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Non ci sono guardrail buoni, non ci sono campagne antiabbandono. Tutto questo è metro della nostra (in)civiltà!

Non che la mancanza di una associazione in difesa dei moscerini che finiscono spiaccicati sui parabrezza sia per caso più trascurabile. O che si possa tacere sulla latitanza di una ONG che prenda a cuore la diffusione di una corretta informazione sulla contraccezione canina. Eppure, l’assenza di una seria e cordiale campagna di sensibilizzazione contro il maltrattamento e l’abbandono degli orsi di pezza la dice lunga sulla nostra assoluta impreparazione in campo di toy-friendship.

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Certo, una oculata campagna di sensibilizzazione! Non le cazzate di Rocco Siffredi di cui parleremo un giorno. Da quando ha urlato in grassetto maiuscolo “Se l’abbandoni t’inculo!” è schizzato (val la pena usare i verbi giusti) in su (anche le preposizioni semplici, ma parlanti e con tanta dignità) il tasso di abbandoni tra i cani padronali intestati alle Signore. E a tanti M (dico emme) fedifraghi che purtroppo risultano single controvoglia, imbrigliati più che in una relazione finalmente benedetta dal crisma della legislatività, nelle maglie di una burocrazia bacchettona, bigottista e farraginosa.

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Problemi non da poco, le anali insoddisfazioni delle migliaia di casalinghe di Voghera che poi t’abbandonano il cane chippato sperando che arrivi il Siffredi a freddarle d’erotico bollore (che chiasmi vi schianto per(biondod)dio!… sì ve li schianto ed avrei voglia di non metterci la parentesi subito dopo questo pensiero… che è proprio lì, dove dico dopo la parentesi, che ve li schianto…) proprio lì dove non batte il sole! Problemi non da poco, se si guarda all’impossibilità non già di fare all’amore in ogni guisa o forma d’omosessuale gradimento, ma di sposarsi castamente o impudicamente in un qualsiasi angolo del nostro “purtroppo troppo” benedetto stivale. Maledett*!

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Problemi non da poco… ma per cortesia non taciamo sull’assenza di una associazione nazionale che si occupi di sensibilizzare sul tema dell’abbandono degli orsi di pezza. O si occupi di perseguire con pervicaci campagne stampa ogni abuso o maltrattamento sugli orsi di pezza. E si occupi vieppiù di bacchettare me, inecologico linguistico, che non conosco il concetto di interspecificità e con la scusa di una efficace metonimia, riduco all’orso di pezza e sembro circoscrivere ai soli orsi di pezza la enorme famiglia dei viventi che abitano gli animali di pezza, tutti. Pure i bruchimela di pezza, con le mele bacate di pezza ma a forma di dignitosissimi cuori a seguito.

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E’ lì la grandezza di un popolo.
Non basta interrogarsi su quanto sia insopportabile l’assenza di una differenziata per neonati in ogni luogo in cui ci possano essere neonati. Elio aveva ragione, ma negli anni ’80 non conoscevamo ancora il concetto di toy-friendship. Per dire: nessuno si lamentava se ti si smerdavano le suole di merda di cane. I cani li accalappiava l’accalappiacani con il cappio (non l’accalappio, il cappio!). Di solito li vendeva. Se il comune non aveva soldi, il civile accalappiacani non optava per soluzioni lager. Li abbatteva! La civiltà, dopo vent’anni è a misura di peloso, squamoso, pennuto. Non ancora di bambino, ezianbiondoddio! E purtroppo, ancor meno di animale di pezza! Eziangesummaria!

Noi siamo incivili!

