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Del cazzinculo gravissimo di usare con la gente cui vuoi bene espressioni tipo “Non farmi questo!” o peggio “Perchè mi hai fatto questo?”… quando non sono consone!

Voi nemmeno avete idea di che casino inenarrabile combinate nella testa delle persone. Io a questa cosa ci ho pensato molto quando ho visto in TV lo scorso Natale “Natale in casa Cupiello” che è un’opera teatrale magistrale che dovrebbero trasmettere ogni giorno dell’anno, mica solo a Natale. Perchè non parla di Natale ma di famiglie. Perchè non para di presepi che non piacciono, parla di serenità familiari che non esisteranno mai. Perchè dio non esiste e quel presepe è solo una costruzione che non rappresenta niente. E le famiglie sono posti problematici… e come ho già detto non rompete il cazzo se pensate di avere una famiglia disfunzionale… le famiglie sono tutte psicotiche!

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Io non voglio perderci troppo tempo su questa cosa perchè un concetto deve essere chiaro. Nel rapporto tra persone esistono sgarbi, violenze e scortesie. Per dire… se uno mi pesta un piede o mi da un sonoro calcio in mezzo alle palle, io lo guardo e gli dico “Perchè mi hai fatto questo?”. Se uno mi strattona e minaccia di darmi un cazzotto sul muso, io ho tutto il diritto di guardarlo e dirgli: “No, ti prego – eventualmente se di solito usate l’espressione ti prego, se vi viene naturale – Non farmi questo!”. Ma a voi sembra normale che una madre, di fronte alla figlia che giustamente e santamente rotta di ovaie per un matrimonio che è stato combinato, per una convivenza forzata con un gran rompicoglioni, che protesta la sua voglia di fuggire via lontano con l’uomo che ama, beh vi sembra normale che una madre per farla ragionare o per provare a richiamarla ed incastrarla ai suoi doveri di figlia (prima, è evidente) e di moglie (dopo, è altrettanto evidente da quel che sto per dirvi) risolva tutto con un “Giuralo su di me, fallo per me! Non mi fare questo giura sulla testa mia che non lo fai!”.

Come quei genitori che vai male a scuola, non chiedi aiuto, magari nascondi i compiti e ti dicono: “Perchè mi hai fatto questo?”… ueh, Totò… guarda che il danno a non chiedere aiuto eventualmente io l’ho fatto a me… tu non c’entri un cazzo! Cioè… sia chiaro. Come pure… magari becchi tuo figlio a fumare e gli dici: “Giurami che smetti, lo devi fare per me!”. E’ evidente che se lo chiedi sei un coglione o uno stronzo in malafede. Più probabilmente una persona che ha ricevuto questa educazione e ripete pedissequamente quel modello. Sbagliato. Perchè se un figlio deve smettere… lo deve fare per sè. I polmoni sono i suoi, non quelli di qualcun’altro. Men che meno della madre o del padre. Smetti per me?! Ma sei stronzo! Tu devi dire a tuo figlio: “Smetti, che ti fa bene!”… non smetti per me. Perchè va bene tutto… ma poi nella testa di un ragazzino si creano delle confusioni incredibili. Come nella testa di Lina Sastri che è la figlia di Luca Cupiello nel dramma teatrale di cui sopra… che dice “Non posso vivere perchè l’ho giurato a mammà!”.

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Si tratta in estrema, estremissima sintesi, della più stupida e diffusa delle battute nel cinema Hollywoodiano. Quando un coprotagonista simpatico ed efficiente muore, di solito il protagonista mentre lo tiene abbracciato e lo consola e cerca di dargli conforto prima dell’arrivo della morte ed in attesa dei paramedici che in America saranno efficienti ma spesso sul più bello preferiscono ritardare perchè si dica questa battuta, il protagonista lo guarda e con volto davvero convinto gli dice: “Ti prego, non puoi farmi questo! Non farmi questo!”…
No dico sei stronzo veramente? Guarda che c’è un uomo che sta morendo… e se muore il cazzinculo se lo fa a manico d’ombrello, lo fa a se stesso… e gravissimo pure. Tu resti in vita stronzo d’un protagonista. Resti in vita e sei pure uno stronzo egoista se  in questo momento pensi a quel che ti farà quella morte… perchè t assicuro che crepare in un film è peggio!
Ecco perchè apprezzo Tarantino che nel suo “Le Iene” in una scena simile, fa dire ad Harvey Keitel “Si ok, ti tengo stretto… ma non chiedermi di farti una sega ok?” al tizio che sta morendo. Ecco perchè apprezzo i fratelli Cohen ne “Il grande Lebowsky”… “Donny tranquillo, stai andando benissimo, ecco così, i soccorsi sono già per strada… forza…” anche davanti all’amico morto.

