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Radio Quindinononvatuttobene – Questo è pazzo!

Bologna Violenta è un pazzo scatenato:
Lo adoro… Mondocane meats grindcore metal

Bologna Violenta – Il nuovissimo mondo/Morte
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Questa era per forza ed a buon diritto in questo CD.
Questa mi convertì ad una certa religione per qualcosa come 5 anni. Questa la ascoltai bene bene bene quasi per sbaglio – le cose belle sono per sbaglio, tipo che non dovresti essere alle 5 di mattina di Pasqua a raccontare barzellette fuori ad un bar ma dovresti essere fuori ad un altro bar a continuare a fustigare scherzosamente a sangue il culo di una cara amica dicendo a chi passa magari uscendo dalla messa del sabato santo “ma che davvero ci credete a quelle cose?!”. Questa la ascoltai per sbaglio quando la misi come ULTIMOPEZZO ad una delle ultime serate dove suonai all’Arci37 di Giovinazzo… ed era il 4 settembre mi pare… e dovevo mettere “Notte di Ferragosto” e mi scappò Il mondo… di Jimmy Fontana. Questa qua!

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Ma andò benissimo. E mi resi conto che ci stava per una certa persona. E la dedicai… e che bella che è, ancora adesso, quella canzone! Non dedicate mai canzoni così belle… oppure non ditelo in giro! Ve le bruciate!x

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Tutte le cose che sono, quelle che non vorrei essere più… e quelle che giustamente vorrei essere ma… non mi riesce di essere!

Vorrei non essere più l’incapacità di esprimere una negazione di Domenico… ma su questo stiamo lavorando.
Vorrei smettere di essere l’incapacità di superare le paure in campo sentimentale di Domenico… perchè sono la convinzione di una delusione imminente sulla testa di Domenico.
Sono la vite autoavvitante che si chiamano sofferenze di Domenico. A volte mi piacerebbe essere solo Domenico.
Sono la paura della parola “Prometto” di Domenico. Sono la paura dei marinai.

Sono stato il tentativo di progettare e costruire case di Domenico. Sono stato il rubinetto chiuso del credito alle imprese del Mezzogiorno. Sono il tavolo ingombro di preventivi rigettati di Domenico.
Sono stato la convinzione che la meritocrazia universitaria esistesse. Non voglio più essere l’alternativa tra la fellatio baronale e la disoccupazione di Domenico. Sono stato i comunisti che capiscono tutto del Mondo. Sono stato le tecniche di sofismo dialogico dei comunisti del Mondo. Sono stato il comunismo col culo degli altri. Non lo sono più… almeno questo! Sono stato il sogno di una Puglia Migliore di Domenico e mi sono ritrovato ad essere il grido strozzato e la puzza del sudore acido da “cacatasotto” post-incubo di Domenico. Che la Puglia è peggiore!

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Sono stato il concorrente sconfitto della concorrenza sleale delle banche in ambito di vendita di prodotti assicurativi e previdenziali. Sono stato la convinzione che un’assicurazione debba essere una banca. Non sono stato per fortuna la clausola di non imputabilità delle spese di ispezione in una avaria idrica d’appartamento all’interno delle clausole di assicurazione del capofamiglia sugli imprevisti domestici. Avrei voluto essere anche solo l’onesto venditore di polizze sempre disoneste in campo di Responsabilità Civile Autoveicoli… che voglio dire se gli olandesi si sono inventati le assicurazioni e gli olandesi sono nativamente pirati… un motivo ci sarà!

