Archivi tag: Libro

Signori e Signore…

Tedio domenicale proprio no!

Oggi, quasi senza alcuna ucronia, in attesa della partita col Palermo della beneamata Inter, lavorerò quasi tutto il giorno al “puntino” per il mio primo libro autopubblicato su Amazon, ovvero “Controllo Remoto” primo passo della saga “Oltre il Velo”, che esce domani sette marzo. Si esce domani… c’è da ricontrollare tutto: sinossi, campi di vendita, offerta e simili… rivedere la copertina riguardare gli ultimi dettagli. Ci siamo… non ci sto più nella pelle…

Preview 2Controllo Remoto

Correte qui dopo le 15:30, sul sito di Karashò – Autori artigiani per una entusiasmante anteprima… ohi… segnatevi l’orario che essere i primi è sempre bello!

Contrassegnato da tag , , , , , , , ,

I Trailer 0.1 di Radio Quindinononvatuttobene

Cominciamo con questo film, che m i appassionò… lo vidi in cassetta, tra quelli che l’Unità regalava come “Grandi classici del cinema americano”. E’ un film facile facile lo chiameresti “di cassetta”… ma è così dolce, delicato e struggente… che ai dodici anni di mio figlio, in VHS, glielo regalerei. Vabè, pure in DVD o in quel che sarà.
Prima però si legge il libro!

Per un po’ di post mi perdonerete se vi ricordo di visitare anche il nuovo blog della Karashò e seguirlo!

Stand By Me – Ricordi di una estate (trailer recut)

Contrassegnato da tag , , , , , , , , , , , , ,

Il triangolo è completo…

Si completa con la figura sulla spalla destra la carrellata sul tittico del tatuaggio o tattoo che ho fatto sulla schiena. Il rovesciamento del simbolo triangolare è un riferimento jungiano non tanto alla dualità dell’animo umano quanto e più precisamente alla Grande Madre, colei che da la vita come Demetra e Iside simboleggiando fertilità e rinascita… a destra, oppure la distrugge e la smembra come Ecate, Persefone e le Erinni… a sinistra. Il vertice basso di questo triangolo, coincidente con il coccige, è il crogiuolo in cui tutto decanta e viene a trattenersi e ridigestarsi… ma sostanzialmente ponendo le Erinni a sinistra e Demetra a destra, corrisponde a Sofia, ala purezza del rapporto con il femminino universale. In un amore che, proprio perchè interspecifico, non si sublima nel gesto più istintivo della passione, bensì in quello più ragionato della cura e del dono per il dono. Ecco perchè il vertice basso vede Maggie. Ecco perchè il vertice sinistro vede l’affetto carnale e spirituale passato.

12305871_10207679554177416_1712660914_n

A destra un orso molto stilizzato. Richiamo della civiltà russa. Come omaggio al tratto siberiano scelto. Nella tradizione Russa la Madre stessa è dipinta sempre come un’orsa. In una società rurale e boschiva come quella siberiana, il lupo e la lupa hanno significati profondamente distruttivi e negativi, mentre la cura, l’affetto e l’amore materno sono simboleggiati dalla forza distruttrice dell’orsa. Proprio come l’Orsa, la madre difende i propri cuccioli, bada alla cura del branco, protegge dal Male.
Benedice, con la zampa sinistra che si alza nel simbolo del tre, come da buona tradizione iconografica ortodossa. Resta ferma in primo piano retta, come da tradizione bizantina, non proprio frontale, senza mai volgere le spalle. Guarda verso destra non solo per una questione di equilibrio dell’immagine e di simmetria ma anche e soprattutto perchè continua a distendere in modo discreto la propria protezione. 12277262_10207679553857408_1675583107_n

All’Orsa non è richiesta alcuna benedizione sulla vita e sulle passioni. L’Orsa semplicemente, attraverso l’uso di alcuni oggetti dal carattere simbolico e quindi magico, protegge il passato e la formazione del cucciolo senza che mai sia possibile intaccare gli affetti passati e presenti, familiari, quelli che hanno portato il cucciolo ad essere l’uomo che è. E quindi ci sono le gru dell’edilizia, di chi ha insegnato me si costruiscono i sogni ed i percorsi… di chi ha insegnato che esiste sempre un modo per lasciare un segno, una traccia concreta di se stessi, i libri e i calamai di chi ha trasmesso l’arte e la passione per lo scrivere prima ed il raccontare dopo, il computer, un Apple II, per la ordinata caparbietà di chi ha fatto amare uno strumento ormai irrinunciabile, trasmettendo un metodo ed un amore per la curiosità, sempre… e la cura ostinata e caparbia di chi ha sempre preteso di proteggere, dal sole e dalla pioggia, spesso anche senza più vedere e snza più poter camminare, continuando a piantare un ombrellone non solo su una spiaggia.