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E allora dovrebbe nascere un “Chi l’ha visto?” che ci narri quelle tristi vicende, provi a ricostruire i terribili ultimi momenti, l’attimo in cui con finta, insopportabile dolcezza, il mai latrante animaletto di pezza è stato raccolto dalla mensola, dal letto, dal divanetto. Innocente. Ignaro – è questa la cosa più insopportabile! Strappato agli amici, agli affetti più cari proprio da quelle mani che giorni, mesi, anni o soltanto settimane (cit.) prima l’avevano coccolato, vezzeggiato, fatto sentire finalmente a casa e non tra polverosi scaffali. L’avevano scelto, uno tra mille paia d’occhi speranzosi: “Scegli me! Scegli me!”… come facevano gli orfanelli al passaggio delle Madame, come i cani dei rifugi quando entra qualche anima bella. L’avevano scelto tra tanti in fila, appesi come prosciutti nel baraccone delle giostre che sa sempre di sottomarca di Peroni. E subito l’avevano stretto forte. Subito gli avevano dato un nome. Mai dare un nome se non sai che sarà per sempre! Eccolo, ora: preso e portato via. “Andiamo a fare un giretto!”. E lui lì, dolce e felicissimo. Ancora una volta, tra i tanti in casa, proprio lui. “Sì, me lo dici sempre… sono il più bello! Ecco perchè mi vuoi con te! Per sempre, vero? Sì, te lo leggo negli occhi (cit.) è per sempre!”. Poi è un attimo. Solo un attimo. Per i pelosi di pelo c’è la dignità del guard rail. Una vigliaccheria che lascia una speranza. No… per gli animali di pezza non ci sono guardrail. Il freddo cieco ed asfissiante di un sacchetto di plastica. Ed il cassonetto. Indifferenziato anche per loro. Sì, ma ancora, triste e atroce destino. Immotivata crudeltà. Al neonato restano sempre le corde vocali per gridare più forte. Per il muto amichetto di pezza, il drammatico e claustrofobico avvicinarsi della tritarifiuti. Se va meglio, il compattatore!

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Non c’è una Sciarelli a dirmi che fine abbia fatto Piccolopoldopallo. L’avevo chiamato così. Io. E me ne dolgo, non avrei dovuto dargli un nome. Forse dopodomani vi racconterò la sua storia. Forse tacerò dilaniato dal dolore. E dal senso di colpa. L’avete visto? Qualcuno ha visto Piccolopoldopallo? Era dolcissimo, non vi potete sbagliare! Ha una sciarpina attorno al collo, con un cuore cucito sopra. Aaveva sempre un po’ freddo, come me che c’ho sempre bisogno degli scaldacollo. Aveva ancora al collo la targetta… pure quella a forma di cuore. Sopra grande grande ci sta scritto Love. Gliel’avevo lasciata, solita Cassandra Inascoltata, temendo e sperando assieme sarebbe valsa a farlo riconoscere. Ma non ho scritto il mio numero di telefonino. E nemeno il suo nome: Piccolopoldopallo!  “Nemo Credidit, sed Sensi”: nessuno credette… ma io, dentro, sentii… ed il sensi ce l’ho aggiunto io che mi scopro latinista ogni tanto.

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Non abbiamo un “Chi l’ha visto? Animali di pezza”. Negli States la civiltà fa nascere un “Extreme makeover” per ogni categoria umana e merceologica. Siamo barbari, noi! C’è tanta strada da fare e tanto da imparare. Ne riparliamo domani, dando un senso a un post-santostefano che sarà come al solito un giorno uguale a tutti gli altri. Perchè non ci sta solo chi abbandona… c’è anche chi sevizia!
Oggi, coi regali che si avvicinano, in assenza di un’associazione che abbia il coraggio di dirlo, lo ulro io:”Non è un giocattolo: se non sei sicuro che sarà amato per sempre, non regalarlo!”

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Non è solo perchè il bulldog c’ha quella faccia lì…

… cose del genere non andrebbero fatte nemmeno per scherzo!
Non i matrimoni!

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Anche i nanny dogs sognano padroni da sbranare!

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Ma se Real Time è un canale porno… perchè non costa tanto quanto i canali zozzi che invece passano su Primafila e costano troppo?

