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Ma se Real Time è un canale porno… perchè non costa tanto quanto i canali zozzi che invece passano su Primafila e costano troppo?

Come vi avevo detto ieri… oggi vi spiego questa cosa qui: perchè Real Time che è pornograifa, gira gratuitamente sul diigtale terrestre e invece i Porno no?
Molto facile… e infatti il post di oggi sarà breve come quello di un venerdì qualsiasi. Innanzitutto allunghiamo il brodo dicendo che non è detto che quanto vi ho spiegato ieri non abbia avuto conseguenze su di me… tipo che non è detto che non sono morto. Questo, come ben sapete, si chiama “Programma la pubblicazione del tuo post”. Poi allunghiamolo ancora dicendo che oggi si decidono molte cose della mia vita… come vi avevo anticipato qui…

Poi veniamo a noi!
Real Time e la pornografia sono due facce del mondo che tutti almeno una volta vorrebbero vivere. Dunque entrambi sono reali. E se Real Time è la realtà e la pornografia è la realtà per la proprietà transitiva Real Time è la Pornografia. Perchè sia gratis? Un motivo c’è… ma la domanda è malposta. Il problema non è perchè Real Time sia gratis… la realtà è quel che viviamo ogni giorno, che al netto delle tasse delle bollette e dell’alimentazione è gratis. Il problema è perchè devo pagare per vedere il porno, che essendo reale dovrebbe essere, al netto di tasse bollete e alimentazione, gratis.

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Pagate per vedere il porno perchè il mondo è un posto ontologicamente molto ingiusto. Il mondo e la realtà sono due affari che educano alla sofferenza. Il porno educa alla gioia… anche se siete sadici o masochisti: tutto il dolore che date o infliggete vi da gioia. Cadere per strada inciampoando in un marciapiede, no. Pagare una cartella di equitalia, no. Votare, no. Ammalarvi di una malattia misteriosa, no. Quelle su elencate sono tutte sofferenze… e sono gratis… al netto di tasse, alimentazione e bollette. Ciulare, metterlo, toglierlo, farselo mettere, farselo togliere… quello, che è una cosa bella, la paghi.

Devi pagare per godere… devi soffrire per avere l’illusione di vivere davvero… gratis!

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In realtà… cari miei… il discorso è ancora più subdolo.
Pensateci bene:
Real Time è gratis, come la vita… che in realtà pagate con tasse, bollette, alimentazione. Real Time non è gratis. La vita non è gratis. Ma ti fanno credere che sia così. Nella vita c’è equitalia, il salumiere, l’enel… in Real Time ci sono le agenzie di pubblicità.
Il porno non è gratis… pagate per iscrivervi ai siti, pagate per acquistare un film, create i presupposti per un pagamento al banner nei siti gratis quando vi fate la pippetta su youporn o simili. Però nessuno ti offre, nel porno, l’illusione che questa esperienza sia gratis: paghi, subito!

Ecco la malvagità del mondo… ed il potere di taluni signori che indossano la tuta il martedì, il giovedì il sabato e la domenica al mattino: convincervi che soffrire si soffre gratis… godere si gode pagando!
Brutta storia, sono d’accordo con voi!

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E niente… dice che Real Time canale 31 digitale terrestre è La Pornografia…

Nessuno se la prenda a male per questo, sia chiaro.
Io non sto dicendo niente di male.
Quando dici una parolaccia o un bestemmione tipo che metti in croce la madonna con tutti i pastorelli o dici cazzinculo (che non fa figli ma fa male se lo pigli cit.) può succedere che una persona anziana cada e si spacchi un femore (che poi ci si muore) mentre attraversa la strada o tipo ad un bambino felicissimo del suo calippo capiti che il calippo per una improvvida pressione voli fuori dal contenitore e in terra… (ed è molto probabile perchè in età da calippo difficilmente sai cosa significhi “improvvida”… o difficilmente il calippo è il gelato… tipo chessò la Pascale)… e tutto questo tecnicamente si chiama “instillare senso di colpa nei bambini sull’uso cosciente delle parolacce”. Quando invece tu dici una cosa che è vera, anche se sconveniente, nessuno cade, calippi o anziane. Quando tu dici una cosa vera che tutti sanno non succede niente. Quando tu dici una cosa vera e sconveniente che nessuno sa possono succedere due cose: o ti uccidono e diventi un martire… oppure tutti ti danno addosso perchè quella cosa, per quanto vera, te la dovevi tenere per te perchè non sta bene dirla. Difficilmente, come Saviano, con una cosa detta rischi di fare tutte e due le fini… però tipo a Saviano è successo e quindi può succedere anche a te. O a me per quel che sto per dire.

