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Il problema non è l’odore su un set porno… ma la frase sui compiti da fare per scuola il giorno dopo…

… piuttosto il problema è quello che inevitabilmente avviene dopo la trombata, la venuta e tutto quel che lei dice a lui nel mentre la scena finisce. Ed in questi casi finchè c’è fluido, c’è pellicola… e le riprese si interrompono solo quando tecnicamente il coefficente di viscosità dei corpi ha raggiunto un valore per cui l’attrito delle epidermidi rende fastidioso e inutile proseguire oltre con le manipolazioni.
Ora, dopo questo dettaglio che farà urlare tutti “al ritorno del buon vecchio Mortellaro” che non le manda a dire… è bene ed assolutamente bene ricordarre che se Palahniuk genialmente ha parlato del set di un film porno come di un posto banale, anche arredato con inutile sfarzo, ma che sempre e comunque puzza di calzino di spugna bianco sudato, di patatine puff e di tutti gli aromatizzanti più vari dei preservativi… una cosa Palahniuk non ve l’ha detta. Che dopo l’amplesso e dopo tutta quella roba di continuare a farsi riprendere finchè i fluidi restano fluidi, ci stanno sempre e comunque due persone che fino a quel momento se lo sono abbondantemente condiviso uno spazio ed un tempo. Tanto intensamente da risultare incastrati. E siamo esseri viventi umani… e sembrerà strano ma proprio come i cani, le scimmie, i delfini e tutta una serie di creature a noi superiori, abbiamo bisogno di dircela qualcosa dopo. Voglio dire, sono celebri i dialoghi che la gente si fa scrivere dal cervello pure per congedarsi dalle mignotte per strada. Di solito sono di una banalità inarrivabile… tipo condizioni metereologiche – e sei talmente imbarazzato da essere più veloce dell’esimio Laricchia che alla TGR ti spiega una volta a settimana il tempo – lavoro, provenienza geografica. Altre volte, tipo sul set, quando tra attori porno ci si conosce e ce lo si è melo e telo da un saco di tempo, no(?)… lì sono meno banali e più interessanti. Tipo come va con tuo marito, tua moglie (perchè c’hanno pure loro mariti e mogli magari per nulla gelosi ma scassacazzi per altre ragioni) e tu scopri che sono persone normali, che devono andare a fare la spesa, che si lamentano della cellulite, che devono comprare il regalo per Natale al figlio… ed è la normalità che bussa alla porta di casa tua e ti dice “Guarda che pure Tory Lane cucina a casa sua per il marito e passa l’aspirapolvere e lo swiffer… e non sempre rinvia le faccende domestiche perchè mentre lo fa c’è uno da sbattersi in casa.”. Oppure scopri che quel gran superdotato di James Deen ha “un figlio ed una moglie che non sempre e non ogni sera trapana a quel Biondoddio senza freni… e pure lui con la moglie si vede i programmi di cucina prima di andare a dormire in ciabatte e tutone – lei.”.

Il problema è quando lei, la Biondoddio con quella che ci farei più Biondoddio del momento – che non vi dico com’è nè come si chiama per ora che la rubrica la dobbiamo ancora inaugurare… la seconda serie… che la Prima la trovate qua. Quindi, attenti, tecnicamente vi sto informando che a breve parte la Seconda Stagione…