Come vi avevo detto ieri… oggi vi spiego questa cosa qui: perchè Real Time che è pornograifa, gira gratuitamente sul diigtale terrestre e invece i Porno no?
Molto facile… e infatti il post di oggi sarà breve come quello di un venerdì qualsiasi. Innanzitutto allunghiamo il brodo dicendo che non è detto che quanto vi ho spiegato ieri non abbia avuto conseguenze su di me… tipo che non è detto che non sono morto. Questo, come ben sapete, si chiama “Programma la pubblicazione del tuo post”. Poi allunghiamolo ancora dicendo che oggi si decidono molte cose della mia vita… come vi avevo anticipato qui…

Poi veniamo a noi!
Real Time e la pornografia sono due facce del mondo che tutti almeno una volta vorrebbero vivere. Dunque entrambi sono reali. E se Real Time è la realtà e la pornografia è la realtà per la proprietà transitiva Real Time è la Pornografia. Perchè sia gratis? Un motivo c’è… ma la domanda è malposta. Il problema non è perchè Real Time sia gratis… la realtà è quel che viviamo ogni giorno, che al netto delle tasse delle bollette e dell’alimentazione è gratis. Il problema è perchè devo pagare per vedere il porno, che essendo reale dovrebbe essere, al netto di tasse bollete e alimentazione, gratis.

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Pagate per vedere il porno perchè il mondo è un posto ontologicamente molto ingiusto. Il mondo e la realtà sono due affari che educano alla sofferenza. Il porno educa alla gioia… anche se siete sadici o masochisti: tutto il dolore che date o infliggete vi da gioia. Cadere per strada inciampoando in un marciapiede, no. Pagare una cartella di equitalia, no. Votare, no. Ammalarvi di una malattia misteriosa, no. Quelle su elencate sono tutte sofferenze… e sono gratis… al netto di tasse, alimentazione e bollette. Ciulare, metterlo, toglierlo, farselo mettere, farselo togliere… quello, che è una cosa bella, la paghi.

Devi pagare per godere… devi soffrire per avere l’illusione di vivere davvero… gratis!

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In realtà… cari miei… il discorso è ancora più subdolo.
Pensateci bene:
Real Time è gratis, come la vita… che in realtà pagate con tasse, bollette, alimentazione. Real Time non è gratis. La vita non è gratis. Ma ti fanno credere che sia così. Nella vita c’è equitalia, il salumiere, l’enel… in Real Time ci sono le agenzie di pubblicità.
Il porno non è gratis… pagate per iscrivervi ai siti, pagate per acquistare un film, create i presupposti per un pagamento al banner nei siti gratis quando vi fate la pippetta su youporn o simili. Però nessuno ti offre, nel porno, l’illusione che questa esperienza sia gratis: paghi, subito!

Ecco la malvagità del mondo… ed il potere di taluni signori che indossano la tuta il martedì, il giovedì il sabato e la domenica al mattino: convincervi che soffrire si soffre gratis… godere si gode pagando!
Brutta storia, sono d’accordo con voi!

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E niente… dice che Real Time canale 31 digitale terrestre è La Pornografia…

Nessuno se la prenda a male per questo, sia chiaro.
Io non sto dicendo niente di male.
Quando dici una parolaccia o un bestemmione tipo che metti in croce la madonna con tutti i pastorelli o dici cazzinculo (che non fa figli ma fa male se lo pigli cit.) può succedere che una persona anziana cada e si spacchi un femore (che poi ci si muore) mentre attraversa la strada o tipo ad un bambino felicissimo del suo calippo capiti che il calippo per una improvvida pressione voli fuori dal contenitore e in terra… (ed è molto probabile perchè in età da calippo difficilmente sai cosa significhi “improvvida”… o difficilmente il calippo è il gelato… tipo chessò la Pascale)… e tutto questo tecnicamente si chiama “instillare senso di colpa nei bambini sull’uso cosciente delle parolacce”. Quando invece tu dici una cosa che è vera, anche se sconveniente, nessuno cade, calippi o anziane. Quando tu dici una cosa vera che tutti sanno non succede niente. Quando tu dici una cosa vera e sconveniente che nessuno sa possono succedere due cose: o ti uccidono e diventi un martire… oppure tutti ti danno addosso perchè quella cosa, per quanto vera, te la dovevi tenere per te perchè non sta bene dirla. Difficilmente, come Saviano, con una cosa detta rischi di fare tutte e due le fini… però tipo a Saviano è successo e quindi può succedere anche a te. O a me per quel che sto per dire.