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E tutto questo cazzinculogravissimo si chiama “Famiglia che costruisce i suoi rapporti sui sensi di colpa incrociati” ed in ultima estrema analisi “Famiglia che costruisce i sanissimi presupposti per l’autostima dei figli al minimo storico”. Non cominciate a sindacare… non è la mia famiglia. Ne ho parlato solo perchè una serie di stimoli televisivi mi ha convinto a spiegare in pillole ed in estrema sintesi questa cosa che appartiene tremendamente alla cultura meridionale. Anche come memorandum a farmi prendere a calci tra le palle qualora dovessi riprodurmi e dovessi utilizzare un registro del genere con mio figlio o mia figlia…

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Se la vita da single superseri e scrittori come primo mestiere – perchè di secondo siete birai e psicologi da bancone di birreria – vi arrapa vale la pena voi sappiate che…

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Vale la pena voi sappiate che io sulla carta d’identità alla voce professione non c’ho scritto un cazzo!
Vale la pena voi sappiate che io sulla carta d’identità alla voce professione ho fatto studi che comunque non mi avrebbero permesso di scrivere primariamente una professione riconosciuta… tipo che so… criminologo, perchè, sulla nave Costa Italia che voi chiamate ancora Nazione, la figura del criminologo è un doppiolavoro che serve a fare figo in televisione ma che non da pane se prima non ci scrivi le parole psichiatra/psicologo/supersbirro. Anzi, per essere precisi non che non da pane… non esiste proprio!

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Vale la pena voi sappiate che io sulla carta d’identità alla voce professione finirà che mi scriverò il doppio lavoro che ho, quindi birraio e ristoratore, perchè sulla nave Costa Italia che voi chiamate ancora Nazione, se non c’hai una professione che sia un minimo riconosciuta nell’album panini delle professioni rispettabili… la gente ti guarda dall’alto in basso e ti dice che sostanzialmente vali poco quanto un cazzo e due barattoli!

Vale la pena voi sappiate che avrei potuto benissimo scrivere sulla carta d’identità Docente Universitario l’anno prossimo al rinnovo del documento… ma non posso, diventerà inoccupato o ristoratore, e tutto questo si chiama Puglia Migliore, Future in Research e “Rock nelle periferie come strumento di contrasto alla criminalità organizzata” insegnato a Criminologia, settore Bioetica, come se fossimo che so io al DAMS di Bologna o a qualche altra scuola di balletto o di graffito(ciola/cazzo)sul muro e non per l’appunto a Criminologia settore Bioetica.

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Io non voglio, in merito, rivelare la preghiera che ogni notte prima di dormire rivolgo nel sonno a Gesummaria su una cosa che deve splendidamente capitare a quello che insegnerà “Rock nelle periferie come strumento di contrasto alla criminalità organizzata” perchè poi magari Gesummaria mi ascolta e finisce che la magistratura italiana, che si mette i crocifissi nelle aule ma crede davvero poco al potere taumaturgico in senso lato delle Teogonie, invece di dire: “Le sue preghiere sono state esaudite” (non esaurite come scrivono le troie sugli annunci, che esauRiranno tutte le tue fantasie… e non si riferiscono a svuotare il serbatoio delle tue fantasie, semplicemente fanno un errore)… invece di dire “Le sue preghiere sono state esaudite” dicono: “Questo è il mandante di una cosa che sembra essere un cazzinculogravissimo!”.
Solo per questo non vi dico cosa chiedo ogni notte a Gesummaria. Però sappiate che Gesummaria esiste! Ed è grande proprio come il signor Mr. Cristo o Monsieur Allah o qualche altro grande di quella enorme stronzata che si chiama: religioni riconosciute.

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Vale la pena che voi sappiate che di fronte a queste cose, però, spunta anche il mio animo operoso di buon uomo che in terra si zappa la riconoscenza “divina” con tutta una serie di espedienti che si chiamano “darsi da fare con quello che ti piace fare finchè non sarai messo in condizione di fare quel che ti piace in senso istituzionale!”… ed è per questo che dopo questo post di Lunedì… che serve a cominciare bene la giornata e la settimana… anche se è scritto un bel po’ prima… si comincia a scrivere le cose serie di cui io qui vi parlo per aumentare la vostra curiosità in vista della fine della scrittura, del periodo successivo di editing e soprattutto della ricerca (che sarà breve e facile) di un editore che stampi e distribuisca il mio libro per lettori adoranti e divoratori e per Mollica che scriverà che è “Bellissimo, magniloquente, definitivo” e per una volta avrà ragione.

