Archivi tag: Occhiali

Essere, non essere…

12782353_10208374239624118_1551802318_nE quanto invece conti esserci, essere dentro, presente alla vita, al mondo, a se stessi? E’ sempre qualcosa che deve avere a che fare con l’identità, giusto? Credo di sì, alla fine. Non è importante solo quel che si è o si vorrebbe essere ma anche quanto coscientemente ci si mette dentro, quelle cose… oppure quanto forte le si neghi, nel senso: non voglio essere questo o più forte ancora “mi fingerò quello!”

12834999_10208374240104130_1580224530_nTipo: sei un creativo ma se ti presenti senza baffi all’insù ed occhiali pentapartitici… che creativo vuoi essere agli occhi del bar o del locale ggggiovane che ti deve assumere a nero per curare la promozione del luogo stesso od organizzare una rassegna oppure convincerlo ad aprirsi un blog e fartelo curare. Vivere da educanda non ti aiuterà dietro lo spillatore della birra… a ben guardare nemmeno ucciderti di birre aiuterà, alla lunga, comunque… ma ci sono milleduecentoventotto sfumature diverse nel mezzo.

12804056_10208374239104105_176323323_n(Il porno contravviene a questa regola perchè un attore o una attrice porno sono sempre credibili: sono nudi ed impersonali nell’atto… per cui questo discorso col porno non c’entra e dimostra più forte che si può che il porno è la più grande e pubblicitaria delle bugie).

Si tratta di entrare nei panni… e farlo veloce e bene. Io ci sono sempre riuscito. Dice che è roba dei Gemelli… che non sono doppia faccia quanto i pesci, sono semplicemente e splendidamente adattivi.

12834813_10208374238584092_119296198_nQuante identità dimostro? Tante, ne ho tante… il problema è indossare un costume rimanendo se stessi… il che vuol dire sostanzialemente che se sei acido nella vita lo sei sempre: creativamente quando hai i baffi all’insù, rudemente quando hai lo smanicato e spilli birra coi tatuaggi tutti de fori, con il lupetto istituzionale quando stai dietro la cattedra.

12825380_10208374239784122_1926523881_nOh, io come sapete non sono solo acido… tipo che sono un gran tenerone… Però sentivo il bisogno di metterle per terra, ‘ste cose… per il semplice fatto che mi guardo e mi riguardo e noto che certe volte lo stacco tra le mille foto profilo e le diecimila incarnazioni dell’essere potrebbero trarre in inganno!

12825231_10208374257304560_1242194463_n

Ora io lo so e lo so benissimo che alle signore quella preferita risulterà questa… ma non sono così “Narcotici” da tempo… sorry.

Contrassegnato da tag , , , , , , , ,

Mustache, mustacchi, baffoni… altro accessorio…

Altro accessorio che riscuote successo. Io coi miei baffi c’ho sempre avuto un rapporto osceno. Non sono mai stato convinto del loro potenziale. Ho sempre desiderato quello che dalle mie parti si chiama il “mostazzo di ghisa” ossia il baffone alla Baffone, alla Giuseppe Stalin. Niente. Baffi poco folti, soprattutto molto radi al centro, hanno sempre reso praticamente impossibile ed irrealizzabile il sogno dello scopettone da tricheco sotto il naso.

C’è stato dunque il periodo in cui ho optato per educati baffi alla “Catturandi”, alla Maurizio Merli per intenderci, ma un pochino più educati… Mi sono stancato subito perchè poi dovevi raderti sul serio ogni due giorni e manutenerli in modo ossessivo per molto tempo.

vallanzasca_10-1

Sono dunque passato alla barba, ma la barba non m’è mai cresciuta come avrei sempre voluto, cioè alla Rasputin. A proposito, se qualcuno ha consigli su come impostare una barba alla Rasputin… che il mio barbiere mi guarda e continua a sostenere di non volermi aiutare perchè non mi starebbe bene in viso… si faccia avanti. Voglio la barba da inquisitore o da rasputin… anche dopo aver saputo che quel nervo allucinante in formaldeide è un falso storico ad uso e consumo di turisti pruriginosi ed apparteneva in realtà ad un ciuccio che io ho battezato Sputnik come mio zio prima di me battezzo Sputnik il suo asinello GOBBO. Volevo e voglio la barba alla rasputin perchè secondo me tira un sacco e fa molto autoriale in termini di autoproduzione di romanzetti di genere da vendere tipo harmony su ebook!

