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Di post ibernati, riciclati, recuperati come a dire che non ti va di scrivere un cazzo! E invece l’hai riscritto, quindi ti sei solo ispirato, nient’altro…

Io ‘ste porcherie di copincollare i post non le faccio!
E che cazzo! E non dovreste nemmeno pensare di accusarmi di una cosa del genere. Che è autoplagio? Che sono? Post ibernati nel congelatore del tempo e scongelati a bella posta? Pensate che io sia questo? Fuori dalle palle!

No… niente, dice che certi giorni sei nervoso e di primo acchito sembra che tu abbia davvro voglia di litigare col mondo. Così! Invece no, un motivo c’è sempre. Devo finire di scrivere questo post e poi far uscire il cane. E per me il cane conta un sacco… infatti è una delle tre che non rientrano e non irentreranno mai nella categoria “Biondoddio io con quella che ci fare” insieme alla mamma ed alla nonna. Per me il cane conta parecchio più dei lettori. Ma siccome se non lo scrivo ‘sto post mi risalta sulle palle più tardi. Faccio oggi quello che – esattamente – potrei/dovrei fare tra sei giorni, cioè il post di mercoledì 10 dicembre.
Ah, sì, sempre per la storia delle ucronie che cito qui ma di cui palrerò da un’altra parte dove questa pagina e la pagina in cui inizio col chiedervi cosa sono le ucronie sarà citata!

Vabbè sono nervoso e mi sono sentito attaccato da quello che probabilmente alcuni di voi avranno pensato leggendo il titolo. si chiama “mania di persecuzione” e ce l’ho solo quando divento nervoso… quindi oggi… “ditegli sempre di sì”… ma con moderazione o si sentirà preso per pazzo!

Taxi+Driver

Allora: la storia è questa!
Recita del Santo Natale dell’ultimo anno di asilo. Recita ≠ Presepe vivente. Recita con tanto di narratore. Lo sapete, no? Ci sta sempre il narratore. Il più sfigato della scuola. Quello che è così bravo e così ometto che tutti si fidano ad affidargli una parte che comporta enorme sforzo mnemonico e soprattutto autocontrollo e sangue freddo: mica proprio il narratore se ne può andare… mica può permettersi mattane. Deve stare lì, educato e impassibile a raccontare la storia che ha imparato a memoria… mica come Maria che sta zitta e muta, Giuseppe che dice solo “Coraggio Maria” buoi asinelle e pecore onomatopeici come mai (e pure un porco) o i Re Magi che il 23 dicembre in netto anticipo rispetto ad un parto avvenuto anch’esso in anticipo di quasi 36 ore esclamano “Prodigio del Signore!”.
Il narratore è un cazzinculo se lo sei… ‘na bella storia se la scampi!

Io non la scampai quell’anno… e non la scampai più… perchè in un paese piccolo quando passi dai pulcini agli allievi se sei meritevole l’allenatore precedente ti segnala al successivo. E tra le maestre funziona così… e io sono sempre stato segnalato. Per le cose peggior da fare… non per quelle che avessi fatto (purtroppo!).

5 anni, narratore al presepe vivente.
Sì ma narratore come? Vestito da cosa. Sì io faccio il narratore ma nel presepe di casa il narratore non ci sta. Io chi cazzo sono? Una pecora che si anima da bipede e vi racconta ‘na palla che sapete tutti? Un pastorello che si risveglia? La cometa che parla tanto è magica? Un Re Magio in anticipo? Un settenano (cit.) che passa di lì tanto coi remagi in anticipo un settenano può passare?

“Poi vediamo… magari un pastorello!”.
Che due coglioni… ricordo distintamente che pensai qualcosa di simile. Credo fosse un “Che due pizze!” che le parolacce le ho scoperte da relativamente poco e faccio indigestione come quelli che cominciano a fumare o scopare da grandissimi e dicono “chemesoperso!”.

Forse ho un idea maestra!
“Sentiamo?” con assoluta disponibilità… visto che quella fu tecnicamente la prima manifestazione di una personale indole taciturna e pacifica ma capace anche di sorprendenti blitzkrieg emozionali. “Sentaimo!” tanto che ci si può aspettare da un ometto così bravo educato e timorato?

