non esiste…” (cit.)
E tutto ad un tratto lei… puff… sparisce. Di nuovo.

Ed è mattina e tu hai fatto il fioretto “Basta porno finchè non torni intorno…”… e però ti manca, tanto, la Madori tua e solo tua.

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Sì, ok, lo avete capito… la domenica è uno stato dell’anima…

… la domenica è quel dito in culo della romoletta che dovrebbe fare la ex ma che ti trova seduto al tavolo con una tua amica che lei ha sempre un po’ avuto sulle palle… e la tua ex o sedicente presunta speranzosa tale che fa? “Ciao cara…”… per rimarcare una distanza… e poi andando via dopo un’ora… “Ciao…” senza più cara o caro… e questa volta non tronfia e boriosa ma bastonata. Questa è la domenica. La Domenica, con la d minuscola però, è l’ultimo video di Tory Lane che stai aspettando da ormai qualcosa come due anni e mezzo… e il sito ci mette inspiegabilmente 28′ a caricare… e solo dopo scopri che è una preview fatta montando spezzoni di vecchi video di Tory Lane.

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La domenica è quel cazzo di momento che non arriva… l’orgasmo negato all’ultimo che deve per forza di cose trasformarsi in una sega senò impazzisci… ma arriva dopo un’attesa che era fatta di aspettative, di paure, di piaceri… di speranze. Speranze che alcuni gesti fossero ultimativi… che la cosidetta ultima botta ci fosse davvero… che si ripetesse quel “Ciao cara…” magari col coraggio di alzare lo sguardo e metterlo nei miei occhi (che invece scopri sono belli così tanto da fare paura e veri così tanto da non essere sostenuti mai)… perchè quello sì era la fine. Perchè quello era l’ultimo fantastico video di Tory Lane.

La domenica finge di chiudere i cerchi. Poi va via, abbassa la testa sommessamente e saluta con un ciao che nemmeno il più sfortunato dei pelosi nel più lager dei canili ti sa dare. Oppure sta col suo romoletto di turno affianco… e non ha il coraggio di restargli affianco se ti vede. Oppure non carica come il video di Tory Lane che credi sia l’ultimo. E tu lì che aspetti 28′ per… scoprire che è tutto un film già visto, un collage di pezzi visti e rivisti, triti e ritriti…

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… e scopri che alla domenica segue sepre un lunedì.

E che bello se quello fosse stato l’ultimo video di Tory Lane che a quel biondoddio regalava in giro tutto quel che la sua carne poteva regalare.

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I clisteri igienici che le pornostar si sparano su per il sedere prima di ogni scena e che trasformano quell’universo così agognato dell’anal in una cosa asettica che alla fine la rifai dal vivo e capisci la differenza tra la cortesia leccese e la cortesia tipica di espressioni tipo “Cortese come il Mortellaro”.

Una volta un signore che c’ha qui su questa piattaforma un blog davvero carino e concentrico disse che esisteva una espressione che faceva più o meno così: “Cortese come il Mortellaro!”. Cioè cortese come me… che sono proverbialmente una persona cortese se non mi fai girare i coglioni e ti trascino sul pavimento del mio ingresso dai capelli come una partner del signor Grey qualsiasi.
Il fatto che nel paese dove vio tanto Cortese quanto Mortellaro siano cognomi e non sempre due cognomi diversi vanno d’accordo mette pepe alla vicenda solo tra le mura domestiche del mio paese. Quindi non analizzeremo questa vicenda.

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I leccesi, invece, loro sono tutti proverbialmente cortesi se non fosse che un attimo prima sono stati tremendamente falsi. E pure un attimo dopo. E il loro cazzinculogravissimo non ti è chiaro solo fino a quando non hanno finito. E lo tirano fuori. E tu senti che nel sedere t’è deragliato un pendolino o un frecciargento o un altro bolide falso come i leccesi…
Per dire, quando due associati mi hanno ciulato un saggio e se lo sono firmato a cazzo loro, io l’ho capito solo una volta che il libro era bello che stampato. Però con enorme cortesia mi dicevano “Quant’è bello e ben scritto e corretto e scrupoloso il tuo saggio bibliografico sulla questione sicurezza!“. Leccesi, falsi e cortesi.

Come tutta la storia del sesso anale fatto nei film di grossa produzione. Dove le modelle prima di entrare in scena si fanno un bel clistere igienico per ripulirsi tutto il retto dalla giustissima cacca che lì dovrebbe stare… pronta ad uscire. A differenza di un pezzo di carne maschile o di un pezzo di gomma asessuato che lì dentro, a diritto di natura, non ci dovrebbe stare. Il diritto di natura va invocato contro i ricchioni, sia ben chiaro… il sesso anale è bello per tutta una serie di motivi che sono andato già ad elencare.
Il clistere igienico è uno strumento del demonio. Spacciano clisteri anali dovunque all’inferno. C’è proprio una casa produttrice. Testimonial Tory Lane che con un bestemmione li promuove mentre se li fa cominciando già a trarne giovamento per il solo inserimento di qualcosa nel suo backyard. Tory Lane se trova qualcuno nel suo backyard non si appella al quinto emendamento e non fa fuoco. Si fa fare cose fumettistiche e definitive ma non fa fuoco. Che cara ragazza è Tory Lane. Però è pure una leccese, falsa e cortese. Mica te lo dice che quando rifarai sesso anale come se tu fossi con lei, ma sei con una che non conosce le malizie del mondo del porno e non può sapere che è normale che li dietro si è un pochetto sporchi perchè, voglio dire, da lì dietro ci esce la cacca… mica te lo dice che tirerai fuori il pisello e saprà di merda. Mica te lo dice che sarà sporco di merda. Mica te le dicono ‘ste cose qui.