12282946_10207679553577401_81977716_n

Questa figura ha una serratura sull’occhio destro, l’occhio della ragione. Anche questo è un significato misterioso… che non voglio svelare e so capirete che è importante custodire gelosamente quello che c’è dietro le serrature. Sono lì a posta. Ma ho sentito il bisogno di parlare di ogni serratura perchè, per quanto stronzomerdoni voi siate, non siete gente stupida… e le avreste notate… e mi sarebbe dispiaciuto dirvi: “Questo, solo questo, sono cazzi miei!” 😛

12282752_10207679553497399_730333834_n

Adesso e davvero ci fermiamo. Ho in mente un lavoro bellissimo… ma non è il momento. E non so se quel momento arriverà, davvero.

Contrassegnato da tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Guide per neo-single: Dieci fondamentali con cui una femmina non deve essere consegnata al tuo domicilio. Se proprio non se ne può fare a meno… accertati che le porti via!

Inauguriamo oggi una rubrica a cadenza periodica in cui forniremo validi consigli ed assistenza… a mo’ di liste (finalmente) ai neo-single che affrontano il delicato periodo di trapasso dall’espressione “Tra noi è finita!” alla constatazione “Finalmente!” o “Ed era pure ora”… a seconda del vostro gradimento.

Iniziamo dai dieci oggetti che una femmina che vedrete consegnarsi al vostro domicilio non deve nella maniera più assoluta “dimenticare” a casa vostra. Perchè lo sappiamo tutti che un neo-single quando riparte dall’ABC non fa altro che ripartire dallo scorrere la personalissima rubrica dei contatti femminili. E, per carità, niente di male. L’importante è che certe cose non succedano… che certi oggetti non restino a casa vostra oltre il tempo di permanenza della femmina proprietaria. Perchè quegli oggetti fanno e dicono molto di più, di quello che voi potete anche solo lontanamente immaginare.

1 – Lo spazzolino da denti. Una femmina consegnata al tuo domicilio con uno spazzolino da denti indica una subdola propensione alla occupazione dei territori nemici in pianta stabile. L’igiene è spesso requisito fondamentale nei rapporti umani, ma sincerati sempre che, dopo i pasti o i giochi di società a due, la femmina consegnata abbia premura di asciugare il suo spazzolino e riporlo nella borsetta da dove l’aveva estratto.

5bf1f-spazzolino_denti

2 – Ciabattine da casa. Ti diranno che non sopportano nella maniera più assoluta la fastidiosissima sensazione del pavimento freddo mentre percorrono il brevissimo cammino che separa la tua camera da letto dal tuo bagno. Non crederci: è una scusa! Precisa subito, prima che lei venga consegnata, che la tua scarpiera è dotata anche di caldissime ciabatte in pile come nuove di taglia abbondante che tu non usi più e le potranno essere concesse in comodato d’uso gratuito per il tempo di permanenza e per gli usi concentiti.

14-2

3 – L’ultimo fantastico libro che hanno iniziato a leggere. Il più pericoloso degli oggetti con cui una donna possa essere consegnata. Il libro è un piacere di lunghissimo corso. La femmina utilizzerà quell’oggetto con finalità di rassicurazione, per sottointendere che può tranquillamente occupare i tuoi personalissimi ed irrinunciabili spazi di autonomia domestica con “le sue passioni”. Non è vero… sappilo! Sta solo cercando il momento opportuno per “dimenticarlo” a casa tua e costruirsi una facile scusa per nuove incursioni quando meno te l’aspetti… solitamente quando meno la vorresti tra i piedi. Ricordati sempre di controllare che lo abbia rimesso in borsa prima di inforcare la porta.

libro-di-fabio-volo

4 – Vestaglia da camera o maxipull o tutone da casa. Non stupirti mai di cosa possa uscire dalla borsa di una femmina consegnata al tuo domicilio. Ricordi Mary Poppins? Appunto! I grandi centri commerciali hanno spesso negozi creati dal complotto femminilmassonico per la vendita di oggetti simili. I modelli attualmente commercializzati soddisfano l’occhio e la libido di una vasta serie di neo-single in circolazione. Fidati, anche un tutone da casa può apparirti la più seducente delle oasi nel deserto. Se quell’oggetto o uno simile dovesse finire per essere “lasciato” nel tuo armadio, sappi che la tua vita è segnata. Lei non ha intenzione di andare via di lì. In men che non si dica, sexissima in quel tutone, mentre guardi la partita della tua squadra del cuore, ti dirà serafica: “Caro, il camion del trasloco arriva domattina alle 7:30…”.