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Real Time è l’incarnazione del porno. Real Time è la versione pornografica della vita comune. Della vita di ogni giorno. Real Time offre come il porno uno spaccato della vita comune di tuti quanti noi… o meglio, lo spaccato della vita che la stragrande maggioranza di noi vorrebbero vivere.
Non dite che non è vero… se Renzi governa, se Berlusconi ha governato, se la sinistra è Nichi Vendola… allora Real Time incarna la vita che tutti noi vorremmo per un attimo, almeno uno nella vita, vivere.

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Proprio come tutti, ma proprio tutti, almeno una volta nella vita, vorrebbero essere un idraulico infilato dalla cintola in su sotto il lavandino con una desperate housewife che si occupa di qualcosa di molto particolare che è sotto la cintura di lui. O come tutte, almeno una volta nella vita, vorebbero fare quelle cose che le donne fanno tra di loro quando vanno insieme al bagno nei film porno o quando prendono assieme il the a casa di una di loro. O come tutti e tutte vorrebbero fare se lei prende il the con una amica, fa con lei tutto quello che almeno una volta nella vita tutte vorrebbero fare tra loro e da uno sgabuzzino esce uno nudo, che farà quello che tutti almeno una volta nella vita desidererebbero fare con donne che non conoscono, che mentre prendono il the fanno cose zozze tra loro.
Real Time è per lei il the delle 5 con l’amica… e per lui l’uscita dallo sgabuzzino. Real Time è il matrimonio che vorresti ma che nessuno che non si rivolga a Real Time e non superi un concorso che valuta il gradimento possibile del tuo volto e della storia che vogliono cucirti addosso e non decida di mettere i cazzi suoi in pubblico potrebbe avere. Real Time è la malattia misteriosa che tu non vorrai mai avere, che probabilmente nessuno avrà mai più… Real Time è il medico indiano – è sempre indiano – che risolve il problema più oscuro della terra e ti dimostra che anche un indiano, uno che viene da un paese dove muoiono di fame e pasciono le vacche, può diventare un piccolo eroe del pianeta perchè scopre una malattia misteriosa e salva la vita di un protagonista di Real Time.

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Real Time è la vita. La pronografia è la vita. Sono entrambe vite che tutti vorrebbero vivere… che sono vere e reali più del reale… proprio perchè ti convincono di esistere da un tubo catodico o da un ultrapiatto al plasma o, per dire, da uno schermo curvo a led. Solo che Real Time è gratis… il porno giustamente lo paghi. Sapete perchè?

Ve lo spiego domani! Se non faccio per ciò che ho scritto, la fine di Saviano!

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Non rompere il cazzo all’ippopotamo… ovvero non ti serve NatGeoWild per capire che se gli rompi il cazzo diventi la sua preda! (ad obiettivamente l’ippopotamo ha ragione!)

Al netto delle pericolosissime gazze ladre che tormentano un mio amico nei suoi incubi peggiori cavando gli occhi a chiunque incontrino sul loro cammino perchè: “gli occhi luccicano” (cit. non del mio amico… non sarebbe mio amico se dicesse e pensasse certe cose!) ed al netto di quei leoni marini che si inculano i pinguini o di quegli scimapnzè (sempre terrore del mio amico) che ti infilano caldarroste nel più comunista dei tuoi buchi… (e qui il termine preda vicino al sostantivo uomo si connota di hardcore) io trovo una parte della programmazione di NatGeo Wild (canale 409 Sky) vergognosa e terroristica.

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Quando scrivevo i complaint – le lettere di lamentela – in inglese, per esercitarmi al Proficiency del Cambridge, il mio maestro dell’epoca mi aveva insegnato che: “fuck me, but please kiss me first!”… che suona un po’ come “sono disposta a farmi rompere il culo da te però prima di tutto almeno un bacetto”… e quindi…