12596492_10208060722386383_1728101228_n

Passo dunque all’estremo ultimoentativo, questa volta riuscito. Ironia della sorte, dopo essermi tanto accapigliato contro di loro per mesi anni o soltanto settimane (per favore senza googlare indovina il cit e vinci un bacio in bocca a chi vuoi tu che darò io al posto tuo!) dopo essermi tanto accapigliato, niente… l’unico bel baffo autoriale che mi viene è quello da hipster, all’insù, incerato e non incerumato… e la differenza non è il rum ma il fatto di non mettersi il frutto del corpo addosso ma una roba della fructis che è più igienica e profumata e chi ti bacia non scappa. IL baffo all’insù mi sta, è facile da manutenere, tira e mi dona quell’espressione di faccia da culo che ogni buon autore all’inizio della fulgida carriera dovrebbe osare avere per affermarsi. Del resto Nietzsche non lo ha mai detto ma Morrison gliel’ha messo in bocca: Tutto in principio deve indossare maschere paurose per imprimersi nel cuore e nella coscienza delle genti! Io indosso occhiali e baffo.

Come-vestirsi-da-Hipster

Alcuni mi hanno detto che potrei fare la controfigura di Sergio della Banda Vallanzasca… ma Moritz mi sa che se la prende… comunque il look fa figo.- Mi sono dunque premurato di controllare che esista una apposita categoria porno per questa storia dei baffi, esattamente come per gli occhiali. No, signori miei, devo deludervi. Il mustache non esiste come categoria, nemmeno nella sottocategoria Freaks (ossia scherzi da baraccone, vuoi mai, donna baffuta… e invece no) nè tantomeno sotto la celeberrima WTF (cioè macheccazzo?! che assomma tutto lo schifo figlio della cacca della morte). L’unica citazione del moustache è in una particolare maniera di imbrattare visi, che disegnerebbe un baffo incanutito. La qual cosa, lungi dall’essere interessante, non crea nota alcuna sotto la vicenda. Posso solo dire senza tema di smentita che in una serie di video dimostrativi del moustache che ho visto, non v’è traccia del baffo hipster all’insù, quindi… sono assolutamente fuori della realtà!

12607276_10208060722786393_885986702_n

Con enorme stima mi liscio il baff0 e m’accommiato! Del resto, però, anche col baffo trichecoide… non posso negare di provare un narcisistico bisogno di guardarmi! Come spesso sostengo l’importante è rendersi davvero sul serio!

12366457_10207778174522863_5678331156885866009_n

 

Contrassegnato da tag , , , , , , , , , , ,

Ray Ban, Glasses, Inconsci collettivi, Hipsteria

E niente viene fuori che da quando indosso dei curiosi occhiali anni ’80 da pentapartito, una montatura in cellulosa che simula l’osso e tanta dignità di faccendiere da prima repubblica alla Bisignani, succede che ci sta una strana e curiosa calaca di donne, tutte “pseudo” creative che hanno deciso che sull’agendina della loro vita, massimamente urgente pare essere il verbo “conoscermi”.