Forse vorrei essere solo il pene eretto di James Deen che viola il retto violato di Tory Lane in quello sketch di “L’amica zozza di mia sorella”… vorrei essere tutti gli pseudo “First Time Anal” che girano in giro girati con donne che di inviolato hanno solo il loro proprio senso del non-pudore.
Vorrei essere così falso da essere terribilmente vero. Vorrei essere surreale… e non solo il tentativo di rincorrere quel che è surreale. Perchè, ammettiamolo, sono solo la banale rincorsa di quella surrealità che cerco ma non trovo…
Vorrei essere la mano destra dietro la nuca e la sinistra tra i capelli della buona sorte, in una fellatio di quelle insistite e molto poco rispettose delle differenze di genere. In quel frangente vorrei essere l’espressione appena sussurrata, ma decisa… “Togli le mani, mettile dietro la schiena, la tua schiena”. Vorrei essere quello che sbugiarda le bugie tutte assolutamente poco credibnili di Mr. Grey – quel frocio. Vorrei essere il coming out sull’impotenza di Mr. Grey.

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Voglio essere lo scatto della caviglia nel tango a scatto ballato da un portantino ed un anatomo patologo nell’obitorio di Crotone… “che dopodomani io e mia moglie c’abbiamo il concorso della scuola di ballo”. Vorrei essere le palette dei voti in mano ai giurati stesi sui marmi settori. Che sarei grottesco, sarei surreale, sarei vero… come un luminare della anatomia patologica che si offre di fare la femmina della coppia in un tango a scatto suonato dal cellulare del portantino sulle note di Libertango di Piazzolla.
E se non sono la scimmia che non lascia un ramo finchè non ne ha un altro sotto le mani… non voglio essere quel che sono, cioè la scimmia appesa ad una liana con un ramo davanti ed uno dietro e la paura di staccarsi dalla liana… ed a volte la voglia solo di staccare le mani… e cadere giù… e vaffanculo a tutto!
Sì… voglio essere un vaffanculo… uno cento mille vaffanculo.
E più di tutto voglio essere la sensazione precisa della corona del glande che superata     l’ultima resistenza s’accomoda nel culo di tutta una serie di storie… e voglio spingere piano e dolcemente con chi se lo merita… e voglio spingere come un quindicenne incapace, nervoso, affamato… con chi si merita un trattamento diverso!

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Chiedo scusa a tutti… mi avete conosciuto in un momento molto particolare della mia vita!

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Czech Streets: penne bic e calze di nylon 2.0

Una penna bic per un orgasmo. Un paio di calze di nylon per una scopataccia. Ti facevano credere che fosse possibile, prima che cadesse il Muro di Berlino. Sorvolando sulla difficoltà di avere un visto, prima che il Muro venisse giù. Il problema non era burocratico… si trattava solo di capire quante penne potessi portare con te, quante calze di nylon… e soprattutto come avresti giustificato il fatto di essere un uomo. Non tanto per le penne: grafomania. Quanto per le calze di nylon: mezzo frocio. Vai a fare il frocio all’Est dell’Adriatico! Non che di qui si stia meglio… ma questo è un altro discorso!

Oggi il Muro è caduto. Oggi il libero mercato ha portato Coca Cola e calze di nylon pure da quella parte (ci credete ancora alla storia delle penne bic? Come se Dubcek e Ceaucescu usassero il calamaio!)… dimostrando che il capitalismo ed il libero mercato liberano le genti. Adesso invece di una penna o un paio di calze devi cacare denaro per scopare, proprio come di qua del vecchio Muro e quindi le potenziali prostitute cecoslovacche hanno pareggiato il proprio potere rivendicativo con le loro colleghe occidentali!

E quindi è nato Czech Streets. Un portale dove la meglio gioventù – ma non solo gioventù – boema finge di concedersi dopo una trattativa ed una lunga e lenta opera di convincimento… solitamente per una cifra che va dalle 3000 alle 20000 corone.

Solitamente le trattative durano un tempo francamente estenuante: dei 28/32 minuti canonici di video… convincere le signorine è un tempo variabile tra gli 8 ed i 10 minuti. Sapete perchè? Perchè i caches delle pornostar serie (ed a Praga non avevano l’anello al naso all’epoca delle bic figurati oggi!) si pagano in minutaggio trasmesso e montato (che è sempre proporzionale a quello girato, ossia il tempo in cui hai scopato davvero per tirare fuori le immagini buone e utili che verranno momtate nel film!). E quei lerci pidocchiosi di Czech Streets, invece di fare una cosa seria, un video di 40 minuti dove accontentano sia il lercio che vuole la carnazza e basta sia quello in cerca della poesia di un adescamento ad una signorina che non è mai stata prima di allora (credici coglione!)  una prostituta… tagliano i costi vivi del cache e ti spiattellano un pornazzo a metà!