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E tu lì sempre bello a pensare che il mondo del porno è una cosa bella perchè luccica ed è lucida e lucidata.
No, non è così! Il porno è peggio del pulp… sangue, merda… e pure un po’ di sperma che voglio dire, tanto profumato di rose non è! E pare sappia sempre un po’ di pennette al salmone con un retrogusto di zucchero.
Chissà se Willy Wonka tirerà fuori delle barrette di cioccolato con questa saporazione. Potrebbe farle promuovere a Tory Lane… che voglio dire, con gli hoompaloompa…

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Voi nemmeno vi immaginate che giorno è oggi… cazzinculogravissimi come se piovesse… o come ogni cazzo di filmato con Tory Lane che vi ripete “back in my ass” dopo mezzo secondo che giustamente lo “uscite” per una qualche ragione ed a giusta ragione!

Jason Voorhees in questo post non c’entra per niente.
Per chi non lo sapesse Jason Voorhess è il protagonista muto, ebefrenico e un po’ mongoloide di Venerdì 13. L’errore in Venerdì 13 è non capire che tutti i vari Kevin Bacon non ancora famosi del cazzo che hanno partecipato alla serie non sono protagonisti… nemmeno se prendono un sacco di soldi per recitarci. Il protagonosta di quei film è sempre Jason Voorhees… chiunque si nasconda dietro quella maschera. Quindi, per dire, uno stronzomerdone qualsiasi a cui non fanno nemmeno dire niente perchè è afone. Si narra sia davvero un diversamente normale preso e pagatro una insalata due cocacola e tre noccioline che si diverte a muoversi senza dire nulla.

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Vabbè, righe sprecate. Jason Voorhees non c’entra un cazzo! E non è nemmeno tanto efficace come cattivo. Tipo che vi devo dire un Nightmare (cioè un Freddy Krueger) o un Halloween (cioè un Micheal Meyers) qualsiasi. Questa storia di usare i nomi dei film per chiamare i protagonisti è aberrante. Quasi come quelli che per parlarti di quella bonazza di paese non usano il nome e cognome, non usano nemmeno l’espressione “la figlia della signora che ha il negozio che vende…” ma dicono “la figlia di ed il nome del negozio”. Oppure quando che so(?) sei fuori dal bar e vicino c’hai una cartoleria che ha un nome… e ti tocano il culo, magari un negro qualsiasi bokoharam del cazzo e tu gli dici “E madonnasantabenedetta! E che cazzo fai? Mo se esce (e giù il nome della cartoleria, non quello del proprietario) e ci vede, a quarant’anni, che mi tocchi il culo… che deve pensare?!”. Il tuo nome è la ragione sociale della tua azienda. Se non fai qualcosa non sei… a meno che tu non abbia una tuta addosso e non decida di bluffare.

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Altre righe sprecate. Nulla… questo post per dirvi che trascorrerò la giornata in attesa di un supermegacazzinculogravissimo…
Perchè la settimana volge al termine ed il giorno è onomasticamente propizio a rivelarsi foriero di cazzinculogravissimi.
Ho la sindrome da Tory Lane prima ancora di aver girato la scena. Prima ancora di essermi fatta il clistere igienico (che questa cosa la spieghiamo tipo dopodomani che è domenica e siete tutti con la testa al ragù!).
Arriva… arriva un cazzinculogravissimo sul binario dell’ovvio, quello che stai attraversando. E ti arriva alle spalle, come ogni cazzinculo che si rispetti. “Appena sua moglie si gira…”.
Io lo so che oggi va a finire male. Se martedì non avrò postato più nulla… sappiate che è colpa di questo venerdì tredici che già oggi, che è mercoledì undici, pensandoci, ho cominciato a ravanarmi le palle.  4-10208990

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Tutte le cose che sono, quelle che non vorrei essere più… e quelle che giustamente vorrei essere ma… non mi riesce di essere!

Vorrei non essere più l’incapacità di esprimere una negazione di Domenico… ma su questo stiamo lavorando.
Vorrei smettere di essere l’incapacità di superare le paure in campo sentimentale di Domenico… perchè sono la convinzione di una delusione imminente sulla testa di Domenico.
Sono la vite autoavvitante che si chiamano sofferenze di Domenico. A volte mi piacerebbe essere solo Domenico.
Sono la paura della parola “Prometto” di Domenico. Sono la paura dei marinai.

Sono stato il tentativo di progettare e costruire case di Domenico. Sono stato il rubinetto chiuso del credito alle imprese del Mezzogiorno. Sono il tavolo ingombro di preventivi rigettati di Domenico.
Sono stato la convinzione che la meritocrazia universitaria esistesse. Non voglio più essere l’alternativa tra la fellatio baronale e la disoccupazione di Domenico. Sono stato i comunisti che capiscono tutto del Mondo. Sono stato le tecniche di sofismo dialogico dei comunisti del Mondo. Sono stato il comunismo col culo degli altri. Non lo sono più… almeno questo! Sono stato il sogno di una Puglia Migliore di Domenico e mi sono ritrovato ad essere il grido strozzato e la puzza del sudore acido da “cacatasotto” post-incubo di Domenico. Che la Puglia è peggiore!