Parleremo in un altro esecondo momento del baffo. Devo capire se la programmazione mi permette di derubricare il discorso sul baffo già a domani o per caso, tra “Risorgimento di tenebra” cazzi e mazzi, non sia necessario spostare di qualche giorno più in là il discorso sul mustacchio all’insù che ho deciso di farmi crescere. Anche quello pare avere davvero la sua parte. Ed ho capito solo da poco che il trucco per avere baffi perfettamente all’insù era semplicemente recarsi alla “drogheria” sotto casa ed acquistare un piccolo barattolino di “cera per acconciature”. Vedi tu! Il segreto era sotto gli occhi, come l’essenziale, invvisibile.

Torniamo agli occhiali. Più di una volta mi sono chiesto, prima di indossarli, tipo: “La gente fa il diavolo a quattro per le lentine, per non farsi vedere con gli occhiali… e tu? Tu che hai dieci decimi certificati Battaglione San Marco te li scegli come ammennicoli del tuo viso?”. Non eravamo sicuri della scelta che stavamo facendo, è evidente. Ma abbiamo portato innanzi la battaglia fino a compimento… e quindi occhiali alla Bisignani, mentre tutt’intorno è un fiorire di lentine giornaliere, settimanali, mensili, cicliche… noi ci affidiamo ai professionisti del settore e rivolgiamo fiduciosi lo sguardo agli anni ruggenti. A dire il vero ho anche una montatura che supera il grigiore democristiano e si sposta verso lidi gaudenti: la montatura del buon De Michelis. Ricordo a tutti che, oltre che ministro degli esteri in momenti delicati quali il conflitto civile nella ex-yugoslavia, il buon De Michelis è anche l’autorevole estensore della guida” Dove andiamo a ballare stasera?”… per cui, perpiacere!

E quindi, niente, sarà il fascino tutto hispter e bohemien delle lenti vintage, sarà – e su questo sono assolutamente certo – la cortesia ed il mio impeccabile stile (cit.)… ma questo accessorio sta riscuotendo enorme successo proprio dove è gradita tale riscossione: nell’universo della creatività. Piccolo problema su cui riflettere… eh già. Perchè se io in questo momento sto stilisticamente volgendo lo sguardo – a tratti, sia ben chiaro – su un mondo che mai m’è appartenuto e che anzi ho spesso tacciato d’essere Il Male, come l’Hipsteria… a quasi esclusivo scopo “campagna elettorale”… non è che per caso, poi, sto in realtà facendo quello che tutti i grandi artisti del pop e del rock ad un certo punto della loro carriera fanno, ossia rifugiarsi nel sicuro e certo del “vendibile” per non nascondere una profonda ed inguaribile “crisi di idee”?

No gentili, non è quello che sta succedendo… perchè come sapete è un momento di grandissima produttività a volte vicina a volte lontana dal mainstream del consumo… quel che sta succedendo ve lo spiego subito: essendo un gran paraculo, come al solito, mi sto divertendo con una delle mie nuove trasformazioni, con uno dei miei nuovi personaggi… e poi, lo ammetto, essendo sul punto di inaugurare una pagina autore su FB… sto cercando di darmi un tono. Il peggio non sono gli occhiali, ma determinati post strappalacrime/strappamutande che compaiono al far della sera per fidelizzare un gruppo di lettori e lettrici. Anche perchè ho notato che mi viene bene. Sono un prodigioso generatore automatico di stronzate, quando mi ci metto… oltre che di supercazzole!