Vabbè, niente di che, comunque, st Czech Streets. Di sicuro la maggior parte di queste signorine sono prostitute o attrici porno o animatrici della vita notturna. Non c’è alcun real life e si vede… tranquilli! La solita splendida finzione del vero! Solitamente le copule avvengono in strada, parchi abbandonati, aperta campagna, cessi pubblici, camerini… robe così. Ma si vede chiaramente che sono sempre situazioni protette… nei camerini ad esempio sti tizi fanno un casino della madonna… ma dal’esterno nei rarissimi momenti di silenzio, non si sentono voci o musica filodiffusa o niente… per cui! No, signori… a Praga ‘ste cose non succedono! Vi piacerebbe, maiali!

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Ripeto niente di che!

Il discorso è un altro… ed è più sottile. In Cecoslovacchia prima che crollasse il Muro non c’era il baratto. Non potevi andare dal salumiere e pagare in bic o collant per carne o formaggio. Oggi, crollato il Muro, non è pensabile che Czech Streets abbia ragione: le boeme non si sono trasformate nell’armata delle zoccole. Favola per favola, allora, il Libero Mercato ha fatto una cosa buona: ha dato lo strumento alla donna per capire che può scambiare il suo corpo per beni o servizi. E che quindi la donna ha un prezzo. Esattamente come in Occidente se vuoi strombazzare a quel Biondoddio devi cagare moneta… mica te ne esci con le calze elastiche o le penne a sfera!
Sì, siamo d’accordo… era più bello e più romantico pagarle in penne bic. Credo anche più economico.

Si conferma l’assioma per cui il comunismo è una gran bella poesia… quando te la leggono da lontano.  Si conferma l’assioma per cui il comunismo è quelle favole che ti raccontavano quando eri bambino… poi ti svegli e la realtà ti sorprende come un cazzotto in faccia. E ti ritrovi disilluso. E ti ritrovi triste e depresso perchè ci credevi…
E pensi che non vuoi crederci più! A niente!

Ah sì, si conferma un altro assioma: non sempre il prodotto mostrato corrisponde al vero. Se in Repubblica Ceca qualcuno sembra accettare una copula in cambio di denaro, state tranquilli che state per passare uno dei quarti d’ora più allucinanti della vostra esistenza. Forse l’ultimo!

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La cura del sè: Carmella Bing e il fitness all’incontrario (come il treno dei desideri!)

Cercate Carmella Bing su google. I maggiorenni possono cercarla su Xvid o simili…
…sì, prima che lo chiediate di nuovo, con due L!

Carmella Bing è una delle pornostar americane più acclamate di inizio 2000. All’epoca aveva un fisico che i taggatori folli avrebbero definito Voluptuous… forse qualche filoanoressico avrebbe appellato Chubby (che sta tipo morbidoso…). Io mi ci sono ammazzato sopra quel corpo: non ho vergogna a dirlo!E non era affatto CHUBBY… aveva solo un gran davanzale! Peraltro tutto farina del sacco di mamma!

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Fece scalpore tre anni or sono la notizia che “Carmella Bing goes BBW” che sarebbe “Carmella si avvia al BBW”.

Per chi non lo sapesse il BBW è il sottogenere eterosessuale che si contraddistingue per rapporti tra uomini normolinei e donne almeno oltre il quintale. Non giunoniche… proprio grasse. Non cicciottelle, spesso oltre i limiti della normale obesità.

Non fate la cazzata di chiedervi “Chi mai potrebbe anche solo cercare…” Ci sono, ci sono… perchè ricordate una cosa, se esiste un tag esiste una domanda. Ed il mondo del porno è lesto ad offrire.