Il problema è quando lei si volta verso di lui, misteriosamente compiaciuta. E già il fatto che una pornostar ogni tanto si possa compiacere ci crea scompiglio… e chi l’ha detto che per forza di cose non devono godere pure loro? Cioè, ci stanno anche i gusti personali, ci sta che unisci l’utile al dilettevole, tipo il personaggio della Caprioglio in Paprika, che non aveva capito che se ci godeva ogni volta, facendo la richiestissima di un bordello icentino poco prima della Guerra, finiva a morirci di febbre da orgasmo – che poi non lo so se questa teoria che se godi più di un tot di volte al giorno muori di febbre sia scientificamente comprovata. E quindi può essere che quella Biondoddio ogni tanto ci goda pure, durante le riprese. Perchè c’aveva la faccia goduriosa. E lei si volta a lui e gli fa… “Gotta go now… too many homeworks for tomorrow…”. “Me ne vado adesso, torno a casa… ci hanno caricati di compiti per domani!”. Quello è un cazzinculo gravissimo. Biondoddio con quella che ci farei… sì. E’ vero. Biondoddio io stesso con quella che ci farei? Ma poi ti senti dire che c’ha i compiti a casa… e quindi che tecnicamente frequenta ancora almeno la comprehensive school… che è tipo le superiori nostre, tipo professionale o simile… e lì ti accorgi che le cose si fanno incredibilmente più complesse e che, sì, finisce davvero che ti ci potresti innamorare… per quanto sarebbe difficile, complessa e pazza come cosa.
E perchè, obiettivamente, una frase del genere in quel contesto creerebbe scompensi a chiunque!

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p.s. Non siate così idioti da andare a guardare adesso chi è questa della foto usando google immagini… non è questa la biondoddio in questione! O forse sì?!
Tininooon (cellula sonora che indica suspance nelle sit-com)

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Il problema annoso della scelta dei sanitari e della rubinetteria in un mondo in cui le cose che possiedi non è che ti possiedono, ma pretendono di dire tanto, troppo di te!

Ristrutturare una casa significa inanzitutto ripensare gli spazi. E io voglio un bagno grande. Stile centro benessere. Perchè visto che mi scappa da cacare molto spesso… voglio farlo con tutti i comfort del caso. Non esiste purtroppo un ritrovato di domotica che pulisca il mio culo in mia vece… per cui dovrò comunque avere un porta-cartadaculo. E dovrò sceglierlo attentamente. Intonandolo alla parete in ardesia. Ai colori del tortora degli altri rivestimenti. E dovrò tenere bene a mente che quel porta-cartadaculo esattamente come quella cartadaculo pretenderà di dire tanto di me.

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Palahniuk è un poeta minore, al mio cospetto. Perchè lui ha il privilegio di aver trovato delle brillanti intuizioni nel modo in cui descrive e decostruisce la società americana trasformandola in un grottesco carnevale. Ma in itaglia questo metodo non va bene. Non siamo posseduti dagli oggetti che possediamo. Non foss’altro che non abbiamo ben chiara la differenza tra proprietà e possesso. Non fosse che non siamo ancora esattamente capaci di scrivere la parola proprietà con la corretta proprietà di linguaggio. Le cose che possediamo essendone divenuti proprietari non ci possiedono… visto e considerato che l’acquisto a rate e l’utilizzo costante delle carte di credito è ancora poco diffuso nel nostro paese. Eppure, quel che noi possiediamo essendone divenuti a giusta ragione e con giusto diritto proprietari finisce per voler dire tanto, a volte troppo, di noi. Con l’oscena pretesa di poterlo fare. Perchè tutti noi non riusciamo a smettere di ascoltare quello che gli oggetti ci dicono di chi li possiede con giusta ragione.

E così oltre al rivestimento in ardesia che canterà del mio amore per un certo primitivismo di lusso, oltre al tortora che parlerà di un mio gusto per i toni tenui e dell’odio profondo che provo per i contrasti eccessivi – soprattutto in un luogo deputato al cacare, quindi un luogo già di per sè profondamente caratterizzato dalla sofferenza, tipo una sala parto qualsiasi – c’è un mini-hammam di enorme dignità rivestito in limestone che parla in mia vece della mia smodata passione per il sesso all’interno di strutture lusso, prima o dpo i trattamenti rigeneranti tipo il bagno turco. Le poltroncine in legno stile “sceslong” (cit.) protestano a viva voce il mio gusto per una certa estetica della comodità.

