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This War of Mine – 5/5

Oggi termina la proiezione di qsto set…

Questo è “This war of mine”, set scattato a Modugno il 22 dicembre 2015 nel magazzino abbandonato di Aiazzone. Vi suggerisco di ascoltare mentre guardate le fotografie la cover fatta dagli Alchera di “Canzone dell’amore perduto”… credo sia un cadaunato sottofondo idoneo (cit.)
La trovate qui:

Madonna con bambino (The owl)

Eppure io ebbi modo di vedere attraverso gli scoppi che i proiettili avevano regalato a quella vetrata infrangibile, il disegno puro e semplice di una speranza: una donna che teneva un bambino in braccio, come una madonnina… ed a me comunicava quiete come un abbraccio materno, ad altri una religiosità ed una spiritualità che non conoscevo. Ma ci stavano bene. Una sera, riguardandola, vidi una civetta. Ci stava bene uguale.

High Hopes

Qualcuno è passato di qui… ed ha pensato che alle volte può essere banale e scontato, ma è profondamente ero. La musica, anche se surrelamente, riesce ad ancorarci alla nostra umanità ed alle nostre emozioni… anche in luoghi in cui regna desolazione, guerra ed abbandono.

Grazie a tutti per la pazienza e per la visione!

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E siccome non posso pretendere che solo perchè per alcuni è pasqua mi resuscitino non tanto le parole quanto il loro fluently nello scorrere: ancora una immagine e qualche riflessione

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E niente, oggi recupero uno scatto vechissimo, con molta dignità, al quale sono davvero profondamente affezionato. Pochi possono sapere che io ho avuto per un anno intero un progetto di una banalità estrema: il 365 iphoneography. 1 foto al giorno fatta con l’Iphone. Il progetto non l’ho mai stampato… ma un giorno di questi potrei davvero fare la pazzia, non lo so, vedremo.

Questo era il primo scatto. E decisi come primo scatto di immortalare la fessura del portone di casa mia mentre lo aprivo. Perchè uscivo al mondo, no? Perchè usciva con me il mio iPhone con tutte le sue applicazioni fotografiche tipo Hipstamatic – che è un sacco bella e performante!

Oggi sono uscito da quella casa che era stata per un periodo la mia vecchia casa, che è tornata ad essere casa mia finchè non starò davvero ma davvero bene. E siccome avevo un poco di paura, perchè dovevo confrontarmi con tutti anche se con la parlantina mezza zoppa e un pochino sghemba… mi sentivo come quel giorno: che faccio esco? che faccio scatto? ci riuscirò?

Per questo l’ho recuperato questo scatto, ho ritrovato questa foto e l’ho messa qui. Quasi per dirmi che da oggi si comincia di nuovo. Però una cosa nuova: un progetto fatto di un passo al giorno, un risultato alla settimana, un desiderio al mese. Che è un progetto che si chiama Live your Life, cioè per i non anglofoni Viviti la vita. Come hanno suggerito i “professori”. Ma io mi chiedo, può essere che siamo ancora agli anni ’80 che certi professionisti si chiamano “professori” se stanno in un posto preciso? Mah!

Intanto per la sezione Radio volevo postare, vorrei da giorni, un pezzo dei Baustelle… ma non posso per via di una serie di promesse fatte… ad una persona più di tutte.

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(questo era lo scatto 93 di quel progetto… ci stava oggi per il video)

Per cui non posterò quella canzone. Solo che volevo proprio la voce di Francesco Bianconi per staccare e spegnere il PC oggi. E allora scelgo questa, direttamente dal cassetto che contiene ben custoditi i pezzi che non so se poi una volta suggeriti sono stati mai ascoltati… e la cosa mi fa girare le palle in maniera incredibile. (A voi no?). Il pezzo è “La cometa di Halley” e mi ricordo quando ero piccolo, giovane e stupido… e come per tutte le comete e tutte le eclissi pensavo… “Chissà quando mi ricapita!”. Pare che ci siano comete da queste parti ogni anno. C’è una eclissi da che mi ricordo ogni 2/3 anni. Quella di Halley, come cometa, però, lo so, passerà di nuovo che forse non ci sarò più. Come dire che ci sono cose belle che sono belle perchè sono uniche! Resta solo da capire se esistono ancora!

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Gesummaria perchè mi stai facendo questo? Gesummaria… no, però! Non puoi farmi venir voglia di fare un regalo così!

Singer Kurt Cobain Smoking Cigarette

Gesummaria a volte ragiona per logiche sghembe. Io vi ho più o meno spiegato chi è e cosa fa Gesummaria: ti fa sentire realizzato nella vita professionale. E se di professione ti piace fare anche i regali come tipo quarto lavoro… oppure come personal shop assistent agli amici… beh ti serve davvero la mano di Gesummaria.