intimissimi-31

5 – Confezione di assorbenti o salvaslip. Questo oggetto è un altro must delle borse con cui le femmine vengono solitamente consegnate al tuo domicilio. Abbi cura che, dopo l’eventuale uso, lei riprenda la confezione. Il costo di questi oggetti è relativamente esiguo e non vengono seminati per garantirsi un pronto ritorno. Quasi sempre l’utilizzo di attrezzi del genere è quello di marcare il territorio e scoraggiare future concorrenti. Anhe perchè, diciamolo, è un po’ complicato motivarner la sua presenza con la prossima consegnata al tuo domicilio. Ricorda che solitamente le femmine sono molto particolarsite e quindi non potrai sperare di riciclare l’oggetto per future consegne. Gettalo senza timore nell’immondizia e… consiglio fondamentale per tutti… disfarsi subito dell’intera pattumiera. Le femmine tendono ad essere molto attente quando si muovono nelle case altrui… anche con i rifiuti prodotti.

ninfea_anatomico

6 – Intimo supersexy. Questo oggetto viene solitamente portato dalla femmina consegnata al tuo domicilio con la scusa “Volevo farmi bella per noi”. La femmina che lo utilizza ha manie distruttive di tipo retroattivo. In buona sostanza calcerà il perizoma sotto il letto o sotto la poltrona nel buio della stanza per avere la scusa di averlo dimenticato lì. Peggio ancora te lo lascerà nel letto, tra le lenzuola, lì dove nelle ore o nei giorni immediatamente successivi, difficilmente – pensa – un uomo andrebbe a guardare. Quella che ha lasciato lì è una pericolosissima bomba ad orologeria pronta ad esplodere rovinandoti spesso sul più bello la successiva consegna. Abbi cura di controllare sempre che abbia recuperato tutto il suo intimo. Se lei dovesse proprio insistere per lasciarlo da te, facendo leva sulla tua innegabile voglia di iniziare una “collezione privata”… non fare la figura della mammoletta, fingi enorme apprezamento e riponilo con cura infondo ad un vecchio borsone da palestra sull’ammezzato.

perizoma

7 – Libro di cucina. Spesso le femmine hanno la tendenza a “dimenticare” o, peggio, adottare espressioni come il “te lo presto” per indurti a “migliorare nella tua passione” e invitarti a valorizzare quella parte di te che usi solitamente nel mood “un milione di posti di lavoro” quando fai campagna elettorale, ossia la tua dote culinaria. Gesto davvero parlante. Come dirti: “Lo so che posti piatti di cucina per acchiappare e adesso che tu sai che io so… smettila!”. Inoltre, la femmina in questione sta soltanto creando, subdolamente, nella tua mente i presupposti per una nuova cena ed un pronto ritorno nella tua vita. Tu, semplicemente, sappilo e adotta le giuste contromisure. Non hai bisogno del suo libro di cucina. Non dipendi da lei e dai suoi consigli. Sei già bravo di tuo… anche a trovare ricette nuove!

-1

8 – Occhiali da sole. Spesso – purtroppo – graduati e costosissimi. Non puoi buttarli nel rusco. Non puoi riutilizzarli tu. Non puoi regalarli a meno di una attenta e meticolosa ricerca della femmina nuova cui sbolognarli. Ricerca che, tra astigmatismo, ipermetropia, miopia e i benedetti 10/10 in su e in giù, rischia di rivelarsi erculea, come fatica. Controlla bene in tutta la casa prima che lei vada via… “Aspetta perchè mi ricordo che avevi lasciato gli occhiali graduati”… ed insisti molto sul graduati. Solitamente li hanno lasciati mimetizzati lì dove non te lo aspetteresti mai e lì dove non guarderesti mai. Sii certosino. Spesso sono sotto i tuoi occhi ma non li vedi. Memorizza accuratamente le sue prime mosse all’ingresso in casa… sono quelle in cui semina… Gli sforzi di memoria torneranno utili.

montatura-vintage-donna-di-polaroid

9 – Orecchini, braccialetti, anellini, bigiotteria cantante. Spesso ferraglia infima, ma con un “inestimabile valore affettivo”. Spesso così infinitesimali nelle dimensioni da farti bestemmiare ogni possibile madonna mentre sei intento a ricercarli. Spesso facilmente occultabili tra i cuscini di un divano con la scusa del “sai ne abbiamo combinate proprio tante…”. Attento Gesummaria… Tieni sempre a portata di mano, vicino al divano o sul comodino accanto al letto dalla parte dove cominci i tuoi tour de force, un contenitore che loro ti insegneranno ha nome “portagioie”. Allo scoccare delle prime effusioni fatti trovare preparato… metti tutto lì dentro. Allo scoccare della “mezzanotte” riconsegna tutto manco fossi all’exit di una patria galera.