Pochi mesi dopo l’annuncio, il video scioccante che sancisce il definitivo passaggio della splendida italoamericana al genere del sovrappeso, alla Mecca dell’abbondanza. Uno scialbo 27 minuti prodotto da Naughty America in cui Carmella strizzata in una lingerie nemmeno troppo provocante, seduce e si porta a letto il marito della sua migliore amica. E tira fuori un campionario di carnazza cellulitica e bucce d’arancia manco fosse il camino della nonna.
Cercai quel video incuriosito. Restai inorridito. Impotente di fronte alla polverizzazione di un mito, al suo seppellimento sotto uno strato – tombale – di adipe ed inestetismi marchiani.
Anche i suoi lineamenti – da uno che si aspetta la sceneggiatiura nel porno dovete aspettarvi anche un attenzione a insignificanti dettagli di quel tipo- erano affogati nella sugna!
E’ stata la prima volta che sono rimasto impotente di fronte a Carmella. Morto. Esanime. “Il tuo sesso dallo al gabinetto!”.

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Ancora oggi mi chiedo cosa abbia spinto quella donna ad un percorso inverso a quello seguito dalla stragrande maggioranza delle sue omologhe, che hanno votato la propria esistenza ad un personal trainer e venduto l’anima al concetto di fitness.

Di certo non le mancavano stimoli. Di certo non mancavano produzioni, ferma restando così com’era. Di certo non possono essere necessità di bolletta. Nè perdonatemi si può invocare la grandissima propensione dei grandi attori a modificarsi a seconda di esigenze di copione. Non esiste il copione, a Naughty America. Carmella Bing non è mai stata una grande attrice. Forse nemmeno una attrice!

Continuo a chiedermi da 2 anni e mezzo come al solito senza risposta perchè lo abbia fatto. Quasi fosse quello un canto del cigno prima di sparire, abbandonare definitivamente le scene.
Mi mancherà…

… com’era prima del fitness all’incontrario!

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Che poi qualcosa da scrivere c’è sempre… è che a volte non ti va!

Che poi è come un discorso general generico sulle ragioni di un fallimento. Oppure un discorso profondo su qualcosa di frivolo come la filosofia della “performance di merda” applicata ad uno degli svariati campi della vita. O peggio un discorso frivolo su un tema profondo ed assoluto come l’impotenza da stress.
E’ come una rapina nella quale ti trovi coinvolto. E dieci minuti dopo sei a riderne al bar con gli amici. Rivivi gli attimi, i momenti. Magari la pistola puntata qua e là e tu lo sai che impugnata così quella pistola è più pericolosa della valigetta atomica regalata ad un bambino con le chiavi dei codici già inserite. E ne ridi… come ne ridevi dentro mentre tutto succedeva troppo velocemente per ricordare e troppo lentamente per non pensarci. “Coglione, poteva finire male!” – “Magari” e ti accorgi che ti guardano straniti su quel magari…
E ti accorgi che rispondevi ad una domanda di quindici minuti prima, quando il discorso della rapina non esisteva nemmeno… perchè non lo avevi più o meno raccontato a nessuno. Chissà perchè!
Di che parlavate, prima? Andare via o restare!

Ti eri detto che oggi volevi parlare di Magalli… del suo sex appeal irrinunciabile per le donne mature. Di come questo non lasci nella media alcuna speranza a tutti i fanatici del genere MILF – che è una delle più sonore prese per il culo preparate per l’adolescente/tardoadolescente medio. Anche perchè un giovanissimo Magalli, con la panzetta e la calvizie galoppante, al 19/20 anni, ha già perso in partenza con se stesso la speranza di trovare la Milfona giusta per lui!
E quindi ti sei fermato un attimo a pensare ed hai sentenziato: “Vabbè allora, finchè c’è vita c’è speranza!”. E t’ha dato fastidio pensarci perchè oggi ti girano e vuoi che ti girino… o più semplicemente non trovi moltissime raqgioni per cui non debbano girarti e tu debba essere “come i pinguini di Madagascar” carino e coccoloso.