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Ma voi nell’hammam non ci salirete stronzomerdoni. A meno che non siate delle strafighe del Pianeta, tipo una qualsiasi delle “Biondoddio che ci farei con quella”. E quindi tutte queste cose non le saprete. Non incontrerete gli oggetti che potrebbero raccontarvi queste cose. Al massimo incontrerete i lavandini a colonna, con i miscelatori a parete che costano di sicuro di più di quelli a mensola… ma sono inguaribilmente più fighi e vi parleranno del mio gusto per le forme piene e squadrate… confermandovi il fatto che entrando nel mio regno dovete sempre sentirvi in soggezione, voi maschi, del fatto che io incontestabilmente possa avercelo più grosso. Anche per voi le donne… ma qui non è una questione di concorrenza… deve essere proprio curiosità, fear and desire.
Poi potreste incontrare il cesso… che educatamente vi ricorderà il mio profondo amore per l’essenziale e lo squadrato. Il mio odio profondo verso tutte quelle finocchiate che si declinano per linee curve e per osceni ghirigori. E’ solo una profonda forma di rispetto quella che mi muove a non lasciare le pareti con il cemento facciavista. Perchè comunque sono altruista e non mi va che pensiate che voglio costringervi in una oscena segreta quando vi invito a casa e vi scappa da cacare.

E poi c’è lui… il bidet. Quello che paradossalmente continua a tenermi sveglio la notte.
Quale bidet mi caratterizza meglio come persona? Perchè quello che meglio mi caratterizzerebbe come persona non è più in commercio in itaglia? Vi starete chiedendo come mai uno che è così attento solo alla fase esplettiva sia tenuto sveglio la notte da una insonnia da sanitario. Infondo basterebbe risolvere la questione del cesso. E scegliere quello che meglio vi parli di me. No, non è così. Perchè cacare è solo metà del problema. Poi devi pulirti. Perchè un asciugamano da ospite in tela di lino, bianco essenziale e immacolato può dirvi tante cose di me… finchè è immacolato. Se lo lascio sporco di merda di me vi racconterà solo falsità… vi dirà cose che si chiamerebbero menzogne… e che si estendono ad ogni singola parola, virgole incluse. E quindi paritariamente e nel rispetto assoluto di ogni differenza di genere, vaso e bidet devono parlare di te con la stessa dignità.

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Quale bidet mi caratterizza meglio come persona? Questo non lo so bene ancora. Squadrato. Essenziale. Con rubinetteria dotata di erogatore direzionabile. H scelto. La stessa serie del gabinetto. Un unico rimpianto… ma questo saprà spiegarvelo bene lui quando, esattamente come me, vi siederete lì sopra e come rispetto ad ogni bidet dell’orbeterraqueo italiota – che gli altri barbari non lo conoscono, il bidet – vi chiederete come al solito senza risposta: “Perchè cazzo li hanno ristretti così tanto che sedendomici di culo ho le palle sul freddo bordo ed il pisello impiccato di fuori e sedendomici di faccia ho mezzo culo di fuori e tutto il risciacquato cola giù sulle piastrelle del pavimento, o peggio sulle mutande, le calze e i pantaloni?”.

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Tutte le cose che sono, quelle che non vorrei essere più… e quelle che giustamente vorrei essere ma… non mi riesce di essere!

Vorrei non essere più l’incapacità di esprimere una negazione di Domenico… ma su questo stiamo lavorando.
Vorrei smettere di essere l’incapacità di superare le paure in campo sentimentale di Domenico… perchè sono la convinzione di una delusione imminente sulla testa di Domenico.
Sono la vite autoavvitante che si chiamano sofferenze di Domenico. A volte mi piacerebbe essere solo Domenico.
Sono la paura della parola “Prometto” di Domenico. Sono la paura dei marinai.

Sono stato il tentativo di progettare e costruire case di Domenico. Sono stato il rubinetto chiuso del credito alle imprese del Mezzogiorno. Sono il tavolo ingombro di preventivi rigettati di Domenico.
Sono stato la convinzione che la meritocrazia universitaria esistesse. Non voglio più essere l’alternativa tra la fellatio baronale e la disoccupazione di Domenico. Sono stato i comunisti che capiscono tutto del Mondo. Sono stato le tecniche di sofismo dialogico dei comunisti del Mondo. Sono stato il comunismo col culo degli altri. Non lo sono più… almeno questo! Sono stato il sogno di una Puglia Migliore di Domenico e mi sono ritrovato ad essere il grido strozzato e la puzza del sudore acido da “cacatasotto” post-incubo di Domenico. Che la Puglia è peggiore!