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Potrei essere Erode! Lo shock sul volto della maestra. Erode? Ma questo è scemo? Ma che problemi ha? Questo è un pessimo segno… mi sa! “Ma Erode nel presepe non c’è!”. No Maestra c’è ci deve essere per forza perchè dopo fa la Strage degli Innocenti… a casa metto sempre un castello in lontananza sul presepe, giuro!

Questa del presepe è una delle prime palle molto ben congegnate che ho inventato. Palle assolutamente credibilissime se non fosse per mia madre o qualcun altro che arrivava a rovinarmi la festa rinvigorendo poi la definizione di “bieco mentitore patentato e pericolosissimo affabulatore” che mi ha perseguitato assieme a quella di bambino studioso educato e disponibile.

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“Direi di no, Domenico, è una cosa davvero macabra!”. Macabro a chi stronza fascista? (non lo dissi ma lo pensai e per questo Fiabeschi con quel suo fascista mi è sempre stato simpatico!). Volevo benissimo a quella maestra ma questa non la potevo sopportare. Oltretutto avevo un sacco di “palle bonus” per i capricci accumulate in due anni di onesto servizio.
Anche di fronte al primo contatto col mondo del porno di cui un giorno vi parlerò anche se non ho memoria del fatto e ricostruisco in base ai racconti di mia madre.
Tornarono utili le intuizioni sulle rivendicazioni sindacali di cui sentivo parlare a casa da un babbo che si occupava all’epoca in modo attivo e diretto di politica.
Io ho il potere del narratore… ed il potere del narratore è che “senza di te la recita di sicuro va malissimo Domenico e tu devi essere bravo come sai essere bravo”…
Io ho il potere di farmi venire una cacarella colossale il giorno della recita…
Io ho il potere di mandare tutto a puttane (ok non ho detto a puttane ma a monte… però ora mi piace esprimere il concetto)…
E questa è la mia rivendicazione sindacale.

(… Io ho il Potere di scrivere in corsivo e apparire, anche mentre dico una nefandezza, educato e garbato ai vostri occhi… non dimenticatelo mai…)

Eccomi a telefono con la maestra ed il foglio che mia madre doveva preoccuparsi io imparassi a memoria con poggiato su il giornale del giorno… tipo sequestro di persona…
… In bocca di sicuro avevo una Marlboro rossa. In casa c’erano solo quelle!
“Ho qui il copione maestra… ma ho delle irrinunciabili condizioni sindacali che dovremmo discutere… altrimenti il copione del narratore muore… ucciso da Erode che resta a casa quel giorno visto che è offeso perchè il suo ruolo è stato dimenticato!” Ed alle immaginate dichiarazioni di resa dell’autorità costituita io rispondo: “Dovrà farmi fare Erode… il narratore c’è solo se fa la parte di Erode! Altrimenti, gliel’ho detto Maestra: Il Copione MUORE!”.
Accettarono, definendo comunque storicamente congrua la mia richiesta!

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Costruirono un castello dietro il quale io stavo seduto per la maggior parte del tempo con la testa che usciva dal mezzo delle torri. Avevo una corona. Avevo un mantello rosso. Avevo una improbabile tutina di simil raso con corallini e paillettes. Bianca non rosa! A dispetto di quanto erroneamente ma simpaticamente riportato da alcuni freakkettoni sballomani, tossicofiliaci di prima mattina… Erode non è quel coso mezzo frocio e tutto impasticcato – ma comunque simpaticissimo – che ho messo poco più su: Erode era uno ganzo!
Ed è dunque del tutto ovvio che… mi presentassero come Erode.

Del tutto evidenti due imprescindibili considerazioni:
– Da piccolo avevo benaltro potere contrattuale e sindacale, persino di fronte a rivendicazioni cattolicamente inaccettabili…

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– Da piccolo ho cominciato e non ho mai smesso di voler fare una cosa ben precisa da grande: il sovrano stronzo!
E quindi ‘sto post a giusta ragione potrebbe chiamarsi: “Da grande vglio fare il dittatore!”.

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