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Sono stato il concorrente sconfitto della concorrenza sleale delle banche in ambito di vendita di prodotti assicurativi e previdenziali. Sono stato la convinzione che un’assicurazione debba essere una banca. Non sono stato per fortuna la clausola di non imputabilità delle spese di ispezione in una avaria idrica d’appartamento all’interno delle clausole di assicurazione del capofamiglia sugli imprevisti domestici. Avrei voluto essere anche solo l’onesto venditore di polizze sempre disoneste in campo di Responsabilità Civile Autoveicoli… che voglio dire se gli olandesi si sono inventati le assicurazioni e gli olandesi sono nativamente pirati… un motivo ci sarà!

Forse vorrei essere solo il pene eretto di James Deen che viola il retto violato di Tory Lane in quello sketch di “L’amica zozza di mia sorella”… vorrei essere tutti gli pseudo “First Time Anal” che girano in giro girati con donne che di inviolato hanno solo il loro proprio senso del non-pudore.
Vorrei essere così falso da essere terribilmente vero. Vorrei essere surreale… e non solo il tentativo di rincorrere quel che è surreale. Perchè, ammettiamolo, sono solo la banale rincorsa di quella surrealità che cerco ma non trovo…
Vorrei essere la mano destra dietro la nuca e la sinistra tra i capelli della buona sorte, in una fellatio di quelle insistite e molto poco rispettose delle differenze di genere. In quel frangente vorrei essere l’espressione appena sussurrata, ma decisa… “Togli le mani, mettile dietro la schiena, la tua schiena”. Vorrei essere quello che sbugiarda le bugie tutte assolutamente poco credibnili di Mr. Grey – quel frocio. Vorrei essere il coming out sull’impotenza di Mr. Grey.

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Voglio essere lo scatto della caviglia nel tango a scatto ballato da un portantino ed un anatomo patologo nell’obitorio di Crotone… “che dopodomani io e mia moglie c’abbiamo il concorso della scuola di ballo”. Vorrei essere le palette dei voti in mano ai giurati stesi sui marmi settori. Che sarei grottesco, sarei surreale, sarei vero… come un luminare della anatomia patologica che si offre di fare la femmina della coppia in un tango a scatto suonato dal cellulare del portantino sulle note di Libertango di Piazzolla.
E se non sono la scimmia che non lascia un ramo finchè non ne ha un altro sotto le mani… non voglio essere quel che sono, cioè la scimmia appesa ad una liana con un ramo davanti ed uno dietro e la paura di staccarsi dalla liana… ed a volte la voglia solo di staccare le mani… e cadere giù… e vaffanculo a tutto!
Sì… voglio essere un vaffanculo… uno cento mille vaffanculo.
E più di tutto voglio essere la sensazione precisa della corona del glande che superata     l’ultima resistenza s’accomoda nel culo di tutta una serie di storie… e voglio spingere piano e dolcemente con chi se lo merita… e voglio spingere come un quindicenne incapace, nervoso, affamato… con chi si merita un trattamento diverso!

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Chiedo scusa a tutti… mi avete conosciuto in un momento molto particolare della mia vita!

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Divertiamoci in sicurezza… il sesso anale questo sconosciuto!

A convincermi a scrivere questo post, qualche settimana fa, è stato il post letto per caso su questo blog da easylady… perchè c’è così tanta confusione in merito alla vicenda che… probabilmente è necessario porre alcuni punti fermi d’aiuto a lei ed a lui. Anche perchè mai si dica che proprio io, reincarnazione del Tinto Brass morto e sepolto dopo Così Fan Tutte… non abbia parlato del culo!

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Cominciamo con le ragioni per cui un uomo pare essere ossessionato dall’idea di fare sesso anale con una donna. Non ci perderemo troppo tempo, credete a me. Perchè le ragioni si riducono ad una, una sola, sintetizzabile nella espressione medievale dello Ius Primae Noctis. E la colpa, mie care signore e signorine, è solo vostra. Non mettete mai in testa al vostro partner le espressioni: “Buono lì che non l’ho mai fatto…”. E’ questo che attiva tutta una serie di lucette rosse nella testa del maschio di turno: il bisogno spassionato di essere il primo a guadagnarsi quell’ambito trofeo! Tempo fa fui chiaro nel dirvi che io da Babbo Natale avrei voluto in dono la fichetta… per provare di nascosto e solo una volta l’effetto che fa. Pur avendo il culetto certi esperimenti non li ho mai voluti fare perchè sempre e comunque ci sta un qualche cosa che ti frena: il terrore di scoprirti frocio, il terrore di scoprire che ti piace, il terrore di scoprire che è tutta ‘na roba di perversione cattolica che ti fa dire che “No, mamma mia, contronatura…”. Per cui non so nemmeno tecnicamente dirvi per bene che cosa si provi nel giocare a prenderselo a quel Biondoddio in quel posto lì. Sì, signore e signorine, avete ragione, io non lo so e non lo posso sapere. Però, per dire… so che sensazione si prova a giocare a metterlo lì. E posso garantire a tutti, anche a voi le donne, che non è mica tutto quel piacere irrinunciabile che vi facciamo credere sia. Anzi… come spiegavo alla signorina/signora easylady di cui sopra in un commento… “Non è nemmeno poi sta gran cosa”. Cioè… è un pelino più incasinato, un pelino più stretto, un pelino più da andarci coi piedi di piombo, un pelino più da farti venire l’ansia, un pelino più sporco, un pelino più puzzolente… un pelino più negativo.
Però è una questione di possesso… e ti vuoi mettere col possesso? Ti vuoi mettere con l’idea sempiterna che qualcosa è tua, te la prendi, nessuno te la toglie? No.. con questo richiamo ancestrale alla conquista, all’espugnazione, alla detenzione manu militari di un bene altrui nessuno può pensare di mettersi in competizione. E’ il maschilissimo spirito di competizione ad attivarsi, la consapevolezza che il tuo ex non t’ha avuta lì e tu sì… la certezza di aver violato anche l’ultima resistenza, il discorso che adesso tu sai che il tuo corpo per me non ha più segreti. E avanti andare!