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Real Time è l’incarnazione del porno. Real Time è la versione pornografica della vita comune. Della vita di ogni giorno. Real Time offre come il porno uno spaccato della vita comune di tuti quanti noi… o meglio, lo spaccato della vita che la stragrande maggioranza di noi vorrebbero vivere.
Non dite che non è vero… se Renzi governa, se Berlusconi ha governato, se la sinistra è Nichi Vendola… allora Real Time incarna la vita che tutti noi vorremmo per un attimo, almeno uno nella vita, vivere.

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Proprio come tutti, ma proprio tutti, almeno una volta nella vita, vorrebbero essere un idraulico infilato dalla cintola in su sotto il lavandino con una desperate housewife che si occupa di qualcosa di molto particolare che è sotto la cintura di lui. O come tutte, almeno una volta nella vita, vorebbero fare quelle cose che le donne fanno tra di loro quando vanno insieme al bagno nei film porno o quando prendono assieme il the a casa di una di loro. O come tutti e tutte vorrebbero fare se lei prende il the con una amica, fa con lei tutto quello che almeno una volta nella vita tutte vorrebbero fare tra loro e da uno sgabuzzino esce uno nudo, che farà quello che tutti almeno una volta nella vita desidererebbero fare con donne che non conoscono, che mentre prendono il the fanno cose zozze tra loro.
Real Time è per lei il the delle 5 con l’amica… e per lui l’uscita dallo sgabuzzino. Real Time è il matrimonio che vorresti ma che nessuno che non si rivolga a Real Time e non superi un concorso che valuta il gradimento possibile del tuo volto e della storia che vogliono cucirti addosso e non decida di mettere i cazzi suoi in pubblico potrebbe avere. Real Time è la malattia misteriosa che tu non vorrai mai avere, che probabilmente nessuno avrà mai più… Real Time è il medico indiano – è sempre indiano – che risolve il problema più oscuro della terra e ti dimostra che anche un indiano, uno che viene da un paese dove muoiono di fame e pasciono le vacche, può diventare un piccolo eroe del pianeta perchè scopre una malattia misteriosa e salva la vita di un protagonista di Real Time.

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Real Time è la vita. La pronografia è la vita. Sono entrambe vite che tutti vorrebbero vivere… che sono vere e reali più del reale… proprio perchè ti convincono di esistere da un tubo catodico o da un ultrapiatto al plasma o, per dire, da uno schermo curvo a led. Solo che Real Time è gratis… il porno giustamente lo paghi. Sapete perchè?

Ve lo spiego domani! Se non faccio per ciò che ho scritto, la fine di Saviano!

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Se non pecchi credi solo a metà! Che poi è un inizio di spiegazione di quella mia idea nemmeno tanto oscena o malsana o distante dalla realtà secondo la quale il clero ha solo voglia di farsi i cazzi tuoi… e segarcisi sopra!

Allora: ci provo. Mi sta salendo l’ansia da prestazione tipo il sesso dei geometri col righello ed il cronometro. Che poi so’ cose che ti passano frequentando gli altri e smettendo di vedere i film porno. Perchè poi parleremo della storia delle misure… ah se ne parleremo. E pure della visita militare… e di quelli scartati per microfallicea… che non sono io, prima che pensiate qualcosa di non rispondente alla realtà.

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No, ora ci proviamo a parlare di questa cosa complessa che ti fa perdere fedeli e clienti… a te che c’hai il blog. Io invece spero di far perdere clienti a quel centro commerciale “co’ ‘na specie de più sopra ‘ncima…” che tutti voi chiamate chiesa. E spero che non mi legga Costanza Miriano che poi viene sul blog e mi manda le guardie svizzere condannandomi a morte senza porno perchè non sono sottomesso. E non mi piace sottomettere…