Lesson number one:
Spettabile Nationa Geographics,
da quando ho avuto modo di orientarmi autonomamente nel panorama delle riviste di divulgazione scientifica ho sempre ritenuto il logo ed il nome National Geographics come sinonimi di Assoluta ed Indiscutibile Autorialità tanto del prodotto in sè quanto della forma con cui tale prodotto veniva servito e confezionato per la curiosità e la sete di sapere di noi lettori. Quando acquistavo un numero di National Geographics oppure guardavo un documentario della stessa casa di produzione, sapevo che stavo godendo non solo di un prodotto dal valido ed indiscusso spessore scientifico, ma anche e soprattutto che lo stavo facendo con un vero e proprio capolavoro che prestava enorme attenzione per l’estetica e la qualità formale del prodotto stesso.
…(un complaint ben fatto comincia così… dispone bene chi legge… fa capire che non vuoi solo rompere i coglioni ma ci tieni al bene della persona/azienda cui stai muovendo una critica!)… proseguiamo…

Mi ritrovo sconvolto e deluso a dover certificare che tale autorialità, negli anni, rispetto a settori ben precisi della vostra produzione, ha lasciato spazio alla deriva terroristica ed ansiogena imperante nelle produzioni mainstream di bassa qualità e di discutibilissima scientifictà. Al netto di ottimi prodotti quali le grandi produzioni documentaristiche tematiche, imperversano ormai nella vostra programmazione, contributi di dubbia qualità. Mi riferisco, per dirne una soltanto, a tutti i format che pongono al centro dell’attenzione l’animale come competitore violento dell’essere umano, trattando l’oggetto della ricerca, ossia l’animale stesso, giammai come essere vivente che secondo logiche comportamentali ed etologiche ben precise attacca l’uomo o si difende per soddisfare un bisogno fisiologico – fame – o un bisogno emozionale – paura – ma piuttosto come un essere vivente dotato di etica che sceglie se agire un comportamento violento oppure no in base a sovrastrutture umane – divenendo quindi assassino, killer, mangiauomini. Così, mi dispiace, proprio non va.
…(the matter, Domenico, immediately… come un pugno nei denti… così non si perde troppo tempo… americani, inglesi, hanno poche parole, concreti…)… continuiamo…

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Per dirla con Naomi Klein, la vostra sta divenendo con sempre maggior frequenza una divulgazione para-scientifica che vive di rendita rispetto ad un marchio autorevolissimo, veicolando prodotti che dipingono l’uomo come l’Essere sotto assedio costante di minacce esterne. A questo contribuiscono di certo anche format parimenti discutibili come quelli trasmessi sul vostro canale generalistico National Geographics (403 di Sky) sotto il nome di “Apocalittici” o simili.
In questi format non è mai presente, purtroppo, una analisi cosciente delle cause e delle conseguenze, della meccanica che porta a disastri planetari ovvero a più semplici sciagure singole. In questi format è purtroppo imperante un interesse morboso verso il macabro, verso la sofferenza, verso il confronto violento contro una natura crudele. E dire che proprio i vostri prodotti autoriali mi avevano insegnato in modo limpido che la Natura stessa non segue regole morali ma vive per meccanismi semplici di causa ed effetto che solo in rarissimi casi – sempre e comunque spiegabili con regole fisiologiche – cedono al bizzarro, all’innaturale.
… (ora ce lo spieghi bene a quei rotti in culo… e fa qualche, come si dice, similare, con qualcuno di più importante di te che sei uno stronzo qualunque… per dire che stanno facendo merda!)… ecco, appunto, Naomi Klein gli farà rizzare i capelli… andiamo avanti

Temo che una programmazione di questo tipo, che io riesco a decifrare e posso anche pensare di definire “intrattenimento divertente” – grazie ai vostri passati insegnamenti ed agli studi svolti su curiosità personali ho gli strumenti per comprenderla, confutarla e viverla come divertissement – non potrà incontrare però il mio favore nel momento in cui dovesi mai diventare genitore o dovessi trovarmi a suggerire i vostri prodotti ad alcuno interessato ad un intrattenimento istruttivo e scientifico. Credo di fare del bene alla vostra Storia ed Autorevolezza nel suggerirvi di lasciare tali prodotti ad altre emittenti con un nome meno importante e riconosciuto del vostro e vi invoglio, con rinnovato entusiasmo, a riabbracciare la vostra antica vena accademica ed il piacere per i prodotti splendidamente confezionati e davvero educativi.
… (ora la menace, la minaccia… se non fai quel che ti dico ti ficco un cazzo nel tuo fottuto culo…)… sì gli americani sono voglari credo che la frase reale fosse “un fottuto cazzo nel fottuto culo”… ed avviamoci alla conclusione…

Grazie per l’attenzione ed il tempo che avrete voluto concedermi, comunque vostro affezionato…
Domenico Mortellaro
…(eh lo so, ma we are polite, quindi chiudiamo in modo educato…). Finita!