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Sono stato il concorrente sconfitto della concorrenza sleale delle banche in ambito di vendita di prodotti assicurativi e previdenziali. Sono stato la convinzione che un’assicurazione debba essere una banca. Non sono stato per fortuna la clausola di non imputabilità delle spese di ispezione in una avaria idrica d’appartamento all’interno delle clausole di assicurazione del capofamiglia sugli imprevisti domestici. Avrei voluto essere anche solo l’onesto venditore di polizze sempre disoneste in campo di Responsabilità Civile Autoveicoli… che voglio dire se gli olandesi si sono inventati le assicurazioni e gli olandesi sono nativamente pirati… un motivo ci sarà!

Forse vorrei essere solo il pene eretto di James Deen che viola il retto violato di Tory Lane in quello sketch di “L’amica zozza di mia sorella”… vorrei essere tutti gli pseudo “First Time Anal” che girano in giro girati con donne che di inviolato hanno solo il loro proprio senso del non-pudore.
Vorrei essere così falso da essere terribilmente vero. Vorrei essere surreale… e non solo il tentativo di rincorrere quel che è surreale. Perchè, ammettiamolo, sono solo la banale rincorsa di quella surrealità che cerco ma non trovo…
Vorrei essere la mano destra dietro la nuca e la sinistra tra i capelli della buona sorte, in una fellatio di quelle insistite e molto poco rispettose delle differenze di genere. In quel frangente vorrei essere l’espressione appena sussurrata, ma decisa… “Togli le mani, mettile dietro la schiena, la tua schiena”. Vorrei essere quello che sbugiarda le bugie tutte assolutamente poco credibnili di Mr. Grey – quel frocio. Vorrei essere il coming out sull’impotenza di Mr. Grey.

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Voglio essere lo scatto della caviglia nel tango a scatto ballato da un portantino ed un anatomo patologo nell’obitorio di Crotone… “che dopodomani io e mia moglie c’abbiamo il concorso della scuola di ballo”. Vorrei essere le palette dei voti in mano ai giurati stesi sui marmi settori. Che sarei grottesco, sarei surreale, sarei vero… come un luminare della anatomia patologica che si offre di fare la femmina della coppia in un tango a scatto suonato dal cellulare del portantino sulle note di Libertango di Piazzolla.
E se non sono la scimmia che non lascia un ramo finchè non ne ha un altro sotto le mani… non voglio essere quel che sono, cioè la scimmia appesa ad una liana con un ramo davanti ed uno dietro e la paura di staccarsi dalla liana… ed a volte la voglia solo di staccare le mani… e cadere giù… e vaffanculo a tutto!
Sì… voglio essere un vaffanculo… uno cento mille vaffanculo.
E più di tutto voglio essere la sensazione precisa della corona del glande che superata     l’ultima resistenza s’accomoda nel culo di tutta una serie di storie… e voglio spingere piano e dolcemente con chi se lo merita… e voglio spingere come un quindicenne incapace, nervoso, affamato… con chi si merita un trattamento diverso!

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Chiedo scusa a tutti… mi avete conosciuto in un momento molto particolare della mia vita!

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Quella volta che una donna decise di stabilire il record del mondo di gang bang… e però non le successe niente di grave!

Aforisma: “La Puglia Migliore è una delle gang bang più finte del mondo!”…

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Ci sono un sacco di persone che dopo aver letto Gang Bang di Chuck Palanhiuk hanno pensato che, come al solito, la sua fosse una verità fatta Verbo e trasformata in Verità con la maiuscola ed assoluta dignità. Niente di più falso. Signori non è vero che si muore di gang-bang. Lisa Sparxxx che detiene il record del mondo di gang bang dal vivo… e siamo ad un evento successo nel 2004 in quel di Varsavia, ridente capitale di un posto chiamato Polonia… si è accoppiata con 919 uomini di fila. Senza morire. All’Eroticon!

