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I miei binari… 4/4

Questo è il risultato di una uscita fotografica immaginata per scattare altrove. Avrei dovuto visitare una fabbrica ed un magazzino abbandonati. Purtroppo inaccessibili. Ho ripiegato, con l’amica Iolanda, sulla stazione abbandonata di una vecchia tratta in disuso da decenni: quella che collegava la cittadina di Bitonto alla frazione marittima di Santo Spirito. Purtroppo anche lì, davvero poco. Abbiamo ripiegato sulla Stazione FFSS che coi binari, gli scambi, i sottopassaggi ed altro, comunque continua ad avere per me un certo qualche fascino. Anche perchè mi offriva interessanti spunti di composizione e di esercizio. Questo è il risultato… Spero vi piaccia.
31-12-2015 Santo Spirito, Stazione ferroviaria e Stazione abbandonata.

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I binari morti sono spesso la cosa più triste che ci sia.. a meno che tu non sappia ricontestualizzarli o decontestualizzarli. Mi piaceva molto la linea d’ombra così contrastante con il gradino, mi piaceva l’alternanza…

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E’ qui che ho provato a ricontestualizzare il binario morto in un punto di partenza che guarda lontano. E mi ha dato subito l’idea di una pista da lancio per razzi da sparare in orbita.

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Poi ho guardato un po’ più in là, in un piccologiardino abbandonato. E c’ho trovato dentro questo vecchio recinto per siepi. Mi ricordava i dilemmi complottisti di cerchi di grano ed atzechi alieni… e l’ho voluto scattare.

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Proprio come questa composizione ritmica che non significa nulla nell’economia del set ma è un motivo neoclassico che si ripete spesso nelle nosre stazioni e volevo vedere se riuscivo a scattarla bene. E devo dire che il risultato mi soddisfa.

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E niente dice che potrei morire… tipo coi dolcetti e gli scherzetti…

…morire tenendomi la pancia tra le mani alle seguenti ferali e terribili tre notizie:
– Fosse che fosse che davvero e per davvero Dio esiste ed è quello cattolico che tutti pregano alla chiesa… io lo giorno in cui tutti si arriva e si dice quel che s’è fatto e quel che non s’è fatto e “Don Pietro, guardi, lei lo sa, no, com’è?!”… e quello lì che mi dice “Figliolo… parlami dei tuoi peccati, ti ascolto…” e non gli vengono i capelli bianchi ma il bozzo sotto la tunica e questo si chiama “Peeping Tom emozionale dei cazzi miei” e quindi, tecnicamente, io su questo blog ho svelato i misteri più arcani dell’Universo ma non lo posso ritirare il Pulitzer.

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– L’Inter vince lo scudetto e l’anno prossimo ripete il triplete con questa identica e precisa formazione… e gli juventini non retrocedono ma la cosa tecnicamente non se l’arrivano a spiegare punto.
– Ma tu sai che risate se tra un mese o due scopro che, niente, zac, è scattato quello che non doveva scattare e contro ogni mio ammonimento i due si sono riprodotti per davvero? Cioè sai le risate? Vallo a spiegare. A me non lo vengano a spiegare… sarà inutile. Sarò già morto di risate e di apnea con la pancia tra le mani.
“Sa signora, tante volte, chiudersi in casa tre giorni… che di mercoledì si riparte… la pietraia… la succede che le spunte son due e son rosa… se certe stanze di B&B potessero parlare e dir la loro…”.

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Però… morire così.
Sai che risate!
Ti prego Gesummaria fa che sia così… ma proprio così. Come ho detto le ultime due volte. Il fatto che il cattolicesimo non sia una favola… quello se possibile no!

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