Insomma questa qui a dirmi di non prenderci/i/mi mai troppo sul serio, che qui e lì fuori spesso siamo costretti a carnevalate ben peggiori del metterci gli occhiali! E a ricordarmi che, siccome questo è massimamente un blog che fa dell’analisi del porno uno specchio per analizzare il real time… (non il canale che è porno di suo, ma la vita vera fuori dsal catodico e lontana dai led e dal plasma)… sappiate che per gli occhiali, finti o veri, il porno ha una nutritissima casistica catalogata al tag “glasses”. Del resto, i celeberrimi “occhiali da porca” con cui la collega, l’amica, la vicina irrimediabilmente si trasforma in una “biondoddio con quella che ci farei!”, ricordandoci un catalogo enorme di fantasie pippettare dalla maestrina severa alla remissivissima e seducente segretaria, passando per la comprensiva dottoressa ed arrivando alla metalinguistica brava ragazza che si spaccia per porca in un provino porno, cosa sono se non la versione femminile dei miei? Occhiale grande era sinonimo di grande potere, quando le gradazioni le si pagava a peso e superficie. Grande potere è sempre stato sinonimo di grande arnese, nell’inconscio collettivo (che è quella cosa simpatica che si attiva un attimo prima di tornare razionali, quando ancora ci diciamo che effettivamente quello con il Q7 o con l’X6 di fronte a noi deve avercelo enorme). Quindi, sì, è evidente, c’è dell’inconscio collettivo fossile che fa sostenere all’ormone di una serie di persone – che spesso si rivelano imarazzantemente generatrici di vuoto assoluto o di livori cosmici – che io sono una persona da conoscere, frequentare e altro.

Bene, che si sappia, a scanso di inconsci collettivi e simili. Io sono l’eccezione che conferma una serie di regole. Io ce l’ho normale!

Contrassegnato da tag , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Guide per neo-single: Dieci fondamentali con cui una femmina non deve essere consegnata al tuo domicilio. Se proprio non se ne può fare a meno… accertati che le porti via!

Inauguriamo oggi una rubrica a cadenza periodica in cui forniremo validi consigli ed assistenza… a mo’ di liste (finalmente) ai neo-single che affrontano il delicato periodo di trapasso dall’espressione “Tra noi è finita!” alla constatazione “Finalmente!” o “Ed era pure ora”… a seconda del vostro gradimento.

Iniziamo dai dieci oggetti che una femmina che vedrete consegnarsi al vostro domicilio non deve nella maniera più assoluta “dimenticare” a casa vostra. Perchè lo sappiamo tutti che un neo-single quando riparte dall’ABC non fa altro che ripartire dallo scorrere la personalissima rubrica dei contatti femminili. E, per carità, niente di male. L’importante è che certe cose non succedano… che certi oggetti non restino a casa vostra oltre il tempo di permanenza della femmina proprietaria. Perchè quegli oggetti fanno e dicono molto di più, di quello che voi potete anche solo lontanamente immaginare.

1 – Lo spazzolino da denti. Una femmina consegnata al tuo domicilio con uno spazzolino da denti indica una subdola propensione alla occupazione dei territori nemici in pianta stabile. L’igiene è spesso requisito fondamentale nei rapporti umani, ma sincerati sempre che, dopo i pasti o i giochi di società a due, la femmina consegnata abbia premura di asciugare il suo spazzolino e riporlo nella borsetta da dove l’aveva estratto.

5bf1f-spazzolino_denti

2 – Ciabattine da casa. Ti diranno che non sopportano nella maniera più assoluta la fastidiosissima sensazione del pavimento freddo mentre percorrono il brevissimo cammino che separa la tua camera da letto dal tuo bagno. Non crederci: è una scusa! Precisa subito, prima che lei venga consegnata, che la tua scarpiera è dotata anche di caldissime ciabatte in pile come nuove di taglia abbondante che tu non usi più e le potranno essere concesse in comodato d’uso gratuito per il tempo di permanenza e per gli usi concentiti.

14-2

3 – L’ultimo fantastico libro che hanno iniziato a leggere. Il più pericoloso degli oggetti con cui una donna possa essere consegnata. Il libro è un piacere di lunghissimo corso. La femmina utilizzerà quell’oggetto con finalità di rassicurazione, per sottointendere che può tranquillamente occupare i tuoi personalissimi ed irrinunciabili spazi di autonomia domestica con “le sue passioni”. Non è vero… sappilo! Sta solo cercando il momento opportuno per “dimenticarlo” a casa tua e costruirsi una facile scusa per nuove incursioni quando meno te l’aspetti… solitamente quando meno la vorresti tra i piedi. Ricordati sempre di controllare che lo abbia rimesso in borsa prima di inforcare la porta.