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Ok lo riconosco… esattamente come voi questa roba dell’accoppiarsi con 919 uomini in un giorno solo senza fermarsi e senza morire io non la riesco proprio a concepire. Per me si muore tipo anche molto prima, tipo sui 5 o 6 uno di fila all’altro. Tipo Paprika che a Deborah Caprioglio le viene la febbre al primo giorno di lavoro in casino perchè… gode troppo. E sono 4 o 5 dilazionati in tutta una giornata. Mica 919! Io ho sempre pensato che di sesso si può pure morire. Poi ho letto “Gang Bang” e ho detto: “Visto? Si muore di Gang Bang”. Poi ho conosciuto Lisa Sparxxx… che poi tutto questo granchè nemmeno lo è. Ed ho scoperto che di gang-bang non si muore. Ma si diventa celebri.

E come sospettato nel mentre leggevo il libro di Chuck Palahniuk “Gang Bang” ho cominciato a capire che davvero tutto quel che c’è prima, dopo e durante – ma non sulla scena – nel porno è davvero una cosa vicinissima alla realtà più pura del puro di questa cosa che si chiama Mondo. E cioè, tutto quello che c’è prima, dopo e durante fuori dal campo della videocamera puzza un po’ di piedi, indossa calzini bianchi di spugna bucati ed ha le mani unte tipo sacchetto delle patatine puff. Poi ho visto (saltando di dieci minuti in dieci minuti) il video totale della vittoria del guinness dei primati di Lisa Sparxxx. Ed ho capito che avevo ragione. E che di gang bang vere, si può pure morire. Perchè quella di Lisa Sparxxx non è una gang bang. Ma una truffaccia malefica in salsa Kubrik di Eyes Wide Shut. Ma con una donna sola e a turno un uomo!

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Uno quando vede la parola gang bang si aspetta una serie di omaccioni enormi su una tipa dalle tette grosse che tutti assieme utilizzano ogni parte del corpo di lei per i propri biechi e comunissimi istinti cioè venire. E questa cosa, sono d’accordo, si chiama “una delle forme estetiche più pure di degradazione femminile”. “Tutti dentro alla mujer…” (cit.) e non ci dovrebbe essere la parte del cit che dice “Che rilascia scontrino fiscal…”. E invecenel video di Lisa Sparxxx lo scontrino fiscal c’è ed è il ticket d’ingresso all’area della fiera dell’Eroticon dove sta vicenda dei 919 contro Lisa si teneva. Poi… gravissimo… che mi rappresenta che questa è stesa comodamente su un lettino in pelle tipo ginecologo e se ne sta lì e funziona col numerino come dal macellaio “Avanti il 54! No signora lei c’ha il 57 aspetti un po’…”.E tutti, ordinati, a turno… zac zac zac e si infila. Con lei che prende il “prodigioso tubetto” di lubrificante e tra un turno e l’altro “si da sollievo” (cit.). E che cambia posizione ogni 50 per evitare che le si addormentino le gambe. E che non dice quasi una parola. Non gode nemmeno. Non ansima neppure. Una bambola gonfiabile avrebbe dato al tutto più dignità! Con prima di lei, per sbaglio inquadrate ad un certo punto tra il 235 ed il 250, due tipe sui divani che predispongono bene al corretto funzionamento l’arnese di chi sta vicino allo scattare del turno. Con situazioni di un bieco e cupo imbarazzo per cui ti poteva capitare di non gestirti bene i tuoi tempi e lasciar irrompere il tuo piacere prima del fatale ingresso… che sei suqalificato e siccome non si può rischiare di non centrare il numero dichiarato ossia 919… ci stanno anche delle riserve, paganti pure loro, che hanno pagato il biglietto per la speranza di due botte due a Lisa Sparxxx ma… vuoi vedere che tutto va per il meglio e non ci rimborsano il biglietto e nemmeno le collaboratrici ci fanno niente?!