Io in chiesa non ci vado. Mi hanno battezzato per placare gli istinti distruttivi del sistema onirico delle mie nonne convinte che sarei morto e finito nel limbo perchè le guardie svizzere non avevano ancora depenalizzato il reato di omesso battesimo.
Quando è stato per la comunione io – che ero furbo – ho fatto un veloce “costi-benefici” della intera vicenda. E mi sono detto che non avrei ricevuto i regali bellissimi che tutti i miei colleghi avevano ricevuto che io andavo un anno avanti e quindi sapevo tutto un pochino prima di ‘sta roba delle feste di comunione e mia madre e mio padre sempre lì a dire: se si crede davvero ‘ste cose non vanno mica bene che è consumismo e quello lì che era un comunista – forse per davvero l’unico e non il primo ma questo lo sostengo io, non loro  – è contro il consumismo.
Che per i miei “ateicomunistisenzaddio” sarebbe stato un giorno come tutti gli altri e che manco ci sarebbe stata la festa. Che cazzo la facevo a fare ‘sta comunione? Che cazzo mi perdevo a fare ore di semplice svago e riposo per andare al catechismo tipo a imparare poesie a memoria che servono a farti sentire meno solo e si chiamano preghiere e tu le dici quando ti succede un fattobrutto che io ora chiamo cazzinculobruttissimo ma che già avevo capito che ti servono solo a farti sentire meno solo che tipo si è staccata una mano e non ti riscresce e c’hai solo l’illusione che ti ricrescerà e qualcuno sta a sentire te che ti senti solo senza la mano a farti compagnia.
Non ricresce un cazzo: vai dal medico e te ne fai mettere una di plastica. Ma mica fai la preghiera per andare dal medico. Paghi e ci vai. Quando ti senti solo pregare serve a non risolvere il problema… quando sei solo pagare serve a risolvere il problema. Tipo le puttane… Ma non divaghiamo!

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Io avevo capito che sarebbe stata solo una perdita di tempo. Io sapevo che non mi sentivo solo e che le preghiere comunque non facevano comparire un Cristo Compagnone Immaginario. Quello è arrivato dopo, si chiama Biondoddio ma m’è venuto come malattia quando c’avevo le allucinazioni per overdose di porno… dice che è stato un senso di colpa ma l’ho capito così bene che non se n’è andato e ora ci guardiamo insieme i porno e mi da consigli sempre sbagliati perchè è l’unico tossico di fumo dalla prima mattina che sopporto con simpatia e affetto. Ma non divaghiamo!
Quindi niente comunione. Di converso niente cresima e niente bukkake con l’oliosanto. E non posso mettermi la medaglietta soldato di cristo… e chi se ne frega… quelli mica sono soldati davvero. Mica vanno in guerra a rompere il culo ai mussulmani del cazzo come nelle crociate. Mussulmani del cazzo perchè avevano cominciato loro… altrimenti direi mussulmani e basta per correttezza storica… che cristiani e mussulmani sono scemi uguali! I soldati di cristo mica impalano gli infedeli come Dracula che era uno cazzuto ed era ortodosso. No… sono sentinelle. Impalerebbero i ricchioni. Che a me stanno simpatici e non li chiamo nemmeno gay perchè sono uguali a me! Solo che gli piace altro. Basta che non gli piace altro che appartenga a me… perchè altrimenti… maschio o femmina ti prendi una sberla! Pure femmina, giuro. L’ho fatto… non la sberla ma “statti ferma al posto tuo”. Che poi la sberla nemmeno al maschio… “smettila uagliò, non mi piace il cazzo!”.
Ma non divaghiamo cazzo!

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Quando l’anno scorso mi dovevo sposare… e poi m’è scappato da cacare… ero anche andato a verificare se a ‘sta cosa della chiesa si poteva fare il recupero anni scolastici… che mi ero detto: teatro è la chiesa, teatro è il comune… facciamolo bene fino in fondo ‘sto teatro, no? Niente rito misto (che è una cosa seria)! Teatro. Quello volevo fare… che io sono un fine umorista. Fui trattato malissimo. Tipo che questo tizio con la medaglietta del cane senza niente scritto sopra, tutto bianco, mi fa “Cosa credi di fare umorismo malsano? E’ davvero offensivo quel che tu chiedi!”. E mi prospettò un recupero anni scolastici da ri-educazione siberiana. Tre anni. Fattela tu! Per cosa? per imparare le poesie antisolitudine? No no, grazie. Uscendo gli dissi: “Guardi che così perdete clienti, io per primo farò pessima pubblicità!”. Bugia: quel che sto facendo ora non è pessima pubblicità… in queste cose ci credo da prima.