Il rapporto anale è una comune e normale penetrazione, se non fosse che viene compiuta dalla porta posteriore. Qui sta il bello! Richiama concetti quali discrezione, clandestinità, intimità… per dire: se non entri dalla porta principale in casa, o sei il padrone di casa ed entri dove cazzo vuoi (possesso) o sei quello che si intrufola in casa per rubare o fare comunque qualcosa di sordido (possesso più morbosità… bello cazzo, bello!). Qui sta anche tutta l’omofobia strisciante nascosta dietro la non volontà di un uomo di provare a capire di nascosto l’effetto che fa. La chiamano NIMBY in sociologia… not in my back yard… non nel giardino sul retro… non in culo a me. Anche ‘sta storia che comunque il back yard è riservato aggiunge al rapporto anale eterosessuale quel pizzico di irrinunciabile trasgressione che ci permette di dire… NIMBY sì… ma siccome sei mia e ti voglio SITBY… Sì, nel tuo back yard sì… perchè sono io!
E se per dire, volete vedere per forza 50 sfumature di grigio, poi non potete fare tanto le preziose per una bottarella lì dietro… capisco la teoria Jungiana del dualismo umano… ma qui si fa la guerra, non umorismo malsano! E’ un cit clamoroso che indovinarlo vi fa vincere mille commenti pompino e potete chiedere a Lemniar se non sono serio!

Tecnicamente il primo rapporto anale, come tutti quelli che seguono, abbisogna di pochi semplici accorgimenti. Lubrificazione, delicatezza – almeno all’inzio eh che cazzo… possesso sì uno stupro alla Irreversible potete risparmiarvelo! – e pazienza, complicità e tutte quelle cose che fan bello l’amore. Altrimenti, per dire, se siete così fortunati da trombarvi Tory Lane o qualche altra grande della Terra… credo possiate divertirvi in sicurezza bypassando tutto quel che sopra c’è scritto. Ma in quel caso… l’amore c’entra poco… e temo per voi il possesso si declini solo sul raccontare che vi siete trombati una grande della Terra. Perchè quel trofeo è così superusato da valere a malapena il passaggio di proprietà dal notaio… e perchè tutti sapranno che la vicenda era già dall’inizio troppo più grande di voi.
Andateci piano… la prima volta e le successive… e sappiate che dopo poco potrete anche osare. Ma ricordate… non è che senza vi stiate perdendo tecnicamente poi nulla! Però, sì, lo so… vuoi mettere, guardarti dopo, guardarlo dopo e dire: “Roba mia!”… sì vi sentireste un Don Mazzarò o qualche altro volto celebre della tradizione verista italiana.

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I problemi sorgono quando il maschio medio decide che lì le cose si fanno per bene… secondo il suo perosnale ed insindacabile metro di giudizio… e decide in barba a tutte le leggi della fisica e della fluidodinamica, di conquistare l’accesso al back yard con le tecniche santissime dell’assedio di Magdeburg (20 maggio 1631) piuttosto che con un comodo grimaldello o lavorando di fino con lo spadino. Cosa si ottiene? Che nulla nel corpo di lei collabora, le urla e gli strepiti – più psicologici che fisiologici – giungono alla canera da letto degli anziani vicini che bussano minacciando di chiamare la polizia… il nervosismo monta, la pressione vascolare sceglie di concentrarsi altrove… e si può dire addio a tutto. Oppure, in alternativa… con la tecnica Magdeburg… quel che si ottiene è un trauma perenne che vi porterà ad esservi conquistata l’interdizione da quei privati uffici a vita. Bravi… vostro una volta e di nessuno per sempre. Vi pare affare giusto? E chi eventualmente viene dopo? Che sa che è stato di un altro e non può essere suo? Seminatori di discordie… per voi Dante ha previsto apposito girone… ed io nella mia personalissima Teogonia    ho messo su un ufficio che punisce questi crimini affidato al signor Acmet Pascià… chiedete agli ottocento otrantini in maniche corte e pantaloncini come ci si sente dopo essere passati per suo insindacabile giudizio. Non c’è CGIL che tenga!