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Di Gang Bang vera si muore… pure di gang bang alla Lisa Sparxxx – che è quella che conta nel mondo – ma sono morti diverse. Nella prima ti fai male al corpo… e ci rimetti le penne. Nella seconda quel che ti fa male è l’anima. E pure un po’ il naso… perchè il bon vecchio Chuck ci prende sempre… e le gang bang come ogni set di porno che si rispetti è unto tipo patatine puff e puzza di calzino di spugna bucato!

Di quella Gang Bang di Lisa Sparxxx non si conoscono i nomi dei 919 anonimi ruspanti. Ed è una cosa tristissima! Ma più ancora di quella gang bang non v’è traccia alcuna di tante riserve paganti e probabilmente mai appagate. E questo è grave. Col culo che c’ho… sarei stato “la prossima riserva si prepari”… ma poi tutto andava bene e “Grazie per essere stato pronto…”. La Puglia Migliore è una delle gang bang più finte del mondo!

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Che poi qualcosa da scrivere c’è sempre… è che a volte non ti va!

Che poi è come un discorso general generico sulle ragioni di un fallimento. Oppure un discorso profondo su qualcosa di frivolo come la filosofia della “performance di merda” applicata ad uno degli svariati campi della vita. O peggio un discorso frivolo su un tema profondo ed assoluto come l’impotenza da stress.
E’ come una rapina nella quale ti trovi coinvolto. E dieci minuti dopo sei a riderne al bar con gli amici. Rivivi gli attimi, i momenti. Magari la pistola puntata qua e là e tu lo sai che impugnata così quella pistola è più pericolosa della valigetta atomica regalata ad un bambino con le chiavi dei codici già inserite. E ne ridi… come ne ridevi dentro mentre tutto succedeva troppo velocemente per ricordare e troppo lentamente per non pensarci. “Coglione, poteva finire male!” – “Magari” e ti accorgi che ti guardano straniti su quel magari…
E ti accorgi che rispondevi ad una domanda di quindici minuti prima, quando il discorso della rapina non esisteva nemmeno… perchè non lo avevi più o meno raccontato a nessuno. Chissà perchè!
Di che parlavate, prima? Andare via o restare!

Ti eri detto che oggi volevi parlare di Magalli… del suo sex appeal irrinunciabile per le donne mature. Di come questo non lasci nella media alcuna speranza a tutti i fanatici del genere MILF – che è una delle più sonore prese per il culo preparate per l’adolescente/tardoadolescente medio. Anche perchè un giovanissimo Magalli, con la panzetta e la calvizie galoppante, al 19/20 anni, ha già perso in partenza con se stesso la speranza di trovare la Milfona giusta per lui!
E quindi ti sei fermato un attimo a pensare ed hai sentenziato: “Vabbè allora, finchè c’è vita c’è speranza!”. E t’ha dato fastidio pensarci perchè oggi ti girano e vuoi che ti girino… o più semplicemente non trovi moltissime raqgioni per cui non debbano girarti e tu debba essere “come i pinguini di Madagascar” carino e coccoloso.

Oggi non hai voglia di prendere per il culo nessuno.

Oggi non hai voglia di dimostrarti ancora una volta che c’è tanta, tantissima gente che in modo inverecondo sta peggio di te!
Oggi stai facendo i conti con la sintesi di più di un fallimento… che non è lo scrivere o meno su questo blog!

Oggi hai voglia di sentirti normale, medio…
Oggi hai voglia di trovare un pretesto. Oggi hai voglia di litigare. Oggi hai voglia di fare male!

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Una lavatrice di cazzotti… oppure due ore in chat porno a prendere per il culo il solito maschiaccio!