Sta menata del cattolicesimo si basa su un unico fondamento: farti soffrire e stare male. Pregate mai se state bene?
No… pregate se state male… a meno che non siete dei perversi che vanno in chiesa davvero ogni volta. Eh ma lì scadiamo nel perverso, appunto. Lì c’è patologia. Come quelli che si fanno la sega 5/6 volte al giorno. Guardate che fa male. Tunnel carpale per gli ultimi, eccesso di solitudine per i primi. Sindormi depressive… e si diventa un po’ ciechi. E vi vengono le palle del rosario in gola.
Io lo dico per voi…
Visto che pregate se state male… e che la chiesa esercita il potere su di voi facendovi pregare… che poi vien da se che fai le offerte e si chiama denaro ‘sta roba – proprio come quelli che dopo youporn cominciano ad andare sui siti veri e pagano con carta di credito abbonamenti quinquennali – la chiesa ha bisogno della vostra sofferenza.

Quindi vi instilla il senso di colpa. Quella cosa brutta che sta nascosta dentro ed ogni tre per due vi fa fare le cose senò sembra che anche la fame nel mondo è colpa vostra e c’era solo da buttare la spazzatura. O sparecchiare.
Il senso di colpa è assolutizzante: vi fa vedere tutto come una vostra responsabilità. E pregate… ma siccome è tutto bugia il senso di colpa non se ne va. Allora pregate più forte. E il senso di colpa non se ne va ed arriva l’ansia. E l’ansia ti fa bestemmiare, ti fa trattare male mamma e papà, ti fa fare le sghette e se c’hai i soldi e il pelo sullo stomaco ti fa andare a puttane. L’ansia ti fa fumare la droga. L’ansia ti fa fare un macello di cose che la preghiera non può risolvere.
E il senso di colpa aumenta, aumentano le preghiere, aumenta l’ansia, aumentano le cazzate… il senso di colpa aumenta, aumentano le preghiere, aumenta l’ansia, aumentano le cazzate… il senso di colpa aumenta, aumentano le preghiere, aumenta l’ansia, aumentano le cazzate… il senso di colpa aumenta, aumentano le preghiere, aumenta l’ansia, aumentano le cazzate… il senso di colpa aumenta, aumentano le preghiere, aumenta l’ansia, aumentano le cazzate…

Il senso di colpa aumenta
Aumentano le preghiere
Aumenta l’ansia
Aumentano le cazzate
Aumenta il senso di colpa… e io non lo faccio più di scrivervelo lo avete capito!

E allora che fai? Ne hai fatti talmente tanti che vai a fare una cosa che ti hanno spiegato serve a risolvere tutto: mangiare un’ostia. Cioè sostanzialmente il disopra di un wafer. Perchè dentro c’è il corpo di cristo che è tipo una panacea contro tutti i mali… ma sai quanta gente muore e soffre e crede al mondo? Boh… sarà scaduto sto corpo di cristo. Oppure sarà solo il disopra di un wafer che non è salvifico… anzi non serve proprio a un cazzo, soprattutto se non c’è crema sopra. O se non si chiama Tatranky.
Eh, però per prendere il corpo di cristo devi pulirti prima da tutte le zozzerie che ti porti dietro. E non basta il bidet con la trielina. Serve che tu vomiti fuori tutto il male. E non bastano le dita in gola. Serve che tu ti rivolga ad un signore pagato dai soldi che la chiesa rastrella facendovi commuovere con la pubblcità dell’ottopermille con la musica figa e commovente e le storie di noi tutti e di tutti i giorni così metti mano al portafogli perchè sembra che i soldi li dai alla vicina con cui ti scambi gli avanzi della domenica, mica ad un prete… un signore pagato per sopportare il peso dei peccati del mondo ascoltandoli e dando un buon consiglio ed una serie di poesie da recitare diverse, che sono quelle che puliscono dal peccato e si chiamano “atto di dolore” e cose drammatiche così… e che cominciano con la formula mipentoemidolgo
che è come dire
“perdono cristoddio è tutta colpa mia anche quello che non ho fatto e che non è successo e mi sembra solo a me”
col moccio al naso e i lacrimoni manco Salò o le 120 giornate di Sodoma.

