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My Lomo DIva

Questa è una preview di un set fatto tutto con lomografica e iPhone… tutte madonnine votive ed edicolette con statuette… Lo chiamai My Lomo Diva… e scattarlo mi dievrtì molto per le reazioni della gente che guardava.

Questa è una delle più belle, perchè quel cuore si manifestò da solo, credo per una coincidenza con la realizzazione delle intonacature di quella parete. Lo adoro questo curioso Sacro Cuore digitale…

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Quake experiment

Questi sono esperimenti con scatto multiplo e sovraesposizione realizzati in stazione a giovinazzo, con l’uso di un cavalletto ed una Lubitel2. La pellicola è una BN della Lomography da 100, ovviamente medio formato.

Scatto con perno fermo e movimento di altri componenti del cavalletto, di modo da ottenere rotazioni o effetti saliscendi.

Che ne dite? Piace?

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The concrete boxer!

Primo set di una serie di fotografie scattate con Miriam al Betonificio abbandonato tra Molfetta e Giovinazzo (BA) nel settembre del 2011. Anche in questo caso la tecnica usata è quella lomografica, su pellicole da 135 scattate con Holga 135 ed esposizioni singole spinte avanti a casaccio. L’intento era quello di un fotomovie sulla boxe e di un gioco di installazioni uomo metallo edificio.

Spero vi garbino!

 

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E ogni tanto un autopippone autocelebrativo del tipo quanto sono bravo ci sta.

Beh sì qui la preview di uno dei miei ultimi lavori estemporanei e annoiati che si chiama “Solo sangue dentro” e si ispira al pezzo degli Afterhours “Il sangue di Giuda” quando suonavano molto ’80. E questa canzone significa molto… moltissimo in un momento come questo… ma ancor di più significa quella foto, che è stata la prima e poi non ho smesso di scattare finchè non ne ho avute sei che mi piacessero… che dicessero tanto di me partendo da pezzi di pelle, pezzi di corpo, pezzi di pezzi pieni di sangue dentro e non magia.
… perchè vuol dire che ho preso il gusto di ricominciare, che non solo “Fate quel che dico…” ma a questo punto anche “Fate quel che faccio” visto che ho spolverato una cosa vecchia che mi piace fare e non facevo da tempo.

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E niente dentro davvero c’è solo sangue e non magia… Quando sai che sei fedele a quello in cui non credi più…

E stasera, ma voi non sapete quand’è stasera… cioè lo può sapere solo qualcuno… c’è una persona che voglio vedere, che mi ha visto ieri e voglio vedere, di nuovo. E con tutto quel sangue che c’è solo sangue dentro e non magia… brindo agli innamoramenti ogni 13′ netti…

Statemi bene!

Iphoneografia/lomografia scattata con Hipstamatic.

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Radio Quindinononvatuttobene – Guarda guarda cosa si pesca dal cilindro della tenera malinconia…

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Perdonate ma non ricordo più bene cosa io possa aver postato già e cosa no… So solo che vorrei arrivasse intatta, fresca e dolce questa canzone così strana sghemba e dissonante. Fu dedicata, ridedicata, incrociata… vorrei arrivasse per bene lì dove deve e poi tornasse indietro a me… per regalarmi un attimo di serena chiarezza e certezza… che non guasterebbe, ora, lo so!

La foto su è un movie on film fatto con una cara amica, Antonella… e con lo scheletrino a molla! Gli scatti sono sovraimpressione di un rullo interamente esposto con il buio totale ed una lucina dei cinesi (la striscia blu, riarrotolato e riutilizzato per scattare con flash e gelatina rossa esposizioni multiple del volto di Antonella che al buio senza sapere cosa facesse e quando avrei scattato… viveva un momento di follia!

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Radio Quindinononvatuttobene – Stanotte io scriverò un racconto pornografico… non credo lo pubblicherò mai… ma stanotte mi cimenterò con il registro del porno!

Infondo un incipit già c’è da qualche parte… ma so meglio di me e di chiunque altro che non lo farò.
Domani è 25 aprile.

Qualche giorno fa avevo scritto:
Domani sera a quest’ora se sarete così gentili da dirmi come fare a non far perdere nulla a voi… molto probabilmente questo blog verrà reso privato. Lo devo a me stesso… lo devo al mio sentire… perchè debbo imparare a dare al mio sentire un peso, un valore. Io non sono un campo di battaglia per eserciti contrapposti. Non sono un prato per fiorire di primogeniture non mie… io sono me stesso. Coi miei difetti, coi miei pregi, con la mia intelligenza, la mia sensibilità, le mie paure. Amarmi in ogni modo e con ogni sfumatura dell’amore significa accettarmi per questo, non punirmi sottolineando oggi e domani pure quanto le mie paure e i miei cedimenti facciano male. Le paure si rimuovono assieme… e non val bene trincerarsi dicendo “sono miei difetti” quando faccio notare cose dell’altro che non vanno bene a me… anche la paura è un mio difetto… anche la solitudine è un mio difetto… anche il senso di colpa è un mio difetto… e se spaventano così tanto i miei – a differenza degli altrui che tendo sempre a comprendere così tanto che a volte non li vado nemmeno a correggere – allora forse la colpa non è mia se le cose si rompono! Se decido di avere pochi compagni di viaggio.

Poi ci ho ripensato, perchè è successa una cosa che mi ha aiutato a capire che ho bisogno di darmi dell’altro tempo. Ho bisogno di avere pazienza. Quindi, no, niente privatizzazione. Ora non sarebbe giusto… Se le cose cominciano a viaggiare su binari accettabili e sopportabili è il caso di avere pazienza, stringere i denti, darsi altro tempo. Sì è il caso!

