Archivi tag: Libri

This war of mine – 3/5

Questo è “This war of mine”, set scattato a Modugno il 22 dicembre 2015 nel magazzino abbandonato di Aiazzone. Vi suggerisco di ascoltare mentre guardate le fotografie la cover fatta dagli Alchera di “Canzone dell’amore perduto”… credo sia un cadaunato sottofondo idoneo (cit.)
La trovate qui:

The veins

Sotto i controsoffitti dei grandi edifici corrono sistemi di areazione fatti così. Ricordano coi cavi elettrici e tutto il resto delle vene e dei nrvi. Quando tagli via le vene dei polsi, le tendi.. e queste non ritornano a posto senza la pressione del sangue. Restano lì afflosciate.

Abbiamo già bruciato i libri una volta...

Ci pensiamo sempre a quanto drammatico sia il rogo dei libri. Lo abbiamo visto una volta, ed unavolta in più l’abbiamo sperimentato. Sempre durante le guerre. E’ un momento atroce, quello in cui i libri vanno in fumo. Eppure, sepsso non pensiamo a quanto sopravvivere al freddo possa portarci a compiere azioni assolutamente inconcepibili. Bruciate i miei, se vi serve a non morire di freddo!

Huston, we've got a problem...

C’era Iolanda che si guardava intorno, c’ero io che scattavo. Sembrava una piccola astronauta o una rovistatrice in tempi di guerra, abbandono e desolazione. Mi sembrava stesse per dirmi: “Qui non c’è niente che serva!”… ed ho scattato… e questa foto si chiama Huston, we’ve got a problem! Perchè la desolazione e l’abbandono sono sempre un problema, serio!

Contrassegnato da tag , , , , , , , , , , , , ,

Allora due o tre cose veloci su questa aria di festa e sui regali e sul resto…

L’espressione gergale che meglio si sposa col mood del momento è: “Ah ma quindi non è tutto ‘sto dramma!”. Piccolo riepilogo dei giorni a NON venire. Io sono uno completo e concreto. Quindi non esiste fare tipo viaggi a rate presso grandi spacciatori di stronzate da impacchettare e regalare a qualcuno per fingersi re mago (Il singolare di Magi è MAGO non magio) in anticipo. Una spedizione singola, stile “Titina, Titina!” ne “La tenda rossa” e basta.

Quindi un salto nel negozio di frociate varie che voi sapete, uno in uno di questi enormi spacci di cose elettroniche ma ormai anche di libri di carta e film su dischi. Uno, velocissimo, in profumeria.

orsetto-abruzzo.jpg

Cazzo solo adesso mi rendo conto di aver dimenticato qualcosa… lapsus freudiano o reale dimenticanza? La persona in questione merita o non merita? Non lo so… riflettere nelle prossime ore che mi separano dalla redazione di questo post alla sua effettiva pubblicazione (e come sapete potrebbero passare giorni interi!).

Io mi stavo cagando sotto er questa cosa del Natale che arrivava e dei pensierini e dei regalini e dei regaloni. Perchè, mi rendo conto, negli ultimi VENTI e dico VENTI anni… un Natale non era trascorso senza avere accanto una persona cui fare un regalo. C’è gente preoccupata attorno a me. Gente che legge questa situazione come un presagiuo di grandi sventure alla Pavese: “Perdono tutti ed a tutti chiedo perdono! Va bene? Non fate pettegolezzi Cesare Pavese”. Col cazzo! Ma sarà bello far prendere paura a qualcuno postando qua e là pezzetti di quella frase. Il mio solito humor nero del cazzo!
Io mi stavo cagando sotto di questa cosa soprattutto perchè prendi, entri nei negozi che frequentavi e ti accorgi di non avere esattamente una cosa vera da comprare… una persona vera a cui fare un regalo grosso. Leggi meglio la situazione e ti accorgi che una persona c’è, in carne ed ossa… non quegli amici immaginari a cui comprare regali che poi sono regali per te… e immaginarie sono le amiche per quell’osceno e famoso concetto di comodità qui su espresso. E quindi il presagio di entrare nel negozio ed essere subito identificato come lo sfigomerdone che “right here right now”(cit. Chemical Brothers) finisce sodomizzato senza la proverbiale vasella e fa quella faccia drammaticamente dilaniata dai petardi e dagli sforzi e dai dolori… quel presagio non si avvera. Bugia. Non hai quella faccia. In realtà vaghi tra gli scaffali non indeciso su cosa prendere ma sulla taglia da prendere. E chiedi consiglio ad una persona – via cellulare. Una persona con cui fino a quel momento non hai scmabiato un messaggio in croce. E speri sia discreta… E ti scopri divertito. E ti scopri rivissuto. E ti scopri rivivente. E vaffanculo al secchio!
E l’unico problema di tutta questa vicenda  decidere se comunque nella storia tutto si è sistemato e nel raggio di una spanna dal tuo orifizio primario e comunista non c’è nessuno… o, peggio, molto peggio… se qualcuno c’è ma la tua espressione non è delle peggiori, del tipo “Interessante ‘sta storia!”. Pretenderei per la prima ipotesi. Spero!

foca_monaca.jpg

In quel momento non sai come andrà a finire. In quel momento non sai niente… ma fuck you all… vivi attimo per attimo e quell’attimo è divertente. Grazie!