Io di quinto lavoro faccio il regalista, cioè quello che fa i regali agli altri oppure suggerisce agli amici che regali comprare per fare una bella figura. Secondo una persona che spero vorrà perdonarmi davvero se avevo pensato di tirarla in questa storia di capire se un chiarimento va fatto o no, perchè ci stiamo lavorando e soprattutto perchè c’ho ancora “incasinato il modo di parlare” (che è un cit, cinematografico che chi lo vince si aggiudica appena avrò ricominciato per davvero a star bene la prima “blogrecensione pompino – non da ricambiare” che inaugurerà la rubrica delle “blogrecensioni pompino – non da ricambiare”) e non posso chiarirmi se ancora non parlo bene e comunque me ne vergogno ancora un bel po’ parecchio, secondo questa persona che per comodità chiameremo emmecci, io potrei anche fare il regalista affermato. Interpretando a mio modo il suo pensiero mi darei un bel 4 stelle su 5 in un tripadvisor dei tuoi amici regalisti.

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E stanotte Gesummaria mi è apparso in sogno mentre sbucciava un uovo sodo e poi se lo mangiava intero tipo serpente. E Gesummaria mi ha detto che devo… assolutamente devo fare un regalo a prescindere da come un creto qualche chiarimento andrà a finire. Ora… io dopodomani di questo regalo ne devo parlare con “i professori” che mi stanno dando una mano. Perchè voglio capire da dove viene fuori e se posso farlo. Però, niente, volevo condividerlo qui con voi come ipotesi… perchè tutto questo la dice molto lunga sul fatto che credo Gesummaria mi stia tirando un brutto scherzo. Che mi significa, a me che odio questa persona, suggerirmi di acquistare qualcosa che abbia a che fare con lui? Boh! A volte le divinità sanno essere ciniche e sghembe. Che vi avevo detto io su Gesummaria? E’ neutrale: ti fa star bene senza per forza di cose creare immani casini tipo dittature nelle vite degli altri. Il caso Germanwings è emblematico: se Gesummaria mi avesse voluto miracolare “mi avrebbe fatto spuntare le ali al culo” (altro cit. clamoroso che se indovinate vincete la seconda “blogrecensione pompino – non da ricambiare”)… ma Gesummaria ed una lunga serie di selezionatori di compagnie di volo hanno sentenziato che avrei urlato come un pazzo “Sì, sì, sì!” manco stessi godendo a quel Biondoddio, gettando l’aereo in picchiata contro un posto ameno della Terra tipo, che so, Perfugas o Propriano.

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Sì ma ora che cazzo mi significa farmi venire in testa di fare un regalo così? Boh! E di mettermi a postare pure ‘ste rimmate qui… (rimmate significa immondizie… per chi non è di Bari!) visto che altrove ho scritto rispetto al signore in questione: “Vabbè, alla fine meno male che è morto…”(e se ve la dovete prendere per questa affermazione prendetevela, non ci sono problemi, se la esprimete argomentando io argomento la risposta e siamo amici… senò fate leva al cazzo!). E dire che avevo tre camice da tagliaboschi americano da portare aperte con sotto tre magliette molto contestate dei Cradle of Filth una (con un bestemmione ed una che faceva tutto il Biondoddio possibile con “quella specie de più co’ ‘na figuretta sopra che pare che sta a pijà er sole…” che vli chiamate croce), degli Iron Maiden l’altra: “The Trooper” che è un pezzaccio da Biondoddio e dei G’n’R l’altra ancora del singolo Patience che mi fa venire da piangere se ci ripenso adesso.

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Allora niente il regalo ha a che fare con quel signore, che tipo Spadolini “s’è tolto dalle balle” (cit. a gogo oggi!) coi capelli biondi e gli occhiali bianchi alla Marylin. E io scelgo questo pezzo qui, oggi, che è quello di lui che mi fa meno male perchè alla fine è quello che parla più di me, proprio mo… cioè adesso se non siete di Bari.
Però Bowie è indiscutibilmente migliore! E lui invece qui sbaglia pure l’attacco!

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E niente… l’attore è il flessibile per eccellenza… ma la pornostar di più! E in buona sostanza Je Suis Charlee… (Chase!)