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I problemi sorgono anche quando il maschio medio, sempre imbevuto di una serie di stronzate figlie dei giornaletti porno e della tradizione orale adolescenziale, si convince che lì dietro se non fa male vuol dire che sei rotta da tre secoli e mezzo e che di te ha avuto ragione già una banda di lanzichenecchi o per dire tutto il Battaglione Azov, Bob Malone o qualche altro grande della Terra. Lì scattano due paranoie: ce l’ho piccolo… non sei vergine. Avete ucciso un uomo, spingendolo tra le grinfie del demone della depressione e del demone dell’impotenza. Ricordate, quindi… probabilmente non vi farà male perchè alla fine se fatto bene il sesso anale non fa male… se fatto e se vissuto bene… però pure voi fate un po’ la vostra parte in questo GiUoco del sesso: “Ahi… ah, piano…”. Senò il vostro uomo è bello che fottuto!

Ricapitoliamo: il sesso anale è la dimostrazione che il comunismo ha fallito. La proprietà privata è una cosa bella, che appaga l’animo e se tenuta bene fa bene alla coppia ed ai singoli. Come tutte le cose belle ha bisogno di essere coltivata con coscienza, tecnica e la giusta dose di ironia e di bugie…
Come tutte le cose belle, attorno al sesso anale se ne dicono un sacco di fandonie. Come tutte le cose belle ci sarà sempre qualcuno che dirà di saperne più di te… e più di me… ma non è detto che quelle cose belle le abbia mai viste, provate, sentite. In senso eterosessuale provatelo liberamente, con i giusti accorgimenti e divertendovi in sicurezza. In senso omosessuale fate tutto quel che cazzo vi pare ma NIMBY!
Come tutte le cose belle… sarebbe bello sentire l’opinione della controparte… ma non credo ne arriverà una!

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Se la vostra donna vi doveste chiedere di andare a vedere 50 sfumature di grigio, prima pretendete il giusto ristoro del vostro diritto di possesso. Se fa la preziosa, niente film… visto e considerato voglio dire che… “Poi tu vuoi andare con Mister Grey?! E a me il sederino non lo dai?!”

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Poi ti raccontano che fare la spesa è terapeutico… e tu esci di casa ricordandoti di quel benedetto pornocolossal della Naughty America in cui quel famoso supermarket di provincia era impazzito…

Se frequentate assiduamente le mie lezioni di certo vi sarete accorti che il porno non è tutto quel che sembra. Il porno è una cosa bellissima che luccica ma come tutte le cose che luccicano non sempre è oro. Il porno ti educa vuoi o non vuoi al fatto che nella vita, molto spesso, dietro l’angolo, si nasconde un cazzinculogravissimo. Che tecnicamente nel porno questa cosa si chiama “bad surprise” (brutta sorpresa) o “frankie goes wild” (non si capisce perchè ma tradotto viene “Ciccio esce pazzo!”)… perchè nel porno non ci sono giudizi morali sui ricchioni o sulle lesbicacce… ma parliamo in questo caso solo dell’eventualità di un cazzinculogravissimo ad un etero… io credo sempre di parlare ad M etero… se foste donne tecnicamente si chiamerebbe solo “Anal” (al massimo rough anal o brutal anal) e se foste gay ci sarebbe scritto solo “Gay” o “MtoM” perchè comunque i rapporti sessuali tra maschi da questo punto di vista sono molto monotoni.
Abbiamo divagato, come sempre quando il porno ci si mette di mezzo. E quando l’espressione cazzinculogravissimo la vuoi traslare in pellicola. Che l’anal è diretto… non lascia spazio ad interpretazioni. Come – solitamente – i cazzi che ti capitano nella vita.

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E niente riflettevo su questo fatto che il porno ti educa a sapere che stai guardando un film, che il film non è la realtà… e dunque ad intuire che vuoi o non vuoi fare la spesa la mattina al supermarket sotto casa non sarà tecnicamente come servirsi dal megamarket “Cock o’ bello!” – se c’è una cosa che mi da al cazzo nel porno americano è la storia di storpiare l’italiano con parole o frasi che non esistono… che cazzo c’entrano l’espressione coccobello o peggio ancora il povero Ciccio Bello con un supermarket dove si tromba ad ogni piè sospinto?

Ora… fare la spesa la mattina nel supermarket sotto casa non è guardare un porno… ma all’orrore ci dovrebbe essere un limite. Ogni supermarket dovrebbe esporre prima delle 10:30 di mattina, un bollino parental con che so io l’Urlo di Munch o un manichino di de Chirico o che so io un mio personalissimo lomoscatto del mio personale periodo futurista e la scritta “Si astengano dall’entrare persone con un senso del gusto elevato verso l’alto”.