Oggi non hai voglia di prendere per il culo nessuno.

Oggi non hai voglia di dimostrarti ancora una volta che c’è tanta, tantissima gente che in modo inverecondo sta peggio di te!
Oggi stai facendo i conti con la sintesi di più di un fallimento… che non è lo scrivere o meno su questo blog!

Oggi hai voglia di sentirti normale, medio…
Oggi hai voglia di trovare un pretesto. Oggi hai voglia di litigare. Oggi hai voglia di fare male!

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Una lavatrice di cazzotti… oppure due ore in chat porno a prendere per il culo il solito maschiaccio!

Oggi, pomeriggio e sera, devo scegliere se:
– Malmenare con una violenza inaudita una persona che da una quindicina di giorni sta riempiendo di botte in potenza un salvadanaio ormai prossimo all’esplosione
– Fare qualcosa che mi distragga e mi rimetta in pace col mondo.

Non posso allenarmi oggi… la palestra è normalmente chiusa il sabato.
Devo menarlo! Devo. Un imperativo categorico kantiano. Devo perchè devo!
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Oppure…

Oppure devo rinverdire un vecchio passatempo sviluppato negli anni di corso in criminologia e criminalistica. Quello dell’infilrazione nelle chat erotiche per beccare i pedofili. Che poi, diventi veramente bravo non quando fingi con un pedofilo (soggetto debolissimo, insicuro, credulone e raggirabilissimo) di essere un bambino pronto a condividere materiale pedo-pornografico… ma quando convinci una donna certificata come vera donna a fare cybersex con te, con lei che ti schiude la stanza delle meraviglie delle sue fantasie.
Breve digressione sul tema, poi ne parleremo meglio in un post apposito. Con un uomo non ci vuole niente a fingersi donna. Entrare nelle semplicistiche, infantili e non articolate corde di un maschietto infoiato in chat è semplicissimo. E’ solo un pelo più malizioso di un pedofilo segaiolo qualsiasi. Quello che è complicato non è nemmeno cominciare a chattare con una donna. Quel che è davvero difficile è entrare nella sua fantasia e sistemarsi a proprio agio… perchè solitamente si tratta di fantasie che travalicano i normali confini del buon senso, della verosimiglianza, della possibilità
In un uomoni versus donne in tema di fantasie sessuali nel campionato della semplicità e della veridicità l’uomo vincerebbe a mani basse. In quello della creatività irreale trionferebbe la donna. Fin qui tutto bene se non fosse per l’insulsa pretesa femminile tutta sintetizzabile nell’espressione “La tua è banale come fantasia, la mia è verosimile!”. Nella fattispecie si mettevano a confronto la classica fantasia “idraulico-casalinga” contro “attuale fidanzato delinquente e spregiudicato che mi ricatta perchè ha scoperto foto zozze mie fatte da un mio ex e mi minaccia di divulgarle se non mi concedo gratis ad una serie di personaggi anche a lui sconosciuti in situazione e contesti degradanti”.

Non ho una fantasia così articolata. A chattare con una donna ci riesco… a soddisfare le sue peccaminose e fantasiose voglie no… solitamente mi stufo per eccesso di puttanate inverosimili.

Fingersi donna però è divertentissimo! E di colpo… quando sai che il lui dall’altra parte è folle di te e di tutti quegli incoraggiamenti solitamente triviali e quelle descrizioni al limite dell’anatomico che gli fai… “Ciao deficiente, sono Marco, ho 37 anni e grazie per la splendida ora di risate che mi hai regalato… non credevo che la media maschile fosse così bassa… c’è chi sta peggio, davvero peggio di me!”… arriva quello che mai avresti voluto leggere. Anche solo per conservare minimamente preservata l’idea che ci fosse spranza per il genere maschile. Arriva impietosa la sua risposta: “Ok si d’accordo ma scrivimi ancora quelle zozzerie… dimmi ancora che lo vuoi… ci sono quasi!”.