Oggi, pomeriggio e sera, devo scegliere se:
– Malmenare con una violenza inaudita una persona che da una quindicina di giorni sta riempiendo di botte in potenza un salvadanaio ormai prossimo all’esplosione
– Fare qualcosa che mi distragga e mi rimetta in pace col mondo.

Non posso allenarmi oggi… la palestra è normalmente chiusa il sabato.
Devo menarlo! Devo. Un imperativo categorico kantiano. Devo perchè devo!
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Oppure…

Oppure devo rinverdire un vecchio passatempo sviluppato negli anni di corso in criminologia e criminalistica. Quello dell’infilrazione nelle chat erotiche per beccare i pedofili. Che poi, diventi veramente bravo non quando fingi con un pedofilo (soggetto debolissimo, insicuro, credulone e raggirabilissimo) di essere un bambino pronto a condividere materiale pedo-pornografico… ma quando convinci una donna certificata come vera donna a fare cybersex con te, con lei che ti schiude la stanza delle meraviglie delle sue fantasie.
Breve digressione sul tema, poi ne parleremo meglio in un post apposito. Con un uomo non ci vuole niente a fingersi donna. Entrare nelle semplicistiche, infantili e non articolate corde di un maschietto infoiato in chat è semplicissimo. E’ solo un pelo più malizioso di un pedofilo segaiolo qualsiasi. Quello che è complicato non è nemmeno cominciare a chattare con una donna. Quel che è davvero difficile è entrare nella sua fantasia e sistemarsi a proprio agio… perchè solitamente si tratta di fantasie che travalicano i normali confini del buon senso, della verosimiglianza, della possibilità
In un uomoni versus donne in tema di fantasie sessuali nel campionato della semplicità e della veridicità l’uomo vincerebbe a mani basse. In quello della creatività irreale trionferebbe la donna. Fin qui tutto bene se non fosse per l’insulsa pretesa femminile tutta sintetizzabile nell’espressione “La tua è banale come fantasia, la mia è verosimile!”. Nella fattispecie si mettevano a confronto la classica fantasia “idraulico-casalinga” contro “attuale fidanzato delinquente e spregiudicato che mi ricatta perchè ha scoperto foto zozze mie fatte da un mio ex e mi minaccia di divulgarle se non mi concedo gratis ad una serie di personaggi anche a lui sconosciuti in situazione e contesti degradanti”.

Non ho una fantasia così articolata. A chattare con una donna ci riesco… a soddisfare le sue peccaminose e fantasiose voglie no… solitamente mi stufo per eccesso di puttanate inverosimili.

Fingersi donna però è divertentissimo! E di colpo… quando sai che il lui dall’altra parte è folle di te e di tutti quegli incoraggiamenti solitamente triviali e quelle descrizioni al limite dell’anatomico che gli fai… “Ciao deficiente, sono Marco, ho 37 anni e grazie per la splendida ora di risate che mi hai regalato… non credevo che la media maschile fosse così bassa… c’è chi sta peggio, davvero peggio di me!”… arriva quello che mai avresti voluto leggere. Anche solo per conservare minimamente preservata l’idea che ci fosse spranza per il genere maschile. Arriva impietosa la sua risposta: “Ok si d’accordo ma scrivimi ancora quelle zozzerie… dimmi ancora che lo vuoi… ci sono quasi!”.

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In una chat con 7800 utenti medi attivi… è lecito chiedermi se sono davvero così UP nella classifica dell’amorproprio?

Ok… lo meno. Mi sa che lo meno… anche perchè quando gioco in chat mica me lo meno!
Oppure mi chiamerò Carmela, avrò 47 anni… e sarò una zia porca e incestuosa in cerca di un nipotino che mi faccia sentire ancora giovane, bella desiderata! Però… siccome così, come donna in chat, io non mi crederei…
“io lo stuzzico il nipotino ma poi deve fare tutto lui, scatenando le mie voglie lubriche ma anche i miei timori, i miei sensi di colpa, le mie ansie… fino ad una scopata liberatoria, ma interrota(sic!) tre volte perchè la prima devo piangere (ma tu non smettere di fare quello che stai facendo anche a rischio di soffocarmi) la seconda devo urlarti No (ma sono poco convinta quindi tu continua che mi ecciterà moltissima(ri-sic!)) la terza devo giurarti eterno amore salvo poi respingerti nel peggiore dei modi cacciandoti di casa e andando a finire nel bagno piccolo a toccarmi rannicchiata sul water (tranquillo che te lo descrivo… tu mi chiedi cosa faccio e io lo scrivo)” (eh, già… l’avevate capito… CIT.).