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Perchè se nei tuoi sogni pensi di entrare e trovare Lisa Sparxxx al banco macelleria che “serve” i clienti educatamente in fila e già in tiro come nelle sue celeberrime gang bang… O Tory Lane che tra gli scaffali combina di tutto sui carrelli dei clienti… o Lisa Ann che alla cassa distribuisce scontrini e regali per le raccolte punti del cazzo… hai sbagliato supermercato, hai sbagliato orario… hai sbagliato vita.
Prima delle 10:30 il supermarket è animato da donne che vanno a lavoro, anziane che erano già in fila ed erano uscite di casa tipo alle 6:45 – brutta bestia l’insonnia – zitelle cresciute che saranno anche gente pericolosissima a letto ma sono di solito oscenamente brutte. Tutte donne molto poco curate. Niente a che fare col porno. Ma proprio nulla di nulla. L’orario giusto, in questi casi, risulta sempre quello delle 10:30/11:00. Solitamente è l’orario a cui quelle che la media dei miei amici non coetanei definirebbe Milf (ignorando che dovrebbe avere un figlio della tua età a meno che tu non abbia gravissimi deficit mentali e perda i tuoi giorni a giocare con un bimbo di 3 anni o uno di 5) arriva al supermarket alzando leggermente la soglia del buongusto . La femminazza in questione arriva al supermarket con la tuta ginnica, truccatissima, col borsone della palestra in macchina ma ben in vista… ha appena finito nell’ordine di svegliarsi con tutta calma, fare colazione coi cereali del figlio, il latte di soia e 3 cucchiai di nesquik (uno a crudo in bocca che sembra sia una esperienza divina), ha investito 35 minuti del suo tempo a postare su FB una “frase aforisma” sfigata (io so come funziona la concordanza di genere quello sopra è un cit.) e magari pure sbagliata ma che sta prendendo tanti mi piace da tante sue amiche che come lei si sono svegliate allo stesso orario e hanno fatto finora le stesse cose… ed ha appena dato appuntamento a due o tre dei mi piace al supermarket per la spesa… ignorando che esiste un sistema di messaggeria privata che non espone nessuna al rischio di essere seguita, pedinata… presa a randellate e colpi di “mazze e pietre” da chi detesta talune forme di idiozia. Poi la femminazza va in palestra. E si è dimenticata anche di aprire le finestre. E si è dimenticata di scostare le lenzuola. Si dimenticherà la spesa in macchina, con la scusa che tanto fa freddo e ignorando l’effetto serra tipico del lasciare al sole una cosa fatta anche e suprattutto di cristalli. Dalle premesse è abbastanza chiaro che la vita di quel poveraccio dell’M che se l’è presa… una così… è Triste!
Ma ancora una volta, siccome il porno è educazione alla realtà… una forma di educazione particolare ed all’incontrario ma sempre educazione è… non pensate che questo attrezzo femminile che dalle 10:30 anima i supermercati la dia in giro con la naturalezza che dieci anni di “My friend’s hot mom” vi hanno insegnato. Evitate di passare per degli stupratori seriali. Non provateci. Tanto è no!

Io a fare la spesa ci vado alle 8:30. Prima di prendere il caffè. In modalità orsa risvegliata dal letargo… non perchè si dica che mi sta capitando un “frankie goes wild”… solo perchè l’orsa sa da subito che ha da fare cose serie al risveglio… all’orso solitamente interessa solo fottere a quel biondoddio… e la cosa nel supermarket animato da vedove anziane, zitelle acide e femmine racchie potrebbe avere osceni e penali risvolti. Ci vado a quell’ora e non do confidenza a nessuno. Rispondo a monosillabi… accerchiato da M come me, tutti come me… che hanno capito che tanto, dalle 10:30 in poi, non aumenta mica la possibilità che tra gli scaffali si aggirino Tory Lane o Gianna Michaels. Ed ha un sapore di involontaria, romantica comicità, in questi casi, lo sguardo disilluso tra colleghi quando ti scappa la gentilezza alla vedova anziana che ti appella “bambino” in dialetto, come tua nonna fa ancora a dispetto dei tuoi quasi 40 anni… o quando, peggio, molto peggio, in coda al banco salumeria alla signora davanti le scende giù la calza elastica.

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Sì ma io oggi dovevo parlare di quel che mi succede fuori dal supermarket e dell’involontaria comicità di Izizi… perchè sono finito a parlare di vechie in calze elastiche, zozze in tuta ginnica e poveri maschi che guardano i porno della naughty america per convincersi che babbo natale esiste davvero?

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Biondoddio con quella che ci farei! Che poi è come dire, più o meno, le cinque donne della mia vita… tenendo ovviamente a debita distanza la mamma, la nonna e la zia! E pure il mio cane, che è femmina! (3/5 così spacchettato le idee si esauriscono meno velocemente…)

Deve esistere per forza il vostro “punto di riferimento verso il basso” quando parliamo di universo femminile.
Ognuno ne ha uno. Per cortesia, però, astraete da questo contesto qualsiasi considerazione di tipo estetico poichè proprio l’estetica è la via di misurazione meno oggettiva. Una cosa è bellissima per qualcuno ed orribile per qualcun’altro. Ci sono cose che ti fanno partorire la stronzata del “le ami o le odi” per non ammettere che non esiste un “bello” e d un “brutto” oggettivo. Ed il “gusto dell’orrido”? E la patofilia (intesa come parafilia sessuale che ti fa arrizzare le carni in presenza di “nani, gobbi o sciancati” che è la mitica cit. del mitico manuale Psychopathia Sexualis) dove la mettiamo?

Qui, però, nessuno sta mettendo innanzi le mani per alludere al fatto che :”Biondoddio cosa farei con quella” ed è un cesso clamoroso! Tutt’altro! La donna in questione è oggettivamente un gran bel pezzo di figliola. Perchè si ricorra alla metafora da macelleria per definire una bella ragazza io ancora tecnicamente non lo so… ma credo abbia molto a che fare, nel mio utilizzo, col fatto che poi la persona in questione ha una certa qualche passione per l’esibirsi come carnazza (cit.) sulla panca del macellaio (cfr The Butcher 2008 Brazzers)! Dicevamo non tratto di bellezza e non avrò che qualche accenno all’estetica della signorina in questione.
Posso comunque candidamente chiarire che quando vi ho chiesto di pensare al “punto di riferimento verso il basso” che avete fissato nel giudizio verso l’universo femminile, alludevo al modo in cui quel soggetto sta al Mondo ed al Mondo si relaziona.