 

Ecco fatto il complaint.
Avete imparato un’altra cosa, stronzi! Perchè sappiatelo… nella cultura americana, il complaint è una cosa seria per cui si possono passare serissimi brutti quarti d’ora nelle aziende private. E in America è privato pure il tuo culo! E spesso non è tuo!
Adesso, se qualcosa non vi garba su suolo americano, ricordatevi di me e fate un bel complaint con queste semplici regole. Poi ve lo fate tradurre bene. Poi mi direte grazie perchè… se la cosa è seria e proporzionata… l’azienda si uniformerà comunque un minimo alle esigenze del cliente rimuovendo il problema. Se siete i soli a lamentarvi di qualcosa che gli altri gradiscono… pensate di scrivere un complaint indirizzato a voi stessi ed evidenziate per bene il problema. E’ difficile che il mondo intero sbagli! (tranne che con me!)

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Veniamo a noi: se l’umanità fosse un posto serio, se la cultura fosse ancora un valore, se la necessità di avere paura per vivere non esistesse… perchè il Muro di Berlino non era ancora venuto giù (non è una fregnaccia, leggetevi Baumann stronzi ineducati, quadrumani, poi ne riparliamo!)… questa lettera di complaint sarebbe la fotocopia di una class action in difesa non della rispettabilità di ippopotami e di grizzly, struzzi e varani, leopardi e gazze ladre. No, questo complaint sarebbe una class action di proporzioni planetarie mossa contro Nat Geo Wild e la sua programmazione cialtrona in difesa della nostra intelligenza e di secoli di studi etologici.

(La parola etologia la adoro: non è come pensa qualcuno di SEL (acronimo di Sinistra Ecologia Libertà) un discorso sull’etica umana ma lo studio del comportamento animale… e rido ancora tanto quando ricordo che mi invitarono ad un dibattito che si chiamava “Etologia della politica” e io risposi “E che è, le bestie?” e loro mi guardarono molto piccati da questa cosa… e poi arrossirono perchè capirono).

No, obiettivamente a nessuno frega un cazzo… anzi la maggior parte della gente vuole carburante e benzina che alimenti il motore della paura. Ha bisogno di sentirsi sotto assedio.
Così spende e compra. Così va in palestra ed ai corsi di autodifesa. Così acquista i SUV che li tengono al riparo dai Grizzly – anche a New York perchè… vuoi mai…
Così si fa manipolare ed inculare meglio con la scusa della sicurezza propria, altrui, planetaria.
Ed a questo contribuisce la programmazione sui disastri climatici, quella sugli eventi apocalittici, quella su chi si prepara all’Apocalisse, quella su chi è sopravvissuto agli animali assassini, quella su chi è sopravvissuto all’Apocalisse che non c’è mai stata tipo il Millenium Bug ed ha scorte di cibo liofilizzato da camparci ancora 12 anni.  Credo che i nuovi padroni della Nat Geo siano la CIA ed eredi di Bin Laden s.n.c.

Figli
Di
Puttana
(non loro, il resto del mondo che guarda tutto compiaciuto)

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L’ippopotamo non è un assassino!
L’ippopotamo non è una bestiola docile e frocia che gira col tootoo o tutù o come cazzo si chiama quella frociata per le ballerine!
Anche Walt Disney era un agente CIA come Bob Marley ed il padrone della NatGeo – quello nuovo!