Quindi, no, l’operazione è andata bene, sebbene resti il titolo di questo blog, quindi, no, non va tutto bene(!) a ricordarmi che, effettivamente, c’è ancora un bel po’ da fare perchè le cose vadano davvero bene!

volpe-4.jpg

Miseriaccia di quella mamma di Biondoddio… sono due i pensierini che ho dimenticato di fare! Non uno, due! Urge organizzare una veloce sortita. Fortuna so più o meno che cazzo comprare! Ritornerò! Un bel dì saprete!

Contrassegnato da tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

C’è una pianta strana a casa…

… E si chiama la piantina dei libri mai terminati. È una piantina a fusto basso e tozzo, cioè tipo un ulivo… Ma dimensione bonsai. E non perché io sia nipponofilo- che poi non so nemmeno se si scriva così. Ma perché alla fine l’ulivo è una pianta resistentissima dura aspra e testarda. Però deve essere anche una pianta capace di stare in una casa, una casetta piccola anche… Una di quelle da abitare da soli. E questa pianta da frutti strani, quelli dei libri mai finiti. Quelli dei libri regalati da qualcuno, letti per gran parte e poi abbandonati. Magari alle ultime pagine. Per pigrizia. Per caso. Oppure per testarda scelta. Questo alberello di solito si cura in coppia… Nel senso che uno lo annaffia e l’altro raccoglie i frutti prima di finire la lettura del libro. Perché come frutti i libri crescono ad ogni pagina letta. E perché la pianta cresce grazie a chi l’annaffia.
Di solito le piante si annaffiano in coppia… Cioè tipo Cara hai dato l’acqua alla pianta?
Invece no questa la si annaffia da soli, così all’altro resta incombenza soltanto di non leggere il libro fino in fondo.

IMG_7372
Si può coltivare una pianta che ha bisogno di due persone da soli? Si può coltivare qualcosa x due in solitudine? Si può fare che uno prende e dice Tranquilli tutti la curo io e la curo per me e per te questa cosa? Si può dire Terrò questo alberello vivo e bello e sarà per me (che) e/è anche per te sta cosa? Boh! Intanto vi volevo parlare di questa piantina curiosa che mi sono trovato in casa… Poi davvero boh!

IMG_7373

Contrassegnato da tag , , , , , , , , ,

I libri non sono complementi d’arredamento. Soprattutto i miei!

C’è una verità ineluttabile: ci siamo disabituati al rapporto con la pagina di carta. Ci avevano illuso che sta Rete avrebbe semplicemente messo in contatto esperienze, pensieri, saperi. No… ha fatto qualcosa di molto più subdolo e le menate di Adam Kadmon non c’entrano. Ci ha disabituati ad una serie di cose. Per esempio ci ha disabituati al rapporto continuo e costante con i supporti materiali, analogici. Ci ha disabituati a toccare. Secondo uno studio recente – le fonti zappatevele – perderemo il tatto nei prossimi cento anni, visto e considerato che la tecnologia proverà a trascrivere quel che diciamo ed a trasmetterci odori. Non è Dick, baby… Philip K. Dick non c’entra.
Nel frattempo, la nostra grafia si è imbruttita, abbiamo perso la costumanza col foglio e la penna… abbiamo definitivamente smesso di leggere. Il Nulla di Atreiu e de La Storia Infinita ha vinto.

Dico questo in premessa perchè come al solito vivo in maniera assolutizzante – da perfetto egocentrico – tutte le mie piccole e risibili sciagure quotidiane trasformandole in verità assolute.

Lo sapete tutti: ho studiato 17 anni della mia vita per poter continuare a studiare, come professione… con buona pace di alcuni amici che sostengono che il mio sia un lavoro di quelli inventati per i comunisti per non farli sudare e zappare e per far loro guadagnare un sacco di soldi (cit. Vito). Ho dato 17 anni della mia vita alla ricerca. Sfruttando, non mi vergogno a dirlo, un dono: quello di saper mettere in parole, belle, quel che penso e quel che voglio raccontare.
Non è stato possibile arrivare al traguardo perchè, guardacaso, di mezzo ci si sono messi i post-pseudo-comunisti italiani coi loro tarocchi e le loro pastette – fidatevi di me questa non è una verità assolutizzata, questo è Il Verbo!

Siccome avevo già pubblicato una serie di racconti in giro per concorsi – alcuni dei quali sono su antologie con lo pseudonimo Aleks Kuntz… anche in questo caso ve li cercate da soli perchè ci sono quasi tutti tranne quello che ha avuto la menzione di onore al Lovecraft del 2004… quello ve lo posso spedire se interessati via posta in formato word! – siccome avevo già pubblicato un libro con il mio nome e cognome – mettete lo spazio nel posto giusto e saprete come mi chiamo – siccome un blog su splinder ce l’avevo avuto anche con discreto successo, siccome avevo un sacco di materiale pronto per la pubblicazione… tutti gli amici: “Cazzo aspetti? Pubblica!”.