libro-di-fabio-volo

4 – Vestaglia da camera o maxipull o tutone da casa. Non stupirti mai di cosa possa uscire dalla borsa di una femmina consegnata al tuo domicilio. Ricordi Mary Poppins? Appunto! I grandi centri commerciali hanno spesso negozi creati dal complotto femminilmassonico per la vendita di oggetti simili. I modelli attualmente commercializzati soddisfano l’occhio e la libido di una vasta serie di neo-single in circolazione. Fidati, anche un tutone da casa può apparirti la più seducente delle oasi nel deserto. Se quell’oggetto o uno simile dovesse finire per essere “lasciato” nel tuo armadio, sappi che la tua vita è segnata. Lei non ha intenzione di andare via di lì. In men che non si dica, sexissima in quel tutone, mentre guardi la partita della tua squadra del cuore, ti dirà serafica: “Caro, il camion del trasloco arriva domattina alle 7:30…”.

intimissimi-31

5 – Confezione di assorbenti o salvaslip. Questo oggetto è un altro must delle borse con cui le femmine vengono solitamente consegnate al tuo domicilio. Abbi cura che, dopo l’eventuale uso, lei riprenda la confezione. Il costo di questi oggetti è relativamente esiguo e non vengono seminati per garantirsi un pronto ritorno. Quasi sempre l’utilizzo di attrezzi del genere è quello di marcare il territorio e scoraggiare future concorrenti. Anhe perchè, diciamolo, è un po’ complicato motivarner la sua presenza con la prossima consegnata al tuo domicilio. Ricorda che solitamente le femmine sono molto particolarsite e quindi non potrai sperare di riciclare l’oggetto per future consegne. Gettalo senza timore nell’immondizia e… consiglio fondamentale per tutti… disfarsi subito dell’intera pattumiera. Le femmine tendono ad essere molto attente quando si muovono nelle case altrui… anche con i rifiuti prodotti.

ninfea_anatomico

6 – Intimo supersexy. Questo oggetto viene solitamente portato dalla femmina consegnata al tuo domicilio con la scusa “Volevo farmi bella per noi”. La femmina che lo utilizza ha manie distruttive di tipo retroattivo. In buona sostanza calcerà il perizoma sotto il letto o sotto la poltrona nel buio della stanza per avere la scusa di averlo dimenticato lì. Peggio ancora te lo lascerà nel letto, tra le lenzuola, lì dove nelle ore o nei giorni immediatamente successivi, difficilmente – pensa – un uomo andrebbe a guardare. Quella che ha lasciato lì è una pericolosissima bomba ad orologeria pronta ad esplodere rovinandoti spesso sul più bello la successiva consegna. Abbi cura di controllare sempre che abbia recuperato tutto il suo intimo. Se lei dovesse proprio insistere per lasciarlo da te, facendo leva sulla tua innegabile voglia di iniziare una “collezione privata”… non fare la figura della mammoletta, fingi enorme apprezamento e riponilo con cura infondo ad un vecchio borsone da palestra sull’ammezzato.

perizoma

7 – Libro di cucina. Spesso le femmine hanno la tendenza a “dimenticare” o, peggio, adottare espressioni come il “te lo presto” per indurti a “migliorare nella tua passione” e invitarti a valorizzare quella parte di te che usi solitamente nel mood “un milione di posti di lavoro” quando fai campagna elettorale, ossia la tua dote culinaria. Gesto davvero parlante. Come dirti: “Lo so che posti piatti di cucina per acchiappare e adesso che tu sai che io so… smettila!”. Inoltre, la femmina in questione sta soltanto creando, subdolamente, nella tua mente i presupposti per una nuova cena ed un pronto ritorno nella tua vita. Tu, semplicemente, sappilo e adotta le giuste contromisure. Non hai bisogno del suo libro di cucina. Non dipendi da lei e dai suoi consigli. Sei già bravo di tuo… anche a trovare ricette nuove!