L’ippopotamo è un mammifero erbivoro della lunghezza superiore ai tre metri, del peso superiore alle due tonnellate, dal carattere indomito e territoriale. Questo è un ippopotamo. Mi avete sentito dire “malvagio”? Mi avete visto usare parole come “assetato di sangue”? No! Non è scientifico… e io la laurea in biologia non ce l’ho ma ho profondo rispetto per chi ce l’ha, perchè dice cose vere!
L’ippopotamo è una bestia territoriale e indomita. Che succede se un bipede (esattamente come un altro quadrupede, esattamente come un altro ippopotamo) gli va a rompere le palle? Succede che l’ippopotamo ti carica. E che succede se ti carica una cosa che è grande quanto la motrice di un TIR, va a 40/45 orari ed ha zanne della lunghezza di almeno 25 cm? “Lo sapete cosa succede? Un macello!” (cit. di un film con DeNiro che se indovinate qual’è si vince un premio…). Solo che l’ippopotamo non esce pazzo e ti attacca… tu uomo esci pazzo e ti ci vuoi rapportare. Coglione!
Come i cretini che si accampano nella notte a Yellowstone in prossimità dell’autunno in una zona ad alta densità di orsi Grizzly femmina con prole. Sai che fa un coso di 3 metri di altezza, del peso di qualche quintale, con artigli affilati, zanne mostruose e una muscolatura allucinante, con prole affamata, affamata anch’essa e all’approsimarsi dell’autunno che vuol dire letargo che vuol dire che senza uno strato giusto di grasso sei morta tu ed è morta la prole? Cerca cibo. Ed un essere umano è cibo esattamente come un daino o un salmone (in culo a voi cristiani e questa cazzo di primogenitura per cui quello lì su v’ha fatti in un giorno diverso e c’avete più diritti delle bestie – che non hanno comunque più diritto di me o di un altro bipede).
E quindi l’orsa attacca tutte le tende. E c’è chi ne esce ferito… e chi ne esce mangiato vivo.  E questa cosa si chiama Natura… non si chiama morale! Anche in questo caso, dunque: un Macello, ecco cosa fa!
Perchè, però, coerentemente con il senso scientifico della programmazione il format non si chiama “Idiota (invece di uomo) sarai la mia preda” oppure con il sempiterno “Non rompere il cazzo all’ippopotamo” (che piace tanto a qualche cugina che spero passerà di qui!)? Già, perchè?
Anche io non romperei il cazzo adesso!

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Alla fine della fiera, però, io che ‘ste cose grazie a quel biondoddio…
– le mastico perchè m’appassionano e perchè da piccolo ho sempre divorato le cose serie di Nat Geo (non datemi del vecchio… è obiettivo che ci fosse più attenzione a come si facevano le cose un po’ di anni fa… e se mi date del vecchio è solo perchè sapete che ho ragione ma quanto vi sta sulle palle ammetere che siete dei cialtroni? Ah sì, di sta storia che c’è tra queste parentesi voglio proprio parlarne un giorno…)
– le mastico e le capisco perchè ho studiato per un famoso saggio bibliografico tutto quello che c’era da sapere sociologicamente sulla questione “Paura collettiva” (poi il saggio se lo sono fregati due stronzi di associati… ma questa è una storia a parte di cui un giorno vi parlerò senza paura di essere letto da uno di quei due stronzi… l’altro è talmente borioso da non leggere i blog perchè non li scrive lui quindi fanno schifo)…

Uomo sarai la mia preda
Vivo o Morto (che è una eccitante serie che ti parla di aggressioni incredibili e solo alla fine ti dice se uno è sopravvissuto o meno)
Apocalittici
La fine del Mondo
Minacce

…sono format che adoro e non mancano mai nelle mie maratone notturne!
…e mia figlia (perchè se mai avrò prole sarà femmina e caustica e stronza come il suo papà) mia figlia le adorerà da subito.
E ne riderà con me!

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Non rompere il cazzo all’ippopotamo… che poi potresti chiamarlo pure “I canali di divulgazione non scientifica”… ma che misteriosamente è diventata una disquisizione dialettologica su una certa “cassetta degli attrezzi”.

Ippopotamo killer… che poi può essere anche
Orso sbranacampeggi… che poi può pure diventare
Mangiatori di uomini… che poi può anche evolvere in
Uomo sarai la mia preda!

Avete rotto il cazzo terroristi di merda!
La natura non è assassina. La natura semplicemente segue regole sue che non possono essere definite immorali o morali. Già non so quanto senso abbia parlare di morale tra bipedi umani… adesso ci mettiamo a processare la natura?

C’è qualche trimone che lo fa!

Urge una breve digressione di divulgazione vernacolare. Trimone è una parolaccia. Se mia madre la legge sul blog si incazza più che se scrivo cazzo o merda… perchè oltre ad essere volgare è anche dialettale, connotata sessualmente e fuori da un uso diffuso, comune ed in un qualche modo post-sessantottino che in Italia è diventata una qualità “patente” per le peggiori nefandezze tipo che so D’Alema e simili.
Però Trimone lo dice sempre Michele Emiliano, ex Sindaco di Bari, prossimo futuro stupratore della Puglia Peggiore… e quindi si può dire. L’ha twittata lui ad un ragazzino di meno di diciotto anni… le dice lui le parolacce ad un minorenne… non la posso scrivere io sul blog?