Sono giorni che mi avvito su me stesso con i post che programmo e che posto…
I discorsi stanno assumendo una forma tra l’anoide (cioè a forma di ano) ed il mulinello dello scarco del lavandino quando togli il tappo. Finisco assorbito. La verità è che questo flusso di coscienza poteva anche essere un unico post che partiva di qui… ma poi qualcuno, più di qualcuno, con candore mi avrebbe detto “Ho deficit di attenzione, ti metto mi piace… ma non leggo e mi fido sulla parola!”. Onesto… ma per te c’è l’inferno… ed è un posto particolare… quello dove ci stanno molti giovani e sconosciuti e bravissimi musicisti. Sono quelli che in vita non hanno sfondato per avverse condizioni meteo delle loro esistenze. E sono finiti ad aprirsi scuole di musica dove ci rimettevano (bile e soldi). E sono finiti a fare i turnisti a personagiacci come Zarrillo e Pausini (che ti daranno anche iniezioni di professionalità, ma lo fanno mentre ti scartavetrano le palle con la cartavetrata grana F che se non ci stai attento ti scartavetri le mani scartavetrando da lato sbagliato). E per le suddette ragioni alimentari e le suddette avverse condizioni meteo… sono finiti a produrre in batteria i pezzi celebri del canzonienre neomelodico napoletano camorristico. E ne sfornano dieci al giorno. E sopra ci canta Antonello, Dernier, Antony (che non è Antonello), Gabry, Teresina e simili. E famosi non lo diventeranno mai… perchè non stanno nemmeno i loro credit sotto le canzoni.

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Nemmeno se il loro pezzo viene scelto per Gomorra – La serie. Men che meno se viene scelto per Gomorra – Il film. Figuratevi, ormai, se dovesse essere scelto per l’audiolibro di Gomorra – L’audiolibro del Libro.

E’ proprio questa immagine dei musicisti gimmiendrics o keitricciards o giacopastorius che se ne stanno ammanettati dalla caviglia con una catena lunga a sufficienza per arrivare al cessetto dello studio di registrazione dal termosifone dove sono attaccati, col cattivo di turno alla scrogge che scorreggia entrando nella loro stanza e gli tira dietro il pane vecchio, e gli scodella una ciotola con la brodaglia e gli dice “Stiamo sotto con gli arrangiamenti di quei sei album… ma tu domani vuoi mangiare?!” e gimmiendrics abbassa la testa e piagniucola “si si sissignore” e si mette lì ad arrangiare e comporre tutto in pentatonica diminuita per finire i pezzi… che senò lui poi domani torna (cit.)…
E’ proprio questa immagine che mi ha fatto pensare quanto complicata è la vita di un attore. Senza scomodare i mostri sacri come Hoffmann e De Niro col metodo stanisqualchecosa, che poi sarebbe Stanislavsky, entrano nel personaggio frequentando personaggi simili a quelli da interpretare… tipo i tassisti disadattati reduci erotomani e spree-killer alla “taxidriver”… ma pure pensando a quelli che pur di non “entrare mai nel personaggio facendoselo cucire addosso” sono stati nella loro carriera tante cose diverse. Penso a quelli che sono stati flessibili. E’ stato tutto più difficile… perchè la produzione oggi ti voleva monello, oggi bravo, oggi pazzo, oggi sano… su set diversi. E tu in un anno faticavi tanto a diventare un credibile stronzo… poi dovevi diventare un buono irreprensibile. Cioè… c’è gente che c’è morta… tipo il ricchione de “La montagna dei rott’inculo” che poi è diventato anche Joker di Batman e non ha fatto rimpiangere Nicholson… e quindi tecnicamente è stato magistrale… ma poi lo stress forte poverino se l’è portato. Chiariamoci… non che fare sempre una parte sia tanto meglio. Meccolicalcoli, cioè il biondino di Mamma ho perso l’aereo… non ha fatto niente di meglio nei secoli… e di noia è finito per morire al futuro prossimo di droga.

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Flessibile allora sì… ma così tanto no! Cioè non da trasformarmi in un anno da cowboy frocio in supercriminale assassino di massa nichilista… Ma questo è niente. Perchè queste sono trasformazioni che agli attori si richiedono in un tempo più o meno lungo… non sufficiente a far scendere il tasso di sopravvivenza a zero… ma lungo. Pensate alla povera Charlee Chase… che nel 2005 un giorno girò due clip da 45 minuti di montato (quindi siamo sui 90 di girato… che x 2 fa centottanta totali)… in cui era prima una dottoressa incazzata che decideva di farsi pagare in natura la parcella dal paziente ipocondriaco… ma di sicuro un pochetto arrapato… e dopo i canonici venti minuti di doccia e capelli (trucco niente ancora, allora, alla brazzers) nello stesso giorno diventò la aspirante segretaria di uno sceicco principe di non so quale stato di sabbia che vestito di tutto punto ma con uno stracomico accento mediorientale faceva il maiale cazzomoscetto con la bella biondona di Tampa. Roba che se lo vede qualche aspiante califfo signore del pianeta ci ritroveremo ad urlare “Je Suis Charlee”.

Non pensate mai che la vita di una pornostar sia solo cazzo cazzo cazzo cazzo… con qualche simpatica variabile del culofigatette. E per chi non ci crede presto postata la query corretta da digitare per vedere il filmato della povera Charlee con il pazzo mezzofrocio cazzomoscio del “Prince, you are One… you are THE one…“.
“Charlee Chase big tits work prince”. La quary per arrivare al video della dottoressa è pleonastica… le foto le trovate qui!

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