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Ed in questo la signorina Lisa Piasecki, in arte Tory (con la Y biondoddio senò vi esce ‘na tipa diversa che si chiama Tori ma non Lane e con Lisa Piasecki non c’entra un cazzo!) Lane incarna decisamente l’ideale de: “La mamma della Merda”! In questo, Tory, non è seconda a nessuno! Tra le donne che conosco in ogni a(m)bito della vita… Lisa Piasecki è decisamente l’essere più immondamente volgare che io conosca.

Tory Lane di professione fa la pornostar e la regista porno (570 come attrice, 5 come regista… perchè nel mondo del porno dopo la gavetta fai la madame esattamente come nel mondo della prostituzione). E questo lo sapete tutti perchè io vorrei tanto Tory Lane come protagonista femminile di uno di quei romanzi fenomenali con incipit da paura che ogni tanto comincio a scrivere e non finisco mai. Quest’incipit l’avete letto, quindi sapete che vorrei scrivere una cosa che parli di Tory… o in cui Tory ci sia… e ci stia con tutto il suo essere “la mamma della merda”!

Tory è quella nelle foto di questa pagina… va solo aggiunto per un senso di proporzione ed un bisogno di ancorarci alle misurazioni ed alle proporzioni, che è alta 1,67 cm e pesa 54 kg ed ha una quinta di seno non chirurgicamente ritoccato (cfr. Wikipedia… purtroppo non l’ho misurata io!).

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Vi dico la verità… con Tory Lane vorrei farci pochissime cose, ma ben chiare!

Prima tra tutte, quella del romanzo. Perchè sogno di fare come Francesco Bianconi dei Baustelle – che stimo immensamente per le canzoni che scrive e compone coi Baustelle da ormai quasi quindici anni – che evidentemente per sublimare una bella cosa che gli era capitata una volta, ogni tanto o gli capita spesso, faceva incontrare il protagonista del suo libro “Il regno animale” con Francesco Bianconi  (proprio se stesso) nel cesso di un locale. Ed il protagonista del libro sentiva Bianconi chiuso nel gabinetto a fianco farsi fare un pompino dalla classica groupie di turno. E gli sentiva dire cose volgarissime che nessuno si aspetterebbe da Francesco Bianconi. Che, invece, probabilmente, le dice o le vuole dire… e quindi mette tutto in un romanzo per confessare. O per desiderare. O per sognarci su. Chissà! Forse un giorno trovo coraggio e glielo chiedo. Forse leggerà queste pagine – perchè ci seguiamo su FB – e mi vorrà rispondere…

Io non posso tecnicamente dire che “nessuno si aspetta che io dica o pensi o desideri certe cose”. Se parli di pornografia spesso, nella mente della gente con due G sei un maiale, non uno che ha scelto – ormai di tanto in tanto – un registro ed un argomento particolare. E da un maiale ti aspetteresti di tutto.
Anche che si porti in giro una pornostar. Una come Tory Lane, poi…
E poi lo dico perchè sogno che l’incipit di quel romanzo diventi un romanzo vero e proprio. In cui sublimare tutta un’altra serie di desideri reconditi ed inconfessabili alla maniera di Francesco Bianconi del Baustelle. Facendomi comparire nel romanzo… proprio “Me, Myself and I”… perchè magari quel romanzo è la storia della “riduzione cinematografica” di quel romanzo stesso. Un romanzo che, raccontandosi, racconta di come diventa un film. Un film con Tory Lane che di copione non vuol saperne niente… che “mi pagate per prendere cazzi!”. E poi, magari, quel romanzo che è il racconto di come esso stesso diventa un film, i diritti per la riduzione cinematografica li vende davvero. E sapete per quanto li venderei? Per essere io stesso l’Himself nei titoli di coda. Per recitare la mia parte, anche come un cane. Proprio come recita Tory Lane che è una attrice cagna!
Ed ovviamente farmi Tory Lane. Tutte le volte che nel romanzo c’è che mi faccio Tory Lane! Magari pure qualcuna di più, come gli attori seri che se devono girare una scena di sesso di nascosto dai partner vanno a farsi un week end da qualche parte e la provano, così, giusto per entrare in sintonia…

Il problema è che Tory Lane a casa dai tuoi a cena non la puoi portare. Anche se tuo padre e tua madre non avessero internet e tuo fratello o tua sorella non fossero in casa. No, Tory Lane è un giornaletto porno. Tory Lane è il pacchetto di sigarette o la stecca di fumo che avevi da adolescente quando fumavi di nascosto. Tory Lane ti piace da morire ma in casa non si fa vedere. La nascondi da qualche parte… non la lasci a nessuno, non la dai in custodia a nessuno… perchè come le sigarette, il fumo e i giornaletti, quando vai a riprenderla la trovi sgalcita, finita, usata. E poi perchè Tory Lane è un essere volgare già di per suo.
Bella secondo me è bella davvero… una che se la vede tua nonna che credo non sappia – fortunata lei, dico davvero – dell’esistenza di tutta questa roba, se la vedesse in una foto casta (difficilissima da reperire nel caso di Lisa Piasecki in arte Tory Lane) direbbe pure “Mamma mia che bello, come sono contenta… te la sei proprio trovata bellissima!”. Povera nonna. Beata ingenuità!