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Di sicuro non sapete cos’è un trimone se non “provenite” (cit.) dalle province di Bari e Bat… ora vi spiego:
Trimone è una espressione vernacolare tipica della vecchia provincia di Bari, da poco scissa in Provincia di Bari e Provincia di Barletta-Andria-Trani. L’espressione trimone letteralmente nel dialetto di Corato (BAT) indica con precisione il manico della zappa, quello che i coratini definiscono “tremmone” (sic!). Per una serie affascinante di metafore, originariamente era utilizzata per definire l’allocco imbambolato, tanto da essere praticamente sempre utilizzata nella forma completa di “trimone a vento” a definire l’idiota che resta inebetito ed inerme di fronte ad ogni sviluppo della sua esistenza proprio come il manico della zappa, durante una giornata ventosa, quando l’attrezzo è rigirato e posato in terra verticalmente, in balia di ogni alito superiore ai 3 km/h.

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In tempi recenti, l’espressione dialettale è passata ad indicare il gesto della masturbazione. Questo utilizzo non deve lasciare perplessi o stupiti. Se vogliamo la trasformazione di significato è ancora più affascinante. A partorire questo nuovo utilizzo, infatti, contribuiscono una serie di metafore meno evidenti ma più affascinanti. Tutto deriva dal fatto che il maschio medio tende a convincere i maschi vicini medi del fatto che il suo coso “medio” non lo è per niente… e che quindi è assimilabile ad un manico di zappa… che per maneggiarlo è necessaria forza e perizia… che la sua consistenza è nodosa e la sua possanza indiscutibile. Proprio come un margiale. Sulle proprie doti virili il maschio medio ha poi sviluppato la digressione del “trimone a tre marce”  richiamo inconsapevole alle marce del frullatore Girmi spesso citate da Villaggio (cfr. “Fantozzi contro tutti” BUR, pg.38 sgg.) ma questa è solo la dimostrazione di quanto sessualizzata sia divenuta l’espressione.

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Non stupisca il fatto che come per la “sega” settentrionale, il “trimone” levantino alluda ad una applicazione di doti manuali e di energia fisica: si tratta di una efficace metonimia che attraverso l’allusione alla vigoria dello sforzo fisico vuol definire il gesto. Allo stesso modo e seguendo lo stesso percorso definitorio, il gesto della masturbazione come spreco inutile di energie è passato a definire nel gergo comune un soggetto inadeguato, solitario, incapace di relazionarsi correttamente col prossimo.  Per semplificazione di significati, l’uso è stato poi esteso agli idioti, gli stupidi, i cretini (precisazione necessaria, i tre precedenti non sono tecnicamente solo sinonimi). In un percorso ciclico, dunque, l’espressione trimone è ritornata alla sua accezione primigenia, qui in Puglia.

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La sessualizzazione dell’espressione è ancor più evidente se si tiene conto che l’utilizzo al femminile è rarissimo… presente ma rarissimo.

Questa digressione dotta su una espressione dialettale serviva giusto a tre cose:
– precisare che non sono un dialettologo ma che ci tengo alla cultura ed alle tradizioni del posto dove sono nato… soprattutto le peggiori…
– chiarire subito che cambiare registri stilistici è bello e stimolante ma che scrivere in modo accademico è una rottura di coglioni immane e dimostrare a me stesso ed a tutti voi che chi – come un certo associato – scrive solo in modo accademico è un trimone che non sa scrivere…
-insegnarvi una parolaccia…

Ciò detto, l’ex Sindaco di Bari, candidato alla Presidenza della Regione Puglia, se ha voglia di attaccar briga con te, potrebbe darti del “trimone” in pubblico su Twitter. Non è escluso che passi di qui, legga il post, si senta offeso e mi dia del Trimone.. ma questa è un’altra storia!
Comunque, tecnicamente, se lo fa un ex magistrato, posso farlo pure io! Ed io ho voglia di attaccar briga con qualcuno, oggi… precisamente con gli autori della programmazione di NatGeo Wild (409 Sky).

Ecco, sì, io in realtà volevo dirvi oggi di quanto sia tragicomico guardare alcuni canali che nell’uso comune vengono definiti di divulgazione scientifica. Di quanto sia divertente tifare per gli orsi e gli ippopotami quando squartano ed ammazzano le persone “alla televisione” durante certi pseudo “real life documentaries” che vorebbero essere divulgazione scientifica ma sono un gradino sotto il terrorismo della buonanima di Bin Laden.
Però, credetemi… mi scappa da cacare.
E poi ‘sto post è già bello così!

Ne parliamo domani, dai!

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