Scelgo questa canzone stasera perchè mi piace molto, da sempre, da quando l’ho scoperta.
E credo sia la migliore… è la quiete la miglior compagna… è la quiete la miglior cura!

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Radio Quindinononvatuttobene – Eh sì tipo che qualche giorno fa vi avevo lasciato con questa cosa in sospeso.

Era il giorno in cui parlammo di salvavite e io postai un estratto di un film molto bello e molto significativo. E poi vi dissi che la radio c’era già stata. Così ve lo riproduco intatto qui… in tutto lo splendore della musica di questo compositore che è davvero magniloquente, a volte intimista a volte educatissima a volte sfrontata. Ma sempre tremendamente emozionale.

E ve lo rirpopongo nella speranza che il 25 aprile sia un giorno bello per me. Un giorno sereno. Che succeda qualcosa di bello. Ma guardate che basta poco… anche pochissimo. Come l’anno passato… ma magari un pochino di più. Una incertezza, un brivido, un cenno. L’anno scorso Gesummaria e Biondoddio mi hanno ascoltato… quest’anno spero di nuovo! Perchè nel film il commento sonoro è triste… qui invece no la musica oggi vorrei fosse felice!

Buon ascolto cari!

Questo autoscatto (cit. Morandi) è stato fatto il 15 maggio del 2014… a questa espressione serena vorrei tornare… e pian piano ci stiamo tornando! Si aggiusta tutto… i salvavite tornano a posto… io lo so! Che poi proprio proprio da buttare non sono… anche se per molti con quegli occhiali sono “uno sbirro della narcotici” (cit.).

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Radio Quindinononvatuttobene – Sì, pure questa e quella di domani vengono dal giochino… e chi se ne frega se non va bene per te? (cioè per me!)

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Sì basta, ‘fanculo cazzo vaffanculo! Voglio mettere ‘sto pezzo.

… e sì io sono stronzo con me stesso che ricordo… e ricordo di nuovo, oggi, quanto ti faceva ridere e ti dava fastidio che io giocassi a questo giochino. Come con The Scientist… come con quella di domani! Perchè lo farò anche domani. Lo posterò domani, anche…

E i pensieri e le inquietudini non le govern nessuno!

Ah tranquilli tutti tutti (con tutto il bene che so e senza nessunissimo brutto sentimento…)… non muoio, non finisco ricoverato a parlare contro un muro… non più… sto solo tirando fuori tutto quello che ho dentro. Alla fine…
Mi sento soffocare! Ho poca pazienza… ma posso imparare! E non ci riesco a smettere di sentire quel che mi dice il cuore!

E non è colpa di qualcuno quel che è successo… non è colpa di qualcuno quel che succede… è per parte colpa di tutti quel che si diventa… ma pensi sempre di fare il giusto! C’è bisogno di tempo, di pazienza… per guarire bene, per fidarsi bene… è solo che oggi fa un po’ più male degli altri giorni!

Perchè ricordo che un errore grave, io, l’ho fatto! Non sono immacolato… anzi! Ed è giusto dirmelo, io di per mio! Ho pazienza nei Non Ora di tutti… si abbia pazienza dei miei Adesso!

La foto viene dal set “Last tango…” che ho realizzato nel 2011. Si tratta di un set digitale che forse pubblicherò, durante il quale scattai alcune lomografie con una Holga 120. Questa, confusa, con quell’abbraccio violento e quella figura, di “lui” capovolta… oggi mi descriveva bene, non so!

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Radio Quindinononvatuttobene – Le telefonate importanti si fanno sempre in posti importanti, vero?

Due, due telefonate te le ho fatte di qui… è un posto di Giovinazzo dove se non ci devi andare non ci capiti mai, sai? E’ il posto giusto, più giusto, per star soli. Sono sempre state telefonate importanti, sempre sofferte. Ma telefonate che in un modo o nell’altro hanno sempre cambiato le cose.
Quel posto lo avevo dimenticato, prima di quella telefonata importante, la seconda… E mentre facevo pari e dispari, chiama non chiama, chiamo non chiamo… ecco che mi viene in mente di fare ‘sta foto qui… era triste non darle il posto giusto, oggi, proprio oggi… solo oggi e poi mai più, forse!
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E poi c’è quella canzone lì, quelle note lì… ancora una volta giro intorno… perchè la tentazione di sentire quella canzone io ce l’ho ed è forte… ma è un pezzo usato… e forse varrebbe la pena di riusarli insieme, di riscriverle insieme quelle note… e non così, come gesto così passive-aggressive. Quindi rispetto, quelle note non le uso… ma ho bisogno di voce e parole di questa canzone… stasera!

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Radio Quindinononvatuttobene – Te lo ricordi almeno che eravamo bellissimi ogni momento, con la mano stretta e tu che ti abbracciavi al mio braccio?

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E io che vorrei sorridere come quei giorni lì… quei giorni cominciati di mattina prestissimo… con il sole in faccia che stava appena sorgendo da dietro i vetri dell’auto… lì nascosti da tutti… e che finivano accartocciati di stanchezza sotto le lenzuola scrivendoci un messagio dolce, ogni giorno più dolce.
Quel giorno mentre camminavamo in quel modo così strano, come non avevo mai camminato con nessuna, sentivo questa canzone per la prima volta. E avrei voluto cominciare lì a cantare a squarciagola, saltellare in mezzo alla gente con te stretta lì in quel modo… e dirti quanto ti amavo… e poi correre lontano lontano.

E adesso, invece, è tutto così… così difficile, così sospeso, così fottutamente triste.
Ci ripenso, lo sapete? Ogni giorno…
… mi rispondo che sì, ne è valsa la pena. “No, je ne regrette rien”

… ma quanto bello sarebbe non doverlo nemmeno dire!

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