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Tory Lane è bella davvero, ma da una attrice settorialmente specializzata in una serie di generi interessanti per il fruitore medio di materiale pornografico come
– Anal
– Brutal
– Vulgar
– Deadly double
– Deepest Throat
– Raw che sta per crudo inteso proprio come carnazza
… mi dici che cazzo ti aspetti?

Tory ha vinto un sacco di premi nelle sue categorie. Quindi vuol dire che “recita” bene in campi come “accoppiamenti brutali”, “volgarità gratuite”, “situazioni crude”, “sesso scabroso”, “gola profondissima” (che è sicuramente peggio di Gola Profonda e quindi vai tu ad immaginare!).
Tory è una bestemmia vivente. Tory è una cosa che puzza e sa di viscido, di sudato, di saliva. Alla fine mi è piaciuta da subito perchè immediatamente sa di vero. Pure troppo.  Guardare un video di Tory Lane le prime volte è una vera e propria discesa all’inferno. Un inferno di Fuck non solo esibito, attivo e passivo, ma anche e soprattutto detto e proferito. Credo sia la sua “favourite word”. Però non è vero che come dicono i maligni non sa dire altro. Il problema è che quell’altro che dice è davvero non riproducibile qui. Meno male che a Tory ci sono arrivato che già scopavo da un pezzo ed avevo visto Angelica Bella e Rossana Doll e Jessica Rizzo che ste maialate così non le fanno… senò sai che pessimo mondo interiore rispetto al sesso?

Ed obiettivamente una che il successo lo ha fatto perchè con estrema naturalezza vive esperienze volgarissime con una grinta ed una carnalità – anche solo recitate – da far paura a chiunque… non ti puoi aspettare che usi il perpiacere ed il grazie. Non ti puoi aspettare che sorrida in modo educato e soprattutto pulito. Non puoi aspettarti che cammini senza essere volgare, che vesta in modo semplice, che guardi e si rivolga all’interlocutore durante una conversazione con uno sguardo diverso dalla mangiatrice di uomini che curiosamente non riesce a dir altro che qualcosa di sintetizzabile con estremo dono della riduzione in “scopami come se non ci fosse un domani” (che magari dicesse solo questo!) o “fottimi come un chipmunk” che, come espressione, mi ha rovinato lo splendido ricordo di cose come Cip e Ciop che era la favola per dormire che mia madre mi raccontava o Alvin che era il cartone che guardavo appena sveglio la domenica mattina su Bim Bum Bam…

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Portarsi Tory Lane – che esiste per davvero, non è una invenzione – a casa è un casino di proporzioni bibliche. Portarsi Tory Lane a casa e poi avere un rapporto sereno con i propri genitori è una cosa tipo aprire il Mar Rosso, farci passare tutto il popolo di Israele – che tecnicamente non è un condominio – portare roventi tavole della legge giù da un monte prima dell’avvento dell’amianto o dei guanti da forno, distruggere un tempio e rifarlo in tre giorni… tutto insieme.

Tocca aspettare che passi la precarietà e che tutti a trent’anni suonati posano andare a vivere da soli e andare a casa di mamma e papà solo la domenica… e tocca sentirli quando Tory non è in casa… che di sicuro da una stanza all’altra la senti che ti chiama e tua madre  poi chiede a tuo padre, una volta riattaccato: “Ma chi è la zaquara che vive con tuo figlio?” (dove zaquara è da intendere come traduzione in dialetto di donna ipercafona e disadattata).

Oggi non mi piacciono le cose difficili. A Tory Lane non farei un corso di galateo e di teatro, nè uno di dizione per sgrassare quell’insopportabile accento da zozzona del sud… No, lo ammetto, con Tory mi chiuderei giorni in una stanza di motel, di tanto in tanto. E come scrivono sulle recensioni delle puttane quelli che ci vanno: “Quel che è successo lo tengo solo per me perchè tra di noi c’è amore” (cit.)(e beato te!). Con Tory nel Motel… così… per il puro gusto di toccare il fondo davvero… ma toccarlo con stile con una che “biondoddio!”.
Ah, sì, ovviamente resta inteso che quel che farei più di tutto è comunque girare il film di quel romanzo che parla di come si mette quel romanzo stesso su un film. Ed io sono lo sceneggiatore del film… nel romanzo e nel film! Così quando il film – che spero possa essere solo un erotico così lo vede ed ammette di averlo visto più gente – esce, tutti lì che si danno di gomito quando passo dicendo: “Toh guarda, il Mortellaro (che è come mi chiama qualcuno ma questa è una storia a parte)… quello che è stato con quella zozzona della Tory Lane” (cit. coi nomi cambiati). E l’autostima ringrazia!

“Dailandog” è un romantico. Avrebbe trovato del romantico anche in Tory Lane. Io no… questa volta no.
Non è che ci si può innamorare ogni due minuti per davvero!
Non della figlia del demonio in persona!

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Per inciso e perchè sia chiaro… Tory Lane non è Nicole Minetti… secondo le malelingue esteticamente le somiglia… ma io no ho una mia opinione a riguardo!

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