Pubblicato – e domani per esempio presento a Bari un mio lavoro, un saggio nato da una indagine criminologica condotta in undercovering (sono addestrato anche a questo) in un quartiere a rischio a Bari – e come al solito, se non pubblichi per Mondadori o Einaudi o simili, ho contribuito alle spese di pubblicazione ricevendone copie omaggio.

Mi ha fatto immensamente piacere condividere con tutte le persone più care, vicine e lontane, questo bel momento… regalando loro una benedetta copia omaggio.

Preciso quanto segue: noi scrittori non proprio affermati siamo affetti da una rara patologia: viviamo le nostre pubblicazioni come fossero protesi del nostro stesso pene. Ogni libro contribuisce a quello che nelle pubblicità ingannevoli sui siti porno è definito “procedura per l’enlargeamento del proprio pene”. Sostanzialmente ogni libro ce lo fa sentire più lungo di 2/3 cm e più spesso di un mezzo centimetro buono. E finchè non sei proprio affermato sei come quegli adolescenti che se lo scoprono misteriosamente un pochino più lungo ogni giorno ed hai tutta la smania di correre dagli amici a farglielo vedere. Regalandogli una copia omaggio. Sei uno scrittore arrivato quando questa cosa non la fai più perchè SAI PERFETTAMENTE CHE CE L’HAI COSI’ GROSSO CHE SARANNO GLI ALGTRI A CHIEDERTI DI OMAGGIARLI CON UNA COPIA, venendo a chiederti implicitamente: “Me lo fai vedere?”.

Featured image

Sapete cosa mi fa tremendamente incazzare e deprimere?
Non che il buon 75% dei miei libri giacciano invenduti nelle librerie: con la crisi del supporto cartaceo ci sta!   Non che tutta una serie di stronzi post-proto-paleo comunisti al potere si riempiano la bocca di “periferie” (sotto elezioni… perchè non sono tutti uguali, sono tutti stronzi e c’è una sottile differenza che vi trovate da soli) abbiano ricevuto il libro e non abbiano voluto presentarlo!

Mi da profondamente al cazzo che almeno due di questi libri ci siano una quindicina di persone che li hanno ricevuti, hanno preteso la dedica … e non li hanno nemmeno aperti! Questo mi fa incazzare, sì… e di brutto.
Perchè i libri in genere non sono complementi d’arredamento… men che meno i miei! Esistono ditte specializzate che forniscono scaffalature finte già dotate di libri, se volete fare i fighi! Sono pieni gli studi medici, quelli forensi e quelli notarili, brutti coglioni che entrate e vi magnificate di quelle librerie sempre così ordinate e cromaticamente impeccabili. Stronzi le librerie devono puzzare di polvere. Stronzi le librerie devono essere una babele cromatica. Un libro non è bello, coglioni, un libro racconta, parla, dice… Stronzi!
Perchè i Miei libri che Vi ho regalato… se in generale con gli altri servono a farmelo sentire un pochino, un tantinello più grosso e piacioso, nelle vostre mani diventavano un gesto di sommo affetto nei vostri riguardi – avevate voi per primi così tanto insistito perchè pubblicassi, volevo dividere con voi prima che con tutto il resto quella gioia. E quando uno ti abbraccia, con tutto l’affetto che conosce, ricambiare come pezzi di legno fermi lì è da stronzi o da stronze frigide (il peggio dell’umanità!).
Perchè i miei libri sono l’enlargeamento del Mio Pene… non del vostro. Nè l’imenoplastica che vi fareste! Chi scrive si può pavoneggiare col pacco in vista in giro per il mondo. Il vostro amico scrittore non è tecnicamente il pisello che voi potete esibire… men che meno se non sapete neppure che cazzo ha scritto.

Lo so, ho assolutizzato una faccenda privata… ma vi assicuro che è il Verbo!
Come vi giuro che esiste solo una Puglia Peggiore!
Come vi prometto che – a meno di pubblicare per Stile Libero o per Mondadori – invece che girare a pensare di farmelo venire grosso regalando copie agli stronzi che mi hanno invogliato a pubblicare, a richiesta della copia omaggio autografata risponderò: “Aspetta, finisci prima gli altri… non vorrei ingolfarti con tutte ste cose da leggere!”.
Anche perchè poi, avercelo come la proboscite di un elefante e non riuscire a farlo funzionare perchè poi nessuno gli garantisce attributi di stima, forse, è anche più deprimente!

Featured image

(dell’enlargeamento del proprio pene come dello splendido capolavoro intitolato Heysel ’85 -sic!- ho deciso che parlerò domani)

Contrassegnato da tag , , , , , , , , , , , , ,