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E così tu vai lì a confessarti. E non lo vedi in faccia. E non vedi le mani. E – fidatevi, dettaglio importante – non vedi il pacco!
Tu gli dici tutto, credendo che come ti hanno insegnato, riponi tutte queste cose brutte in un sacchetto dell’immondizia che lui si preoccuperà di buttare nell’apposito contenitore. BUGIA! Quel signore ha una stanza fatta di cassettini. E le cose che tu vuoti in quel sacco se le rimette in ordine nel rispettivo cassettino del rispettivo succube che poi sei tu. E quando c’ha voglia… le tira fuori, le annusa, le ascolta, le rivive… e si fa una sega! E’ come se ti fai la trombatona del secolo con un caro amico o una cara amica di cui ti fidi e poi gli dici “oggi e basta eh… che torna mia moglie o mio marito”… e lui ok basta… però ha fatto il video e dopo qualche mese, quando tua moglie o tuo marito sono di nuovo fuori, invece che farsi le seghe su quel video, poi lui torna… e ti dice: lo facciamo vedere a tua moglie o a tuo marito? No? E rifacciamolo allora!

I VIAGGI DI BENEDETTO XVI, DALLA TERRA SANTA A CUBA/ SPECIALE

E tutte ‘ste cose, voi non ve ne rendete conto ma sono vere, profondamente vere. Solo pornometaforizzate! Perchè è in questa provocazione che restano meglio impresse. E se mi date del bestemmiatore sono contento. Però pensateci!
Soprattutto pensate a questa cosa seria:
vi instillano il senso di colpa solo perchè vostra madre e vosto padre hanno fatto l’amore mentre vi facevano…
vi instillano il senso di colpa perchè vi dicono che non può esserci eucarestia senza confessione… e si confessa un peccato non un “tuttobenegrazie”… e quindi vi fanno partire dal presupposto che peccherete ogni giorno…
vi instillano il senso di colpa se pregate e perdete la fiducia…
vi instillano il senso di colpa perchè sanno di essere gli unici a detenere un certoqualche strumento salvifico contro le vostre ansie e le vostre paure – che sono sempre le stesse: malattie, sofferenze, morti, solitudini – e quello strumento è la vostra fede… non il disopra del wafer.
Vi instillano il senso di colpa perchè così fanno i potenti della terra quando hanno bisogno di governare… e l’oggetto del governo siete voi! Paura e senso di colpa. Terrore e senso di colpa! Ebola e fornicazione, Bin Laden e bestemmie…

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Io ho imparato a gestire in maniera diversa le solitudini ed i sensi di colpa. Io ho imparato a convivere con una paura che non andrà mai via, quella della morte e delle malattie mortali. Io ho imparato a peccare imparando ad assolvermi. Ed in estrema sintesi ho imparato a non raccontare i cazzi miei al primo pippettaro che gira intorno.
Soprattutto se questo pippettaro si definisce una autorità… e poi in realtà si fa le pippe… e non lo dice!

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American day-dream: il fallimento di un progetto artistico (perchè comunque pure il porno è arte…)! Ovvero di come precarietà e divorzi hanno spazzato via quel “sogno americano”…

Per la stesura di questo microsaggio semiserio ho utilizzato fonti che non rivelerò ma che esistono. Al solito, stronzi, fatevi il mazzo per trovarvele da soli. L’ultima volta che ho sognato (non a caso!) di pubblicare un saggio bibliografico su cui ho sputato sangue anche durante le feste di Natale sono stato scippato della mia sudatissima creazione da due associati stronzi nemmeno forzitalioti ma sellini (alfieri del merito dell’amichetto mio!)… per cui… zappatevi le fonti se vi interessa… io non vi regalo più un cazzo!

Le fonti che cito sono vere e attendibili: non provate a metterle in dubbio. Peste vi coglierebbe!

Amrican daydream è uno dei tanti portali della Benamata “Naughty America” (che suona più o meno come America Zozzalercia in una traduzione letterale). American DayDream è uno dei contenitori di video tematici in cui, per 30 minuti e con una trama spesso ai limiti dell’improbabile (ma una trama c’è, ed è già tanto!), un uomo che si trova in una situazione normalissima e quotidiana, colto da un attacco di quella che pare narcolessia acuta, cade in trance e comincia a fantasticare – daydreaming come sogno ad occhi aperti – sulla tipa con cui sta normalissimamente interagendo. E giù uno scopatone di quelli intensi, in cui la tipa si rivela essere una maiala oltre ogni ragionevole confine umano. E lui un depravatissimo Ultrauomocapace di prodursi in vigorosissime evoluzioni del corpo e dello spirito.