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In una chat con 7800 utenti medi attivi… è lecito chiedermi se sono davvero così UP nella classifica dell’amorproprio?

Ok… lo meno. Mi sa che lo meno… anche perchè quando gioco in chat mica me lo meno!
Oppure mi chiamerò Carmela, avrò 47 anni… e sarò una zia porca e incestuosa in cerca di un nipotino che mi faccia sentire ancora giovane, bella desiderata! Però… siccome così, come donna in chat, io non mi crederei…
“io lo stuzzico il nipotino ma poi deve fare tutto lui, scatenando le mie voglie lubriche ma anche i miei timori, i miei sensi di colpa, le mie ansie… fino ad una scopata liberatoria, ma interrota(sic!) tre volte perchè la prima devo piangere (ma tu non smettere di fare quello che stai facendo anche a rischio di soffocarmi) la seconda devo urlarti No (ma sono poco convinta quindi tu continua che mi ecciterà moltissima(ri-sic!)) la terza devo giurarti eterno amore salvo poi respingerti nel peggiore dei modi cacciandoti di casa e andando a finire nel bagno piccolo a toccarmi rannicchiata sul water (tranquillo che te lo descrivo… tu mi chiedi cosa faccio e io lo scrivo)” (eh, già… l’avevate capito… CIT.).

Vada per Carmela47… posso sempre menarlo stasera!

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Washing the pipes: ovvero la boxe e quella sensazione di pace col mondo

Provate a seguire un programma di allenamento serio di pugilato – di quelli non agonistici per carità – e vi accorgerete che di colpo, dopo quelle quasi due ore tre volte a settimana il mondo vi sembrerà un luogo più bello. Vi sentirete capaci di comprendere e giustificare più o meno “l’Universomondo” per le sue cappellate. Ogni cosa vi apparirà di colpo chiara nella sua assoluta semplicità. Anche i rapporti più ingarbugliati diventeranno di colpo semplici.

…e Credete a me! Saprete di colpo quale strada prendere anche di fronte al bivio più notturno.

Questo avviene perchè il coinvolgimento ad altissimo tasso fisico del vostro corpo durante l’allenamento vi permetterà di espellere dai pori, oltre ad una enorme quantità di sudore e tossine, anche tutte quelle ansie e quei nervosismo raggrumati che con la loro confusione impediscono la comprensione dei meccanismi di ciò che vi avviene attorno. E poi l’impareggiabile catarsi del colpire e ricevere, del dare e e avere (botte condizionate e contenute, ma sempre e comunque, immaginificamente, botte) sublima nel controllo completo della propria aggressività anche quella interiore. E ci si accorge di colpo che se si riesce a controllare quel che di più distruttivo abbiamo, come la violenza fisica, che gestire le proprie emozioni senza lasciarsi travolgere è un “mestiere semplice”… basta, appunto, osservare le cose libere da legaci. Nella loro semplicità. Nella semplicità di cazzotti dati e ricevuti.

Esiste una categoria anche per questo nell’ipermercato del porno: il wash the pipes, letteralmente risciacquare le tubature. Nella traduzione espressiva italiana suona un po’ come “Non ci fosse un domani!”.
Sono i filmati spesso non amatoriali… ma pure home made, volendo, in cui due esseri solitamente di sesso maschile e femminile, si scambiano non effusioni, ma veri e propri passionalissimi martellamenti, in un accoppiamento incontrollato, feroce e selvaggio, senza alcuna tattica ed alcun fine se non quello di avere un effetto catartico. Non ci sono schemi predefiniti, non c’è la solita alternanza bipartisan di posizioni nè il solito cursus honorum del cazzo che sostanzialmente si disvela nella sequela “bocca-figa-culo-viso” con variazioni sul tema “fronte-retro” e “sopra-sotto”. Eh, no! Qui semplicemente lo si fa ” a quel biondo Dio” senza troppe riflessioni sull’inquadratura, sul kamasutra, sulla gestualità. I dialoghi, lasciati alla libera improvvisazione dell’artista, sono di solito monotoni, parecchio ripetitivi, ma con qualche chicca di raro lirismo a violare i comandamenti circa nomi di Dio invano, Madonnine, Pastorelli e presepi annessi.