-1

8 – Occhiali da sole. Spesso – purtroppo – graduati e costosissimi. Non puoi buttarli nel rusco. Non puoi riutilizzarli tu. Non puoi regalarli a meno di una attenta e meticolosa ricerca della femmina nuova cui sbolognarli. Ricerca che, tra astigmatismo, ipermetropia, miopia e i benedetti 10/10 in su e in giù, rischia di rivelarsi erculea, come fatica. Controlla bene in tutta la casa prima che lei vada via… “Aspetta perchè mi ricordo che avevi lasciato gli occhiali graduati”… ed insisti molto sul graduati. Solitamente li hanno lasciati mimetizzati lì dove non te lo aspetteresti mai e lì dove non guarderesti mai. Sii certosino. Spesso sono sotto i tuoi occhi ma non li vedi. Memorizza accuratamente le sue prime mosse all’ingresso in casa… sono quelle in cui semina… Gli sforzi di memoria torneranno utili.

montatura-vintage-donna-di-polaroid

9 – Orecchini, braccialetti, anellini, bigiotteria cantante. Spesso ferraglia infima, ma con un “inestimabile valore affettivo”. Spesso così infinitesimali nelle dimensioni da farti bestemmiare ogni possibile madonna mentre sei intento a ricercarli. Spesso facilmente occultabili tra i cuscini di un divano con la scusa del “sai ne abbiamo combinate proprio tante…”. Attento Gesummaria… Tieni sempre a portata di mano, vicino al divano o sul comodino accanto al letto dalla parte dove cominci i tuoi tour de force, un contenitore che loro ti insegneranno ha nome “portagioie”. Allo scoccare delle prime effusioni fatti trovare preparato… metti tutto lì dentro. Allo scoccare della “mezzanotte” riconsegna tutto manco fossi all’exit di una patria galera.

Jewellery arranged at the background

10 – Caricabatterie da smartphone. Sei nella merda! Nessuna femmina dimenticherebbe mai il suo caricabatterie a casa tua. Nessuna che non abbia la necessità compulsiva di rientrare a bomba nella tua vita entro le prossime dodici ore. Dimenticare un caricabatterie a casa tua equivale ad una dichiarazione di guerra alla tua indipendenza, alla tua autonomia ed alla tua libertà personale. Inoltre… è la scusa più comoda per riconsegnarsi all’uscio con la malcelata voglia di verificare cosa tu stia facendo in quel momento e, soprattutto, con chi. Accertati che, riprendendo in mano il suo smartphone, lei disconnetta la presa e riponga tutto con cura nella borsa.

Caricabatterie-da-Casa-Usb-Linq_thumb

Seguiranno nuove istruzioni!

Contrassegnato da tag , , , , , , , , , , , , , , ,

Occhiali a raggi X, enlargeamento del pene ed amenità varie. La pornografia da barbiere

I divanetti d’attesa del barbiere: che fenomeno affascinante.
Io al barbiere non ci vado da qualcosa come 8 anni: ho comprato il regolacapelli e faccio a casa. Sì, sono skin. Anzi – divagazione inutile – devo provvedere quanto prima a ripassare la machinetta, sono troppo lunghi e questo è un segno tangibile del fatto che non mi sto curando troppo.

Io al barbiere non ci vado da tanto… ma ho un ricordo nitidissimo – al netto delle tante discussioni calcistiche tra me e il barbiere milanista che peraltro non mi ha visto in tutti gli anni in cui l’Inter dominava in Italia. Il ricordo è quello delle sue riviste su un tavolinetto basso tra le poltrone. Oltre all’uscita del giorni prima del quotidiano più letto in Puglia, facevano bella mostra di se una serie di riviste a cadenza mensile. Quelle riviste che immediatamente, al primo sguardo, dicevano tanto del barbiere e della sua clientela.