Jewellery arranged at the background

10 – Caricabatterie da smartphone. Sei nella merda! Nessuna femmina dimenticherebbe mai il suo caricabatterie a casa tua. Nessuna che non abbia la necessità compulsiva di rientrare a bomba nella tua vita entro le prossime dodici ore. Dimenticare un caricabatterie a casa tua equivale ad una dichiarazione di guerra alla tua indipendenza, alla tua autonomia ed alla tua libertà personale. Inoltre… è la scusa più comoda per riconsegnarsi all’uscio con la malcelata voglia di verificare cosa tu stia facendo in quel momento e, soprattutto, con chi. Accertati che, riprendendo in mano il suo smartphone, lei disconnetta la presa e riponga tutto con cura nella borsa.

Caricabatterie-da-Casa-Usb-Linq_thumb

Seguiranno nuove istruzioni!

Contrassegnato da tag , , , , , , , , , , , , , , ,

Tutte le cose che sono, quelle che non vorrei essere più… e quelle che giustamente vorrei essere ma… non mi riesce di essere!

Vorrei non essere più l’incapacità di esprimere una negazione di Domenico… ma su questo stiamo lavorando.
Vorrei smettere di essere l’incapacità di superare le paure in campo sentimentale di Domenico… perchè sono la convinzione di una delusione imminente sulla testa di Domenico.
Sono la vite autoavvitante che si chiamano sofferenze di Domenico. A volte mi piacerebbe essere solo Domenico.
Sono la paura della parola “Prometto” di Domenico. Sono la paura dei marinai.

Sono stato il tentativo di progettare e costruire case di Domenico. Sono stato il rubinetto chiuso del credito alle imprese del Mezzogiorno. Sono il tavolo ingombro di preventivi rigettati di Domenico.
Sono stato la convinzione che la meritocrazia universitaria esistesse. Non voglio più essere l’alternativa tra la fellatio baronale e la disoccupazione di Domenico. Sono stato i comunisti che capiscono tutto del Mondo. Sono stato le tecniche di sofismo dialogico dei comunisti del Mondo. Sono stato il comunismo col culo degli altri. Non lo sono più… almeno questo! Sono stato il sogno di una Puglia Migliore di Domenico e mi sono ritrovato ad essere il grido strozzato e la puzza del sudore acido da “cacatasotto” post-incubo di Domenico. Che la Puglia è peggiore!

Fight-Club-fight-club-30836125-1600-1200

Sono stato il concorrente sconfitto della concorrenza sleale delle banche in ambito di vendita di prodotti assicurativi e previdenziali. Sono stato la convinzione che un’assicurazione debba essere una banca. Non sono stato per fortuna la clausola di non imputabilità delle spese di ispezione in una avaria idrica d’appartamento all’interno delle clausole di assicurazione del capofamiglia sugli imprevisti domestici. Avrei voluto essere anche solo l’onesto venditore di polizze sempre disoneste in campo di Responsabilità Civile Autoveicoli… che voglio dire se gli olandesi si sono inventati le assicurazioni e gli olandesi sono nativamente pirati… un motivo ci sarà!

Forse vorrei essere solo il pene eretto di James Deen che viola il retto violato di Tory Lane in quello sketch di “L’amica zozza di mia sorella”… vorrei essere tutti gli pseudo “First Time Anal” che girano in giro girati con donne che di inviolato hanno solo il loro proprio senso del non-pudore.
Vorrei essere così falso da essere terribilmente vero. Vorrei essere surreale… e non solo il tentativo di rincorrere quel che è surreale. Perchè, ammettiamolo, sono solo la banale rincorsa di quella surrealità che cerco ma non trovo…
Vorrei essere la mano destra dietro la nuca e la sinistra tra i capelli della buona sorte, in una fellatio di quelle insistite e molto poco rispettose delle differenze di genere. In quel frangente vorrei essere l’espressione appena sussurrata, ma decisa… “Togli le mani, mettile dietro la schiena, la tua schiena”. Vorrei essere quello che sbugiarda le bugie tutte assolutamente poco credibnili di Mr. Grey – quel frocio. Vorrei essere il coming out sull’impotenza di Mr. Grey.