Il sudore, la sensazione di fatica fisica, il trucco che cola, i capelli che vanno a farsi benedire assieme alle messe in piega, il fiatone – tutte cose che per una produzione commerciale non amatoriale sono fondamentali dettagli da evitare e che dimostrano come il porno, fuor da ogni uso metaforico, sia la più grande bugia raccontata all’essere umano – sono presi e sbattuti lì con osceno ed orgoglioso vanto… a testimoniare non solo il carattere true life ma anche e soprattutto l’assoluto stato di catarsi che solitamente l’attore maschile raggiunge (la donna credo un po’ meno… o meglio, credo che la sua sia solo una catarsi nel fastidio) attraverso un accoppiamento fuori dagli schemi e fuori da ogni “esigenza di copione”.

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Sono filmati veri. Come un diretto sul naso. Durano spesso meno di 7/8 minuti… a testimonianza del fatto che poi, senza montaggio, tu ragazzino che ti fai le pippe e sogni di durare trenta minuti, già non sei da meno di quello che sta recitando!

E sono filmati che lasciano l’uomo medio desideroso di raggiungere uno stato del genere. Di farlo una buona volta “a quel biondo Dio”… di farlo come non ci fosse un domani. Non per farlo… ma perchè sembra che dopo tu e il mondo non abbiate mai litigato… e che il suddetto mondo per te non abbia segreti! Proprio come dopo una scazzottata. Proprio come dopo una ripresa di guantoni con uno molto più forte di te che ti ricorda che “la boxe è contatto…”

…ma pure un poco di amore, forse!

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FEM-DOM Jerking: La Minoranza PD e l’insostenibile leggerezza dell’umiliazione profonda

Ci sta una cosa che si chiama FEM-DOM nell’enorme mondo dell’S/M (Slave-Master se ricordate bene). Ci sta che il FEM-DOM è quel particolare ribaltamento dei ruoli (curioso e forse per questo eccitante solo nel mondo occidentale) in cui è la donna ad umiliare l’uomo. Sottinsiemi e sottocategorie sono tante quante le pratiche umiliatorie. Pipì, pupù, attrezzi, legacci, bende, monte inglesi, giocattoli, mutandecorcazzo e simili. Una delle sottocategorie emblematiche come metafora di coloro che pur di non rinunciare al contatto con una donna sono capaci di profonde cocenti umiliazioni è il Jerking. To jerk è sinonimo di fare ‘na pippa in inglese.

Ci sta un tipo, non troppo sicuro di se. Ci sta una tipa ordinaria, normale, quasi banale. Ci sta che lui si protesta un macho, un instancabile mandingo, un trapano battente. Ci sta che la donna, probabilmente in assoluta crisi di astinenza, crisi di mezz’età, crisi coniugale… si incuriosisce e “ce sta a provà!” Ci sta che misteriosamente il tipo comincia a tirarsi indietro accampando scuse. Ci sta che la tipa vuole arrivare al sodo. Ci sta di mezzo la plateale “figura di cazzo” – nomen omen – del tipo che ce l’ha piccolo.

Ci sta qui una piccola digressione: piccolo o grande nel mondo del porno ≠ da piccolo o grande nel mondo reale. L’equino è una eccezione, i minotauri sessuali nel mondo reale sono casi medici. Il porno ci accostuma alla bassa autostima! E’ la metafora dell’inadeguatezza di noi tutti ai nostri tempi.

E quindi ci sta questo che ce l’ha piccolo e non è in animo di farsi schernire o deridere… e solitamente ci sta la tipa – spesso più matura, ma non sempre – che fingendo di prendere a cuore la causa del povero sfigato shortdickman, non trova niente di meglio da fare che dargli piacere con la mano non smettendo mai di vezzeggiarlo e rassicurarlo… quindi, umiliarlo. Tanto che ci sta sempre che dopo non gliela da non perchè sia timido ma perchè proprio non riesce a resistere.