Ci sono barbieri dove trovi riviste di design, arredamento e Vogue: sono giovani, clientela genericamente hipster e un po’ frocia. Tagli alla moda, distacchi barba chioma… cose così. E gli arredamenti sono allicchettati o minimal. Ecco… sul minimal non ho nulla da ridire… ma solo sul minimal.
Ci sono barbieri con dentro riviste sportive e un paio di uscite di un qualsiasi giornale generalista scandalistico. Sono barbiri generici e non troppo old school. Clientela variegata, quasi tutti si intrattengono dentro pochissimo. Arredamento impersonale, freddo…
Ci sono barbieri le cui sale sono vere e proprie macchine del tempo. Ci entri e sei nei plasticosi anni ’80. Forse proprio all’inizio, tipo fine anni ’70 o giù di lì. Sono posti magici. E non è solo l’arredamento o il camice a dirlo. Sono i trofei esposti in bacheca più che le pseudolauree incorniciate ai muri a parlare di quell’epoca dove da “giovanotto” che spazzava i capelli del paese dal pavimenti, facevi il salto di qualità e ti aprivi un salone tutto tuo… e per farti pubblicità, oltre al passavoce, andavi a vincere le “gare del taglio di capelli”. Ma più ancora… a dire che sei in una vera sala da barbiere come quel biondoddio comanda, sono le riviste sul tavolinetto basso tra le poltrone.

Cronaca vera – diffidate da Novella 2000, perdio – e l’immancabile Teletutto della settimana prima, senza il poster centrale del troione pornografico. Al massimo una Gazzeta del Mezzogiorno – dettaglio valido solo in Puglia e quando dico Puglia escludo il Salento – ma comunque di qualche giorno prima.

Featured image

Cronaca vera e Teletutto erano, negli anni della mia adolescenza, l’unica forma di pornografia socialmente accettata e permessa in uno spazio di tolleranza adolescenziale. Un passo prima di “Corna vissute” – “Adolescenze bagnate” e – “Oltretomba” che erano a fumetti e che io acquisterei in blocco a qualsiasi prezzo e tre passi prima di “Le Ore”. Qualche centinaio di metri prima dei “giornaletti vietati” che erano il fotoromanzo hard vero e proprio o direttamente il “giornaletto”.
La sala del barbiere era un porto franco risaputo: il posto dove facevi la benzina utile per le pippe della settimana successiva passando a memoria tutti gli articoli – e le foto mannaggia a biondoddio, le foto prima di tutto! – sulle zozzone “intervistate” per poi passare a leggere con morboso interesse storie di cronaca nera velate di sesso e morbosità… sempre inventate ma con gran fascino. Immancabile la pagina delle confessioni del tradimento di lei, rosa dai sensi di colpa, che confessa quant’è stata travolgente e appagante quell’esperienza con quell’uomo seducente, prestante e totalizzante “un uomo, mi capirà, pieno di cultura… sa, è un geometra!”.

Featured image

Sì, ‘sto fatto del geometra mi rimase impresso… diceva tanto dell’Italia del tempo. Era pornografia blanda… era lo svezzamento. Al solito… perchè inventarsi cose così? Perchè c’era gente che le chiedeva, no?
Era la fase di passaggio. Non per niente il barbiere era tipo gli sconosciuti fino a quando non avevi, guardacaso, tredici, quattordici anni… e il babbo, il nonno o lo zio – chissà perchè sempre maschi e sempre autorevoli – smettevano di accompagnarti dal barbiere e ti dicevano: “Meh, sei grande, adesso vai tu… e mi raccomando, quando hai finito dritto a casa…” come dire all’inizio andiamoci piano, meno tempo ci stai meno skill dovresti cominciare ad apprendere.