Edward-in-Fight-Club-edward-norton-562475_1600_900
Voglio essere lo scatto della caviglia nel tango a scatto ballato da un portantino ed un anatomo patologo nell’obitorio di Crotone… “che dopodomani io e mia moglie c’abbiamo il concorso della scuola di ballo”. Vorrei essere le palette dei voti in mano ai giurati stesi sui marmi settori. Che sarei grottesco, sarei surreale, sarei vero… come un luminare della anatomia patologica che si offre di fare la femmina della coppia in un tango a scatto suonato dal cellulare del portantino sulle note di Libertango di Piazzolla.
E se non sono la scimmia che non lascia un ramo finchè non ne ha un altro sotto le mani… non voglio essere quel che sono, cioè la scimmia appesa ad una liana con un ramo davanti ed uno dietro e la paura di staccarsi dalla liana… ed a volte la voglia solo di staccare le mani… e cadere giù… e vaffanculo a tutto!
Sì… voglio essere un vaffanculo… uno cento mille vaffanculo.
E più di tutto voglio essere la sensazione precisa della corona del glande che superata     l’ultima resistenza s’accomoda nel culo di tutta una serie di storie… e voglio spingere piano e dolcemente con chi se lo merita… e voglio spingere come un quindicenne incapace, nervoso, affamato… con chi si merita un trattamento diverso!

Fight_Club___Where_Is_My_Mind_by_Menco

Chiedo scusa a tutti… mi avete conosciuto in un momento molto particolare della mia vita!

Contrassegnato da tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

… poi m’è scappato da cacare! (che è un pezzo del titolo di un romanzo bellissimo che esce a breve!)

M’han detto che non si dovrebbe cominciare un romanzo dal titolo.
Eh, ma quello di cui parlo non è tecnicamente un romanzo.
La dimensione del romanzo non mi piace. Non la sento. Sono gli intrecci a starmi sulle palle… ma questo ve l’avevo detto.
Quello di cui vi parlo è una raccolta di racconti. Tutti rigorosamente più o meno autobiografici.
Tutti banali, perdio!

Featured image

E, torno a ripetere, non è un romanzo perchè credo di aver vissuto ancora relativamente poco. E perchè un romanzo banale, anche se lo scrivi bene, credo sia offensivo.

Allora ce lo si può scegliere il titolo. E per metà io l’avrei scelto. “…poi m’è scappato da cacare!”.
Fino a ieri mi piaceva tantissimo l’idea che la prima metà fosse “Dovevo sposarmi…” però oggi non mi convince più. Solo che devo trovare una soluzione a questo empasse… Senò non comincio a scrivere!

L’anno scorso quando lo stesso volevo cominciare a scrivere non dovevo sposarmi. Ma la seconda parte del titolo era comunque “… poi m’è scappato da cacare!”. C’è qualcosa di parlante in questo impellente bisogno fisiologico. C’è qualcosa di chiaramente eloquente. Forse per capirla fino in fondo sta cosa varrebbe la pena di capire qual’era allora la prima parte del titolo. “Volevo fare l’assicuratore…”. Sì, quando credetti che fare il subagente potesse essere un interessante orizzonte di sviluppo lavorativo.

Featured image
Vai a capire cos’è questo continuo parallelismo. Forse ha a che fare con la delusione.
Quando sono deluso, mi vien voglia di andare a cacare. Mi scappa da cacare. E se scappa da cacare devi lasciare tutto… altrimenti te la fai sotto. Altrimenti sai che figura.

E’ successo lo stesso ieri, quando poi ho deciso di parlare di Salvini. Volevo dare qualche quarto d’ora in più a Babbo Natale. Invece niente. E allora mi viene in mente che sarebbe ancora più irriverente e dissacratorio se io quel libro lo chiamassi “Aspettavo Babbo Natale che mi portava la fichetta… poi m’è scappato da cacare!”. Però credo che qualcuno mi prenderebbe per pedofilo. Qualcuna mi prenderebbe per frocio – e le donne in sindrome pre-mestruale l’attitudine crocerossina non ce l’hanno nemmeno per sbaglio – e forse comprerebbero la mia semiseria ed autobiografica raccolta di racconti solo trans depressi. Che tecnicamente i trans mi stanno anche simpatici… ma non quelli depressi!

Allora niente… questo per dirvi che sono deluso dalla pochezza di Babbo Natale. Che sono deluso per non averla ricevuta. Che non ho potuto fare quel sondaggio. Che sto decidendo il nome della raccolta… e che dentro una riflessione su Babbo Natale ci sarà… come gli ho promesso!

Ma forse il titolo alla raccolta di racconti auto-biografici e semiseri l’ho trovato: “C’avevo voglia di vivere… poi m’è scappato da cacare!”

Contrassegnato da tag , , , , , , , , , , ,