E, alla fine, il tipo è contento!

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Ci sta che da anni la sedicente minoranza PD – che è una ammucchiata a geometria variabile dove per eccesso di disordine la gente se ne va e trasforma una vecchia maggioranza in una nuova minoranza – minacci scissioni roboanti, vigorose prese di posizione, scalpiti definendo irricevibili le risposte del resto del suo partito, proponga e prometta battaglia, lotta dura senza paura… per poi ritirarsi in buon ordine accontentandosi di un contentino che è forse più umiliante di una presa di posizione secca, decisa, coerente ma perdente!

L’eiaculazione, precoce e verbale prima che verbosa, corrisponde solitamente al post quotidiano con cui qualcuno non partecipa al voto o alle giustificazioni imbarazzanti che tirano sempre in ballo – chissà perchè – lo Statuto del Partito!

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Truth, in my humble opinion: ovvero Pasolini, il punto G e una certa sinistra radicalscik italiana

Io so.
Io so. Ma non ho le prove. Non ho nemmeno indizi.

Pier Paolo Pasolini parlava così della stagione buia della Strategia della tensione in Italia. Accusava, pubblicamente, con la sua penna al vetriolo. Disvelava tesi e trame con una lucidità ed una semplicità degna solo dei migliori “lettori” del proprio mondo. Di quelli lontani dai potenti. Di quelli scomodi.
Non aveva prove. Non aveva indizi… e però Sapeva!
Ed assieme a lui sapevano e supportavano quella sua verità tanti e tanti… per la Sinistra Italiana quella era La Verità.

La verità dovrebbe essere una. L’obiettività prima di tutto. Verità ed Opinione non sono sinonimi… a volerla dire bene tutta sono quasi Contrari.

E però… ogni tanto accade un fatto strano! Ogni tanto succede, può succedere… che la verità si trasformi in una opinione. Solitamente accade quando alla Sinistra Italiana provi a dire… Io So… su qualcosa che la riguarda. Magari non hai prove. Magari però gli indizi ce li hai. E li metti in terra. Magari sono pure tre, gravi, precisi e concordanti… e quindi fanno una prova. Ma no, a quel punto Tu Non Sai… o peggio ancora, non hai il quadro completo della situazione, non comprendi il Fine Ultimo Superiore (che nelle parole coincide quasi sempre idealmente con il Sol dell’Avvenire).

E la verità che hai inseguito diventa opinabile opinione.

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Come il Punto G.
Ti hanno convinto che esiste. Ti hanno insegnato che devi trovarlo. Alcuni hanno voluto fornirti cartina e bussola. Altri una lucetta da speleologo. Pacche sulle spalle degli zii più grandi: “Io c’ho sempre preso!”. Sei lì concentrato da anni a cercarlo. Ti convinci di averlo trovato. Ti senti padrone del mondo… perchè, tu, sì, dopo anni di studio e fatica a quell’Eldorado di piacere ci sei arrivato!.
Poi la doccia fredda: “Scherzavamo… un esiste miha il Punto G!”
E La Verità, una delle Verità più importanti nel mondo del sesso occidentale finisce liquidata così, come una opinabile opinione. Con codazzo femministra giustificazionista sull’abolizione del suddetto Punto che “ci ghettizza la figa in guisa di piccolo bersaglio da tirassegno!”.
Allora tutto quel piacere che donavo martellando lì e proprio lì dopo mesi di esplorazioni e faticacce?
Una sonora cazzata! Una opinione! Non certo la verità!

M’hanno preso per il culo!

Io so, io so che esiste una Puglia Peggiore. Ma ho solo qualche indizio. E non ho chiaro il quadro! Non lo vedo, quel sol dell’avvenire. La mia è un’opinione… anche di fronte agli indizi!

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