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Efhifhte una memoria fhtomatologica? (cit.)

“Efhifte una memoria fhtomatologica?”. Sergio Rubini in Denti lo chiede ad uno degli specialisti cui si rivolge, con la scusa che solo lo sfiorare con la lingua i suoi putrscenti alveoli dietro le gengive marce gli riporti alla memoria dettagli del passato che credeva di aver perso.
Denti è uno splendido film. Elaborazioni, perdite, maturazioni.

Purtroppo non efhifte una memoria fhtomatologica. Come non sono censiti casi, se non rarissimi e frutto di complicate mutazioni genetiche, di terze dentizioni complete. O ancor più rari casi di terze dentizioni parziali, con interessamento solitamente di un singolo molare. Il molare dopo non rispunta. Quel che preme sotto è un gemello ritenuto.

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Eppure sognare i denti, i denti che cadono, i denti che si spezzano, il mal di denti… “Curali… la colonna vertebrale, l’infarto, le gambe storte, la cervicale!”. I miei sono marci. Colpa di un difetto trasmesso da mia madre, in utero e di un corredo cromosomico non proprio MentadentApproved trasmesso da mio padre. I molari mi sono nati tutti cariati, quelli di seconda dentizione. Le mole del senno già scoppiate. O mi faccio pulire i denti ogni sei mesi o sono fottuto. “Aspettiamo che cadano tutti, poi facciamo un impianto generale!” è stata la sentenza del dentista, quando abbiamo terminato di estrarne 11. Sorrido, ho tutto quel che serve per sorridere… ma non ho un buon rapporto coi miei denti. E col mo sorriso. Copro la bocca. Sorrido di labbra.

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questo nonmi esime dall’essere maniacalmente attaccato alla mia spesa compulsiva per l’igiene orale: spazzolini e dentifrici e colluttori. Tutti in ordine, in bell’ordine.

Efhifhte una memoria fhtomatologica? No, ma che peccato. Che peccato davvero. Passare dietro i denti la punta della lingua e sentirci il dolce del profumo di Felce Azzurra e di Denim aftershave verde… il bagno caldo di Elisa con il tuppo bianco sempre in ordine anche il giorno che la salutai senza che mi vedesse e il profumo educato e maschile di Raffaele, sempre in macchina, pronto all’appuntamento con Funzionari e Commendatori: “Sempre, Mnì (bambino in giovinzzese), sempre il pettine in macchina ed il profumo!”. Che strano sarebbe il salato subito dopo, quando la punta s’inclina a leccare le vene sottolinguali e tu ritrovi lì, intatte, le sedici mensilità di vita vissuta da regista del film erodrammatico di cui eri protagonista… Amanda, Beatrice, Claudia, Demetra, Erminia, Flavia, Gemma… E quando senti che il saporito cede il passo all’insostenibile, al salato delle lacrime altrui, arriva la nota acidula, “asprigna” delle solitudini di ogni fine riprese di quello stesso film. “Quando avrai finito anche con lei, la scena, di tutto questo, oltre all’odore, che ti resterà?”.

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L’amaro, quello che ci hanno messo lì infondo, quello che devi cercare di sentire, se vuoi una completa efthperienfha di memoria fhtomatologica.Perchè è così dietro e così al centro che ti ci capita per caso… o lo devi ricercare con convinzione. L’amaro. L’amaro del capirsi, del volersi, del desiderarsi solo. Per un bel po’. Non che sia espiazione… solo bisogno di silenzio, quiete, dopo la confusione. C’è stato il piccante… il piccante del sogno di vite nuove, di vite che non avresti pensato t’entrassero più. Come i jeans obiettivo. Quello era piccante, piccante davvero. Il problema è che quand’anche avessimo alveoli come acini a trattenere memorie, non avremmo parti di lingua adatte a quell’esperienza. Il piccante sta sul palato, dove non ci sono alveoli. C’è da aspettare per quelle memorie, perchè sedimentino e cambino sapore. Il piccante, la più bella delle esperienze gustative, quella no… non abita sulla lingua. Non ha alveoli di memoria, dietro i denti.

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Fortuna che “No, no signor Antonio, mi spiace. Non esiste una memoria stomatologica.“.