Nel frattempo qualche coordinata sul vivere da soli come scrittori in attesa di riaprire il pub primaverestivo che possedete e nel quale lavorate come un dipendente qualsiasi…
Vi conviene sapere che:
Non è vero ciò che si dice sull’insalata in busta… nel senso che si tratta di un prodotto ormai standardizzato, valido dal punto di vista dei valori nutrizionali, sicuro dal punto di vista igienico-sanitario, capace di farvi tagliare tempi morti quali pulire l’insalata, lavarla, sistemarla: apri, sistemi, condisci, lasci riposare 3/5 minuti, mangi. E si conserva pure bene se non siete single sciattoni che prendono le cose e senza rimbustarle e senza usare le mollette per tenere chiuse le bustine le infilate in frigo. Tecnicamente non è nemmeno vero che il palinsesto Sky Cinema vi salvi la vita ogni sera. Per dire… togliete immediatamente l’osceno pacchetto… presto o tardi (in realtà spesso prestissimo) tutti i film proiettati sul palinsesto Cinema finiscono nell’album panini dei film on demand… e quindi te li guardi come quando e dove vuoi tu, in casa… basta spostare il televisore e puoi vederli pure sul cesso. Sempre rimanendo in tema cinema… ad un rapido sguardo il pacchetto zozzolercio di sky è utile quanto un cacciavite a stella sbrecciato: c’è tutto quello che troveresti mediamente su Xvideos solo che costa dieci euro a film… inconsistente e truffaldino. Alla stessa maniera, attenzione a farvi fregare dal NON avere un pacchetto calcio e acquistare solo gli eventi che volete voi… finireste in bancarotta dopo tre giornate di campionato. Passate fiduciosi all’attivazione del pacchetto suddetto: vi costa al mese quel che vi costerebbero due partite al giorno… anzi meno. E questo tecnicamente si chiama terrorismo commerciale!

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Infine ricordate poche semplici regole del vivere felice: se avete da leggere e volete leggere, ciondolare davanti ad una serie televisiva con la scusa che on demand è gratis, vi allontanerà sempre e comunque ogni giorno di più dalla parola fine del libro dandovi l’illusione di avvicinarvi alla parola fine della serie televisiva. Guardatevi le serie… io non sono il tipo che dice che sono il Male… però andate a letto mezz’ora prima di quel che il vostro fisico vi dice: ne guadagnerete in lettura. Tanto la serie sta lì, non si muove!

Ancora… Non crediate di poter vivere sereni di fronte al monitor di un computer ad ammazzarvi di porno e simili… Non è assolutamente vero che si diventa ciechi ma è altrettanto vero che poi, se non li guardate con distacco e piglio sociologico… finisce che tutto quel movimento viene a noia al vostro amico… e però dopo a piangere siete voi.

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Cosa altrettanto importante, anzi massimamente importante: di sicuro siete persone con una vita sociale almeno lievemente superiore a quella di un asparago… evitate posti tipo “Chatroulette” e “Ciaoamigos” o simili… come più volte vi ho spiegato riguardo alla chat, il numero oscuro degli uomini con nick da donna disperati, bisognosi di sega, pronti ad irretire giovani single nel pieno delle loro tempeste ormonali subissandoli di foto della propria povera inconsapevole consorte o di troiacce che mettono gli annunci in internet sui siti delle zoccole è altissimo. Poi loro vi contattano, vi dicono questo e quello, vi dicono che sono di vicino casa tua, vi dicono che vogliono incontrarvi per ciulare quando il marito non c’è (dipingendo la moglie, visto che di lei parlano fingendosi lei, come una bestia di satana inferocita e desiderosa solo di “sentirsi una vacca”)… vi chiedono di farglielo vedere, vi lodano l’attrezzatura per un dieci minuti dicendovi che peccato che non ho cam senò ti facevo vedere quanto sono fradicia… (e non ti spieghi ancora perchè pensavi di avercelo piccolo), poi vi fanno toccare e fare tutte quelle cose che solitamente si fanno da soli mentre si guarda che so io xvideos o se siete dementi un sito a pagamento o peggio la paytv zozzalercia di sky… e dopo vi lasciano con la tastiera del pc inutilizzabile e lercia, madidi e sudati, con gli occhi iniettati di sangue che se ci fosse tua madre penserebbe che ti sei fatto dodici canne con quella merda di agente segreto CIA di Bob Nesta Marley… e loro passano oltre… voi rimanete mezz’ora a chiedere al nulla quando vi vedrete per fare quella fantasmagorica ciulata che avreste fatto quando il marito non c’è. Prima che lo pensiate: la mia tastiera è linda, io non sono un coglione ma uno che queste cose le studia, io di solito non mi esibisco a cazzarmato di fronte ad una webcam!

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Le Iene – se fossero persone serie – e non io dovrebbero fare servizi su questa piaga sociale… visto e considerato che se fate cose del genere siete più sprovveduti di un bambino che finisce nelle mani di un pedofilo… e vi assicuro che statisticamente la rilevanza del dato per cui un maschio sotto i 40 anni finisca irretito in situazioni del genere è molto molto più alta di quella di un bambino. Se non altro perchè il maschio sotto i trenta, pure trentacinque, facciamo quaranta, single… spesso, se non ascolta i miei consigli e non li capisce bene… è esposto a rischi da stimolo sessuale molto di più di un bambino… alla mercè di qualsiasi malintenzionato.

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Se Nadia Toffa e Piff non fossero le persone odiose che io so che sono… avrebbero fato un servizio del genere. Meno male, stronzi merdoni, che ci sono io…

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