Vada per Carmela47… posso sempre menarlo stasera!

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WTF: ovvero selfie sessualmente imbarazzanti, ovvero, Gasparri

Questa non è una questione politica! Questo è un affare di normale buonsenso.
Qui c’è trattata la differenza tra un demente ed un bipede di capacità intellettiva nella norma.

La categoria pornografica del WTF (What The Fuck?!) rappresenta quell’enorme sottinsieme di video, foto e filmati che ritraggono o riprendono avvenimenti oltre il limite del grottesco, del credibile. Solitamente ben oltre i limiti del buon gusto.

Non esistono soggetti predefiniti, non esistono copioni, non esistono trame. WTF si può esaurire nel gesto, può essere tutta diluita nel contesto, apparire come una eco nei dialoghi. Quel che conta, nel WTF, è che un particolare, anche quello che può apparire meno importante, disveli di colpo tutta la sua carica surreale, grottesca, improponibile.

I più cliccati, in materia, sono quelli che ritraggono/riprendono acoppiamenti ai limti del bizzarro tra persone portatrici di handicap e normodotati, persone molto anziane con protesi e dentiere… senza accorgersi che in questo caso esiste un errore di categorizzazione. Il tag giusto in quel caso è Freaks (fenomeni da baraccone).

I WTF che preferisco sono quelli che accoppiano soggetti ed oggetti. Con qualche digressione sul tema.

Chuck Palahniuk ne scovò uno tempo fa. Geniale. Ne parlò su Soffocare!
“L’uomo era in pessima forma: pallido e coi rotolini di ciccia intorno alla vita. Eppure se ne stava lì, calmo, rilassato e piegato a 90°, la faccia rivolta indietro verso l’obiettivo e un sorriso a 36 denti con un buffo orangutan addestrato a infilargli quelle che sembravano caldarroste su per il culo.”.

Ebbene quel materiale esiste. Vintage. Ce ne metti di tempo ma lo trovi!
Non divulgherò nemmeno sotto tortura il link al materiale. Alcune cacce al tesoro sono viaggi dell’anima!

Il concetto è un altro… e l’autore di Portland lo esprime correttamente poco dopo:
“Il punto è: in un mondo dove bisogna essere belli a tutti i costi, quel tizio non lo era. La scimmia non lo era. Quel che stavano facendo non lo era. A colpire lo stupido ragazzino era stata la sicurezza di sè. Il coraggio. L’assoluta mancanza di pudore. La disinvoltura e la genuina schiettezza. La faccia di starsene lì, così, a dire al mondo intero: “Ebbene sì, ecco come ho deciso di impegnare uno dei miei pomeriggi liberi: facendomi fotografare da una scimmia che mi infila castagne su per il culo”

Il concetto è: sì faccio cose da idiota, obiettivamente ricerco in ogni modo la mia soddisfazione personale e narcisistica – sì il WTF è un genere squisitamente e sinceramente amatoriale – in gesti incomprensibili e ripugnanti ai più. Senza aver timore di essere identificato per quello che sono: un idiota!

WTF in Italia è Gasparri… cui va la dedica per la nuova rubrica a cadenza non definita “Minzione d’onore: ovvero la pioggia, dorata come la medaglia, che ti sei conquistata…”. WTF è questo… la dimostrazione che esistono idioti pubblici che non si rendono conto di protestare in un sol gesto la propria inguaribile imbecillità al mondo intero!
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Ogni altro tipo di commento risulta superfluo, ridondante, grottesco!

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