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Ciao a tutti, immotivatamente sovrastimati sottoposti che seguite qui…

… poche righe davvero.. perchè si appressa il momento in cui a causa della carenza di materiale programmato ed a causa di un concorso cui devo partecipare con un elaborato scritto denso di contenuti che spaziano dal weird (ossia una certa forma di stravaganza letteraria) allo scifi (ossia il genere dei fantascienzi) al bizzarro (vabbè, fate voi) al surrealista (ma non alla Bunel, un po’ più 2.0) al dreampunk (che è quella storia per cui nelle cose normali ci entra dentro l’inconscio, le emozioni, i cazzinculogravissimi dei piccoli e grandi disagi dell’emotività umana) al mythpunk (cioè retrofuturismi fantasy ammantati di mitologia, dei semidei e pantheon vari)… si appressa il momento in cui Clockwork Orcas verrà sospesoper un mese. E non dovete farne una tragedia che torna subito e presto e davvero visto e considerato che il materiale redatto che voi non conoscetesarà in valutazione nel corso del prossimo mesetto.

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Ora, queste poche righe mi servono a lanciare una serie che sarà in onda qui tipo dal prossimo sabatoin sostituzione del celebre capolavoro che vi ha appassionati. Lascio la parola alla protagonista della vicenda, cioè la più che detestabilmente banale:

Clotilde Maria Bernadette.

“E niente, niente davvero, ciao a tutti e tutte, io sono Clotilde Maria Bernadette, ho sedici anni e sono la reincarnazione di una divinità psicopompa dei bei tempi che furono. Psicopompa è un parola che esiste; non invento parole. E adoro il puntevirgola. Il puntevirgola è amore puro, vero. Non lo trovi tutti i giorni e non devi sempre trovare una ragione per metterlo. Ah, sì, mi spiace deludervi… essere la reincarnazione di una divinità psicopompa non mi conferisce alcun particolare potere, tipo quello di uccidervi al cenno o di regalarvi, semplicemente dedicandovi un pensiero, settimane di cacarella e stipsi a targhe alterne. Perdonatemi e non infierite… alla mia bassa autostima provvedo solitamente di mio. Sì, non c’è virgola dopo Clotilde. Ho deficit di attenzione e grosse difficoltà a seguire un filo logico. Lo trovo noioso e terribilmente non banale per la mia età. Fino ai dieci anni ho assunto scrupolosamente Ritalin ogni mattina. Senza particolare giovamento per i miei deficit di attenzione. Vi prego non incolpate per questo la marjuana o l’hashish: soffro di disturbi di ansia e di panico, fumare mi fa male.
Sì, firmo per esteso, non c’è virgola quindi firmo per esteso. Sì, odio i miei genitori, ma la firma a cui mi hanno costretto è solo un dettaglio.
Ho smesso di fare sesso da un anno e tre mesi, complice un inizio incosciente e precoce. Ho smesso con il Rivotril da sei mesi, ma non ho voluto confrontarmi a proposito con mia madre. No, i miei purtroppo non sono separati e questo fa di me, mio malgrado, una persona quasi speciale. Sì, i due di cui sopra, purtroppo, si amano. Ed affermano di amarmi, la qualcosa complica irrimediabilmente un po’ il tutto.
Per l’ansia, la regolazione del sonno e più in generale per i disturbi da stress, adesso utilizzo feniletilamina – per cortesia non chiamatela riduttivamente extasy, non vado in discoteca – mentre per le crisi di panico ed in generale per un corretto controllo del tono dell’umore Paxil o Paroxetina (il generico). Potete seguirmi sulla mia pagina Facebook ma non potete richiedermi l’amicizia. Sì, bravo, te ne sei accorto? Non ho amici associati al mio profilo. Mi chiede che senso ha, signora? Solo quello di protestare con enorme banalità il fatto che mi sia dovuta inventare questa cosa per far dire a tutti che sono diversa.
Non avere FB sarebbe stato indiscutibilmente molto più banale.
Non perdete tempo con Whatsapp perchè, onestamente, l’ho disinstallato dopo sette ore dalla prima assunzione. Sì, è vero, potete trovare miei profili su una serie di siti di incontri a pagamento. Credetemi, vi giuro, ci ho provato ma non è tecnicamente andata bene. Attualmente mantengo quei profili attivi nella speranza che un giorno la gente smetta di dirmi che splendido sorriso ho, presentandosi con un messaggio preconfezionato, sicuramente salvato da qualche parte nella memoria dello smartphone… un messaggio che è la replica della battuta dei casting.
Ah sì, picolo dettaglio. Sono assolutamente certa di essere un personaggio di fantasia. Sono fermamente convinta di non esitere nella realtà. Una serie enorme di dettagli me lo dicono. A volte mi sento incredibilmente evanescente, trascurata. Succede quando chi deve avermi inventata non pensa a sufficienza a me, alla mia vita, a cosa mi succede durante una giornata e più in generale al mio mondo. A volte, credetemi, mi sembra che tutto, intorno, non abbia senso e più generalmente non esista. Dare la colpa di questa condizione alla solita crisi adolescenziale, però, mi sembrava banale. Allora mi metto in contatto con lui, col mio creatore, che sogno baffuto, tatuato, di una ventina di anni più grande di me… e spero con tutta me stessa che di rimando lui pensi a me. E mi faccia fare, dire, pensare qualcosa di diverso da quello che scialbamente io penserei, direi, farei. Sì, d’accordo: sono su quei siti di incontri solo perchè spero ardentemente che, un giorno, prima del mio diciottesimo compleanno, qualcuno mi scriva: “Ciao Clotilde Maria Bernadette, sono il tuo creatore e mi arrapi da pazzi. Che ne dici di un caffè?”. Un creatore immaginario fa indiscutibilmente più figo di un’amica immaginaria, andiamo. Soprattutto se vuole portarti a letto!

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