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Alla fine il cumshot, l’innaffiata. E tutti a casa, avanti andare! Con un jingle di campanelle celestiali ed una dissolovenza incrociata che in soluzione ciclica, esattamente come il sogno era cominciato di solito non oltre il minuto 02:45 del video, ci riporta alla triste realtà del quotidiano.

In cui lei è vestita. Lei è in ordine. Lei è pulita e soprattutto, dettaglio non trascurabile… lei non è la maiala che lui si era sognato!

American Daydream era fantastico. Perchè summa vera e propria di tutta una serie di categorie. Perchè trasversale rispetto all’universo mondo della fantasia e dell’elaborazione fantasmagorica su base sessuale. Alcuni sostengono che il fallimento di American Daydream sia proprio da ricercare nell’eccessivo generalismo che non lo rendeva competitivo rispetto a siti specialistici ed ipersettoriali. C’erano MILF e Cougar, Postine che ritiravano pacchi e Giocatrici di biliardo con il solo grembiulino addosso… dominatrici e schiave… le ipervergini si trasformavano in trafori del Mont Blanc e viceversa (questo rarissimamente, il tag “first time” solitamente non era contemplato alla rovescia… solitamente una porca doveva rimanere porca, trane rarissimissime LODEVOLI eccezioni!).

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C’è una scuola di pensiero fortemente motivata nel portare avanti la propria teoria grazie a studi incrociati che afferma invece che quel portale ha cessato le pubblicazioni in concomitanza con due eventi fondamentaili in Italia (per chi non lo sapesse i click italiani sono considerati molto più rivelatori di quelli del mercato statunitense per le case di produzione… e questo perchè l’Italia è il paese cattolico a più alta incidenza di conusmo di materiale pornografico in europa!). Questi due eventi sono l’arrivo reale della crisi nella percezione delle famiglie tipo (con codazzo di crollo dell’occupazione reale ed iperprecarietà forzata) e l’avvio della discussione sul cosidetto “divorzio breve”.

Tempo sei mesi e American Daydream ha cessato le produzioni!

Crisi e disoccupazione da una parte, crisi e polverizzazione della famiglia tradizionale dall’altra!
Due simboli nell’immaginario collettivo che con il loro avvento hanno di fatto spazzato via l’illusione. Disvelando un mondo fatto di solitudini incrociate, di mancate promesse, di incapacità di guardare al proprio futuro come un qualcosa di positivo. E quando il futuro non è roseo, quando lo si percepisce come fosco e nero… ed i sogni vengono quotidianamente frustrati dalla naturale evoluzione delle nostre vite… allora sognare perde di importanza, di significato, diventa addirittura fastidioso, insopportabile.  Non dimenticate mai che il porno è trasgressione, soprattutto nelle famiglie tradizionali: se togli il gusto di trasgredire distruggendo le famiglie, che mi nascondo a fare solitario a spararmi una pippa su internet?

Cosa caratterizza un uomo nel suo percorso di formazione? Lavoro e realizzazione economica + affettike realizzazione sentimentale. Quando mi dici candidamente che “Non avrai un lavoro e potrai divorziare quando vuoi”… mi dici implicitamente NON SOGNARE! E mi dici parimenti: trasgredire non significa più nulla, tranquillo… non ci rimarrai tanto con quella tipa, forse non te la sposi nemmeno!
L’effetto? Sto addirittura attento a non prendere sonno, figuriamoci se mi metto a seghettarmi le pareti celebrali con la prima squinza che trovo!

Ecco perchè American DayDream ha chiuso i battenti: non vogliamo più sognare!
Ecco perchè Brass ha smesso di dire cose nuove: non ci piacciono le sue atmosfere sognanti.

Siamo gente che non ci crede più… anzi, che trova addirittura fastidioso il crederci!

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