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Neo-single, la guida che fa per te! 10 Allarmi inequivocabili in altre perigliosissime situazioni che possono capitare nella vita media del neo-single medio. (Parte 1 di 3)

Io avevo cercato di spendere parole chiare sul ricominciare dall’ABC… ossia sul non cominciare a scorrere la tua rubrica telefonica in cerca di una Adele, Bianca o Carlotta con cui scacciare il pensiero chessò di una Giada, di una Francesca o di una Romoletta qualsiasi… ma tu, se affrontiamo questo argomento… tu non mi hai dato retta.
Ti capisco. Ci siamo passati in tanti. In tutti.
#perdire… c’è chi dopo 36 ore dal passaggio da Lui di coppia ad ex di Quellastronza si iscrive a siti ed applicativi molto statunitensi che propongono incontri (ed in buona sosotanza trombate) con “centinaia di donne della tua zona”… figurati che male vuoi fare tu che hai giusto giusto premuto la rubrica inviando un messaggio copincolla alle prime tre femmine in croce che ci hai scorso su!

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Se, però, da Neo-Single solo hai fatto la cazzata di provare a schiacciare un chiodo con un chiodo… di sicuro ti sarai ritrovato di fronte ad una di queste dieci situazioni. Non valutare e vivere tali avvenimenti come un semplice, banale, accidente della vita… sei di fronte ad un allarme di proporzioni bibliche… e quell’allarme parla della tua vita sotto assedio… e dice, inequivocabilmente: “Fa qualcosa: HELP!”.

1 Interno notte – Divano – Lui&Lei. Dopo il sesso, dopo l’eventuale sigaretta, le coccole. E lei che lo guarda e sospira: “Cosa darei per vivere la mia vita intera così… giuro!”.
La scelta per te è facilissima: i tuoi pacchetti completi Sky e Mediaset Premium… o lei. Ti sta subdolamente dicendo che ama il tuo divano, ama il silenzio, ama la sensazione egocentrissima di poter vivere le tue attenzioni solo ed esclusivamente per lei. Te lo ripeto: la scelta è semplice, semplicissima… anche perchè, sappilo, se dovessi tentare una oscena e debolissima contrattazione: “Grey’s Anatomy è di sicuro meglio di questi 22 deficienti che si rincorrono in mutande!”. Per non parlare della programmazione di Fox Life.

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2 Interno notte – Cucina di Lui – Lui&Smartphone. Il trillo inquietante di un messaggio fende il silenzio. Lui avvia Whatsapp. E’ lei che gli scrive: “Cucciolo mio, volevo chiederti se non è un problema il fatto che io vada a ballare co X, Y e Z stasera dopo l’una…”. Alla risposta di lui: “Ma scusa, perchè me lo chiedi?” non si fa attendere la di lei detestabile e pericolosissima Ultima Parola: “Per essere sicura di non far nulla che ti possa mettere a disagio o infastidire!”. Con tanto di Puntoesclamativo.
Allora, ti sia chiaro un concetto: ricordi quella storia per cui è più facile convincere una ragazza a regalarti il piacere con la sua bocca se prima hai fatto tu lo stesso per lei? Sai quella storia del principio di reciprocità per cui ti sei inscenato entusiasta slinguazzatore nel becero tentativo di guadagnarti il paradiso tra le sue labbra di sopra? Beh… sta facendo lo stesso. Solo che di mezzo c’è la tua libertà personale. Corri ai ripari!

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3 Esterno notte – auto di Lui – Lui&Lei. “Guarda, sono proprio contenta… è stata una splendida serata e devo davvero ringraziarti… sei stato incredibilmente gentile e premuroso e, davvero, credimi… mi sono sentita in ogni momento a mio agio… solo… ecco… sì… devo chiederti davvero un’ultima cortesia: mi mandi anche solo un messaggino appena sei a casa così sono più tranquilla? Sai sono una ragazza con qualche piccolo problema di ansia e non riuscirei a dormire serena se non ti sapessi sereno e tranquillo finalmente a casa…”.
Con la serenità che, è evidente, si è andata a far benedire, mi rendo conto che sarà difficile per voi non smadonnare… valutate soltanto se non sia decisamente e drasticamente meglio non inviare quel messaggio, farvi credere morti in un tragico e fatale schianto e salvaguardare così il vostro diritto alla “libera ed incondizionata circolazione nello spazio e nel tempo”. Il prossimo passo potrebbe essere, dopo il vostro messaggio “Sono a casa” una risposta che suoni come un “Dimmi esattamente cosa sta succedendo in questo momento sul canale 37 del digitale terreste!”. Il controllo, si sa, ha bisogno di autorevolezze… ma ha sull’organismo umano lo stesso effetto di due piste di coca! 124451527-c4b746d8-742a-47ae-9282-ec9a46ace2d5

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