Le sale del barbiere, quando ci sono arrivato io che la Legge Merlin era già storia ma internet non era ancora arrivato a guastare i piani dell’industria dell’home video porno e del cinema porno, erano l’anticamera dell’edicolante complice e del cinemino a luci rosse. Ai tempi che furono, erano l’anticamera del casino… ma questa è una storia che non ho vissuto ed è sporca delle seghe altrui e quindi non ne parlo.

Torniamo a Cronaca Vera e Teletutto… che sono il posto in cui ho conosciuto la donna di cui sono stato segretamente innamorato per anni: Angelica Bella. Quel che non mancava mai su quelle pagine era lo spazio pubblicitario di gadget fantastici: la penna per fare le foto, la penna per guardare dalle serrature e i mitici occhiali a raggi X. Li vendevano ‘sti prodotti a prezzi nemmeno tanto esorbitanti. Accessibili alle tasche di ogni pippettaro medio che avesse uno stipendio minimo – e all’epoca significava gli attuali 1000 euro… ma era ‘na cosa che tutti avevano. Anzi, con quello stipendio, all’epoca, eri considerato un poveraccio. Io non li ho mai comprati… ma immaginavo bene che farci con quella valigetta degli attrezzi del James Bond a luci rosse.
E poi c’era lei: la pompetta. Un attrezzo che tu ci schiaffavi il tuo fratellino minore dentro, smanettavi su un affare tipo quello per gonfiare il bracciale del “misurapressione” e con tutto il macello che ti combinava, garantiva che il tuo amichetto acquisisse un paio di taglie in più.

Io a ‘sti attrezzi ci credevo davvero. Poi ho scoperto che la penna per fare le foto ti arrivava a casa senza pellicola – gadget non venduto incluso c’era scritto. Che la penna per guardare dalle serrature era solo una penna senza niente dentro e quindi tecnicamente dalle serrature ci guardavi ma non vedevi un cazzo… e che assieme agli occhiali a raggi X – un paio di occhiali da riposo con lenti non graduate – arrivava un foglietto con le istruzioni con su scritto: “Ora scatena la fantasia”.

Featured image

In effetti: chi cazzo mai sarebbe andato dall’avvocato o dalla mamma a dirsi “truffato da quelli che vendono i prodotti per posta sulle riviste del barbiere”. Poi vi racconto di cosa farei alle persone che subiscono non tanto ‘ste truffe… ma che avnno ai maghi o giù di lì!

Io non ho mai fatto acquisti del genere ma non credo che quel passavoce sopra riportato su quel che ti arrivava via posta sia poi una favola metropolitana. Quel che è certo è che ‘sta storia del farsi ingrossare il pene – una fissa millenaria dell’essere umano di cui parleremo pure in seguito – funziona sempre nella stessa maniera. Al netto delle pomate “Mandingo” pubblicizzate da Maurizia Paradiso, in un momento in cui la tecnologia ha fatto passi da gigante e puoi illudere chiunque di poter far tutto digitalmente o con l’esposizione a qualche luce o onda di fumettistica memoria… per “l’enlargeamento” del pene (sic!) l’unico metodo che fa ancora presa e non passa mai di moda è quello della pompetta. Come dire: “quando si parla di pezzi di carne, di misure, di concretezza… niente di meglio che un supporto solido, concreto… che tu possa toccare!”.

A tutta ‘sta roba ci ripenso quando la gente mi parla dei sogni di un futuro felice.

Featured image

E io penso alla delusione più cocente… che non è quella di Babbo Natale e nemmeno della befana. Che non è quella “dell’enlargeamento” del pene. Che non è quella di Angelica Bella sposata…

… è quella della chiusura imminente della mia sala da barbiere storica, forse l’ultima dove si può leggere Cronaca Vera e Teletutto. Ormai gli adolescenti froceggiano alla moda. Le pippe le imparano a casa con internet… e non è tecnicamente la stessa cosa!

Contrassegnato da tag , , , , , , , , ,